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Probiotici e malattie da freddo	 Prevenzione malattie
	Oltre al classico utilizzo dei probiotici nei disordini alimentari o durante le terapie antibiotiche, questi simpatici batteri, con la loro azione antisettica, ci tutelano da malattie da raffreddamento quali raffreddore, raucedine, afonia, faringite, laringite, tonsillite, otite, influenza, e quindi anche dalle eventuali complicanze, che talvolta possono essere anche pericolose.

	 

	Non conosci ancora tutti i benefici dei probiotici?
  Vedi il video sui Probiotici della Dott.ssa Carani 
Fai il Test e scopri quali probiotici utilizzare
Vedi lo speciale: Fermenti Lattici e Probiotici
  Recenti ricerche di cui una condotta all’università di Tor Vergata a Roma sui bambini, un’altra negli Stati Uniti all’università di Georgetown ed un’altra su bambini cinesi, hanno portato, seppur con percentuali diverse di efficacia, tutte alla stessa conclusione: i probiotici sono molto utili nella prevenzione delle malattie stagionali come l’influenza, il raffreddore, faringite, tonsillite e altre…   In particolare nei bambini si è rilevato che un utilizzo quotidiano con dosi significative di miscele di probiotici  portano ad una sensibile riduzione delle citate malattie tra il 25 ed il 35 % a seconda delle ricerche, con conseguente diminuzione dell’utilizzo di antibiotici, delle assenze da scuola nel periodo invernale, e dei relativi disagi per tutta la famiglia.   Un altro fatto interessante rilevato dalle ricerche è che assumendo probiotici nei bambini in corso di febbre questa finisce prima.   I bambini hanno una maggiore tendenza a contrarre malattie da raffreddamento poiché hanno un sistema immunitario meno formato degli adulti. I probiotici comunque proteggono anche gli adulti.   I patogeni responsabili delle malattie da raffreddamento sono essenzialmente virus e, in percentuale minore batteri. I probiotici espletano in diversi modi la loro attività antinfettiva aumentano la sintesi di immunoglobuline A, anticorpi prodotti nelle alte vie aeree che sono la prima difesa dai microorganismi patogeni. Stimolano la sintesi di interleuchine, delle proteine che stimolano la sintesi di anticorpi. Sono competitivi per i nutrienti, cioè sottraggono nutrienti ai batteri patogeni aderiscono alle mucose sottraendo spazi ai batteri nocivi per stanziarsi ed infettare.   Da oggi abbiamo un’arma in più e molto potente contro i malattie da freddo. Per approfondimenti:   Vedi il video sui Probiotici della Dott.ssa Carani
Fai il Test e scopri quali probiotici utilizzare
Vedi lo speciale: Fermenti Lattici e Probiotici
  Dott.Andrea Ielmini Farmacista - Farmacia Verbano Roma
Piante anti-colesterolo Prevenzione malattie Anche tu hai verificato di avere l'ipercolesterolemia? Niente paura, è molto diffusa e spesso ereditaria. Non ti resterà che tenerla a bada con la dieta e con alcune piante.

L'ipecolesterolemia determina una cattiva circolazione del colesterolo nel sangue dovuta ad un cattivo smaltimento dello stesso. Esiste infatti un colesterolo buono ed uno cattivo che son trasportati da alcune proteine dette rispettivamente HDL ed LDL.

Per limitare dunque il colesterolo cattivo bisogna privilegiare alcuni cibi e limitarne altri. In particolare esistono delle piante che aiutano le persone affette da ipercolesterolemia. Alcune piante agiscono sul fegato e altre sull'intestino.   In particolare la cinerina del carciofo agisce immediatamente sul fegato e contribuisce nell'abbassare i libelli di colesterolo cattivo. La sua assunzione previene la formazione di calcoli alla cistifellea. Per chi non ama i carciofi e non riesce a sperimentare gustose ricette con cui arricchire la propria dieta consigliamo 40 gocce di tintura madre di carciofo tre volte al giorno.

Importantissima anche l'allucina contenuta nell'aglio che agisce in modo benefico sulla circolazione sanguigna.

Possiamo poi assumere 30 gocce di fieno greco, da acquistare in erboristeria. L'assunzione va fatta 3 volte al giorno per eliminare i grassi in eccesso. Si tratta di una terapia utile soprattutto nei casi in cui all'ipercolestrolemia sia associata anche una grande quantità di trigliceridi.

Inoltre frassino, tarassaco di montagna e rosmarino aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo e a drenare il flusso di grassi nel sangue. In questo modo queste piante aiutano il fegato a smaltire queste scorie e al contempo migliorano le generali condizioni ematiche del nostro sangue con assoluto beneficio del nostro cuore.
Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul Colesterolo? Leggi: Sport e colesterolo: qual è il più indicato? - La dieta per chi ha il colesterolo alto

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Caraffe filtranti sotto inchiesta Prevenzione malattie Solo nello scorso anno ne sono state vendute più di 820 mila ed il business delle caraffe filtranti continua a far registrare incassi record. Eppure, secondo gli esperti, l’acqua filtrata sarebbe pericolosa per la salute.   Le caraffe filtranti stanno conquistando tantissimi clienti e alle vendite già molto elevate dello scorso anno si aggiunge di giorno in giorno un numero crescente di acquirenti. In Italia nel 2010 le vendite hanno superato quota 820 mila caraffe ed il trend in salita non mostra cenni di cedimento. Gli italiani, però, sanno davvero cosa bevono e come funzionano queste “brocche della salute”?   Quella delle caraffe filtranti è spesso una scelta compiuta perché questi prodotti sono ritenuti “amici” della salute dai consumatori. Secondo gli ultimi accertamenti, scattati dopo l’apertura di diverse indagini a carico dei 10 maggiori produttori di caraffe filtranti, questi prodotti sarebbero, invece, molto pericolosi, soprattutto per alcuni soggetti.   Le caraffe, infatti, nel loro processo di filtraggio, assorbirebbero Calcio e Magnesio sostituendoli con Potassio e Sodio. E fino a qui nulla di strano, se solo questi elementi non fossero pericolosissimi per la salute di coloro che seguono una dieta povera di sodio e di coloro che soffrono di deficit immunitario, di diabete, ipertensione, cardiopatie e nefropatie.   In aggiunta si è scoperto che ben 7 caraffe su 10 dopo il filtraggio rilascerebbero nell’acqua piccole tracce di sali di Argento e di ioni di Ammonio. Le quantità non sarebbero pericolose secondo il Ministero della Salute ma è l’assenza (o la carenza, a seconda dei produttori interessati) di indicazioni specifiche per il consumatore a preoccupare gli esperti.   Un ultimo tasto dolente riguarda i livelli di carica batterica dell’acqua trattata con le caraffe filtranti. Solo 4 caraffe su 10 garantiscono i filtri per tutta la loro durata. Le altre 6 caraffe hanno fatto registrare valori fuori norma a metà o alla fine del periodo di utilizzazione del filtro. Ulteriori accertamenti sono ora al vaglio degli inquirenti.   Lucia D'Addezio ..................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più su consigli e nuove tendenze? L
eggi: Acqua: ottimo integratore di sali mineraliAcqua: dobbiamo saper scegliere
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Cibi antinfluenza Prevenzione malattie Leggi Influenza stagionale 2012
  In questi giorni, complici il freddo e il picco endemico stagionale, milioni di italiani sono a letto con l’influenza. Se vuoi evitare di trascorrere anche tu l’epifania bloccata a letto, però, la soluzione c’è: mettere nella calza della Befana i cibi-barriera per mettere ko i virus.   I più adatti a questo scopo sono quelli ricchi di beta-carotene, un precursore della vitamina A appartenente alla famiglia dei carotenoidi. Questi ultimi, infatti, oltre a stimolare un’azione anticorpale imponente, svolgono funzioni protettive sul timo, una ghiandola che si trova sotto la tiroide e che, se funziona regolarmente, produce molti linfociti T, detti anche “Killer”, che abbattono tutti gli agenti infiammatori e infettivi. Via libera allora a carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli e cime di rapa: sono ricchi di beta-carotene, e quindi costituiscono la base migliore per una dieta anti-influenza (ma anche per guarire più in fretta, se ci si è già ammalati!).   Per prevenire i malanni di stagione, poi, è importante fare scorta di vitamina C, contenuta in grandi quantità in agrumi, pomodori, kiwi, ananas, frutti di bosco, broccoli, cavolfiori, prezzemolo e peperoni.   Infine, nell’ipotetica “calza antinfluenzale” non deve mancare la preziosa vitamina E contenuta nel germe di grano, nella mandorle, nelle nocciole, nei semi di girasole secchi, nell’olio extravergine di oliva e nell’olio di semi.   Se ti senti già un po’ debilitata, un rimedio della nonna che ha un buon effetto è la classica tazza di latte caldo con un cucchiaio di miele, che trova validi riscontri scientifici. L’accoppiata latte e miele, infatti, è ottima perché si introducono nell’apparato digerente due alimenti di grande importanza nutrizionale, ricchi di sostanze nobili e in grado di produrre subito energia utile per combattere il raffreddamento e sostenere l’organismo nella sua lotta contro i virus.   Attenzione, però, a non esagerare: sia il latte che il miele sono molto ricchi di zuccheri semplici come il lattosio, il glucosio e il fruttosio, che alla lunga provocano difficoltà di smaltimento causando la riduzione del numero di neutrofili e linfociti nel sangue, che sono i difensori dalle malattie infettive contagiose come il raffreddore o l’influenza. ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: Quando i piedi sono sempre gelidi  - Tosse: ecco 4 rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Metodo Feldenkrais contro il mal di schiena Prevenzione malattie Leggi Come Alleviare il Mal di Schiena
  Se subite l’azione invalidante di un mal di schiena cronico o semplicemente avete bisogno di ritrovare una corretta postura della colonna, il Metodo Feldenkrais potrebbe fare al caso vostro.   Il Metodo Feldenkrais è una tecnica volta al ritrovamento dell’equilibro psicofisico basata su una conoscenza attenta e consapevole di sé stessi, del proprio corpo e degli ambienti all’interno dei quali il nostro corpo si muove. Questo metodo viene utilizzato per insegnare agli individui l’impiego delle proprie risorse al loro massimo grado, semplicemente attraverso il movimento.   Questa descrizione può apparire astratta e prettamente teorica, eppure il Metodo Feldenkrais viene da anni praticato con successo e consigliato da molti esperti a diverse tipologie di soggetti che potrebbero trarne notevoli benefici.   Il metodo Feldenkrais è adatto ad adulti, anziani e bambini e non presenta particolari controindicazioni in quanto sviluppato ed adattato all’individuo che vi si sottopone.   Le teorie che stanno alla base del Metodo riguardano l’allontanamento da schemi posturali e ambulatori nocivi per il nostro organismo. Questo allontanamento avviene in maniera graduale ed aiuta il soggetto ad adottare un modo di muoversi alternativo ed auto consapevole.   Dimostratosi particolarmente efficace nel trattamento del mal di schiena, il Metodo Feldenkrais può essere praticato in palestra, in sedute di gruppo o private, ma anche in casa, come tecnica rieducativa della colonna fai-da-te.   Oltre a curare il mal di schiena e le conseguenze degli errori posturali più comuni, il Metodo Feldenkrais può essere risolutivo nel trattamento (e nella prevenzione) delle limitazioni del movimento causate da:   dolori cervicali
dolori lombari
artrosi
stress
problemi articolari
ernie
scoliosi
cifosi
reumatismi
  Il Metodo è ampiamente usato anche come base della preparazione atletica, del fitness e dell’educazione fisica di grandi e piccini. Per maggiori informazioni: www.feldenkrais.it   Lucia D'Addezio   ....................................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul mal di schiena?  Prevenire il mal di schiena - Mal di schiena Articoli correlati per keywords: Salute - Prevenzione Malattie
Cuore più debole per chi non è papà Prevenzione malattie Leggi lo speciale: Infarto Sitomi e Cure
  Un recente studio ha stabilito che gli uomini che non hanno figli sono soggetti ad un innalzamento del rischio di problemi cardiaci.   Fare figli, dunque, rafforza il cuore dei maschi adulti. Come mai? A spiegarcelo sono i ricercatori dell'AARP (Associazione Americani delle Persone in Pensionamento) in collaborazione con il governo Americano e con alcuni atenei universitari.   Si tratta dello studio più vasto realizzato in merito alla fertilità e mortalità maschile, che ha coinvolto circa 130 mila uomini. Una somma tanto imponente da tracciare una percentuale attendibile.   Chiaramente i risultati dimostrano soltanto che le morti di uomini adulti dovuti a problemi cardiaci diminuiscono in maschi che hanno figli, tuttavia questo studio non ha creato un collegamento tra paternità e mortalità in senso generico. Tuttavia ci sono molte ragioni per cui alcuni ricercatori stanno pensando ad un collegamento del genere, motivandolo col fatto che tutti noi siamo animali e che il nostro corpo sa che il primo istinto scritto nel nostro DNA è la riproduzione e la trasmissione del nostro patrimonio genetico.   E' come se il nostro corpo sapesse effettivamente se stiamo obbedendo a questa legge atavica comportandosi di conseguenza. A pensare ad un simile collegamento sono soprattutto gli esperti di malattie cardiache.   Gli esperti guardano alla possibilità di ottenere benefici cardiaci anche soltanto grazie alla compagnia di figlio adottivo (o di un cucciolo). Ciò che è alla base della vita di tutte le specie animali infatti è non soltanto la trasmissione del patrimonio genetico, ma anche la trasmissione del proprio affetto, della propria energia e del proprio sapere.   Avere cura degli altri, aiuta ad avere cura del proprio cuore, del proprio mondo interiore, di se stessi in senso più vasto.   Ulteriori studi dovranno raccogliere informazioni riguardo al livello di colesterolo nel sangue e chiarire se gli uomini senza figli avessero rinunciato alla paternità per scelta o per problemi di fertilità.   Certo è che dopo la riproduzione un uomo ha un abbassamento di testosterone. Avere troppo testosterone (o troppo poco) porta ad un innalzamento di colesterolo buono o HDL che è un fattore chiave per il rischio infarto, come afferma Robert Eckel, ex presidente dell’Associazione Americani Cardiologica e docente di medicina presso l’Università del Colorado, a Denver.   Anche se dunque una connessione tra paternità e mortalità è plausibile il Dottor Daniel Rader, direttore di cardiologia preventiva presso l’Università della Pennsylvania, ha dichiarato che non è disposto a consigliare di iniziare ad avere figli per prevenire l'infarto.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul cuore? Leggi:  Sport e colesterolo - Xantelasma: attenti al cuore

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Pressione alta? Arrivano le patate Prevenzione malattie Leggi lo speciale Ipertensione
  Anche tu ipertesa? Niente paura, esiste un alimento che aiuta davvero in questo. Lo sapevi che le patate sono utilissime contro la pressione alta?   La ricerca scientifica continua a renderci felici con buone, anzi, buonissime notizie. Per tutti i fan delle patate infatti è un momento magico. I ricercatori hanno notato che bastano due porzioni al giorno di questo tubero per ridurre la pressione sanguigna.   Le donne a dieta potrebbero obiettare che le patate sono pesanti e soprattutto caloriche. I ricercatori hanno dato una risposta anche a questo: sono altamente digeribili e non causano aumento di peso. Buone notizie insomma.   La ricerca è stata fatta nell'University of Scranton in Pennsylvania. Uno studio che si è avvalso di un gruppo di persone in sovrappeso e con ipertensione. Per realizzare lo studio i ricercatori hanno fatto mangiare a 18 persone due porzioni di patate ogni giorno, senza aggiunta di olio né di ulteriori condimenti. Le porzioni oscillavano tra le 6 e le 8 patate viola, ciascuna delle quali era grande come una pallina da golf.   Dai risultati è emerso che la pressione media diastolica era scesa del 4,3% e quella sistolica del 3,5%. Inoltre nessun partecipante è aumentato di peso.   E' importante però che si tratti di patate al naturale in quanto le alte temperature potrebbero distruggere le proprietà benefiche e, per le patate fritte, c'è davvero anche il rischio di ingrassare.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' ipetensione? Leggi: Ipertensione, curarsi e combatterla - Infarto: 5 sintomi insospettabili

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Fermenti lattici e Probiotici contro la depressione Prevenzione malattie Lo yogurt, che come sappiamo contiene fermenti lattici e probiotici, è noto per la sua azione benefica sulla salute dell'intestino, ma ora gli scienziati credono che possa essere d'aiuto anche nel combattere la depressione.   Una nuova ricerca ha infatti scoperto che i batteri presenti nell'intestino influenzano direttamente il cervello dei topi e, come spesso accade, si pensa che lo stesso possa avvenire anche con gli esseri umani.   Se il cervello degli esseri umani fosse influenzabile nella stessa maniera di quello dei topi, secondo i ricercatori, si potrebbero sviluppare nuove vie per gestire la depressione e i disturbi d'ansia.   Già in passato altri studi hanno messo in relazione disturbi intestinali e disturbi psichiatrici, legati principalmente allo stress. I ricercatori questa volta, partendo da questo assunto, si sono spinti più in profondità e sono andati alla ricerca di una correlazione tra depressione e disturbi intestinali.   Durante questi esperimenti, i topi sono stati alimentati con un brodo contenente Lactobacillus Rhamnosus JB-1 (una specie di fermenti lattici che vive naturalmente nel nostro sistema digestivo).   Grazie a questo tipo di alimentazione i topi hanno mostrato minori segni di stress, ansia e depressione rispetto a quelli alimentati con del semplice brodo non arricchito di probiotici.   Durante l'esperimento sono stati sottoposti a situazioni stressanti, come l'essere messi in un labirinto, e gli esemplari che avevano ingerito il brodo contenente i fermenti lattici hanno prodotto livelli inferiori di "corticosterone", meglio conosciuto come l'ormone dello stress.   Un ricercatore e neurologo irlandese dell'University College Cork, John Cryan, ha riferito a LiveScience: "Agendo sui batteri intestinali, è possibile ottenere effetti molto rilevanti e ad ampio spettro sulla chimica cerebrale e sul comportamento". ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui meccanismi del cervello? Leggi: Alimentazione antidepressione - La terapia sky contro la depressione Articoli correlati per keyword: Salute - Psicologia Colesterolo HDL, come fare per aumentarlo? Prevenzione malattieLeggi lo Speciale sui Trigliceridi

Il livello di colesterolo totale nel sangue rimane sempre un parametro importante per la salute del nostro cuore, tuttavia la medicina moderna ci dice che il colesterolo HDL, conosciuto anche come colesterolo buono, più è alto e meglio è. La conseguenza? sempre più spesso i medici più che su come abbassare il livello totale di colesterolo, danno consigli su come poter alzare il livello del solo colesterolo HDL.

“Potrebbe sembrare un controsenso, ma ridurre il colesterolo "cattivo" (lipoproteine a bassa densità o LDL) e aumentare il colesterolo HDL è forse il modo migliore per ridurre il rischio di malattie cardiache.“

Il colesterolo è una sostanza cerosa presente in tutte le cellule e ha diverse funzioni utili, tra cui contribuisce a costruire le cellule stesse del corpo. Viene trasportato nel sangue da alcune proteine, chiamate "lipoproteine", che come abbiamo visto sono di due tipi:

Lipoproteine a bassa densità: Queste trasportano il colesterolo in tutto il corpo, distribuendolo ai diversi organi e tessuti. Se in questi c'è più colesterolo di quello necessario, le lipoproteine continuano a circolare nel sangue. A lungo andare, il colesterolo LDL circolante viene assorbito dalle pareti dei vasi sanguigni e comincia a sedimentarsi all'interno. I depositi di particelle di colesterolo LDL tra le pareti dei vasi sono chiamati "placche". Queste cominceranno nel tempo a restringere il diametro dei vasi sanguigni. Alla fine, l'effetto di queste placche può arrivare fino al punto di bloccare il flusso sanguigno, causando problemi alle coronarie. Questo è il motivo per cui il colesterolo LDL viene indicato come "colesterolo cattivo".

Lipoproteine ad alta densità: Queste lipoproteine invece agiscono come spazzini del colesterolo cattivo raccogliendo la parte in eccesso nel sangue e portandolo di nuovo al fegato dove viene distrutto. Più alto è il livello di HDL e meno colesterolo "cattivo" ci sarà nel sangue.

Ecco perchè bisogna tener conto soprattutto del livello di HDL nel sangue e perchè una strategia vincente nella prevenzione di cardiopatie deve mirare, non solo ad abbassare il livello di colesterolo totale o LDL, ma soprattutto ad alzare il livello di colesterolo HDL.

I livelli di colesterolo si misurano in milligrammi (mg) di colesterolo per decilitro (dl) di sangue, o millimoli (mmol) per litro (L). Se non conosci il tuo livello di HDL, rivolgiti al tuo medico per farti prescrivere un analisi base del sangue. Se il valore di HDL non è in un intervallo desiderabile, il tuo medico può consigliarti alcuni cambiamenti di stile di vita rivolti ad aumentare il colesterolo HDL.Vediamo quali sono:

Non fumare: Se fumi, meglio smettere. Smettere di fumare può aumentare il colesterolo HDL del 10 per cento. Non è facile, ma puoi aumentare le tue probabilità di successo attuando diverse strategie contemporaneamente. Parla con il tuo medico per conoscere le soluzioni migliori per smettere di fumare.

Perdere peso: I chili di troppo sono la rovina del colesterolo HDL. Se sei in sovrappeso, perdere anche qualche chilo può migliorare il livello di HDL. Per ogni 2,7 chilogrammi persi, l'HDL può aumentare di 1 mg/dl (0,03 mmol/L). Facendo attività fisica e mangiando cibi più sani, altri due modi per aumentare il colesterolo HDL, probabilmente raggiungerai prima il tuo peso forma. Il grasso addominale, cioè quello che si forma intorno alla vita e forma la così pancia, è il più pericoloso stando a questo studio recentissimo.

Fare più attività fisica: Facendo frequenti esercizi aerobici per due mesi, puoi aumentare il colesterolo HDL di circa il 5 per cento rispetto al condurre uno stile di vita sedentario. La cosa migliore per aumentare il colesterolo HDL è quella di fare esercizi aereboci per 30 minuti, 5 volte a settimana. Alcuni esempi di fitness includono camminare, correre, pedalare, nuotare, giocare a basket; per farla breve, tutto ciò che aumenta in modo salutare la frequenza cardiaca.

Mangiare grassi sani: Una dieta sana include, nei limiti, alcuni grassi. In una dieta sana per il cuore, tra il 25 e il 35 per cento delle calorie totali giornaliere può provenire da grassi. I grassi saturi, però, devono rappresentare meno del 7 per cento delle calorie totali giornaliere. Evita gli alimenti che contengono grassi saturi e trans, che aumentano il colesterolo LDL e danneggiano i vasi sanguigni. I grassi monoinsaturi e polinsaturi, presenti negli oli di di oliva, di arachidi e di colza, tendono a migliorare le capacità antinfiammatorie dell'HDL. Noci, pesce e altri alimenti che contengono gli acidi grassi omega-3 sono scelte buone per migliorare il rapporto tra colesterolo LDL e colesterolo HDL.

Bere alcolici con moderazione: Un uso moderato di alcool è stato associato a livelli più elevati di colesterolo HDL. Se scegli di bere alcolici, fallo con moderazione. Questo significa non bere più di un bicchiere al giorno per le donne e per tutti gli individui di età superiore ai 65 anni, e due bicchieri al giorno per gli uomini.

Alcuni farmaci usati per abbassare il colesterolo LDL possono anche aumentare il colesterolo HDL, tra cui:
La niacina è di solito il miglior farmaco per aumentare il colesterolo HDL: È disponibile in diverse preparazioni acquistabili direttamente al banco o tramite prescrizione medica. Quest'ultimo tipo di niacina, comunque, è preferibile in quanto ha meno effetti collaterali. Gli integratori alimentari da banco contenenti niacina non sono efficaci per abbassare i trigliceridi e possono danneggiare il fegato.

Le statine: Le statine bloccano una sostanza necessaria al fegato per creare il colesterolo. Riducono il colesterolo nelle cellule del fegato, provocando l'eliminazione del colesterolo dal sangue da parte del fegato stesso. Le statine possono aiutare anche il corpo a riassorbire il colesterolo dai depositi ostruiti sulle pareti arteriose. Esistono diversi tipi di statine, consulta in proposito il tuo medico.

Anche se i farmaci sopra citati possono aiutarti a risolvere la situazione devi in ogni caso concentrarti per cambiare il tuo stile di vita. Oltre alle abitudini che abbiamo indicato, esistono alcuni alimenti dall'effetto salutare sul colesterolo. Ecco la lista:

I cereali integrali, come la farina d'avena, la crusca d'avena e i prodotti integrali
La frutta a guscio, come le noci, le mandorle e le noci brasiliane
Gli steroli vegetali, come il beta-sitosterolo e il -sitostanol (tipicamente presenti nei derivati della margarina)
Gli acidi grassi omega-3, contenuti nei pesci grassi o anche in comodi integratori di olio di pesce

Per approfondire le tue conoscenze sul Colesterolo e sulle strategie per combatterlo, leggi lo speciale Colesterolo Alto, oppure scarica i libri indicati di seguito:

Magnesio: importante d'Estate e d'Inverno Prevenzione malattie Il magnesio è un minerale essenziale in quanto compone il tessuto della membrana cellulare e consente di equilibrare la permeabilità di sodio, potassio e calcio. In buona sostanza potremmo definirlo un "regolatore cellulare" deputato all'equilibrio elettrolitico.   Proprio la carenza di magnesio dunque può determinare delle contrazioni nervose e muscolari e questo si può verificare per tre motivi fondamentali: aumento dello stress psico-fisico, abuso di saune e cattiva alimentazione.   Proprio la perdita di liquidi dunque determina una carenza di magnesio. In estate il caldo, l'afa ed il sole ci inducono indubbiamente a perdere molti più liquidi del solito, ecco perché solitamente è proprio d'estate che abbiamo più bisogno di reintegrare il magnesio nella dieta. Ma come?   Sicuramente riducendo il consumo di carni rosse, uova, alcol, latte e cereali raffinati. L'alcol in particolar modo, oltre a ridurre la presenza di magnesio nel corpo, ne contrasta anche l'assorbimento.   Anche gli zuccheri raffinati, i dolciumi e i prodotti industriali provocano una riduzione del magnesio. I sintomi più frequenti di questa carenza sono crampi, alterazione del ritmo cardiaco, ansia, diminuzione delle difese immunitarie, irritabilità, disturbi digestivi e intestinali.   Il consiglio dunque è quello di ridurre fortemente il consumo di questi prodotti e di incrementare il consumo di cacao, mandorle, cereali integrali e fagioli. Il benessere delle nostre cellule si riproporrà sul nostro corpo.   Vuoi saperne di più sul magnesio? Leggi: Speciale Ipertensione arteriosa - Gli integratori per essere belli e in salute

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Colesterolo e Trigliceridi: le nuove linee guida Prevenzione malattieLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale Ictus
Uno su tre. In Europa oltre il trenta per cento dei cittadini ha livelli di colesterolo superiori al limite, ed è quindi ad alto rischio salute.

Negli over 65 addirittura due persone su tre sono oltre la soglia, con l’aggravante che il 50 per cento dei “malati” non si cura a sufficienza.
Per far fronte a questa emergenza, di recente l'European Atherosclerosis Society e l'European Society of Cardiology hanno rivisto le linee guida europee “anti-dislipidemie”.

Tra i pericoli più immediati degli eccessi di grasso ci sono gli eventi cardiovascolari. E non basta più, in molti casi, un semplice seppur faticoso cambio negli stili di vita, ora è necessario passare a vere e proprie terapie con farmaci.



 Massima attenzione va posta in presenza del colesterolo LDL: secondo le nuove linee guida il suo livello non deve superare i 70 mg/dl soprattutto negli ipertesi, diabetici o infartuati. Non deve sforare quota 100 chi è a rischio cardiovascolare alto, quota 115 chi è a rischio moderato.

E tu, tieni controllato il tuo livello di colesterolo? Se vuoi stare più tranquillo e saperne di più, scarica la guida.

I medici intanto annunciano già una rivoluzione anche per i livelli di colesterolo non-HDL (il colesterolo totale meno quello “buono”, HDL) e dell'apolipoproteina B, componente del colesterolo LDL che alza l’allarme cardiovascolare.

Le nuove linee guida, in particolare, mettono al centro la peculiarità di ogni singolo paziente, per cui va confezionata una strategia su misura per eliminare i grassi nel sangue in eccesso.

Indicati per tutti, invece, lo stop a fumo e alcol, una dieta costante, l’attività fisica. Tra i farmaci, da utilizzare consultando un medico, le statine sono sconsigliate a chi è a basso rischio, mentre per tenere sotto controllo la situazione si può valutare la prescrizione di niacina, inibitori dell'assorbimento del colesterolo e farmaci che aiutano ad espellere meglio il colesterolo in essa contenuta. Dieta e stop all’alcol possono a volte bastare contro i trigliceridi alti: altrimenti scendono in campo fibrati, niacina e acidi grassi omega-3 in associazione alle statine.

Queste ultime vengono consigliate ora anche per anziani e donne, con l’abbassamento del rischio di ictus negli over 65. Tra le categorie a rischio anche le donne dopo la menopausa: nell'Unione Europea muore di malattie cardiovascolari il 55 per cento delle donne contro il 43 per cento degli uomini.

Ma attenzione ai prodotti “miracolosi”: la Commissione europea, infatti, ha emanato una propria lista, ovvero quella delle frasi ingannevoli che dovranno sparire dai prodotti. Tra queste: "Riduce il colesterolo”, "aiuta a solidificare le ossa", "facilita la circolazione del sangue".

Silvia Nava

............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sul Colesterolo ? Leggi:  Speciale sul Colesterolo Alto e Trigliceridi - Cosa sono Colesterolo e Trigliceridi? quali i rimedi? ............................................................................................................................................................ Letture e fonto consigliate sul colesterolo:

Menopausa e Terapia Ormonale Prevenzione malattieLeggi lo speciale: Estrogeni

Ad un certo punto capita: le avvenenti forme “a pera” si trasformano nelle assai meno sexy sembianze “a mela”. Dopo i 50, si ingrassa in media di 1 kg all’anno: sono le conseguenze della menopausa. Fra i primi sintomi si verifica un aumento dell’adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. Sale anche la pressione, che tende a superare i valori soglia (130mmHg), e cresce il girovita, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica che spesso viene trascurato.   Combattere tutto questo, però, è possibile con una strategia mirata basata sulla corretta alimentazione e sul supporto farmacologico suggerito dal medico. La terapia ormonale sostitutiva resta il più valido alleato: il progestinico (drospirenone) riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale: lo conferma Marco Gambacciani, dell’azienda ospedaliera universitaria pisana e segretario della European Menopause and Andropause Society (EMAS), autore del recente studio che ha portato a questi risultati.   In Italia, però, l’utilizzo delle terapie ormonali è bassissimo (meno del 5%), a causa della scarsa conoscenza e delle preoccupazioni legate al rischio oncologico, soprattutto di tumore al seno. “Le nostre pazienti ci chiedono di capire se e di quanto aumentino le probabilità di ammalarsi – spiega la prof.ssa Nicoletta Biglia, dell’Università di Torino -. Come rassicurarle? I dati di un’indagine da me coordinata indicano che il 37% di un campione rappresentativo composto da 1.000 donne medico o mogli di medico del nostro Paese utilizzava o aveva utilizzato la TOS, 7 volte in più rispetto alla popolazione generale. Mi sembra un’ottima risposta”.   Ma c’è un altro fronte importante e totalmente naturale su cui intervenire, ed è quello della dieta. L’alimentazione in menopausa deve essere prima di tutto ricca di calcio (almeno un grammo al giorno) e povera di grassi di origine animale e zuccheri complessi. L’obiettivo è tenere il peso sotto controllo e prevenire l’obesità addominale. Altra buona regola è quella di consumare maggiori quantità di alimenti che contengono fitoestrogeni naturali, come la soia, i legumi, il sedano, i semi di lino e il loro olio. Per vivere i cinquant’anni con il sorriso sulle labbra.   Silvia Nava
Pronto intervento in spiaggia: gli incidenti più comuni Prevenzione malattie In spiaggia i pericoli, anche se spesso li prendiamo sottogamba, sono dietro l’angolo. Punture di meduse e ricci di mare, scottature, colpi di calore possono rovinare irrimediabilmente le vacanze. Vediamo come agire prontamente e in maniera corretta per evitare che piccoli incidenti si trasformino in veri e propri disastri con conseguenti corse frenetiche al pronto soccorso.  
  1. Le scottature e le ustioni. Si tratta senza dubbio dei problemi più comuni in spiaggia. Se ormai il danno è fatto, sciacquate la parte con acqua fredda, applicate subito del ghiaccio e non coprite con cerotti la parte. Attenzione, poi, a non forare le vesciche. Nel caso di ustioni molto estese o gravi, non rimuovete gli abiti rimasti attaccati alla lesione, sciacquate la parte con acqua fredda e consultate immediatamente un medico. 
     
  2. Il colpo di sole o di calore. Quando la temperatura corporea inizia a salire rapidamente, soprattutto nei bambini o negli anziani, un’azione repentina è assolutamente necessaria. La prima cosa da fare è raffreddare il corpo con panni imbevuti di acqua fredda (da porre su fronte, polsi, inguine, ascelle) e togliendo tutti i vestiti. Far bere dell’acqua fresca al soggetto interessato dal colpo di sole o di calore e, se la febbre non scende, chiamare subito un medico.

  3. La puntura di medusa. Le punture di medusa possono essere molto fastidiose. Alcuni rimedi efficaci sono l’applicazione sulla parte interessata di ammoniaca ad uso dermatologico, di aceto diluito o di una buona quantità di dentifricio.
     
  4. La puntura di riccio di mare. Contro le punture dei ricci di mare c’è ben poco da fare. Il dolore è spesso molto forte e a volte la reazione alla puntura può essere anche molto ritardata rispetto al contatto vero e proprio con l’animale. E’ molto importante rimuovere l’aculeo con una pinzetta, facendo attenzione perché è molto fragile. Poi è consigliabile applicare sulla lesione una pomata antibiotica.
     
  5. La puntura di tracina. In caso di puntura di tracina, molto dolorosa ma mai letale, può essere d’aiuto immergere la parte in acqua molto calda o a contatto con un oggetto caldo (può andare bene anche della sabbia).
  Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi:  Vedemecum per combattere il caldo estivo - Febbre estiva: colpa di caldo e stress
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Sangue dal naso in estate: perchè accade e come affrontarlo Prevenzione malattie L’epistassi, cioè la perdita improvvisa di sangue dal naso (non di rado in grandi quantità), è un disturbo che può avere varie cause ed origini. Un piccolo o grande trauma, una predisposizione fisica, una grave sinusite, il “vizietto” di mettere le dita nel naso… questo è molto altro può causare l’epistassi.   Secondo le ultime, stime ben il 60% degli italiani ha sofferto di questo disturbo almeno una volta nella vita. E’ inoltre stato provato che, con l’arrivo della stagione calda, il problema può peggiorare e a mostrarsi con maggiore frequenza.   Le temperature alte della stagione estiva, infatti, tendono a far aumentare la pressione sanguigna, complicando i sanguinamenti.   Come si può prevenire la comparsa del disturbo in estate?
 
  1. soprattutto in estate, le persone che normalmente soffrono di epistassi dovrebbero ridurre l’esposizione diretta al sole;
  2. un’altra regola da non dimenticare mai è quella di evitare di fare sport nelle ore più calde della giornata;
  3. attenzione, poi, agli ambienti molto secchi e polverosi;
  4. è consigliabile usare un deumidificatore negli ambienti domestici o lavorativi dove si passano molte ore, per ridurre i rischi ambientali.
  Come bisogna agire quando il sanguinamento dal naso compare all’improvviso?
 
  1. quando il naso inizia a sanguinare, bisogna immediatamente applicare una compressione sulla parte, piegando il capo in avanti (e non indietro);
  2. può essere utile anche effettuare questa compressione con un fazzoletto bagnato;
  3. assolutamente da evitare l’introduzione nelle narici sanguinanti di garze o pezzetti di carta assorbente che, oltre a impedire al sangue di fluire, potrebbero causare nuovi traumi e sanguinamenti;
  4. non assumere farmaci come l’aspirina, che può favorire la comparsa dell’epistassi;
  5. evitare gli sforzi intensi e l’esposizione al sole o a fonti di calore;
  6. nel caso di sanguinamenti molto frequenti o abbondanti, non esitare nel contattare il medico di fiducia.
  Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su Malattie e Distrurbi? Leggi  Cistite: riconoscerla e curarla - Tappi di cerume: come eliminarli?
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Dolore lombare addio con gli esercizi giusti Prevenzione malattie Leggi: Come Alleviare il Mal di Schiena
  Anche tu afflitto dal dolore lombare? Niente paura: basta armarsi di buona volontà per sconfiggerlo definitivamente.   Esistono degli esercizi che sono in grado di dare un grande sollievo e in parte rimediare agli errori di postura. La cosa importante è attivare la circolazione stirando i muscoli bloccati dalla tensione provocata dalla postura scorretta.   La prima posizione da assumere è quella detta "a crisalide". Per eseguirla correttamente devi tenere i piedi uniti e le gambe aperte e piegate come a formare un ovale. Le mani vanno poste sui piedi. Questa posizione è importantissima per scaricare la tensione accumulata nelle posture non proprio adeguate e che hanno provocato un irrigidimento muscolare.   Con le mani devi trattenere i piedi e sollevare leggermente le gambe verso di te andando indietro con la schiena. Mantieni la posizione e poi rilascia. Ripeti l'esercizio da tre a otto volte.   Il secondo esercizio invece prevede gambe tese in avanti. Scendi verso le ginocchia e afferra la punta dei piedi. A questo punto devi tirare fino a sentire una leggera tensione nella zona lombare. Mantieni la posizione per qualche secondo e poi rilascia. Ripeti anche questo esercizio dalle tre alle otto volte.   Praticare questi esercizi tutti i giorni ti darà sicuramente un sollievo, ma la terapia migliore resta la prevenzione. Fare attenzione alla postura in ufficio o a casa e scegliere la scarpa giusta può sicuramente evitare tanti fastidi.   Maria Melania Barone ..........................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sul mal di schiena?  Prevenire il mal di schiena - Mal di schiena Articoli correlati per keywords: Salute - Prevenzione Malattie
Infarto: 5 sintomi insospettabili Prevenzione malattie Leggi lo speciale Infarto

Soffrire di cuore e non saperlo. Come sempre le cure tempestive sono quelle che permettono di salvare la vita a numerose persone, ecco perché è importante fare attenzione a tutti i doloretti, anche quelli più stupidi, perché possono davvero indicare problemi più gravi. Per esempio, in caso d’infarto, le persone sono convinte che avvertiranno necessariamente una fitta al petto o un dolore a un braccio. Potrebbe non essere così. Esistono altri cinque insospettabili sintomi comunemente non riconducibili a questa cardiopatia.   Mal di collo: La tensione al collo potrebbe segnalarvi che il vostro cuoricino non sta bene. Se notate che il dolore non passa né con del ghiaccio né con della pomata, chiedete al medico di fare degli esami più approfonditi. I nervi danneggiati del tessuto cardiaco, infatti, potrebbero inviare un messaggio di dolore (al midollo spinale) che si può estendere sia sul collo sia sulla spalla.
Mal di orecchio e di mascella: Non avete preso freddo, non avete l’otite e pure state facendo i conti con un fastidioso quanto persistente dolore diffuso all’orecchio che si diffonde anche alla mascella. Potrebbe essere il cuore! Il motivo è il medesimo del collo. I nervi danneggiati del cuore inviano un messaggio di dolore che in questo caso colpisce, non tanto un punto preciso, quanto l’intera zona dell’ orecchio e della mascella.
Fiato corto e vertigini: Vi gira la testa o fate fatica a respirare. Più del 40% delle signore che ha avuto un infarto, ha dichiarato di aver avuto questi sintomi nei giorni precedenti al malessere. Le arterie, infatti, si bloccano e il cuore riceve meno ossigeno, la sensazione è quella di respiro corto e affanno. Questi sono anche i primi sintomi di angina pectoris e, se non soffrite di asma o di qualsiasi altra patologia polmonare, è consigliabile andare subito dal medico.
Problemi sessuali: Anche avere qualche problemino in camera da letto, per gli uomini, potrebbe essere un’avvisaglia molto importante. Succede, infatti, che i vasi sanguigni del pene, in caso di problema cardiaco, tendano a diventare più piccoli, non facendo passare abbastanza sangue e impedendo così l’erezione. Di solito questo disturbo dovrebbe manifestarsi diverso tempo prima dell’infarto.   Mal di stomaco e nausea: Soffrite di gastrite? Allora il mal di stomaco è un problema frequente per voi e legato a patologie dell’apparato digerente, ma se non è il vostro caso e se non avete un’infiammazione in corso dovuta per esempio a un periodo di cattiva alimentazione, allora potrebbe essere il vostro cuore a mandarvi dei segnali. I depositi di grasso nelle arterie possono ridurre il flusso sanguigno al cuore provocando oppressione, rigidità e dolore anche nella zona della pancia. Come capire se si tratta di un problema cardiaco o di una gastrite? In questo caso, il dolore addominale dovrebbe peggiorare con l’esercizio fisico e migliora con il riposo.   Valentina Rorato ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' InfartoL'infarto e i fattori di rischio - Come viene rilevato l’infarto?

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La Felicità rende il cuore più forte Prevenzione malattieLeggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale Infarto Sintomi e Cure
  Un recente studio ha messo in evidenza la stretta correlazione tra successi nella vita, felicità, autostima ed il muscolo più importante del nostro corpo: il cuore!   Che la collera faccia male al cuore e i dispiaceri predispongano le persone ad infarti ed ictus, ormai non è più solo una leggenda metropolitana. Ma sapevi che la felicità, al contrario, rafforza il nostro motore interno?   A dirlo è un recente studio di un'equipe di ricercatori britannici ha esaminato ben 8 mila volontari.   Tutte le persone avevano 49 anni, un'età critica per quanto riguarda cuore ed arterie. E' stato infatti registrato precedentemente che ad essere maggiormente predisposti ad infarti ed attacchi cardiaci sono le persone di età compresa fra i 45 ed i 65 anni. Questi volontari hanno dovuto raccontare tutto ciò che, nella loro vita, li ha portati a nutrire soddisfazione o insoddisfazione verso se stessi. Ovviamente si parlava di molti settori e si spaziava dal lavoro, alla famiglia, al conto in banca, alla sfera sessuale e alla vita in generale.   Ad ogni domanda venivano assegnati dei punteggi in base al grado di soddisfazione, che poi venivano confrontati coi dati clinici. Gli esami al cuore però venivano effettuati nei sei mesi successivi all'intervista. Durante questi esami si sono registrati casi di infarto, angina e decessi per malattie coronariche.   Dai risultati raccolti si evince che sia gli uomini che le donne godevano di una riduzione pari al 13% del rischio di malattia coronarica se vivevano una vita soddisfacente dal punto di vista del lavoro, della famiglia, della vita sessuale e della propria realizzazione personale. In pratica la felicità e la serenità per le proprie condizioni di vita è in grado di salvare il nostro cuore o di migliorarne le sue condizioni in caso di patologie.   Maria Melania Barone
Camminare scalzi fa bene alla schiena Prevenzione malattie Problemi di schiena o di piedi? Attento alle scarpe. È stato infatti notato che noi esseri umani, stranissimi animali bipedi, siamo stati programmati per camminare non su terreni piani con scarpe comode, ma su territori scoscesi e frastagliati. Pietre, sassi, sabbia e tutto ciò che fa lavorare i nostri piedi nudi è dunque un toccasana.   Vi siete infatti chiesti come mai l'ossatura migliore è propria dei popoli in via di sviluppo che ancora vivono a contatto con la natura? Africani, messicani ed indiani in cima agli uomini più belli e proporzionati e quasi sempre rigorosamente scalzi!   Ma in verità poche persone fanno attenzione a queste cose e quasi nessuno ama camminare scalzo. Del resto sarebbe impensabile farlo in città, con lo sporco per le strade o i pericoli insidiosi che si possono nascondere a livello sanitario. L'ideale dunque è farlo in spiaggia. Ecco una valida terapia per migliorare lo stato delle tue ossa e della tua colonna vertebrale.   La mattina oltre a fare il bagno cammina a piedi scalzi percorrendo almeno un chilometro: oltre a dimagrire e prendere un po’ di sole, potrai anche rafforzare piedi ed articolazioni. Dopo pranzo invece datti a dei giochi da spiaggia facendo sempre attenzione ad avere i piedi scalzi: in questo modo allenerai il corpo anche coi riflessi necessari per affrontare il gioco.
Ma cosa c'è di meglio che una bella passeggiata sugli scogli? Sempre se però questa passeggiata la si fa su tracciati non troppo pericolosi. Se hai paura il consiglio è quello di ripercorrere ogni giorno sempre lo stesso tracciato di modo da prendere familiarità con gli ostacoli.   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi  Benessere psicofisico davanti al computer - Mal di schiena: gli esrcizi per alleviarlo Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Candida, in estate il rischio è maggiore Prevenzione malattieLeggi lo speciale Perdite bianche L’estate è la stagione del divertimento con gli amici, delle giornate di relax in spiaggia e delle avventure amorose ma è anche il momento dell’anno in cui è più facile contrarre una infezione intima. Prima fra tutte c’è la candida, o meglio la “candidosi”, cioè un’infezione delle mucose vulvo-vaginali che può causare prurito, gonfiore e perdite molto caratteristiche.   In realtà la candida (che può colpire anche l’uomo) è un fungo che normalmente vive nel nostro organismo in perfetta armonia ed equilibrio con tutti gli altri microorganismi che il corpo umano ospita. Durante l’estate, però, caldo, alimentazione sregolata, costumi da bagno e biancheria non adatta e molti altri fattori possono aumentare il rischio dell’insorgenza della candidosi.   I sintomi di una vaginite da candida sono i seguenti: bruciore, prurito, gonfiore, arrossamento e secrezioni vaginali biancastre di consistenza densa e cremosa.   Vediamo cosa fare per prevenire la comparsa di questa infezione durante l’estate.  
  1. Usare biancheria e costumi da bagno rigorosamente in cotone o tessuti naturali ipoallergenici.
  2. Dopo il lavaggio della biancheria, anche quello fatto in lavatrice, sciacquare bene con acqua i capi.
  3. Evitare o limitare l’utilizzo di salvaslip.
  4. Evitare i jeans e i pantaloni troppo attillati. Lo stesso vale per i body e i collant.
  5. Durante il ciclo, limitare l’uso di assorbenti interni a 6 ore, alternandoli a quelli esterni. Cambiare spesso i tamponi e gli assorbenti.
  6. Per una corretta igiene intima, usare il detergente al massimo due volte al giorno, procedendo con gli ulteriori lavaggi usando in alternativa dell’acqua minerale gassata.
  7. Asciugare bene i genitali dopo ogni lavaggio, dato che il fungo prolifera nell’umido.
  8. Limitare la durata del bagno in mare o in piscina e cambiarsi immediatamente il costume subito dopo, evitando che questo rimanga bagnato e che si asciughi addosso.
  9. Evitare il consumo di cibi ricchi di carboidrati, lieviti e zuccheri.
  10. No alle depilazioni estreme del pube che, al contrario di quanto di crede, non aiutano a raggiungere una igiene intima più accurata, esponendo al contrario la cute ad irritazioni ed aumentando il rischio di infezioni.
Lucia D'Addezio   ................................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su Malattie e Distrurbi? Leggi  Cistite: riconoscerla e curarla Combattere la stitichezza Articoli correlati per keyword: Salute - Malattie
Infarto addio con la meditazione Prevenzione malattieLeggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale Infarto

Un recente studio ha provato che la meditazione riesce ad attenuare i fattori che predispongono all'infarto e ictus. La riduzione di questi rischi è importante ed arriva addirittura al 47%.   Una stima tutta da definire in quanto, considerando il fatto che l'infarto è una delle maggiori cause di morte in tutto il mondo, la meditazione consente di ridurre la mortalità anche del 50%. A dirlo è uno studio del Medical College of Wisconsin pubblicato su Archives of Internal Medicine. Lo studio è durato ben 9 anni ed ha esaminato soggetti che avevano una grande predisposizione ad infarti ed ictus, come quelli malati di diabete, ipercolesterolemia ed ipertensione. Per i medici l'effetto della meditazione è associabile a quello dei farmaci per controllare l'ipertensione. La meditazione dunque consente di riequilibrare lo stato psicofisico in modo prolungato anche se non permanente.   In tutto i volontari cardiopatici erano 201 ed avevano un'età media di 59 anni e sono stati divisi in due grandi gruppi: un gruppo seguiva la terapia abituale con farmaci, l'altro gruppo invece seguiva la terapia abituale abbinata a meditazione. E' stato riscontrato che nel lungo termine coloro che avevano seguito la nuova terapia avevano ridotto del 47% le probabilità di seguire un attacco di cuore. Questo studio in realtà si basa su precedenti ricerche che hanno dimostrato come un buon programma di meditazione può ridurre l'alta pressione, gli ictus, il colesterolo, l'arteriosclerosi. Inoltre la meditazione riduce sensibilmente anche i livelli di colesterolo nelle urine per le donne in post menopausa.   Dunque per aumentare il piacere ed il benessere di una vita sana, non puoi dimenticare la meditazione abbinandola alle terapie tradizionali. La meditazione deve essere un aiuto e non una terapia sostitutiva. Solitamente fare meditazione è un'attività praticata da pochi perché molto distante dalla vita frenetica delle grandi città e del mondo occidentale, ma forse proprio per questo contrasto la meditazione aiuta a sentirsi meglio ed in equilibrio psicofisico.   Maria Melania Barone
Lenti a contatto in estate: le cose da sapere Prevenzione malattie Le lenti a contatto sono un’alternativa pratica ed invisibile agli scomodi ed antiestetici occhiali da vista. Molti ragazzi e ragazze, con l’avvento delle “lentine” sono stati letteralmente salvati dalla tortura degli occhiali, tornando a poter essere naturali e a loro agio in ogni situazione.
Ma cosa accade quando arriva l’estate e ci si reca in vacanza al mare o si fa un tuffo in piscina? Bisogna davvero rinunciare alla comodità delle lenti in favore degli odiati occhiali da vista? Vediamo insieme quali sono le regole da seguire per non correre rischi inutili.  
  1. La prima nozione fondamentale da ricordare sempre, soprattutto quando si è in spiaggia, è che le lenti a contatto non possono essere indossate per più di 8-10 ore consecutive al giorno. Al mare, dove i fattori esterni di rischio sono maggiori, bisogna attenersi strettamente a questi limiti, senza eccezioni.
     
  2. In spiaggia, così come in piscina, bisogna evitare di fare il bagno indossando le lenti. In particolar modo nel secondo caso, il rischio di insorgenza di gravi cheratiti è molto alto. 
     
  3. Al mare le lenti usa e getta giornaliere sono consigliate rispetto a quelle mensili perché limitano i rischi dovuti ad una cattiva manutenzione o ad una igiene sommaria. 
     
  4. In estate gli oculisti consigliano agli utilizzatori abituali di lenti a contatto di indossare in aggiunta alle lenti anche degli occhiali da sole, come maggiore protezione dell’occhio, sottoposto ad un notevole stress.
     
  5. E’ buona norma portare con sé in spiaggia sia il contenitore delle lenti che la soluzione unica, in modo da rimuoverle nel caso insorgano dei fastidi dovuti a vento, sabbia o acqua di mare.
     
  6. Dato che con il caldo e gli agenti esterni tipici della spiaggia l’occhio tende a seccarsi velocemente, creando attrito con le lenti, è consigliabile portare con sé delle lacrime artificiali per ricreare nell’occhio il naturale ambiente umido che permette il libero scorrimento delle lenti a contatto.
  Lucia D'Addezio ........................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla salute degli occhi? Leggi : Secchezza oculare, come agire?- Occhio agli occhi: i rimedi naturali
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Tappi di Cerume: cosa sono e come eliminarli Prevenzione malattie A molti sarà già capitato di tornare in città dopo le vacanze estive con la spiacevole sorpresa. Ma non tutti sanno che i bagni al mare e in piscina favoriscono l’insorgenza dei cosiddetti “tappi di cerume”.   Si tratta di una sorta di tappo, appunto, che si forma nell’orecchio a causa della produzione eccessiva di una sostanza che in genere è innocua e aiuta, anzi, a mantenere l’orecchio pulito e protetto. Stiamo parlando del cerume.   Oltre che in seguito ad alcune patologie, all’uso dei tappi per orecchie e all’esposizione ad agenti esterni che ne favoriscono l’insorgenza, la comparsa di tappi di cerume è spesso collegata alle vacanze al mare e soprattutto a nuotate, bagni e docce frequenti.
  L’acqua, in particolar modo quella fredda, è un elemento che favorisce la comparsa dei tappi di cerume. In aggiunta, può capitare che un piccolo accumulo di cerume, a contatto con l’acqua fredda, possa gonfiarsi iniziando a dare fastidio o provocare dolore.   Il risultato della presenza di tappi di cerume può essere una sensazione di “ovattamento” dell’udito e in alcuni casi anche di perdita totale della capacità uditiva, oltre a bruciore, fastidio e dolore.
  Ma cosa si può fare per contrastare l’accumulo di cerume nelle orecchie durante le vacanze in spiaggia? Vediamolo insieme.  
  • Se vi è già capitato e sapete di essere predisposti alla comparsa dei tappi di cerume, evitate i bagni in acqua fredda, le immersioni subacquee e le docce ghiacciate.
     
  • Se amate nuotare, tenete la testa fuori dall’acqua sia in mare che in piscina.
     
  • I nuotatori professionisti o amatoriali sono molto predisposti a questa patologia. Per loro sono stati progettati dei tappi speciali in silicone molto efficaci per prevenire i tappi di cerume.
     
  • Evitate di utilizzare i tappi per le orecchie per dormire. Per i lavoratori che li utilizzano forzatamente a causa di ambienti di lavoro molto rumorosi, ricordatevi di non inserirli troppo in profondità, perché potrebbero ostruire il deflusso naturale del cerume.
     
  • Se usate i tappi per le orecchie in gomma piuma, lavateli ogni giorno. Se usate quelli in cera, cambiateli almeno ogni 2 settimane.
  • Attenzione ai “coni di cera”. Questo rimedio (un cono che, applicato sull’orecchio, va acceso in modo da aspirare l’aria riducendo la pressione all’interno dell’orecchio, cosa che facilita la rimozione del tappo) può essere efficace se fatto da esperti. In caso contrario la cera potrebbe finire nell’orecchio aggiungendosi al cerume e aggravando la situazione.
     
  • Per la rimozione del tappo rivolgetevi sempre al medico, evitando i metodi fai-da-te.
  Lucia D'Addezio   Vuoi saperne di più sul cerume? Leggi Povero orecchio, nessuno se ne cura: salvaguardare l'udito   Articoli correlati per keyword: Salute - Disturbi e Malattie
Artrite: in parte responsabili i tacchi alti Prevenzione malattie Si dice che l’eleganza e lo stile dipendano dalle scarpe. A spillo, con la zeppa, a tronchetto, vertiginoso o rasoterra: sono loro i tacchi, vero e unico strumento di seduzione femminile. Un accessorio indispensabile per dare al look un tocco di personalità. Peccato però che siano anche uno strumento di tortura e che molte donne, la sera, siano obbligate a lunghi pediluvi per riprendere sensibilità.   La Society of Chiropodists and Podiatrists, società inglese specializzata nella cura dei piedi, ha lanciato un allarme: i tacchi possono aumentare il rischio di sviluppare l’artrite. Purtroppo è un disturbo molto comune e solo nel Regno Unito colpisce 8 milioni di persone. È forse la malattia più diffusa nei paesi occidentali dopo l’obesità.   L’artrite colpisce sia uomini sia donne, anche se sono le signore a farne maggiormente le spese, e la zona di maggiormente interessata è proprio quella dei piedi, seguiti dalle mani. I tacchi purtroppo stressano quotidianamente il piede, costringendolo in posizioni poco naturali e caricando il peso del corpo in modo sbagliato. Così vengono sollecitate erroneamente anche le caviglie, le ginocchia e le articolazioni degli arti inferiori (per esempio le dita). Non è tutto. Ne risente la postura di tutto il corpo che si deve adattare ai trampoli, ultimo modello.   Come si previene l’artrite?
  Secondo gli esperti si tratta di un disturbo che si sviluppa soprattutto invecchiando, ma che può essere prevenuto con qualche piccolo accorgimento. Per esempio scegliendo scarpe comode e possibilmente con un tacco non esagerato (massimo 2-3 cm): in questo modo si può evitare di infastidire le articolazioni durante la giornata riducendo il rischio di lesioni.   Bisogna poi evitare di seguire troppo le mode che spesso propongono delle forme molto stravaganti. Per la salute del piede, la scarpa deve avere una forma leggermente rotonda, né troppo in stile Minnie né da spadaccino. Infine, il plantare: esistono suolette da inserire nella scarpa (ma anche delle vere e proprie suole) anti-choc molto comode e utili per ridurre al minimo lo stress delle articolazioni. ...........................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla salute dei piedi?Leggi:   Dalla Salute dei piedi alla salute globale -   Piedi, la salute delle unghia

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31 Maggio: giornata mondiale contro il fumo Prevenzione malattie Leggi lo speciale Smettere di Fumare
  Migliaia di vite ogni anno vanno in fumo a tutte le età. Perché ricordarlo proprio oggi? Il 31 maggio è la giornata mondiale contro il fumo, ed è possibile recarsi nei centri antifumo per seguire i nuovi approcci alle terapie.   Cosa aspetti a gettare la cicca?
  Sono 40.000 le diagnosi annuali di tumore al polmone e circa 5 milioni di persone muoiono per cause legate al fumo. Per questo l'organizzazione Mondiale Sanità (OMS) ha scelto di dare vita al Trattato mondiale per il controllo del tabacco, in vigore dal 2005 e sottoscritto da 170 Paesi. Occorre quindi il coinvolgimento e la cooperazione dei Ministeri della salute di ogni Stato per diminuire l'uso del tabacco.   Gli obiettivi del trattato sono:
  1. Fare in modo che gli interessi dell'industria del tabacco non coinvolgano le politiche di sanità pubblica.
  2. Adottare prezzi e misure fiscali per ridurre la domanda di tabacco.
  3. Proteggere le persone dall'esposizione al fumo di tabacco.
  4. Regolamentare il contenuto, la promozione, il confezionamento e l’etichettatura dei prodotti a base di tabacco.
  5. Informare le persone dei rischi connessi al fumo di sigaretta.
  6. Offrire aiuto alle persone per porre fine alla loro dipendenza da tabacco.
  7. Controllare il commercio illecito di prodotti del tabacco. 
  8. Vietare le vendite ai minori.
  9. Sostenere economicamente le coltivazioni alternative al tabacco.
  Si tratta dunque di un progetto ambizioso che ha dato già i suoi frutti negli anni precedenti ma che necessita di un ulteriore impegno collettivo.   Oggi i centri antifumo presenti in Italia svolgeranno delle attività di informazione e terapia contro il tabacco di modo da rispondere alle domande dei tabagisti. Attività che non si fermeranno al 31 maggio, come per i due centri antifumo di Parma, l’Ospedale Maggiore e dei due Ospedali dell’AUSL di Vaio e Borgotaro dove, nei reparti maternità, verrà regalato per tutto il mese di giugno un bavaglino con la scritta “Grazie…non fumo”.   Infatti uno dei progetti dell'OMS è quello di ridurre la dipendenza da tabacco nei giovani dai 15 anni in su e nelle neomamme che spesso non possono fare a meno di fumare anche in gravidanza o durante l'allattamento. In Italia circa il 25,4% delle persone di 15 anni e più, corrispondenti a circa 13 milioni di cittadini italiani, cominciano ad avvicinarsi all'uso del tabacco. Di questi, il 28,9% sono uomini (7,1 milioni) e il 22,3% donne (5,9 milioni).   Maria Melania Barone .............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sui danni del fumo? Leggi: Smettere di fumare senza ingrassare - Donne e fumo: smettere con il trattamento integrato
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Prostata ingrossata: nuova tecnica miracolosa Prevenzione malattie Hai problemi di prostata ingrossata? Oggi l'intervento chirurgico potrebbe non esser più necessario grazie ad una nuova tecnica appena sperimentata.   Molti uomini dopo i cinquant’anni hanno problemi di prostata ingrossata. Sono pochi quelli che si sottopongono all'intervento chirurgico senza problemi, la maggior parte degli uomini infatti preferisce tenersi stretto il problema e non incontrare mai camici bianchi.   Sperimentata su 83 pazienti tra i 52 e gli 84 anni, l'embolizzazione dell'arteria prostatica si è rivelata efficace nel 98,5% dei casi. Ad ideare questa nuova tecnica contro la prostata ingrossata sono stati alcuni ricercatori portoghesi.   Ma quali sono i sintomi della prostata ingrossata? Solitamente i sintomi sono caratterizzati dalla loro persistenza nel tempo e sono accentuati dal freddo: il "prostatico" infatti ha maggiori difficoltà ad urinare nelle giornate fredde.   Inoltre si registra frequentemente:
  1. riduzione della forza del getto urinario: questo sintomo viene valutato dall'urologo con un esame molto semplice denominato uroflussometria
  2. pollachiuria: cioè il bisogno di urinare spesso sia durante il giorno che di notte (nicturia)
  3. minzione imperiosa: cioè uno stimolo urinario impellente.
  Non sempre si ricorre all'intervento chirurgico, ma ci sono casi dove questo intervento è necessario. Tuttavia una ricerca dei medici dell'Hospital St. Louis di Lisbona offre la possibilità di una tecnica alternativa che potrebbe rendere l'intervento non necessario. Si tratta di un'embolizzazione dell'arteria prostatica che blocca il flusso di sangue verso la ghiandola.   I medici inseriscono un catetere nel vaso sanguigno iniettando nel contempo piccole particelle che servono ad ostruirlo. Sperimentata su un totale di 84 pazienti fra i 52 e gli 85 anni, la tecnica si è rivelata efficace nel 98,5% dei casi. La sperimentazione ha prodotto “miglioramenti decisi” su 77 pazienti e “miglioramenti modesti” su altri 6.   La medicina fa progressi dunque e non è il caso di temere necessariamente un intervento chirurgico. Dopo i 50 anni è comunque consigliabile agli uomini una visita annuale dall'urologo.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................................................  Vuoi saperne di più sulle malattie?  Leggi anche Insufficienza Renale Cronica e Anemia renale - La Ptosi Renale, quando il Rene si abbassa   Articoli correlati per keyword: Salute - Malattie
Ipertensione: arrivano le onde radio Prevenzione malattieLeggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale Ipertensione

Il nuovo rimedio contro l'ipertensione arteriosa? Le onde radio direttamente sui reni di modo da bruciare alcuni nervi specifici e mettere a tacere finalmente l'ipertensione. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Lancet.   Arriva dall'Australia l'ultima novità per tenere sotto controllo l'ipertensione, uno dei mali più diffusi. I ricercatori del Baker IDI Heart and Diabetes Institute di Melbourne hanno sperimentato su circa 100 pazienti una nuova tecnica a base di onde radio emesse direttamente sul rene.   Per adesso l'ipertensione interessa una percentuale oscillante tra il 15-37 per cento della popolazione mondiale adulta, e più della metà di quella anziana. Si tratta di un disturbo diffuso e pericoloso perché predispone ad infarto ed ictus e mette a serio rischio l'intero sistema cardiovascolare. Da anni gruppi di ricerca in tutto i mondo stanno cercando di trovare il metodo per poter tenere sotto controllo l'ipertensione diminuendo dunque il rischio di mortalità nella popolazione di età compresa fra i 35 ed i 65 anni. I rischi di ictus ed infarto si sono infatti elevati anche nelle fasce d'età giovani di età compresa fra i 28 ed i 34 anni.   In base a questa nuova tecnica il rene viene raggiunto tramite un catetere. I ricercatori sono quindi in grado di colpire alcune nervature fondamentali deputate alla regolazione della pressione. Raggiunte le zone interessate i medici hanno liberato piccole scariche di radiofrequenze che hanno bruciato i nervi implicati senza danneggiare le zone circostanti. Questo ha ovviamente prodotto una riduzione dell'ipertensione e lo studio ha goduto dell'attenzione dei ricercatori di tutto il mondo.   I ricercatori hanno dichiarato che la tecnica è in grado di abbassare la pressione di circa 10 millimetri di mercurio, quanto basta per diminuire in modo sostanziale il rischio di ictus e attacchi cardiaci.   I risultati dello studio dimostrano che a sei mesi dall'intervento c'è stato un abbassamento della pressione nell'84% dei casi. Ma è proprio questa la sua pecca: i ricercatori stanno cercando di scoprire se è possibile ottenere un abbassamento della pressione per periodi più lunghi e se è possibile rendere più soft una proceduta così invasiva.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' Infarto? Leggi:  Infarto: a rischio 2 milioni di Italiani - Come viene rilevato l’infarto?

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Perchè i livelli di estrogeni aumentano? Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Trigliceridi
Leggi lo Speciale: Estrogeni

Leggi lo Speciale Diabete mellito Durante la pubertà è normale che i livelli di estrogeni aumentino. Ciò avviene perché questi ormoni alimentano i cambiamenti nel corpo delle giovani donne. Ad esempio, essi giocano un ruolo nello sviluppo del seno e di una figura adulta con più curve, di fianchi più pieni e dei peli pubici e ascellari. In aggiunta, si registrano alti livelli di estrogeni nelle donne estremamente in sovrappeso. Allo stesso modo, alti livelli vengono registrati anche in donne che soffrono di diabete o pressione alta. I livelli di estrogeni aumentano durante una normale gravidanza, e alti livelli di estrogeni possono anche accompagnarsi a tumori delle ovaie, dei testicoli o delle ghiandole surrenali.

Cosa accade quando i livelli di testosterone aumentano o diminuiscono?

Se il vostro corpo produce troppo testosterone, potreste andare incontro a cicli mestruali irregolari, o alla loro assenza. Potreste inoltre avere più peli corporei rispetto alla donna media. Alcune donne con alti livelli di testosterone vengono colpite da calvizie frontale. Altri possibili effetti degli alti livelli di testosterone includono acne, clitoride ingrossato, aumento di massa muscolare e abbassamento della voce. Gli alti livelli di testosterone possono inoltre causare infertilità. Degli alti livelli vengono solitamente osservati nella sindrome ovarica policistica (PCOS). La PCOS è una patologia endocrina che si osserva a volte nelle donne in età fertile che presentano difficoltà a rimanere incinta. Le donne che soffrono di PCOS mostrano sintomi simili a quelli indotti da alti livelli di testosterone. Questi includono: • obesità
• corpo a forma di mela
• crescita eccessiva o caduta di capelli
• acne
• irregolarità del ciclo mestruale

La PCOS si associa a:
• maggior livello di ormoni maschili in circolo
• resistenza all'insulina
• intolleranza ai carboidrati (che causa una tendenza a guadagnare peso)
• bassi livelli di colesterolo HDL (il colesterolo "buono")
• alti livelli di trigliceridi
• alti livelli di colesterolo LDL (il colesterolo "cattivo")
• obesità
• alta pressione sanguigna Invecchiando, la presenza di questi fattori di rischio nelle donne affette da PCOS aumenterà a propria volta il rischio di insorgenza di malattie cardiache.
Alla menopausa, le donne sperimentano un calo dei livelli di testosterone. Questo calo può essere associato ad una riduzione del desiderio sessuale. I risultati di alcune ricerche mostrano che una terapia sostitutiva del testosterone può portare vantaggi alla funzionalità sessuale in alcune donne dopo la menopausa. La sostituzione del testosterone non è consigliata nelle donne con tumore al seno o all'utero. Può inoltre aumentare il rischio di malattie cardiovascolari o del fegato, per cui gli esperti sono estremamente cauti nel consigliarla.

Come è possibile sapere se si hanno livelli ormonali troppo alti o troppo bassi?

Parlatene con il vostro medico. Il vostro dottore può effettuare un esame fisico e valutare la vostra condizione di salute e la presenza di eventuali sintomi. Ciò gli consentirà di determinare se siano necessari ulteriori test di laboratorio per controllare i livelli ormonali. Questi test potrebbero essere particolarmente indicati nel caso si soffra di malattie come la PCOS o si sia verificata la perdita del ciclo mestruale a causa di esercizio fisico eccessivo o di anoressia nervosa. Se i test mostreranno livelli anomali di ormoni, il vostro dottore potrà prescrivervi un trattamento efficace.
Ridurre il colesterolo dell'80% Prevenzione malattieLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo speciale sul Colesterolo
  Per qualcuno potrà sembrare anche una mission impossibile, ma non lo è ormai per i ricercatori dell’Università di Milano che hanno ideato una nuova pillola capace di ridurre il colesterolo cattivo anche dell'80% e di dimezzarlo nella maggioranza dei casi.   Una pillola rivoluzionaria quella ideata dai ricercatori della Facoltà di Farmacia dell’Università di Milano poiché è indicata soprattutto per forme rare di ipercolesterolemia. Il colesterolo LDL ("cattivo") viene dimezzato sin dall'inizio della terapia. Bastano poche compresse per cambiare totalmente vita. Esistono infatti forme incurabili di ipercolesterolemia omozigote che da oggi possono non essere più un problema.   In Italia si contano circa 100 casi di questa malattia e 6000 nel mondo. Si tratta di casi in cui le persone hanno un doppio gene patologico come spiega il prof. Cesare Sirtori, preside della Facoltà di Farmacia dell’Università di Milano e direttore del Centro Universitario Dislipidemie dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda.   Queste forme rare non rispondono al trattamento con le statine. Necessitano di una terapia simile alla dialisi e dunque altamente invalidante, si tratta della LDL-aferesi. Questo tipo di terapia non è sempre praticabile perché servono i macchinari adatti che non sono disponibili in tutti gli ospedali e per questo è molto costosa.   Proprio l'assenza di cure determinava l'infarto letale in età giovanile. I valori di colesterolo e trigliceridi di queste persone sono veramente allarmanti. Tuttavia la sostanza fu studiata sugli animali ben 10 anni fa ma fu bloccata la sperimentazione sull'uomo in quanto si dedusse che la terapia con questa pillola aumentava la steatosi intestinale, cioè l'accumulo di grassi nel fegato. Adesso invece i ricercatori hanno notato che la steatosi è un fenomeno soltanto transitorio ed è un modo con cui il fegato si adatta alla terapia per poi regredire spontaneamente.   Per poter studiare la reazione del fegato umano alla molecola era necessaria la sperimentazione sull'uomo. Per adesso 7 pazienti si sono sottoposti alla terapia sperimentale con lomitapide, e hanno risposto nel modo migliore.   Se anche tu soffri di colesterolo in modo spropositato o hai una esagerata quantità di trigliceridi nel sangue non disperare! Da oggi possiamo sperare in una terapia che si propone come rivoluzionaria anche per la cura di forme rarissime.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' Infarto Riprendersi al meglio dopo un infarto - Come viene rilevato l’infarto?

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Perchè gli estrogeni si abbassano? Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Estrogeni

Alcune donne sperimentano sbalzi d'umore che possono essere o meno collegati alla perdita di estrogeni. Livelli più bassi di estrogeni possono anche aumentare nella donna il rischio di malattie cardiache, infarto, osteoporosi e fratture. Ci sono molte ragioni per le quali i livelli degli estrogeni possono abbassarsi. Fra questi:

  1) ipogonadismo
  2) ipopituitarismo
  3) gravidanza non andata a buon fine (estriolo)
  4) perimenopausa e menopausa (estradiolo)
  5) sindrome ovarica policistica (PCOS)
  6) anoressia nervosa (disturbo dell'alimentazione)
  7)esercizio fisico o allenamento estremi

In aggiunta, le donne sperimentano dei bassi livelli di estrogeni subito dopo il parto e anche durante l'allattamento.

Le donne con poco grasso corporeo spesso non sono in grado di produrre livelli sufficienti di ormoni sessuali. Una situazione del genere può essere un problema per donne come atlete, modelle o ginnaste. Può inoltre essere un problema anche per le donne che soffrono di disturbi dell'alimentazione e causare un'assenza di mestruazioni, conosciuta come amenorrea. Possono inoltre sviluppare l'osteoporosi (ossa fragili) e andare incontro a fratture ossee e ad altre malattie normalmente più comuni fra le donne più anziane dopo la menopausa.

I livelli degli estrogeni si abbassano durante la menopausa?

Sì, i livelli degli estrogeni si abbassano durante la menopausa. Si tratta di un processo naturale per tutte le donne e ha luogo fra i 40 e i 55 anni. L'abbassamento del livello degli estrogeni può avvenire in maniera improvvisa in donne più giovani alle quali siano state asportate le ovaie, producendo così una menopausa chirurgica.
La perimenopausa è il periodo di transizione prima della menopausa: il primo abbassamento naturale dei livelli diestrogeni avviene in questa fase. Inoltre, hanno inizio anche altri cambiamenti fisiologici. Le donne che stanno attraversando la perimenopausa possono sperimentare aumento di peso e altri sintomi. Ad esempio, potrebbero verificarsi cicli mestruali irregolari, vampate di calore e secchezza vaginale.

In media, la menopausa si verifica all'età di 51 anni. Quando ciò accade, il corpo femminile produce meno estrogeni e progesterone. La caduta del livello degli estrogeni durante la menopausa può causare sintomi di disagio, tra i quali:

  • vampate di calore
  • sudorazione notturna
  • secchezza e prurito vaginali
  • perdita del desiderio sessuale
 
Estrogeni: cosa sono? Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Estrogeni

Potrebbe sorprendervi sapere che gli uomini non hanno il monopolio del testosterone. Il testosterone appartiene a una classe di ormoni maschili chiamati androgeni, ma in realtà anche le donne lo possiedono. Le ovaie producono infatti sia testosterone che estrogeni. Delle piccole quantità di testosterone vengono rilasciate nel sangue dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali. Oltre a essere prodotti dalle ovaie, gli estrogeni sono prodotti anche dal tessuto adiposo del corpo. Si tratta di ormoni sessuali coinvolti nella crescita, manutenzione e riparazione dei tessuti degli organi riproduttivi. Ma non è tutto: influenzano anche altri tessuti corporei e perfino le ossa.

Cosa sono gli ormoni?

Un ormone è una sostanza chimica. Viene prodotto da un tessuto e si sposta attraverso i fluidi corporei per influenzare un altro tessuto del corpo. Essenzialmente, gli ormoni sono "messaggeri chimici". Molti di questi, specialmente quelli che influenzano la crescita e il comportamento, sono importanti sia per gli uomini che per le donne. La quantità e i livelli di ormoni cambiano ogni giorno. Gli ormoni sessuali, estrogeni e testosterone, vengono rilasciati in brevi getti (impulsi) che cambiano di ora in ora e addirittura di minuto in minuto: la secrezione di ormoni cambia tra giorno e notte e nelle diverse fasi del ciclo mestruale.
Giusto o sbagliato che sia, le donne sono spesso considerate come influenzate dai propri ormoni. Di conseguenza, si dice spesso che siano vittime di "tempeste" o "maree" ormonali.

Cosa sono gli estrogeni?

Gli estrogeni sono un'intera classe di ormoni collegati fra loro. Fra essi vi sono l'estriolo, l'estradiolo e l'estrone.
L'estriolo viene prodotto dalla placenta durante la gravidanza.
L'estradiolo è l'ormone sessuale più importante nelle donne in età fertile. Viene prodotto dai follicoli ovarici durante la loro fase di sviluppo. È responsabile delle caratteristiche del corpo femminile e della corretta funzionalità sessuale. Inoltre, l'estradiolo è anche importante per la salute ossea della donna. L'estradiolo può anche essere concausa nella maggior parte dei problemi ginecologici, come endometriosi, fibromi e perfino tumori femminili.
L'estrone è diffuso in tutto il corpo. È l'unico fra gli estrogeni a rimanere presente nella donna in una qualsiasi misura dopo la menopausa.

estriolo estrone
Ernia iatale e stile di vita Prevenzione malattie Leggi lo speciale Ernia Iatale   L’ernia iatale, di per sé, può non costituire un grosso problema per chi ne soffre: può risultare completamente asintomatica, e dunque a volte non viene neanche diagnosticata, a meno che non si complichi, per esempio, con una esofagite da reflusso. In ogni caso, sia che l’ernia si associ a reflusso gastroesofageo, sia che questo non accada, è bene rispettare uno stile di vita e un’alimentazione il più sani possibile, e cioè:  
  1. Se si fuma, smettere;
     
  2. Se si è in sovrappeso, ridurre il peso corporeo con l’aiuto di una dieta e di un’attività fisica adeguate al proprio stato di salute;
     
  3. Evitare i pasti troppo abbondanti, specialmente la sera;
     
  4. Non eccedere con i cibi e con le bevande che facilitano il reflusso (alcolici, cioccolato, menta, alimenti troppo ricchi di grassi). Se è presente reflusso, evitarli completamente;
     
  5. Non eccedere con i cibi e con le bevande che possono irritare la mucosa esofagea (caffè, agrumi, pomodoro). Se è presente reflusso, evitarli completamente.
  Per chi, poi, ha anche un’esofagite da reflusso, può essere d’aiuto:  
  1. Dormire con la testa e il busto un po’ sollevati rispetto al resto del corpo;
     
  2. Evitare il riposino dopo i pasti;
     
  3. Mangiare poco e spesso.

Lo stile di vita, da solo, può aiutare molto chi soffre di ernia iatale a prevenire o a ritardare l’insorgenza di complicanze.   Margherita Russo ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul reflusso gastrico esofageo? Leggi: Reflusso gastrico: cosa evitare - Ernia iatale: la dieta
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Contro la degenerazione maculare consuma tanto pesce Prevenzione malattie Un recente studio ha messo in luce gli alimenti che contrastano la degenerazione maculare e l'alimento migliore è ancora una volta il pesce. La "carne di mare" infatti si rivela un valido alleato contro i problemi più diffusi.   La degenerazione maculare è costituita da una macchia nera al centro del campo visivo e diventa molto diffusa dopo i 40 anni. Questa macchia diventa sempre più grande fino a provocare la cecità totale. Ma i ricercatori dalla Harvard Medical School di Boston (Usa) cercano di trovare il metodo per contrastarla e sono indispensabili gli Omega3 contenuti in pesci grassi come il salmone e il tonno. Questi importantissimi acidi grassi essenziali possono contrastare la degenerazione maculare senile del 42%. Lo studio è stato pubblicato su Archives of Ophthalmology e mette in risalto i benefici di una o due porzioni di pesce a settimana.   I ricercatori hanno monitorato lo stile di vita di 38mila donne sane, registrando la quantità di pesce consumata da ciascuna di loro. Dai risultati è emerso che chi mangiava una o più porzioni a settimana, mostrava una diminuzione del 42% del rischio di contrarre la degenerazione maculare senile rispetto alle donne che consumavano pesce una volta al mese.   Alla fine dello studio solo 235 donne hanno sviluppato la degenerazione maculare. Tra le sostanze responsabili di questo beneficio possiamo annoverare il consumo regolare di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) appartenenti alla famiglia Omega3.   É dunque sbagliato non integrare il pesce nella propria dieta. L'errore diventa maggiore se si fa una questione di gusti. Il pesce è molto vario e può essere cucinato in molti modi, non necessariamente al cartoccio o con spezie al forno. A volte le ricette più semplici sono anche le più gustose. Abbinare ad esempio il pesce a verdure, peperoni, zucchine, cipolle ed olive nere può accrescerne il gusto oltre che favorire un giusto comportamento alimentare.   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla salute degli occhi? Leggi  Occhio agli occhi: i rimedi naturali - Secchezza oculare: come agire?
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Prevenzione malattie
Ernia iatale: Cause e Sintomatologia Prevenzione malattieLeggi lo speciale Ernia Iatale

Se in famiglia c'è chi soffre di ernia iatale, non temere: è un disturbo molto diffuso che colpisce circa il 15% degli italiani. Le cause possono essere tante: si va infatti dalla semplice predisposizione genetica, alla costituzione fisica, agli sforzi intensi.   Poiché il 90% delle persone scopre di avere l'ernia prima dei 60 anni, si pensa che sia un disturbo legato all'età ma non è esattamente così. L'ernia iatale è un problema che può emergere a qualsiasi età a seconda della causa scatenante. Ad esempio c'è una categoria di lavoratrici che scopre di avere l'ernia iatale dopo i 40 anni di età: si tratta delle badanti. Gli sforzi che fanno nel sollevare i corpi delle persone molto anziane per accudirle, cambiarle e vestirle è tanto grande che il loro fisico non regge e si sviluppa l'ernia iatale. Ci sono casi in cui l'ernia iatale si forma a causa della costituzione fisica e questo può accadere sia nei giovani, che in persone di età matura.   La cosa importante dunque è non fare troppi sforzi o usare vestiti stretti che aumentano la pressione addominale perché potrebbero favorire lo sviluppo di ernia iatale. Ma come facciamo a sapere se abbiamo un'ernia iatale? Stranamente chi soffre di ernia iatale senza sapere di averla più che andare da un gastroenterologo, corre dal cardiologo ed alcuni pazienti che soffrono di problemi alle coronarie credono di avere un'ernia iatale.   In alcuni casi infatti l'ernia iatale porta dolori forti al centro del petto che si irradiano poi per tutto il torace. Si possono verificare episodi di secchezza alla bocca e di pressione allo stomaco. Questo provoca anche una forte insofferenza e potrebbe capitare di avvertire fiato corto o tachicardia. Solitamente i sintomi più frequenti son una forte pesantezza al petto, salivazione intensa con senso di amaro in bocca, reflusso gastroesofageo, raucedine. Tuttavia ci sono casi di malattia asintomatica soprattutto quando si parla di un'ernia da scivolamento. In altri casi invece i sintomi posso acuirsi sempre più fino ad arrivare ad avere una patologia veramente invalidante che richiede l'intervento chirurgico.   Se soffri di ernia iatale, cerca di correggere la tua alimentazione e fatti seguire da un gastroenterologo se hai sintomi evidenti. Saprà indirizzarti verso la giusta terapia.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul reflusso gastrico esofageo? Leggi: Reflusso gastrico: cosa evitare - Ernia iatale: diagnosi e terapia
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Reflusso gastrico: cosa evitare Prevenzione malattie Per chi soffre di reflusso gastro esofageo alcuni cibi possono essere una manna, altri invece sono assolutamente da evitare. Vediamo quali cibi hanno il bollino rosso e come bisogna comportarsi.   Il problema del reflusso gastro esofageo è un campanello d'allarme che indica altri piccoli disturbi, alcuni possono essere difetti anatomici come l'ernia iatale, mentre altri concernono gli stili di vita. Un'alimentazione corretta è un'ottima terapia contro molti mali ed è giusto imparare a conoscersi per sapere quali cibi assumere e quali no.   Chi soffre di reflusso gastrico ad esempio dovrebbe evitare tutte le sostanze rilassanti come la menta. La menta rilassa le pareti dell'esofago allargandolo e favorendo il ritorno dei succhi gastrici. Ma non bisogna solo evitare la menta o i cocktail a base di menta come il moijto, sono da bandire anche thé aromatizzati alla menta, o le gomme e caramelle realizzate con questa pianta.   Bisogna ricordare che ci sono dei casi in cui il reflusso gastro esofageo è provocato da intolleranza al fruttosio. In questi casi infatti il fruttosio viene digerito male e provoca acidità che risale lungo l'esofago. Chi è intollerante al fruttosio dunque deve limitare moltissimo gli alimenti da ingerire: miele, fichi, marmellate, bibite, yogurt industriali, dessert e succhi di frutta sono nemici giurati in questi casi. Anche i latticini provocano reazioni simili a quelle di chi è intollerante al lattosio e dunque, anche formaggi, mozzarella, ricotta e dolci fatti con latticini come le cassate o i cannoli siciliani, vanno assolutamente evitati.   Anche le bibite ghiacciate che seguono i pasti provocano indigestione e quindi una sovrapproduzione di acidi. Ma lo stomaco lancia l'allarme producendo una grande quantità di succhi gastrici soprattutto quando si segue una dieta ricca di cibi grassi. E non finisce qui.   I pomodori sono un alimento sanissimo, ma chi soffre di reflusso gastro-esofageo dovrebbe mangiarne una porzione ben limitata durante il giorno e possibilmente con pane o alimenti che assorbano gli acidi.   Per quanto riguarda il caffè va consumato in quantità limitate perché altrimenti aumenta la produzione di acido idroclorico che conduce a problemi digestivi. Inoltre la teobromina contenuta in piante di cacao, tè e caffè aumenta il rischio di indigestione e per questo l'uso di questi alimenti va limitato ed integrato in una dieta regolare.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul reflusso gastrico esofageo? Leggi: Abiti stretti e sexy: a rischio la salute - Alitosi e rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Malattie Lombalgia e mal di schiena: nuovo metodo di diagnosi posturale Prevenzione malattieLeggi lo speciale Cervicale Sintomi

Lombalgia, cervicalgia o più in generale mal di schiena. Chi non ha mai avuto a che fare con questi problemi? Spesso essi sono il risultato di difetti di postura.   Ma cos’è la postura? Risponde il prof. Giuseppe Amabile, professore ordinario e primario di Neurologia, dell’Università Sapienza di Roma.
  “La postura è l’assetto che assume l’organismo, nelle sue diverse parti, all’interno dello spazio, in funzione della situazione gravitaria. È il risultato di molteplici fattori: stimoli esterni, posizione e funzionalità di muscoli, legamenti, articolazioni, ma anche organi di senso quali vista e udito, e non bisogna dimenticare l’aspetto psicologico.   La postura è un fenomeno complesso, sia statico che dinamico. “L’approccio terapeutico e riabilitativo ai problemi posturali deve essere olistico, ossia deve tenere conto non solo del sintomo, ma deve andare a cercare tutti i possibili fattori alla base di essi, e per arrivare a questo risultato – prosegue il prof. Amabile – è fondamentale un lavoro di equipe tra i vari specialisti”. Per ricercare le cause di un qualsiasi problema alla colonna, ma non solo, vengono effettuati alcuni esami di routine come la radiografia, la tac e la risonanza magnetica. Ma, afferma il professore: “Sebbene essi siano utili, forniscono immagini statiche di un fenomeno che è dinamico e, oltretutto, costringono il soggetto esaminato ad assumere, durante l’esame stesso, una posizione innaturale al fine diagnostico”.   Al fine di agevolare il lavoro dello staff medico, è di recente introduzione anche alla U.O.C C del D.A.I di Neurologia e Psichiatria diretta dal prof. Amabile, un nuovo strumento di diagnosi e monitoraggio, la spinometria formetric.   Cosa permette di fare e cosa distingue questa metodica dalle altre tecniche di diagnosi per immagini?
  “È uno strumento pratico, semplice da usare e decisamente sano, poiché utilizza la proiezione di normali bande di luce alogena sul dorso del paziente e non i raggi X”. In pochi secondi permette di avere l’immagine tridimensionale sia in statica che in dinamica del dorso, ricostruendone il modello della colonna. Ciò è rilevante dal momento che il paziente rimane nella propria posizione naturale. Uno strumento come questo è importante non solo per individuare problemi al tronco, eterometrie degli arti inferiori, deficit muscolari, ma è importante anche in campo neurologico. “Tutta la prospettiva dell’approccio riabilitativo passa inevitabilmente anche attraverso il sistema nervoso; in numerose patologie del sistema nervoso si hanno delle alterazioni posturali; la possibilità di valutare quantitativamente tali alterazioni è di fondamentale importanza per favorire possibili interventi volti a ridurre l’ effetto di tali squilibri sul paziente.   Quali possono essere i vantaggi ottenibili dall’introduzione di una simile metodica?
  La spinometria non sostituisce la radiografia perché, lavorando con luce normalissima, non consente di mostrare la morfologia ossea. Però questa metodica permette di ottenere una tempestiva diagnosi: è rapida, sicura, tridimensionale, ripetibile. Permette di verificare l’effetto di qualsiasi ortesi, quali occhiali, bite o plantari, e “perfino di effettuare studi di verifica sulle mutazioni della postura prima e dopo la somministrazione di un determinato farmaco neurologico”.   Il prof. Amabile si è sempre interessato di Riabilitazione; non a caso è stato il primo Presidente del Corso di Laurea in Fisioterapia in Italia e continua in questa veste ad organizzare seminari e Master: da oltre 10 anni organizza all’ Università Sapienza di Roma, un Master di Posturologia e più recentemente un Master in Valutazione e Rieducazione delle Disfunzioni Visuo-posturali per gli specialisti del settore. Conclude il professore: “Una corretta postura è il presupposto di un buon funzionamento di tutto il sistema corporeo”. ...............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul mal di schiena?  Prevenire il mal di schiena - Mal di schiena: gli esrcizi per alleviarlo
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Infarto: a rischio 2 milioni di italiani Prevenzione malattieLeggi lo Speciale Ictus Leggi lo speciale: Infarto
Hai il colesterolo sotto i 130 mg? Beh sei comunque a rischio infarto! Anche se fino ad oggi i metri di valutazione erano questi un nuovo studio li ha rimessi in discussione.   Quanti sono i malati di ipercolesterolemia?
  In base ai parametri del Rischio CardioVascolare Globale, solo il 4% (2,4 milioni) ha un rischio alto e assume farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale; il 15%, quindi quasi nove milioni di persone, ha un rischio medio. Ma è proprio quest’ ultima la fascia di cittadini che, in base agli indici dallo studio Check sulla base dei valori riscontrati di proteina C reattiva, ha almeno in parte (2 milioni) un rischio elevato.   Pensare che anche coloro che hanno valori del colesterolo pari o leggermente inferiori ai 130 mg siano ugualmente a rischio di infarto ed ictus cambia di molto i parametri di valutazione di un paziente. Secondo uno studio dell'Università di Milano realizzato in collaborazione con la Società Italiana Medicina Generale (Simg) e pubblicato su Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases, sarebbero ben 2 milioni gli italiani a rischio infarto.   Coloro infatti che sono a rischio medio possono comunque incorrere in eventi acuti ed avere così un infarto improvviso. Ma qual è la causa di questo nuovo allarme? Secondo i ricercatori chi si trova a rischio medio ed ha dunque valori inferiori ai 130 mg di colesterolo cattivo nel sangue sottovaluta l'importanza delle terapia che andrebbero comunque fatte. Sono 9 milioni gli italiani che hanno il colesterolo a livelli medi. Ma i medici spiegano che trovarsi a "livello medio" non significa avere un "rischio medio" quando si parla d'infarto. Purtroppo tra questo 9 milioni ce ne sono ben 2 milioni ogni anno che non si curano.   Lo studio che ha prodotto questi risultati è stato condotto dal Dottor Catapano nell'Ospedale milanese per ben 8 anni monitorando i dati di persone divise per sesso, età, istruzione, attività fisica, relazioni dei medici di famiglia e livelli di colesterolo.   Uno studio attentissimo ed estremamente meticoloso. Sono stati presi in esame anche altri fattori come fumo, dosaggio di proteine, colesterolo, pressione arteriosa, obesità, familiarità, età e livello di istruzione infatti secondo recenti studi “chi non ha istruzione ha un rischio del 40% in più rispetto a un laureato. Inoltre è stata esaminata la presenza della proteina C reattiva nel sangue, prodotta nel fegato e legata all’infiammazione, e si è visto che non sono tanto i suoi livelli alti a preoccupare, ma i livelli bassi prolungati nel tempo e la loro interazione con alcuni tra i fattori di rischio come quello del grasso viscerale (girovita oltre 88 cm nella donna e 102 nell’uomo).   Accade così che anche chi ha un colesterolo Ldl inferiore a 130 può essere ad alto rischio. La proteina non deve essere considerata un fattore di rischio, ma un parametro che consente di valutare meglio il rischio se concomitante con altri”.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' Infarto Riprendersi al meglio dopo un infarto - Come viene rilevato l’infarto?

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Secchezza oculare, come agire? Prevenzione malattie La secchezza oculare è un problema di molti. Ma quali sono le cause di questo disturbo che sembra imbattibile?   La secchezza oculare non è un difetto del nostro corpo come molte donne un pò troppo esigenti dicono. La causa più frequente è la disidratazione. Bere poco infatti non è assolutamente un comportamento giusto per le cellule del nostro corpo e per la nostra vista. Gli occhi sono organi molto sensibili e necessitano di acqua per poter eliminare i batteri con il battito delle palpebre. E non è nemmeno tanto saggio seguire il consiglio dell'ottico, cioè quello di usare lacrime artificiali, perché così non si arriva alla causa del problema.   Il secondo passo dobbiamo farlo a tavola. Ancora una volta l'alimentazione! Un altro fattore che determina la secchezza oculare è la carenza di acidi grassi Omega3 ed Omega6. Questi acidi grassi non solo prevengono le irritazioni, ma migliorano il funzionamento delle ghiandole lacrimali. Gli alimenti da assumere ogni giorno sono frutta secca, pesce azzurro e verdure.   Un altro fattore insospettabile: l'insonnia. Hai mai provato a dormire pochissime ore ed essere svegliato nel cuore della notte? Se ti è capitato almeno una volta nella vita, sai cosa significa avere le palpebre che proprio non si aprono. Quella sensazione è dovuta non solo al sonno, ma anche alla secchezza oculare. É importantissimo dunque dormire almeno 7 ore per notte.
Cerca infine di non esporti ad ambienti troppo secchi o al fumo di sigaretta che non fa che complicare le cose. Se il problema persiste, prova a posare una salvietta bagnata con acqua calda e ben strizzata sugli occhi per 15 minuti, o in alternativa i filtri usati di camomilla. Sono dei palliativi, ma molto utili per stimolare la lacrimazione.   Maria Melania Barone ...........................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla salute degli occhi? Leggi Occhiaie: un vero incubo - Occhio agli occhi: i rimedi naturali
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Esercizi adatti per il tuo mal di schiena! Prevenzione malattie Hai mal di schiena e non sai quali esercizi poter fare senza arrecare ulteriore danno alla tua colonna? Innanzitutto bisogna capire da dove hanno origine i dolori di schiena, quale è la causa.   Spesso in palestra, a persone che hanno problemi di schiena si consiglia di eseguire gli esercizi di tonificazione seduti. Questa cosa non è sempre giusta: bisogna distinguere le tipologie di mal di schiena e per far questo è utile osservare la postura di ogni soggetto per poter poi programmare un allenamento utile ma non dannoso.   La colonna vertebrale presenta 3 curve fisiologiche: due lordosi (cervicale e lombare) e una cifosi (dorsale). Qualsiasi alterazione di esse può comportare scompensi. Distinguiamo due categorie generali:  
  1. Soggetti ipolordotici: che presentano una curva lombare ridotta, con conseguente riduzione della resistenza della colonna vertebrale. Un fattore importante da considerare è la costante contrattura del muscolo “ileopsoas”, che origina dalle ultime vertebre toraciche e le prime lombari (T12, L1, L2) e si inserisce sul piccolo trocantere del femore; esso è un potentissimo flessore. La contrazione di tale muscolo annulla la curva lombare spostando il bacino di questi soggetti in avanti. Le persone ipolordotiche devono prediligere l’esecuzione di esercizi in piedi, anche quelli che riguardano le braccia; gli squat e gli affondi sono da preferire all’utilizzo della leg press, che potrebbe inaspettatamente creare problemi e, infine, non bisogna esagerare con gli addominali, in quanto si potrebbe andare ad interferire ulteriormente sulla curva lombare, riducendola ulteriormente.
     
  2. Soggetti iperlordotici: che presentano una curva lombare accentuata e il muscolo “ileopsoas” allungato. Gli esercizi consigliati, in questi casi, sono da effettuare seduti, evitando di pesare ulteriormente sulla zona lombare della schiena. Per le gambe si consiglia l’utilizzo della leg press e gli addominali possono essere tranquillamente allenati, ovviamente sempre senza esagerare.
  Ad ogni allenamento deve seguire un adeguato allungamento dei muscoli coinvolti, così da effettuare un lavoro a 360 gradi e da evitare eccessivi dolori del giorno dopo. Buon allenamento a tutti!   Dott.ssa Mariateresa Muscillo - Personal Trainer ...............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul mal di schiena?  Prevenire il mal di schiena - Mal di schiena: gli esrcizi per alleviarlo
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Studiare per un sistema cardiovascolare efficiente Prevenzione malattie Leggi lo speciale Infarto   Secondo una recente ricerca americana lo studio mantiene in salute il sistema cardiovascolare. Un vero miracolo cerebrale se pensiamo che la maggior parte dell'attività di studio la svolgiamo da seduti.   É un paradosso, una contraddizione. Eppure ragionando tutto può avere una spiegazione. Infatti non è l'attività di studiare a fare bene all'organismo, ma i suoi effetti. Chi ha una scarsa istruzione per i ricercatori è predisposto ad affrontare lavori più impegnativi, faticosi e fisici che predispongono all'ipertensione e alla depressione.   Lo studio è stato condotto dalla Brown University ed è stato pubblicato dalla rivista Bmc Public Health. Gli studiosi affermano che, soprattutto nelle donne, gli anni di studio fanno bene al cuore. Ma perché? Molto è dovuto al comportamento di neutralità e calma generato dallo studio nelle persone riflessive. Questo attua automaticamente un meccanismo di riduzione sanguigna a cui va aggiunta anche l'importanza di non svolgere lavori faticosi.   Per portare avanti questo studio sono state esaminate 3890 persone di diverse età in Gran Bretagna. La pressione dei volontari è stata monitorata per circa 30 anni ed è risultato che le donne con scarsa educazione in media hanno una pressione 3,26 millimetri di mercurio più alta rispetto al gruppo di età più avanzata, mentre negli uomini la differenza è 2,26.   I ricercatori ne hanno quindi concluso che è lo stile di vita, condizionato dalla propria cultura, a determinare il nostro stato di salute. I lavori faticosi spesso associati a scarsa educazione predispongono all'ipertensione ed alla depressione. Ma attenzione: un lavoro non faticoso fisicamente non vuol dire che non sia stressante! Secondo le statistiche infatti il gruppo di lavoratori più stressati è quello degli avvocati di cui il 60% muore di infarto. L'unica raccomandazione da fare dunque è di studiare per mantenere in salute il proprio cuore!   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' Infarto? Leggi: I carboidrati proteggono il cuore - Se sei aggressivo vivi di meno!

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Tecniche efficaci per smettere di fumare Prevenzione malattieLeggi lo speciale Smettere di Fumare

La maggior parte dei fumatori vorrebbe smettere; in genere, però, sono necessari diversi tentativi prima di riuscirci. Il fumo di sigaretta, infatti, non è semplicemente un vizio, bensì una vera e propria dipendenza. Qual è il meccanismo di questa dipendenza?   Quando fumi, la nicotina raggiunge rapidamente il cervello, causando un incremento del rilascio di un neurotrasmettitore, la dopamina, e questo provoca una sensazione di calma e di piacere. Quando, tra una sigaretta e l’altra, i livelli di dopamina scendono nuovamente, il fumatore prova sensazioni come irrequietezza e irritabilità, gli viene quindi voglia di accendere un’altra sigaretta alla ricerca di quel senso di benessere e di tranquillità che prova dopo aver fumato.   Come si fa a smettere?
  Una forte motivazione è fondamentale quando si combatte una battaglia difficile come quella contro il fumo, ma ci vuole anche organizzazione. Bisogna quindi innanzitutto fare pulizia, e togliere dalla circolazione sigarette e accendini sia in casa che in auto. Sarebbe bene poi fissare una data e stabilire che da quel giorno non si fumerà più. Occorre però scegliere un periodo tranquillo, in cui non si è sottoposti a particolari stress, in modo da poter affrontare il cambiamento in condizioni favorevoli.   Può essere una buona idea comunicare la data a parenti e amici, in modo da ottenere anche un appoggio, una sorta di supporto psicologico. Molte volte, comunque, si rende necessario un sostegno psicologico vero e proprio, ossia un percorso terapeutico presso uno specialista.   Esistono poi alcuni farmaci che possono supportare il fumatore nell’impresa di abbandonare la sigaretta. Tali medicinali hanno prevalentemente lo scopo di ridurre i sintomi da astinenza e sono di due tipi: sostituti della nicotina o farmaci non nicotinici, a base di bupropione o di vareniclina.   Se si sceglie un farmaco a base di nicotina, per esempio il famoso cerotto transdermico, bisogna prima smettere completamente di fumare e poi cominciare a usare il medicinale. Infatti, abbinando la sigaretta a un trattamento di questo tipo si rischia di apportare una quantità eccessiva di nicotina all’organismo, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a un vero e proprio avvelenamento da nicotina. È quindi altamente sconsigliato utilizzare questi medicinali con la convinzione di poter ridurre il numero di sigarette fumate. Può essere invece indicato per ridurre i sintomi da astinenza dalla nicotina se si smette completamente.   I farmaci non nicotinici funzionano in maniera diversa. Il bupropione è un antidepressivo che si è dimostrato efficace nel produrre avversione al fumo e nell’agevolare la risoluzione dei sintomi della dipendenza dalla nicotina. Il trattamento va avviato quando il paziente è ancora fumatore; bisogna però fissare una data di cessazione dell’abitudine al fumo entro le prime due settimane di trattamento, preferibilmente durante la seconda.   La vareniclina, invece, non è un antidepressivo, ma una sostanza che agisce direttamente sulla dopamina, cioè sullo stesso neurotrasmettitore stimolato dalla nicotina; allo stesso tempo, la vareniclina agisce sui recettori della nicotina riducendo i sintomi da astinenza. Anche nel caso della vareniclina, la terapia va avviata prima di smettere di fumare e occorre stabilire una data di cessazione dell’abitudine al fumo compresa nella seconda settimana di trattamento.   In base ai dati di uno studio recente, che sarà pubblicato sul numero di maggio 2011 di Archives of General Psychiatry, sia il bupropione sia la vareniclina incrementano le possibilità di successo per i fumatori che vogliono smettere.   Quale terapia scegliere?
  Solo il tuo medico di famiglia o lo pneumologo potranno aiutarti a scegliere quella più adatta a te. In genere, comunque, tutti i tentativi per smettere di fumare, che siano o meno associati a una terapia farmacologica, hanno maggiori probabilità di successo nelle persone fortemente motivate e che ricevono un supporto psicologico adeguato.   Margherita Russo .............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sui danni del fumoIl Vaccino antifumo - Il fumo imbruttisce il viso
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Donare il cordone: una scelta d’amore Prevenzione malattie La donazione del sangue cordonale è ancora troppo poco diffusa in Italia, eppure si tratta di un gesto semplice ma estremamente importante.   Al termine del parto, quando il cordone ombelicale viene reciso, nei vasi cordonali rimane del sangue. Quel sangue, che se non è donato viene buttato via, è preziosissimo; contiene infatti cellule staminali che, grazie alle loro speciali caratteristiche, sono utili nel trattamento di pazienti affetti da alcune malattie del sangue (per esempio leucemia) e da alcune malattie genetiche. In pratica, le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere un’alternativa alla usuale donazione del midollo osseo e del sangue periferico. Migliaia di trapianti eseguiti grazie al sangue cordonale donato hanno successo, soprattutto nei pazienti giovani. Le cellule staminali del cordone, adeguatamente conservate nelle apposite banche, mantengono intatte le loro proprietà per 15 anni. Non si conosce ancora la loro validità dopo questo periodo di tempo.   Come si dona il sangue cordonale?
  Qualsiasi mamma sana può donarlo ed è una procedura molto semplice. Esistono pochissimi criteri di esclusione, che saranno valutati dal medico. Per donare occorre firmare un consenso informato e sottoporsi ad alcuni esami gratuiti del sangue al momento del parto e dopo sei mesi, per escludere la presenza di malattie trasmissibili. Sarà poi l'ostetrica a occuparsi della raccolta, subito dopo che il cordone ombelicale sarà stato reciso. Si tratta di una procedura assolutamente sicura sia per la mamma sia per il bambino. Purtroppo, però, non tutte le strutture ospedaliere sono attrezzate per la raccolta; la donazione deve quindi avvenire in reparti di ostetricia abilitati.
Donare per se stessi o per gli altri?

La raccolta autologa ad uso privato non è attuabile in Italia e non è nemmeno consigliabile. Le associazioni scientifiche internazionali sconsigliano infatti la conservazione del sangue cordonale come "assicurazione biologica" per se stessi e per la propria famiglia perché non ci sono prove scientifiche a supporto dell’effettivo beneficio del sangue cordonale a uso autologo. In pratica, è estremamente probabile che il sangue cordonale depositato per uso privato rimanga lì e non abbia alcuna utilità. In ogni caso, chi voglia comunque conservarlo per uso autologo può farlo, a proprie spese, esportando e depositando la sacca all’estero; è consigliabile, però, verificare con indagini accurate che la struttura scelta rispetti tutti gli standard di qualità. Occorre comunque sapere che, in base ai dati statistici, se si fa la donazione in Italia, e quindi non si conserva per sé il sangue cordonale all’estero, si ha il 97% di probabilità di tornare in possesso della propria sacca qualora ce ne sia bisogno.   Esiste poi la donazione dedicata, una procedura riservata ai casi in cui, al momento della raccolta del sangue cordonale, il neonato o un consanguineo sia affetto da una patologia per cui potrebbe essere utile un trapianto di cellule staminali cordonali, o anche ai casi di famiglie con un rischio elevato di avere figli affetti da malattie genetiche che potrebbero trarre beneficio dal trapianto. In questo caso, la procedura è gratuita e il sangue viene depositato in una delle banche del sangue cordonale in Italia.   Per ulteriori informazioni, consultare il sito dell’Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale o quello della Federazione italiana associazione donatori cellule staminali emopoietiche.   Margherita Russo ...................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla chirurgia? Leggi: Il trapianto di cellule staminali fa veramente miracoli? - Cordone ombelicale: donarlo per curare malattie
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Mammografia: le 10 domande più frequenti Prevenzione malattieLeggi lo specialeMammografia



  • Che cos’è lo screening mammografico?

    Lo screening mammografico è un controllo della salute del seno effettuato tramite l’impiego della mammografia, un test diagnostico che dà una fotografia della condizione del seno e può confermare o escludere alcune patologie.

  • Perché sottoporsi a screening mammografico?

    Nei casi di tumore al seno la diagnosi precoce è importantissima. Un tumore in stato avanzato può essere letale e può avere conseguenze pesanti sulla qualità della vita conseguenti alla malattia.
     
  • Che cos’ è la mammografia?

    La mammografia è una radiografia del seno.  Per eseguire il test si usa una macchina chiamata mammografo che emette raggi X. 
     
  • Perché fare la mammografia?

    La mammografia è il test più efficace per la diagnosi precoce di una patologia tumorale al seno. Con questo esame è infatti possibile scoprire un tumore anche in assenza di sintomi o quando la lesione non è ancora avvertibile alla palpazione.

  • A che età e con che periodicità fare la mammografia?

    La mammografia è consigliata a tutte le donne al di sopra dei 50 anni. L’esame è gratuito e viene ripetuto ogni due anni se non si appartiene ad una classe a rischio.  
  • In che cosa consiste l’esame?

    Il seno viene compresso tra due piani di plastica per alcuni secondi. Questa compressione può esser leggermente fastidiosa ma dura davvero pochissimo ed è indispensabile per ottenere risultati chiari. Si eseguono due radiografie per mammella prese da due diversi punti di osservazione. 

  • Come ci si prepara all’esame?

    Non esiste una preparazione specifica per sottoporsi a mammografia. E’ necessario però in fase di esame informare il tecnico radiologo se si sono notati noduli al seno oppure se si è portatori di protesi mammarie o pace maker.
     
  • Ci sono controindicazioni dovute ai raggi X?

    L’esposizione ai raggi X durante una mammografia è trascurabile, comunque nel caso di gravidanza accertata oppure in caso si sospetti una  gravidanza è bene non eseguire il test.
     
  • Quanto è accurato il test?

    La mammografia è il miglior strumento a disposizione per la diagnosi del tumore al seno. Ci sono però alcuni casi in cui il test non è chiaramente leggibile e deve essere ripetuto per fugare ogni dubbio. Può poi succedere che lo sviluppo del tumore sia così rapido da non essere intercettato che solo troppo tardi.
     
  • Cosa succede dopo il test?

    Se il test non evidenzia anomalie, si riceve il referto e bisogna solo ricordare di fissare un altro test entro un anno o due. Se il test ha evidenziato anomalie è necessario passare ad approfondimenti diagnostici tra cui ecografia, agobiopsia o biopsia chirurgica.
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    Lo stress fa aumentare il colesterolo cattivo Prevenzione malattieLeggi lo Speciale Stress Leggi lo Speciale Colesterolo alto   Lo stress è una minaccia per la nostra salute, sia fisica che psichica e può infatti essere causa o concausa di molte patologie. Dal punto di vista fisico lo stress indebolisce il sistema immunitario e può produrre stati infiammatori che vanno poi ad influire su malattie cardiovascolari.   Studi recenti hanno inoltre dimostrato una correlazione tra stress e aumento del livello di colesterolo “cattivo”. In pratica la produzione di colesterolo nel sangue non dipende soltanto dalle nostre abitudini alimentari, anzi sembrerebbe che solo il 20% del colesterolo sia derivante dall'alimentazione, mentre la maggior parte del colesterolo presente nel nostro sangue sarebbe endogeno, cioè prodotto dal corpo umano.   Una ricerca effettuata pochi anni fa da ricercatori dell'University College di Londra ha evidenziato una relazione tra l'incapacità o la ridotta capacità di far fronte allo stress e l'aumento di colesterolo. In pratica meno ci sappiamo difendere dallo stress più questo sarà un fattore di stimolo della produzione di colesterolo “cattivo”.   La ricerca ha avuto come oggetto un campione di individui sani sottoposti a prove stressanti e registrati nella capacità di reagire o meno alla tensione. Dopo tre anni lo stesso panel è stato controllato e analizzato: i test hanno dunque evidenziato che chi meno si sa difendere dallo stress ha un rischio triplice di ritrovarsi con un aumento di colesterolo nel sangue rispetto a chi invece possiede strategie efficaci per far fronte alla tensione.   Diverse sono le ipotesi sul perché esista questa relazione tra stress e colesterolo. Ad esempio si pensa che lo stress porti ad una sovrapproduzione di sostanze come l'adrenalina, la quale influirebbe sulla capacità del fegato di metabolizzare il colesterolo. Inoltre lo stress agirebbe anche sulla lipolisi, cioè il passaggio dei grassi dal tessuto adiposo al sangue.   I risultati ottenuti dalla ricerca e le informazioni che la medicina attualmente dispone sulla relazione tra stress e colesterolo mettono quindi l'accento sulla necessità di intervenire a 360 gradi sullo stile di vita per prevenire o curare la colesterolemia. Infatti ad una dieta sana, equilibrata e povera di grassi e all'attività fisica va anche associata un'attenta analisi dei propri comportamenti e ritmi di vita. Un bicchiere di vino rosso contro il colesterolo Prevenzione malattie Leggi lo Speciale sul Colesterolo
      Problemi di colesterolo alto? Un bicchiere di vino rosso al giorno è quello che ci vuole. Infatti è ormai provato che un buon bicchiere di vino rosso possa agire sull'attività del fegato stimolandolo a produrre colesterolo “buono”.   Il vino rosso contiene polifenoli, i quali sembrano avere attività antiossidante nei confronti del colesterolo LDL, ossia il colesterolo comunemente definito “cattivo”. Inoltre i polifenoli sembrano svolgere un'attività di protezione contro la formazione di placche aterosclerotiche nelle nostre arterie.   L'alcol in generale comunque diminuisce l'aggregazione piastrinica del sangue e ha dunque un effetto di prevenzione per la formazione di trombi e coaguli. L'assunzione moderata di alcolici e in particolare di vino rosso può quindi aiutare chi ha problemi di colesterolemia, però bisogna sempre ricordare che l'alcol può essere una sostanza tossica e che come tale va usata con cautela.   Se da una parte una quantità moderata di alcol riduce anche del 30% il rischio di patologie coronariche, dall'altra l'abuso di bevande alcoliche può portare a problemi al fegato e allo stomaco, ha effetti deprimenti sul sistema nervoso centrale inoltre crea vasodilatazione periferica, cioè sottrae sangue al cuore e ai muscoli creando affaticamento e sensazione di raffreddamento. Per questo l'assunzione costante o l'abuso di liquori e superalcolici è sconsigliata.   La quantità consigliata di vino al giorno è di 40g per l'uomo (due bicchieri) e 20g (un bicchiere) per la donna. In queste quantità non solo non si avrebbero effetti collaterali negativi, anzi nel caso specifico del vino rosso si produrrebbero benefici effetti. Anche la birra, se bevuta con moderazione, può essere un utile alleato nella produzione di colesterolo buono.   La birra ha una lieve gradazione alcolica ed è una bevanda-alimento ricca di sostanze nutritive come ad esempio la vitamina B6, che sembra aver un'azione positiva per quanto riguarda la prevenzione di attacchi di cuore.   La vitamina B6 infatti andrebbe a inibire l'aumento di un tipo particolare di amminoacidi responsabili dell'incremento del rischio di problemi cardiaci. Inoltre la birra è una delle bevande alcoliche più naturali, prodotta da ingredienti come malto, luppolo e lievito e contiene vitamine, fibra solubile e sali minerali essenziali come il potassio. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alcol? Leggi: Cosa si nasconde dietro il consumo di alcool? - Che cosa unisce sesso ed alcool
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    - Prevenzione malattie
    Infarto: gli strumenti per una diagnosi precoce Prevenzione malattie
    Leggi lo speciale sull' Infarto

    Per una diagnosi precoce dell'infarto si usano due strumenti principali: l'elettrocardiogramma e la ricerca dei marcatori biochimici dell'infarto nel sangue.   Con l'elettrocardiogramma o ECG l'attività del cuore viene registrata e riprodotta graficamente. L'elettrocardiogramma può essere condotto a riposo o sotto sforzo. L'ECG a riposo rivela la condizione del nostro cuore, può evidenziare patologie coronariche, alterazioni del ritmo cardiaco come aritmie, variazioni del volume del cuore.
    L'ECG condotto sotto sforzo invece può essere utile per scoprire cardiopatie latenti oppure per capire quali sono i limiti di sforzo fisico da rispettare per pazienti affetti da malattie cardiache. L'ECG pur essendo lo strumento preferenziale per la diagnosi dell'infarto non è diagnostico nella metà dei casi di infarto.   Per questo è molto importante affiancare al tracciato elettrico del cuore l'analisi dei marcatori biochimici. I marcatori o markers sono delle sostanze che si riversano nel sangue e che danno informazioni rispetto all'organo in cui si è verificata una lesione. I marcatori possono dare anche informazioni sul tipo di lesione avvenuta e sull'entità e la gravità del danno. Ovviamente i marcatori ideali nella diagnosi dell'infarto sono altamente sensibili e specifici, cioè sono presenti soltanto nel miocardio in alte concentrazioni.   Molto importante per una diagnosi precoce dell'infarto è che queste sostanze siano rilasciate rapidamente dal miocardio nel sangue una volta avvenuta la lesione. Altrettanto importante per la diagnosi tardiva è la persistenza di queste sostanze nel sangue per molte ore.   Sono davvero molti i tipi di marcatori utilizzati per la diagnosi dell'infarto. I più recenti sono la creatinina chinasi MB e la mioglobina utilizzate dal 1975 e le cosiddette troponine, utilizzate a partire dagli anni 90.   Prima dell'introduzione di questi marcatori si utilizzavano altri tipi di marcatori, ritenuti oggi obsoleti perché non in grado di fornire una diagnosi precoce e soprattutto perché presenti in alte concentrazioni anche al di fuori del miocardio. Le troponine I e T sono quelle di interesse cardiaco: sono cardiospecifiche e soprattutto sono assenti nel sangue di soggetti non affetti da problemi del miocardio.   Inoltre i valori di questi marcatori nel sangue crescono rapidamente dopo i sintomi (entro 4-12 ore) e persistono nel sangue per 5 -7 giorni e permettono dunque sia una diagnosi precoce che tardiva dell'infarto. Per la diagnosi dell'infarto pregresso invece può essere utile il test che misura i valori di LDL (lattico deidrogenasi) che rimane nel sangue anche 8-14 giorni dopo l'infarto. ...............................................................................................................................................  
    Vuoi saperne di più sull' Infarto Riprendersi al meglio dopo un infarto - Come viene rilevato l’infarto?

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    Una nuova lingua a 50 anni Prevenzione malattie Imparare nuove lingue? Si può fare anche da grandi, ma serve un pò di applicazione in più! Tuttavia farlo anche in età matura per gli scienziati porta un beneficio immenso al nostro benessere perché riduce il rischio di insorgenza della malattia di Alzheimer.   Ci sono stati nella nostra storia italiani emigrati all'estero che dopo 10 anni di vita continuativa in quel paese avevano dimenticato la lingua d'origine assorbendo completamente la nuova lingua oppure immagazzinandole entrambe. Tuttavia se si impara una nuova lingua anche intorno ai 50 anni, ci vorrà più studio e più applicazione, ma questo genererà molti vantaggi: si svilupperà la zona cerebrale deputata all'agglomerazione delle lingue ed in più si ridurranno le percentuali sul rischio di Alzheimer. A dirlo è un gruppo di ricerca americano che ha condotto due studi, uno sul bilinguismo nei bambini piccoli ed un altro su malati di Alzheimer in età senile.   I medici ci tengono a precisare che imparare una nuova lingua non protegge dalla malattia di Alzheimer ma ne contrasta l'insorgenza. Lo studio è stato condotto su un gruppo di 450 pazienti malati di Alzheimer. La metà di questi era bilingue ed ha manifestato i primi sintomi in età molto più avanzata rispetto alla restante metà. Lo studio è stato presentato all'American Association for the Advancement of Science (AAAS).   I ricercatori hanno anche esaminato la capacità di apprendimento dei bambini bilingue ed hanno notato che era molto più rapida e veloce. Questi bambini sono in grado di eseguire più compiti e con maggior velocità e risultati. Significa in buona sostanza che imparare due lingue fa bene al nostro cervello, che come un muscolo va allenato in palestra… attraverso le parole!   Maria Melania Barone .................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più su Cervello e Facoltà Mentali? Leggi: Cervello: cresce anche a 50 anni  - Ritarda l'invecchiamento del cervello con i broccoli Articoli correlati per keywords: Salute - Psicologia Saper riconoscere i sintomi dell'infarto Prevenzione malattie Leggi lo speciale: Infarto   I sintomi più comuni che rivelano la presenza di un infarto miocardico acuto e cui dobbiamo prestare immediatamente attenzione sono dolore al petto, senso di oppressione al torace e a volte senso di bruciore al petto.   Questi sintomi possono essere associati a nausea, vomito, sudore freddo, agitazione, battiti irregolari e di difficile rilevazione, difficoltà respiratorie e svenimento. Nella stragrande maggioranza dei casi, circa l'80%, il sintomo descritto più comunemente è il dolore al petto dietro lo sterno che si irradia fino alla mandibola, al collo e soprattutto al braccio sinistro. Alcuni pazienti riferiscono invece dolore alla parte destra del torace e al braccio destro.   L'infarto può essere poi preceduto da attacchi di angina pectoris, ossia un dolore con senso di schiacciamento al torace. L'angina pectoris instabile, cioè caratterizzata da dolore acuto e a intensità crescente è anche definita infatti sindrome pre infarto. In pazienti anziani o diabetici manifestazioni di dolore possono essere quasi assenti, quindi in questi casi è bene tenere conto anche di altri sintomi come ad esempio stanchezza eccessiva, forte sudorazione specialmente fredda. In alcuni casi non vi è alcuno dei sintomi classici qui sopra descritti, ma ad esempio un dolore di stomaco o all'addome che può essere facilmente scambiato per un'indigestione può essere sintomo di infarto.   Talvolta l'infarto non presenta nessun sintomo e nei casi leggeri il paziente scopre di averne avuto uno magari dopo anni grazie ad un elettrocardiogramma di controllo. E' davvero importante conoscere e saper riconoscere immediatamente i sintomi dell'infarto miocardico perché un pronto intervento, e soprattutto un ricovero in tempi brevi, riducono la possibilità di danni irreparabili al cuore. Inoltre statisticamente si calcola che il rischio di morte da infarto è massimo nella prima ora dopo l'attacco.   Altrettanto importante è la prevenzione.
      Le malattie cardiovascolari infatti si possono prevenire intervenendo sugli stili di vita oppure con adeguata terapia farmacologica. Una corretta alimentazione a basso contenuto di grassi, attività fisica regolare per mantenere il cuore allenato e soprattutto un moderato consumo di alcool sono alcune delle buone abitudini che fanno bene al cuore. Importantissimo poi per la salute del miocardio è poi smettere di fumare. ...............................................................................................................................................  
    Vuoi saperne di più sull' InfartoL'infarto e i fattori di rischio - Come viene rilevato l’infarto?

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    Colesterolo alto: qual è lo sport più indicato? Prevenzione malattie Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto   Una pratica sportiva regolare aiuta il nostro corpo a mantenersi sano ed è utilissima per chi soffre di colesterolo. Infatti una delle azioni indirette dell'attività fisica è quella di aumentare il cosiddetto colesterolo buono (chiamato colesterolo HDL) e favorire così la protezione cardiovascolare.   L'aumento del colesterolo buono infatti riduce l'indice di rischio dato dal rapporto tra il colesterolo buono e quello cattivo (colesterolo LDL). Facendo sport quindi aumenterà il colesterolo buono e il livello totale del colesterolo risulterà più alto: sarà però inferiore l'indice di rischio cardiovascolare (IRC) che si calcola dividendo il colesterolo totale per il colesterolo buono. Questo indice nelle donne deve essere inferiore a 4.5 e per gli uomini inferiore a 5.   Gli sport più adatti a chi soffre di colesterolo sono senza dubbio quelli aerobici, sport durante i quali le pulsazioni cardiache si trovano ad essere più alte del normale (intorno a 100-120) per tutta la durata dell'allenamento. Per aumentare il livello di colesterolo buono nel sangue gli sport consigliati sono ad esempio ciclismo, corsa, nuoto, canottaggio o sci. Anche in questi casi però per avere effetti benefici sulla produzione del colesterolo buono è necessario che la nostra attività sportiva preveda uno sforzo costante di media intensità.   Prendiamo ad esempio il ciclismo: pedalare in piano per 20 km a passo d'uomo non è un allenamento efficace, mentre ad esempio un percorso in mountain bike oppure un itinerario cittadino con salite e diversi livelli di difficoltà che presume uno sforzo di media intensità sono invece pratiche sportive aerobiche che se ripetute costantemente possono aumentare il livello di colesterolo buono.   Attività statiche come il sollevamento pesi non sono efficaci così come non è efficace una passeggiata anche se di buon passo. Insomma per avere effetti positivi sul colesterolo è necessario che l'attività fisica praticata sia intensa, di lunga durata e praticata almeno 3 volte alla settimana.   Anche alcuni corsi di ginnastica aerobica che si possono seguire in palestra sono consigliati, così come lo spinning, esercizio con istruttore su cyclette oppure la classica corsa sul treadmill. Un personal trainer può essere utile almeno nei primi tempi per costruire una routine di esercizio fatta su misura per noi. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull' allenamento? Leggi Quale sport per dimagrire?- Scegliere un personal trainer Articoli correlati per keyword: Fitness - Allenamento L'efficacia della fisioterapia: l'esperto risponde Prevenzione malattie Leggi lo Speciale Cervicale Sintomi   La fisioterapia ha numerosi campi di applicazione e può aiutare a risolvere diverse problematiche inerenti a vari organi. Si utilizza nella riabilitazione post-operatoria, per esempio dopo un intervento di protesi d'anca; per risolvere alcune patologie dovute alla pratica di uno sport, per esempio la distorsione di un ginocchio; nella riabilitazione del pavimento pelvico, in chi soffre di incontinenza urinaria o fecale; o anche nella rieducazione neurologica, nella riabilitazione polmonare e in quella cardiologica. La fisioterapia è però nota ai più soprattutto per problemi legati all'apparato locomotore e, in particolare, per il mal di schiena.
    Ma quali sono le tecniche più efficaci? La fisioterapia può aiutare anche in caso di dolore cervicale? Come si prevengono mal di schiena e cervicalgia?
      Risponde il Dottor Massimo Defilippo, fisioterapista, titolare della struttura ambulatoriale di Fisioterapia di Rubiera (RE).
    Dottore, la fisioterapia può aiutare anche in caso di dolore cervicale?
      La fisioterapia è ottima nella cura delle cervicalgie, ma solo se la terapia eseguita è indicata per il tipo di disturbo di cui soffre il paziente. Negli ultimi anni il progresso della medicina e della riabilitazione ha portato all'invenzione di macchine elettromedicali e di terapie manuali molto efficaci.   Molti pazienti sono convinti che i loro disturbi siano causati dall'ernia del disco o dalle contratture muscolari, ma questo accade solo nell'1% dei casi, infatti ci sono molte altre strutture che possono dare dolore cervicale: l'articolazione, il tessuto connettivo, i legamenti, le capsule articolari, l'osso ecc. Se dalla valutazione si individua la causa del disturbo e la si risolve, il paziente avrà molto beneficio a lungo termine.
    Cosa pensa dell'utilizzo di TENS, ultrasuoni, calore e crioterapia? Li ritiene metodi efficaci?
      Considero superate queste terapie; erano molto utilizzate nel secolo scorso perché le alternative non si conoscevano oppure erano poco diffuse. La TENS dà solo un sollievo limitato alle 2/3 ore successive al trattamento, le ricerche scientifiche lo hanno documentato bene. Il calore e la crioterapia (meglio conosciuta come ghiaccio) possono alleviare i sintomi o nasconderli temporaneamente, ma non agiscono sull'origine del problema, che quindi si ripresenterà a breve.   Gli ultrasuoni hanno una funzione disgregante sulle cicatrici in generale, per esempio sono usati in associazione alla Tecar terapia e alla Laser terapia per gli strappi muscolari, ci sono studi scientifici che documentano l'utilità nel consolidamento delle fratture, ma non risolvono disturbi come tendinite, borsite, infiammazione articolare ecc.   Crede sia opportuno ricorrere alla Chiropratica in caso di colpo di frusta?
      Credo che la chiropratica, se eseguita correttamente, possa dare ottimi risultati sul breve periodo, ma è fondamentale rivolgersi ai professionisti capaci per evitare danni. Le tecniche di manipolazione articolare non si possono eseguire sulle persone con osteoporosi e sugli anziani per il rischio di provocare fratture, quindi sono controindicate per tante persone.   Il limite della chiropratica è la durata limitata nel tempo dei benefici ottenuti, il professionista sblocca le articolazioni rigide, ma se non si lavora su muscoli, tendini, legamenti e capsule articolari, il disturbo si ripresenta in futuro.
    Cosa consiglia per prevenire i dolori cervicali e alla schiena in genere?
      La miglior prevenzione della lombalgia e della cervicalgia è sicuramente un buon programma di esercizi mirati e personalizzati di ginnastica posturale. Oltre ai benefici dell'attività fisica, l'esercizio terapeutico permette di rinforzare la muscolatura debole e di allungare i tessuti retratti e rigidi.   Negli anni '80 e '90 si prescriveva il nuoto a tutti, oggi invece gli studi scientifici hanno dimostrato che il beneficio della ginnastica di tipo posturale riesce a migliorare la postura anche nella vita quotidiana. La correzione delle posizioni scorrette che si assumono quotidianamente è molto efficace per prevenire gli attacchi di mal di schiena. ............................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi  Benessere psicofisico davanti al computer - Cervicale: i rimedi più indicati
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    Lactobacillus acidophilus contro il Colesterolo Prevenzione malattie Leggi lo speciale Fermenti Lattici   L’assunzione di colesterolo alimentare ed il conseguente assorbimento che avviene nell’intestino tenue, contribuiscono ad elevare i livelli di colesterolo totale, con conseguente aumento del rischio di CHD (coronary health disease) cioè il rischio di problemi alla circolazione a livello del cuore. Il meccanismo che regola tale assorbimento è oggetto di studi, e, ad oggi, decisamente poco chiaro.   Sembra però che la proteina denominata NPC1L1 abbia un ruolo chiave. Le ricerche per ridurre l’assorbimento del colesterolo hanno portato ad ipotizzare un’attività dei lattobacilli in tal senso. Sembra infatti che l’utilizzo di lactobacillus acidophilus indebolisca la sintesi di proteine NPC1L1, con conseguente diminuzione dell’assorbimento del colesterolo alimentare.   Una ricerca fatta dal dipartimento di biologia molecolare della Jilin university di Changchun in Cina ha riguardato le cellule caco 2, che riproducono gli enterociti dell’intestino umano. Queste a contatto con lactobacillus acidofilus hanno diminuito la sintesi della proteina NPC1L1.   Nello stesso senso va una ricerca della Sains university a Penang, in Malesia, dove un gruppo di 32 uomini e donne con elevati livelli di colesterolo sono stati trattati per 12 settimane con alte dosi di lactobacillus acidophilus, con il risultato di una diminuzione di del colesterolo totale del 7,84%, e del colesterolo LDL (per capirci il colesterolo “cattivo”) del 9,27%.   E’ sicuramente presto per dare per certa l’attività dell’acidophilus nella riduzione del colesterolo, ma questi esperimenti pongono delle basi nella ricerca futura sull’utilizzo dei lattobacilli per contrastare il CHD.   Dott. Andrea Ielmini - Farmacia Verbano Roma Sindrome metabolica: conoscerla e curarla Prevenzione malattieLeggi lo Speciale IctusLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
    Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto   Da qualche anno, soprattutto quando si parla di rischio cardiovascolare, sentiamo spesso parlare di “sindrome metabolica". Ma cos'è esattamente questa patologia? E come possiamo intervenire?   La sindrome metabolica altro non è che un'aggregazione di fattori di rischio cardiovascolare: eccesso di peso corporeo con obesità centrale, diabete e altre alterazioni della glicemia, alterazione dei valori di grassi nel sangue, pressione alta. Va da sé che maggiore è il numero di tali fattori di rischio, più è elevata la predisposizione della persona ad andare incontro a malattie cardiache e a eventi quali infarto e ictus.
    1. Eccesso di peso con obesità prevalentemente "centrale”. Si parla di obesità centrale per indicare un eccesso di grasso intorno al punto vita. Il peso eccessivo è in sé un fattore di rischio cardiovascolare, ma, come hanno dimostrato diversi studi, la presenza di grasso prevalentemente localizzato intorno al punto vita incrementa maggiormente il rischio.

    2. Diabete e altre alterazioni della glicemia. Sappiamo tutti cos'è il diabete, ma non tutti conosciamo le altre alterazioni della glicemia. Esistono, infatti, alcune condizioni intermedie che non sono propriamente diabete, ma non rientrano nemmeno nella normalità. Quali? L'alterata glicemia a digiuno e l’intolleranza al glucosio. La prima si ha quando la glicemia a digiuno è al di sopra della norma, ma al di sotto del limite diagnostico di diabete; questa condizione si verifica con un semplice esame del sangue eseguito a digiuno. L’intolleranza al glucosio, invece, si ha quando, dopo pranzo, si verificano valori elevatissimi di glicemia nel sangue (detti picchi post-prandiali di glicemia) che non si riducono sufficientemente a due ore dal pasto; questa condizione si può diagnosticare con un esame che si chiama “curva da carico orale di glucosio”.
       
    3. Alterazione dei grassi nel sangue. Le alterazioni che contribuiscono a configurare il quadro di sindrome metabolica sono alto colesterolo LDL (quello "cattivo"), basso colesterolo HDL (quello "buono"), valori elevati dei trigliceridi.

    4. Pressione alta. Si ha la "pressione alta" o ipertensione arteriosa quando i valori della pressione sistolica sono uguali o maggiori a 140 mmHg e quelli della pressione detta diastolica sono uguali o superiori a 90 mmHg.
      I criteri per diagnosticare la sindrome metabolica sono diversi. I più semplici sono forse quelli proposti nel 2001 dall’Adult Treatment Panel (ATP III) del National Cholesterol Education Program (NCEP), ossia dalle più note linee guida sulla sindrome metabolica. Secondo queste linee guida si può parlare di sindrome metabolica quando sono presenti almeno tre dei sintomi precedentemente elencati.   Come possiamo intervenire?
      Agendo su ognuno dei fattori di rischio singolarmente e migliorando lo stile di vita, ossia incrementando l’attività fisica e seguendo una dieta povera di zuccheri e di grassi. Ovviamente, sia l'alimentazione sia l'attività fisica devono essere in linea con le esigenze e le condizioni di salute del singolo. Per consigli e ulteriori informazioni sul rischio cardiovascolare e sulla sindrome metabolica ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico curante: quando si tratta di salute cardiovascolare, è altamente sconsigliato fare da sé.   Margherita Russo .....................................................................................................................
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    Cuscino per Cervicale, funziona? Prevenzione malattie Leggi lo Speciale Cervicale Sintomi e Cure   La salute della nostra colonna cervicale inizia da una postura corretta non solo durante la giornata ma anche durante le ore di sonno. Si deve quindi fare attenzione alla scelta di reti e materassi, ma ancora di più a quella del cuscino.   L'altezza è un parametro fondamentale per valutare la qualità di un cuscino. Se consideriamo ad esempio di dormire in posizione supina, un cuscino troppo basso costringe il collo ad accentuare la sua naturale curvatura, la lordosi cervicale, per compensare la curvatura dorsale.   In pratica si costringe il collo ad assumente una posizione forzata che causa l'irrigidimento dei muscoli che sostengono la testa con la conseguente comparsa di dolori al collo e alle spalle una volta svegli.   Allo stesso modo un cuscino troppo alto ci porta ad assumente durante il sonno una posizione innaturale, che va a influire sulla naturale linearità della colonna.   Esistono ormai da anni in commercio cuscini realizzati appositamente per chi soffre di dolori cervicali.   Questi particolari cuscini dalla forma anatomica sono creati specificamente per il riposo del collo e della testa riducendo lo stress sulla colonna vertebrale e agiscono in modo tale che la colonna vertebrale riposi in posizione anatomicamente corretta e la naturale curva lordotica della colonna cervicale viene sostenuta e favorita.   Il cuscino detto a “rotolo” è uno dei più usati in caso di artrosi cervicale. Il cuscino si posiziona sotto la curvatura del collo in modo da mantenere le vertebre cervicali in lieve trazione.   Stesso schema anche per il cuscino sagomato da utilizzare contro il dolore cervicale. Il collo poggia su una curvatura rialzata rispetto alla base del cuscino, dove invece riposa la testa.   Il cuscino per cervicale CUSCINOLO è disegnato in modo da riposare il vostro collo e la vostra testa, riducendo nel contempo lo stress sulla vostra colonna cervicale.     Ideale per la lettura, per guardare la televisione o per rilassarsi.    In poco tempo sarete stupiti dalla sensazione di sollievo e dal relax che offre ai vostri muscoli stanchi e tesi.     Indispensabile per chi soffre di riduzione della lordosi cervicale.   Se vi svegliate sempre stanchi e con il collo rigido questo è il cuscino per cervicale che fa per voi. Grazie al suo disegno rivoluzionario e alle quattro curvature anatomiche differenti delle sue estremità, permette un riposo e un confort senza uguali.   Il guanciale cuscinolo mantiene la vostra colonna cervicale in posizione anatomicamente corretta.   Il guanciale cuscinolo sostiene e favorisce il ripristino della curvatura lordotica naturale della vostra colonna cervicale.   Vuoi saperne di più sul cuscino per cervicale? Leggi Sonno e salute: posizioni corrette e cuscino giusto - Consigli per dormire meglio   Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione Malattie Cervicale: l'arma segreta chiamata prevenzione! Prevenzione malattie Leggi lo Speciale Cervicale Sintomi   Per combatter il dolore cervicale abbiamo tutti una potentissima arma segreta e si chiama prevenzione. Bisogna innanzitutto analizzare il proprio stile di vita e le proprie abitudini e capire quali sono le cause scatenanti della cervicale per intervenire quindi alla radice del problema, magari andando ad intervenire su quelle cattive abitudini cui, spesso senza accorgercene, siamo legati.   Una volta individuata la causa o le cause si potrà quindi decidere una strategia preventiva che faccia al caso nostro. In linea generale comunque bisogna sottolineare che l'attività fisica è l'arma migliore che possediamo.   Più i muscoli sono tonici, flessibili e allenati meno si presenterà il rischio di contratture. Inoltre l'esercizio fisico costante aiuta non solo ad allentare le tensioni del corpo ma anche quelle della mente ed è un toccasana in caso di stress o magari per combattere le energie negative che ci possono arrivare ad esempio da una vita lavorativa troppo intensa.   Il fisiatra o fisioterapista di fiducia potrà suggerirci esercizi mirati, inoltre buoni risultati si ottengono anche praticando con costanza nuoto, yoga o pilates.   Una particolare attenzione va dedicata alla nostra postura, in particolare a quelle posizioni che sono per noi un'abitudine durante la nostra giornata. Se si lavora davanti al computer ad esempio è bene concedersi spesso piccole pause per alzarsi, sgranchirsi le gambe e soprattutto riallineare la colonna cervicale.   Si possono inoltre effettuare esercizi mirati al tratto vertebrale come rotazioni e flessioni del collo. Il monitor del computer dovrebbe essere a circa 70 centimetri di distanza dagli occhi, meglio se con lo schermo più basso dell'altezza degli occhi, inoltre tutto l' avambraccio deve essere apppoggiato sul piano della scrivania.   Anche quando siamo in piedi o camminiamo poi dobbiamo ricordarci sempre di mantenere una postura eretta. Un'attenta valutazione merita anche il cuscino su cui dormiamo. Un cuscino sagomato contro la cervicale può essere un ottimo rimedio sul lungo periodo.   Bisognerebbe inoltre evitare di dormire a pancia in sotto, poiché in questa posizione il collo mantiene per lungo tempo una posizione non corretta in rotazione. Mal di testa: sai riconoscere il tuo? Prevenzione malattie Leggi lo Speciale EmicraniaLeggi lo Speciale Stress Hai la testa che scoppia? Le cause possono essere davvero tante ed anche i tipi di mal di testa sono tantissimi e diversi. Hai mai provato ad identificare il tuo?   Per comprendere se ci troviamo dinanzi ad una vera e propria patologia o ad un disturbo dovuto agli stili di vita, dobbiamo fare indagini molto accurate.   Iniziamo a distinguere però le cefalee primarie da quelle secondarie. Le primarie comprendono:  
    1. Emicrania: interessa solitamente le donne tra i 25 ed i 50 anni e consiste in un dolore concentrato in metà cranio con predilezione della parte frontale e dell'orbita. Essa può essere preceduta da luccichii ed in questo caso verrà definita "con aura". Nelle forme più pesanti al dolore si associano anche fenomeni neurovegetativi come nausea e vomito.
       
    2. Cefalea muscolotensiva: parte da dolori alla nuca per poi diffondersi a tutta la testa, al collo e alle spalle. I fattori scatenanti sono i farmaci, il fumo, stress, postura scorretta ed abuso di alcool.
       
    3. Cefalea a grappolo: si tratta di veri e propri attacchi ripetuti in parti diversi del cranio e degli occhi. Chi ha la cefalea a grappolo infatti ha anche una forte irritazione e lacrimazione agli occhi ed alla congiuntiva fino alla formazione di un edema palpebrale e alla congestione nasale.
       
      Le cefalee secondarie invece sono quelle cefalee che si verificano come effetti di una causa scatenante. Le due principali sono quelle dovute all'ipertensione arteriosa e all'attività ormonale femminile. Ma ci sono anche altri tipi di cefalee, come quelle dovute alla cattiva occlusione della mandibola oppure quelle causate dal fumo, da una cattiva alimentazione e da una postura scorretta.   Anche tu hai provato almeno una volta questi tipi di mal di testa, vero? Se è così conoscerai la loro capacità di metterti KO gettando al vento tutti i progetti quotidiani. Sappi però che molti di questi disturbi si possono prevenire. Come? Seguendo queste semplici regole:
    1.  Cerca di fumare di meno. Il fumo predispone a stress e a mal di testa.
       
    2. Organizza il tuo menù settimanale rispettando gli orari e cercando di non trascurare nulla. Importanti sono pesce, frutta, verdura e cereali.
       
    3. Se sei spesso seduta o conduci una vita sedentaria o un lavoro d'ufficio cerca di tenere una postura corretta, ti aiuterà a sentirti meglio e svolgere meglio i tuoi compiti.
       
    4. Cerca di fare sport aerobici, adottando qualsiasi metodo per tenerti attiva in modo da migliorare la circolazione. Meglio se decidi di fare nuoto in modo da non sovraccaricare la colonna vertebrale.
       
    5. Dormi meglio. Anche a letto infatti devi adottare una posizione corretta e un materasso ortopedico per non svegliarti piena di dolori.
       
    6. Non dimenticare di seguire dei regolari controlli medici in modo da scongiurare altre patologie. Segui queste regole, e vedrai che la tua vita migliorerà sensibilmente!
      Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle cefalee? Leggi: Soffrire di Emicrania - Cefalea: come intervenire?
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    Le cause del Meteorismo Prevenzione malattie Leggi lo speciale Meteorismo e Gonfiore addominale
      Nell’intestino ci sono normalmente circa 200 ml di gas (un mix di ossigeno, azoto, anidride carbonica, idrogeno e metano); questo volume può variare a seconda dei soggetti e, per uno stesso soggetto, può subire nella giornata notevoli cambiamenti e inoltre determinare gonfiore addominale. Di norma, i gas intestinali vengono assorbiti dal sangue ed eliminati attraverso i polmoni; ne possono invece determinare un‘eccessiva formazione:  
    • l’esagerata introduzione di aria, con la deglutizione dei cibi, dovuta spesso a cattive abitudini,
    • un eccesso di cibi zuccherini e/o ricchi di cellulosa, che possono causare un abnorme fermentazione e conseguente aumento della produzione di gas,
    • processi patologici (enteriti, coliti) della parete intestinale o altre condizioni patologiche dell’intestino (colon irritabile), che ostacolano l’assorbimento dei gas,
    • alterazioni della circolazione sanguigna dell’intestino, come nell’insufficienza cardiaca o nella cirrosi epatica,
    • stress,
    • stitichezza per assunzione di alcuni farmaci come, ad esempio, antibiotici,
    • alterazione della flora batterica intestinale (disbiosi), con incremento dei fenomeni putrefattivi e fermentativi, derivanti da un eccesso sia di grassi e proteine, che dall’uso di farmaci (antibiotici e lassativi),
    • intolleranze alimentari che scatenano coliti e quindi gonfiore (tra le più note, quelle al lattosio e al glutine),
    • candidosi,
    • cause ormonali tipiche della sindrome premestruale e della menopausa,
    • insufficienza epatobiliare con rallentamento dei processi digestivi per cause fisiologiche ed anatomiche,
    • interruzione del normale transito intestinale, come può avvenire dopo un intervento chirurgico all’addome.
      Vuoi saperne di più sul meteorismo? leggi Fermenti lattici e Meteorismo - Piante officinali per Meteorismo e Tensioni addominali   Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione Malattie
    Ipertensione e rimedi naturali Prevenzione malattieLeggi gli speciali su Trigliceridi, Colesterolo alto e Ipertensione

    La pressione sanguigna rappresenta la forza con cui il sangue viene pompato nei vari vasi. Essa dipende dall'attività del cuore, dalla quantità di sangue che riesce a pompare, dalla resistenza al flusso nei vasi e dalla viscosità del sangue stesso. Valori normali di pressione sono 90 – 140 mmHg (millimetri di mercurio), il primo valore rappresenta la minima ed il secondo la pressione massima arteriosa.   Molte persone, si stima almeno un 20% della popolazione, presenta un'alterazione di questi valori e spesso non per cause patologiche come può essere una disfunzione cardiaca. Ma spesso l'ipertensione arteriosa si innesca o con l'avanzare dell'età in cui si manifesta un certo irrigidimento delle pareti dei vasi sanguigni e dei capillari oppure quando si è in presenza di placche aterosclerotiche o di sangue molto denso a causa di un elevato livello di colesterolo e trigliceridi.   L'aumento di pressione arteriosa si manifesta spesso con dolori al petto ed alterazioni del ritmo cardiaco a causa di un ridotto apporto di sangue al muscolo cuore, oppure nei casi più gravi con insufficienza cardiaca che inizialmente si manifesta (di solito) con la mancanza di respiro durante la notte (spesso molte persone devono dormire sedute) oppure anche durante una modesta attività fisica. Spesso gli scompensi pressori si evidenziano con un gonfiore diffuso alle gambe.   La natura ci offre alcune soluzioni che possono aiutare l'organismo in un ottica preventiva, difatti i rimedi naturali a patologia conclamata non sono poi così efficaci per cui è necessario rivolgersi ai medici, però possono essere utili proprio per prevenire.   Vediamo alcuni rimedi utili in questo senso, oltre al famoso aglio di cui tutti sono a conoscenza: le foglie di Olivo sono tradizionalmente note per la loro attività benefica oltre a quelle dell'olio di oliva ricco di omega9, tocoferoli e fenoli. Difatti chi è a rischio deve optare per una dieta povera di grassi ed usare come condimento preferenziale l'olio di oliva extravergine (in moderata quantità ovviamente).   La caseina idrolizzata è in realtà una miscela ben precisa di amminoacidi che numerose ricerche hanno evidenziato come utile nel mantenere i livelli fisiologici della pressione arteriosa. Infine anche il Biancospino svolge un'importante funzione di regolazione. Il suo principio attivo è la vitexina che interviene sul ritmo cardiaco diminuendo le palpitazioni e sull'ampiezza del flusso sanguigno verso il muscolo cardiaco in quanto dilata i vasi.   Dott.ssa Romina Marroni - Naturopata e Fitoterapeuta .....................................................................................................................................................................................................................

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    Pisolino pomeridiano? Sì grazie! Prevenzione malattie Una ricerca americana ha dimostrato che il classico pisolino pomeridiano è proprio quello che ci vuole dopo pranzo per tornare freschi e attivi come al mattino, al punto che moltissime aziende stanno considerando la possibilità di costruire zone di riposo.   Sembra un'idea folle eppure a quanto pare funziona! Ci sono persone che necessitano di un riposo a metà giornata altrimenti si ritrovano stanche ancora prima del termine dell'orario di lavoro. Come fare dunque per proseguire nel migliore dei modi la serata?   Per 9 su 10 la risposta è un sonno pomeridiano di 30-60 minuti. Tuttavia in alcuni casi è l'idea di prendere sonno che proprio non attira. Risulta infatti difficile prendere sonno in zone diverse dal proprio letto e in molti casi la difficoltà è proprio quella di addormentarsi.   Ma gli esperti rassicurano: è solo un fatto di abitudine. Più si seguono certi ritmi, più sarà facile adattarsi. Il pisolino permette di eliminare molte tossine che altrimenti non andrebbero smaltite. Al risveglio ci si sente dunque molto più freschi e leggeri ed anche il rendimento al lavoro migliora.   É la soluzione ideale perfino per gli studenti in quanto il sonno aiuta ad elaborare i dati raccolti durante il giorno organizzando al meglio la memoria. In questo modo al risveglio sarà favorita l'attenzione e la concentrazione.   Anche d'estate, durante le vacanze, il pisolino da i suoi risultati, infatti contribuisce ad abbassare la temperatura corporea aiutando a sopportare meglio il caldo. Ma anche un rimedio così semplice e naturale ha le sue controindicazioni. Infatti gli esperti raccomandano di non dormire più di 60 minuti, altrimenti si rischia di svegliarsi peggio di prima.   Prima di dormire è necessario mangiare leggero e senza alcol in quanto questi due fattori ritardano il sonno e acuiscono l'intorpidimento post-risveglio. Inoltre la temperatura deve essere tra i 17 ed i 21 gradi e ci deve essere buio totale. Niente abiti attillati che inducono segnali di veglia al cervello. Nulla deve quindi disturbare il sonno ed è importante assumere la posizione più comoda possibile.   Quando dopo 30-60 minuti uscirete dal mondo dei sogni, bevete un buon caffè ma muovetevi con calma: servono infatti pochi minuti per rimettersi in sesto in modo da muoversi con leggerezza nel mondo reale!   Maria Melania Barone   ......................................................................................................................................
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    Fumo e diabete: un legame dimostrato Prevenzione malattieLeggi lo Speciale Diabete mellitoLeggi lo Speciale Smettere di Fumare[12 Febb. 2011] Una recente analisi ha messo in relazione il fumo con una delle malattie più diffuse del secolo: il diabete. Il diabete mellito di tipo 2 sembra essere strettamente legato al fumo in quanto ha una tendenza a proporsi in persone fumatrici o ex-fumatrici.   Non ti saresti mai aspettato che dietro quella sigaretta si nascondesse anche il rischio di diabete, vero? Non se lo aspettavano nemmeno i ricercatori dell'Università di Losanna, che hanno condotto un'analisi accurata su ben 25 studi in tutto il mondo per un totale di 2 milioni e mezzo di volontari esaminati.   Già dopo aver analizzato metà dei risultati che concernevano ciascun volontario, i ricercatori hanno notato che il rischio di ammalarsi di diabete mellito di tipo 2 cresceva del 44% nei fumatori e cresceva parallelamente all'aumentare delle sigarette fumate giornalmente.
    Ma allora possiamo misurare il rischio di diabete in base al numero di sigarette che fumiamo? I ricercatori svizzeri hanno a tal proposito stilato una scaletta con delle percentuali indicative. Chi fuma almeno 20 sigarette al giorno incorre in un rischio di diabete che si aggira attorno al 61%, mentre per chi fuma dalle 7 alle 9 sigarette al giorno il rischio è del 29%. E chi ha smesso di fumare? I ricercatori svizzeri non risparmiano nemmeno questa categoria, che non sembra indenne da pericoli. Infatti gli ex fumatori hanno un rischio di ammalarsi di diabete stimato nel 23%. Ovviamente la percentuale varia in base alla quantità di sigarette che hanno fumato nel periodo in cui avevano questa dipendenza.
    Ma come mai le sigarette predispongono i soggetti ad ammalarsi di diabete? Le cause, spiegano gli esperti, possono essere numerosissime e devono essere sondate tutte con ulteriori studi. L'ipotesi ad oggi più accreditata però è che il fumo favorisca lo sviluppo dell'insulino-resistenza, principale fattore scatenante il diabete. Non va però sottovalutato lo stile di vita che spesso segue un fumatore, soprattutto per quanto concerne l'alimentazione o il rapporto col sonno. Chi fuma infatti dorme molto meno di un non fumatore ed è durante il sonno che si produce insulina.   Maria Melania Barone .............................................................................................................................................
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    6 abitudini salutari che potrebbero farti male Prevenzione malattie Evitare di prendere il sole per non invecchiare la pelle o dormire dieci ore per notte per avere un aspetto riposato. Vietato fumare, mangiare cibi grassi e dimenticarsi, la sera, una fettina di cetriolo sugli occhi per sgonfiare le borse e attenuare le occhiaie. Quante sono le abitudini, più o meno forzate, in nome della salute? Davvero tante, peccato che alcune non fanno poi così bene. Ecco 6 abitudini salutari che potrebbero fare davvero male:   Non prendere il sole
      Per proteggere la pelle dai danni del sole ci sono persone che non si espongono mai alla luce diretta. È vero che fare un bagno di raggi Uva e Uvb è pericoloso perché accelera l’invecchiamento cutaneo e aumenta il rischio di melanoma, ma il sole in piccole dosi fa anche bene, perché stimola la produzione di vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa. È importanti quindi godersi la sensazione del sole sulla pelle per 20 minuti al giorno, sempre che ce ne sia la possibilità, e mettere una protezione solare per esposizioni più lunghe o nei momenti più caldi, come in estate all’ora di pranzo.   Utilizzare saponi e gel antibatterici
      Sono particolarmente di moda i saponi e i gel antibatterici, utili in tutte quelle situazioni in cui è difficile lavarsi le mani, come dopo aver preso i mezzi pubblici. In Italia, dall’anno scorso, a seguito dell’allarme influenza A, vanno a ruba e molta gente li usa anche a casa in sostituzione dei classici detergenti. Non bisogna esagerare, perché potrebbero indebolire la capacità del corpo di combattere eventuali piccole infezioni. Molto meglio lavarsi le mani spesso con acqua calda e sapone classico per almeno 30 secondi.   Dormire
      Riposare poco crea problemi di concentrazione, ma anche dormire troppo a lungo non fa bene. Le persone hanno bisogno in media di otto ore di sonno (dalle 7 alle 9 per l’esattezza). Non crediate di avere un aspetto migliore perché tutte le notti vi concedete 12 ore filate: esagerare fa male alla pelle, provoca gonfiore, sballa i ritmi circadiani e di conseguenza può anche contribuire all’aumento di peso corporeo.   Aria condizionata
      Vivere sotto l’aria condizionata non è salutare, anche se si ha la sensazione di non patire gli sbalzi di temperatura. L'aria può contenere batteri e germi, soprattutto se i filtri non vengono puliti periodicamente. Bisogna cambiare di frequente l’aria nelle stanze in cui si vive o si lavora e ogni tanto prendersi una pausa per una passeggiata all’aperto (o una veloce boccata d’aria), particolarmente indicata per chi in ufficio non ha la possibilità di aprire le finestre.   Mangiare frutta e verdura
      In tutte le diete si consiglia di mangiare quotidianamente almeno cinque porzioni di frutta e verdura. Peccato, che molti prodotti, oltre a essere costosi, sono trattati chimicamente (pesticidi e conservanti). È bene quindi leggere attentamente le etichette anche se l’acquisto viene effettuato in negozi specializzati nella vendita di alimenti biologici e stare ben attenti a lavarle bene.   Fare (troppo) sport
    Una moderata attività sportiva fa bene alla salute. E su questo non si discute. Per essere in forma però qualche amante del fitness si chiude in palestra tutti i giorni per diverse ore. Anche in questo campo l’esagerazione non paga, soprattutto in termini di risultati. È consigliabile rompere periodicamente la routine settimanale dedicata all’allenamento con attività ricreative di diverso tipo all’aria aperta, come escursioni in montagna, una partita di tennis tra amici o, in estate, una giornata al mare. ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sul benessere? Donne e sonno: perchè le donne devono dormire più degli uomini? - Pelle: 5 cattive abitudini da eliminare
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    Proteine di soia contro il colesterolo alto Prevenzione malattieLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
    Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto   La soia è una pianta appartenente alla famiglia delle leguminose originaria dell’Asia orientale sulle cui proprietà si dibatte da molti anni. Rispetto ai nostri legumi quali ad sempio fagioli e lenticchie, ha un contenuto in proteine più elevato; è anche ricca di grassi (lecitine) e di isoflavoni, questi ultimi hanno un lieve effetto estrogenico.   Per la Food and Drug Administration, l’ente governativo americano che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici, le proteine della soia sia come cibo che come integratori, possono ridurre il rischio di malattie cardiovascolari a condizione che siano inserite in diete a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, ed in un quantitativo di 25 g al giorno. Per raggiungere questa dose, considerando che il contenuto proteico medio è di circa 6,25 grammi di proteine per porzione bisogna o mangiare 4 porzioni al giorno di piatti di soia (spaghetti, fagioli polpette o altro) oppure prendere degli integratori.   L’effetto di abbassare i lipidi è maggiore se nelle proteine di soia sono presenti anche isoflavoni di soia ( genisteina, daidzina, gliciteina, biocanina). Sono indicate per la riduzione del colesterolo totale delle LDL, dei trigliceridi del rischio cardiovascolare.   Il meccanismo di azione con cui le proteine di soia riducono i lipidi ematici non è conosciuto. Per il fatto che la soia contiene acido fitico e può quindi legare alcuni minerali come il calcio ed il magnesio,riducendone la disponibilità è meglio preferire integratori proteici che prevedano al massimo l’assunzione di 25-50 g al giorno. Le proteine di soia sono controindicate nei soggetti, ipersensibili a qualsiasi componente della soia.   Dott.Andrea Ielmini - Farmacia Verbano Roma ..........................................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più su obesità e malattie cardiovascolari? Italiani: quasi uno su 2 è sovrappeso ed il giro-vita è in costante crescita - Quando il colesterolo è alto? Articoli correlati per keywords: Salute - Prevenzione Malattie
    Mal di testa: quando si tratta di cervicale? Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Cervicale Sintomi e Cure
    Leggi lo Speciale Stress
    Avere mal di testa dopo una giornata stressante accade alla maggior parte di noi. Molto spesso si tratta di dolori cervicali: un indolenzimento dei muscoli del collo che provocano dolore e cervicalgia.   Le cause principali della cervicale sono: lo stress, le tensioni, l’ansia o una postura sbagliata. Vengono colpiti i muscoli del collo, che contraendosi fanno perdere in parte il sostegno al collo che si comprime, provocando dolore alle braccia, alla schiena, alla testa. Se la contrattura è molto forte possono bloccarsi alcune vertebre del collo, limitando fortemente la roteazione del capo. I sintomi della cervicale nello specifico sono: mal di testa, pesantezza alle tempie e agli occhi; nausea e acidità di stomaco; tachicardia; disturbi di deglutizione; dolore e rigidità di collo; contrazione dei muscoli delle spalle, mancanza di forza negli arti superiori, formicolii alle braccia; vertigini e giramenti di testa, perdita di equilibrio e fischi all’orecchio con problemi di udito;   Alcuni rimedi considerati molto utili per alleviare l’indolenzimento intorno al collo sono:
     
    1.  lo sport, che è un buon modo per scaricare lo stress, specie se ci si ritaglia del tempo dedicato al rilassamento e alla respirazione;
       
    2. i massaggi rilassanti, utili ma anche piacevoli;
       
    3.  un cuscino per la cervicale
      In alcuni casi bastano queste piccole accortezze. Tuttavia, quando il dolore diventa lancinante, è consigliabile assumere degli antinfiammatori. Bisogna abbinare alla terapia una ginnastica posturale mirata alla zona cervicale, che permetta di allungare i muscoli del collo e della schiena e, contemporaneamente, rafforzare i gruppi muscolari responsabili di una corretta postura. Alcuni esercizi possono essere eseguiti tranquillamente anche a casa:  
    1. Seduti comodi su una sedia, con le braccia lungo i fianchi e respirando profondamente, portate la testa verso un lato e concentratevi sull’allungamento del muscolo. Dovete immaginare e percepire il muscolo che piano piano si distende. Poi cambiate lato e ripetete l’esercizio.
    2. Sempre seduti portate la testa in avanti con le mani intrecciate dietro la nuca e i gomiti chiusi in avanti. Questa volta la concentrazione deve andare sull’allungamento dei muscoli situati tra le due scapole che scendono lungo la colonna vertebrale.
      Buon allenamento a tutti.   Dott.ssa Mariateresa Muscillo - Personal Trainer ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul dolore cervicale? Dolore Cervicale: consigli per prevenirloIl mal di schiena Articoli correlati per keywords: Salute - Malattie
    Fermenti lattici in farmacia Prevenzione malattie   Leggi lo speciale Fermenti Lattici   In commercio si trovano:   - alimenti probiotici, che normalmente si acquistano nei negozi alimentari (yogurt, prodotti a base di yogurt)   - prodotti di batterioterapia orale, fabbricati da aziende farmaceutiche (questi anche se non sono veri e propri farmaci, si trovano in farmacia poiché necessitano di una corretta conservazione)   - preparati galenici, elaborati nel laboratorio della farmacia   - prodotti simbiotici, composti da probiotici e prebiotici   Gli "alimenti probiotici" sono generalmente fermentati (latti fermentati e yogurt), e contengono microrganismi particolarmente importanti come il LACTOBACILLUS BULGARICUS e lo STREPTOCOCCUS TERMOPHILUS, che trasformano il latte in yogurt. Si tratta di fermenti transienti, che non fanno parte della flora intestinale e attraversano l'intestino per essere espulsi con le feci, producendo pur tuttavia l'effetto di sostenere la crescita della flora intestinale. Da studi recenti si è constatato che il L. Bulgaricus incrementa la digeribilità dei latticini, produce sostanze antibiotiche naturali, contribuisce allo smaltimento delle scorie metaboliche e al potenziamento delle risorse immunitarie.   In farmacia si possono reperire le seguenti categorie di probiotici:   - PREPARATI DALL’INDUSTRIA, sotto forma di pillole, sciroppi, gocce, polveri e fialoidi, la cui la cui composizione si differenzia per:   
    1. il numero di ceppi batterici contenuti
    2. la concentrazione dei diversi ceppi, 
    3. la frequenza di somministrazione
    4. l'eventuale presenza di vitamine del gruppo B, di lievito di birra, di amminoacidi, di Sali minerali e di prebiotici (ad es. l'inulina).
      PREPARATI GALENICI, sotto forma di capsule o di polveri liofilizzate, che si distinguono per:  
    1. il numero di ceppi contenuti
    2. la concentrazione dei diversi ceppi 
    3. l'eventuale presenza di PREBIOTICI
      Tutti questi diversi tipi di preparati debbono essere comunque assunti lontano dai pasti, molti, ma non tutti, debbono essere conservati in frigorifero tra 2° e 10°, per alcuni, come le polveri, è sufficiente la conservazione in luogo fresco e asciutto.   Particolare attenzione deve essere prestata alla data di scadenza, infatti, dopo tale data i prodotti diventano inefficaci.   Per quanto riguarda le polveri, esse si assumono sciolte in acqua – possibilmente filtrata e non gelata - ed iniziano ad agire in bocca e nell'esofago, e successivamente nello stomaco, per cui possono risolvere anche stati di nausea, mal di stomaco e reflusso acido.
    Ma quanti probiotici servono per mantenere un corretto equilibrio intestinale?
      Secondo dati di letteratura recenti è importante assumere almeno 1 miliardo di batteri "buoni" vivi al giorno, con gli alimenti o con gli integratori che si trovano in farmacia.   Le gastroenteriti, le candidosi, l’assunzione protratta di antibiotici riducono drasticamente il numero di batteri "buoni", per cui diventa necessaria la loro somministrazione in concentrazione adeguata. I prodotti più idonei saranno consigliati dal medico o dal farmacista, a seconda delle necessità individuali.
    Quando il Colesterolo è Alto? Prevenzione malattieLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
    Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto

    Quando si parla di rischio cardiovascolare è sempre il colesterolo a fare la parte del leone, ma c’è anche un altro tipo di lipide ematico che, secondo studi recenti, costituisce altresì un importante fattore di rischio, si tratta dei trigliceridi.   Frasi come “ho il colesterolo“ in cui viene omessa la parola “alto”, è spesso pronunciata con preoccupazione da molti di noi, per descrivere o uno stato border-line o una patologia vera e propria, più nota sotto il nome di: ipercolesterolemia.   La pubblicità poi di qualsiasi tipo, sia quella televisiva che dei giornali, ci bombarda prima con messaggi allarmanti, seguiti poi da rimedi miracolosi, utili per abbassare il colesterolo come, ad esempio, l’utilizzo di yogurt al colesterolo vegetale.   La disinformazione sul colesterolo è grande; infatti il colesterolo è necessario per il buon funzionamento dell’organismo, sono i suoi valori elevati nel sangue che possono costituire un fattore di rischio per la salute, anche se livelli di colesterolo sopra la media non sempre giustificano l’attuale assunzione indiscriminata di farmaci.   Per valutare se il nostro profilo lipidico è fuori norma occorre conoscere il valore nel sangue:     Tutti valori misurabili con un semplice prelievo venoso dopo 12 ore di digiuno; oltre al valore del colesterolo totale si misurano quindi anche le frazioni di lipoproteine che lo trasportano: le LDL e le HDL.   Questo tipo di analisi può essere fatto anche in farmacia, con un semplice prelievo dal polpastrello di un dito di una goccia di sangue, da utilizzare nelle macchine che dosano colesterolo e trigliceridi.   Parametri ideali per questi valori, secondo la “E.A.S. (European Atherosclerosclerosis Society) in genere sono considerati:  
    • un colesterolo totale inferiore a 200 mg/dl
    • un valore di LDL inferiore a 130 mg/dl
    • un valore di HDL superiore a 45 mg/dl
      E’ indispensabile anche conoscere il valore dei trigliceridi ricordando che un valore normale di trigliceridi è inferiore a 150 mg/ dl.   Per meglio valutare il rischio cardiovascolare è opportuno altresì stabilire il rapporto tra colesterolo totale ed HDL, rapporto che dovrebbe risultare: per l’uomo inferiore a 5, per la donna inferiore a 4, 5.   Più è basso questo rapporto, più risultano alte le HDL e di conseguenza si ha un minor rischio di malattie cardiovascolari, infarto e trombosi.   Dott.ssa Mariateresa Carani   Vuoi saperne di più sul colesterolo buono? Leggi Perchè si parla di Colesterolo buono e Colesterolo cattivo? - Stop all’Arteriosclerosi   Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione Malattie
    L’ibuprofene può provocare l’infarto Prevenzione malattieLeggi lo speciale sull' Infarto

    Un forte dolore, la testa che scoppia e subito si apre l’armadietto dei medicinali in cerca di una compressa. Il più delle volte si tratta di ibuprofene o di un’aspirina. Sono farmaci a uso comune e non richiedono prescrizione medica. Purtroppo però come tutti i prodotti farmaceutici hanno delle controindicazioni e abusarne può compromettere la salute.   Uno studio del Department of Clinical Pharmacology and Therapeutics del Ninewells Hospital di Dundee, in Gran Bretagna, ha verificato che l’assunzione di aspirina a basso dosaggio e di Ibuprofene sono collegati a un aumento dei rischi cardiovascolari, sembrerebbe, infatti, che l’Ibuprofene interferisca con l'effetto cardioprotettivo dell'aspirina, almeno nei pazienti con preesistente malattia cardiovascolare.   Spesso l’aspirina viene prescritta per prevenire gli attacchi di cuore a persone con una particolare storia clinica, tuttavia bisogna essere cauti e non abusarne e a non combinarla con altri farmaci e a uno stile di vita poco salutare (fumare, mangiare grasso, fare poca attività fisica o bere alcolici). Inoltre, bisogna prestare attenzione al consumo dei farmaci: spesso non si prendono per reale necessità ma per abitudine.   Uno studio svizzero ha analizzato gli effetti a lungo termine di alcuni Fans (farmaci anti-infiammatori non steroidei), come naprossene, ibuprofene, ketoprofene, diclofenac, ecc. Il farmaco che, nel corso del tempo, ha più probabilità di causare infarti (tre volte tanto rispetto agli altri Fans) è proprio l’Ibuprofene. Questa notizia è importante, non tanto per chi prende una compressa una tantum per alleviare un doloretto passeggero, ma per tutti coloro che assumono gran quantità di antidolorifici, magari perché soffrono di reumatismi o di artrite, patologie da cui non si guarisce .....................................................................................................................................................................................................................

    Vuoi saperne di più su infarto e prevenzione? Leggi: Speciale Colesterolo Alto - Colesterolo e Trigliceridi

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    Troppa Tv aumenta il rischio di infarto Prevenzione malattie Secondo una recente indagine inglese, le persone che trascorrono due o più ore al giorno davanti a uno schermo e, in particolare, davanti alla TV, presentano un rischio molto più elevato di andare incontro a un evento cardiovascolare, rispetto a chi, invece, passa meno di due ore davanti alla televisione, indipendentemente dall’attività fisica svolta fuori casa.   Si tratta della prima ricerca scientifica che studia direttamente il rapporto tra l’abitudine di trascorrere il proprio tempo libero davanti a uno schermo e il rischio cardiovascolare. Potrebbe essere interessante in quanto, per la prima volta, si stabilisce in Europa una soglia precisa oltre cui guardare la TV farebbe veramente male: due ore.   Lo studio, condotto dal dottor Emmanuel Stamatakis, dell’UCL (University College London), ha valutato l’abitudine di guardare la TV di 4512 soggetti inclusi nello Scottish Health Survey tra il 2003 e il 2007. Lo Scottish Health Survey è un sistema di monitoraggio della salute degli scozzesi.   Le persone prese in esame avevano riferito il numero di ore trascorso ogni giorno davanti a TV, giochi elettronici o computer. Tra quelle che investivano in queste attività oltre due ore si è verificato un numero di infarti nettamente maggiore rispetto a quelle che invece passavano davanti a uno schermo meno di due ore.   Il dottor Stamatakis ha affermato di aver volutamente tenuto conto solo del tempo libero che si trascorre davanti ad uno schermo e non del tempo lavorativo, in quanto questa seconda abitudine non è modificabile per ovvie ragioni.   Naturalmente, occorrono ulteriori studi per valutare i dati ottenuti dall’equipe del Dottor Stamatakis e per studiare i meccanismi alla base di questa corrispondenza tra abitudine a guardare la TV nel tempo libero e aumento del rischio cardiovascolare.   Margherita Russo ................................................................................................................

    Vuoi saperne di più sulla salute? Leggi: Prevenire infarto e malattie cardiovascolari - Come viene rilevato l'infarto
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    - Disturbi e Malattie
    Fermenti: Azione Immunostimolante e Detossificazione Prevenzione malattie Leggi lo speciale Fermenti Lattici   La stimolazione del sistema di difesa naturale è legato alla capacità dei probiotici di sintetizzare sostanze antimicrobiche che proteggono la mucosa intestinale da germi patogeni. I probiotici, del tipo L. CASEI e L. ACIDOPHILUS, e il BIFIDOBACTERIUM sono in grado sia di stimolare risposte immunitarie non specifiche, sia di migliorare la capacità dell'intestino di funzionare da barriera.   L'alterazione della flora intestinale in cui i batteri "buoni" sono sostituiti da quelli "cattivi" può anche provocare riduzione del biofilm protettivo costituito dai probiotici, cioè l'assottigliamento della mucosa intestinale, l'aumento della permeabilità e conseguente passaggio nel sangue di antigeni, che scatenano fenomeni di sensibilizzazione con reazioni allergiche e infiammatorie.   Batteri come il L. GG, associato al BIFIDOBACTERIUM in forte concentrazione, migliorano e stabilizzano la funzione di barriera intestinale con meccanismi diversi, come ad esempio la ricostituzione del biofilm protettivo sulle pareti intestinali. E' altresì utile l'uso di L. BULGARICUS e L. PLANTARUM. Disbiosi e disturbi intestinali Prevenzione malattieLeggi gli Speciali su Colite e Fermenti Lattici

    L'eccesso di grassi e proteine nella dieta può determinare uno squilibrio a favore di specie batteriche che promuovono la putrefazione, con aumento di gas intestinali; così come una dieta troppo ricca di zuccheri causa iperfermentazione intestinale con conseguente sviluppo di gas e di lieviti come la "Candida". Il ridotto contenuto di fibre della dieta attuale (che rende il colon flaccido, cioè con pareti deboli) e il ristagno di materiali di rifiuto (che esercita una pressione contro la parete del colon) determinano la formazione di piccole sacche, i cosiddetti DIVERTICOLI, punti in cui il colon inizia a cedere.

    La presenza dei diverticoli chiamasi DIVERTICOLOSI, grave patologia per la salute dell'individuo. Infatti, il contenuto intestinale può ristagnare in queste sacche a fondo cieco e, dato che la muscolatura del colon non riesce a svuotarle completamente, queste possono infettarsi causando dolore, febbre ed ostruzione intestinale. La presenza di adeguata quantità di fibra nella dieta è quindi essenziale per prevenire tale patologia. Anche la stitichezza, che provoca il ristagno dei materiali di rifiuto nel colon, può contribuire alla formazione dei diverticoli.

    In soggetti predisposti alla stitichezza - che non osservano una dieta adeguata - e in persone anziane, le feci che ristagnano nel colon possono formare per progressiva disidratazione i fecalomi, cioè masse conglomerate che la normale peristalsi non riesce a far evacuare dall’intestino. La pressione esercitata da un fecaloma rigido sulle pareti intestinali può causare dolori lancinanti, e addirittura indurre un’occlusione intestinale. Quasi sempre tale massa deve essere tolta meccanicamente o - in casi estremi - chirurgicamente. Tale ammasso di feci è da prevenire con norme dietetiche ed igieniche adeguate.

    Ulteriori problemi possono insorgere se, per assunzione di antibiotici e/o consumo eccessivo di zuccheri, si ha un aumento dei lieviti come la Candida, comunemente presente - come saprofita - nel tratto digerente e sulle mucose dell’uomo. Il genere Candida include oltre 80 specie, tra le quali la più importante nella patologia umana è la CANDIDA ALBICANS. Quando avviene la colonizzazione del tratto digerente da parte della Candida, la forma di questo microrganismo varia da blastospora a micelio, quest’ultima caratterizzata da ife, specie di radici che possono infiltrarsi nella parete intestinale e creare degli spazi nella mucosa intestinale.

    La diffusione del lievito avviene tramite il suo passaggio nella circolazione sanguigna, per alterazione della mucosa stessa provocata da enzimi e tossine litiche, prodotte dal fungo stesso. Le infezioni da lieviti sono, nell’ambito della patologia umana, le micosi più frequenti e talora gravi, in particolare per i soggetti leucemici e per quelli sottoposti a chemioterapia e radioterapia. Reckeweg, il padre dell'omotossicologia, ha definito come "Sindrome da aumentata permeabilità intestinale" la
    perdita della perfetta tenuta della mucosa, dovuta alla dilatazione dell'intestino provocata da gas intestinali, all'azione dei radicali liberi e alla candida.

    Tale sindrome permette il passaggio nel sangue di sostanze nocive, che entrano in circolo senza un'opportuna selezione da parte della mucosa intestinale, e scatenano nell'organismo reazioni immunitarie ed infiammatorie. Per molti naturopati, colite, diverticolosi, allergia ed intolleranze dipendono da squilibri intestinali. Per riacquistare una buona salute bisogna quindi ripartire dall'intestino e dall'alimentazione quotidiana, inserendo preparati probiotici e alimenti prebiotici che forniscono il substrato nutritivo ai batteri benefici della flora intestinale.

    Il giusto equilibrio (EUBIOSI) tra i batteri presenti nell'intestino è quindi alla base di una corretta funzione intestinale. Diete errate, assunzione di farmaci, stress, scarsa attività fisica, cattiva respirazione alterano il rapporto tra le colonie batteriche che popolano il nostro intestino e causano DISBIOSI.
    Lactobacillus Acidophilus Prevenzione malattieLeggi lo Speciale sui: Fermenti Lattici

    I lattobacilli sono batteri che normalmente vivono nell'intestino tenue e nella vagina. Il lactobacillus acidophilus è generalmente considerato benefico perché produce la vitamina K,  il lattosio, e sostanze anti-microbiche minori. Diverse prove sul genere umano mettono in evidenza i benefici della L. acidophilus per la vaginosi batterica. Il termine "probiotico" è usato per descrivere gli organismi utilizzati per scopi medici, inclusi i batteri L. acidophilus. Anche se generalmente si crede che sia sicuro per i suoi minimi effetti collaterali, l'L. acidophilus assunto per via orale deve essere evitato delle persone con danni intestinali o con un sistema immunitario indebolito oppure con una crescita eccessiva di batteri intestinali.

    Utilizzi

    Gli utilizzi seguenti sono stati testati su persone o animali. La sicurezza e l'efficacia del suddetto batterio non sono dimostrati in tutti i casi. Alcune di queste patologie sono potenzialmente serie e devono essere valutate da personale medico qualificato.

    Vaginosi batterica
    Diversi studi su persone riportano che le supposte di Lactobacillus acidophilus vaginale sono efficaci nel trattamento della vaginosi batterica. Un esiguo numero di studi suggerisce che mangiare yogurt arricchito con Lactobacillus acidophilus può indurre simili benefici. Ulteriori ricerche sono necessarie prima di poter arrivare ad una conclusione definitiva.

    Prevenzione della Diarrea
    Un piccolo numero di ricerche condotte su persone suggerisce che il Lactobacillus acidophilus potrebbe non essere particolarmente efficace quando usato per prevenire la diarrea dei viaggiatori o di persone che assumono antibiotici. Diversi studi riportano che la tipologia simile  detta Lactobacillus GG (Rhamnosus) potrebbe essere più utile per la prevenzione della diarrea nei bambini e nelle persone in viaggio.

    Colesterolo alto
    Abbiamo informazioni contrastanti provenienti da diversi studi sugli esseri umani riguardo gli effetti dei prodotti lattiero-caseari arricchiti con Lactobacillus acidophilus sulla riduzione nei livelli ematici del colesterolo totale o delle lipoproteine a bassa densità ("colesterolo cattivo").

    Sindrome dell'intestino irritabile
    Gli studi su esseri umani riportano risultati contrastati per quanto riguarda il miglioramento dei sintomi intestinali dopo l'assunzione di Lactobacillus acidophilus per bocca.

    Intolleranza al lattosio
    Per quel che riguarda la questione se l'assunzione del Lactobacillus acidophilus per via orale possa migliorare la digestione del lattosio, ci sono informazioni contrastanti provenienti da diversi studi su esseri umani. Ulteriori lavori di ricerca sono necessari in questa area prima di poter trarre utili conclusioni.

    Candidosi vaginale (moniliasi)
    Il Lactobacillus acidophilus vaginale assunto per bocca o in supposta non è stato adeguatamente valutato per la prevenzione o il trattamento di moniliasi vaginale. Ulteriore ricerca è necessaria in questa area prima di poter trarre utili conclusioni.


    Avvertenze

    Allergie
    Le persone sensibili al lattosio possono sviluppare disturbi addominali da prodotti caseari contenenti L. acidophilus.

    Effetti collaterali  

    Alcuni studi parlano di effetti collaterali derivanti dal L. acidophilus, anche quando utilizzato alle dosi raccomandate. La lamentela più comune è il fastidio addominale o flatulenza; questo di solito si risolve con l'uso continuato. Alcuni esperti consigliano comunque di limitare la dose giornaliera di organismi viventi L. acidophilus per ridurre il rischio di disturbi addominali. Alcune donne hanno segnalato bruciori nell'area della vagina dopo l'utilizzo di compresse L. acidophilus vaginali.  Ci sono un esiguo numero di segnalazioni di infezioni delle valvole cardiache con L. acidophilus, ed il rischio potrebbe essere maggiore nelle persone con valvole cardiache artificiali. Le persone con un sistema immunitario fortemente indebolito (a causa di malattie o di cure particolari come la chemioterapia e gli immunosoppressori per il trapianto di organi) possono sviluppare infezioni gravi o batteri nel sangue assumendo il L. acidophilus. Pertanto, il L. acidophilus deve essere evitato in questi soggetti. Le persone con danni intestinali o recenti interventi chirurgici intestinali dovrebbero evitare l'assunzione di lattobacilli.

    Gravidanza e Allattamento al Seno
    Non ci sono sufficienti studi scientifici a disposizione per stabilire la sicurezza dell'assunzione durante la gravidanza. Pertanto, le donne incinta dovrebbero usare il L. acidophilus con cautela e sotto controllo medico, o rinunciarci del tutto. Un piccolo numero di donne in gravidanza ha preso parte a studi che hanno analizzato le compresse di L. acidophilus vaginale ed una cultura di L. acidophilus, senza che sia stato segnalato alcun effetto negativo. Ulteriore lavoro di ricerca è necessario.
    Stress? Addio con l'acqua Prevenzione malattie Molti sottovalutano le potenzialità dell'elemento più importante presente sulla terra. L'acqua è in grado infatti di eliminare lo stress e di favorire la concentrazione. Ma quanti di noi si ricordano di bere con gusto nei momenti di stress? Probabilmente pochi.   Una serie di studi ha mostrato come l'acqua influenzi lo stato psico-fisico di una persona e non solo: un bel bicchiere d'acqua fresca per i ricercatori influenza anche le capacità intellettive.   La mancanza d'acqua invece causa sintomi come stanchezza ed emicrania, riduzione della concentrazione e deficit cognitivo temporaneo. Risulta difficile memorizzare fenomeni o accadimenti a breve termine e l'attenzione. Ma non è tutto. Alcuni ricercatori hanno anche individuato come la carenza d’acqua alteri i tempi di reazione (chiamati appunto riflessi) e diminuisca la capacità visiva.   I ricercatori del King's College di Londra, in base agli studi condotti sui benefici dell'acqua, affermano che la sua continua mancanza diminuisce drasticamente la materia grigia nel cervello. Ne risulta compromessa proprio la facoltà di ragionare. Per i ricercatori basta perdere un litro di liquidi senza reintegrarlo per produrre prestazioni peggiori. Questo litro di liquidi viene espulso naturalmente con il sudore e l'urina. E' stato calcolato che quotidianamente un adulto perde circa 500 grammi di liquidi tramite il sudore, anche in condizioni di riposo. Noi non ce ne accorgiamo perché il sudore evapora presto. Se aggiungiamo il litro di urina che perdiamo in media ogni giorno, possiamo capire che la quantità fissata dai ricercatori non è poi così grande. In ogni caso basta bere un bicchiere d'acqua per ripristinare le facoltà perdute.   Puoi fare una prova: cerca di non bere per 5 ore e poi bevi un bicchiere d'acqua. Sentirai subito un piacere ristoratore, come se un flusso benefico ti attraversasse gli occhi ed il cervello. Questo accade perché l'acqua riesce a nutrire il corpo con oligoelementi. É importante però ricordare che la quantità necessaria di acqua ogni giorno può variare in base alla temperatura. Ad una temperatura di 20 gradi, ad esempio, è necessario almeno 1,5 litri al giorno. Sapendo tutto questo sicuramente non dimenticherai più di bere.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sullo stress? Leggi Quando lo stress diventa nocivo? - Acne: aumenta a causa di diete ricche di zuccheri abbinate allo stress   Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie Lactobacillus Rhamnosus Prevenzione malattieLeggi lo Speciale sui: Fermenti Lattici

    Lactobacillus rhamnosus, o L. rhamnosus, è un tipo di batterio probiotico. I batteri probiotici, secondo la definizione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, sono “microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, apportano un beneficio alla salute dell’ospite.” L. rhamnosus è stato isolato per la prima volta nell’intestino di un soggetto umano sano da parte degli scenziati Barry Goldin e Sherwood Gorbach, che hanno mostrato come il batterio in questione avesse una notevole tolleranza per i potenti acidi normalmente presenti nello stomaco e negli intestini.   La sigla “GG” nel titolo del ceppo L. rhamnosus GG ha la sua origine nei cognomi dei due scienziati. Come altri probiotici, L. rhamnosus ha proprietà benefiche per il tratto intestinale. Si ritiene anche che sia di grande aiuto al sistema immunitario, in modo particolare nel combattere patogeni del tratto intestinale e urinario. L. rhamnosus viene anche utilizzato come conservante naturale nei prodotti a base di yogurt, nel qual caso il batterio aderisce alle pareti interne dell’intestino e incoraggia la crescita di organismi benefici che stimolano la digestione.   Lactobacillus rhamnosus è un batterio probiotico che aiuta ad eliminare e a prevenire la crescita di batteri dannosi nel tratto intestinale. Molti consumatori potrebbero essere familiari con i batteri del tipo Lactobacillus, che sono oggi presentati da molti produttori di yogurt come di grande aiuto alla digestione e alla regolare attività intestinale. In effetti, i Lactobacillus sono stati usati per secoli nella produzione di prodotti caseari, in quanto sono d’aiuto nel processo di fermentazione. Durante il ventesimo secolo, i ricercatori hanno cominciato a studiarli e a valutarne gli effetti positivi sul corpo umano e l’abilità di prevenire malattie e infezioni. Lactobacillus rhamnosus è stato isolato per la prima volta dai ricercatori nel 1983, ed ha mostrato di avere una notevole tolleranza ai potenti acidi presenti nello stomaco e nel tratto intestinale. Ecco alcuni dei conclamati benefici apportati dal Lactobacillus Rhamnosus:

    Aiuta a Combattere le Malattie del Tratto Intestinale

    Secondo studi pubblicati da Goldin e Gorbach, L. rhamnosus è in grado di sopravvivere nell’ambiente altamente acido dello stomaco umano, così come nel tratto intestinale. Si ritiene anche che sia immune agli effetti della bile. Questo lo rende particolarmente desiderabile per la sua capacità di resistere agli effetti delle malattie del tratto intestinale.


    Sopprime le Infezioni Batteriche in Pazienti con Problemi Renali

    È stato mostrato nel 2005 che in pazienti affetti da malattie renali L. rhamnosus è in grado di interrompere il trasporto per via gastrointestinale del tipo di enterococco resistente alla vancomicina antibiotica.


    Aiuta a Prevenire Infezioni del Tratto Urinario

    L. rhamnosus Gr-1 potrebbe essere efficace nell’aiutare donne in fase post menopausa affette da infezioni croniche del tratto urinario. Anche se il trattamento normale per le ITU è la somministrazione di trimetoprim sulfametossazolo, L. rhamnosus è una alternativa praticabile nel caso esista il problema della resistenza agli antibiotici. Questo probiotico sembra essere in grado di proteggere il tratto urogenitale grazie alla sua capacità di secernere biosurfattanti. Questo permette di limitare l’adesione degli agenti patogeni alle pareti del tratto.


    Aiuta a Creare un Sistema Immunitario Superiore

    Seppure i globuli bianchi siano un elemento di primaria importanza per il funzionamento del sistema immunitario, anche gli intestini danno un grande contributo in questo senso. Grazie alla capacità del L. rhamnosus di sopravvivere in ambienti estremamente acidi come gli intestini e lo stomaco, questo batterio prospera proprio in quelle aree. L. rhamnosus stimola la produzione di anticorpi ed è di aiuto anche durante il processo di fagocitosi, un modo in cui il corpo si libera dei batteri invasivi e pericolosi.


    Diminuisce la Durata della Diarrea

    Ricerche condotte nel 2000 in diverse nazioni europee hanno mostrato che la somministrazione di L. Rhamnosus GG a bambini affetti da rotavirus ha diminuito di almeno un giorno la durata della diarrea acuta associata con la malattia. Un altro studio ha mostrato che l’ingestione di L. rhamnosus GG è d’aiuto nel ridurre la durata della diarrea che si manifesta come effetto collaterale dell’antibiotico usato per combattere le infezioni da H. pylori.


    Sicurezza e effetti collaterali da assunzione del Lactobacillus Rhamnosus:

    Eccettuati casi estremamente rari di sepsi in gruppi ridotti di pazienti con malattie gravi, come HIV o AIDS, e in pazienti affetti da sindrome dell’intestino corto, non si presentano effetti collaterali rilevanti in seguito alla somministrazione di L. rhamnosus. Potrebbero verificarsi un breve periodo di gonfiore e meteorismo in pazienti che lo assumono per la prima volta. Questi effetti dovrebbero scomparire in breve tempo appena il corpo si sarà adattato alla presenza del probiotico.
    Conclusione:


    Lactobacillus rhamosus è uno dei probiotici più studiati, noto e apprezzato per la sua abilità di sopravvivere e perfino prosperare nelle condizioni severe presenti nei tratti digestivo e urinario. Molteplici testi clinici hanno mostrato come il batterio sia particolarmente d’aiuto nel promuovere e mantenere la salute del tratto digestivo. Lactobacillus rhamous viene tollerato estremamente bene da uomini e donne, ed è stato associato solo con rarissimi effetti collaterali. Alcuni studi hanno mostrato che, se ingerito regolarmente, lactobacillus rhamosus può costituire un aiuto importante nell’assicurare e mantenere la salute del tratto digestivo.
    Gli alimenti integrali proteggono il cuore Prevenzione malattie Leggi lo speciale sul Colesterolo Alto
    Pane e pasta integrali per sgonfiarsi? Da oggi sappiamo che non fanno bene solo alla nostra linea, ma anche al nostro cuore perché riducono i rischi di infarto o attacchi ischemici.   A dire che pane e pasta integrali facciano bene al cuore e alle arterie è l'Università di Aberdeen. Per i ricercatori pane e pasta integrali riducono i rischi cardiovascolari. I piatti a base d'avena o pane integrale però devono essere assunti tutti i giorni al posto di cibi non integrali. Il cuore sembra essere molto sensibile dunque all'alimentazione e predilige alimenti ricchi di fibre e flavonoidi che consentono la dilatazione dei capillari agevolando il suo incessante lavoro quotidiano. I cibi invece ricchi di grassi che ostruiscono le vene, creano una sorta d stress cardiaco soprattutto se la dieta si protrae troppo a lungo.   Ma come si è giunti a questa conclusione? In realtà il team di ricerca ha approfondito un sospetto nato da un precedente studio, che metteva in relazione il cuore con l'alimentazione integrale. I ricercatori hanno indagato lo stile di vita di 200 volontari i quali non hanno modificato le proprie abitudini, ma hanno aggiunto alla loro dieta tre porzioni di cereali al giorno oppure hanno sostituito gli alimenti bianchi con alimenti integrali. Dopo alcuni mesi i ricercatori hanno monitorato il cuore e la pressione arteriosa dei soggetti ed hanno concluso che questo tipo di alimenti aiuta anche a ridurre la pressione allontanando del 25% il rischio di malattie cardiache e del 15% il rischio di infarto.   Dunque una ricerca che farà felici le donne che spesso usano sostituire il pane e la pasta non integrali con alimenti integrali. L'illusione è infatti quella di dimagrire. Bisogna però precisare che non si dimagrisce mangiando integrale, al massimo ci si sgonfia poiché le fibre ripuliscono il nostro intestino consentendoci di evacuare più spesso, ma non viene assolutamente ridotta la massa lipidica. I vantaggi degli alimenti integrali si vedono nell'acquisizione di una maggiore armonia interiore ed in un metabolismo più veloce. Ma adesso sappiamo che anche il cuore li preferisce!   Maria Melania Barone ..........................................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più sulle malattie cardiovascolari? Italiani: quasi uno su 2 è sovrappeso ed il giro-vita è in costante crescita - Colesterolo e trigliceridi: conoscere per stare in salute
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    Fumo addio col metodo Allen Carr Prevenzione malattieLeggi lo speciale Smettere di Fumare [18 Agos. 2011] Fumo… Il più grande vizio e la cosa più difficile da abbandonare. Ma per molti non è stato così. É vero che siamo tutti diversi e che abbiamo storie diverse, ma ci sono dei meccanismi nel nostro corpo che sono gli stessi. É su questi meccanismi che dobbiamo operare. Questo metodo invece è peculiare perché si adatta alla persona ed alle sue esigenze. Scopriamolo insieme.
    Allen Carr ha inventato il famoso metodo Easy Way per smettere di fumare. Ma cosa ha di diverso questo metodo Allen Carr? Fondamentalmente nulla perché racconta cose ovvie. Il metodo Easy Way si basa su alcune sedute esplicative per quanto concerne i meccanismi psicologici che inducono un soggetto ad essere dipendente più che dalla nicotina, dalla sigaretta. Persone che hanno provato il metodo Allen Car hanno giurato che fin dalla prima seduta la necessità di fumare era diminuita ed ara aumentata invece la riflessione su questa attitudine.   E' singolare che questo metodo sia stato inventato da una persona che non ha mai studiato psicoterapia perché si avvale di tecniche mutate della psicologia cognitiva. A rendere il metodo Allen Carr così quotato è infatti la sua promessa che al termine della terapia di gruppo non si ingrassa e non si hanno crisi d'astinenza, quelle che fanno più paura ai fumatori. Una crisi d'astinenza può manifestarsi con periodi di stress anche molto intenso. Molti invece sono convinti di ingrassare. Per questo la maggior parte dei fumatori cerca sempre di rimandare l'addio alla nicotina.
    Ma è davvero della nicotina che siamo dipendenti? Il fumo è quasi sempre collegato a dei meccanismi psicologici ben definiti. Solitamente è la frenesia delle nostre vite ad indurci a fumare. In alcuni casi l'attività di fumare ci fa sentire attivi e stimola la concentrazione. Ma il metodo Allen Car si avvale semplicemente di seminari di gruppo che durano anche 5-6 ore con alcune pause per concedersi il momento della sigaretta che sarà comunque gustato gradualmente in modo sempre diverso. Al termine della seduta l'approccio alla sigaretta sarà molto difficile e nel 45% dei casi scompare sin dalla prima seduta. E' sufficiente seguire alcune altre sedute per smettere definitivamente di fumare: al termine ben il 55% delle persone giudica questa terapia "vincente". Allora, cosa aspetti a dire addio alla sigaretta?   Maria Melania Barone .............................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più sui danni del fumo? Leggi: Smettere di fumare senza ingrassare - Donne e fumo: smettere con il trattamento integrato
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    L’Intelligenza? È open air Prevenzione malattie É all'aria aperta che la nostra attività cerebrale viene favorita e stimolata e, con essa, aumenta anche l'intelligenza. Soprattutto quest'ultima viene stimolata da un batterio scoperto recentemente dall'università di New York.   Si chiama Mycobacterium vaccae ed è un parente del batterio che causa la tubercolosi, ma di tipo benefico. Venne isolato la prima volta negli escrementi delle vacche, quando ancora non si sapeva nulla su questo batterio. Oggi invece, grazie alle ricerche degli studiosi del Sage College di Troy, nello stato di New York, si sa molto di più.   Il batterio viene trasportato dal vento e inalato dagli animali e dagli esseri umani. La sua azione benefica consente di stimolare il cervello e produrre la serotonina, un ormone importante per la nostra attività cerebrale, per il nostro umore e la nostra intelligenza.   Prima si trattava solo di un'ipotesi, oggi invece possiamo affermarlo grazie ad esperimenti condotti su alcuni animali. I ricercatori, guidati da Dorothy Matthews, hanno usato alcuni topolini da laboratorio divisi in due gruppi: il primo gruppo ha seguito un'alimentazione in cui era presente questo batterio, il secondo gruppo invece seguiva un'alimentazione in cui questo batterio non era presente. Al termine dell'esperimento i topolini sono stati messi alla prova con il classico labirinto. Tutti coloro che trovavano l'uscita in modo più rapido e corretto senza barare saltando da una parete all'altra potevano essere ritenuti "topolini intelligenti". Inutile dire che coloro che si erano nutriti di bacterium vaccae avevano dato delle ottime performance a differenza dei topolini del primo gruppo.   Ma non è tutto. Gli stessi topolini del primo gruppo poi sono stati sottoposti ad un'alimentazione che non prevedeva più questo batterio ed il risultato è stato totalmente opposto al precedente. Questo esperimento è importantissimo perché potrebbe modificare seriamente le modalità con cui affrontare le attività didattiche e costituire un valido aiuto per quanti vogliano superare la propria ansia o la propria depressione.   Maria Melania Barone
    Vuoi saperne di più sui benefici dell'Open air? Leggi Coltivare la bellezza dei capelli - Soffrire di Metereopatia
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    Fermenti lattici e flora intestinale Prevenzione malattieLeggi lo Speciale su: Fermenti Lattici

    Fattori determinanti per mantenere una flora intestinale equilibrata sono: la dieta, l'attività fisica, una evacuazione regolare, l'ingestione di adeguate quantità di liquidi. È infatti la flora intestinale quella che colma carenze nutrizionali, attiva il sistema immunitario, protegge da sostanze tossiche, controlla lo sviluppo di miceti che, come la candida, determinano patologie aggressive soprattutto nei riguardi del corpo femminile. La flora sostiene e promuove importanti funzioni intestinali:

    - favorisce i processi digestivi, tramite la produzione d'enzimi,
    - interviene nella sintesi di vitamine (K e gruppo B),
    - provvede alla formazione di pigmenti biliari, di micronutrienti e di altre sostanze utili,
    - sintetizza sostanze ad azione antimicrobica,
    - stimola la risposta del sistema immunitario intestinale,
    - migliora e stabilizza la funzione di barriera intestinale,
    - regola la motilità del tubo digerente e la composizione dei gas intestinali e delle feci,
    - partecipa alla regolazione del pH dell'ambiente gastrointestinale.

    Alcuni ricercatori paragonano il tratto intestinale con la sua flora ad un organo vero e proprio, anche se spesso dimenticato e trascurato, che va alimentato in maniera corretta ai fini di una BUONA SALUTE. Alcuni dei microrganismi componenti la flora, vengono definiti probiotici (termine che significa: in favore della vita), in quanto se ingeriti - migliorando il bilancio della flora intestinale - danno benefici e contribuiscono al benessere dell'organismo.

    Per essere considerati probiotici, i microrganismi debbono essere:

    1 - normali componenti della microflora intestinale umana;
    2 - assolutamente sicuri;
    3 - resistenti ad un basso pH, alla bile e al succo pancreatico

    Un buon funzionamento dell'intestino dipende, quindi, dalla flora batterica, dalla temperatura e dal pH. Alcune zone dell'apparato intestinale risultano acide, altre neutre ed altre basiche. Nello stomaco e nel duodeno, in cui l'ambiente è acido e ricco di ossigeno, si sviluppano batteri aerobi (la presenza di anaerobi nello stomaco è invece un segnale patologico) come i LATTOBACILLI, strettamente fermentativi. Nella fermentazione questi batteri producono acido lattico, quale metabolita intermedio. Ad oggi, ne sono stati isolati 56 specie, tra cui :

    L. Acidophilus, L. Bulgaricus,
    L. GG (L.Rhamnosus o L. Casei sottospecie Rhamnosus),
    L. Plantarum, L. Reuteri, L. Salivarius.

    Nel crasso sono invece presenti i BIFIDOBATTERI batteri anaerobi che, come tutti i probiotici, proteggono la zona intestinale per la loro capacità di :

    - colonizzare la mucosa intestinale del colon rafforzandola;
    - inibire batteri potenzialmente carcinogeni che operano la trasformazione di nitrati in nitriti
    - produrre acido acetico e acido lattico, che aumentano l'acidità del tratto intestinale e creano così un ambiente ostile a molti patogeni;
    - rilasciare sostanze antimicrobiche: batteriocine e perossido di idrogeno;
    - stimolare risposte immunitarie non specifiche. Infatti, sulle pareti intestinali esistono numerose stazioni linfatiche (Placche di Peyer) tramite le quali l'intestino è collegato al sistema immunitario.
    Anatomia dell'Intestino Prevenzione malattieLeggi gli Speciali su: Colite e Fermenti Lattici

    La funzione principale dell'intestino (fig. 1) è quella di digerire gli alimenti, di assimilare le sostanze ottenute con la digestione e di eliminare scorie e sostanze nocive. La sua lunghezza corrisponde in genere a 5-6 volte l'altezza: per un adulto di circa 1,80 m è di circa 10 metri.

    Per svolgere le sue funzioni deve essere in continuo movimento al fine di trasportare per tutta la sua lunghezza il contenuto intestinale, costituito da sostanze digeribili e scorie. La parete intestinale, formata da più strati, ha una muscolatura liscia molto sviluppata, regolata sia dall'azione del sistema nervoso autonomo, che da un sistema nervoso enterico detto anche "CERVELLO ENTERICO". La mucosa intestinale ospita circa cento milioni di neuroni, che sono in grado di far funzionare l'intestino indipendentemente dal sistema nervoso centrale: infatti un pezzo di intestino isolato dall’organismo può continuare a funzionare e, dopo 30 anni di ricerche, il neurobiologo Michael D. Gershon individua il "SECONDO CERVELLO" dell'uomo, in questo reticolo di cellule nervose presenti nella mucosa intestinale.

    Da un punto di vista anatomico l'intestino si divide in 3 parti : tenue, crasso e retto.

    La prima parte dell'intestino tenue è il cosiddetto "duodeno", che inizia dopo lo stomaco; la seconda parte viene chiamata "ileo". La mucosa che riveste il tenue è costituita da un'ampia superficie assorbente con estroflessioni, i "villi", dotati di capillari e collegati al sistema linfatico. Dal "cieco", terza ed ultima parte del tenue, localizzato sulla destra del basso addome, si passa poi all'intestino crasso il vero e proprio impianto di smaltimento di rifiuti, suddiviso a sua volta in tre parti:

    1. "colon ascendente" che risale verso l'alto.
    2. "colon traverso" che scende al di sotto dell'addome piega verso sinistra in corrispondenza della milza e poi si dirige verso il basso.
    3. "colon discendente" che continua nel retto.

    L’intestino, alla nascita sterile, in poco tempo è colonizzato da una popolazione batterica (fig. 2), comunemente definita "FLORA INTESTINALE" che riveste le pareti interne dell'intestino e comprende più di 500 specie, si sviluppa prevalentemente nel crasso ed è in genere costituita da:

    - 80% di batteri buoni che provocano la fermentazione, soprattutto LATTOBACILLI e BIFIDOBATTERI;
    - 20% di batteri che provocano la putrefazione, in particolare ESCHERICHIA COLI, BACTEROIDES, EUBACTERIA,CLOSTRIDIUM.
    Raffreddori invernali? Basta lo sport! Prevenzione malattie Leggi lo Speciale: Influenza 2011   Per vincere i raffreddori invernali basta fare sport. Lo dice un recente studio che mette in risalto i maggiori benefici arrecati da un'ora di sport quotidiano.   E tu ami fare sport d'inverno? Molte donne lo fanno perché sostengono di sentirsi meglio fisicamente, altre invece si lasciano prendere dalla pigrizia e preferiscono non sudare per non prendere raffreddori e febbri. Ma non è dello stesso parere il team dell'Università del North Carolina che sostiene che lo sport aiuta a vincere il raffreddore, nonostante le grandi sudate!   Come si è giunti a questa conclusione su salute e sport? I ricercatori hanno esaminato 1002 adulti del Wisconsin di età compresa tra i 18 e gli 85 anni. E poi li hanno classificati in due gruppi: persone attive e persone meno attive. Coloro che risultavano attivi per almeno 5 giorni alla settimana, presentavano una minore probabilità di contrarre raffreddore, oppure di contrarlo in modo molto blando. Ma si tratta di una differenza considerevole: circa il 46% in meno rispetto all'altro gruppo. Questa caratteristica risultava costante anche se si raffrontavano persone di età avanzata. Inoltre le persone attive accusano sintomi più blandi rispetto a chi conduce una vita sedentaria.   Lo studio è stato pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ed ha evidenziato solo uno degli aspetti positivi che lo sport riesce a garantire all'organismo. Infatti a ciò bisogna aggiungere che l'attività fisica aiuta le articolazioni, regolarizza la pressione sanguigna e i battiti cardiaci, aiuta il metabolismo nello smaltimento dei grassi e garantisce una forma fisica invidiabile!   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sul raffreddore? Leggi Influenza e raffreddore addio grazie ai rimedi naturali - Febbre e raffreddore: 7 miti da sfatare   Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie 10 cose che non sai sul raffreddore Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Influenza stagionale 2011

    Sono numerose le persone che ogni inverno fanno i conti con il raffreddore: naso che cola, notti insonni e senso di spossatezza. Come tutelarsi da questo classico malanno di stagione? Qualcuno prende delle vitamine, altri non escono di casa senza maglia della salute e cappello e poi c’è chi è fatalista. Una cosa è sicura, esistono tanti luoghi comuni su questo virus e molte volte sono delle vere e proprie leggende metropolitane.
    Ecco 10 cose che spesso non si sanno sul raffreddore:
    Ci vogliono 48 ore per essere infettati: Stare con una persona raffreddata non significa prendere il raffreddore: ci vogliono almeno due giorni perché il virus manifesti i suoi sintomi. Quindi se avete il dubbio di essere stati infettati potete giocare d’anticipo, utilizzando i nuovi spray nasali che assunti nel periodo di  sospetto contagio bloccano il virus.
    200 raffreddori nel corso di una vita: Proprio così, le persone contraggono questo virus in media 200 volte in 75 anni.  Conti alla mano: se un raffreddore dura circa 4 o 5 giorni, significa che passiamo circa 3 anni della nostra vita a soffiarci il naso.  Secondo Roger Henderson, esperto britannico di raffreddore e influenza, solo in metropolitana transitano nell’ora di punta almeno 150 persone che possono essere infettate da un solo starnuto.
    I raffreddori non sono poi così contagiosi: Non pensiate che sia così semplice ammalarsi, non basta stringere la mano a una persona infetta. Nonostante sia la malattia più diffusa al mondo, il nostro corpo deve essere predisposto ad accogliere il virus. Una Recente Ricerca del Cardiff University Common Cold Centre ha verificato che è estremamente difficile il contagio se il fisico non è già debilitato.
    Il Raffreddore fa ingrassare: Se la lotta ai chili di troppo è uno dei vostri principali pensieri, state attenti a non ammalarvi. A dirlo sono i ricercatori del Pennington Biomedical Research Centre (Lousiana), che hanno isolato l’adenovirus, responsabile di raffreddori, congiuntiviti e infezioni respiratorie. È anche in grado di trasformare alcune cellule staminali in cellule adipose, facendo aumentare così la massa grassa.
    Dormire bene previene il raffreddore: Coloro che riescono a riposare almeno sette-otto ore per notte combattono più velocemente i sintomi della malattia, inoltre avere un sonno regolare aiuta ad ammalarsi meno. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università di Pittsburgh che hanno verificato come le persone con ritmi circadiani equilibrati hanno tre volte in meno la possibilità di contrarre tutte quelle malattie legate alla circolazione dei virus invernali, come l'influenza, il raffreddore e le sindromi parainfluenzali.
    La vitamina c non protegge dal raffreddore: Quante volte ci siamo sentiti dire: “mangia un arancio, così non ti ammali”. In realtà non è totalmente vero. La C è poco efficace come protezione nei confronti del raffreddore. Questo è quanto sostengono i ricercatori dell’Australian National University e dell’Università di Helsinki, in Finlandia. È molto più efficace la A, che rafforza le mucose che hanno il compito di funzionare da filtro rispetto agli agenti patogeni o anche al solo freddo.
    Fare sport contro il raffreddore: Può sembrare assurdo, ma il modo migliore per curarsi non è quello di chiudersi in casa e stare sotto le coperte. Secondo uno studio dell’ Appalachian State University, per stimolare il sistema immunitario ci vuole un po’ di moto: fare almeno cinque volte la settimana una piccola passeggiata di 30 minuti. Secondo uno studio dell'Università del North Carolina, chi ha una vita sedentaria rischia di ammalarsi il doppio rispetto a chi pratica sport e con oltre il 30 per cento di possibilità in più di avere sintomi più intensi e duraturi.
    Il latte materno per prevenire il raffreddore:
    All’interno del latte della mamma è presente l’acido laurico che ha proprietà antibatteriche. I piccoli sono tutelati dall’allattamento al seno, ma gli adulti come possono assumerlo? Questo acido si trova anche nel latte di mucca e di capra, come nell'olio di cocco e quello di palmisti. Data la scarsa presenza negli alimenti, l'acido laurico viene oggi commercializzato come integratore.
    Echicacea, tiene lontano il virus? Sono anni che le persone assumono l’estratto di Echinacea per tutelarsi dai malanni di stagione. Secondo gli scienziati dell'American College of Physicians stanno buttando via i loro soldi. Questo popolare rimedio non è più efficace di un placebo nel migliorare un raffreddore e nel ridurre la gravità dei sintomi.
    Le bevande calde diminuiscono i sintomi.
    I classici rimedi della nonna, dalla cioccolata al brodino, sono effettivamente molto utili. Un recente studio inglese pubblicato sulla rivista Rhinology consiglia di sorseggiare qualcosa di caldo per ottenere un sollievo immediato.
     
    Amniocentesi? Oggi basta l'analisi del sangue! Prevenzione malattie Il sesso del futuro nascituro è sempre meno un mistero. I ricercatori americani oggi hanno scoperto un nuovo metodo non solo per vedere se il bimbo sarà maschio o femmina, ma anche per mappare l'intero genoma. Basteranno le analisi del sangue della mamma.   Da uno studio condotto dai ricercatori della Ravgen Inc., azienda biotech americana con sede a Columbia nel Maryland ne emerge che le analisi del sangue potrebbero sostituire definitivamente l'amniocentesi. L'amniocentesi è un test prenatale intensivo che, in alcuni casi, può mettere a rischio la gravidanza.   E' importante invece salvaguardare il benessere della mamma e la salute del feto con metodi "soft" come l'analisi del sangue. L'amniocentesi invece è consigliata a donne di età pari o superiore ai 35 anni o che hanno avuto bambini con anomalie. Si realizza prelevando con un ago un po’ di liquido amniotico con un consequenziale rischio di aborto che oscilla tra lo 0,5 e l'1%. In questo modo si esclude al 100% il rischio di malattie metaboliche, anomalie cromosomiche e disturbi legati al sesso.   Invece il nuovo test si effettua usando un conservante, la formaldeide, che aumenta la quantità di DNA del feto rendendo possibile l'analisi nel campione di sangue materno, che altrimenti sarebbe insufficiente per poter diagnosticare la presenza di malattie come la sindrome di Down o la spina bifida. In alcuni esperimenti la quantità di DNA nel feto è stata aumentata in percentuali che oscillano tra il 7,7 ed il 20%. Non è detto che sarà adottato in futuro proprio questo metodo. Bisogna infatti ancora valutare eventuali complicazioni, ma questo metodo costituisce un passo avanti: in futuro si ha dunque la speranza di poter sostituire dei metodi tradizionali con metodi non invasivi.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla  gravidanza? Leggi: Sport in Gravidanza, quale scegliere? - Toxoplasmosi: 7 regole per la tua gravidanza

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    A che età smettere di fumare prima che sia troppo tardi? Prevenzione malattieLeggi lo speciale Smettere di Fumare

    Leggi lo speciale: Anno Nuovo 2011

    Il fumo è forse il nemico numero uno dei polmoni, ma anche di moltissimi altri organi e parti del corpo. Nonostante la scritta “il fumo uccide” campeggi minacciosa su tutti i pacchetti, gli amanti delle “bionde” continuano ad aumentare, soprattutto tra i più giovani. Ma esiste un’età limite entro la quale, se non si smette di fumare, i danni diventano irreversibili e potenzialmente letali?   Fumare, si sa, dà origine ad un decadimento progressivo ed inarrestabile del corpo umano. Il fumo intacca in primis l’apparato respiratorio (polmoni, faringe, laringe, cavità orale) ma anche il sistema circolatorio, il cuore, il cervello, il sistema riproduttivo, la vescica, la cute, i reni, i muscoli e molto altro.   Si è stimato che, mediamente, il fumo accorci la vita di 12 anni. Man mano che l’età della prima sigaretta scende, le conseguenze diventano quindi più gravi e preoccupanti.   Secondo alcune statistiche in ben la metà dei fumatori le cause della morte possono essere ricondotte al fumo. All’interno di questa casistica ben un quarto delle morti avviene nella fascia d’età compresa tra i 35 ed i 65 anni. Un altro quarto perde la vita dopo i 65 anni. Possiamo quindi intuire che l’insorgenza di problemi gravi nei fumatori spesso non coincide con la vecchiaia ma con l’arrivo dei cosiddetti “anta”.   Una recente ricerca firmata dal Peninsula Medical School di Devon e pubblicata sul British Medical Journal ha evidenziato che smettere di fumare sarebbe più facile quando si va in pensione (oltre, cioè, il raggiungimento dei 50 anni di età). Questo perché con la pensione molti fattori di stress e nervosismo ricollegabili al lavoro vengono meno. Dire no alle sigarette oltre i 50 anni, però, potrebbe non essere sufficiente ad annullarne gli effetti negativi. A questa età, infatti, il corpo inizia a risentire non solo dei danni del fumo ma anche dei normali acciacchi senili.   Ovviamente smettere di fumare è un traguardo che andrebbe raggiunto il prima possibile. Iniziando attorno ai 15 anni e continuando per 10/20 anni si corre già un elevato rischio di contrarre tumori di vario tipo e di compromettere gravemente le attività di reni, cuore, polmoni, vescica, stomaco e cervello. E’ pur vero che, andando avanti con gli anni, i fumatori fanno più fatica a “disintossicarsi” dalle bionde finché non è ormai troppo tardi.   Per poter permettere al corpo di ripristinare le sue funzioni e di tornare alla semi-normalità dopo anni o decenni di fumo accanito bisognerebbe spegnere l’ultima sigaretta prima dei 30/40 anni (a seconda dell’età in cui si è fumata la prima “bionda”).   Basti pensare che:   Ad appena 20 minuti dallo spegnimento dell’ultima sigaretta, sia la pressione che il battito del cuore rallentano, tornando gradualmente ai loro livelli normali.   Dopo 30 giorni anche la respirazione e la capacità polmonare aumentano (di circa il 30%, secondo le stime degli esperti).   Dopo 5 anni, la possibilità di avere un attacco di cuore si dimezza.   Dopo un decennio, anche il rischio di ammalarsi di tumore al polmone si dimezza.   Secondo le ultime ricerche, per chi smette di fumare prima dei 35 anni il rischio di morte per cause ricollegabili alle sigarette viene annullato, tornando ai livelli dei non-fumatori.   Altri dati sono indicativi per comprendere quanto sia importante dire no alle sigarette prima dei 30/40 anni:   Tra i trentenni uomini che smettono di fumare, 1 su 7 potrà evitare di ammalarsi di tumore al polmone.   Tra i quarantenni uomini, 1 su 8 eviterà la terribile neoplasia.   Per chi smette a 50 anni, il tumore al polmone risparmierà 1 uomo su 10 ed 1 donna su 14.   Tra i sessantenni che smettono, si salverà appena 1 uomo su 17 ed 1 donna su 24.   Va fatta una ulteriore precisazione per la casistica collegata alle donne in gravidanza di qualsiasi età. Anche se non volete smettere definitivamente di fumare (glissando sulle implicazioni morali della questione), sappiate che esiste un limite massimo per spegnere l’ultima “bionda” prima che i danni del fumo intacchino irreversibilmente lo sviluppo del feto. Questo limite è stato fissato alla quindicesima settimana di gravidanza.   Lucia D’Addezio .............................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più suli danni del fumo? Leggi:  Smettere di fumare senza ingrassare - Smettere di fumare con la sigaretta elettronica
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    La menopausa è un piacere se affrontata correttamente Prevenzione malattie Le donne italiane in menopausa sono una forza della natura, sempre più giovanili non si sottraggono al piacere di nuovi amori. Ma recenti studi ricordano quanto sia importante prevenire anche il rischio cardiovascolare.   La settimana scorsa a Roma sono stati presentati ai medici di famiglia i risultati di alcune ricerche ed è emerso che le donne in menopausa oggi hanno un approccio molto diverso con la sessualità e col proprio corpo. Amano sentirsi giovani, il divorzio avviene intorno ai 43 anni ma non vivono il resto della vita in solitudine anzi! Sono delle vere rubacuori e capita perfino che decidano di procreare anche dopo i 50 anni. Nel 2008 le neo-mamme ultra cinquantenni erano infatti 107 in tutta Italia.   Tuttavia questo non vuol dire che le donne sulla soglia della menopausa siano sempre felicissime. I sintomi della menopausa sono comunque presenti. Il sondaggio fatto a Novembre da oltre 200 medici rivela infatti che il 94% delle pazienti sintomatiche prova vampate di calore, il 49% sbalzi di umore, il 39% sudorazioni, il 35% aumento di peso. Nel 57% dei casi viene prescritta una terapia per i disturbi, e per il 67% delle donne è quella ormonale sostitutiva (TOS).   Tuttavia non bisogna negare che queste terapie possono avere degli effetti collaterali. La nuova terapia con drospirenone invece ha dimostrato di ridurre i fattori di rischio cardiovascolare come afferma Marco Gambacciani, dell’Unità di Menopausa e Osteoporosi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. In questo modo migliora la qualità di vita ed anche le aspettative di vita. Il rischio cardiovascolare infatti è spesso ignorato dalle donne, ma ne costituisce il primo fattore di morte.
    Le donne che seguono questa nuova terapia infatti, hanno dimostrato una riduzione della mortalità del 30%. In particolare La terapia con Angeliq (drosperinone 2 mg e 17beta-estradiolo 1 mg) ha dimostrato di abbassarla fino a 9 mmHg in donne ipertese già trattate e, in pazienti ai limiti dell'ipertensione arteriosa l’ha riportata a valori più accettabili.   É importante che le donne in menopausa sappiano questo perché circa 10-15 anni dopo la menopausa si intensifica il rischio cardiovascolare. Solitamente il fumo di sigaretta anticipa la menopausa di due anni o più. "Bisognerebbe" - afferma la dott.sa Micheli - " che le donne cominciassero a pensare fin da giovani alla salute del cuore". E allora, se sei in menopausa cerca di affrontare i sintomi nel modo più adeguato: rivivrai certamente una seconda giovinezza!   Maria Melania Barone   ..........................................................................................................................................................  
    Vuoi saperne di più sulla Menopausa? Sesso dopo la menopausa - Menopausa: Sintomi e Rimedi
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    Succo di Melograno: un potente toccasana Prevenzione malattie Lo sapevi che il melograno preserva il nostro organismo da molte malattie? Oggi la scienza ha dato dignità scientifica alle sue virtù decantate fin dall’antichità: oggi scopriamo che il frutto fa anche bene ai reni ed aumenta la longevità in persone a rischio dialisi.   In alcune culture orientali regalare un melograno significa augurare salute, benessere e fertilità. Non è un caso che il melograno fosse una pianta sacra per le dee Giunone e Venere. Il melograno è uno dei pochi frutti che realmente possono aiutare la salute. Non avevano torto gli antichi se oggi la scienza ha messo in risalto le potentissime virtù antiossidanti del melograno: è originario dell'Asia Centrale ed è in grado di preservare da moltissime malattie.   Il melograno ha proprietà astringenti e diuretiche, grazie alla presenza del tannino ed è ricco di vitamina A e vitamina B. Nell'antica Grecia il melograno veniva prescritto come antinfiammatorio e la scorza, nel XIX secolo, veniva usata contro la tenia grazie alla presenza di alcaloidi.   Un medico israeliano, Michael Aviram, biochimico al Lipid Research Laboratory del Rambam Medical Center di Haifa (Israele), ha evidenziato l'altissimo contenuto di flavonoidi che sono in grado di proteggere cuore, arterie e combattere le cellule tumorali. Importantissimo però è cogliere le melegrane mature e non acerbe perché una volta tolte dall'albero non maturano più.   Tra le azioni benefiche del melograno spicca oggi quella che interessa di più i nefropatici: il melograno allontana il rischio di dialisi. Ha un'azione anticancerogena dovuta alla presenza di acido ellagico che interagisce con molti aspetti del metabolismo cellulare, come quelli coinvolti nella formazione del tumore. Riduce il tumore alla prostata, alla mammella ed ai polmoni, come hanno dimostrato nel 2007 un gruppo di ricerca guidato da Hasan Mukhtar del Cancer Chemoprevention Program dell’Università del Wisconsin Paul P. Carbone Comprehensive Cancer Center.   I polifenoli contenuti nel melograno aiutano anche nella prevenzione del tumore della pelle. I benefici per la salute cardiovascolare sono stati ampiamente dimostrati da alcuni studi: per i ricercatori il Melograno rallenta lo sviluppo dell’arteriosclerosi, abbassa la pressione sanguigna sistolica e migliora il profilo lipidico. Inoltre migliora la perfusione e riduce la pressione nei pazienti con stenosi carotidea. Ha un'efficace azione contro il diabete poiché gli zuccheri presenti non sono responsabili di aumento glicemico.   Il melograno riduce anche le proteine che sono responsabili della formazione del morbo di Alzheimer. A questa soluzione è giunto un gruppo di ricerca americano. Attività antibatterica contro virus, funghi e parassiti. Virtù gastroprotettive rispetto ai danni indotti da etanolo. I polifenoli rafforzano infatti la mucosa gastrica. Alcuni ricercatori del della Case Western Reserve University hanno rilevato che le sostanze antiossidanti presenti nei melograni possono contrastare la osteoartrite. Il melograno contiene sostanze estrogeniche importanti contro i disturbi della menopausa: depressione e fragilità ossea. Inoltre riduce le probabilità di lesioni cerebrali del feto e riduce anche la sterilità maschile.   Maria Melania Barone

    Consigli pratici per una spremuta di melograno

    Per preparare un buon succo di melograno esistono vari metodi di spremitura dei chicchi: se possiedi una centrifuga, utilizzala mettendo dentro i chicchi e poi passa il tutto con un colino, puoi utilizzare anche lo schiacciapatate o il passaverdura posizionando un recipiente abbastanza grande sotto per evitare gli schizzi.

    Il metodo più veloce e pratico è senza dubbio quello dello spremiagrumi: taglia il melograno a metà e spremilo come un normale limone! Questa tecnica, davvero molto semplice, è anche quella utilizzata nei paesi mediorientali dove la spremuta di melograno è una bevanda molto diffusa, venduta in bar e chioschi. Gli spremiagrumi però sono d'acciaio e molto resistenti


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    Vuoi saperne di più sulle proprietà nutritive degli alimenti? Leggi: Le crucifere - Le proprietà curative di orzo e melograno
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    Influenza stagionale: come si riconosce Prevenzione malattie Leggi lo Speciale: Influenza stagionale 2011   Gli esperti hanno previsto per l’inverno 2010-11 dai 2 ai 5 milioni di casi di influenza. Per tutti gli altri, la stagione fredda riserverà solo i comuni malanni invernali: tosse, raffreddore o qualche grado di febbre.   Con l’influenza stagionale in arrivo, memori del caos scatenato l’anno scorso dalla mai avvenuta “pandemia”, molti si staranno domandando come fare a distinguere un comune raffreddore o un po’ di febbre dal temuto virus influenzale. Ecco qualche consiglio su come accertarsi di avere l’influenza.   Innanzitutto, il virus influenzale fa la sua comparsa con febbre improvvisa ed elevata (oltre i 38 gradi). Se avete solo qualche grado di febbre e nessun altro sintomo potete quindi stare tranquilli, probabilmente siete stati colpiti da un virus “parainfluenzale”. L’incidenza di molti di questi virus cosiddetti “parainfluenzali”, infatti, è parallela a quella dell’influenza invernale ed è molto facile cadere nell’errore.   Altro segnale inconfutabile dell’arrivo del virus è la presenza di altri sintomi, oltre alla febbre alta, come dolori muscolari, sensazione di debolezza, affaticamento e spossatezza. In aggiunta ci sono anche i sintomi respiratori come tosse, raffreddore, catarro, muco, etc.   Ricordiamo che l’eccezione a queste regole di base per riconoscere l’influenza stagionale è rappresentata da due categorie a rischio: gli anziani ed i bambini. In entrambi, infatti, il virus influenzale può manifestarsi anche con febbre non molto elevata.   La campagna di vaccinazione è ancora in atto e gli esperti raccomandano il vaccino innanzitutto alle categorie a rischio ma anche ad altri soggetti, ovviamente sotto consiglio medico. Il vaccino è efficace nell’80% dei casi ed è gratuito per malati cronici, asmatici, diabetici, anziani, personale medico e sanitario.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: 5 rimedi naturali contro l'influenza  - Tosse: ecco 4 rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie Acqua all'arsenico e Bambini: i comuni fuorilegge Prevenzione malattie Bere l’acqua del rubinetto può essere pericoloso. Da giorni si parla di tracce d’arsenico nell’acqua potabile di ben 128 Comuni italiani e la Commissione Europea ha bocciato le richieste di deroga per le forniture che superano i livelli fissati per legge nelle regioni Campania, Lazio (solo qui sono presenti 91 comuni “fuori limite”), Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria.   Per l’Istituto superiore di sanità si sta facendo un po’ troppo allarmismo, perché i limiti dettati dall’ Unione Europea e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riguardano l’assunzione per tutto l’arco della vita e non considerano, invece, un’esposizione temporanea. Bruxelles però ha fissato dei paletti più rigidi per tutelare la salute dei cittadini stabilendo come potabili le acque con livelli di arsenico fino a 20 microgrammi per litro e considerando fuorilegge quelle con valori oltre i 30 microgrammi.   Entrambi i tipi d’acqua, però, sono state vietate ai neonati e ai bambini fino a 3 anni. Sono 22 i Comuni italiani che superano anche questi paletti. A fare il punto della situazione è un’inchiesta de Il Salvagente, che conferma l’allarme lanciato dall’autorità europee e gli eventuali rischi per la salute.   L’avvelenamento da questo metallo, infatti, danneggia il sistema digestivo e il sistema nervoso, oltre a contribuire allo sviluppo di alcuni tipi di tumori (come il carcinoma della vescica o il carcinoma mammario). Quello che va ridimensionato è il numero di Comuni coinvolti: la deroga è stata richiesta oltre un anno fa e, oggi, quasi la metà delle famose città fuorilegge si è rimessa in regola.   Nonostante ciò sono circa 70 i comuni dove bisognerebbe evitare di bere l’acqua del rubinetto perché l’arsenico varia tra i 20 e i 50 microgrammi. Inoltre, in 22 comuni non bisogna far avvicinare i bambini al rubinetto. Nonostante la preoccupazione generale, le amministrazioni dei famosi 128 Comuni coinvolti non hanno mosso un dito (tranne Luson, provincia di Bolzano, e Velletri, provincia di Roma), mentre avrebbero dovuto chiudere i rubinetti o fare un'ordinanza pubblica per vietare l'uso alimentare dell'acqua di casa, almeno per i bambini.   Ecco i 22 comuni, dove l’acqua presenta valori tra i 10 e i 20 mcg/l. Derogabile per l' Unione Europea ma assolutamente non adatta ai bambini dai 3 anni in giù.   TRENTINO ALTO ADIGE Trento-Cantanghel
    LOMBARDIA Cava Manara (Pavia) Gambolò (Pavia) Marcaria (Mantova) Roncoferraro (Mantova) Viadana (Mantova)
    TOSCANA Campiglia Marittima (Livorno) Castelnuovo Val di Cecina (Pisa) Pomarance (Pisa) Piombino (Livorno) Suvereto (Livorno)   LAZIO Albano Laziale (Roma) Aprilia (Latina)    Ariccia (Roma) Castel Gandolfo (Roma) Castel Nuovo di Porto (Roma) Cori (Latina) Genzano di Roma (Roma) Lanuvio (Roma) Lariano (Roma) Tolfa (Roma) Trevignano Romano (Roma) ..................................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più sulla salute? L
    eggi  Rifiuti: come produrne menoAcqua: del rubinetto o in bottiglia?
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    Influenza 2010: nuova pandemia o allarme rientrato? Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Influenza stagionale 2011

    Vi ricordate tutti del famigerato virus H1N1? L’anno scorso, di questi tempi, tutti i media diffondevano notizie allarmanti sull’arrivo del letale virus influenzale stagionale; eppure la tanto proclamata “pandemia” non è si mai concretizzata. Cosa accadrà quest’anno?   Nonostante gran parte del Nord Europa sia stato già interessato dall’arrivo dell'influenza stagionale, in Italia i primi casi sono stati registrati appena qualche giorno fa. In uno dei malati (a Mantova) è stato anche rilevato il virus H1N1 ma, nonostante le prime preoccupazioni, le previsioni degli esperti dipingono l’influenza stagionale 2010 come “non allarmante”.   L’incidenza dell’influenza sarà di media entità e non “pandemica” come quella dell’anno scorso: parola di Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, che ha rassicurato gli italiani confermando che si attendono dai 2 ai 5 milioni di malati con numeri variabili a seconda delle temperature che farà registrare l’inverno. La campagna di vaccinazioni è tuttora in atto e continuerà fino alla fine di dicembre.   Il vaccino è gratuito per le categorie a rischio:
      malati cronici;   anziani;   personale medico-sanitario;   soggetti che lavorano a stretto contatto con il pubblico.   Si ricorda di consultare il proprio medico di fiducia prima di procedere alla vaccinazione.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: Febbre e raffreddore: 7 miti da sfatare  - Tosse: ecco 4 rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
    5 Rimedi naturali contro l'Influenza Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Influenza stagionale 2011Leggi lo speciale Diete efficaci

    Le vacanze di Natale sono una sorta di manna per i lavoratori, peccato che puntualmente raffreddore e influenza fanno saltare i festeggiamenti o le gite fuori porta proprio all’ultimo momento. Ci sono però dei metodi naturali ed efficaci per aiutare il nostro sistema immunitario a combattere i mali di stagione. Ovviamente, il segreto è rinforzare la nostra alimentazione con i cibi e i prodotti giusti.   Aglio contro l’influenza. In molti non lo usano perché è difficile da digerire e poi lascia un alito sgradevole, ma l’aglio oltre essere uno degli elementi base della cucina è un potente battericida e può essere utilizzato come antisettico, come preventivo dell'influenza e come curativo di alcune malattie delle vie respiratorie. Il consiglio è di mangiarlo a crudo, se però non sopportate il sapore, potreste fare una tisana a base di limone e aglio.
    Vitamina D. Questa sostanza è importantissima per non ammalarsi. Un recente studio, pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition, ha dimostrato che i bambini che prendono supplementi di Vitamina D hanno il 40% di possibilità in meno di ammalarsi. La Vitamina D aiuta le cellule immunitarie a individuare e distruggere i batteri e i virus. In cucina la trovate nei latticini, nel pesce, nelle uova, nel fegato e nelle verdure verdi.
    Bere tè verde. Il tè verde è uno degli antiossidanti più importanti che abbiamo in natura, grazie alla sostanza ECGC (Epigallocatechina Gallata), cento volte più efficace della vitamina C contro i radicali liberi. Alla base di questo infuso ci sono le catechine, un particolare tipo di polifenoli, molto efficaci contro i ceppi influenzali, tanto che è consigliato anche per proteggersi dalla famosa influenza suina. Se proprio non vi piace il tè verde, potreste sostituirlo con il tè rosso o rooibos (noto anche come karkadè), che oltre ad avere un gusto molto gradevole è in grado di stimolare il sistema immunitario e lenire il dolore.   Aiutarsi con i probiotici. Possiamo anche chiamarli organismi vivi o batteri benefici. Sono presenti nella flora batterica intestinale, essenziale per lo sviluppo e il buon funzionamento del sistema immunitario, oltre che dell’intestino. Potete acquistare qualche integratore o semplicemente mangiare più yogurt, ne esistono di addizionati. I probiotici si ricavano anche da alcuni alimenti indigeribili che ne garantiscono la crescita come i fruttoligosaccaridi, carboidrati derivati dal fruttosio, con l’importante ruolo di riserva energetica per l’organismo, l’insulina e gli amidi di frutta e verdura. Mangiate quindi cereali, vegetali e tante banane.   Integrare la dieta con fibre solubili. Si trovano principalmente nella frutta, in alcuni legumi, nelle verdure e nei fiocchi d'avena. Ma anche negli agrumi e nel miele. Hanno la capacità di combattere le infezioni e garantiscono al corpo tutte le vitamine e i sali minerali essenziali per contrastare l’influenza. L’ideale sarebbe, a colazione, mangiare fibre solubili accompagnate da un po’ di yogurt naturale: un mix perfetto per riequilibrare il corretto funzionamento intestinale.   ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi: Quando i piedi sono sempre gelidi  - Tosse: ecco 4 rimedi naturali Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
    Se sei aggressivo vivi di meno! Prevenzione malattieLeggi lo Speciale IctusLeggi lo speciale Estrogeni

    Una recente scoperta ha trovato una relazione tra alcune componenti caratteriali e la salute del cuore. Le persone colleriche, competitive ed aggressive infatti sono maggiormente propense ad ammalarsi di malattie cardiache. Il risultato è una riduzione delle aspettative di vita.   Essere un po' aggressivi a volte fa bene perché è sinonimo di attività, interazione col mondo esterno, talvolta può essere anche uno sfogo. Ma non bisogna esserlo troppo a lungo. Anche la competizione che è l'istinto più naturale per la sopravvivenza non deve essere preso agli estremi. Il rischio è di avere infarti o ictus. Lo dice una ricerca del Nation Institute of Aging (NIA, sezione dei National Institutes of Health) diretta dalla dottoressa Angelina Sutin e pubblicata su "Hypertension". Il team NIA ha esaminato 5614 persone tra i 14-94 anni di cui le donne erano il 58%. I volontari provenivano da 4 paesi della Sardegna e facevano già parte del Sardinia Study of Aging dello stesso NIA.   Gli individui sono stati selezionati anche su base caratteriale, infatti hanno dovuto rispondere ad un questionario che analizzava onestà, altruismo, modestia, docilità. Successivamente hanno fatto un esame per valutare lo spessore delle carotidi. Dai dati, gli esperti hanno evidenziato come le persone più competitive erano legate ad un maggiore spessore della parete carotidea. Gli stessi esami sono stati ripetuti dopo 3 anni. Ancora una volta, i risultati erano gli stessi per le pesone competitive ed aggressive.
    Ma quelli sono le conseguenze di questo ispessimento delle pareti carotidee legate all'aggressività e alla competizione? Per i ricercatori questa condizione aumenta del 40% il rischio di ictus. Le donne invece sono scientificamente meno predisposte a questo ispessimento.
    Come mai? Per i ricercatori gioca molto l'aspetto emotivo spesso protagonista nel mondo femminile. In compenso questi sentimenti di competizione e rabbia nelle donne diminuiscono gli estrogeni in età fertile. Afferma la dottoressa Sutin, "Le persone che tendono a essere più competitive, più decise a lottare per proteggere i propri interessi personali, mostrano un rischio cardiovascolare superiore".   I modelli caratteriali di base che sono stati identificati dal gruppo di ricerca, sono fondamentalmente due: persone amabili, leali e disposte ad aiutare gli altri, meno esposte alle malattie cardiovascolari. Poi ci sono le persone ciniche, aggressive, manipolatrici, egoiste, arroganti. Queste sono le persone con un cuore a rischio. La ricercatrice ha affermato che proprio sulla base di questo studio tutti i cardiologi dovrebbero inserire il test della personalità tra gli esami da effettuare ai pazienti.   Regolare la propria rabbia e la propria competizione può dunque aiutarci a stare meglio! Anche aiutando il prossimo si può vivere in modo sereno e salutare!   Maria Melania Barone   ...............................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più sull' InfartoCome controllare il sentimento della rabbia - Strategie anti-infarto di lunga durata

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    Le unghie parlano di te Prevenzione malattie Quando le unghie parlano di te? Praticamente sempre! In base alla forma, alla consistenza ed alla rigatura delle unghie potrai capire quali disturbi interessano il tuo organismo e come intervenire.   Se solo fossimo più attenti alla salute delle nostre unghie, potremmo prevenire molte malattie. Infatti le unghie sono un libro aperto: un agglomerato di messaggi silenziosi che parlano dei nostri organi e del nostro corpo. Ma tu sei in grado di sentire la loro voce? Impariamo ad ascoltare quel che vogliono dirci.   Possiamo avere unghie bianche o brune. Queste unghie possono essere vittime di un fungo e in questo caso bisogna intervenire con antimicotici. Se le unghie sono invece tutte pallide allora bisogna correre a farsi le analisi del sangue perché è probabile che abbiamo l'anemia. L'anemia inoltre può comportare anche unghie che si scavano al centro come un cucchiaino, ma più in generale questo problema indica la carenza di ferro o i colpi presi alle dita delle mani e dei piedi.   Le unghie ad artiglio invece indicano deviazioni ossee importanti per cui l'unghia si inspessisce e si inarca. In questo caso bisogna asportarle.   Inoltre ci dice moltissimo anche la rigatura dell'unghia stessa. Quando è longitudinale vuol dire che la matrice dell'unghia invecchia, se invece la rigatura è profonda siamo dinanzi ad una malattia dell'unghia e dobbiamo andare da un dermatologo. É interessante notare che se la rigatura è trasversale possiamo trovarci dinanzi ad una persona diabetica.   Se invece l'unghia ricopre tutti i polpastrelli appiattendosi, allora ci troviamo dinanzi ad una persona che ha problemi intestinali, di fegato, problemi respiratori ed è molto comune nei forti fumatori ed in chi ha abusato tutta la vita di alcool. Inoltre se le unghie sono bianchissime ed hanno una striscia rosa sul finale allora possiamo avere una cirrosi epatica.   Ed ora che lo sai, impegnati ancor di più per controllarti e occupati della salute del tuo corpo e delle tue unghie!   Maria Melania Barone   ...............................................................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più sulla salute delle unghie? Leggi  Attenzione alla ricostruzione delle unghie - Le unghie: Specchio dell’anima

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    - Prevenzione Malattia
    Lillipop: il ghiacciolo che combatte la nausea Prevenzione malattie Si tratta della nuova scoperta in favore delle donne in dolce attesa. Il ghiacciolo appena ideato aiuta a combattere la nausea ed è fatto con ingredienti naturali. A dimostrarne l'efficacia è l'approvazione del prodotto da parte dell'associazione ginecologi italiani.
    La nausea è il sintomo più diffuso della gravidanza ed interessa 6 donne su 10. Non è qualcosa che mette a rischio la gestazione, ma un disturbo che non lascia vivere serenamente uno dei periodi più importanti per una donna.   Gli inglesi hanno provato a risolvere il problema inventando un ghiacciolo che elimina la nausea. I ghiaccioli sono stati chiamati Lillipops e sono stati testati da diversi centri italiani gestiti dall'Aogoi - Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani - che hanno notato la loro grande efficacia.   Sono rari i casi in cui la nausea diventa cronica: solitamente dura dai 30 ai 40 giorni, ma nei casi cronici prosegue per tutta la gravidanza fino al parto. É un sintomo che può diventare importante aumentando anche il rischio di depressione.   Negli anni '80 si registrarono numerosi effetti collaterali nella prescrizione di farmaci che annullassero la nausea, ma questi ghiaccioli fatti con ingredienti naturali e non sintetici scongiurano simili rischi.
    I Lillipops hanno anche un'azione reidratante, alleviano i bruciori di stomaco e la secchezza della bocca. Afferma il prof. Chiantera: “alcune pazienti riferiscono un particolare beneficio mangiandoli la mattina, a stomaco vuoto. Calmano la nausea e facilitano l’appetito. È stato anche riferito che sono molto efficaci contro l’acidità di stomaco perché alleviano la sensazione di bruciore".   Maria Melania Barone ..........................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più sulla gravidanzaLeggi Sport in gravidanza: quale scegliere? - Toxoplasmosi: 7 regole per la tua gravidanza
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    Febbre e raffreddore: 7 miti da sfatare Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Influenza stagionale 2011

    Quante piccole regole si seguono per non ammalarsi? Non uscire con i capelli bagnati, coprirsi la bocca con la mano prima di tossire o tenere la testa sempre al caldo. Alcuni sono solo luoghi comuni e non hanno mai avuto alcun riscontro scientifico. Ecco sette rimedi molto diffusi, analizzati da Rachel Vreeman, professore di pediatria dell’Indiana University School of Medicine, che di sicuro non avranno il merito di tenere lontani i virus, anche se l’effetto placebo a volte è ugualmente efficace.   Uscire con i capelli bagnati. Non c’è scritto da nessuna parte che l’influenza possa colpire più facilmente chi non ha asciugato bene le sue chiome. Un team di scienziati ha esposto due gruppi di volontari (uno con capelli asciutti, altro bagnati) al virus. Il risultato? Nessuna differenza. Ovviamente, l’umidità non fa bene, soprattutto a chi soffre di dolori articolari.   Mangiare leggero. Quando si è raffreddati non c’è bisogno di mangiare poco, anzi sono preferibili piatti nutrienti per fortificare il sistema immunitario. Inoltre, negli stati febbrili, il metabolismo lavora più velocemente e per mantenersi in forze bisogna consumare cibi un po’ più energetici e bere tanto per essere sempre ben idratati.   Bere latte quando si ha il raffreddore. Anche questa è una credenza senza fondamenta scientifiche. Molte persone sono convinte che i latticini, soprattutto il latte, aumentino la produzione di muco. Una recente ricerca ha dimostrato che si tratta solo di un effetto placebo, perché non sono stati trovati riscontri che possano far supporre che questa teoria sia vera.   Il calore si disperde dalla testa. Stavolta è vero ed è saggio coprirsi il capo con un cappellino. Ovviamente, non tutto il calore del corpo si disperde dalla testa, solo il 10%. Prestate però attenzione a quando avvertite freddo in testa, magari proprio sulla fronte o all’attaccatura dei capelli. Non è fantasia. Il viso è cinque volte più sensibile alla temperatura delle altre aree del fisico e può essere un buon termometro per verificare se abbiamo la febbre oppure no.   Bere del brodo di gallina. È il classico rimedio della nonna, ma i ricercatori della University of Nebraska Medical Center hanno verificato che il brodo di gallina (o la zuppa di pollo) preparato con tante verdure in effetti riduce alcuni sintomi del raffreddore, come il naso che cola o la congestione.
    Fare sport quando si è raffreddati. Non bisogna esagerare e devono essere evitati gli allenamenti intensi, ma fare un po’ di movimento aiuta a sentirsi meglio. Magari sostituite la palestra con delle belle e rilassanti passeggiate.   Coprirsi la bocca con la mano prima di tossire. Oltre a essere un gesto educato, molte persone sono convinte che sia un modo per evitare la diffusione dei germi. Non è vero, purtroppo, perché trovano casa proprio sulle nostre mani, con cui a nostra volta tocchiamo oggetti e persone portando in giro il virus. Non a caso, le cose meno pulite sono i telefonini, i pulsanti dell’ascensore e le maniglie delle porte.
    Rimedi naturali per febbre e influenza

    • Echinacea
      Usata come cura per il raffreddore, l'Echinacea aumenta i livelli di properdina, una sostanza chimica che attiva la parte del sistema immunitario responsabile per aumentare i meccanismi di difesa contro attacchi di virus e batteri. Il suo effetto anti-batterico la rende una buona erba per il trattamento di numerose infezioni virali e batteriche. L'Echinacea è anche un ottimo purificatore del sangue, aiuta a spazzare le cellule morte e altri detriti attraverso i canali del sistema linfatico e i globuli bianchi che combattono l'infezione. Per sapere se l'Echinacea che stiamo assumendo è di buona qualità, dopo aver assunto la tintura, la parte posteriore della lingua dovrebbe essere intorpidita o formicolante. Questa sensazione passerà presto, ma il prodotto è certamente di qualità buona. E' importante cercare di prendere l'Echinacea prima dell'inizio del raffreddore o dell'influenza per avere migliori possibilità di una rapida ripresa.

    • Aglio
      Nessun trattamento contro il raffreddore sarebbe completo senza aglio. L'aglio ha proprietà anti-batteriche che aiutano il sistema immunitario a combattere le infezioni, è un ottimo aiuto per il sistema immunitario. L'aglio contiene molti composti utili, tra cui l'allicina, una delle sostanze antibiotiche più potenti tra quelle di origine vegetale. L'aglio si combina bene con l'echinacea e insieme fanno fronte comune contro le infezioni. La cipolla è una parente stretta dell'aglio, ha proprietà simili e contiene sostanze chimiche antivirali. Utilizzare aglio e cipolla in cucina per contrastare il raffreddore è una buona regola.

    • Zenzero
      Lo zenzero è un'altra delle erbe antivirali per eccellenza e contiene quasi una dozzina di composti antivirali. Lo zenzero allevia il dolore ed è antisettico e antiossidante. Previene e cura raffreddori, mal di gola e infiammazioni delle mucose. Lo zenzero riduce il dolore e la febbre e ha un leggero effetto sedativo che incoraggia il riposo. Bevi un tè allo zenzero, assumilo come tintura o ingeriscilo.

    • Idraste
      L'Idraste è sia un antisettico che uno stimolante immunitario e aumenta la disponibilità di sangue alla milza. Nell'Idraste è presente la Berberina che attiva i macrofagi, particolari globuli bianchi che sono responsabili della distruzione di batteri, funghi, virus e cellule tumorali.

    Top 10 dei luoghi pubblici dove si insidiano più germi

    • 1. Parchi gioco (corrimano di scivoli e altalene)
    • 2. Maniglie e sedili di autobus tram e metropolitana
    • 3. Tastiere del computer (internet point)
    • 4. Maniglia carrello della spesa
    • 5. Corrimano della scala mobile
    • 6. Bagni pubblici
    • 7. Volante dell'auto
    • 8. Penne monete e soldi di carta
    • 9. Telefoni pubblici e telefoni cellulari
    • 10. Pulsanti dell'ascensore

    Conoscere questi posti può evitarre a te o al tuo bambino l'esposizione costante a germi. Doverose le normale regole di igiene.
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    Tosse: ecco 4 rimedi naturali Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Influenza stagionale 2011

    Chiodi di garofano, latte, miele e aglio per combattere la tosse. Ma non tutti insieme! Con questi ingredienti possiamo preparare dei deliziosi infusi che aiutano a combattere la tosse.   Se sei tormentata da un'invincibile tosse stagionale, infatti, utilizzare farmaci per trovare un po’ di sollievo sicuramente è il primo passo che ti verrà in mente, ma se vuoi rafforzare il tuo organismo utilizzando le proprietà degli elementi naturali allora non potrai fare a meno di riscoprire le antiche tradizioni delle nostre nonne.   Latte e Miele
      É forse il rimedio più classico e diffuso perché abbina le proprietà del latte che, oltre ad essere un alimento ricco di proteine ed in grado perfino di saziare, riscaldato può manifestare delle proprietà calmanti e al contempo sciogliere il miele. Il miele ha una tradizione antichissima nella cura delle malattie e dei disturbi alle vie respiratorie grazie alle sue proprietà umettanti, antibiotiche ed antibatteriche. E' considerato non a caso un antibiotico naturale.   Latte e aglio
      Eh si, purtroppo c'è anche l'aglio in questa ricetta! Forse, date le sue attestatissime proprietà antibiotiche, possiamo cominciare ad apprezzarlo un po’ di più. Nell'antichissimo rimedio della nonna di preparare un infuso con latte ed aglio tritato, quest’ultimo rilascia il suo olio essenziale aiutando a combattere la tosse secca ma anche l’ipertensione, problemi gastrointestinali, punture di insetti, bronchite e mal di gola. Aggiungendo un po’ di miele sicuramente sarà più piacevole!   Chiodi di garofano
      Sono un rimedio poco noto contro la tosse, ma molto efficace e usato fin dall’antichità! I chiodi di garofano sono una miniera di antiossidanti, combattono l'invecchiamento e i radicali liberi. La ragione principale del loro successo è l'altissimo contenuto di polifenoli, che li rendono efficaci contro raffreddore e tosse, mal di denti, mal di pancia, nausea, indigestione e disturbi intestinali. L'olio essenziale invece è un antisettico del cavo orale, combatte virus e batteri, infiammazioni cutanee e stimola la circolazione. Se avete dei chiodi di garofano in casa, non usateli solo per cucinare ma provate a farne un buon tè lasciandoli in infusione per qualche minuto in acqua bollente: ne guadagnerete sicuramente in salute!   Maria Melania Barone  

    Piccoli accorgimenti per sfruttare al meglio le proprietà di latte e miele

      Scaldare il latte senza farlo bollire.   Aggiungere un cucchiaio di miele, da preferire quello di eucalipto (proprietà espettoranti e balsamiche) in caso di tosse grassa e il miele di acacia (proprietà disinfettanti) in caso di tosse secca accompagnata da mal di gola.   Se non si gradisce il latte è possibile sotituirlo con tisane a base di timo, menta e liquirizia.   Da bere più volte al giorno e soprattutto prima di coricarsi.
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    Vuoi saperne di più sui rimedi naturali per la salute? Leggi: La Floriterapia - Influenza e raffreddore addio grazie ai rimedi naturali

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    - Medicina naturale
    Zebrafish il pesce che combatte l'osteoporosi Prevenzione malattieLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

    [15 Magg. 2011] Si chiama Zebrafish ed è la simpatica scoperta dell'Istituto Ortopedico Galeazzi in collaborazione con la Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita. Si tratta di un pesce che ha delle caratteristiche ossee simili a quelle umane. Per questo è una grande fonte di cellule staminali capaci di combattere l'osteoporosi.   Come si sa, le donne hanno bisogno di calcio. Ogni tanto promuovono prodotti alimentari a base di calcio raccomandandolo alle donne. Ma ti sei mai chiesta perché?
    Circa l'45% delle donne è a rischio osteoporosi dopo la menopausa. Ma non è una malattia solo femminile infatti colpisce 1 uomo su 5 dopo i 65 anni. Tuttavia a soffrirne sono prevalentemente le donne. Questa malattia è caratterizzata da un'estrema fragilità ossea ed un costante rischio di fratture a causa della perdita progressiva di densità. E' come se il genere femminile fosse geneticamente predisposto a questo problema.   Ancora una volta la speranza viene dal mondo animale: un pesce, il Danio Rerio (detto zebrafish) sembra avere la stessa composizione ossea degli esseri umani, in particolare gli osteoclasti e gli osteoblasti responsabili del ciclo vitale delle ossa con la costituzione di cellule nuove e riassorbimento di quelle vecchie. Oggi gli studiosi vedono nello zebrafish la possibilità di sconfiggere l'osteoporosi.   Lo studio condotto dal Dottor Banfi dell'IRCCS Galeazzi di Milano afferma che i pesci tratti con glucocorticoidi presentano una maggior attività di osteoclasti. Ecco perché una scaglia ossea di Zebrafish costituisce un interessante modello per la ricerca di nuovi e più efficaci farmaci. In attesa che la scienza confermi i risultati su questi studi bisogna pensare ad una dieta ricca di calcio.   Adesso si è scoperto che i farmaci contenenti glucocortcoidi possono aumentare l'incidenza di osteoporosi nell'uomo. Mentre i farmaci più utilizzati per inibire le manifestazioni della malattia sono i bifosfonati, che presentano però molte limitazioni dovute agli effetti collaterali.   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi   Dolore cervicale: cause e rimedi  - Crampi muscolari e carenza di potassio Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
    Smettere di fumare senza ingrassare Prevenzione malattieLeggi lo speciale Smettere di Fumare

    Il fumo fa male sia alla pelle sia ai polmoni che al resto dell'organismo. Innumerevoli i problemi derivanti dal fumo, le malattie respiratorie, le allergie, i tumori. Ma anche se queste verità sono ormai a conoscenza di tutti, c'è ancora chi non vuole smettere per l'assurda paura di ingrassare.   La dipendenza dal fumo, come qualsiasi altra dipendenza, è infatti legata anche a delle predisposizioni psicologiche. E se per un non fumatore la dipendenza dal fumo che deriva da queste paure un po' frivole può sembrare ''assurda'', non lo è per il fumatore incallito che senza sigaretta si vede perso.   Effettivamente la nicotina accelera il metabolismo in modo costante e lo rallenta di colpo quando si cessa di assumerla. Anche la caffeina aumenta il metabolismo, ma a differenza della nicotina, la sua azione è più efficace se non si assume caffè in modo costante, altrimenti l'organismo comincia ad assuefarsi e ad ignorare gli stimoli della caffeina.   E allora come fare per eliminare questa tremenda paura di ingrassare abbandonando per sempre il vizio del fumo? Possiamo prendere come esempio gli ex fumatori incalliti, ormai dimezzati rispetto a 10 anni fa. Il segreto per la maggior parte di loro è stato quello di andare in palestra. Il respiro diventava affannoso e così tutti hanno avvertito il bisogno di smettere di fumare. Contemporaneamente l'attività sportiva aiutava a velocizzare il metabolismo ed anche una dieta più equilibrata ha aiutato a depurare l'organismo.   Il risultato sarà una salute molto più forte e non rimpiangerete affatto la sigaretta!   Maria Melania Barone .............................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più suli danni del fumo? Leggi:  Bambini e fumo passivo - Smettere di fumare:l'aiuto naturale delle piante
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    Quando i piedi sono sempre gelidi Prevenzione malattie I piedi freddi sono una caratteristica tipicamente femminile. Le estremità, soprattutto in inverno, quando le temperature si fanno più basse, diventano gelide e a volte fanno anche male. Non basta un massaggio per scaldarli e neanche un paio di calze di lana. Ma perché? Purtroppo nella maggior parte dei casi è solo un problema circolatorio. Infatti, chi soffre di questo disturbo spesso ha capillari o vene abbastanza in evidenza, segno che la microcircolazione non sta lavorando nel migliore dei modi.   Le cause. Oltre alla microcircolazione un po’ lenta, diverse malattie o patologie possono nascondersi dietro i piedi freddi a partire dall’anemia, da uno stress eccessivo sulla colonna lombare o da semplici stati influenzali. Ci sono però anche disturbi più gravi come l’ipotiroidismo, ovvero il ridotto funzionamento della tiroide da cui può dipendere una stanchezza cronica, l’aumento di peso e una maggiore sensibilità alle basse temperature, probabilmente anche a causa della pressione bassa. Ma anche la sindrome di Raynaud, un disturbo circolatorio localizzato che si manifesta come una risposta esagerata a freddo. Poi, gli uomini non saranno felici di sapere che i piedi freddi possono anche indicare una disfunzione erettile: d’altronde anche questo problema può essere legato alla circolazione del sangue.
    Soluzioni pratiche. Per scaldare i piedi non basta mettersi un paio di calze. Quando siete a casa, occupatevi un po’ delle vostre gambe. La cosa più semplice da fare, ma anche quella più efficace a breve termine, sono degli impacchi d’acqua. Sedetevi sul bordo della vasca da bagno e bagnatevi polpacci, caviglie e piedi con acqua fredda e poi calda (non troppo), a intermittenza. Quando avete finito, vi asciugate la zona tamponando con una spugna e vi fate un bel massaggio con un olio essenziale. Cumino, geranio, ginepro e vetiver sono perfetti per riattivare la circolazione. Possono essere anche aggiunti a un pediluvio.
    Cosa non fare. Evitate di mettere calze troppo strette, soprattutto i calzettoni che con l’elastico tagliano il polpaccio, e gli stivali. Purtroppo questo tipo di calzatura può creare delle pressioni sulla gamba e in caso di microcircolazione debole possono dare molto fastidio, soprattutto se indossati per numerose ore consecutive. Non mantenete la stessa posizione troppo a lungo (per esempio stare sempre in piedi o sempre seduti). Non è facile quando si lavora, ma è necessario prendere delle pause per muoversi un pochino.
    La dieta. Esistono dei cibi che tendono a raffreddare il corpo come i latticini. È quindi meglio evitare di consumare latte, yogurt, formaggi in quantità. Cercate, invece di favorire le spezie come aglio, pepe (qualcuno sostiene che vada messo anche a contatto diretto con il piede all’interno della calza), zenzero e peperoncino che migliorano la circolazione. Se avete la pressione bassa o siete anemici, è bene mangiare carne rossa e alimenti ricchi di ferro.   Valentina Rorato   ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su disturbi e malattie? Leggi   Tacchi alti: a rischio muscoli e tendini  - Crampi muscolari e carenza di potassio Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
    Eterna Giovinezza, pronta la Pillola Prevenzione malattieLeggi lo Speciale IctusLeggi lo Speciale Diabete mellitoLeggi lo Speciale sul Colesterolo alto

    Quanti di voi vorrebbero vivere almeno 20 anni in più rispetto alla vita media dell'uomo?   A quanto pare 100 anni è proprio il traguardo a cui punta la scienza, che sta ideando una pillola capace di allungare la vita combattendo le due malattie più diffuse del secolo: colesterolo e diabete.   Sono moltissimi i ricercatori che in tutto il mondo si affannano per creare l'elisir di lunga vita, capace di combattere colesterolo e diabete e di prevenire ictus e Alzheimer.   L’obiettivo è creare una pillola che imiti i geni presenti in alcune persone che sono naturalmente capaci di prevenire questi mali. Queste persone hanno anche l'80% in meno di probabilità di contrarre malattie cardiache e ictus.   Secondo quanto pubblicato dal quotidiano britannico Daily Telegraph, un farmaco simile esiste già: sarebbe in grado di aumentare il colesterolo buono nel corpo riducendo così malattie cardiache ed ictus. Fra i tanti gruppi di ricerca che si contendono la scoperta spicca lo scienziato russo Vladimir Skulachev, che ha speso 40 anni della sua vita per trovare questa pillola miracolosa, ma giura che il suo tempo gli verrà restituito.   La pillola arriverà sul mercato fra due anni dopo un periodo di sperimentazione sull'uomo. Il principio su cui si basa la sua azione è che a determinare la morte delle cellule sia l'ossidazione provocata dall'ossigeno. "L'ossigeno si trasforma in acqua nel 99% dei casi, ma nell'1% dei casi diventa un superossido potenzialmente velenoso.   Dunque, il nostro compito era quello di trovare un antiossidante in grado di fermare questo processo'' afferma Skulachev col plauso del premio Nobel Gunter Bobel. Se la sperimentazione degli “Skulachev’s ions” andrà come si spera, fra due anni potremmo finalmente godere dell'elisir di lunga vita!   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più su salute e malattie? Leggi  Alzheimer: Foto VIP per diagnosi precoce - Over 70?Il sesso migliora Articoli correlati per keywords: Salute - Prevenzione Malattia
    Tacchi alti, a rischio muscoli e tendini Prevenzione malattie Quando finalmente si raggiunge l'età adulta non si riesce più a fare a meno dei tacchi alti. Ma quante di noi conoscono davvero i possibili danni sulla nostra struttura ossea e muscolare?   Il tacco per una donna può essere insostituibile perché dà slancio al nostro fisico ed alla nostra femminilità, ci aiuta ad essere più sicure e a prenderci ancora più cura del nostro aspetto. Ma attenzione! I tacchi possono portare con sè: polpaccio infiammato, iperlordosi lombare, mal di testa, piedi gonfi.   Lo conferma di recente uno studio Inglese condotto da Marco Narici della Manchester Metropolitan University (Regno Unito) in collaborazione con Robert Csapo  dell’Università di Vienna (Austria). Lo studio è stato pubblicato sul Journal Of Experimental Biology. Ad essere esaminate sono state 80 volontarie tra i 20 e i 50 anni, solite ad indossare da almeno 2 anni tacchi di altezza superiore ai 5 centimetri. Le risonanze magnetiche e gli esami agli ultrasuoni effettuati hanno attestato i danni provocati. Successivamente il team ha ripetuto gli esperimenti su un gruppetto di donne che, al contrario, non riusciva proprio a fare a meno delle scarpe da ginnastica. I risultati erano opposti a quelli ottenuti tramite il primo gruppo.   I ricercatori si aspettavano di trovare una sorta di atrofia muscolare nei polpacci delle signore col tacco alto invece "ad accorciarsi sono state le fibre muscolari", come ha spiegato Narici. L'accorciamento è del 13% che determina anche l'ipertensione dolorosa passando da un tacco alto ad una scarpa bassa. Per compensare questo accorciamento si realizza un ispessimento del tendine d'Achille "permettendo alle amanti dei tacchi di camminare in maniera ottimale, ma provocando disagio quando si indossano le scarpe basse perché, così ispessito, il tendine non riesce ad allungarsi a sufficienza".   Ma non è tutto: le veterane del tacco, con gli anni, possono anche subire modificazioni ossee che provocano curve al livello della colonna vertebrale. Ciò può degenerare nell'iperlordosi lombare: un piegamento della colonna vertebrale con una doppia curva sopra e sotto, quasi a formare la lettera S.   Maria Melania Barone     ....................................................................................................................................................................................  
    Vuoi saperne di più su disturbi e malattie?  Prevenire il mal di schiena - Mal di schiena   Articoli correlati per keywords: Salute - Prevenzione Malattie
    La Dieta per contrastare la Cistite Prevenzione malattieLeggi gli speciali Perdite bianche, Cistite e Stitichezza[05 Dice. 2010] Ricordi quei dolori persistenti e fastidiosi che ti portano in bagno anche 30 volte al giorno?   La cistite è un problema molto diffuso: colpisce 8 donne su 10. Le ragioni possono essere tantissime. Ma l' alimentazione occupa un ruolo preminente. Scopri le cure adatte a te!   Ogni donna è simile alle altre, tuttavia sempre molto diversa. Anche se un disturbo diffusissimo come la cistite le accomuna un po' tutte, non sempre le donne rispondono in maniera univoca alle cure. Quando il problema diventa recidivo bisogna rivolgersi ad un medico soprattutto se la cistite viene più di tre volte l'anno.   Ma mentre seguiamo i consigli del nostro esperto, ricordiamoci anche di fare una cura naturale fai da te! Il primo passo è farsi un esame di coscienza: troppo caffè? Troppo sale? Troppo pepe? Le cause possono essere davvero infinite. Innanzitutto dobbiamo imparare a non assumere troppi cibi acidi perché alterano il PH delle urine favorendo la proliferazione di batteri intestinali.   Poi dobbiamo bere tantissima acqua iposodica: 2 litri al giorno almeno. L'acqua è la prima tappa per eliminare tossine e batteri che provocano la cistite. Se riesci ad accorgerti in tempo che le tue vie urinarie stanno per impazzire, puoi anche prevenire la fase acuta bevendo moltissima acqua iposodica. Anche la stitichezza favorisce il passaggio di batteri dall'intestino alle nostre vie urinarie e dunque dobbiamo mangiare molte pere e zuccheri che hanno un potere lassativo. E' necessario ridurre il sale e soprattutto il pepe.   Incrementare la frutta e la verdura ed in particolar modo mirtilli rossi. Se sono difficili da trovare possiamo cercarli nel banco del biologico oppure assumerlo con delle confetture biologiche senza zuccheri e addensanti aggiunti. I mirtilli sono molto importanti in quanto regolarizzano l'intestino, disinfettano le vie urinarie e riducono le vaginiti. Esistono anche dei concentrati di succo di mirtillo di cui bastano 50 gocce al giorno. Inoltre possiamo trovare dei preparati di uva ursina di cui bastano 30 gocce a digiuno.   Certamente questi rimedi valgono se non soffriamo di cistite interstiziale, una patologia considerata da molti autoimmune e necessita sicuramente di cure mediche. Tuttavia i rimedi naturali sono efficacissimi e sono applicabili un po' per tutte le donne, sempre che non si soffra di particolari allergie!   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su Malattie e Distrurbi? Leggi  Cistite: riconoscerla e curarla Combattere la stitichezza   Articoli correlati per keyword: Salute - Malattie Arriva la Scrambler therapy: il dolore cronico sconfitto da un macchinario Prevenzione malattieLeggi lo Speciale Diabete mellito Per sconfiggere la sofferenza fisica cronica arriva in Italia la Scrambler Therapy, un macchinario tutto italiano con l’80% di risposta positiva nella cura del dolore, anche nei bambini e nei ragazzi under 18. Ecco come funziona   Mal di schiena, ernia al disco, artrite reumatoide, cefalee, tumori, nevralgie, problemi vertebrali, diabete sono alcune delle cause più comuni di dolore cronico in Italia. Ne soffre il 26% della popolazione, ovvero un italiano su 4. Per affrontare il problema in maniera efficace è stata messa a punto una macchina, la Scrambler therapy, che sconfigge il dolore tramite l’invio di segnali che ingannano il cervello. La macchina ha avuto ottimi esiti su bambini, ragazzi under 18 e adulti con problemi di dolore cronico legati a varie patologie.   Ma come si sviluppa e si definisce il dolore cronico?   Il dolore cronico si sviluppa in seguito ad una lesione del sistema nervoso ed è stato definito dall’International association for the study of pain come “una spiacevole esperienza sensoriale ed emozionale associata ad un danno tessutale reale o potenziale”.   In cosa consiste la Scrambler Therapy?   Si tratta di un macchinario ideato dall’ingegnere Giuseppe Marino negli anni ’90 e sperimentato all’Università Tor Vergata di Roma. Si basa sull’invio di segnali elettrici a bassissima intensità al sistema nervoso che annullano la percezione negativa del dolore, ingannandolo. Con questa macchina sono stati trattati già 12 mila malati ed è disponibile in diversi ospedali italiani. Saranno contenti i 15 milioni di italiani che soffrono di dolore cronico, dal momento che in Italia non è mai stata avviata una seria politica contro il dolore.   La Scrambler therapy agisce molto meglio degli analgesici tradizionali che possono avere diversi effetti collaterali negativi e colloca l’Italia all’avanguardia nel settore delle cure palliative al dolore. In più, con l’approvazione della legge 30 del marzo 2008 si sono fatti altri passi avanti riconoscendo il dolore del bambino come una malattia, garantendogli così l’accesso alle cure antidolore.   Quali sono i costi e quali controindicazioni ha?   Il trattamento, che costa circa 40 euro per un ciclo completo, è sconsigliato solo a portatori di pace maker e a donne in gravidanza. Al di fuori di queste due categorie è consigliabile a tutti perché non ha particolari effetti collaterali ma agisce in maniera intelligente, là dove nasce il dolore. L’auspicio è che con il tempo le strutture ospedaliere e paraospedaliere si attrezzino a livello di costi e di diffusione dell’apparecchio in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale.   Andromeda Aliperta   ......................................................................................................     Vuoi saperne di più sulla medicina? Leggi  Il laser, le nuove applivazioni - Il sangue artificiale: funzionerà?   Articoli correlati per keywords: Salute - Chirurgia Problemi alla Prostata, Prostatite e Cure Naturali Prevenzione malattie Sempre più uomini negli ultimi anni soffrono di disturbi alla prostata, ma l’attenzione è sempre dedicata ai problemi femminili, ecco che ora dedichiamo un articolo anche a loro   ...................................................................................................................   Cari uomini il disturbo della prostata tanto temuto, ma che sembra sempre così lontano in realtà sta crescendo in maniera notevole anche nei giovani.   Le cause sono diverse dal tipo di sport che praticate, dal fatto che voi siete meno attenti alla prevenzione dei disturbi, e anche dal lavoro che si svolge. Già alte e basse temperature influenzano molto la funzionalità dell’apparato genitale maschile.   La prostata è un organo posto nella pelvi al di sotto della vescica, il ruolo primario è quello di produrre parte del liquido che viene espulso con l’eiaculazione, ma anche un’importanza notevole per la qualità e la sopravvivenza degli spermatozoi.   Disturbi della minzione sono dovuti a una sua alterazione causata proprio dalla posizione in cui si trova.   La prostata può essere soggetta a ipertrofia prostatica, prostatite, ingrossamento e tumori, pertanto è bene tenere sotto controllo il suo stato di salute di tanto in tanto e in particolar modo dopo i 50 anni di età.   Il disturbo presente con maggior frequenza e di cui l’uomo può soffrire almeno una volta nella vita è la prostatite. Quest’infiammazione colpisce l’uomo adulto tanto quanto quello giovane Puoi accorgerti di soffrire di questa infiammazione perché avvertirai dolore a livello della zona tra genitali e ano, difficoltà ad urinare, quando l’infiammazione è molto sviluppata potresti avvertire sintomi come febbre, brividi,lombalgia e sangue nelle urine e se trascurati possono portare anche a impotenza. In questo caso rivolgiti subito al medico per intraprendere la cura più idonea.   Non sottovalutare i sintomi!!!! L’infezione può essere causata da germi che hanno risalito il condotto urinario e sono arrivati sino alla vescica, da non sottovalutare però anche lo stile alimentare infatti alcool e cibi piccanti non sono di certo di aiuto nella prevenzione. Inoltre fai attenzione se pratichi equitazione o ciclismo da molti anni e per molte ore al giorno, la posizione che comporta una continua compressione degli organi genitali può favorire l’insorgere di disturbi alla prostata.   Attenzione anche a non stare troppo seduti o al portare pantaloni troppo stretti a livello del cavallo. In prevenzione puoi aiutarti con l’assunzione di prodotti naturali che aiutano a eliminare eventuali germi presenti, a mantenere disinfiammata prostata e vescica e quindi garantire una vita più lunga e sana!   Affidati a composti con Serenoa, Echinacea,Zinco, Uva ursina, Semi di Zucca La Serenoa ha effetto decongestionante e spasmolitico, utile come anti-androgeno, anti-infiammatorio e sedativo. L’uva ursina invece utile nel trattamento delle vie urinarie permette di ridurre l’eventuale stimolo della continua minzione e il dolore. Semi di zucca sono invece ricchi di Selenio ottimo antiossidante.   Lo Zinco migliora la risposta del sistema immunitario e riduce la congestione a carico della prostata, mentre l’Echinacea sostiene le difese immunitarie contro le infezioni.   Non aspettare che si presenti il problema, aiuta il tuo organismo prima e ne guadagnerai in salute!! Non pensare che tanto sei giovane e a te non tocca!!   Silvia Terracciano - Naturopata   ...................................................................................................................   Vuoi saperne di più sul mal di testa?  Cefalea emicrania - Rischio Ictus anche nei giovani   Articoli correlati per keyword: Salute - Malattie Smettere di fumare: 9 buoni motivi Prevenzione malattieLeggi lo speciale Smettere di Fumare

    Sai che quasi tutti i fumatori vorrebbero smettere? E che prima di riuscirci, in media, ci vogliono almeno 5 tentativi? Smettere è difficile ma conviene, ecco perchè .............................................................................................................................................   1- Il fumo di sigaretta favorisce l’invecchiamento cutaneo. Smettendo, quindi, sembrerai più giovane   2- È nemico del sesso perché può provocare la disfunzione erettile. Abbandonando la sigaretta, si otterrà, in poco tempo, un aumento della rigidità del pene   3- È nemico della fertilità perché riduce la concentrazione degli spermatozoi e la loro capacità fecondante