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Stitichezza: infuso fai da te	 Fibre
	Leggi lo speciale Stitichezza

	 

	Anche tu stitica? Se non sai come fare per liberarti dall'oppressione della tua stipsi, sappi che la soluzione potrebbe essere un semplice decotto fai da te abbinato ad una dieta equilibrata.

	 

	La stitichezza è un disturbo molto diffuso dovuto ad uno stile di vita sedentario, un carico eccessivo di stress, un'alimentazione squilibrata unita ad errori alimentari. Gli esperti non escludono una predisposizione genetica di questo e di altri disturbi intestinali.

	 

	La prima regola contro la stipsi acuta è BERE. L'acqua serve ad idratare i tessuti corporei dentro e fuori ed a liberarci dalle tossine. Inoltre non deve esserci alterazione della flora batterica cioè la disbiosi intestinale che può provocare stipsi, diarrea, gonfiori intestinali e flatulenza. Per sapere se la tua stitichezza è un disturbo reversibile e non legato a patologie specifiche dovresti consultare il medico. Soltanto dopo aver escluso questa eventualità potrai concederti il piacere di curarti esclusivamente con rimedi fai da te.

	 

	Se si è stitici sin dai primi anni di vita probabilmente la causa sarà legata ad intolleranze alimentari o alla genetica. Quando finalmente ti sarai sbloccata ricorda che non devi in alcun modo trattenere la necessità di evacuare in quanto questo potrebbe comportare cefalea, diarrea, ritenzione idrica, cellulite e quant'altro.

	 

	Inoltre i lassativi ci aiutano in un primo momento, soprattutto nella fase critica della stipsi, ma non potranno risolvere il problema e per questo è necessario seguire un corretto stile di vita e ricorrere all'uso di tisane depurative.

	 

	Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno è importante ed è anche importante bere una tazza di acqua calda la mattina. Quando mangiamo cerchiamo di masticare molto e di assumere molte fibre e dunque frutta e verdura a volontà, ma anche cereali e legumi. Nel pomeriggio, dopo un po’ di attività fisica, prepara una tisana depurativa a base di foglie di lampone. Basta munirsi di tazza con colino, teiera, foglie di lampone ed acqua bollente. Le foglie di lampone vanno messe a bagno per 10 minuti e poi filtrate. É importante berne due tazze lontano dai pasti e vedrai che la stipsi sarà solo un lontanissimo e sfocato ricordo!

	 

	Maria Melania Barone
	
10 cause poco note di stitichezza e costipazione	 Fibre
	Leggi lo speciale Stitichezza

	 

	L’avrai sentito dire in tutti i modi ed in tutte le salse che la stitichezza è provocata da una dieta povera di fibre e da uno stile di vita sedentario, eppure dietro questa patologia possono nascondersi cause poco note e in un certo senso sorprendenti. Vediamole in un elenco dettagliato. 

	 
  1. Ipotiroidismo. Il malfunzionamento della tiroide, anche se pochi ne sono a conoscenza, può presentarsi con un rallentamento delle funzioni metaboliche che può dare origine a sua volta a stitichezza (anche cronica). Non tutti coloro che hanno problemi di tiroide soffrono di costipazione. L’ipotiroidismo può essere un fattore di stipsi soprattutto in soggetti giovani e in salute.
     
  2. Uso-abuso di narcotici. Molti antidolorifici (tra gli altri aspirina e ibuprofene) possono causare stipsi, soprattutto i farmaci narcotici, perché interferiscono con il funzionamento del tratto digestivo, rallentandone i processi naturali.
     
  3. Cioccolata. La questione è complicata: alcuni studi mostrano effetti positivi della cioccolata nel trattamento della stitichezza, altri ritengono questo alimento una possibile causa.

  4. Vitamine ed integratori. Alcune componenti di questi prodotti, come calcio e ferro, se non necessarie al benessere dell’organismo di chi le assume possono avere controindicazioni come la costipazione.
     
  5. Abuso di lassativi. La spiegazione è semplice: usando dosi eccessive di lassativi il corpo si abitua a questo “aiuto” esterno, smettendo letteralmente di funzionare in maniera autonoma.

  6. Dieta ricca di grassi e povera di fibre. Una alimentazione che predilige formaggi e carne contro verdura, frutta e cereali può causare problemi di stipsi.
     
  7. Antidepressivi, antiacidi e farmaci per il controllo della pressione sanguigna. Anche l’utilizzo dei suddetti medicinali è stato indicato come una possibile causa di malfunzionamento intestinale.
     
  8. Depressione. Così come l’ipotiroidismo, la depressione genera un rallentamento delle funzioni biologiche, comprese quelle enteriche.

  9. Diabete. Questa patologia può provocare un malfunzionamento del processo digestivo, rendendo di fatto sia l’assimilazione del cibo che la sua “eliminazione” più complicate.
     
  10. Gravidanza e parto. La costipazione è comune nelle donne incinte o appena uscite da una gravidanza ed è di solito causata più da disturbi a livello ormonale oppure dai farmaci assunti durante sia la gestazione che dal vero e proprio parto.
  Lucia D'Addezio ..............................................................................................................................................
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Abuso di lassativi FibreFarmacia Verbano Roma

Una cattiva abitudine assai diffusa al giorno d’oggi è l’abuso di lassativi. L’argomento riguarda principalmente gli anziani e le donne. Tra le ragioni principali c’è sicuramente la stipsi, molto diffusa tra le due categorie, mentre per quanto riguarda specificamente le donne c’è il desiderio di perdere peso.

C’è poi da considerare che molti lassativi sono comprabili senza prescrizione medica, il che potrebbe far supporre che gli effetti collaterali non siano poi così dannosi, ma, come vedremo, non è così ; sia chiaro che l’utilizzo saltuario difficilmente può dare fastidi, il problema è solo ed esclusivamente l’utilizzo cronico.

Andiamo ora nello specifico a vedere le tipologie di lassativo reperibili sul mercato ed i problemi a cui si può andare incontro abusandone.

Lassativi che aumentano il volume

Sono polimeri polisaccaridici naturali o derivati semi sintetici di fibre vegetali. Queste sostanze non vengono degradate dagli enzimi nella prima parte dell’intestino, in quanto non digeribili, così trattengono acqua ed altre sostanze ingrandendo ed ammorbidendo la massa fecale, il che porta ad un aumento dello stimolo, ed inoltre alimentano la flora batterica intestinale.

In commercio ci sono la crusca, le fibre di psyllium, la gomma di guar (novafibra), l’agar, l’ispaghula. Tra tutti i lassativi sono tra i più blandi ed i meno nocivi, ma vanno sempre assunti con molta acqua, al contrario potrebbero causare occlusione intestinale.

In alcuni casi dopo i primi utilizzi si può verificare flatulenza ed un aumento del meteorismo.

Lo psyllium contiene elevati quantitativi di sodio, quindi è controindicato in pazienti ipertesi, e può dare reazioni allergiche, tipo riniti, broncospasmi e reazioni cutanee ; in qualche caso sono documentati in letteratura shock anafilattici.

Lassativi emollienti

Sono solitamente tensioattivi anionici, che emulsionano le feci con acqua e lipidi rendendole più morbide, aumentano l’acqua e gli elettroliti nel lume intestinale, riuscendo in questo modo a promuovere il transito lungo l’intestino. Sono particolarmente indicati per chi ha problemi di fistole o di emorroidi, o comunque di secchezza. Tra queste le più note sono l’olio di vaselina e l’olio di ricino.

Entrambi sono poco tollerati e possono provocare irritazione del retto e dello sfintere anale, con diminuzione dell’assorbimento. L’olio di ricino ha anche un effetto contrattile sull’utero, quindi è controindicato in gravidanza.

Lassativi di contatto

Sono sostanze che irritano l’intestino, il quale, a contatto con esse, per liberarsene aumenta la sua peristalsi (attività di contrazione che favorisce la progressione delle feci nel tubo) e sono la categoria più abusata.

Hanno un’attività che si manifesta entro 6/8 ore, quindi è conveniente assumerli la sera prima di andare a dormire. Fanno parte di questo gruppo di sostanze il bisacodile (dulcolax, verecolene e alaxa), il sodio pirosolfato (guttalax ed euchessina), la cascara (fave di fuca, eparema), la senna (tisana kelemata, pursennid, agiolax),l’aloe, le supposte di glicerolo, che esplicano la loro azione a livello rettale.

Questi farmaci possono interferire con l’assorbimento di altri farmaci, provocare delle infiammazioni della mucosa intestinale, causare disidratazione con perdita di elettroliti quali sodio e potassio, provocare il cosiddetto colon atonico, cioè la perdita della naturale capacità di peristalsi con il paradosso di aumentare la stitichezza.

Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici. Bisacodile e pirosolfato possono causare osteomalacia, gastroenteropatie e gravi reazioni allergiche. Sembra anche che possano favorire forme tumorali.

Gli antrachinolonici, che sono contenuti nella senna, nella cascara,nel rabarbaro, nell’aloe, se utilizzati continuativamente rendono deboli gli enterociti e la mucosa tende a perdere di consistenza e tono. Un indice di questa situazione è la pseudo melanosi del colon, ossia la tendenza della mucosa ad assumere una colorazione scura, condizione che sembra favorire il carcinoma del colon e che regredisce dopo 1-3 mesi di sospensione dei lassativi.

Lassativi osmotici

Di questa categoria fanno parte il lattulosio (laevolac, duphalac, normase), il mannitolo, l’idrossido di magnesio (magnesia s. pellegrino), i sali fosfati di sodio (fosfo soda fleet), il macrogol (movicol, paxabel, selg, moviprep) il polietilenglicole (isocolan). Queste sostanze richiamano acqua nel lume intestinale, ammorbidendo le feci, ingrossando la massa fecale e favorendo quindi l’espulsione.

I carboidrati quali il lattulosio ed il mannitolo ad alte dosi possono dare problemi quali crampi, flatulenza, diarrea, nausea, alterazioni elettrolitiche, disidratazione.

I lassativi salini sono disponibili sia in forma orale che come enteroclismi. Nei casi di esami endoscopici o interventi chirurgici vengono utilizzati a dosi molto elevate per un lavaggio totale dell’intestino. Possono provocare crampi addominali, disidratazione, squilibri salini, problemi cardiaci e respiratori, infiammazioni dell’intestino. Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici.

Per concludere, vista la mole di effetti collaterali possibili, sarebbe bene evitare l’abuso di lassativi, i quali seppur comprabili senza ricetta non vanno utilizzati a lungo senza consultarsi prima col proprio medico.

Dottor Andrea Ielmini - Farmacia Verbano RomaFarmacia Verbano Roma

Stitichezza e sovrappeso: sono correlati? Fibre Leggi lo speciale Stitichezza   La stitichezza è un disturbo della defecazione cioè una difficoltà ad andare di corpo, problema che affligge moltissime persone, e che, solitamente, aumenta con l’età.   Le opinioni sono discordanti, ma la tendenza più accreditata tra gli studiosi è definire stitico un soggetto che evacua meno di 3 volte alla settimana.   La stitichezza può dipendere semplicemente dalla scarsa efficienza endogena dell’intestino ossia il nascere con un intestino pigro, o può essere sintomo di una qualche causa patologica, in ogni caso una stipsi prolungata può portare una lunga serie di problemi tra cui gonfiore addominale, prurito, reazioni cutanee, emorroidi, disturbi del sistema nervoso, infiammazione.   Un argomento certamente poco dibattuto è invece se la stitichezza, possa portare ad un incremento di peso. Uno studio iraniano del centro ricerche gastroenterologiche della Shahid Beheshti university di Tehran compiuto su un campione di 2700 individui afflitti da vari disturbi gastrointestinali e con indici di massa corporea compresi tra meno di 25 (magri), 25-30 (sovrappeso), più di 30 (obesi), ha rilevato che l’essere in sovrappeso e ancor più l’obesità, sono condizioni che favoriscono il gonfiore addominale durante la digestione.   Tra gli altri disturbi è stato rilevato che i bruciori di stomaco sono più frequenti tra le persone sovrappeso rispetto ai magri e agli obesi, mentre nausea e vomito sono molto più diffusi tra magri ed obesi e meno tra gli individui in sovrappeso.   La disfagia (ossia la difficoltà di deglutizione e di transito del bolo alimentare nell’esofago), così come l’incontinenza sono problemi largamente più diffusi tra gli obesi rispetto alle altre 2 categorie, praticamente + si mangia + si rischia di diminuire l’efficienza dell’intestino, con conseguente diminuzione dell’espulsione ed aumento quindi ulteriore del peso.   Altri disturbi quali dolori addominali, diarrea e bruciore anale non presentano differenze significative in relazione al peso delle persone. In conclusione nel caso di intestino pigro o stitichezza è sicuramente il caso di integrare la dieta con prodotti naturali che ne implementino il funzionamento.   Dott. Andrea Ielmini - Framacia Verbano Roma ..............................................................................................................................................
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Dieta per combattere la stitichezza Fibre Leggi lo speciale stitichezza
  Si debbono incrementare minestre e minestroni, limitare i legumi che fermentano, utilizzare pane integrale verdure sia cotte che crude e frutta fresca e cotta (prugne secche, mele cotte e yogurt), bere inoltre almeno 10 bicchieri di acqua al giorno.
Stipsi: cos'è e come si manifesta FibreLeggi lo speciale StitichezzaLeggi lo Speciale Stress La stipsi, un disturbo funzionale della muscolatura intestinale che, non riesce a far progredire con regolarità la massa fecale lungo l’intestino, comporta una diminuzione della frequenza delle scariche ed un aumento della consistenza delle feci che, rimanendo più a lungo nel lume intestinale, si disidratano ulteriormente. In Italia a soffrire di stitichezza sono circa 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini. Dopo i 60 anni ne soffre circa il 40% della popolazione.   Con l’età infatti la muscolatura addominale si indebolisce, si beve poco, le abitudini alimentari possono diventare errate ed aumenta lo stress. Si parla di stitichezza quando lo svuotamento dell’alvo avviene con intervalli superiori a tre giorni.   Per definire però una situazione di stitichezza non ci si può basare solo sulle volte in cui si va al bagno, ma si debbono prendere in considerazione anche altri fattori come:
  1. stimolo assente o raro,
  2. sensazione di incompleto svuotamento,
  3. la necessità di rimanere a lungo nel bagno,
  4. la presenza di eventuali dolori addominali.
  Quando qualcosa nell’intestino non va, si manifesta gonfiore addominale, digestione pesante e laboriosa, stipsi o diarrea. Per superare questi problemi è importante mantenere correttamente la microflora intestinale, 100.000 miliardi di batteri distribuiti variamente lungo il lume intestinale. La microflora infatti:
  1. interviene nei processi digestivi;
  2. partecipa alla sintesi di vitamine tra cui B2,B6,B12 e K;
  3. è una delle prime nostre linee di difesa, è infatti una barriera contro la penetrazione di virus, batteri e tossine;
  4. stimola le difese immunitarie;
  5. produce sostanze antimicrobiche.
  Se si rompe l’equilibrio dell’ecosistema microbico si hanno eccesso di gas con gonfiore e flatulenza,infiammazioni intestinali, colite ed anche cistiti e vaginiti ecc..   Le cause di queste alterazioni possono essere diverse :  
  1. alcoolici,
  2. farmaci come antibiotici,
  3. dieta carente di fibra,
  4. stress prolungati.
  Per fare del bene al nostro intestino si debbono assumere dei probiotici per uno,due mesi al fine di ripristinate l’eubiosi, per mantenerlo in buone condizioni sono sufficienti dei cicli di 15 giorni ogni mese o mese e mezzo.   Questi fermenti debbono però essere gastro-resistenti ed essere assunti in concentrazione adeguata.   Occorre anche fare attenzione al tipo di probiotico che si assume, nei bambini e negli anziani è da privilegiare l’assunzione di bifidum.   Qualunque variazione dei ritmi abituali si ripercuote in genere sulla funzionalità intestinale, stimolandola o riducendola fino a bloccarla.   Quali sono le caratteristiche della stipsi?
  1. il rallentamento della funzione intestinale
  2. la riduzione della frequenza delle evacuazioni
  3. aumento della consistenza delle feci
a volte è accompagnata da altri sintomi,
  1. lingua ricoperta da una patina bianca
  2. alito cattivo
  3. inappetenza
  4. difficoltà digestive
  5. pancia gonfia con presenza di gas (meteorismo)
  6. a volte mal di testa, nausea e dolori addominali
Prebiotico e prebiotici Fibre Leggi lo Speciale su: Fermenti Lattici   Si tratta di alimenti che non sono digeriti nell'intestino tenue e, nell'intestino crasso, stimolano la crescita e l'attività di batteri benefici, come il BIFIDOBACTERIUM e i lactobacilli. Vi appartengono: pane, pasta, patate, germe di grano, soia e le fibre (ad es.,l'inulina contenuta nella cicoria, nei carciofi, negli spinaci, nella cipolla e nell'aglio). La combinazione di probiotici e prebiotici (come avviene nei simbiotici) è particolarmente efficace per il riequilibrio della flora intestinale.   Anche le fibre, non digeribili dagli enzimi del nostro apparato digerente, contribuiscono al benessere dell'intestino e quindi dell'intero organismo perché, non essendo digerite e non avendo valore nutritivo, nel loro percorso attraverso il tubo digerente producono diversi effetti:  
  1. regolano la funzione intestinale sia in caso di stipsi sia di feci troppo liquide;
     
  2. aumentano la massa e l'idratazione della massa fecale, che transita quindi più agevolmente lungo il lume intestinale; 
     
  3. stimolano i movimenti peristaltici dell'intestino;
     
  4. esercitano un'azione detossificante grazie all'aumento della velocità di transito che contribuisce ad espellere le tossine; 
     
  5. sono un ottimo substrato di crescita (almeno per alcune di esse) per la microflora intestinale, favorendo l'EUBIOSI.
  Le fibre dovrebbero rientrare nella dieta come componenti essenziali in quantità di 30 g. al giorno. Si classificano in FIBRE SOLUBILI e FIBRE INSOLUBILI secondo il loro comportamento in acqua: a) quelle solubili, utili anche in caso di mucose intestinali infiammate, si trovano nella frutta (mele ed agrumi), in alcuni cereali (avena), nei legumi, nei semi del genere PLANTAGO, della famiglia delle LINACEE, e nella radice della cicoria.   Le fibre solubili assorbono acqua e formano un gel molto denso che favorisce la formazione di feci morbide e tengono in allena- mento il colon. Il loro uso non ha pressoché controindicazioni, tranne che per coloro che presentano diverticoli con pareti molto sottili;   b) quelle insolubili si trovano nei cereali integrali, nella crusca di frumento, nella segale, nel riso integrale e nelle verdure in genere, ed esercitano uno stimolo per la peristalsi.   Se assunte in quantità massicce e per lunghi periodi, possono essere lievemente irritanti per l'intestino. .................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sulla pancia? Leggi: Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Fibre
Fermenti lattici e Stitichezza FibreLeggi lo speciale Stitichezza
Leggi lo speciale Fermenti Lattici   La Stitichezza che non è una malattia ma un sintomo, è provocata da un transito intestinale anomalo con scarsità di feci (per volume e frequenze) spesso difficili da espellere. La permanenza dei materiali fecali all'interno dell'intestino per un periodo di tempo superiore a 24 ore può causare fenomeni di autointossicazione per assorbimento di sostanze tossiche che dovrebbero invece essere eliminate con le feci.   Tra i motivi della stitichezza:   - Disturbi funzionali (colon irritabile)    - Lunga permanenza a letto   - Uso di farmaci (antidepressivi, tranquillanti, lassativi… ecc)    - Inadeguata assunzione di fibre   - Scarso esercizio fisico   - Malattie gastrointestinali   - Ridotta flora intestinale   La stipsi può presentarsi solo per un breve periodo come conseguenza di situazioni momentanee (interventi chirurgici, viaggi, malattie… ) o essere dovuta ad un intestino pigro, problema che si può controllare adeguando dieta e stile di vita.   Può essere causata da:   - colon irritabile che può causare stipsi o diarrea e un'alternanza dei due disturbi    - farmaci   - diverticolosi   - gravidanza   - emorroidi   o da una vera e propria ostruzione meccanica legata a cause anatomiche diverse, come il rettocele (cioè un'eccessiva dilatazione dell'angolo rettale) o il prolasso rettale.   Per curare la stitichezza si deve bere di più, adottare una dieta ricca di frutta (kiwi) e di verdura, risulta altresì utile l'integrazione con lattobacilli che, aumentando l'acidità del tratto intestinale, determinano un aumento della peristalsi (attività di contrazione ritmica dell'intestino) che fa progredire la massa fecale. Le persone anziane in particolare soffrono spesso di stitichezza cronica, per abuso di lassativi; studi recenti hanno evidenziato che un regime probiotico a base di L. ACIDOPHILUS, BIFIDUM e L. BULGARICUS associati a 200 ml di latte giornalieri combattono efficacemente la stipsi.   Se la stitichezza è associata a dolori nella parte bassa dell'addome, nausea, febbre e diarrea può trattarsi di DIVERTICOLITE, un'infiammazione dei diverticoli; in tal caso bisognerà seguire la terapia antibiotica prescritta dal medico, aumentare il consumo di acqua e aggiungere più fibra alla dieta.
Stipsi acuta: impara a gestirla naturalmente FibreLeggi lo speciale Stitichezza

Anche tu soffri di stitichezza? Non prendere troppe purghe! Se la stipsi è frequente devi necessariamente adottare altri metodi. Innanzi tutto consumare alimenti che favoriscano l'evacuazione e prendere delle tisane depurative, vediamo quali.   La stitichezza è dovuta a molteplici fattori: alla base ci può essere una patologia intestinale oppure uno stile di vita sbagliato. In entrambi i casi comunque bisogna dire che prendere delle purghe non è proprio salutare per l'intestino, sia perché queste provocano abbassamenti repentini della pressione sanguigna, sia perché attaccano spesso la flora intestinale minando le basi della già precaria armonia intestinale.   Sarebbe dunque necessario intervenire sempre sullo stile di vita, sull'alimentazione ed altro ancora. Bisogna innanzitutto non fare una vita troppo sedentaria perché questo rallenta ogni processo biologico, dal metabolismo all'evacuazione e alla disintossicazione.   Non è nemmeno detto che bisogna correre nel bagno tutte le mattine. Solitamente infatti, è sufficiente evacuare almeno 3 volte a settimana e produrre feci disidratate e compatte. Se si alternano invece casi di diarrea/stipsi è ipotizzabile un'alterazione della flora batterica intestinale dovuta allo stile di vita.   Non dovete eliminare l'ipotesi di fare comunque una visita dal gastroenterologo in quanto la causa potrebbe anche essere quella di un'intolleranza alimentare.   Per quanto riguarda invece i rimedi "fai da te" possiamo utilizzare delle tisane depurative a base di frangula, semi di esilio, convolvolo, malva, menta piperita. Potete farla voi stessi comprando gli elementi puri in erboristeria oppure scegliendo una tisana specifica per questo problema.   Inoltre è assolutamente necessario bere almeno 1,5 lt al giorno di acqua e mangiare moltissimi legumi. Mangiare meno carne e formaggio ed incrementare il consumo di frutta sarà sicuramente la chiave di svolta. Ancora meglio se mangiate uva, kiwi e pere, magari con una bella macedonia. Importantissimo è anche camminare tanto e fare qualche esercizio per tonificare gli addominali, vi faciliteranno nell'evacuazione. E perché non fare una scorpacciata di fichi? La loro azione è veramente miracolosa!   Maria Melania Barone ..............................................................................................................................................
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Combattere la stitichezza FibreLeggi lo Speciale StitichezzaLeggi lo Speciale Stress La stitichezza è un disturbo molto diffuso e non considerato nella maniera giusta. Spesso si prendono subito dei farmaci invece di intervenire sulle cause che sono la fretta, l’ ansia, cattive abitudini alimentari e stili di vita sbagliati Per combattere la stipsi, che vuol dire non avere lo stimolo spontaneo di defecazione ed essere costretti all’uso di clisteri e di lassativi per evacuare, occorre seguire precise regole   Intervenire alla base innanzitutto e non ricorrere ai farmaci dopo pochi giorni che il disturbo si presenta. I comportamenti sbagliati sono sicuramente lo stress, l’ansia e la fretta che alterano la digestione, mentre gli impegni quotidiani ignorano gli stimoli lanciati dal nostro corpo, ovvero il classico appuntamento con il wc, facendo accumulare le feci all’interno dell’ intestino. La muscolatura pelvica tende così a contrarsi e la stipsi diventa un altro motivo di stress che si aggiunge a quello tutti i giorni. Quindi, prima regola: Mangiare piano e masticare con lentezza, consente di assimilare meglio il cibo dividendo i pasti in cinque spuntini giornalieri, senza mischiare alimenti che affaticano la digestione come formaggi, insaccati, fritti, creme, cioccolato e carni rosse.   Cercare di rilassarsi e di respirare con calma massaggiando in senso orario la pancia. Non ingerire bibite gassate ma bere molta acqua che aiuta il transito intestinale, mentre acqua frizzante e bibite gasate generano gonfiore addominale e gas. Da bere anche thè deteinato, tisane di tiglio, malva e finocchio che sono anche lassative e digestive. Mangiare più frutta e verdura, almeno 4 etti al giorno, come consiglia l’American dietetic association e cibi ricchi di fibre come crusca di frumento, pasta integrale, pane integrale, riso integrale, fave, insalata cruda, funghi, piselli, frutta secca, ceci e lenticchie, assieme a importanti porzioni di liquidi. Muoversi il più possibile per attivare i processi digestivi e liberarsi dallo stress e assumere anche dei fermenti lattici, alimenti probiotici che rimettono in ordine l’intestino. Stare attenti all’uso di antibiotici, che alterano la flora batterica intestinale e anche gli antinfiammatori, gli estroprogenistici, gli antidepressivi e i lassativi che in un primo momento provocano diarrea, in seguito la stipsi.   Andromeda Alipert ............................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Stitichezza?  Fibre alimentari: regolare l'intestino pigro - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Fibre
Fibre alimentari: regolare l’intestino pigro Fibre Le fibre alimentari sono sostanze naturali di grandissima importanza per il benessere intestinale e digestivo in genere. Il nostro sistema digestivo ha bisogno delle fibre alimentari per essere stimolato nelle sue funzioni.
..................................................................................................................................................................................................................... Le fibre alimentari sono contenute in frutta, verdura, legumi e cereali e a causa della loro struttura chimica non vengono assimilate nello stomaco e passano inalterate nell'intestino nel quale subiscono una fermentazione da parte della flora batterica; la flora batterica infatti si nutre delle sostanze contenute nelle fibre.   Le fibre, oltre che fare massa e nutrire la flora, assorbono molta acqua e quindi aumentano di volume agevolando la funzione peristaltica. Il colon, grazie a loro, è stimolato a fare i suoi movimenti (come se facesse della ginnastica) e perciò le fibre sono adatte per rieducare un intestino pigro. La loro azione infatti non è immediata, come quella di un normale lassativo, ma dà frutti nel tempo.   Oggigiorno tutti i dietisti ed i nutrizionisti raccomandano un'assunzione giornaliera di fibre pari a circa 20/25 gr. da ottenere con una sana alimentazione o con l'apporto di integratori. Alcune regole per assumere le fibre necessarie. Se non vi sono particolari patologie, per le quali è opportuno affidarsi al medico, di seguito sono riportate alcune semplici regole per arrivare ad assumere la quantità consigliata di fibre (20-25 gr.)   Per prima cosa aumentare il consumo di pane (200 gr. al giorno) e questo deve essere al 100% integrale; consumare cereali integrali a colazione (almeno 50 gr. al giorno); aumentare il consumo di verdura e di frutta per arrivare ad 400 gr. al giorno; aumentare l'uso di legumi, come piselli, fagioli, ceci ecc. ed usare all'occorrenza integratori di fibre ad hoc.   L'assunzione di fibre alimentari non è però solo questione di quantità ma anche di qualità. Sarebbe opportuno, come si diceva prima, che esse avessero tre caratteristiche: la capacità di aumentare di volume, di rendere le feci morbide e di nutrire la flora batterica (effetto probiotico).   Dal punto di vista fitoterapico esistono piante che forniscono fibra di qualità. Il glucomannano e lo psillio hanno notevole capacità di assorbimento, rendono le feci morbide e hanno caratteristiche probiotiche. L'inulina (fibra derivata dal fruttosio) invece ha una forte azione probiotica.   Da questi piccoli esempi si comprende come sia possibile abbinare diversi tipi di fibre conoscendone le proprietà per avere effetti positivi e ridurre al massimo quelli negativi. Lo stesso discorso vale anche per i cibi: per alcune persone ad esempio potrebbero essere più idonee fibre presenti nei cereali e per altre quelle presenti nei legumi.   Tutto dipende anche dal tipo di persona e dal suo regime alimentare; un altro esempio può essere la mucillagine che si ricava dalla Malva che ha quasi esclusivamente un'azione lenitiva delle mucose e che quindi può essere abbinata, per rieducare e riequilibrare l'intestino, ad altre fibre alimentari ad effetto volume. .....................................................................................................................................................................................................................
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Pressione alta? usa l\' acido glutammico FibreQuesto aminoacido contenuto in cereali, broccoli e soia è risultato molto efficace per abbassare la pressione. Lo studio condotto dall' Università di Chicago, prova come l' inserimento regolare di questi alimenti nella dieta contribuisce un abbassamento sensibile della pressione sanguigna


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Questi vegetali contengono un aminoacido efficacissimo nel combattere la pressione alta.

Un recente studio ha individuato le conseguenze di un particolare aminoacido contenuto nei vegetali, l'acido glutammico, che nell’uomo contribuirebbe alla diminuzione della pressione sanguigna, sia massima che minima.

La ricerca, condotta dal team capitanato dal Dottor Ian Brown, ricercatore facente capo al “Department of Preventive Medicine” della Northwestern University di Chicago, è stata subito pubblicata dal magazine di settore “Circulation: Journal of the American Heart Association”.

L’equipe ha preso a campione 4680 individui, in una fascia di età compresa tra i 40 e i 59 anni e residenti in diverse aree rurali e metropolitane della Gran Bretagna, degli Stati Uniti, della Cina e del Giappone. Le successive analisi sui soggetti a campione hanno messo in evidenza che, ad un aumento del 4,72 per cento sull’assunzione media giornaliera di acido glutammico (sul totale di proteine) si associava una diminuzione media della pressione sanguigna massima (pari a 1,5-3,0 millimetri di mercurio) e minima (pari a 1,0-1,6 millimetri di mercurio).

Dati i suoi benefici sulla pressione arteriosa, gli scienziati consigliano di migliorare la propria dieta aumentando l’assunzione di acido glutamminico, soprattutto nei soggetti a rischio di ipertensione. Questo aminoacido è presente in vegetali come cavoli e broccoli ma anche nei cereali integrati e nella soia.

Lucia D’Addezio

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La riscoperta dei cereali FibrePer qualsiasi tipo di alimentazione, è fondamentale non privare il corpo umano dall’assunzione di cereali; che siano macinati, impastati e talvolta lievitati, hanno un importante ruolo nella nostra dieta. Appena germinati rappresentano la base dell’alimentazione di popolazioni caratterizzate da ottima salute e longevità. La loro storia non meriterebbe neppure un commento, sono presenti da anni ed anni, nel mondo omerico, in India, in Cina, nel libri di medicina: hanno un ruolo troppo importante per privarsene. Pensiamo anche solo ad un alimento che pare così semplice: il pane. Il pane rappresentava per molti, in passato, l’unica vera risorsa di cibo, quella particolare abilità (possiamo anche considerarla una vera e propria arte) che veniva tramandata di padre in figlio. Nelle campagne, sempre in tempi passati, l’abitudine di fare il pane in casa era molto diffusa, con il tempo è andata scemando, ma fortunatamente non smettiamo mai di strizzare l’occhio ai nostri antenati. E soprattutto per poter portare avanti questa tradizione, ai giorni nostri, non serve per forza vivere in campagna. In più, noi italiani siamo il popolo della pasta, altro componente fondamentale di una giusta dieta. Se integrale, la pasta è un alimento energetico, è un’importante fonte di proteine indispensabili alla nostra salute. Il loro consumo è dunque da incentivare, specie nella dieta vegetariana.