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Donna svizzera beccata a navigare su Facebook mentre era casa per malattia
Secondo quanto riportato da Reuters, una dipendente della Nationale Suisse si è data malata al lavoro, affermando "di non poter stare davanti al pc e di dover restare al buio".
Quando è stata scoperta mentre navigava su Facebook da casa propria, è stata licenziata.
La donna ha affermato di aver controllato la propria pagina Facebook dal letto, tramite iPhone; ciò malgrado, la Nationale Suisse ha lasciato una dichiarazione in cui ha spiegato che l’accaduto "aveva compromesso la fiducia verso questa dipendente".
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Cheerleader NFL licenziata a causa di fotografie
Caitlin Davis, cheerleader di diciotto anni dei New England Patriots, è stata licenziata a causa di fotografie postate su Facebook.
L’Associated Content descrive gli scatti in questo modo:
“Le immagini mostravano Davis in compagnia di un’amica non identificata, entrambe piegate su un ragazzo privo di sensi il cui viso e corpo erano coperti da graffiti di cattivo gusto; la parola "pene" (accompagnata da simboli fallici), la scritta “Sono un ebreo” e due svastiche sono solo alcune delle cose disegnate sul corpo dello sfortunato e inconsapevole ragazzo..
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Giurata licenziata per grave errore commesso su Facebook
Secondo quanto riportato da MSN, una giurata è stata licenziata nel Regno Unito dopo aver divulgato informazioni confidenziali sul proprio profilo Facebook in relazione ad un caso.
“Non so da che parte stare, quindi ho voluto fare un sondaggio” ha scritto la donna chiedendo ai suoi amici su Facebook di darle il loro parere.
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Critiche alla compagnia aerea
La Virgin Atlantic ha intrapreso un’azione disciplinare verso 13 membri dell’equipaggio che hanno partecipato ad una discussione su Facebook che “criticava gli standard di sicurezza della Virgin e ne insultava i passeggeri”.
Questo è quanto riportato dal The Guardian.
Gli interessati “hanno postato messaggi su Facebook appellando i passeggeri con l’espressione “burini” e scherzando sulle avarie dei motori” spiega il Guardian, aggiungendo che “deridevano gli aerei, affermando che fossero pieni di scarafaggi e che i motori dei jet della compagnia erano stati sostituiti ben quattro volte in un solo anno.
I commenti sono stati prontamente rimossi, il gruppo è stato licenziato e la Virgin non ha divulgato alcun ulteriore dettaglio a parte una dichiarazione in cui ha affermato che questo gruppo di dipendenti indisciplinati ha creato un clima di cattiva reputazione nei confronti dell’azienda.
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Cameriera licenziata perché si lamentava dei clienti
Ashley Johnson, ex cameriera del Brixx, un ristorante-pizzeria, afferma di essere stata licenziata dal lavoro perché si è lamentata dei clienti sul proprio profilo Facebook.
Secondo la CBS News, la Johnson si è irritata perché doveva trattenersi oltre il proprio orario di lavoro per colpa di un solo tavolo di due persone. Quando alla fine però i clienti se ne andarono lasciarono quella che secondo la Johnoson era una mancia inadeguata per il tempo che aveva atteso. “Grazie per aver mangiato da Brixx” scriveva sulla propria pagina Facebook, per poi definire i clienti con l’appellativo di “taccagni”.
La Johnson afferma di prendersi tutte le responsabilità delle proprie azioni ma che non si sarebbe mai aspettata di essere licenziata per quello che definisce “un piccolo accaduto”. Uno dei titolari del ristorante, tuttavia, ha affermato che l' ex-cameriera ha violato una delle politiche aziendali: “Noi prestiamo molta attenzione a quello che le persone dicono dei nostri clienti”.
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Definisce la squadra un gruppo di “ritardati”
Dan Leone, un dipendente del Philadelphia Eagles Stadium, ha riferito all’addetto per le indagini di essere stato licenziato per aver criticato la squadra su Facebook.
Dopo che l’amato Brian Dawkins degli Eagles ha firmato il contratto con il Denver Broncos, Leone ha postato il seguente messaggio: “Dan è distrutto al pensiero che Dawkins abbia firmato con il Denver... i Dam Eagles sono dei ritardati !!
Nei giorni successivi Leone ha detto di essere stato contattato dal direttore della squadra per il post inserito su Facebook. Leone ha cancellato il post, ma non è riuscito a salvare il posto di lavoro.
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7 dipendenti insultano i clienti
Farm Boy, una drogheria canadese, ha licenziato sette dipendenti per aver creato un gruppo Facebook (“I got Farm Boy’d) che si prendeva gioco dei clienti e attaccava verbalmente clientela e staff.
“Nessuno è stato licenziato per il semplice fatto di aver inserito un post su un sito web” ha affermato il presidente di Farm Boy, Donny Milito; “noi abbiamo sempre rispettato i nostri clienti e dipendenti ... Alla fine ho capito che dovevo impormi e difendere noi stessi nell’interesse dei nostri clienti”..
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Insegnante licenziata per foto e inopportune
Un’insegnante di scuola superiore della Georgia afferma di essere stata costretta a dare le dimissioni dopo che il suo superiore “ha messo in discussione la sua pagina Facebook in cui aveva inserito foto dove consumava vino e birra, accompagnate da un’imprecazione”.
L’insegnante sta ora facendo causa alla scuola perché non era stata informata di aver diritto ad una udienza prima di dimettersi.
La National Education Association afferma che in altri stati, diversi giovani insegnanti e personale scolastico hanno messo a rischio il proprio posto di lavoro divulgando informazioni personali che genitori e superiori reputano inadeguate.
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Mascotte per aver criticato i dirigenti della squadra
Andrew Kurtz, mascotte dei Pittsburgh Pirates è stata licenziata dopo aver inserito su Facebook la propria opinione sulla dirigenza della squadra. Il New York Daily News scrive:
“Il messaggio era indirizzato al Presidente Frank Coonelly, al General Manager Neal Huntington ed al Manager John Russell e diceva: “Coonelly ha esteso i contratti di Russell e Huntington fino al termine della stagione 2011. Prepariamoci alla 19esima stagione perdente per i Pirates”.
Nei giorni successivi, il direttore della comunicazione dei Pirates, Brian Warecki ha riferito alla ESPN che Kuntz era stato riassunto perché “non era stato licenziato secondo le procedure aziendali”. Warecki afferma inoltre, che la “cattiva pubblicità non ha svolto alcun ruolo nella decisione”.
Facebook.
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