Ictus

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Cosa aspettarsi dal pronto Soccorso



In pronto soccorso ti troverai di fronte a specialisti, neurologi, infermieri e tecnici. La priorità del gruppo di medici del pronto soccorso sarà quella di stabilizzare i sintomi e la condizione medica generale. Poi si procederà col determinare se si stratta di ictus e in caso affermativo, a quale tipologia appartiene. Per gli ictus ischemici causati da ostruzione arteriosa e ictus emorragici causati da rottura dei vasi sanguigni vi sono differenti terapie.



Test e Diagnosi



Al fine di determinare il miglior trattamento per l’ictus, occorre innanzitutto individuare il tipo di ictus da cui si è colpiti e le parti del cervello che ne sono interessate. Occorre poi escludere altre cause possibilmente responsabili dei sintomi, come tumore al cervello o reazione a farmaci. Per determinare il rischio di ictus, il medico può ricorrere ai seguenti test:

Esame fisico. Il medico chiederà a te o ad uno dei membri della tua famiglia, quali sono i sintomi riscontrati, quando sono iniziati e cosa si stava facendo mentre sono insorti; valuterà poi se questi sintomi sono ancora presenti. Il medico vorrà sapere quali farmaci assumi e se hai mai sofferto di lesioni alla testa; indagherà l’anamnesi familiare in materia di cardiopatie o ictus. Sarai soggetta ad un controllo della pressione sanguigna ed all’ascolto del battito cardiaco tramite stetoscopio; il medico cercherà di riscontrare la presenza di suoni sibilanti in corrispondenza delle arterie della carotide (collo) che possono rivelare aterosclerosi. Successivamente, tramite oftalmoscopio, il medico andrà alla ricerca di segni di cristalli di colesterolo o coaguli nei vasi sanguigni oculari.

Esame del sangue. Gli Gli esami del sangue permettono di ottenere informazioni importanti circa la velocità di coagulazione del sangue e consentono di valutare il livello di zuccheri presenti, l’equilibrio fra le diverse sostanze chimiche presenti nel sangue o la presenza di un’infezione. La velocità di coagulazione del sangue e i livelli di zuccheri e delle sostanze chimiche chiave, sono di primaria importanza nell’ambito della diagnosi per l’ictus. Le infezioni devono anch’esse essere trattate.

Tomografia computerizzata. Le tecniche di risonanza funzionale del cervello svolgono un ruolo chiave nella rilevazione di ictus e della determinazione della tipologia di questo. L’angiografia con tomografia computerizzata è un esame di tomografia computerizzata specialistico in cui un materiale di contrasto viene iniettato nelle vene; attraverso un fascio di raggi X è possibile poi ottenere un’immagine tridimensionale dei vasi sanguigni del collo e del cervello. I medici utilizzano questo esame per rilevare la presenza di aneurismi o malformazioni arteriovenose e per valutare il restringimento delle arterie. La scansione a tomografia computerizzata, effettuata senza materiale di contrasto, può fornire immagini del cervello ed evidenziare emorragie, ma fornisce informazioni meno dettagliate sui vasi sanguigni.

Risonanza magnetica a immagini. In questo tipo di esame, un campo magnetico molto forte e onde radio, generano una immagine tridimensionale del cervello. La risonanza magnetica a immagini può rilevare i danni causati da ictus ischemico e i danni ai tessuti cerebrali. L’angiografia con risonanza magnetica utilizza un campo magnetico, onde radio ed un mezzo di contrasto iniettato nelle vene per valutare lo stato delle arterie nel collo e nel cervello.

Ultrasuoni carotidei. Questa procedura permette di rilevare il restringimento delle arterie della carotide, nonché la presenza di coaguli. Un piccolo dispositivo (trasduttore) indolore, invia suoni ad alta frequenza nel collo; queste onde passano attraverso il tessuto e tornano indietro, creando immagini su video.

Arteriografia. Questa procedura permette di osservare quelle arterie nel cervello che normalmente non possono essere osservate mediante i raggi X. Attraverso una piccola incisione, effettuata di solito nell’inguine, il medico inserice un sottile tubo flessibile (catetere) che viene fatto passare attraverso le principale arterie e quindi nella carotide o nell’aretria vertebrale. Iniettando poi un agente di contrasto, il catetere fornisce immagini a raggi X delle arterie.

Ecocardiografia. Questa tecnologia ad ultrasuoni, elabora immagini del cuore, permettendo al medico di vedere se un coagulo (embolo), si è spostato dal cuore verso il cervello, causando ictus. Per osservare meglio il cuore è possibile che il medico debba ricorrere ad una ecocardiografia trans-esofagea. Durante questa procedura, si deve ingoiare una sonda flessibile a cui è assicurato un trasduttore. La sonda viaggia quindi verso l’esofago, il tubo che collega il retro della bocca allo stomaco. Poiché l’esofago è direttamente dietro il cuore, è possibile creare immagini ad ultrasuoni molto nitide e dettagliate, che permettono una visione migliore dei coaguli di sangue che non possono essere chiaramente rilevati in una tradizionale ecocardiografia.



Trattamenti e Farmaci



Il trattamento d’urgenza dell’ictus varia a seconda che si tratti di un ictus ischemico che blocca un’arteria, la forma più comune, o un ictus emorragico che comporta fuoriuscita di sangue nel cervello.



Trattamento Ictus ischemico



Per trattare un ictus ischemico, i medici devono ripristinare il prima possibile l’afflusso di sangue al cervello.

Trattamento di urgenza con farmaci. La terapia con farmaci anticoagulanti deve avere inizio entro 4,5 ore, prima è, meglio è. Il trattamento tempestivo non solo aumenta le possibilità di sopravvivenza, ma può anche ridurre le complicazioni che ne derivano. Trattamenti possibili:

Aspirina. L’aspirina costituisce il trattamento migliore dopo un ictus ischemico per ridurre la probabilità di avere un altro ictus. In pronto soccorso, è probabile l’utilizzo dell’aspirina dopo un ictus. La dose può variare, ma se già assumi aspirina quotidianamente per il suo effetto anti-coagulante, dovrai comunicarlo ai medici del pronto soccorso stesso, affinché sappiano che ne hai già ingerita una certa quantità.

Iniezione intravenosa di attivatore tissutale del plasminogeno tissutale (TPA). Alcune persone soggette ad ictus ischemico possono trarre beneficio dall’inizezione di attivatore tissutale del plasminogeno (TPA), di solito somministrato attraverso una vena del braccio. Il TPA è un potente farmaco anti-coagulante che aiuta le persone colpite da ictus a riprendersi più velocemente. Il TPA intravenoso tuttavia, può essere somministrato solo entro un lasso di tempo di 4.5 ore dall’ictus. Il TPA può comportare rischi ed il medico valuterà se questo è il trattamento corretto. Il TPA non può essere somministrato a persone colpite da ictus emorragico.

Altre procedure. Per ridurre il rischo ulteriore di ictus o di attacco ischemico transitorio, il medico può raccomandarti di sottoporti a una procedura per aprire un’arteria moderatamente/gravemente ristretta da placche. I medici talvolta raccomandando queste procedure anche per prevenire l’ictus. Fra queste vi è:

Endarectomia carotidea. In questa procedura, il chirurgo rimuove le placche che ostruiscono le arterie carotidee che salgono dal collo al cervello. L’arteria ostruita viene aperta, le placche vengono rimosse e si conclude con la richiusura dell’arteria. Questa procedura può ridurre il rischio di ictus ischemico. Ciò malgrado, oltre ai tradizionali rischi associati a qualsiasi intevento chirurgico, l’endarectomia carotidea può, di per se stessa, scatenare un ictus o una cardiopatia mediante il rilascio di un coagulo di sangue o detriti di grasso. Il chirurgo cerca di limitare questo rischio posizionando filtri (stumenti di protezione distale) in punti strategici del flusso sanguigno per “catturare” qualsiasi materiale che può essere rilasciato durante la procedura.

Angioplastica e stent. L’angioplastica è un’altra tecnica che può allargare un’arteria che va al cervello, ostruita da una placca, di solito l’arteria carotidea. In questa procedura, un catetere dotato di un palloncino gonfiabile all’estremità, viene inserito nella zona ostuita dell’arteria. Il palloncino viene gonfiato, comprimendo le placche contro le pareti dell’arteria. Un piccolo tubo di maglia metallica (lo stent) viene quindi lasciato nell’arteria per prevenirne il restringimento. L’inserimento di uno stent in una arteria cerebrale (stent intercranico) è simile all’inserimento dello stent nelle arterie carotidee. Mediante una piccola incisione nell’inguine, i medici fanno scivolare un catetere lungo le arterie, fino al cervello. Talvolta si ricorre prima all’angioplastica per ampliare la zona interessata; in altri casi invece, lo stent viene posizionato senza preliminare angioplastica.



Trattamento dell'Ictus emorragico



Il trattamento di urgenza per l’ictus emorragico si concentra sul controllo dell’emorragia e sulla riduzione della pressione nel cervello. Per tenere sotto controllo eventuali rischi futuri è possibile ricorrere alla chirurgia.

Misure di emergenza. Se assumi Warfarin o farmaci antipiastrinici come il clopidogrel per prevenire la formazione di coaguli del sangue, potresti ricevere farmaci o trasfusioni di sangue per contrastare i loro effetti. E’ possibile che ti verranno somministrati farmaci per abbassare la pressione sanguigna, per prevenire crisi o ridurre la reazione del cervello al sanguinamento (vasospasmo). Le persone colpite da ictus emorragico non possono ricevere farmaci anti-coagulanti come l’aspirina perché potrebbero peggiorare l’emorragia.

Quando la fuoriuscita di sangue nel cervello è cessata, il trattamento di solito prevede il riposo a letto e la sorveglianza di un medico per il tempo durante il quale il corpo riassorbe il sangue perso. La guarigione è simile a quella di una brutta contusione. Se l’area di sanguinamento è ampia, è possibile ricorrere alla chirurgia per rimuovere il sangue e alleviare la pressione sul cervello.

Riparazione chirurgica dei vasi sanguigni. Per riparare alcune anomalie dei vasi sanguigni, associate agli ictus emorragici, è possibile ricorrere alla chirurgia. Dopo l’ictus, se sei a rischio di aneurisma spontaneo o di rottura di malformazione arteriovenosa, il medico può raccomandarti una delle seguenti procedure:

Clipping dell’aneurisma. Una piccola clip viene posizionata alla base dell’aneurisma, isolandolo dalla circolazione dell’arteria a cui è attaccato. Ciò eviterà la rottura dell’aneurisma oppure preverrà il ripetersi del sanguinamento di un aneurisma recentemente oggetto di emorragia. Questa clip resterà per sempre inserita al suo posto.

Embolizzazione dell’aneurisma. Per alcuni tipi di aneurismi, questa procedura può rappresentare un’alternativa al clipping. Attraverso un catetere, il chirurgo posiziona una sottile bobina nell’aneurisma. Questa bobina fornisce una specie di impalcatura dove si forma un coagulo che isola l’aneurisma dalle arterie circostanti.

Rimozione chirurgica della malformazione arteriovenosa (AVM). Le malformazioni arteriovenose non possono essere sempre rimosse quando sono troppo grandi o quando sono collocate in profondità nel cervello. La rimozione chirurgica di una piccola AVM da una parte accessibile del cervello, tuttavia, può eliminare il rischio di rottura, riducendo il rischio generale di ictus emorragico.



Convalescenza e Riabilitazione



Dopo il trattamento di urgenza, le cure post-ictus si concentrano sul recupero delle forze, delle funzionalità e quindi sulla ripresa di un’esistenza indipendente. L’impatto dell’ictus dipende molto dall’area del cervello che è stata colpita e dalla quantità di tessuto danneggiato. Una lesione alla parte destra del cervello può avere ripercussioni sulle capacità motorie e sulle sensazioni della parte sinistra del corpo. Il danno al tessuto cerebrale della parte sinistra può invece incidere sulle capacità motorie della parte destra; questo danno può inoltre causare disturbi del linguaggio. Oltre a ciò, è possibile che l’ictus comporti problemi di respirazione, deglutizione, equilibrio e udito; in taluni casi si ha una perdita della vista e la perdita di funzionalità della vescica o dell’intestino.

La maggior parte delle persone che sopravvivono all’ictus, seguono un programma di riabilitazione. Il tuo medico potrà consigliarti un programma rigoroso, conforme alla tua età, al tuo stato di salute generale ed al grado di disabilità post-ictus. Le raccomandazioni post-ictus tengono inoltre conto dello stile di vita del paziente, degli interessi e delle priorità, dell’eventuale disponibilità di altri membri della famiglia o di persone che possono assisterlo.

Il programma di riabilitazione può iniziare prima di essere dimessi dall’ospedale e proseguire nell’unità di riabilitazione dello stesso ospedale o di un altro centro specializzato, oppure ancora a domicilio.



Gestione e Supporto



L’ictus è un evento che cambia la vita e che può influire sul benessere emotivo delle persone, nonché sulla loro funzionalità fisica. Sensazioni quali impotenza, frustrazione, depressione e apatia non sono rare; una ridotta pulsione sessuale e variazioni dell’umore sono altre problematiche comuni. Il mantenimento dell’autostima, delle relazioni con gli altri e dei propri interessi, sono aspetti essenziali per il recupero. Queste strategie possono aiutare sia la persona colpita che coloro che la assistono:

Non essere dura con te stessa. Accetta l’idea che il recupero fisico ed emotivo richiederà un duro lavoro e tempo. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere “una nuova condizione di normalità”; gioisci di ogni progresso e concediti del riposo.

Aver superato i 55 anni di età.

Elevata pressione sanguigna, il rischio di ictus aumenta con una pressione superiore a 115/75 millimetri di mercurio (mm Hg). Il tuo medico può aiutarti a individuare la corretta pressione sanguigna conformemente alla tua età, alle tue eventuali patologie quali ad esempio diabete e altri fattori.

Esci di casa anche se fai fatica. Non scoraggiarti se ti muovi lentamente e hai bisogno di un bastone, di un girello o di una sedia a rotelle per spostarti. Uscire ti farà solo bene.

Chiedi agli amici ed alla famiglia ciò di cui hai bisogno. Le persone che ti circondano potrebbero volerti aiutare ma non sanno come. Fai sapere loro che hai voglia che ti facciano compagnia a pranzo e che si fermino a chiacchierare oppure chiedi di portarti fuori a cena, di partecipare a eventi sociali o ad attività organizzate per esempio da associazioni o altro.

Sappi che non sei sola. Circa 200,000 italiani sono colpiti da ictus ogni anno e 913.000 mila persone circa convivono oggi in Italia con l’ictus.



Sfide di Comunicazione



Uno degli effetti più frustranti dell’ictus è che può colpire il linguaggio e l’espressione orale. Ecco alcuni consigli utili sia per le persone colpite da ictus che per coloro che stanno al fianco di esse:

La pratica aiuta. Cerca di avere almeno una conversazione al giorno. Ciò ti aiuterà a comprendere cosa funziona meglio per te, ti aiuterà a non sentirti socialmente esclusa e a recuperare fiducia in te stessa.

Rilassati e prenditi il tuo tempo. Parlare può essere più semplice e utile in situazioni di relax in cui hai tutto il tempo necessario a disposizione. Alcune persone colpite da ictus affermano che le ore dopo cena sono un buon momento.

Esprimiti a modo tuo. Quando devi riprenderti da un ictus forse avrai necessità di utilizzare meno parole o di affidarti a gesti o ad un tono di voce che possa trasmettere le tue idee.

Sfrutta sostegni e aiuti per comunicare. Forse potrebbe esserti utile ricorrere a schede di riferimento che mostrano parole, immagini usate di frequente da amici stretti e membri della famiglia, nonché attività quotidiane come guardare la trasmissione televisiva preferita o andare al bagno.



Prevenzione



Conoscere i fattori di rischio, rispettare le raccomandazioni del medico e adottare uno stile di vita sano, sono le precauzioni migliori che puoi intraprendere per prevenire l’ictus. Se sei stata colpita da ictus o attacco ischemico transitorio, queste precauzioniti aiuteranno ad evitarne un altro. Moltre strategie di prevenzione dell’ictus sono uguali a quelle per la prevenzione di cardiopatie. In linea generale, per sano stile di vita si intende:

Controllo dell’elevata pressione sanguigna (ipertensione). Una delle cose più importanti che puoi fare per ridurre il rischio di ictus è tenere sotto controllo la pressione. Se hai avuto un ictus, la riduzione della pressione ti aiuterà a prevenire un ulteriore ictus o attacco ischemico transitorio. L’attività fisica, la gestione dello stress, il mantenimento di un corretto peso corporeo e una limitata assunzione di sodio ed alcool, sono passi importanti per tenere sotto controllo la pressione. Un altro aiuto può derivare dall’aggiunta di potassio al proprio regime alimentare. Oltre a queste raccomandazioni relative allo stile di vita, il tuo medico può prescriverti terapie per il controllo della pressione, come ad esempio diuretici, bloccanti del canale del calcio, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) bloccanti dei recettori dell’angiotensina.

Riduci il colesterolo e i grassi saturi assunti con l’alimentazione. L’assunzione di meno colesterolo e grassi, soprattutto dei grassi saturi e dei grassi trans, può ridurre le placche nelle arterie. Se non riesci a controllare il colesterolo attraverso una piccola modificha delle abitudini alimentari, il tuo medico può prescriverti delle statine, come la simvastatina o atorvastatina (Lipitor) o un altro farmaco che riduce il colesterolo.

Non fumare. Il fumo aumenta il rischio di ictus sia per il fumatore che per le persone esposte al fumo passivo. Smettere di fumare ti permetterà di ridurre il rischio di ictus, diversi anni dopo aver smesso di fumare, il rischio di ictus per un ex fumatore è uguale a quello di un non fumatore.

Controlla il diabete. Puoi gestire il diabete con la dieta, con l’attività fisica, con il controllo del peso e con farmaci.

Mantieni un peso salutare. Il sovrappeso contribuisce ad altri fattori di rischio di ictus, quali ipertensione, patologie cardiovascolari e diabete. Una perdita di peso di soli 5 chili circa, può abbassare la pressione e ridurre i livelli di colesterolo.

Consuma frutta e verdura. Una dieta che prevede cinque o più porzioni di frutta o verdure al giorno può ridurre il rischio di ictus.

Fai attività fisica con regolarità. L’attività aerobica riduce il rischio di ictus in molti modi; infatti abbassa la pressione, incrementa il livello di colesterolo buono (HDL) e migliora la salute generale dei vasi sanguigni e del cuore. L’attività fisica ti aiuta inoltre a perdere peso, a controllare il diabete e a ridurre lo stress. Cerca di incrementare l’attività fisica gradualmente, arrivando fino a 30 minuti al giorno, e quasi tutti i giorni; puoi camminare, correre, nuotare o andare in bicicletta.

Consuma alcool con moderazione. L’alcool può essere sia un fattore di rischio che una misura di prevenzione per l’ictus. L’abuso di alcool incrementa il rischio di aumento della pressione sanguigna e di ictus emorragici e ischemici; tuttavia, il consumo di piccole/moderate quantità di alcool, può incrementare il colesterolo HDL e ridurre la tendenza di coagulazione del sangue. Entrambi i fattori contribuiscono ad un minore rischio di ictus ischemico.

Non usare droghe illecite. Alcune droghe come la cocaina o le metanfetamine sono rinomati fattori di rischio per ictus e attacco ischemico transitorio.



Farmaci per la Prevenzione



Se sei stata colpita da ictus ischemico o attacco ischemico transitorio, il medico può prescriverti dei farmaci per ridurre il rischio di averne un altro. Questi sono:

Farmaci antipiastrinici. Le piastrine sono cellule presenti nel sangue che danno origine alla coagulazione. I farmaci anti-piastrinici rendono queste cellule meno “appiccicose” e quindi riducono la probabilità di formazione di coaguli. Il farmaco antipiastrinico maggiormente utilizzato è l’aspirina. Il tuo medico può aiutarti a individuare la giusta dose di aspirina che devi assumere.

Anticoagulanti. Questi farmaci includono l’eparina e la warfarina. Agiscono sul meccanismo di coagulazione in modo differente rispetto agli anti-piastrinici. L’eparina ha un’azione rapida ed è utilizzata negli ospedali come trattamento a breve termine. Per i trattamenti a lungo termine si ricorre all’eparina con un meccanismo di azione più lento. La warfarina è un potente farmaco anti-coagulante quindi deve essere assunto con molta cautela sotto il controllo medico, tenendo in considerazione gli effetti collaterali. Il medico può prescriverti questi farmaci se soffri di disturbi di coagulazione del sangue, di alcune anomalie arteriose, di ritmo cardiaco anomalo, come ad esempio fibrillazione atriale o altri problemi cardiaci.



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