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		en		Tue, 30 Dec 2008 23:06:53 -0800			
Bye bye Spermatozoi!! Uomini sempre meno Fertili	 Salute sessuale<BR>

Il numero di spermatozoi maschili in 40 anni si è dimezzato. In più sono aumentati casi di malformazioni e iposviluppo a causa di pesticidi, fitofarmaci e additivi alimentari. Ecco perché i maschi sono sempre meno maschi

 

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Agiscono come estrogeni bloccando il testosterone maschile (ormone che determina i caratteri maschili prodotto dall’ipofisi). Sono additivi alimentari, composti chimici, tutti presenti in dentifricio, yogurt, biscotti, cibi in scatola e sottovuoto, sacchetti di plastica per alimenti, bottiglie di plastica e molti altri. Inoltre, le nostre case sono piene di composti chimici dannosi, come i Difenileteri Polibromurati in soggiorno, sui tappeti, mobili ed elettrodomestici, tubi del bagno che con il tempo degradano, giocattoli in gomma o di plastica che contengono ftalati. Ma anche shampoo, bagnoschiuma, saponi e altro sono pieni di additivi pericolosi.

 

Ma cosa è accaduto al maschio in particolare?

 

Ecco un elenco dei disturbi più comuni registrati nei maschi a livello ormonale negli ultimi 40 anni:

 

Gli ormoni ( testosterone) sono diminuiti.

 

La pubertà arriva in ritardo.

 

La dimensione del pene si è ridotta.

 

L’uretra si è sviluppata in maniera incompleta.

 

Più grasso accumulato sui fianchi.

 

Le gambe sono diventate più lunghe del tronco.

 

Gli ormoni sessuali diminuiscono assieme alla libido.

 

Cala la fertilità.

 

Criptorchidismo, mancata discesa dei testicoli dall’addome alle borse scrotali.

 

Cancro testicolare, la cui incidenza è quadruplicata dal 1940 al 1980.

 

Ma come agiscono le sostanze nocive sull’organismo maschile?

 

Gli interferenti, ovvero le sostanze nocive, agiscono occupando i recettori e impedendo agli ormoni di trasmettere i loro comandi alla cellula.

 

Cosa fare?

 

Occorre stare molto attenti alle etichette su flaconi e alimenti, perché tutti questi interferenti, le sostanze che provocano l’alterazione ormonale maschile, sono regolarmente indicati. Un caso eclatante è quello del Bisphenolo A, una sostanza che rende morbida la plastica del biberon, bottiglie e involucri per alimenti. Dopo l’allarme della Food and Drug Administration, California, Francia, Canada e altri paesi lo hanno bandito. Ma gli additivi e i composti chimici che fanno malissimo alla virilità maschile sono almeno 10mila.

 

Eccone alcuni, per poterli identificare: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, benzylparaben, E320,E321, E319. In più, BHA,BHT e TBHQ. Attenzione, perché sono antiossidanti e conservanti derivati dal petrolio che possono avere effetti cancerogeni, presenti spesso anche nei cerali della prima colazione, in creme, gelati, deodoranti e cosmetici.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla salute sessuale? Leggi  Le pene dell’amore -  La Disfunzione erettile: è possibile guarire?

 

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Disfunzioni sessuali per 2 donne su 3 Salute sessuale<BR>

Due donne su tre soffrono o hanno sofferto di disfunzioni sessuali durante la loro vita e particolarmente tra i 18 e i 30 anni. Un recente studio conferma che queste disfunzioni tendono a ridursi dopo i 30 anni

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Uno studio dell`Hackensack University Medical Center (New Jersey, Usa), ha stabilito che le disfunzioni sessuali femminili che colpiscono le donne dai 18 ai 30 anni tendono a ridursi spontaneamente nel periodo che va dai 31 ai 54 anni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista della British Association of Urological Surgeons. Sono state prese in esame 587 donne tra i 18 e i 95 anni e sono state indagate le sei aree delle disfunzione sessuale femminile (DSF): problemi di raggiungimento dell' orgasmo, mancanza di lubrificazione, insoddisfazione, dolore durante il rapporto, problemi di eccitazione e mancanza di desiderio. Queste disfunzioni sessuali colpirebbero il 63% delle donne.

 

Secondo Debra Fromer, dirigente del Centro per la Salute della vescica, della prostata e del pavimento pelvico della Hackensack University, che ha condotto la ricerca, non c’è un rapporto significativo tra le disfunzioni sessuali femminili e l'età, la menopausa o l'uso di antidepressivi selettivi.

 

Il problema maggiore che accomuna le donne è la mancanza di desiderio (47%). Al secondo posto troviamo l'anorgasmia (45%), quindi i problemi di eccitazione (40%), la mancanza di soddisfazione (39%), la mancanza di lubrificazione (37%) e il dolore provato durante il rapporto (36%). Ma c'è di più: le disfunzioni sessuali possono essere presenti in ogni fascia di età, però ciascuna di esse sembra vedere il prevalere di una delle sei disfunzioni.

 

Nella fascia che va dai 18 ai 30 anni l'anorgasmia prevale ed è quantificata col 54% delle donne intervistate. Al secondo e terzo posto vi sono l`assenza del desiderio (36%) e la mancanza di soddisfazione (28%). Nella fascia che va dai 31 ai 45 anni sono state registrate prevalentemente disfunzioni come l`assenza del desiderio (48%), l'anorgasmia (43%) e la mancanza di soddisfazione (40%). Tra i 46-54 anni riscontriamo l'assenza del desiderio (65%), la mancanza di soddisfazione (53%) ed anorgasmia (48%). Dai 55 ed i 70 anni l'assenza del desiderio (77%), anorgasmia (66%), la mancanza di soddisfazione (65%). Per le over 70 l'assenza del desiderio (96%), la mancanza di soddisfazione (88%) ed anorgasmia (87%).

 

Maria Melania Barone

 

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Vuoi saperne di più sui disturbi sessuali ? Leggi: Dispaurenia: 1 donna su 7 sente dolore durante il rapporto  -  Quando fare l'amore non è più un piacere

 

 

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Narcisismo e sessualità! Salute sessuale<BR>

Il narcisismo è un disturbo di personalità molto diffuso ai giorni nostri, più di quanto possiamo pensare! Esso può essere connesso ad alcune problematiche sessuali

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Il Disturbo Narcisistico di Personalità è una patologia ben descritta dal DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder) , il manuale di patologia psichiatrica, dove sono annoverate tutte le problematiche psicologiche. Chi soffre di tale disturbo ha una concezione di Sé grandioso, con fantasia di potere illimitato e successo, mostra un egoismo fuori dal normale ed un' empatia inesistente nei confronti degli altri. Pensa di avere il diritto su certe situazioni o cose, si circonda o di persone che lo fanno sentire superiore e perfetto o ricerca la vicinanza di individui che hanno un status molto elevato a conferma del suo essere speciale.

 

Tale disturbo, secondo l’American Association Psychiatric (APA), è stato diagnosticato nell’1% della popolazione mondiale e sembra essere più diffuso tra gli uomini dove le stime si collocano tra il 50 e 75%. Al giorno d’oggi i tratti narcisistici sembrano essere in costante aumento, basti pensare a quanto sia importante l’immagine esteriore. Le donne sono sempre più ossessionate dall’aspetto e le patologie dell’alimentazione sono numerosissime; gli uomini sono curati fino all’eccesso, con fisici sempre più scolpiti, depilazioni frequenti e attenzione smodata per il vestiario e i capi firmati. Infatti anche per loro sono in aumento i casi di disturbi dell’alimentazione e, in alcuni casi, di problemi sessuali.

 

Per le donne narcisiste la patologia sessuale più comune è il disturbo del desiderio: sono talmente preoccupate della propria immagine esteriore che perdono di vista tutta la sfera di piacere sessuale. Il piacere per loro è costituito dall’apparire e dall’essere considerati speciali dagli altri. Per quanto riguarda il mondo maschile, invece, le patologie più ricorrenti sono la disfunzione erettile e l’ eiaculazione ritardata. Nel primo caso si innesca il medesimo meccanismo descritto per le donne, mentre il ritardo dell’ orgasmo viene a simbolizzare “avarizia” rispetto al dare qualcosa all’altra persona.

 

Il poter concedere l’orgasmo alla partner è vissuto come un regalo fatto ad una persona ritenuta inferiore, che non merita una parte di sé tanto preziosa. Guarire dal Disturbo Narcisistico è possibile, anche se si tratta di un cammino lento e difficoltoso. I narcisisti non chiedono in prima persona la terapia, ma spesso sono indirizzati da chi gli sta vicino a causa della sofferenza che generano nelle persone care. L’unico modo per lavorare con loro è costruire una motivazione molto forte e una relazione terapeutica salda e duratura!

 

Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Vuoi saperne di più sul Sesso?  Orgasmo sincrono: è possibile? - Come reagire di fronte ad una defaillance del proprio partner

 

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Problematiche sessuali e altre patologie! Salute sessuale<BR>

Le disfunzioni sessuali attualmente conosciute sono molteplici e, purtroppo, sempre più diffuse; esse sono facilmente riconoscibili proprio per il loro impatto fisico ed emotivo. Tuttavia dietro a problematiche di questo tipo si nascondono nodi non risolti di natura diversa

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Bisogna innanzitutto distinguere tra cause fisiche o psicologiche delle disfunzioni sessuali: molte patologie possono avere natura fisiopatologica. Ad esempio la dispareunia (provare dolore durante i rapporti sessuali) può essere conseguenza di cistiti o infezioni vaginali di diversa entità e mal curate; oppure un disturbo dell' orgasmo nell'uomo può essere conseguenza di qualche anomalia nell'apparato genitale, come accade nel disturbo eiaculatorio retrogrado dove il liquido seminale non attraversa i copri cavernosi ma si riversa all'indietro nella vescica. Nonostante le cause fisiche, tali disturbi hanno delle conseguenze psicologiche molto importanti, determinando, in alcuni casi, alcuni effetti secondari: calo del desiderio, disturbi dell'orgasmo o dell'eccitazione.

 

Oltre a questi aspetti, per quanto riguarda le problematiche sessuali dobbiamo prendere in considerazione la comorbidità con altre psicopatologie più gravi, ovvero la concomitanza del disturbo sessuale con problematiche che riguardano l'individuo e la struttura della sua personalità. Per chiarire questo concetto, basti pensare al disturbo erettile, il quale è stato riscontrato con un valore statisticamente rilevante in persone che soffrono o di Disturbo evitante di Personalità, dove esistono gravi difficoltà relazionali e i rapporti intimi vengono evitati per paura del rifiuto, o di un Disturbo Narcisistico di Personalità, all'interno del quale le relazioni si presentano come problematiche per la presenza di tratti narcisistici e di onnipotenza.

 

Alla luce di questa breve disamina bisogna comprendere quanto sia importante fare un lavoro psicologico molto accurato. I metodi della sessuologia contemporanea seppur molto efficaci, devono essere supportati costantemente dal lavoro clinico; le mansioni o esercizi che in genere si danno durante la terapia sessuologica non servono a molto se poi non si considerano vissuti ed esperienze pregresse. Chi decidesse di chiedere aiuto ad un sessuologo deve essere disposto a mettersi in gioco anche sul piano relazionale e profondo; questo potrebbe essere un'importante occasione di crescita oltre che una possibile risoluzione ai propri problemi!

 

Dott.essa Mariateresa Muscillo - Sessuologa

 

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Quando non si tratta di eiaculazione precoce! Salute sessuale<BR>

L' eiaculazione precoce è la disfunzione sessuale più diffusa e più conosciuta ai giorni nostri. Molti conflitti di coppia possono sfociare in questa problematica come anche problemi psicologici più profondi possono influire pesantemente sulla sessualità. Ma quando si può parlare di eiaculazione precoce?

 

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Nella mia pratica clinica mi sono trovata di fronte a un numero cospicuo di uomini che soffrono di eiaculazione precoce. Molti di loro presentano il problema da sempre e non hanno mai avuto la possibilità di un rapporto completo e soddisfacente; altri, invece, hanno visto insorgere la problematica in un secondo momento, a seguito di un rapporto di coppia conflittuale e difficile. La cosa sorprendente è tuttavia il numero cospicuo di uomini che credono di essere eiaculatori precoci, ma di fatto non presentano il problema; questi ultimi sono per lo più giovani dai 20 ai 30 anni.

 

Il motivo per cui tanti individui pensano di avere una problematica di questo genere è dovuto in gran parte ad una disinformazione riguardo alla sessualità. Il loro immaginario rispetto alle prestazioni sessuali è di una lunga durata, con la convinzione che la donna possa provare piacere solo o sopratutto attraverso la penetrazione lunga e sostenuta.

 

Durante la fase di diagnosi, si cerca di esplorare l'esperienza del paziente e nel momento in cui l'esperto si accorge di non essere di fronte ad una problematica reale, è suo dovere fare informazione in merito. I criteri per riconoscere un caso di eiaculazione precoce non risiedono sicuramente nella durata, ma nella capacità di controllo dell'uomo rispetto alla spinta eiaculatoria. Quindi le domande ricorrenti riguardano appunto il senso del controllo rispetto all'orgasmo, la differenza tra il primo e il secondo rapporto sessuale a distanza ravvicinata, le conoscenze rispetto al piacere femminile e le fantasie ad esso annesse.

 

È importante rassicurare sulla non presenza di questa problematica, altrimenti si potrebbe creare un circolo vizioso dove la convinzione di essere eiaculatore precoce porta, per l' ansia che si crea, a soffrirne in un secondo momento. Per cui il suggerimento che possiamo fornirvi è quello di consultare un esperto del campo, un sessuologo, e chiedere informazioni, evitando di prendere farmaci o medicinali che non porterebbero a nessun miglioramento!

 

 

Mariateresa Muscillo

 

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Quando manca l’eccitazione! Salute sessuale<BR>

Si pensa comunemente che il sesso sia una cosa istintiva ed automatica, in parte lo è. I meccanismi che sottendono la risposta sessuale sono immediati, ma può succedere che vi sia un blocco e che essa non riesca a percorrere il suo iter naturale

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Desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione: sono queste le quattro fasi della risposta sessuale, individuate per la prima volta negli anni Settanta dagli studiosi Master, Johnson e Kaplan. Queste fasi si succedono una all’altra: il desiderio innesca l’eccitazione che a sua volta favorisce la scarica orgasmica con conseguente pausa refrattaria.

 

Ma cosa succede se la fase dell’eccitazione viene a mancare?

 

Negli uomini il disturbo dell’eccitazione è più visibile, perché la disfunzione erettile, patologia che riguarda proprio questa fase, è un problema piuttosto diffuso tra gli uomini. Bisogna considerare anche un altro fattore: gli uomini che chiedono consulenza sessuologica per risolvere la disfunzione erettile sono tanti, perché è un problema molto limitante, che impedisce quasi del tutto i rapporti sessuali. Per questo motivo gli studi e le conoscenze su tal argomento sono molto più approfondite.

 

Anche per le donne esiste un disturbo dell’eccitazione, molto meno visibile ma comunque molto diffuso. C’è da dire che sul versante femminile questa è una patologia meno limitante, perché comunque si riescono ad avere dei rapporti sessuali, spesso dolorosi a causa di una lubrificazione non adeguata. La risposta sessuale in questo caso subisce ugualmente una modifica sostanziale, influendo negativamente sull’ orgasmo. Tuttavia le donne che richiedono l’aiuto di un esperto sono poche, soprattutto se il disturbo dell’eccitazione è primario (ovvero presente da sempre).

 

Manca in questi casi, la consapevolezza piena del piacere del sesso, proprio perché non si è mai provato. Nel caso in cui la patologia sia insorta in un secondo momento (disturbo secondario), la probabilità di chiedere una consulenza sessuologica è molto più alta. Le cause del disturbo dell’eccitazione possono essere tante: fisiche, psicologiche, culturali. Bisogna, in questi casi, fare riferimento a figure competenti per esplorare i vissuti e trovare la giusta chiave di lettura rispetto ai propri limiti. Ogni sintomo deve essere considerato come un segno di guarigione, un modo della nostra psiche di fare venire a galla ciò che vogliamo sottacere, un segno che ci può indicare la strada della guarigione!

 

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Allarme infertilità maschile: sempre meno spermatozoi Salute sessuale<BR>

E’ bastato appena un ventennio di vizi e di vita poco salutare a mettere a repentaglio la capacità riproduttiva maschile. ProCrea, noto centro svizzero specializzato in fecondazione assistita, ha condotto una indagine accurata sulla fertilità maschile, rilevando un preoccupante dimezzamento del numero di spermatozoi presenti nello sperma umano

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Secondo le recenti stime, negli ultimi venti anni la concentrazione media di spermatozoi si sarebbe ridotta del 50 per cento a causa di stress, alcool, sigarette e vita sedentaria. La fertilità maschile sarebbe in crisi ed il calo del numero di spermatozoi nel seme umano ne sarebbe la diretta conseguenza.

 

Già altri dati precedenti, raccolti tra il 1940 ed il 1990, avevano allarmato la comunità scientifica mettendo in  luce un calo della concentrazione media di spermatozoi da 113 a 66. Adesso ProCrea rincara la dose mettendo sul banco degli imputati non solo le nuove malattie andrologiche ma anche, e soprattutto, lo stile di vita degli uomini, fatto di poca attività fisica, stress e abuso di sigarette ed alcool.

 

Attualmente esistono numerose cure e trattamenti per risolvere parte dei problemi che minano la fecondità dell’uomo: si è stimato che un terzo dei soggetti dichiarati “non fertili” possa ritrovare la paternità naturale (senza dover, cioè, ricorrere a tecniche di fecondazione assistita) sottoponendosi a semplici cure di routine. Il problema principale è che gli uomini spesso si preoccupano della loro fertilità solo quando vogliono diventare padri. Poco hanno fatto le campagne di sensibilizzazione sul tema, che hanno attecchito in maniera modesta sulla popolazione maschile.

 

Gli uomini dovrebbero sottoporsi periodicamente a visite andrologiche e ricorrere al medico al primo manifestarsi di problemi relativi all’apparato riproduttivo. Il consiglio del medico può risolvere con semplicità problemi che con il tempo potrebbero portare a patologie più complesse e spesso permanenti.

 

Lucia D'Addezio

 

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Disfunzione erettile: è possibile guarire? Salute sessuale<BR>

La sessualità per gli uomini è un aspetto di vitale importanza: è un modo di relazionarsi al gentil sesso ed un argomento da condividere con altri uomini. Quando si verifica un problema in tale ambito, i disagi conseguenti sono molteplici, soprattutto se ci si trova di fronte a casi di disfunzione erettile....

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La disfunzione erettile o meglio conosciuta “impotenza” maschile viene definita come una persistente e durevole perdita dell'erezione da parte dell'uomo, durante i rapporti sessuali. La penetrazione non avviene quasi mai, provocando insoddisfazione nella donna e angoscia nell'uomo. Si tratta di un problema molto pesante a livello psicologico, in quanto il maschio si sente sminuito nella sua virilità, privato dell'esperienza piacevole del rapporto sessuale; inoltre sperimenta vergogna e senso di colpa nei confronti della propria donna e ha difficoltà ad individuare delle possibili soluzioni.

 

La disfunzione erettile può essere conseguenza di un rapporto di coppia non funzionale, dove c'è uno sbilanciamento di potere. L'uomo in tali casi ha un comportamento aggressivo-passivo nei confronti della partner: apparentemente succube e indifeso, nella realtà accumula rabbia, di cui molte volte non è consapevole, che riesce ad esprimere solo attraverso il sintomo sessuale, un arma a doppio taglio che sottrae piacere non solo a lui ma anche a lei.

 

Più complessi sono i casi in cui la disfunzione erettile è presente nella vita di un individuo da sempre: le cause, in questo caso, sono più profonde e da ricercare in vissuti psicologici più antichi. Guarire da questa patologia è possibile, sia che essa sia primaria (presente da sempre) o secondaria (insorta in seguito a un periodo di stress); basterebbe rivolgersi ad un esperto del settore, un sessuologo. Ovviamente, quando ci si trova di fronte ad un paziente che soffre di disfunzione erettile, è importante escludere in primo luogo cause organiche e qualora sia stata accertata la totale assenza di traumi fisici, bisogna passare ad una terapia sessuologica.

 

Quest'ultima dura più o meno 5/6 mesi all'incirca, dove diventa di fondamentale importanza la motivazione che il paziente investe nella guarigione. Anche i casi di patologia primaria possono essere risolti con successo se il paziente è disposto a mettersi in gioco con la volontà ferrea di risolvere il suo disagio. È importante sottolineare questo aspetto poiché affrontare certi temi non è mai semplice e le resistenze che si possono avere sono numerose. Può risultare estremamente difficoltoso mettersi a nudo rispetto ai propri limiti e insicurezze, ma sicuramente è l'unico modo per crescere e aiutarsi a stare meglio!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Perchè si ricorre alla fecondazione assistita Salute sessuale<BR>

Lui e lei: perché fare un figlio in provetta Un terzo delle coppie italiane ha problemi di infertilità e molte di loro scelgono di tentare la via della provetta. Vediamo quali sono i principali disturbi della fertilità maschile e femminile che portano a rivolgersi alla fecondazione assistita

 

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L’infertilità, per l’Oms una vera e propria malattia, colpisce in Italia il 30 per cento delle coppie. Prima di parlare di infertilità, però, ci vuole almeno un anno di rapporti finalizzati alla procreazione non andati a buon fine. Ma quali sono le principali cause di infertilità? Una delle principali è la ricerca di un figlio in età avanzata, ovvero dopo i 35 anni della donna. Seguono le cattive abitudini (alcol, fumo, droghe e anabolizzanti), le infezioni sessuali, l’obesità o l’estrema magrezza. Ci sono però situazioni in cui coppie in perfetta salute stentano ad avere un figlio e devono rivolgersi alla fecondazione assistita. In questo caso, i fattori che portano all’infertilità sono altri.

 

Per la donna

 

L’ infertilità femminile può dipendere da fattori tubarici: danni alle tube di Falloppio, spesso causate da infezioni ( la Chlamydia); infertilità endocrina ovulatoria, ovvero per cause ormonali, quando le ovaie non producano più ovociti. Endometriosi: l’endometrio è il tessuto che riveste la parte esterna dell’utero; quando si ingrossa in maniera anomale ed extrauterina causa infertilità, danneggiando tube ed ovaie. Ridotta riserva ovarica: causata dall’età (dopo i 35 anni) oppure per cause congenite. Poliabortività: può dipendere da malformazioni uterine, infezioni o problemi con il Dna degli spermatozoi

 

Per l’uomo

 

 Una delle principali cause dell’infertilità maschile è il varicocele, ovvero una dilatazione delle vene dello scroto. A causa di questo la sua temperatura è molto alta ed interferisce con la produzione degli spermatozoi. Criptorchidismo: quando gli spermatozoi non riescono a scendere nello scroto, in genere è un difetto congenito. Infezioni e insufficienza ormonale: le infezioni croniche ai dotti (canali che collegano il serbatoio di raccolta degli spermatozoi) influiscono negativamente sulla procreazione, così come una scarsa produzione ormonale. Anomalie genetiche e fattori immunologici: le prime provocano oligospermia (letteralmente pochi spermatozoi) nei secondi si producono nell’organismo anticorpi anti spermatozoi. In pratica lo spermatozoo vene riconosciuto come un nemico da abbattere. Stessa cosa può avvenire nel corpo femminile.

 

In tutti questi casi, dopo aver fatto analisi appropriate ( spermiogramma, spermicoltura, ecografia della prostata, delle ovaie e vari dosaggi ormonali) si può ricorrere alla fecondazione medicalmente assistita, che consiste in cure e interventi che aiutano la coppia ad avere un figlio, dopo gli esami e le cure ormonali. L’aiuto vero e proprio, è il congelamento del seme maschile e dell’ovocita femminile nella speranza che, una volta impiantato nell’utero dia buoni frutti. Si tratta di una tecnica praticabile per legge solo su coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi e non si può ricorrere ad un ovocita esterno.

 

Andromeda Aliperta

 

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Sesso dopo un infarto: l' ok dei medici Salute sessuale<BR>

Se avete avuto da poco un infarto oppure se il vostro partner soffre di cuore, smettete di preoccuparvi: non dovete rinunciare al sesso. L'attività sessuale, secondo recenti scoperte, non solo non sarebbe pericolosa per i malati di cuore ma, al contrario, avrebbe effetti positivi sui soggetti che hanno avuto un infarto

 

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La dottoressa Stacy Tessler Lindau dell'Università di Chicago ha condotto un interessante studio sull'argomento "Sesso ed infarto" ed avrebbe evidenziato una sostanziale carenza di informazione nei pazienti che hanno già avuto un infarto in passato. Sarebbero gli stessi medici a non spiegare in maniera pronta e corretta che l'attività sessuale non aggrava di per sé la situazione, anche nei pazienti che sono sopravvissuti ad un attacco di cuore.

 

La ricercatrice ha monitorato un campione di infartuati composto da 1.184 uomini e 576 donne con un'età media di 59-60 anni. L'esperta ha scoperto che pochissimi membri del campione erano stati informati correttamente dal proprio medico sull'inesistenza di rischi per il cuore a seguito della ripresa di una sana attività sessuale. Il Dott. Edward Havranek, cardiologo del Denver Health Medical Center, durante l'ultima conferenza della "Heart Association", ha confermato che avere un nuovo attacco di cuore durante il sesso è improbabile e che lo sforzo prodotto da una attività sessuale normale non può essere paragonato a sforzi fisici "pericolosi" come "spalare la neve".

 

Gli esperti consigliano ai pazienti reduci da un infarto di riprendere l'attività sessuale non appena si sentono meglio e di prestare attenzione solo a sintomi preoccupanti come un forte dolore al petto. In questo caso si raccomanda di rivolgersi subito al proprio medico curante.

 

Lucia D'Addezio

 

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Vuoi saperne di più sui disturbi sessuali maschili? Leggi Le pene dell'amore - I disturbi sessuali degli uomini

 

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Testosterone: nelle donne mina la fiducia negli altri Salute sessuale<BR>

Un ricerca condotta dai ricercatori dell'Università di Utrecht, città dei Paesi Bassi, ha messo in luce alcune novità sul rapporto tra il testosterone e la fiducia che le donne nutrono nel prossimo

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Gli studiosi, per condurre la loro analisi, hanno individuato diverse giovani donne con una età media di 20 anni e le hanno incluse in un ampio campione, in seguito diviso in due gruppi. Al primo gruppo è stato fatto assumere del testosterone mentre al secondo è stato dato un semplice placebo, per controllare quali sarebbero state le reazioni normali dei soggetti.

 

Tutti i membri del campione sono stati interrogati sulla fiducia che, a pelle, provavano verso alcuni estranei, mostrati loro tramite l'ausilio di alcune foto. La scala per la valutazione andava da -100 (soggetto molto inaffidabile) a +100 (soggetto molto affidabile).

 

Sorprendentemente tutte le donne a cui era stato somministrato del testosterone avevano valutato gli estranei con punteggi di gran lunga più bassi rispetto alle donne del gruppo di controllo. Il testosterone sembra quindi avere nelle donne un effetto di riduzione della fiducia negli altri. Questo effetto, secondo i ricercatori di Utrecht, sarebbe ancora più marcato nelle donne per natura più fiduciose, mentre verrebbe quasi annullato nei soggetti che hanno tendenzialmente poca fiducia nel prossimo.

 

Lucia D'Addezio

 

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Vuoi saperne di più sulla salute sessuale? Niente orgasmo per chi consuma drogaCosa comporta il testosterone nelle donne?


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Arriva lo spray contro l’impotenza Salute sessuale<BR>

Con lo spray contro l’ impotenza, in soli dieci minuti si può avere un’ erezione, molto più velocemente del Viagra e di altri farmaci simili. Ma come agisce veramente? E quando sarà in commercio?

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Sembra un prodotto della fantasia, ma lo Spray per combattere l’ impotenza sta per essere commercializzato. Prodotto e testato da un’azienda inglese, consiste in un inalatore tascabile il cui principio attivo è la stessa molecola in polvere usata per il morbo di Parkinson, l’apomorfina. Se inalata, aiuta a raggiungere un’ erezione in circa 10 minuti, molto meno rispetto ai 40 minuti impiegati dagli altri farmaci usati contro l’impotenza, come il Viagra o il Levita. La molecola agisce stimolando alcuni recettori chimici del cervello ed è in via di sperimentazione.

 

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Journal of sexual medicin e si è basata sulla sperimentazione del farmaco su circa 600 uomini con problemi di erezione. I risultati sono stati promettenti per la rapidità della risposta, dando riscontri positivi anche nelle altre patologie legate all’apparato genitale maschile, addirittura del 30%in più rispetto ai farmaci tradizionali . Inoltre, essa potrebbe essere usata come cura per chi soffre di disfunzione erettile e per chi ha problemi di afflusso di sangue nei genitali, che impediscono spesso di avere rapporti sessuali completi.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali maschili? Leggi Sessualità: ecco il Viagra in crema - Sesso: prima volta niente?

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Stimolare l’eros con le erbe Salute sessuale<BR>

Quando l’ eros subisce un calo e ha bisogno di essere stimolato, si può ricorrere a piante afrodisiache in grado di tonificare l’energia sessuale

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Il vostro lui o la vostra lei non hanno più voglia di fare l’amore? Le cause possono essere tante, di tipo psicologico o fisico. Molte sono le erbe mediche che aiutano a contrastare disturbi come l’ impotenza maschile, problemi di erezione o legati al calo del desiderio. Anche le donne sono colpite da questo disturbo, più spesso di quanto si pensi. A priori sarebbe utile rinunciare ad alcol e fumo, dannosi per la circolazione sanguigna. Fare una dieta ricca di frutta, verdura e pesce è la secondareola. La terza è quella di fare attività fisica e regolarizzare i ritmi sonno-veglia.

 

Un consiglio utile è anche quello di inserire nella dieta gli oligoelementi: zinco e vitamina B6, ad esempio, alzano il testosterone nel sangue. Ecco quali sono le erbe più indicate per riattivare il desiderio: Per stimolare l’eros: radice di muira pauma, una pianta amazzonica che stimola i centri del midollo spinale responsabili dell’erezione, presi in gocce (15) o in decotto per tre volte al giorno. Stesse proprietà ha l’epimedio, che per la medicina tradizionale cinese è un ottimo afrodisiaco per l’uomo. Santoreggia e rosmarino sono potenti stimolanti sessuali, uniti anche a tiglio e biancospino.

 

Contro la stanchezza e lo stress: spesso il calo del desiderio è causato anche da stress e stanchezza. Per combatterle sono ottimi l’ eleuterococco, una pianta che alza la resistenza psicofisica dell’organismo, preso in 50 gocce 10 minuti prima di colazione per tre settimane o per due o tre mesi. Se si ha la pressione alta, meglio la betulla o la damiana, una pianta antidepressiva che combatte i disturbi sessuali, stimolando il centro nervoso dell’erezione ( nella parte lombare della colonna). Per favorire la circolazione: per riattivare la circolazione ai genitali sono ottimi lo Yohimbe, che contrasta l’impotenza sessuale maschile e femminile e il Ginkgo Biloba. Quest’ultimo giova moltissimo al desiderio sessuale. Quando però, le disfunzioni sessuali sono di una certa gravità, bisogna rivolgersi al medico.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali? Leggi: I disturbi sessuali degli uomini -  Eiaculazione precoce: come risolvere il prblema

 

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Dispaurenia: quando fare l' amore non è più un piacere Salute sessuale<BR>

Amare, fare l'amore, avere rapporti sessuali fa bene. Sembra inoltre che gli effetti benefici di una buona attività sessuale non siano soltanto psicologici ma anche fisici; alcuni studi hanno dimostrato infatti che addirittura può allungare la vita. Purtroppo non sempre questa funzione fisiologica è così piacevole e stimolante per l'organismo. Talvolta infatti i rapporti sessuali posso essere dolorosi creando di conseguenza una riduzione della frequenza, ansia, depressione, anorgasmia, sterilità, crisi della coppia

 

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Circa il 12-17% delle donne soffre di dispaurenia, un disturbo molto diffuso che si manifesta con un persistente e continuo dolore genitale nel corso di un rapporto. Le cause della dispareunia possono essere fisiche come ad esempio una vaginite, oppure, più spesso, di natura psicologica. Le cause psicologiche sono spesso individuate in uno stato ansioso che provoca alterazioni nella lubrificazione e, soprattutto, un’elevazione del tono muscolare vaginale. In tali casi sono indicate tecniche di rilassamento e di controllo muscolare e di gestione dell’ansia.

 

La dispareunia è un argomento delicato e data la complessità dei fattori coinvolti, organici (es. infezioni o infiammazione; postumi da parto, episiotomie o altri esiti chirurgici nella donna) e psicologici, occorre prendere in considerazione un approccio il più possibile multidisciplinare, coinvolgendo diversi professionisti in una equipe che dovrebbe operare verso un’unica direzione. Si parte solitamente da trattamenti meno invasivi, per poi eventualmente, sentito il parere della donna passare anche a quelli chirurgici. Questi ultimi sono indicati solamente nei casi più gravi ed invalidanti, ossia quei casi in cui ad essere stravolta non è solo la vita sessuale della paziente, ma tutta la sua quotidianità (nei casi più gravi il dolore si manifesta perfino al contatto con gli indumenti intimi, stando seduti, andando in bicicletta o, addirittura, semplicemente camminando).

 

La dispareunia non deve essere confusa , sia da un punto di vista diagnostico, sia da un punto di vista riabilitativo, con il vaginismo: un altro disturbo di natura sessuale molto diffuso nelle donne causato dalla contrazione della muscolatura vaginale, senza alcuna causa fisica ma semplicemente come conseguenza del timore della penetrazione. Se pensate di soffrire di questo disturbo contattate dapprima il vostro ginecologo e, dopo un accurato controllo, se necessario, contattare uno psicologo esperto in sessuologia.

 

Dott.ssa Giorgia Penserini

 

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Vuoi saperne di più sui disturbi sessuali ? Leggi: Dispaurenia: 1 donna su 7 sente dolore durante il rapporto

 

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Se lui fa cilecca a letto: i consigli per lei Salute sessuale<BR>

Fare cilecca a letto è capitato almeno una volta nella vita a uomini e ragazzi. Se però il problema si ripropone di frequente, può essere la spia di disturbi diversi, come di un blocco pisicofisico o di una disfunzione erettile. Ecco alcuni consigli per lei e per lui per affrontare la situazione al meglio

 

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Se spesso il vostro uomo fa cilecca a letto, questo può essere la spia di disturbi diversi. Tutti gli andrologi, infatti, sono d’accordo nell’affermare che una regolare e sana attività sessuale è indice di una buona salute generale maschile. Se il sesso non funziona e lui non riesce spesso ad avere un’erezione potrebbe essere colpa di un blocco psicofisico e in questo caso sarebbe opportuno fare una psicoterapia di coppia.

 

Assumere un farmaco come il Viagra può aiutare, ma mentalmente lo stimolo sarà lo stesso. Cosa fare quindi? Soprattutto parlarne con la partner, senza inibizioni o resistenze, per capire anche se c’è qualcosa che non va nel rapporto di coppia. Spesso la mancata educazione sessuale porta ad avere difficoltà serie nella comunicazione tra partner. Se si sospetta, invece, una disfunzione erettile, un disturbo che colpisce in Italia 3 milioni di uomini, giovani e non, bisogna invece rivolgersi all’ andrologo, senza creare allarmismi né sottovalutare alcun sintomo.

 

Per far sì che i ragazzi siano spronati a farsi visitare dall’andrologo, da cui invece vanno raramente e malvolentieri salvo ritrovarsi poi con problemi sessuali che si potevano facilmente evitare, si stanno prendendo provvedimenti a lavello regionale, come ad esempio sta facendo la regione Lazio, per offrire visite gratuite ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Un tempo, infatti, la visita di leva obbligatoria, rilevava che il 70% dei ragazzi aveva disturbi erettili. Senza questo utilissimo screening di massa bisognerebbe correre ai ripari e l’uomo dovrebbe farsi controllare spesso e regolarmente, senza provare alcuna vergogna.

 

Per la donna, quando si ha a che fare con un partner in difficoltà sessuale, i consigli sono: avvicinarsi con dolcezza, comprensione e attenzione; non essere mai soffocante o aggressiva; non pensare che sia sempre lo stress la causa, perché spesso si tratta di problemi che l’uomo si porta avanti dall’adolescenza; la disfunzione erettile è un problema da non sottovalutare, infatti in 8 casi su 10 è la spia di malattie come il diabete o malattie cardiovascolari; attenzione allo stile di vita del proprio compagno, alcol, fumo e obesità sono spesso all’origine di questo problema sessuale; non curarsi con Internet o soluzioni fai-da-te, avere fiducia nell’andrologo e aiutare il partner senza mai farlo sentire in colpa, cercando man mano di ritrovare l’intimità perduta.

 

Andromeda Aliperta

 

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali maschili? Leggi: I disturbi sessuali degli uomini - Eiaculazione precoce: come risolvere il problema

 

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Dipendenza sessuale: è una patologia? Salute sessuale<BR>

Una cosa mette tutti d'accordo: “Non c'è cosa più bella del sesso!”. Tra i piaceri della vita per la stragrande maggioranza delle persone la sessualità occupa il primo posto, sia per le donne che per gli uomini. Ma fare sesso può diventare un' ossessione, una vera e propria dipendenza, vediamo come....

 

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Se facessimo un piccolo sondaggio, tra le persone che conosciamo, su quale è la cosa che piace fare di più, la maggioranza risponderebbe “fare sesso”. La sessualità è sicuramente un piacere che accomuna un po' tutti, persone di ogni età e genere. Se ne parla in continuazione, tra gli amici, in televisione, alla radio, sui giornali, tra persone innamorate; insomma è un argomento onnipresente nella vita quotidiana di ognuno di noi. Come tutte le cose, però, esistono degli eccessi: situazioni in cui il sesso diventa l' unica sfera di piacere nella vita di una persona, un' ossessione che occupa totalmente la vita e la mente; in questi casi si parla di “Disturbo di ipersessualità”.

 

L'individuo che soffre di tale patologia è assorbito da pensieri ricorrenti e fissi riguardanti il sesso, che occupano totalmente la quotidianità della persona, inficiando la sfera lavorativa, amicale e amorosa.

 

Il tempo viene trascorso pensando a come mettere in atto comportamenti sessuali (che possono coinvolgere altre persone o essere praticati in solitudine) e organizzando la giornata in funzione di eventuali incontri, che diventano clandestini e imprevedibili, mettendo in molti casi a repentaglio l'incolumità del soggetto.

 

Si può parlare tranquillamente di dipendenza psicologica e come tutti i tipi di dipendenza ha origine in un passato di deprivazione affettiva vissuta nei confronti di figure primarie di attaccamento. La sensazione di vuoto affettivo che provano questi soggetti è molto profonda e richiede di essere colmata: c'è chi reagisce con l'assunzione smodata di cibo (anoressia e bulimia), chi, invece, sopperisce con le sostanze stupefacenti o con l'alcool, chi, infine, adopera altri espedienti quali il gioco d'azzardo, la dipendenza da internet, ecc.

 

In questi casi è doveroso un percorso psicoterapeutico che aiuti la persona a costruire un senso di sé efficace e forte ed un'autostima solida. Il senso di vuoto viene colmato in un primo momento dalla figura del terapeuta, con la quale si instaura una dipendenza sostitutiva alla precedente; in seguito, il professionista opererà in modo tale che il paziente inizi a camminare con le proprie gambe. Sicuramente è indispensabile l'aiuto dei familiari nel motivare queste persone a chiedere aiuto, poiché tali individui non sono sempre consapevoli dei loro disagi se non attraverso la preoccupazione degli altri, ma soprattutto nell'affrontare il cammino tortuoso e imprevedibile che li aspetta. Affrontare le avversità della vita insieme alle persone care è molto più semplice ed efficace!

 

Dott.ssa Mariateresa Muscillo

 

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Vuoi saperne di più su Sesso e Libido? Leggi Sessualità: ecco il Viagra in cremaVaginismo: amarsi senza sesso

 

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Eiaculazione precoce più diffusa tra i trentenni Salute sessuale<BR>

Uno studio paneuropeo ha messo in evidenza che a lamentare eiaculazione precoce non sono i single e i teenager, ma soprattutto la fascia di uomini tra i 31 e i 40 con una relazione stabile e di lunga durata

 

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Sono in tutto circa il 25% degli uomini europei a soffrire di eiaculazione precoce. Secondo un’indagine condotta da GFK Eurisko, il primo studio che ha coinvolto tutta l’Europa, il 76% degli uomini italiani tra i 31 e 40 anni ne soffre; si tratta di soggetti che hanno una relazione stabile e di lunga durata, al contrario di quello che normalmente si pensa, ovvero che a soffrirne debbano essere di più gli adolescenti e i single.

 

Lo studio si è basato su un campione di 4500 uomini e donne di vari Paesi europei, compresa l’Italia. Il maschio italiano, da quanto risulta, è sì più informato sull’argomento (65%) ma ritiene anche, nella maggior parte dei casi, che l’eiaculazione precoce sia un problema soltanto psicologico e non una condizione medica trattabile con farmaci mirati. A causa di questa convinzione, soltanto un terzo dei maschi italiani fino ad oggi ha parlato di questo problema con un esperto.

 

L’eiaculazione precoce, è un disturbo che può essere curato con semplici farmaci a base di dapoxetina e tutti gli uomini che ne soffrono dovrebbero parlarne con un esperto, dal momento che, secondo l’indagine Eurisko, il 46% ne soffre dall’inizio dell’attività sessuale e il restante 54% da almeno 9 anni. Ma non finisce qui. Dalla ricerca, che è stata presentata a Barcellona al 25° congresso degli urologi europei, è emerso inoltre che le preoccupazioni principali dei maschi sono la soddisfazione sessuale e la stabilità della coppia.

 

Le donne italiane, invece, sono le meno preoccupate d’Europa, con un 28%, mentre le più frustrate sono le donne inglesi con una percentuale del 53%. Ma le italiane sono risultate le più agguerrite, con sentimenti di rivalsa nei confronti del proprio compagno (29%, contro il 13% delle svedesi e il 15% delle spagnole).

 

Andromeda Aliperta

 

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Vaginismo: Amarsi senza sesso! Salute sessuale<BR>

Incredibile ma vero! Esistono molti casi di coppie sposate che non fanno sesso: il problema quasi sempre sembra essere della donna che soffre di “vaginismo” ma non è proprio così

 

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Il vaginismo è una patologia che colpisce molte donne e fa parte dei disturbi dell'eccitazione: la donna non riesce ad avere rapporti sessuali completi, nonostante il desiderio venga mantenuto. È un vero e proprio blocco vissuto al momento della penetrazione, si ha paura del dolore!

 

Ma questi timori nascondono, quasi sempre, delle emozioni negative legate a motivazioni inconsce di tipo relazionale, psicologico o sociale. Le cause potrebbero essere diverse: problemi relazionali e di coppia, eventi traumatici o vissuti come tali durante l'infanzia o l'adolescenza, una cultura religiosa molto ferrea ed intransigente, inadeguata conoscenza del proprio corpo e così via.

 

La cosa sconcertante è che spesso il partner che scelgono collude ampiamente con la loro patologia, accettano e per certi versi contribuiscono a mantenere il sintomo. Tali coppie possono convivere per anni senza una sessualità completa, sembra che non ne sentano la necessità. In particolar modo, le donne che soffrono di “vaginismo primario”, hanno sempre avuto il problema anche durante precedenti relazioni, di conseguenza non si sono mai soffermate a riflettere su un'opportunità di cambiamento. In alcuni casi arrivano a chiedere aiuto solo sotto pressione del compagno, ma in altri il partner accetta passivamente le decisioni della propria metà per “amore”.

 

Il punto di svolta è rappresentato per buona parte di queste coppie dalla voglia di avere un figlio. Ma come mai l'uomo accetta così passivamente la situazione? La risposta è semplice: spesso anche lui presenta una patologia che si incastra perfettamente con il vaginismo della partner; la sua situazione è rimasta nascosta grazie al fatto che i riflettori erano puntati altrove. Nelle coppie bianche che vanno in terapia, succede frequentemente che nel momento in cui la donna sta per guarire, l'uomo viene allo scoperto e mostra le sue difficoltà sessuali (eiaculazione precoce o disfunzione erettile); può capitare che sia proprio lui ad opporsi alla buona riuscita della terapia.

 

Del resto non è un caso che le “vaginismiche” scelgano dei compagni che hanno difficoltà, nel caso contrario la coppia si sgretolerebbe subito. Diventa molto importante riflettere sui meccanismi che si instaurano nella coppia quando ci sono queste problematiche. Il consiglio è di non soffermarsi mai sui sensi di colpa o sul rinfacciarsi reciprocamente le proprie mancanze, ma di affrontare le cose a viso aperto con tutti i timori e le paure annesse. “Amarsi” vuol dire avere anche una sessualità completa e soddisfacente: se viene a mancare tale componente, parlarne all'interno della coppia diventa un momento di crescita importante e l'unica via verso una possibile soluzione!

 

Dott.ssa Mariatersa Muscillo

 

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Vuoi saperne di più su Sesso e Libido? Leggi Sessualità: ecco il Viagra in cremaSesso? No, grazie ho mal di testa!

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Fecondazione assistita Salute sessuale<BR>

Abbiamo parlato nei precedenti articoli di fertilità e di cosa la influenzi. In questo articolo, suddiviso in due parti, cerchiamo di mettere a fuoco quali sono i principali sistemi di fecondazione assistita ad oggi disponibili

 

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Fino a qualche anno fa le condizioni di infertilità erano senza soluzione oggi la ricerca scientifica ha elaborato dei metodi artificiali per aiutare le donne a coronare il loro sogno di maternità. Esistono sia terapie per l'infertilità sia tecniche di procreazione assistita, meglio nota come PMA (procreazione medicalmente assistita).

 

Le terapie per la fertilità hanno lo scopo di facilitare l'incontro tra l'uovo e gli spermatozoi e sono essenzialmente terapie ormonali; i farmaci più usati sono le gonadotropine, sostanze simili agli ormoni femminili. Esistono diverse tecniche di inseminazione che si suddividono in diversi livelli (tre) in base al loro grado di semplicità.

 

Le tecniche di primo livello sono poco invasive mentre quelle degli altri due livelli sono più complesse e vengono utilizzate nei casi più difficili. Comunque è sempre il centro specializzato che fornisce indicazioni specifiche in base alla valutazione del singolo caso. Ma vediamo nello specifico tre tecniche appartenenti a tre livelli diversi, cercando comunque di fornire un quadro d'insieme senza scendere in dettagli tecnici o troppo medici, da approfondire in sedi opportune.

 

La IUI o inseminazione assistitaquesta è la tecnica più semplice fra quelle disponibili ed è quella che si attiene maggiormente ai cicli naturali di una fecondazione normale. L' incontro tra uovo e spermatozoi avviene nell'utero nel giorno esatto dell'ovulazione, giorno in cui vengono iniettati, tramite un piccolo catetere, gli spermatozoi direttamente all'interno dell'utero stesso. Il liquido seminale deve essere raccolto poche ore prima della fecondazione in quanto deve essere trattato in terreni di coltura per potenziarne le proprietà fecondanti. La procedura di deposizione degli spermatozoi nell'utero non è dolorosa e dura 10/15 minuti in cui la donna deve rimanere sdraiata, dopodiché è pronta per ritornare alle sue normali attività. Di solito questa tecnica è coadiuvata anche da una terapia ormonale per facilitare il processo. Questa tecnica è consigliata nei casi di infertilità maschile lieve (oligospermia, ridotta mobilità degli spermatozoi ecc.) e tutti quei casi in cui ci sono difficoltà nei rapporti sessuali (impotenza, vaginismo ecc.) o si sono verificati ripetuti insuccessi anche con rapporti mirati e in tutti quei casi in cui la sola terapia ormonale non ha avuto successo. Da fonti ufficiali si evince che nel 2007 circa l'11% delle gravidanze nei centri specializzati è avvenuto seguendo questa tecnica.

 

FIVET o fertilizzazione in vitro: tramite questa tecnica l' uovo e gli spermatozoi si incontrano in una provetta (in “vitro” significa proprio questo) e dopo la fecondazione l'embrione o gli embrioni vengono trasferiti nell'utero della donna. Essendo una tecnica più complessa della precedente viene proposta dopo il fallimento di tentativi con tecniche e terapie più semplici. Si ricorre alla FIVET soprattutto in caso di infertilità maschile moderata o in caso di danni alla tube (magari anche nel caso di asporto chirurgico delle stesse), in caso di endometriosi o di infertilità senza spiegazione alcuna. Per arrivare alla fecondazione si devono passare delle tappe obbligatorie tra le quali la stimolazione dell'ovulazione grazie alla quale si cerca di recuperare il numero maggiore di ovociti per aumentare la possibilità di fecondazione ed il monitoraggio dell'ovulazione tramite ecografie transvaginali. Il prelievo degli ovociti avviene tramite aspirazione transvaginale sotto controllo ecografico. Le uova prelevate vengono poste in terreni di coltura specifici. Le uova dopo essere state esaminate e valutate nel loro grado di maturità, vengono poste e tenute a contatto con gli spermatozoi in un incubatore per 48/72 ore ad una temperatura costante uguale a quella corporea. Gli embrioni così formatisi vengono nella fase successiva deposti nella cavità uterina tramite uno speculum vaginale. Durante questa fase la donna deve stare sdraiata un'ora e poi può riprendere le sue normali attività. Anche per questa tecnica esistono dei dati ufficiali relativi al 2007: si parla di ca un 19% di gravidanze, nei centri autorizzati, ottenute con la FIVET.

 

ICSI o iniezione intra-citoplasmatica di spermatozoo:  In linea teorica è una tecnica molto simile alla FIVET, i passaggi sono in pratica gli stessi; ciò che si differenzia è la tecnica di fecondazione: in questa è il biologo che introduce direttamente lo spermatozoo all'interno dell'uovo femminile tramite l'ausilio di un microscopio. Gli ovociti iniettati vengono poi posti in terreni di coltura per facilitare lo sviluppo embrionale. I passaggi successivi sono uguali a quelli della FIVET. Questa tecnica è suggerita in caso di infertilità maschile di grado severo (pochi spermatozoi con scarsissima mobilità). Sempre relativamente al 2007 e ai centri specializzati di fecondazione assistita si parla di ca. un 20% di gravidanze ottenute con questa tecnica.

 

Dott.ssa Romina Marroni

 

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Vuoi saperne di più sulla Fertilità? Leggi La Sterilità non sarà più un Problema - Fertilità Femminile

 

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Lo sport stimola l’eros Salute sessuale<BR>

Una vita sedentaria è controproducente non solo per la salute ma anche per l’ attività sessuale. Fare più movimento stimola l’eros e contrasta disfunzioni all’ erezione

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La sedentarietà è controproducente per la salute sessuale. L’immobilismo non facilita certo l’eros, che invece viene stimolato dal movimento fisico. E’ quello che è emerso da una ricerca condotta dalla Società italiana di andrologia, che ha constatato che fare almeno tre ore alla settimana di sport stimola l’appetito sessuale. La circolazione del sangue aumenta, il corpo è più tonico e la testa si libera facilmente dallo stress e dai pensieri negativi, quindi siamo più predisposti ad un incontro erotico. Il nostro corpo, attraverso lo sport, oltre a liberarsi dalle tossine, contrasta la disfunzione erettile.

 

Ovviamente anche l’abuso di alcol e il fumo sono assolutamente deleteri per una sessualità sana e frequente, ma fare un’intensa e regolare attività fisica aiuta anche a correggere abitudini di vita scorrette. In particolare, lo studio si è soffermato su 60 uomini tra i 40 e i 60 anni con problemi di erezione e una vita sedentaria. Un gruppo è stato trattato con un farmaco, l’altro, invece, è stato sottoposto ad un’attività sportiva di tipo aerobico per almeno tre ore alla settimana. Il risultato è stato che chi ha svolto l’attività sportiva ha avuto un netto miglioramento della funzione erettile e di tutti gli altri parametri della soddisfazione sessuale. Quindi, uomini, ma anche donne, facciamo tanto sport e faremo di più anche l’amore.

 

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più sui disturbi sessuali maschili? Leggi Le pene dell'amore - I disturbi sessuali degli uomini

 

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Fertilità Femminile Salute sessuale<BR>

Prima di entrare nello specifico, vediamo alcuni numeri che ci aiutano a farci un quadro abbastanza preciso di cosa accade ora nelle donne e nelle coppie italiane in cerca di un figlio

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Per prima cosa il 15% delle coppie italiane non riesce a concepire nel primo e secondo anno di tentativi, inoltre, rispetto alle donne europee, le donne italiane hanno il primo figlio ad un'età mediamente più avanzata; questo può essere collegato al fatto che si sposano più tardi (in media intorno ai 28 anni). Ovviamente esistono fattori socioculturali che influenzano le scelte di vita, quindi l'età del matrimonio, la maturità psicologica ed emotiva e così via. Tutti questi condizionamenti culturali, infatti negli altri paesi europei la situazione è molto diversa, fanno sì che quando una donna si sente pronta per avere un figlio magari è già troppo tardi. Se si considera che il periodo di massima fertilità per una donna è collocato fra i 20 ed i 25 anni, si capisce il dato iniziale: in Italia una donna diventa madre intorno ai 30 anni. Dai 35 anni in avanti il quoziente di fertilità diminuisce bruscamente fino a diventare minimo oltre i 40 anni. Con l'aumentare dell'età invecchiano i gameti femminili ed aumenta il rischio di contrarre malattie infiammatorie dell'apparato urogenitale o di sviluppare fibromi uterini ecc. In pratica la percentuale di gravidanze oltre i quarant'anni è del 10% contro il 30% che si riscontra tra le donne ventenni. Nella fascia dei trenta la percentuale comunque rimane ancora alta, si parla di un 25%. Dal punto di vista maschile, l'avanzare dell'età incide molto meno sulla fertilità anche se comunque al di sopra dei quarant'anni anche l'uomo subisce un calo qualitativo e quantitativo degli spermatozoi che quindi diventano meno mobili e più soggetti a portare malattie cromosomiche.

 

Vediamo ora quali sono i fattori sui quali ogni coppia, ogni donna e uomo, possono agire per migliorare la propria fertilità o se non altro per evitare di diminuirla.

 

Fattore stile di vita

 

Per stile di vita intendiamo le abitudini personali, che riguardano soprattutto la dieta e i comportamenti più o meno salutari, e l'ambiente. Per quanto riguarda quest'ultimo purtroppo non si ha troppo potere nel controllare l'inquinamento, tuttavia per chi desidera un figlio è importante coltivare la cultura dell' ecologia nel senso delle scelte: sarebbe opportuno per le coppie in cerca ritornare alla natura e se non è possibile abitarvici, allora utilizzare ogni momento libero per passare del tempo all'aperto in luoghi poco contaminati. I pesticidi sono le sostanze più incriminate per la fertilità perché sono molto tossici. La dieta rappresenta un veicolo per queste sostanze pertanto è consigliabile avvalersi di prodotti provenienti da agricoltura biologica e prestare molta attenzione alla pulitura e al lavaggio di frutta e verdura. Rimanendo nel tema della dieta, chi è alla ricerca del concepimento, dovrebbe fare attenzione all'uso di caffeina e di bevande alcoliche. Un loro abuso determina una riduzione della fertilità sia nell'uomo che nella donna. Per quanto riguarda le donne esiste uno studio che ha evidenziato come un consumo di ca 7 tazze di caffè o tè al giorno possa ridurre di un 50% la probabilità di rimanere incinte. Comunque anche l'obesità e l'eccessiva magrezza compromettono la fertilità, pertanto una dieta bilanciata associata ad un'attività fisica regolare contribuiscono al benessere generale e quindi anche a questo aspetto importantissimo. Per chi fa sport agonistico è importante sapere che il doping, cioè l'utilizzo di sostanze anabolizzanti per aumentare la forza e la massa muscolare, hanno un effetto negativo notevole sulla fertilità, soprattutto se assunti in modo prolungato, senza contare gli effetti negativi di natura psichica e fisica. Infine lo stress può incidere sull'ovulazione determinandone anche un ritardo o una mancanza.

 

Fattore fumo

 

Le coppie che desiderano un figlio dovrebbero rinunciare al fumo. Uno studio ha confermato che il 13% di infertilità femminile è dovuto al fumo di sigaretta. Le sostanze sprigionate dalla combustione ed inalate incidono sulle ovaie; il danno che si può avere dipende ovviamente dal numero di sigarette e da quanto tempo si è iniziato a fumare. In pratica la nicotina ed il benzopirene vanno a finire nel liquido follicolare e nelle cellule dell'ovaio determinando una diminuzione di fertilità. Una donna fumatrice impiega più tempo a concepire (in media un anno). Una donna fumatrice inoltre è a rischio anche durante lo stato di gravidanza perché la nicotina ed il monossido di carbonio attraversano la placenta sottraendo ossigeno al feto e diminuendo la circolazione utero-placentare. Al fumo sono stati associati diversi casi di aborti spontanei, di parti prematuri, di gravidanza extrauterine, di nascite sottopeso e di mortalità perinatale. Anche l'uomo non è immune dal danno del fumo: ciò che il fumo danneggia nel maschio è il processo di produzione degli spermatozoi e la loro qualità, misurata in mobilità, vitalità e morfologia. Maggiori sono le sigarette fumate minori sono gli spermatozoi prodotti. Negli uomini fumatori la riduzione degli spermatozoi può arrivare ad un 22% senza contare l'aumentato rischio di modificazione del DNA.

 

Dott.ssa Romina Marroni

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Vuoi saperne di più sulla salute sessuale? Leggi La Sterilità non sarà più un problema - Niente orgasmo per chi

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Eiaculazione Precoce: come risolvere il problema Salute sessuale<BR>

L’ eiaculazione precoce è la più comune tra le disfunzioni sessuali maschili. Secondo uno studio recente, condotto in Germania e negli Stati Uniti, ne soffre un uomo su quattro, tra i 18 e i 70 anni. Eppure se ne parla ancora troppo poco. Chi ne soffre tende a nascondere questa condizione, invece è importantissimo rivolgersi al proprio medico che potrà indicare la soluzione più appropriata al caso specifico

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L’ eiaculazione si dice precoce quando si verifica subito dopo la penetrazione o addirittura prima. Può essere primaria o secondaria. L’ eiaculazione precoce primaria è quella che si manifesta sin dalla prima esperienza sessuale. Si tratta di una condizione organica dovuta all’attività della serotonina, un neurotrasmettitore prodotto dal Sistema Nervoso Centrale che regola varie funzioni (per esempio, l’umore, il sonno, l’appetito), tra cui anche il controllo eiaculatorio. In pratica, un basso livello di serotina è la causa principale dell’ eiaculazione precoce primaria. Dal 2009 è in commercio in Italia la Dapoxetina (Priligy), un farmaco in grado di agire proprio sulla produzione di questo neurotrasmettitore; si tratta del primo medicinale autorizzato, con indicazione specifica per il trattamento dell’eiaculazione precoce. La compressa va assunta al bisogno, da una a tre ore prima del rapporto sessuale. Gli effetti collaterali sembrano essere limitati; i più comuni sono nausea e capogiro. Trattandosi di un farmaco, va sempre prescritto dal medico.

 

Esiste poi l’ eiaculazione precoce secondaria, quella cioè che dipende da altri fattori acquisiti. Insorge in soggetti che non ne avevano sofferto prima e può dipendere da malattie endocrine (per esempio, ipertiroidismo), infiammazioni della prostata (prostatite) o dei genitali esterni, condizioni anatomiche come il frenulo breve. Può inoltre avere cause psicologiche quali, per esempio, l’ansia da prestazione. In tutti questi casi per risolvere il problema bisognerà eliminare la causa scatenante. Nel caso di una prostatite, per esempio, occorrerà curare l’infezione; se il frenulo è troppo corto potrà essere allungato; quando ci sono malattie endocrine bisognerà ricorrere alle terapie per risolverle. Se invece si tratta di fattori psicologici, quali, appunto, l’ansia da prestazione, è opportuno rivolgersi a uno psicologo o a un sessuologo. Va infine ricordato che, talvolta, soprattutto dopo i 50 anni, l’eiaculazione precoce può essere dovuta alla difficoltà di mantenere l’erezione. In questi casi si può ricorrere ai farmaci usati per la disfunzione erettile, vale a dire Sildenafil (Viagra), Tadalafil (Cialis) e Vardenafil (Levitra). Anche in questo caso per la valutazione del problema e per la prescrizione bisogna rivolgersi al proprio medico curante.

 

Margherita Russo

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali maschili? Leggi: I disturbi sessuali degli uomini - Sesso: prima volta niente?

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Mal di testa da sesso: 500mila le persone colpite Salute sessuale<BR>

A differenza di quanto diffusamente si ritiene, il mal di testa non è sempre una scusa per venire meno ai cosiddetti "doveri coniugali". Gli esperti dicono, infatti, che ben l'1% della popolazione soffrirebbe di una forma grave di cefalea collegata alla pratica dell'attività sessuale. Esisterebbe quindi un mal di testa, per così dire, 'da sesso'.

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In realtà questa sarebbe solo una delle tante stravaganti forme di cefalea elevate a vera e propria patologia dalla medicina tradizionale. Come ha spiegato Piero Barbanti, il Direttore dell'Unità cefalee all'Istituto San Raffaele Pisana di Roma, esisterebbero circa 200 forme di cefalea. Spesso si tratta di casi apparentemente bizzarri ma non meno pericolosi di altre patologie  più gravi. Esiste infatti il mal di testa 'da hot dog', 'da occhialini da nuoto', e molto altro.


In questa serie di casi apparentemente assurdi si inserirebbe anche la cefalea 'da sesso', la cui incidenza "rovina la festa" a ben 500mila persone che non possono godere di una sana attività sessuale a causa del tremendo mal di testa che questa comporta. Gli uomini sono i più colpiti e di solito la cefalea 'da sesso' si manifesta in due momenti topici del rapporto: durante l'orgasmo oppure al durante del coito.


Ovidio Brignoli, Vice Presidente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ha spiegato a Corriere.it che il modo migliore di affrontare un mal di testa ripetuto nel tempo è consultare il proprio medico di fiducia, che dovrebbe essere in grado di spiegare al paziente di cosa si tratta e se è il caso di procedere con ulteriori accertamenti. Purtroppo si è scoperto che su un 85% di popolazione interessata una o più volte nella vita da grave cefalea, appena il 2,7% si rivolge al medico di famiglia.


Lucia D'Addezio

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Leggi anche:   Sesso? No Grazie! Ho mal di Testa   -   La Fastidiosa Emicrania

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Maschio italiano: misure e fertilità  a rischio Salute sessuale<BR>

Un'equipe scientifica collegata all'Azienda Ospedaliera della città di Padova ha condotto uno studio a dir poco particolare. Le "misure" in campo maschile, si sa, contano. Soprattutto ora che si è scoperto che i superdotati sono sempre più rari. La ricerca padovana ha infatti messo in luce una realtà sconcertante: la lunghezza media del pene dell'uomo italiano a riposo è calata del 10 per cento in soli 60 anni.

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Carlo Foresta, professore dell'Università degli studi di Padova, spiega le ultime evidenze scientifiche ed ha commentato i dati evidenziati dalle ricerche in questo campo. Il Centro dedito alla Crioconservazione di Gameti Maschili dell'ospedale di Padova ha monitorato più di duemila ragazzi appena maggiorenni, selezionati nelle scuole medie superiori dell'area padovana, ed ha scoperto che sarebbe in atto una riduzione delle misure del pene dell'uomo italiano. Anno dopo anno si è passati dai 9,7 cm del '48 agli 8,9 cm del 2010. La circonferenza sarebbe scesa poi dai 10,6 ai 9,4 centimetri.

 

Di fatto la media della lunghezza del pene del maschio italiano a riposo si è ridotta del 10% in appena 60 anni e questa diminuzione non sembra voler rallentare.

 

Il Dottor Foresta ha dichiarato che alimentazione e peso corporeo sono fattori molto importanti per la perdita progressiva di virilità maschile. Solitamente la temperatura del testicolo all'interno dello scroto risulta 2° più bassa di quella corporea e questo è un fattore essenziale per una spermatogenesi normale. Smog, troppe saune, altri fattori esterni, possono alzare troppo questa temperatura e abbassare la fertilità. A rischio sono gli ambienti di lavoro troppo caldi, per esempio i forni e le fornaci, o un lavoro che preveda una lunga permanenza seduti, come nel caso di autisti, tassisti, impiegati d'ufficio."

 

Cari uomini, fate attenzione. Il mito del macho latino, virile e amatore, potrebbe svanire in pochi decenni.

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Vuoi saperne di più sul lavoro? Leggi Il mom coaching: come conciliare figli e lavoro - Gossip da ufficio: perché può fare bene

 

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I disturbi sessuali degli uomini Salute sessuale<BR>

Capita che durante il rapporto sessuale l’uomo avverta una fitta di dolore alle parti intime. Il rapporto diventa così difficile e segue un’enorme imbarazzo. Questi dolori hanno diverse cause, prime tra tutte abitudini igieniche scorrette, come orinare con il glande coperto dal prepuzio che genera una secrezione che provoca infiammazioni, chiamata smegma.

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Quando succede si spegne ogni passione. Il volto si contrae in una smorfia di dolore e addio sesso. Può capitare che l’uomo avverta delle fitte al pene durante il rapporto sessuale e quando questo accade, bisogna stare attenti alle cause e ai sintomi. Il pene è costituito da due corpi cavernosi e un corpo spugnoso e sono irrorati da vasi sanguigni e nervi, sono organi erettili e consentono al pene di aumentare di dimensioni. Sotto i corpi cavernosi si trova il corpo spugnoso in cui passa l’uretra, in corrispondenza dell’orifizio.

Sulla parte finale del pene c’è il glande che ha sulla sua estremità il meato dell’uretra, un’apertura da cui fuoriescono urina e liquido seminale. Alla base del glande c’è il prepuzio, una membrana sottile e morbida che ricopre interamente il pene quando non è eretto ed è legata al grande da una piega di pelle chiamata frenulo. Quando l’uomo urina con il glande coperto da prepuzio si può formare una secrezione, chiamata smegma che può provocare infiammazioni serie che cicatrizzano e incollano il prepuzio al glande provocando forti dolori e impedendo al al glande di scoprirsi. I sintomi sono inequivocabili: lui avverte dolore a contatto con le pareti della vagina. Per curare questo disturbo occorre scollare le aderenze tra prepuzio e glande, ma va fatto con grande attenzione dall’andrologo, in ambulatorio e anestesia locale. 

Ma ci sono altri motivi che possono provocare dolore. Ad esempio, se si ha un frenulo troppo corto questo, durante il rapporto sessuale può lacerarsi con conseguente comparsa di emorragie. Si cura sottoponendosi ad una frenuloplastica, un intervento ad anestesia locale che consiste in un’incisione del frenulo.

Un’altra causa di dolore è l’infiammazione dell’uretra, un’infezione che può sopraggiungere durante un rapporto non protetto, per individuare questo problema, causato da bruciori intensi, occorre sottoporsi ad un’analisi delle secrezioni e curarsi poi con degli antibiotici.

Anche la sclerosi prepuziale fimotica è causata da un’igiene scorretta, causate dallo smegma infiammato e curabile tramite postectomia, ovvero un intervento in cui si incide una piccola parte del prepuzio.

Ci sono poi le postiti e le balanopostiti, malattie trasmesse durante rapporti non protetti con persone con infezioni vaginali, come Candida albicans o la Trichomonas vaginalis, curabili con antisettici e antibiotici.

Per evitare tutti questi fastidi, bisogna eseguire poche, corrette regole, come quella di avere sempre rapporti protetti e soprattutto adottare abitudini igieniche corrette, come il lavarsi il pene quotidianamente con il glande scoperto, non indossare biancheria troppo stretta che causa attrito e infiammazioni.

 

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più su frenulo e corpi cavernosi? Leggi Le pene dell'amore

 

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Viagra per donne? Salute sessuale<BR>

Dopo anni in cui il Viagra ha preso d'assalto il mercato e ha consentito a milioni di uomini di rivivere erezioni oramai dimenticate, molte donne si chiedono se esista un Viagra, una soluzione per ridare vita alla loro vita sessuale. Ma c'è un Viagra anche per le donne?

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Solitamente, quando si parla di disturbi sessuali, ci rivolgiamo sempre ai maschi, forse è diventato anche un clichè. In verità è giusto spiegare che i disturbi possono essere anche femminili, il più diffuso è un desiderio ipoattivo, che sembra essere curabile con farmaci antidepressivi come il Viagra. Solo negli USA questo disturbo colpisce dal nove al ventisei per cento delle donne, il tutto ovviamente dipende dall’età e dalla menopausa. Ma è proprio questo antidepressivo che svolge la funzione di un viagra: quindi il viagra al femminile esiste?

 

Una ginecologa spiega che esperimenti hanno evidenziato un aumento del desiderio sessuale nelle cavie da laboratorio. In seguito sono stati condotti numerosi studi clinici, e le pazienti interessate da un calo del desiderio sessuale hanno riportato significativi miglioramenti nel desiderio ed esperienze sessuali soddisfacenti.

 

Secondo una ricerca che ha coinvolto in totale 1.946 individui di sesso femminile non in menopausa e perlomeno maggiorenni ; per ventiquattro settimane parte di queste donne ha assunto il farmaco, mentre l’altra metà ha ricevuto un placebo: Entrambi i gruppi sono stati sotto controllo durante, prima e successivamente al trattamento. Questo studio è stato il primo a testare una terapia che funziona a livello del cervello per aumentare la libido nelle donne in relazione al calo del desiderio sessuale.

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Vuoi saperne di più su Viagra e libido? Leggi Sessualità: ecco il Viagra in crema - Come far impazzire un Uomo in 10 mosse

 

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La sterilità non sarà più un problema Salute sessuale<BR>

Per infertilità si intende l'incapacità biologica di una persona di contribuire al concepimento.

Parlando di infertilità si può anche far riferimento allo stato di una donna che non è in grado di portare a termine una gravidanza. Ci sono molte cause biologiche di infertilità, alcune delle quali può essere risolte con un intervento medico.

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Desiderare a tutti i costi e con tutto il cuore di avere un bambino, ma non potervi riuscire, è un problema che colpisce molte coppie che soffrono di sterilità. Ma non tutto è perduto, la notizia arriva direttamente da uno studio effettuato dalla Stanford University in California: i ricercatori sono riusciti a trasformare cellule staminali embrionali ed entro 5 anni sperano di ottenere la versione “matura” da utilizzare nella fecondazione in vitro. Con questa scoperta in futuro, anche in Italia, sarà possibile procreare senza padre o senza madre, basteranno cellule di embrione.

 

Fino a questo momento sono riusciti ad ottenere ovuli e spermatozoi “primitivi”; ora si potrà procedere per due strade: la prima ipotesi è partire dalle cellule germinali (cellule che, durante le prime settimane di sviluppo dell’embrione, si differenziano fino a formare gli organi riproduttivi), correggere i geni in modo da ottenere ovuli e spermatozoi maturi, pronti per essere utilizzati per la fecondazione in vitro. L’ipotesi numero due, ci conduce direttamente alla possibilità di ricorrere alle cellule adulte di un individuo sterile e modificarle per portarle allo stadio di staminali, pronte per essere a loro volta manipolate per raggiungere delle complete cellule riproduttive.

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Vuoi saperne di più sulla salute sessuale? Leggi Le pene dell’amore - Il farmaco magico contro l’eiaculazione precoce!

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Il farmaco magico contro l’eiaculazione precoce! Salute sessuale<BR>

L'eiaculazione precoce è una condizione in cui un uomo eiacula prima di quando il suo partner si aspetterebbe.

La maggior parte degli uomini ha avuto l'esperienza di un'eiaculazione precoce almeno una volta nella vita. Poiché c'è una grande variabilità sulle tempistiche in cui gli uomini giungono all'eiaculazione e su quanto a lungo debba durare un rapporto sessuale, i ricercatori hanno cercato una definizione quantitativa di eiaculazione precoce. È stato dimostrato che il tempo medio di latenza dell'eiaculazione intravaginale è di 6 minuti e mezzo fra i 18 e i 30 anni di età. È definito come malato un uomo che presenti un tempo medio di latenza dell'eiaculazione intravaginale con una percentuale inferiore a 2,5 minuti. Tuttavia è possibile essere felici delle prorprie prestazioni e non percepire alcuna mancanza di controllo. D'altro canto, un uomo che ha un'eiaculazione dopo 2 minuti dall'inizio del rapporto sessuale può avere la percezione di uno scarso controllo dell'eiaculazione e, angosciato per la sua condizione, può avere difficoltà interpersonali e, pertanto, ricevere una diagnosi di eiaculazione precoce.

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Come siamo arrivati a questo? A livello maschile sono in molti a non poter…diciamo “offrire” una prestazione duratura alla propria partner; chi come il mio amico Alex soffre di questo problema (il 20% degli uomini), tende a vergognarsi e quindi a non parlarne. È ovviamente un argomento imbarazzante, ma può servire per fortificare anche una relazione stessa. C’è da dire che nonostante si pensi che questo sia un problema prettamente maschile, in realtà anche alcune donne ne possono “soffrire”.

 

Quindi, davanti ad un problema che attanaglia un po’ tutto il mondo, non si poteva restare immobili senza intervenire. Ecco che è stato messo in commercio un farmaco che eliminerà questo disagio dalla vostra sfera sessuale; è a base di dapoxetina che permette l’aumento dei livelli di serotonina e risolve il problema dell’eiaculazione precoce, va assunto da 1 a 3 ore prima del rapporto. Ma attenzione, serve la prescrizione medica e non se ne può prendere più di una nell’arco delle 24 ore.

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali maschili? Leggi circoncisione Le pene dell’amore - Sessualità: ecco il Viagra in crema

 

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Le pene dell’amore Salute sessuale<BR>

Anche se non ci sono realmente ossa nell'apparato genitale maschile, è possibile che il pene si rompa. Per comprendere meglio come questo evento, incredibilmente raro e doloroso, si può verificare e necessario ricordare che il pene è composto da due camere di tessuto spugnoso, i corpi cavernosi, che occupano la lunghezza interna del pene. L'erezione si verifica quando, in risposta alla sollecitazione fisica e/o mentale dell'organo, i nervi del pene mandano ai muscoli che lo circondano il segnale di rilassarsi, permettendo al sangue di riversarsi nei corpi cavernosi. Una spessa membrana che circonda i corpi cavernosi, la tunica albuginea, trattiene il sangue che vi viene pompato. Il risultato: un pene rigido. Quindi anche se il tuo pene in erezione può sembrare osseo, è ancora completamente di carne.

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Torniamo a parlare di ciò che accade sotto le lenzuola: purtroppo esistono molti incidenti dolorosi che accadono in quei momenti. Non sono solo delle semplicissime e banali leggende metropolitane. Di cosa sto parlando? Conoscete la frattura del pene? Per fortuna è un incidente molto raro che, però, può accadere realmente; l’erezione è infatti determinata dall’afflusso di sangue nei tessuti, ma se questi vengono piegati in maniera brusca si possono spezzare. Non è quindi una frattura ossea, perché ben sapete che lì non ce ne sono!

 

Poi può succedere la lacerazione del frenulo (pelle che unisce il glande al prepuzio): in questo caso non vi è una vera e propria gravità, si rischia la circoncisione nel caso dovesse ripetersi più volte. L’orgasmo doloroso, invece, è tipo per lui e per lei e spesso è causato da infezioni. Inoltre non vi preoccupate se venite colpiti da un forte mal di testa nel momento del massimo piacere, è una forma improvvisa di emicrania che arriva fulminea con il picco del godimento.

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie sessuali maschili? Leggi Sessualità: ecco il Viagra in crema - Sesso: prima volta niente?

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Quando arriva l’ora della visita ginecologica Salute sessuale<BR>

Una visita ginecologica è una procedura volte a valutare la salute del sistema riproduttivo di una donna. Per l'esame generale di solito fa uso di uno speculum per una visione della vagina e della cervice uterina. Procedure più specializzati includono il Pap test per la diagnosi del tumore della cervice. Nella diagnosi di infertilità possibile, le procedure utili sono i test di Rubin, che consente di determinare se le tube di Falloppio sono occluse, l'isterosalpingografia, o i raggi X dell'utero e delle tube di Falloppio dopo l'iniezione di un mezzo di contrasto, la valutazione dell'ovulazione e dei fattori ormonali tramite l'esame dei tessuti del collo dell'utero e dell'utero stesso e la determinazione dei livelli di estrogeni nel sangue e nelle urine.

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È importante, fondamentale e spesso crea un po’ di preoccupazione: la visita ginecologica ha un ruolo basico nella vita di noi donne e soprattutto delle giovani adolescenti che vogliono iniziare ad affacciarsi al mondo del sesso. È compito del genitore, quindi forse della madre, iniziare ad avvicinare la propria figlia a questo appuntamento di vita, prepararla alle domande che il ginecologo pone di solito in modo da esserle di aiuto e indirizzarla al meglio evitando crisi isteriche e nervose.

 

In linea di massima ogni donna che ha compiuto 18 anni o che è sessualmente attiva dovrebbe fare una visita ginecologica almeno una volta l’anno. In più vi sono diversi casi in cui si rivela necessario rivolgersi al ginecolo, per esempio un insolito dolore o gonfiore vaginale, ingrossamento della mammella o dell’ascella, un’inconsueta perdita o un sanguinamento vaginale, capezzoli rientrati, sanguinamento o perdite dal capezzolo, dolore o fastidio prima del ciclo mestruale, raggrinzimento, rientranze o altri cambiamenti della pelle della mammella o preoccupazioni di ogni tipo sulla propria salute sessuale e riproduttiva.

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Vuoi saperne di più sulla prevenzione delle malattie? Leggi Frutta e verdura proteggono il cervello e migliorano le abilità cognitive - Ricerca: Rapa Nui è ricca di una sostanza che allunga la vita

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Donne e sesso, per migliorare la qualità di vita Salute sessuale<BR> Il sesso è spesso associato a una migliore qualità della vita. Tuttavia, è possibile vivere più a lungo grazie a una migliore vita sessuale?
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Lo fanno sapere gli studiosissimi australiani: fare l’amore aiuta a vivere meglio. Un loro studio ha appurato per la prima volta un legame diretto tra benessere generale e soddisfazione sessuale femminile tenendo conto anche del desiderio sessuale, il piacere e la soddisfazione, insomma tutti gli aspetti ad esso correlati. La qualità del rapporto è più importante della quantità.

Gli esperti hanno scoperto che le donne che sono sessualmente insoddisfatte rivelano un minore benessere e una bassa vitalità. Il 90% delle donne dello studio si riferivano a un’attività sessuale che vedeva coinvolto almeno un partner e che il 50% degli atti sessuali viene avviato proprio dal partner (sono gli uomini che creano la situazione). Si deduce che nella soddisfazione sessuale gioca un ruolo fondamentale proprio la salute, l’attività sessuale e la voglia del partner stesso.
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Vuoi saperne di più sulla Salute sessuale? Sessualità: ecco il Viagra in crema - Sesso: Cyberterapia contro l’impotenza

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Sessualità : ecco il Viagra in crema Salute sessuale<BR>Non più pillola e addio a effetti collaterali, tra qualche anno i farmaci dell' amore saranno applicati esternamente sotto forma di semplici creme. Spalmabili all' occorrenza e dall' effetto identico. A che punto siamo e perchè in crema è meglio?


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Non è più un fattore di età, purtroppo i problemi sessuali sono molto diffusi, anche tra le coppie giovani, e non sempre il caro, vecchio e affidabile Viagra può essere una soluzione. La trovata dell’ultima ora sta nel crearne uno in crema, che permetterà agli uomini con problemi cardiaci di non rinunciare all’amore.

Con il viagra spalmabile diciamo forse addio ai farmaci da ingerire, ma accogliamo le creme da applicare localmente senza gli effetti collaterali del farmaco, quali cefalea, visione offuscata e stomaco sconvolto.

Ma non affrettatevi, per questa rivoluzione sessuale bisognerà aspettare parecchio tempo, si parla almeno di 10 anni. È vero che la medicina fa passi da gigante, ma al momento non si può andare oltre lo studio americano effettuato in merito e testato sui topi.

 I ricercatori hanno scoperto che il Viagra, il Cialis e altre pillole per la disfunzione erettile possono essere assorbite meglio dalla pelle grazie a nanoparticelle.

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Sesso : Cyberterapia contro l’ impotenza Salute sessuale<BR>Cosa faresti se ti dicessero di indossare un casco super tecnologico e un joistik, sederti davanti a un pc per guarire dall' impotenza e altre disfunzioni sessuali ?



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L'ultima frontiera per la cura dei problemi sessuali maschili non poteva che sfruttare le nuove tecnologie. La Cyberterapia, che un gruppo di ricercatori sta sperimentando con successo a Mestre (Ve) è un viaggio virtuale alla ricerca della virilità perduta, intrapreso da un guerriero che ha rotto la propria spada.

In pratica il dottore specializzato che guida la ricerca, ha munito i volontari di caschi hi-tech, computer e joystick, poi li ha accompagnati in un percorso virtuale, a caccia dell'ostacolo psicologico all'origine dei lori problemi sessuali.

Il Dottor Gabriele Optale, guida di questa straordinaria novità, lavora da anni all'integrazione tra psicoterapia e realtà virtuale e il suo ciclo di sedute, quasi sempre risolutivo, è ormai rodato da molto tempo.

Ecco una nuova frontiera per gli uomini, in grado di aiutarli a capire la radice dei problemi sessuali. Una nuova terapia virtuale, che nei prossimi anni, farà sicuramente successo.


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Cosa comporta il testosterone nelle donne? Salute sessuale<BR>Il testosterone è uno degli ormoni checontribuiscono a una sana funzionalità sessuale nelle donne. Ingenere, tuttavia, la terapia con il testosterone non è raccomandataper migliorare la vita sessuale e aumentare il desiderio. Per ledonne, altri fattori generalmente sono più importanti neldeterminare la spinta sessuale - e molto resta sconosciuto circa glieffetti della terapia con testosterone nelle donne.

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Vari fattori connessi con la menopausae l'invecchiamento possono contribuire ai cambiamenti del desideriosessuale di una donna. Questi includono la diminuzione dei livelli diestrogeni, la secchezza vaginale, gli effetti collaterali di farmaci,le condizioni croniche di salute, o la perdita del coniuge o delpartner.

Il livello di testosterone di una donnadiminuisce progressivamente con l'età. Anche se la menopausanaturale non portare a un brusco cambiamento nel livello ditestosterone, la menopausa chirurgica - che si verifica dopo larimozione delle ovaie - può avere questo effetto.

Maggiore è il livello di testosteronee maggiormente rischiose sono le attività svolte per le donne, tratutte il gioco d’azzardo o gli investimenti in borsa; inoltre,questo ormone è anche quello che causa un maggiore appetitosessuale. Questo è quello che viene riportato da uno studiodell’Università di Chicago: le donne con livelli elevati ditestosterone tendono ad amare il rischio e tendono ad avere maggioriappetiti sessuali.

Sono stati coinvolti ben 500 volontari,che hanno svolto dei test per valutare la tendenza a comportamentirischiosi, come ad esempio investimenti monetari. I ricercatoriaffermano che: “Le donne che rischiavano di più erano quelle conpiù presenza di testosterone”.Questo discorso non può essereparallelamente fatto per gli uomini! Esistono tante differenze tra idue sessi e vengono ben evidenziate dallo studio, soprattutto incorrelazione al rischio, specialmente se finanziario.
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Vuoi saperne di più sulla salute sessuale? Niente orgasmo per chi consuma droga - Pillola abortiva: si o no?

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Niente orgasmo per chi consuma droga Salute sessuale<BR>Sembrano finiti i tempi di sesso droga e rock&roll almeno per i primi due. Chi fuma spinelli o fa uso di altri tipi di droga diminuisce la capacità di avere un orgasmo


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Tutto nasce da uno studio dell’ Università di Melbourne (Australia): forse è giunto il momento di smentire questa idea comune secondo la quale gli stupefacenti abbiano un forte potente inibitore che ci permette di raggiungere mete mai viste prima di quel momento, soprattutto a livello sessuale e di approccio.

Se si abusa di droga
(anche leggera) si rischia di non raggiungere neppure l’ orgasmo.

Più spinelli si fumano e più è difficile arrivare al picco del piacere anche per chi di questi problemi normalmente non ne soffre. Il problema dell’ erezione maschile affligge molti ragazzi a prescindere dall’uso di droga, che una volta assunta rischia di peggiorare la situazione.

Sono stati selezionati e poi intervistati 8.656 australiani fra i 16 e i 64 anni: è emerso che gli uomini sotto i 36 anni (forse in preda all’ansia da prestazione) sono abituali allo spinello.

Fra le donne consumatrici di cannabis è stato evidenziata una probabilità di contrarre malattie veneree di sette volte superiore rispetto alle non fumatrici.Dallo studio risulta anche che gli amanti della marijuana hanno solitamente più partner sessuali rispetto a chi non ha mai toccato uno spinello.


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Pillola abortiva: si o no? Salute sessuale<BR> C'era una volta la Pillola, misura anticoncezionale per eccellenza fino a qualche anno fa. Oggi invece si parla molto di ru486, un farmaco a base di Mifepristone, che blocca l'azione dell'ormone progesterone e causa l'aborto.

Di recente è stata introdotta questa nuova “medicina”, l’ennesimo esperimento per uno studio di medicina che continua a guardare avanti. Che cosa ne pensate della Pillola abortiva RU486, il farmaco abortivo che è stato approvato qualche settimana fa anche in Italia ponendosi come sostituto per il solito intervento chirurgico. Il farmaco è abortivo a tutti gli effetti, non va assolutamente confuso con la pillola del giorno dopo! Si può effettuare entro le prime sette settimane e solo in una struttura ospedaliera e non c’è più bisogno di un intervento chirurgico per abortire.

Le polemiche si sono presentate subito, soprattutto dai massimi esponenti della Chiesa, personalmente credo che il tema dell’aborto non sia una tematica che debba preoccupare chi si occupa di religione. Parallelamente l’uso di questo farmaco mi preoccupa, bisogna prendersi le proprie responsabilità senza rifugiarsi dietro a terribili sotterfugi. L’aborto è comunque l’uccisione di una vita, l’interruzione di un piccolo angelo che sta iniziando a costituirsi dentro di noi. Sono a totale supporto della contraccezione, in ogni sua forma, bisogna essere maturi per decidere cosa fare e in che modo farlo.
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Che cosa unisce sesso ed alcool? Salute sessuale<BR> Purtroppo ci sono tante, troppe notizie di cronaca: il legame tra sesso e alcool è stato più volte travisato: ragazze (anche giovani) che si ubriacano talmente tanto che non si rendono neanche conto di quello che fanno. Perché lo fanno? Per non sentirsi inferiori alla “massa”, per non sentirsi tagliate fuori dal giusto giro di amici. Altro discorso è invece quel bicchierino che ci rende un po’ euforiche ma perfettamente in grado di capire quello che stiamo facendo.

Anche in una coppia collaudata una serata diversa in casa, con cenetta e bottiglia di fresco vino bianco ci può aiutare a riscoprire un’intesa ormai perduta. Attenzione però agli uomini: quando esagerano il rischio è che una prestazione da vero latin lover si trasformi in un flop clamoroso. È chiaro che le bevande alcoliche siano uno dei più potenti afrodisiaci perché abbattendo le inibizioni ci consentono di lasciarci andare a letto. Bè stiamo parlando di due bicchieri di champagne e non certo di strani miscugli di cocktail o i classici shots di superalcolici.
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