Il Diabete mellito

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redattore-frisetti Fabio Frisetti



Con il termine diabete mellito si identifica un gruppo di disturbi metabolici caratterizzati da alti livelli di zuccheri (glucosio) nel sangue, causati da difetti nella secrezione o nell'azione dell'insulina, oppure dalla concomitanza di entrambe le cause. Il diabete mellito, chiamato comunemente diabete o diabete di tipo 2, venne identificato per la prima volta come una malattia associata a "urina dolce" e all'eccessiva perdita di massa muscolare. Degli elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) portano infatti alla fuoriuscita dello stesso nelle urine, fenomeno a cui si deve la definizione di "urina dolce".



Solitamente, i livelli di glucosio nel sangue sono strettamente controllati dall'insulina, un ormone prodotto dal pancreas. L'insulina infatti ha proprio il compito di abbassare il livello di glucosio nel sangue. Quando la glicemia aumenta (ad esempio, dopo aver mangiato), l'insulina viene rilasciata dal pancreas per normalizzare il livello di glucosio.

Nei pazienti affetti da diabete, l'assenza o l'insufficiente produzione di insulina causa iperglicemia. Il diabete mellito è una malattia cronica, cioè, nonostante sia possibile tenerlo sotto controllo, dura per tutta la vita.



Quali le Conseguenze del Diabete mellito?



Col passare del tempo, il diabete può portare a cecità, insufficienza renale e provocare danni neurologici. Questi conseguenze sono dovute ai danni subiti dai capillari, condizione nota anche con il nome di microangiopatia. Il diabete mellito riveste anche un importante ruolo catalizzatore nel processo di indurimento e restringimento delle arterie (arteriosclerosi), favorendo così il verificarsi di infarti, cardiopatie coronariche e altre patologia cardiache. Questa condizione è nota anche come patologia macrovascolare.

Il diabete è la terza causa di morte dopo infarto e cancro nei paesi evoluti.



Quali le Conseguenze del Diabete mellito?
Quali sono le Cause del Diabete?
Quali sono i diversi Tipi di Diabete?
Quali sono i Sintomi del Diabete?
Come si diagnostica il Diabete?
Il Test orale di Tolleranza al Glucosio
Valutazione dei Risultati del Test orale di Tolleranza al Glucosio
Controllo della Glicemia a Casa
Emoglobina A1c
Quali sono le Complicanze acute del Diabete?
Quali sono le Complicanze croniche del Diabete?
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Cosa si può fare per rallentare l'insorgere delle Complicanze del Diabete?


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Test: sei a Rischio
di Diabete di Tipo 2?
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Quali sono le Cause del Diabete?



L'iperglicemia, e quindi il diabete, possono verificarsi a causa di: insufficiente produzione di insulina (in senso sia assoluto che relativo alle esigenze dell'organismo), produzione di insulina difettosa (caso non comune) oppure l'incapacità delle cellule di utilizzare l'insulina in modo corretto ed efficiente. L'ultima condizione elencata colpisce soprattutto le cellule muscolari e i tessuti adiposi, ed è nota come "insulino-resistenza". Si tratta del problema principale nei casi di diabete di tipo 2 (o diabete mellito). La mancanza assoluta di insulina, solitamente effetto secondario di un processo di distruzione delle cellule beta del pancreas (responsabili della produzione di insulina) , è invece la patologia più diffusa nei casi di diabete di tipo 1. Anche nel diabete di tipo mellito si verifica una diminuzione costante delle cellule beta, incidendo così sul processo che determina alti livelli di glicemia.

In breve, se una persona è resistente all'insulina, il corpo può, in certa misura, aumentare la produzione dell'insulina stessa, contrastando così quella resistenza. Col tempo, se la produzione diminuisce e l'insulina non può essere più prodotta altrettanto efficacemente, si ha l'insorgere dell'iperglicemia.
Il glucosio è uno zucchero semplice che si trova nel cibo. E' un nutriente essenziale che fornisce l'energia per il corretto funzionamento delle cellule corporee. I carboidrati vengono scomposti nell'intestino tenue e il glucosio contenuto negli alimenti digeriti viene assorbito dalle cellule dell'intestino, passando nel flusso sanguigno, per essere poi trasportato alle cellule del corpo, in cui verrà utilizzato. Il glucosio non può però entrare da solo nelle cellule, dato che per il suo trasporto si rende necessario l'intervento dell'insulina. Senza insulina, le cellule soffrono per mancanza di energia da glucosio, nonostante quest'ultimo abbondi nel sangue. In alcuni tipi di diabete, l'incapacità delle cellule di utilizzare il glucosio causa una paradossale situazione di fame perpetua (sensazione di fame anche dopo aver mangiato). Il glucosio inutilizzato e in eccesso va così sprecato e viene espulso con le urine.

L'insulina è un ormone prodotto da cellule specializzate (cellule beta) del pancreas. (Il pancreas è un organo situato in profondità nell'addome, dietro lo stomaco) Oltre ad aiutare il glucosio a entrare nelle cellule, l'insulina è importante anche per la regolazione del livello di glucosio nel sangue stesso. Dopo un pasto, la glicemia aumenta per effetto del cibo assimilato. Come risposta all'aumento del livello di glucosio, il pancreas solitamente rilascia una maggior quantità di insulina nel flusso sanguigno, per aiutare il glucosio a penetrare nelle cellule e diminuire la glicemia. Quando il livello di glucosio nel sangue si abbassa, anche il rilascio di insulina da parte del pancreas diminuisce. È importante notare che anche in stato di digiuno vi è un continuo rilascio di bassi livelli di insulina, che fluttuano leggermente per contribuire a mantenere stabile la glicemia in mancanza di assunzione di cibo. Negli individui normali questo sistema di regolazione contribuisce a mantenere la glicemia entro valori ben delimitati. Come accennato sopra, nei pazienti affetti da diabete l'insulina può essere assente, insufficiente rispetto ai bisogni dell'organismo, oppure usata dal corpo in maniera non ottimale. Tutti questi fattori sono causa di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia).



Quali sono i diversi Tipi di Diabete?



I principali tipi di diabete sono due, e sono definiti tipo 1 e tipo 2. Il diabete di tipo 1 è chiamato anche diabete mellito insulino-dipendente, o diabete giovanile mellito. Nel diabete di tipo 1, il pancreas subisce un attacco autoimmune da parte del corpo stesso, finendo con il diventare incapace di produrre insulina. Nella maggioranza dei pazienti affetti da diabete di tipo 1 sono stati riscontrati anticorpi anormali. Gli anticorpi sono proteine del sangue che fanno parte del sistema immunitario dell'organismo. Il paziente affetto da diabete di tipo 1 è costretto a utilizzare una cura a base di insulina per sopravvivere.

Nelle malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1, il sistema immunitario crea per errore anticorpi e cellule infiammatorie che prendono di mira e danneggiano gli stessi tessuti dell'organismo. Nelle persone affette da diabete di tipo 1, le cellule beta del pancreas, responsabili per la produzione di insulina, vengono attaccate per errore dal sistema immunitario. Si ritiene che la tendenza a sviluppare anticorpi anormali nel diabete di tipo 1 sia, in parte, un fattore ereditato geneticamente, anche se i dettagli non sono ancora pienamente compresi.

L'esposizione ad alcune infezioni virali (parotite e virus Coxsackie) oppure ad altre tossine ambientali, può essere la causa dell'inizio di una risposta immunitaria anomala che può finire con il danneggiare le cellule del pancreas nelle quali viene prodotta l'insulina. Fra gli anticorpi riscontrati nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 troviamo anticorpi che colpiscono le cellule insulari (del pancreas), anticorpi che prendono di mira l'insulina e anticorpi anti-decarbossilasi dell'acido glutammico. La presenza di questi anticorpi può essere misurata nella maggior parte dei pazienti, facilitando l'individuazione delle persone a rischio di insorgenza del diabete di tipo 1.

Il diabete di tipo 1 tende a colpire persone giovani e magre, solitamente prima dei 30 anni, anche se sono possibili sporadici casi di insorgenza di questa forma di diabete oltre questa soglia d'età. Questo sottogruppo viene definito diabete autoimmune latente dell'adulto (in inglese LADA). Il LADA è una forma lenta e progressiva di diabete di tipo 1.

Della totalità dei pazienti affetti da diabete, solo circa il 10% è affetta da diabete di tipo 1, mentre nel restante 90% si tratta di diabete di tipo 2.

Il diabete di tipo 2 è chiamato anche diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM), o diabete mellito dell'adulto (AODM). I soggetti affetti da diabete di tipo 2 sono ancora in grado di produrre insulina, ma ciò avviene in maniera insufficiente in relazione ai bisogni del loro corpo, in particolare alla luce del fenomeno dell'insulino-resistenza prima discusso. In molti casi, ciò significa che il pancreas produce in effetti quantità di insulina più alte rispetto alla norma. Una delle caratteristiche principali del diabete di tipo 2 è una mancanza di sensibilità all'insulina da parte delle cellule corporee (in particolare cellule muscolari e adipose).

In aggiunta ai problemi legati all'aumento dell'insulino-resistenza, il rilascio di insulina da parte del pancreas potrebbe anche essere difettoso oppure comunque non ottimale. è infatti noto che, nei casi di diabete di tipo 2, si verifica una continua diminuzione nella produzione di insulina da parte delle cellule beta, contribuendo così al peggioramento del controllo della glicemia (questo è anche un fattore determinante nei casi di ricorso a terapie insuliniche per i pazienti affetti da diabete di tipo 2). Infine, il fegato di questi pazienti continua a produrre glucosio attraverso un processo noto come glicogenesi, nonostante i già elevati livelli di glicemia. Il controllo della glicogenesi risulta pertanto compromesso.

Anche se solitamente si dice che il diabete di tipo 2 si verifica soprattutto in pazienti sopra i 30 anni di età e che la sua incidenza aumenti con l'età, si sta riscontrando un numero allarmante di casi in cui il diabete di tipo 2 colpisce addirittura persone in età adolescenziale. Infatti, per la prima volta nella storia dell'umanità, il diabete di tipo 2 è diventato ormai più comune di quello di tipo 1 nei pazienti di età infantile. La maggior parte di questi casi dipende in maniera diretta da abitudini alimentari scorrette, peso corporeo più elevato e mancanza di esercizio fisico.

Anche se l'insorgenza di questo tipo di diabete è dovuta in buona parte a fattori genetici, esistono anche altri fattori di rischio, il più importante dei quali è l'obesità. Esiste infatti una relazione diretta fra il livello di obesità e il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2, e questa relazione è valida tanto per gli adulti quanto per i bambini. Si stima che la probabilità di insorgenza di diabete raddoppi a ogni aumento del 20% rispetto al peso corporeo ideale di una persona.

Con riferimento all'età, i dati mostrano come per ogni dieci anni oltre i 40 anni di età (e indipendentemente dal peso), si verifichi un aumento nell'incidenza del diabete. I casi di persone affette da diabete nell'intervallo di età fra i 65 e i 74 anni rappresenta quasi il 20% del totale. Il diabete di tipo 2 è inoltre più comune in determinati gruppi etnici. Mentre negli individui di etnia caucasica l'incidenza è del 6%, per gli americani di origine africana o asiatica è stimata attorno al 10%, per noi di etnia latina siamo intorno al 15%. Inoltre, il diabete si presenta molto più spesso in donne che sono già affette da diabete in fase di gravidanza.

Il diabete può infatti verificarsi in maniera transitoria durante la gravidanza. I significativi cambiamenti a livello ormonale che si verificano durante la gravidanza possono portare a un aumento della glicemia negli individui geneticamente predisposti.

L'aumento della glicemia durante la gravidanza è noto come diabete gestazionale.

Il diabete gestazionale solitamente sparisce dopo il parto. Ad ogni modo, circa il 25-50% delle donne che hanno sofferto di diabete gestazionale finisce con lo sviluppare diabete di tipo 2 in una fase successiva della propria vita, specialmente quei soggetti per i quali è stata necessaria una terapia insulinica durante la gravidanza o che sono rimasti sovrappeso dopo il parto. Ai pazienti affetti da diabete gestazionale viene solitamente chiesto di sostenere un test orale di tolleranza al glucosio a distanza di circa sei settimane dal parto, per verificare se il loro diabete sia o meno scomparso dopo la gravidanza, oppure se vi siano segni (quali una ridotta tolleranza al glucosio) che possano indicare un rischio futuro di insorgenza del diabete.

Il termine "diabete secondario" fa riferimento a un'elevata glicemia causata da altre patologie. Il diabete secondario può svilupparsi quando il tessuto pancreatico responsabile per la produzione di insulina viene distrutto in conseguenza di patologie, quali la pancreatite cronica (infiammazione del pancreas dovuta a tossine, come eccessivi livelli di alcol), eventi traumatici oppure rimozione chirurgica del pancreas.

Il diabete può anche essere causato da altri disturbi ormonali, come una produzione eccessiva dell'ormone GH della crescita (acromegalia) e la sindrome di Cushing.

Nell'acromegalia, un tumore della ghiandola pituitaria, alla base del cervello, si ha un'eccessiva produzione di ormone della crescita, che porta all'iperglicemia. Nella sindrome di Cushing, le ghiandole surrenali producono cortisolo in eccesso, il quale a sua volta favorisce l'aumento della glicemia.

Inoltre, alcuni farmaci possono causare un peggioramento del controllo del diabete, oppure "smascherare" una patologia diabetica latente. Questo fenomeno è ad esempio comune nell'assunzione di farmaci steroidei.



Quali sono i Sintomi del Diabete?



I primi sintomi di un diabete non trattato sono rappresentati da elevata glicemia e perdita di glucosio nelle urine. Degli alti livelli di glucosio nelle urine possono determinare un aumento della diuresi e portare alla disidratazione. La disidratazione a sua volta causerà un aumento della sensazione di sete e del consumo di acqua.
L'incapacità dell'insulina di svolgere normalmente i propri compiti ha degli effetti sul metabolismo delle proteine, dei carboidrati e dei lipidi. L'insulina è un ormone anabolizzante, che favorisce cioè l'immagazzinamento di lipidi e proteine.
Una mancanza assoluta o relativa di insulina finisce con il portare a perdita di peso, nonostante un appetito aumentato.
Alcuni soggetti affetti da diabete ma non sottoposti a trattamenti, lamentano sintomi quali stanchezza, nausea e vomito.
I soggetti affetti da diabete sono più inclini a sviluppare infezioni della vescica, della pelle e della zona vaginale.
Le fluttuazioni dei livelli di glicemia possono provocare un offuscamento della vista. Dei livelli glicemici estremamente elevati possono portare a letargia e coma.



Come si diagnostica il Diabete?



Le analisi del sangue a digiuno per determinare la glicemia sono la maniera preferita per diagnosticare il diabete: sono facili e comode da eseguire. Dopo aver digiunato per tutta la notte (almeno 8 ore), verrà prelevato un singolo campione di sangue, che sarà poi analizzato in laboratorio. Questo esame del sangue può essere eseguito con precisione anche utilizzando un glucometro presso lo studio di un medico.

I livelli normali di glicemia a digiuno sono inferiori: 100 milligrammi per decilitro (mg/dl).
Una glicemia in stato di digiuno superiore a 126 mg/dl, riscontrata con due diverse misurazioni effettuate in giorni diversi, indica la presenza di diabete.
Anche un test casuale della glicemia può essere utilizzato per diagnosticare il diabete: un livello glicemico di 200 mg/dl o superiore è sintomo di diabete.
Quando la glicemia si mantiene fra 100 e 126mg/dl a digiuno, si parla di glicemia alterata a digiuno. Anche se i pazienti affetti da glicemia alterata a digiuno non soffrono propriamente di diabete, la loro condizione comporta comunque dei rischi e delle preoccupazioni, che dovranno essere affrontate in altro modo.



Il Test orale di Tolleranza al Glucosio



Anche se non più usato come pratica di routine, il test orale di tolleranza al glucosio rimane lo standard di riferimento per la diagnosi di diabete di tipo 2 o mellito. Viene ancora utilizzato comunemente nella diagnosi del diabete gestazionale e in condizioni di pre-diabete, come la sindrome da ovaio policistico. Per eseguire il test orale di tolleranza al glucosio, il soggetto esaminato dovrà digiunare durante la notte (almeno 8 ore, ma non più di 16). Per prima cosa viene esaminato il livello di glucosio nel sangue del paziente a digiuno. In seguito, al soggetto vengono somministrati 75 grammi di glucosio (100 grammi nel caso di donne in gravidanza).

Solitamente il glucosio viene somministrato attraverso un liquido dal sapore dolce. In seguito all'assunzione, dei nuovi campioni di sangue vengono presi a intervalli specifici per misurare i relativi livelli glicemici.

Perché l'analisi dia risultati affidabili sono necessarie alcune condizioni:

il soggetto deve essere in buona salute (non deve essere affetto da altre malattie, nemmeno il raffreddore);
il soggetto deve trovarsi in condizioni normali di attività (ad esempio non un paziente d'ospedale disteso su un letto);
il soggetto non deve essere in cura con farmaci che possano influenzare la glicemia;
nei tre giorni precedenti l'analisi, il soggetto deve essersi attenuto a una dieta ricca in carboidrati (200-300 grammi al giorno);
la mattina in cui si svolge il test, il soggetto non deve fumare, né bere caffè.

Il test orale di tolleranza al glucosio classico prevede la misurazione dei livelli di glicemia per cinque volte nell'arco di tre ore. Alcuni medici si limitano invece all'analisi di un campione di base seguito da un altro campione a distanza di due ore dall'assunzione della soluzione a base di glucosio. In una persona non affetta da diabete, i livelli glicemici aumentano per poi scendere velocemente. In un soggetto affetto da diabete, al contrario, i livelli di glicemia aumenteranno più del normale e impiegheranno più tempo per diminuire.

Le persone con livelli di glicemia compresi fra quelli normali e quelli propri del diabete sono affette da ridotta tolleranza al glucosio (IGT).

Le persone affette da ridotta tolleranza al glucosio non soffrono di diabete, ma sono ad alto rischio di evoluzione della loro patologia in diabete vero e proprio. Ogni anno, una quota compresa fra l'1 e il 5% delle persone affette da ridotta tolleranza al glucosio finisce per sviluppare il diabete. La perdita di peso e l'esercizio fisico possono aiutare le persone affette da ridotta tolleranza al glucosio a far tornare i propri livelli di glicemia nella norma. Inoltre, alcuni medici consigliano l'utilizzo di farmaci per aiutare a prevenire/ritardare l'insorgenza del diabete vero e proprio.

Delle recenti ricerche hanno dimostrato che la stessa ridotta tolleranza al glucosio può rappresentare un fattore di rischio nello sviluppo di malattie cardiache. La maggior parte dei membri della comunità medica si sta ormai rendendo conto del fatto che la ridotta tolleranza al glucosio non è semplicemente un sintomo precursore del diabete, ma che rappresenta al contrario una patologia clinica a se stante, che in quanto tale richiede controlli e cure adatte.



Valutazione dei Risultati del Test orale di Tolleranza al Glucosio



I test orali di tolleranza al glucosio possono condurre a una delle seguenti diagnosi:

Risposta normale: la risposta di un soggetto al test si considera normale quando il livello glicemico a distanza di due ore dall'assunzione della soluzione è inferiore a 140 mg/dl e tutti gli altri valori, fra 0 e 2 ore, sono inferiori ai 200 mg/dl;

Ridotta tolleranza al glucosio: un soggetto si considera affetto da ridotta tolleranza al glucosio quando la glicemia a digiuno è inferiore a 126 mg/dl e quella a 2 ore di distanza compresa fra 140 e 199 mg/dl;

Diabete: un soggetto soffre di diabete quando due test svolti in giornate diverse mostrano elevati livelli di glicemia;

Diabete gestazionale: una donna si considera affetta da diabete gestazionale quando presenta due delle seguenti condizioni: OGTT di 100g; glicemia a digiuno superiore a 95 mg/dl; glicemia a un'ora nel test superiore a 180 mg/dl; glicemia a due ore nel test superiore a 155 mg/dl; oppure glicemia a tre ore nel test superiore a 140 mg/dl.



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Articoli sul "Diabete"



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Fumo e diabete: un legame dimostrato

Una recente analisi ha messo in relazione il fumo con una delle malattie più diffuse del secolo: il diabete. Il diabete mellito di tipo 2 sembra essere strettamente legato al fumo in quanto ha una tendenza a proporsi in persone fumatrici o ex-fumatrici. Non ti saresti mai aspettato che dietro quella sigaretta si nascondesse anche il rischio di diabete, vero?

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Diabete mellito e Disturbi sessuali. Domande e Risposte

Il diabete mellito è una patologia che comporta un malfunzionamento del metabolismo in relazione alla presenza di una quantità variabile ed oscillante di zuccheri nel sangue. Questa patologia può avere come conseguenza diversi disturbi che possono intaccare la vita sessuale sia dell’uomo che della donna. Per chiarire meglio gli effetti fisici e psicologici di questi problemi sui pazienti, abbiamo chiesto delucidazioni a un esperto, l'andrologo e urologo Dott. Giovanni Beretta.

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C'è chi pensa che vi sia un legame tra diabete mellito di tipo 2 e pesticidi usati in ambito agricolo. Sarà vero? A quanto pare sì. A dare spazio a questa notizia è stato l'American Journal of Epidemiology. Secondo i ricercatori l'aumento dei casi di diabete mellito di tipo 2 trova una spiegazione proprio nei pesticidi usati nell'agricoltura. La notizia peggiore è che per la maggior parte dei ricercatori non si tratta di sostanze utilizzate adesso, ma anni e anni fa come quei composti chimici che appartengono al gruppo dei Policlorobifenili, o PCB.

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Liraglutide contro il Diabete

Il diabete è una patologia sempre più diffusa e mentre la sua diffusione aumenta, la farmacologia fa passi avanti. Dopo aver individuato una molecola che blocca il diabete, è arrivata sui banconi delle farmacie la liraglutide utile nei casi di diabete mellito di tipo 2. Il vantaggio? Si può assumere indipendentemente dai pasti.

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Diabete giovanile: Falsità dal Web

Il diabete mellito è un disturbo in cui il corpo ha difficoltà a regolare il livello di glucosio nel sangue. Ci sono due tipi principali di diabete: il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1, detto anche diabete giovanile, è un disordine del sistema immunitario del corpo: le persone con diabete giovanile devono prendere l'insulina per sopravvivere.

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Per tutti coloro che hanno il diabete di tipo 2 oggi c'è la possibilità di utilizzare la chirurgia bariatrica come terapia risolutiva. I risultati di questa cura per il diabete sono molto promettenti, di seguito i dettagli e le statistiche di questo studio. Per merito di uno studio, effettuato su 135mila persone, è stato scoperto e dimostrato che per la grande maggioranza dei pazienti, il diabete di tipo 2 si risolve grazie alla chirurgia bariatrica (detta anche anti-obesità).

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Allarme Diabete: curarlo e prevenirlo in Tempo

Il diabete è in crescita in tutto il mondo e i diabetici sono circa 300 milioni, ma secondo le previsioni saranno mezzo miliardo nel 2030. Per combattere il diabete è fondamentale fare il test dell’emoglobina glicata e stare attenti alla sedentarietà, al fumo e a un'alimentazione sbagliata. Il diabete è in crescita esponenziale in tutto il mondo.

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In arrivo un apparecchio simile a un telefonino che monitora la glicemia nel sangue e inietta insulina in caso di diabete. Si chiama anche pancreas artificiale. Negli anni ‘60 era grande come uno zaino, oggi assume la forma più ridotta e maneggevole di un telefonino. Si tratta di un apparecchio collegato a un sofisticato software, che inietta dosi di insulina nel sangue, per riportare gli zuccheri a un livello ottimale prima che si rischi di cadere in crisi ipoglicemica.

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Diabete infantile, che fare?

Pare che il diabete di tipo 1 nei bambini (meno di 5 anni) sia destinato ad aumentare entro i prossimi 10 anni. Se invece alziamo la soglia di età e la portiamo a 15 anni, scopriamo invece che l’aumento dei casi sale drasticamente al 70%. Il diabete di tipo 1 è proprio quello che va a manifestarsi sui bambini durante all’infanzia ed è correlato ad una carenza insulinica, mentre il diabete di tipo 2 è dovuto mediamente dall’obesità o dalla vecchiaia.

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Per molti una spezia afrodisiaca, per altri una vera e propria medicina. Gli usi della cannella sono davvero vasti e antichissimi. Ma ormai la scienza conferma: la cannella è l'ingrediente per dolci anti diabete! Questa spezia unica, tipica della tradizione nordica, ha infatti la capacità di ridurre il glucosio nel sangue e aumentare l'azione dell'insulina.

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Camminare ogni giorno è la medicina migliore per proteggersi da molti acciacchi, ma anche per combattere una delle malattie più diffuse e pericolose della società moderna: il diabete. Una recente ricerca scientifica, condotta dal Pennington Biomedical Research Center di Baton Rouge (Louisiana), ha dimostrato che chi conduce una regolare attività fisica ha meno probabilità di ammalarsi di diabete nel corso della sua vita.

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Ipertensione Arteriosa - Sintomi, dieta e rimedi contro la pressione alta
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L'ipertensione arteriosa è tra le patolie più diffuse nel mondo industrializzato e rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare, ne soffre infatti circa il 15-20% della popolazione. Tra i fattori correlati all'ipertensione troviamo sovrappeso, obesità addominali, familiarità, fattori metabolici e lo stile di vita. Ma qual è il ruolo del sale?

Meteorismo

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Meteorismo e Pancia Gonfia - Cause e rimedi
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Il gonfiore addominale, che provoca nel paziente un forte disagio, è uno dei sintomi su cui il farmacista viene maggiormente consultato. In alcuni momenti della giornata, specialmente dopo pranzo, si può avvertire tensione ed accumulo di gas che causa spasmo e distensione addominale, che possono diventare molto evidenti; nelle ore serali l'aumento della circonferenza-vita può giungere fino a 10/12 cm.. La medicina definisce questi casi come "meteorismo".

Metabolismo

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Il Metabolismo - Dieta e Programma Fitness
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Unito ad un programma di allenamento adeguato e una dieta specifica, accelerare il metabolismo può migliorare il nostro stile di vita. Il manuale spiega come accelerare il metabolismo con un linguaggio semplice e diretto, per far capire come potersi orientare senza fare confusione.

Stitichezza

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Stitichezza: Prevenzione e Cure
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La stipsi, un disturbo funzionale della muscolatura intestinale, porta alla stitichezza. In Italia sono circa 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini ne soffrono, e dopo i 60 anni ne soffre circa il 40% della popolazione. Ma quali sono le cause e come curarla? Quali sono le conseguenze della stipsi cronica? Quali sono i farmaci che possono essere usati per combatterla? Tutte le risposte, in modo semplice e preciso, nel pratico ebook scritto dalla Dott.ssa Maria Teresa Carani.

Cistite

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La cistite: Come prevenire infezioni e infiammazioni
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Batteri, funghi, virus, stitichezza, alcuni metodi contraccettivi, un'igiene non corretta ma anche particolari condizioni dell'organismo, come gravidanza e menopausa, sono le cause più probabili della cistite. Il manuale aiuterà a comprendere quali sono i sintomi e quali condizioni favoriscono l'infezione.