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Ernia iatale: diagnosi e terapia
L’ernia iatale è la dislocazione dello stomaco o di una parte di questo al di sopra del diaframma; può essere di tre tipi: da scivolamento, paraesofagea o mista. Il più delle volte, è asintomatica. La sintomatologia, quando presente, in genere è non specifica, vale a dire che i sintomi sono comuni a quelli di molti altri disturbi: bruciori di stomaco, rigurgito, senso di pesantezza allo stomaco o sensazione di non aver digerito, mal di testa dopo i pasti.
È possibile, inoltre, che si presentino alterazioni del ritmo cardiaco, dovute a stimolazione vagale o alla compressione sul pericardio da parte dell’ernia.
Una sintomatologia più severa è riscontrabile nei pazienti in cui l’ernia iatale si associa a una esofagite da reflusso; in questo caso si possono avere anche sanguinamento e stenosi, cioè restringimento, dell’esofago.
Come si diagnostica
La diagnosi di ernia itale è possibile grazie a una radiografia delle prime vie digerenti con pasto baritato, eseguita con il paziente in posizione supina, ma su di un piano inclinato, con la testa più in basso rispetto al bacino e alle gambe. Se l’ernia è voluminosa può essere evidenziata anche da una radiografia del torace. L’esame diagnostico principale resta però l’esafogogastroscopia, che permette anche di valutare eventuali complicanze, e di escludere altre malattie a livello dell’esofago. In base alla valutazione complessiva del paziente, il medico può poi ritenere opportuno procedere ad ulteriori indagini diagnostiche.
Come si cura
Terapia alimentare
Correggere l’alimentazione e rispettare alcune regole è importante soprattutto quando l’ernia iatale si associa ad esofagite da reflusso. Chi soffre di ernia iatale dovrebbe evitare i pasti troppo abbondanti e ridurre il consumo di:
- cibi e bevande che inducono il reflusso (menta, cioccolato, alcol, grassi)
- cibi e bevande che irritano la mucosa esofagea (agrumi, pomodoro, caffè).
Terapia farmacologica
Nei casi meno gravi, l’ernia iatale, soprattutto quando è “da scivolamento”, non necessita di alcuna terapia specifica.
Per intervenire sui sintomi dell’ernia iatale si può usare il domperidone. Quando, poi, la malattia è più seria e si associa a esofagite da reflusso, si può ricorrere ad altri medicinali, tra cui gli inibitori della pompa protonica, che inibiscono la secrezione acida gastrica. Il medico, dopo aver valutato la sintomatologia del paziente, oltre che l’entità e la natura della malattia, deciderà quali e quanti farmaci prescrivere. L’automedicazione è assolutamente sconsigliata.
Terapia chirurgica
La terapia chirurgica è indicata solo nei casi più gravi, cioè, per esempio, quando l’ernia iatale è di grosse dimensioni o quando si associa a una esofagite da reflusso grave. La tecnica chirurgica e il tipo di intervento da adottare cambiano in base alla natura dell’ernia e alle condizioni della persona da curare. L’intervento chirurgico può, per esempio, mirare alla riduzione dell’ernia; se presente reflusso, è possibile che il medico prospetti al paziente l’attuazione di un procedimento antireflusso.
Margherita Russo
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Vuoi saperne di più sul reflusso gastrico esofageo? Leggi: Reflusso gastrico: cosa evitare - Alitosi e rimedi naturali
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