La Cistite
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Batteri, funghi, virus, stitichezza, alcuni metodi contraccettivi, un’igiene non corretta ma anche particolari condizioni dell’organismo, come gravidanza e menopausa, sono le cause più probabili della cistite; questo disturbo attualmente rappresenta, dopo le infezioni respiratorie, la seconda malattia infettiva per diffusione, infatti il 25% delle donne tra i 20 e 40 anni afferma di averne sofferto almeno una volta.
Si parla di:
- Cistite Acuta, se la patologia è occasionale e si risolve dopo un trattamento adeguato;
- Cistite ricorrente o cronica, se si verificano più di 3 episodi in un anno.
L’infezione può essere dovuta a germi diversi che risalgono il canale uretrale, nella donna molto breve, raggiungono la vescica, la colonizzano, producono infiammazione, e danno inizio alla cistite.
Con minor frequenza i germi provengono dalle vie urinarie alte o da focolai infiammatori localizzati a livello del rene, del bacinetto o dell’uretere.
In questa patologia, la mucosa vescicale viene interessata da un processo infiammatorio acuto che la rende tumida, congestionata, ricoperta da un essudato purulento e con ulcerazioni superficiali a volte emorragiche, dovute a microlesioni del rivestimento interno della vescica.
Nelle forme croniche di cistite la mucosa appare invece ispessita e retratta.
Quali sono i sintomi della cistite?
I sintomi della cistite, dolorosi e fastidiosi, sono:
senso di pesantezza al basso ventre
dolore a livello del pube
necessità impellente di urinare anche di notte, con emissione di poche gocce di urina
intenso bruciore durante la minzione
a volte presenza di sangue nelle urine, anche maleodoranti
febbre, nelle forme acute.
Quali condizioni favoriscono questa infezione?
Favoriscono l’instaurarsi di questa patologia nei neonati e nei bambini, anomalie congenite e malformazioni dell’apparato urinario.
Negli adulti anche calcoli renali, stenosi dell’uretra, ipertrofia della prostata, neoplasie, diverticoli vescicali e prolasso uterino sono fattori che condizionano lo svuotamento della vescica e provocano il ristagno dell’urina, che può infettarsi.
Per differenze anatomiche, le donne sono più soggette a questa infezione: infatti l’uretra dell’uomo è lunga 16 cm, quella della donna 3 centimetri, ed è proprio questa brevità che agevola nelle donne il percorso dei batteri, che risalgono con più facilità verso la vescica e la infettano.
La frequenza di cistiti nelle donne aumenta con l’inizio dell’attività sessuale, in gravidanza e in menopausa.
In menopausa, infatti, la carenza di estrogeni può alterare il PH dell’ambiente vaginale; questo - di norma compreso tra 4/4,5 - esplica un’azione protettiva naturale sui tessuti della mucosa vaginale, uretrale e vescicale.
Da poco tempo si è evidenziato che alla base della malattia c’è anche una predisposizione genetica; le donne affette da cistiti ricorrenti hanno un’alterazione del biofilm che riveste la mucosa della vescica, che normalmente impedisce ai patogeni di aderire alla mucosa stessa.
L’organismo ha delle difese naturali che lo proteggono dalla cistite?
Si, in particolare:
1. i lattobacilli, microorganismi della flora vaginale, che trasformano il glicogeno in acido lattico generando in tal modo un PH acido che inibisce lo sviluppo di patogeni;
Eccoti cinque motivi per evitarle:
2. la mucina, che contribuisce a difendere la vescica rivestendone le pareti.
3. l’uromucoide o proteina di Tamm-Horsfall, prodotta dai nostri reni, che inibisce l’adesione dei batteri alle pareti della vescica.
L’alterazione di una di queste difese, espone maggiormente l’organismo a tale infezione.
Ci sono comportamenti che espongono maggiormente al rischio di cistite?
1. Bere troppo poco, abitudine che non facilita la diuresi e quindi può aumentare la carica batterica;
2. l’irregolarità intestinale, sia stipsi che diarrea, favorisce la propagazione dei batteri dall’intestino alla vescica;
3. esporsi al freddo, che provoca vasocostrizione delle arterie con minor afflusso di sangue e ossigeno ai genitali, all’uretra e alla vescica e rende i meccanismi di difesa dei tessuti meno efficienti;
4. esporsi al caldo, che causa un aumento della sudorazione, riduce la quantità di urina prodotta e ne diminuisce il flusso, con conseguente aumento della concentrazione di batteri nelle urine, dato che il flusso dell’urina ha un’azione di pulizia delle vie urinarie;
5. passare lunghe ore sedute in ufficio e in auto;.
6. condurre una vita molto stressata;
7. sottoporsi a terapie con farmaci come: immunosoppressori, antitumorali, cortisonici e antibiotici;
8. praticare sport che possono provocare piccoli traumi locali come: l’equitazione, il ciclismo e il motociclismo;
9. i rapporti sessuali, in quanto durante l’atto sessuale l’uretra e la vescica subiscono una compressione, per cui i patogeni presenti all’esterno della mucosa vaginale vengono introdotti all’interno della vagina, donde arrivano alla vescica. Lo sperma inoltre - a causa del suo pH leggermente alcalino (7,4-7,6) - può diminuire l’acidità vaginale e quindi favorire la proliferazione di patogeni;
10. usare slip di tessuti sintetici o pantaloni troppo stretti che, causano ripetuti sfregamenti sulle parti intime;
11. l’utilizzo di creme spermicide e del diaframma che possono alterare l’acidità della mucosa vaginale e favorire la proliferazione di batteri nocivi;
12. l’errata manovra di auto-detersione dei genitali, che andrebbe sempre eseguita con un movimento che dalla parte anteriore proceda alla posteriore;
13. l’uso errato di lavande interne: alcune possono infatti alterare il biofilm protettivo che ricopre le mucose, facilitando l’avvento di cistiti;
Perché gli uomini sono meno colpiti da questa patologia?
Anche nell’uomo possono verificarsi cistiti ricorrenti, ma per cause diverse da quelle femminili, episodi frequenti sono infatti da attribuire a un'ostruzione del canale urinario, dovuta in genere a un ingrossamento della prostata che, riducendo il diametro del dotto, crea il ristagno dell’urina e facilita il proliferare di batteri. I sintomi sono uguali a quelli della cistite femminile, ma spesso compare anche dolore allo scroto, la sacca che contiene i testicoli.
1. Gli scompensi vescicali, che si verificano qualora la vescica è iper distesa, cioè con ristagno di urina dopo la minzione, fatto che può favorire calcoli e cistite;
2. Alterazioni della parete vescicale, per aumento della pressione al suo interno che può provocare diverticoli e sfiancamenti della parete intestinale, che sono fattori di rischio per le infezioni urinarie;
3. Danni alla valvola degli ureteri, che normalmente si chiudono per impedire il reflusso dell’urina; quando si trattiene troppo l’urina, il meccanismo di chiusura può incepparsi e l’urina può risalire negli ureteri arrivando fino ai reni con rischio di infezioni.
Da quali microorganismi può dipendere la cistite?
Nel 80% dei casi l’infezione è da attribuire:
- a batteri gram-negativi, come l’Escherichia Coli, o più raramente all'entero-cocco o allo streptococco fecale (batteri gram-positivi), che fanno parte della flora naturale dell’intestino e che, in particolari condizioni, possono colonizzare prima l’ambiente vaginale per poi infettare la mucosa dell’uretra, e da questa risalire fino alla vescica;
- ai microorganismi che causano le vaginiti, come il trichomonas, la clamydia, la candida, il micoplasma e l'urea-plasma. Infatti quando si abbassano le difese dell’organismo, questi patogeni prendono il sopravvento e possono raggiungere la vescica infettandola;
- allo Stafilococco saprofiticus, in genere presente nella mucosa vaginale nelle donne di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Questo batterio può essere trasportato verso l’uretra e la vescica dall’attività sessuale.
Fra tutti questi agenti infettanti l’Escherichia coli è il principale responsabile a causa della sua forma a bastoncino con tante piccole braccia o ciglia (fimbrie), con le quali riesce ad attaccarsi alle pareti della mucosa vescicale, dove si riproduce dando origine a tossine fonte di bruciore, fastidio e talvolta di sangue.
Quali esami sono utili per accertare o escludere la presenza di cistite?
Nelle analisi delle urine sono indicatori di cistite:
- l’elevato numero di leucociti, cioè di globuli bianchi;
- la presenza di globuli rossi, di batteri e di nitriti con valori significativi;
- l’aumento del PH.
In farmacia sono disponibili dei test per la diagnosi domiciliare delle infezioni delle vie urinarie. Si tratta di strisce reattive che si immergono per cinque minuti in un campione di urina; si confronta poi il colore della striscia con una scala colorimetrica, se sono positivi i nitriti e i leucociti, è cistite.

Come si curano i tipi di cistite?
Generalmente l’infezione viene debellata con diversi tipi di farmaci: la risposta più tradizionale è rappresentata dall’antibiotico, da assumere alla dose adeguata e per il tempo necessario a risolvere l’infezione; l’interruzione del trattamento dopo solo 1-2 giorni, fidandosi del miglioramento della sintomatologia, può causare ricadute ed eventuale cronicizzazione del problema.
In genere la durata della cura dipende dal tipo di antibiotico che, deve essere assunto per non meno di 5-7 giorni consecutivi, due volte al giorno (posologia non valida per la lefloxacina, che va assunta solo una volta). In caso di cistiti croniche particolarmente complicate la cura deve durare almeno 10 giorni.
Gli antibiotici vengono eliminati attraverso il fegato o mediante i reni e in caso di cistite è necessario scegliere farmaci che transitino in modo specifico nei reni e nelle vie urinarie, come i fluorochinolonici, cioè:
- Ciprofloxacina
- Levofloxacina
- Sulfamidici
- Amoxicillina e acido clavulanico associati
Per i loro numerosi effetti collaterali, vomito, diarrea, reazioni di ipersensibilità, disturbi della coagulazione, tossicità sul sistema nervoso o a livello del fegato e dei reni, solo per citarne i più frequenti, è sconsigliabile l’uso fai da te dell’antibiotico, che può invece causare l’ulteriore indebolimento delle difese naturali dell’organismo con facili ricadute di cistite.
Quando le cistiti sono ricorrenti è fondamentale l’antibiogramma per scoprire con sicurezza a quale antibiotico sono sensibili i patogeni. Sono infatti frequenti fenomeni di resistenza a particolari antibiotici come succede spesso con l’Escherichia coli.
È vero che in gravidanza possono comparire delle cistiti e come si possono curare?
La donna può essere colpita da cistite in gravidanza e questa patologia, in casi particolari, può anche portare a un parto prematuro.
Durante i nove mesi di attesa infatti si ha:
1. un aumento della produzione di progesterone, ormone che causa una minore elasticità degli ureteri,
2. una maggiore compressione dell’utero sulla vescica per il peso del feto, che provoca uno stiramento delle vie urinarie e genitali.
Questi fattori ostacolano il normale deflusso dell’urina e favoriscono quindi la cistite.
Gli antimicrobici eventualmente da assumere sono quelli che non interferiscono con lo sviluppo del feto come:
1. Ampicillina
2. Moxicillina
3. Cefalosporine di terza generazione.
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Articoli sulla Cistite
Rimedi naturali per la Cistite
La cistite è un problema molto diffuso, in particolare tra le donne. Può essere suddivisa in cistite acuta se la patologia è occasionale e si risolve dopo trattamento adeguato; cistite cronica se si verificano 3 o più episodi in 1 anno. Alcuni sintomi sono: dolore a livello del pube, bruciore durante la minzione, necessità frequente e impellente di urinare con scarsa fuoriuscita di urina.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/.../cistite-rimedi-naturali-MjM2OQ453
La Dieta per contrastare la Cistite
La cistite è un problema molto diffuso: colpisce 8 donne su 10. Le ragioni possono essere tantissime. Ma l'alimentazione occupa un ruolo preminente. Scopri le cure adatte a te! Ogni donna è simile alle altre, tuttavia sempre molto diversa. Anche se un disturbo diffusissimo come la cistite le accomuna un po' tutte, non sempre le donne rispondono in maniera univoca alle cure. Quando il problema diventa recidivo bisogna rivolgersi a un medico soprattutto se la cistite viene più di tre volte l'anno.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/.../la-dieta-per-contrastare-la-cistite-MTI4NA
La Cistite, Nemico pubblico delle Donne
La cistite è la terza malattia più diffusa tra le donne (ne colpisce 3 su 10 all’anno) e non è facile liberarsene senza le dovute cure mediche. E’ dolorosa, fastidiosa e ovviamente incide anche sui rapporti sessuali, la prima strategia per poterla curare è riconoscerla, sapere quali sono i sintomi da non sottovalutarli. E’ frequente nelle donne con un’intensa vita sessuale, purtroppo per chi ne soffre bastano anche 3 rapporti sessuali a settimana per scatenarla.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/.../la-cistite-nemico-pubblico-delle-donne-MTU0
Quel tremendo Fastidio alla Vie urinarie chiamato Cistite
La cistite è un disturbo prevalentemente femminile, anche se può presentarsi nell’uomo, ed è un’infiammazione della vescica. Viene tradizionalmente trattata con antibiotici che però a lungo andare non sempre risolvono il problema, e ci si trova davanti a fenomeni sempre più frequenti e fastidiosi, oltre che a dolore nella minzione.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/.../quel-tremendo-fastidio-alla-vie-urinarie-chiamato-cistite-MTE2MQ
Cistite: riconoscerla e curarla
La cistite è un’infezione della vescica subdola e fastidiosa, tipicamente femminile e può diventare cronica se ricompare nel tempo. Si può curare sia con farmaci tradizionali che con rimedi naturali, seguendo lo stile di vita giusto. Quel bisogno continuo di urinare, associato a bruciori o dolori è spesso la spia della cistite.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/.../cistite-riconoscerla-e-curarla-MTAzMg
Cistite: come combatterla
La cistite è un problema che colpisce moltissime donne. La prima volta il dolore è vissuto con grande intensità e se non ci si cura adeguatamente si può andare in contro ad una cistite cronica. Ma quali sono le cause e come si può combattere la cistite? Innanzitutto non curarti da sola. Solitamente sono le cure fai da te che possono rendere le cistiti croniche.
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/.../cistite-come-combatterla-MTQ2NA



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