La Glicemia

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redattore-frisetti Fabio Frisetti



Iperglicemia



L'iperglicemia è la condizione fisiologica in cui la concentrazione di glucosio nel sangue a digiuno supera i valori compresi in un intervallo, generalmente fissato tra 65 mg/dl e 110/120 mg/dl, entro il quale il livello di glucosio è considerato essere assolutamente nella norma.

I livelli di glucosio in una condizione di normalità forniscono al nostro corpo energia sufficiente per 20/ 30 minuti, è pertanto necessario mantenere costante il livello glicemico, reintroducendo nel sangue nuove molecole di glucosio in maniera costante e continuativa.

L'iperglicemia avviene quando gli organi e ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati hanno delle disfunzioni, causate da patologie o traumi.



I regolatori glicemici



Gli organi e gli ormoni principalmente correlati al mantenimento dei livelli di glicemia ad uno status di normalità sono vari.Innanzitutto il FEGATO in cui, in condizioni di livelli normali di glicemia, gli epatociti si legano a molecole di glucosio per poi immetterle nel tessuto ematico e fornire costantemente fonti di energia.

Quando però la loro concentrazione nel sangue è troppo elevata il fegato blocca automaticamente l'emissione e lo conserva (processo di CAPTAZIONE) al suo interno e nei tessuti adiacenti.

Un mal funzionamento del fegato nella sua funzione di regolatore glicemico può naturalmente portare a stati di iperglicemia; ciò che spesso avviene nei casi di alcolismo con stati di cirrosi epatica.

C'è poi il PANCREAS che, attraverso le cellule beta,produce INSULINA, l'ormone proteico interposto alla regolazione del tasso glicemico del sangue, e che viene secreta nel sangue su stimolazione di amminoacidi, acidi grassi e corpi chetonici.

L'insulina di fatto ha il compito di prelevare glucosio dal sangue e farlo utilizzare da fegato, muscoli e tessuti adiposi, conservandolo sotto forma di GLICOGENI, evitando così di utilizzare i grassi come fonte energetica.

[LEGGI LO SPECIALE ALANINA]

Ha un potere dunque ipoglicemizzante. La produzione di insulina aumenta o diminuisce in proporzione diretta con le variazioni del tasso di glucosio nel sangue.

Ne deriva dunque che un aumento glicemico provoca aumento di insulina e viceversa.

Purtroppo il sistema di produzione può andare in tilt a causa di due neurormoni della famiglia delle CATECOLAMINE, l'ADRENALINA e la NORADRENALINA, prodotti dalle GHIANDOLE SURRENALI, in grado di reprimere l'effetto dell'insulina e comportando effetti iperglicemizzanti.

I RENI regolano la glicemia eliminando glucosio in eccesso (solitamente quando la concentrazione supera il valore a rischio di 170-180 mg/dl) attraverso le urine (GLICOSURIA); mentre nel caso di condizioni ipoglicemiche i glomeruli renali sono in grado di riassorbire glucosio e reimmetterlo nel sangue.

Anche l'IPOFISI ANTERIORE è in grado di produrre ormoni antagonisti dell'insulina: SOMATOTROPINA (ormone della crescita, GH) e CORTICOTROPINA (ormone adrenocorticotropo, ACTH, che influenza il metabolismo carboidratico con la produzione di ormoni nella corteccia surrenale, i glucocorticoidi che alzano la glicemia perchè insulinoresistenti).

Infine la TIROIDE, attraverso gli ormoni tiroidei T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina) che incidono, direttamente sul metabolismo glicemico (gliconeogenesi e glicogenolisi): aumentando e diminuendo la concentrazione glicemica ematica.

In condizione di IPERTIROIDISMO si ha generalmente ipoglicemia e in quella di IPOTIROIDISMO, invece, iperglicemia.



I regolatori glicemici
Le cause dell'iperglicemia
I sintomi dell'iperglicemia
Complicazioni
Prevenzione e cure


Le Cause dell'Iperglicemia



L'iperglicemia si divide in OCCASIONALE e CRONICA, con conseguenze sulla salute dall'impatto decisamente diverso.

La condizione OCCASIONALE è spesso dovuta a TRAUMI  FISICI o INTERVENTI CHIRURGICI, in cui la super-produzione di ADRENALINA porta ad aumentare la glicemia, ma solo temporaneamente e senza solitamente arrecare danni permanenti.

La iperglicemia CRONICA è invece sintomo di malattie e patologie ben più gravi e complesse.

In primis il DIABETE MELLITO, in cui il soggetto produce bassi livelli di insulina (tipo 1) oppure sviluppa una resistenza all'insulina a livello cellulare (tipo 2). Ma anche gravi forme tumori come l'ADENOCARCINOMA PANCREATICO e alcuni tumori cerebrali.

Oppure INFIAMMAZIONI (meningiti e encefaliti) e INFEZIONI, a cause delle quali l'organismo rilascia catecolamine (adrenalina e novadrenalina) che alzano il livello di glucosio nel sangue.

Disfunzioni endocrinologiche come IPOTIROIDISMO e PANCREATITE sono anch'esse causa di cronicizzazione dello stato iperglicemico.

Così come la SINDROME DI CUSHING, disfunzione ormonale che comporta iper-produzione di CORTISOLO, che aumentano l'insulinoresistenza causando spesso anche diabete mellito di tipo 2;

INFARTI MIOCARDICI ACUTI e ICTUS, laddove non causati da diabete e da iperglicemia già esistente, possono portare a conseguenze di iperglicemia cronica.

Aumentando oltretutto i rischi di mortalità, se raffrontati agli episodi di altri stress critici (infarti e ictus) avvenuti come conseguenza al diabete, ad esempio.

Oltre a patologie fisiologiche anche molti FARMACI sono causa di iperglicemia, che può trasformarsi in cronica, come:-BETA BLOCCANTI, antiaritmici e antipertensivi impiegati in caso di Angina pectoris, ipertensione, infarti miocardici, aritmie e scompensi cardiaci;-EPINEFRINA, o adrenalina, largamente usata per shock anafilattici, arresti cardiaci, broncospasmi e anestesie locali;-DIURETICI TIAZIDICI, per ipertensione e osteoporosi;-CORTICOSTEROIDI usati per combattere artrite, asma, epatite e ulcere; dannosi soprattutto i glucocorticoidi, come il cortisolo.

L-ASPARAGINASI impiegata nella cura di leucemia linfoblastica e che crea interferenze nella sintesi di insulina,  provocando alla lunga anche pancreatite ed epatite.



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I sintomi dell'iperglicemia



Per poter individuare uno stato di iperglicemia cronica, e quindi anche eventuali patologie che l'hanno causata, oltre alle analisi ematiche per un corretto screening dei livelli glicemici in varie condizioni (digiuno e post-prandiale), ci si può affidare anche ad una serie di sintomi tipici di questa condizione.

Ricordiamoci che l'iperglicemia è inoltre di per sé sintomo di parecchie patologie (diabete mellito, pancreatite, patologie epatiche), come visto precedentemente; i sintomi elencati possono dunque rimandare alla patologia scatenante lo stato di iperglicemia cronica:

POLIFAGIA, ovvero fame frequente, dovuta all'innalzamento del glucosio; detta anche polifagia paradossa se associata a PERDITA DI PESO;

POLIDIPSIA, sete frequente, e POLIURIA, abbondante e frequente urinazione.

Entrambe causate da DIURESI OSMOTICA, ovvero l'eliminazione di glucosio attraverso i reni, che aumenta in caso di alte concentrazioni di glucosio;-visione sfuocata a causa di RETINOPATIE DIABETICHE, che implicano emorragie nella retina; causa frequente di cecità, oppure per CATARATTA;

AFFATICAMENTO CRONICO, ovvero della durata di almeno sei mesi, provocato da patologie del fegato e diabete;

DIFFICOLTA' NELLA CICATRIZZAZIONE di ferite e frequenti ULCERAZIONI, per via della circolazione sanguigna rallentata e scarsa;-XEROSTOMIA o secchezza delle fauci, per via della chetoacidosi;

PELLE SECCA E PRURIGINOSA;

DISFUNZIONI ERETTILI, sempre collegate ai danni circolatori provocati dal diabete;

INFEZIONI FREQUENTI all'esterno del padiglione auricolare (otitis exerna), dovute ad abbassamento immunitario tipico del diabete;

ARITMIA CARDIACA.



Complicazioni



Uno stato cronico di iperglicemia, oltre ad essere spesso causato da patologie generalmente gravi di per sé comporta purtroppo ulteriori complicazioni, che si sommano dunque alle già esistenti:

NEFROPATIE (problemi ed insufficienze renali);

PROBLEMI CIRCOLATORI, che a loro volta comportano ulteriori complicazioni come DANNI ALLA RETINA e DANNI AGLI ARTI INFERIORI, per via della scarsa circolazione sanguigna e delle neuropatie che provocano la comparsa di infezioni;

OSTEOPOROSI;-NEUROPATIE DIABETICHE, tutta una serie di spiacevoli patologie legate al diabete

CHETOACIDOSI DIABETICA, stato di intossicazione anche mortale dell'organismo per via dell'eccessiva produzione di chetoni, non contrastata dalla mancata per via dei livelli bassi di insulina;

SINDROME GLICEMICA IPEROSMOLARE, sempre causata dal diabete, consiste in un'eccessiva polidipsia e poliuria (con eliminazione di glucosio e lipidi attraverso le urine) che porta a febbre alta, secchezza delle fauci, pelle secca e sonnolenza sino ad arrivare a ictus e coma,  e anche morte.



Prevenzione e cure



L'iperglicemia, se non curata, può portare all'instaurarsi di patologie croniche come il DIABETE MELLITO, solitamente di tipo 2, forma estremamente complessa da curare essendo insulinoresistente.

Molto spesso le forme iperglicemiche non legate a patologie scatenanti sono dette anche PRE-DIABETICHE.

Generalmente l'iperglicemia può essere trattata efficacemente con un semplice cambiamento di stile di vita: migliorare la propria dieta, aumentare l'esercizio fisico e perdere peso possono contribuire di molto a controllare la glicemia.

Oltre che a ridurre qualsiasi tipo di stress a carico del pancreas, che si potrebbe tradurre poi in negativo sulla regolazione del metabolismo glucidico.Questa cura è efficace anche nel trattare il diabete di tipo 1 e 2, perché tiene sotto controllo la produzione e i livelli di insulina.





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Sindrome metabolica: conoscerla e curarla

La sindrome metabolica altro non è che un'aggregazione di fattori di rischio cardiovascolare: eccesso di peso corporeo con obesità centrale, diabete e altre alterazioni della glicemia, alterazione dei valori di grassi nel sangue, pressione alta. Va da sé che maggiore è il numero di tali fattori di rischio, più è elevata la predisposizione della persona ad andare incontro a malattie cardiache e a eventi quali infarto e ictus.

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Il Telefonino che cura il Diabete

In arrivo un apparecchio simile ad un telefonino che monitora la glicemia nel sangue ed inietta insulina in caso di diabete. Si chiama anche pancreas artificiale. Negli anni ‘60 era grande come uno zaino, oggi assume la forma più ridotta e maneggevole di un telefonino. Si tratta di un apparecchio collegato ad un sofisticato software, che inietta dosi di insulina nel sangue, per riportare gli zuccheri a un livello ottimale prima che si rischi di cadere in crisi ipoglicemica.

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Ridurre i Carboidrati per mantenere il proprio Peso

Insulina e glicemia sono state quantificate perché influenzano il senso di sazietà. Con la dieta a ridotto contenuto di carboidrati si riesce a ridurre l'insulina e a mantenere stabile la glicemia, due elementi che contribuiscono a diminuire la fame. Tutti i volontari che erano stati sottoposti alla dieta con pochi carboidrati hanno detto di sentirsi più sazi sia prima che dopo il pasto-prova. Questo significa che la dieta riduce il senso di fame: un elemento che nel lungo periodo può aiutare a diminuire il consumo di calorie e quindi far perdere peso. Il solo cambiare modo di mangiare fa sentire più pieni; poi però l'organismo si adatta e non si sente più sazio.

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Esistono una serie di regole, semplici da seguire, per regolarizzare la glicemia, mantenere in piena efficienza fegato e colecisti responsabili della rimozione del colesterolo. La dieta deve essere normo calorica o ipocalorica. Bisogna ridurre i cibi di origine animale come burro, strutto, carne.Non vanno aboliti i formaggi, ma sono da preferire quelli più magri e non debbono essere consumati più di due/tre volte alla settimana.

http://www.benesserevillage.it/.../for/guide?pageID=13


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3 Regole per dimagrire senza Fame

Tagliate i carboidrati. Giuro che non è difficile come sembra, anzi. Tutto merito di un ormone, l’insulina, direttamente correlata con la glicemia e capace di influenzare notevolmente il senso di sazietà. Con una dieta a ridotto contenuto di carboidrati si riesce a ridurre e a mantenere stabile la glicemia, quindi si può anche diminuire la fame: all’università di Birmingham (Alabama) l’hanno sperimentato e assicurano che funziona.

http://www.benesserevillage.it/.../dieta-fame-MjI1MA453


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Come accelerare il Metabolismo

Altro discorso spesso ignorato da chi si avvicina al mondo delle diete è quello della modulazione della glicemia. L’insulina ha la principale funzione di combattere l’eccessiva presenza di zucchero nel sangue: quando il livello di questi è troppo basso scatta lo stimolo incontrollabile della fame, quando il livello è troppo alto, il pancreas secerne una certa quantità di insulina con la funzione di stabilizzare la situazione.

http://www.benesserevillage.it/.../accelerare-il-metabolismo.php


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Calmare la Fame nervosa con Carboidrati e Proteine

Tutto questo, tradotti in pratica, significa sì alla pasta integrale che viene assimilata meglio e non provoca sbalzi di glicemia, ma con un condimento leggero, tipo pomodoro fresco, basilico e un filo d’olio crudo. No al pane dopo aver mangiato la pasta. Attenzione alle quantità che non devono essere superiori ai 70-80 grammi.

http://www.benesserevillage.it/.../calmare-la-fame-nervosa-con-carboidrati-e-proteine-Njgy

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Dieta molecolare le Calorie non si calcolano più

I carboidrati non devono scendere al di sotto dei 130g per garantire i giusti nutrienti all’organismo e per non incorrere in malattie come la chetosi, ovvero l’acetone dei bambini che si verifica quando il livello di glicemia diventa troppo basso. La dieta molecolare, ideata da un medico specialista in Scienze dell’Alimentazione dell’Ospedale San Donato di Arezzo, Luigi Rossi, prevede la combinazione delle molecole presenti nei nutrienti per garantire il giusto apporto quotidiano di energia senza cadere negli eccessi e appesantire il fegato.

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Diabete correlato al Morbo di Alzheimer

"La glicemia alta può influenzare direttamente sia le cellule nervose che quelle di supporto del sistema nervoso", dice Alan Jacobson, dottore in medicina ed emerito professore di psichiatria alla Harvard Medical School, negli Stati Uniti. "Può anche causare danni ai vasi sanguigni sia grandi che piccoli." La conseguenza è la riduzione della quantità di ossigeno che raggiunge il cervello. "Inoltre, aumenta il rischio di avere un ictus con effetti distruttivi per le cellule celebrali".

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Diabete giovanile: Falsità dal Web

Le persone affette da diabete giovanile devono sempre fare attenzione all'assunzione di cibo e al movimento che fanno per bilanciare i livelli di zucchero nel sangue, nel tentativo di evitare l'ipoglicemia o l'iperglicemia, che possono essere entrambe pericolose per la vita. Ciò significa che chi è affetto da diabete giovanile è costretto a controllare la propria glicemia più volte al giorno pungendosi le dita e analizzando il sangue con un apposito strumento, a sottoporsi a iniezioni multiple giornaliere, oppure a usare una pompa per rilasciare regolarmente insulina nel corpo.

http://www.benesserevillage.it/.../diabete-giovanile-falsit-dal-web-NDgw

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Bambini: a ogni Età la Merenda giusta

Dai sei anni in poi. Tutto va bene, dal pane e marmellata, al pane e prosciutto, al gelato, alla frutta, purché si tenga conto dello stile di vita del bambino e della sua tendenza a ingrassare. A volte può andar bene anche un pezzettino di cioccolata fondente o al latte. Prediligere comunque cibi senza zuccheri aggiunti, se si è fuori casa si può anche offrire una merendina confezionata. Questo può aiutare a non demonizzare troppo questo prodotto (e a non renderlo troppo appetibile), preferendo le merendine confezionate con ingredienti più salutari (prive di grassi idrogenati, basta leggere l’etichetta). Attenzione ai succhi di frutta con zuccheri aggiunti, che alzano la glicemia. Se il bambino è in soprappeso, le merende migliori sono lo yogurt, la frutta e per quando il bambino è fuori casa si possono acquistare macedonie fresche o frullati già confezionati.

http://www.benesserevillage.it/.../bambini-ad-ogni-et-la-merenda-giusta-MTAxOA453

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Errori alimentari alla Base della Celiachia

Basta poco per diventare celiaci: pasta, pane, pizza in continuazione, per anni… ed il rischio aumenta. Guarda caso questi alimenti non solo contengono farinacei e glutine, ma sono anche gli alimenti che provocano un aumento della glicemia nel sangue. Diabete e celiachia infatti, sono sempre più correlati. Ma se aumentano le diagnosi, aumentano anche le ricerche in tutto il mondo che cercano di sconfiggerla.

http://www.benesserevillage.it/.../celiachia-MTcwMw453

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Sindrome metabolica e Dieta

Allora venne descritta come un insieme di ipertensione, iperglicemia, gotta, adiposità, malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Non esiste ancora oggi una definizione ufficiale, accettata da tutti, della sindrome metabolica, ma la più ricorrente la caratterizza come un insieme di intolleranza al glucosio, obesità, ipertensione e dislipidemia (elevate concentrazioni di lipidi nel sangue). La sindrome metabolica viene diagnosticata quando una persona presenta tre o più dei seguenti sintomi.

http://www.benesserevillage.it/.../sindrome-metabolica.php

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Come accelerare il Metabolismo per dimagrire

Inoltre è bene eliminare lo zucchero bianco ed usare quello di canna: lo zucchero bianco infatti crea tensioni addominali e favorisce la produzione di gas con relativi processi fermentativi ed aumenta la glicemia che ostruisce i vasi. È bene bere molta acqua e mangiare cibi piccanti che favoriscono la sudorazione, ma sempre in modo molto moderato. Bisogna fare una buona colazione aiuta a dare gran parte delle energie all'organismo senza affaticarlo. Usare il tè verde inoltre, aiuta ad aumentare il metabolismo senza stressare il corpo come accade con la caffeina. Con questi piccoli segreti è possibile salvaguardare la propria forma fisica e la propria salute.

http://www.benesserevillage.it/.../come-accelerare-il-metabolismo-per-dimagrire-MTE1NA

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Metabolismo: cosa, quando e quanto mangiare

Ore 16: di solito c'è un lieve abbassamento della glicemia. Sì dunque a un secondo snack sano, sempre a base di frutta e cracker o di pane integrale con una fetta di prosciutto crudo sgrassato. Ore 18: è il momento ideale per fare movimento. A quest'ora, infatti, il corpo ha maggiore capacità di reazione e brucia di più: muscoli, polmoni, coordinazione motoria e riflessi rispondono al meglio nella pausa pranzo e nel pomeriggio, mentre la sera le attività fisiologiche vanno progressivamente diminuendo. Dopo lo sport, il metabolismo è già naturalmente attivo, ma un secondo snack a base di verdura cruda è necessario per non arrivare a cena troppo affamati.

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