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Fenomeno Smoothies: le ricette	 Alimentazione Corretta
	Cosa sono gli Smoothies? Perché stanno avendo tanto successo? E’ vero che aiutano a dimagrire e a restare in forma? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sul nuovo fenomeno del momento. 

	 

	Cos’è lo Smoothie? Iniziamo a dire che cosa non è: lo Smoothie non è un frullato, non è un gelato e non è un succo di frutta. 

	 

	E’ un mix fra questi tre alimenti ma è anche molto, molto di più. La parola inglese che gli dà il nome, “smooth”, significa “leggero” o “liscio” e si riferisce alla sua consistenza, a metà strada tra il frullato e il gelato. In sostanza, lo Smoothie è una bevanda a base di frutta o verdura dalla consistenza densa, ma non troppo.

	 

	Il successo recente degli Smoothie deriva dal loro gusto piacevole e dalla loro leggerezza, che li rende adatti a fare uno spuntino, a rinfrescarsi nelle calde giornate primaverili oppure a combattere i morsi della fame se si sta cercando di perdere qualche chiletto.

	
Come si prepara uno Smoothie? Semplice: scegliete gli ingredienti che vi piacciono di più, frullate il tutto e gustate il vostro Smoothie. Ve ne consigliamo alcuni davvero gustosi, ma potete davvero sbizzarrirvi nella creazione di infinite e deliziose varianti. Una accortezza: non esagerate con lo zucchero e con le dosi.
1. Uno Smoothie davvero sfizioso può essere preparato frullando o passando al mixer 1 mango, 200 ml di latte di soia, un barattolo di yogurt bianco, 4 cubetti di ghiaccio ed un cucchiaio di miele. Leggero, sano e fresco, questo Smoothie va bene anche per chi sta seguendo una dieta.   2. Chi fa molto sport e ha bisogno di reintegrare Sali minerali e Zuccheri può provare uno Smoothie a base di banana, ciliegia e uva. Spezzettate la frutta, aggiungete 4 cubetti di ghiaccio e terminate con 2 bicchieri di latte e un barattolo di yogurt bianco, entrambi ricchi di Calcio. Frullate e gustate dopo l’attività fisica.   3. Per un’abbronzatura perfetta puntate sull’arancione e sul rosso: fragole, ciliegie, pomodori ma, soprattutto, carote. Bere uno Smoothie alla carota vi aiuterà a restare idratate e ad abbronzarvi più velocemente, grazie all’alto contenuto di Beta Carotene. Sbucciate le carote, aggiungete latte di soia (più leggero di quello normale), ghiaccio, mezzo barattolo di yogurt bianco e un po’ di zenzero.   Lucia D'Addezio ........................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli asparagi? Leggi: Zucchine e fiori: in forma con gusto - Insalata: ricette gustose
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Ciliegie: proprietà  e benefici Alimentazione Corretta Le ciliegie sono uno dei frutti più gustosi e dissentanti disponibili sui banchi del supermercato in Primavera ed Estate. Rossi e succosi, questi frutti contengono numerosi elementi benefici per la salute umana.   In aggiunta, le ciliegie possono essere inserite senza problemi sia nei regimi alimentari normali che nelle diete dimagranti.   Che la frutta faccia bene è un dato di fatto. I mesi caldi sono quelli in cui il consumo di questi alimenti cresce, perché sono leggeri, freschi e dissetanti. Le ciliegie meritano una menzione particolare nella classifica dei frutti amici della salute e della bellezza.   Le ciliegie sono ricchissime di Vitamine, tra le quali spiccano la Vitamina C e la Vitamina A, che aiutano a proteggere la vista, difendono le cellule dai danni ossidativi, contribuiscono al buon funzionamento delle difese immunitarie e mantengono la pelle liscia ed abbronzata. Bastano 500 grammi di ciliegie per garantire un corretto apporto giornaliero di Vitamina C all’organismo.   In Estate, quando si espone il corpo al sole, le ciliegie sono il frutto perfetto per proteggere la pelle e, al tempo stesso, ottenere una tintarella omogenea e naturale. Questo è garantito dalla presenza in questi frutti di Caroteni e Sali Minerali. A ciò si aggiunge l’alto contenuto di Acido Folico, Calcio, Potassio, Magnesio e Fosforo.   Le ciliegie aiutano a prevenire numerose patologie, come l’arteriosclerosi, la gotta, le disfunzioni renali, la stitichezza e l’invecchiamento cellulare.   Come molti altri frutti, le ciliegie hanno un alto contenuto di Zuccheri: l’apporto calorico è, però, molto basso, e quindi adatto anche a chi sta cercando di perdere qualche chilo.   Le ciliegie non fanno ingrassare, dato che l’ingestione di 100 grammi di frutta corrisponde all’introduzione di appena 38 chilocalorie, e aiutano l’organismo a depurarsi e ad incrementare la riserva alcalina.   L’unica precauzione è non esagerare con la quantità.   Lucia D'Addezio ........................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli asparagi? Menta: qualche ricetta salutare - Insalata: ricette gustose
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Zucchine e fiori: in forma con gusto Ricette La stagione calda, quando la voglia di alimenti freschi e genuini aumenta, è il periodo dell’anno migliore per introdurre nella dieta le verdure di stagione, che ci permettono di tornare in forma senza rinunciare a piatti saporiti e sfiziosi. Zucchine e fiori di zucca sono gli ingredienti perfetti per una dieta leggera, gustosa e fresca.   Le Zucchine sono ricchissime di Vitamine del gruppo A, B e C, e di Sali Minerali. In particolare, all’interno di questi ortaggi si registra la presenza di grandi quantità di Potassio, Fosforo e Calcio. Non mancano, poi, Sodio, Ferro, Zinco e Magnesio.   Come noto il Fosforo ha un effetto benefico sul cervello, sulla memoria e sull’attenzione. Il Potassio aiuta, invece, a combattere le malattie cardiovascolari e la stanchezza cronica.   Le Zucchine hanno anche effetti positivi sulla diuresi, proteggono dalle malattie del tratto urinario ed hanno proprietà lassative, decongestionanti ed antinfiammatorie. Sono, inoltre, un ottimo rimedio naturale contro la stitichezza e i problemi digestivi. Un vero mix di benessere e salute!   Grazie al loro basso contenuto di calorie, le Zucchine sono perfette per le persone che voglio perdere qualche chilo o che vogliono restare in forma senza rinunciare alla buona cucina. Ecco due ricette assolutamente da provare.   Antipasto fresco
  200 grammi di Zucchine 300 grammi di Pomodori 250 grammi di Formaggio in crema Olio di oliva Basilico fresco Colla di pesce Sale
  Tagliate le Zucchine, salatele leggermente e scottatele in padella con un filo d’Olio.   Prendete qualche foglia di Basilico fresco e, insieme alle Zucchine, passate il tutto al mixer (o nel frullatore). Mettete la crema di Zucchine da parte.   Prendete i pomodorini, scottateli in padella con un filo d’Olio e un pizzico di Sale. Una volta pronti lavorateli con il passaverdura, in modo da eliminare la buccia. Mettete da parte il tutto. A questo punto alle due creme, sempre separate, va aggiunta la colla di pesce (5 grammi nei Pomodori e 5 grammi nelle Zucchine).   L’antipasto deve essere servito in bicchierini bassi e larghi di vetro.   Fate uno strato di crema di Pomodoro, uno strato di Formaggio morbido ed un ultimo strato di crema di Zucchine.   Riponete in frigo per mezz’ora prima di servire in tavola questo antipasto delizioso.   Fiori di Zucca ripieni di zucchine
  5-6 Fiori di Zucca 3 Zucchine Olio extravergine Sale Pangrattato
  Tagliate le Zucchine in maniera grossolana. Fate un soffritto leggero con olio e cipolla e lasciate cuocere le Zucchine per 20 minuti, prima di schiacciarle con una forchetta. Salate a piacere. Preriscaldate il forno a 100°.   Prendete i Fiori di Zucca ed iniziate a riempirli con la crema di Zucchine precedentemente ottenuta.   Disponeteli su una teglia, spennellateli con un filo d’olio ed un pizzico di sale, e ricopriteli con un paio di pugni di pangrattato. Infornate fino a quando non comparirà sulla superficie dei Fiori di Zucca ripieni una crosticina croccante.   Lucia D'Addezio ........................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli asparagi? Menta: qualche ricetta salutare - Insalata: ricette gustose
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Insalata: ricette gustose Ricette Leggi lo speciale Dimagrire
  L’Insalata è uno degli alimenti più gettonati in Primavera ed Estate dalle fanciulle che vogliono tornare in forma o, semplicemente, sentirsi più leggere. Tra Marzo e Aprile la natura si risveglia. Questo accade anche al nostro organismo che, dopo un Inverno stressante trascorso tra gelo, neve e vento, vuole ritrovare il suo naturale benessere. Le verdure di stagione vengono in nostro aiuto per rimetterci in forma e per perdere gli odiati chiletti di troppo.   Molto spesso quando si pensa all’Insalata la si associa inevitabilmente alla Lattuga. Se, però, siete stufe dei soliti insalatoni tradizionali, noiosi e per nulla sfiziosi, ecco qualche idea su come personalizzare la vostra Insalata, rendendola più gustosa ed accattivante. Ad Aprile la scelta in fatto di verdure di stagione è davvero ampia.   Iniziamo dalle Fave. Stuzzicanti e genuine, le Fave possono essere utilizzate per preparare un’Insalata davvero particolare ed amica della linea. Prendete delle Fave fresche, del Pecorino stagionato in scaglie ed un po’ di Erba Cipollina e di Menta, entrambe rigorosamente fresche. Aggiungete un filo di Olio d’oliva extravergine ed il gioco è fatto.   Perché, poi, non preparare una deliziosa Insalata con cavoletti di Bruxelles, mele verdi e lattuga? Ecco come fare. Lessate i Cavoletti per un quarto d’ora e tagliateli a pezzetti. Sbucciate le mele e fatele a fettine. Tagliate grossolanamente un paio di foglie di Lattuga e mischiatele con gli altri ingredienti in una ciotola. Condite con Aceto di Vino, un filo d’Olio ed un pizzico sale e pepe.   La Valeriana (o Songino) è un altro ingrediente di stagione molto adatto alla preparazione in Insalata. Essendo molto ricco di vitamine è anche un alleato della salute, specialmente se mangiato crudo. Prendete la Valeriana ed eliminate tutti i gambi più duri e stopposi. Mettete le foglie in una ciotola ed aggiungete delle fettine di Pomodoro fresco, delle listarelle di Prosciutto Crudo ed un filo di Olio di oliva.
L’ultimo consiglio è un’Insalata di Asparagi, Noci ed erbette di stagione. Sbollentate gli Asparagi in acqua salata per una decina di minuti e tagliateli a rondelle. In una ciotola tritate del Basilico, del Prezzemolo, dell’Erba cipollina e delle Noci. Aggiungete le rondelle di Asparagi e condite con Olio ed una spruzzata di Limone.   Lucia D'Addezio ........................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli asparagi? Menta: qualche ricetta salutare - Cucina molecolare: tra entusiasmi e pregiudizi
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Dieta e Adolescenti Bambini L’obesità è una delle malattie moderne più insidiose e pericolose per la salute umana. Questo problema, troppo spesso sottovalutato o giustificato con la difficoltà di accettare e seguire con costanza regimi alimentari più sani ed equilibrati, va affrontato sin dall’adolescenza, uno dei periodi chiave della vita di ogni persona.   I bambini paffutelli vengono da sempre considerati più belli ed in salute di quelli magrolini. La frase più ricorrente dei genitori e dei parenti di bimbi cicciottelli è: “con lo sviluppo anche i chili di troppo spariranno”. Al giorno d’oggi, però, quello del sovrappeso è un problema grave, che spesso caratterizza tutta l’infanzia degli Italiani, trascinandosi fino all’adolescenza.   I teenager, oltre a pagare sin da subito le conseguenze dei regimi alimentari scellerati a suon di prese in giro ed battute sgradevoli da parte dei compagni, rischiano di trascinare nell’età adulta vizi, errori di comportamento e disturbi dell’alimentazione. Gli adolescenti sovrappeso che non pongono freno al declino del proprio corpo si trasformano presto in adulti obesi, malati e incapaci di combattere un problema andato ormai troppo in avanti.   E’ fondamentale che i teenager vengano educati ad un' alimentazione sana, equilibrata ed adatta alle caratteristiche del loro corpo e del loro metabolismo. Assolutamente da evitare le diete fai-da-te e le autodiagnosi: se un ragazzo è in sovrappeso, sarà compito di un esperto stilare una dieta ed accertarsi che il paziente la segua con costanza.   Attenzione, soprattutto, alle diete proposte da giornali o siti web: alcuni consigli in campo alimentare validi ed efficaci per un adulto possono essere anche molto pericolosi per un adolescente.   Per combattere l’obesità infantile e adolescenziale, oltre alla dieta, è utilissimo lo sport. Questo, però, non significa costringere i teenager a tour de force in palestra: sarà il ragazzo a scegliere quale attività praticare, seguendo le sue tempistiche, i suoi gusti e le sue preferenze. I genitori devono sostenere i ragazzi nella dura lotta contro i chili in più, senza, però, essere troppo negativi o pressanti.   Lo stress e la pressione dall’esterno sono nemici della costruzione di un corretto e positivo rapporto con il cibo e con il proprio corpo. Molti consigli utili sono presenti nel libro “Una giornata pesante. Diario-slalom di un’adolescente tra amicizie, cibi e bilance” scritto a quattro mani dalla dietologa Erna Lorenzini e dalla scrittrice Marina Morpurgo.   Lucia D'Addezio .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Obesità infantile: attenzione ai cereali - Bambini troppo magri o troppo grassi: ecco cosa mangiare ad ogni età Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini Aprile: Mese degli Asparagi Ricette E’ arrivato Aprile e finalmente tornano sui banchi della verdura fresca i deliziosi asparagi di stagione. Se questo non bastasse, Aprile è anche il mese in cui i più audaci esploratori di colline e boschetti si dedicano alla raccolta degli asparagi selvatici. Qualsiasi siano i vostri preferiti, approfittate della Primavera e mangiatene il più possibile.   L’asparago è un vegetale gustoso ed amico della salute. Questi vegetali appartengono alla stessa famiglia dell’aglio ma, al contrario di quest’ultimo, sono ricchissimi di clorofilla (ecco perché sono verdi).   Gli asparagi contengono molte sostanze benefiche per l’organismo umano: vitamine A, C e B, Sodio, Potassio, Fosforo, Azoto, Ferro, Iodio, Magnesio e Fibre. In aggiunta contengono glucidi e protidi, oltre all’asparagina, responsabile del forte odore tipico di questi vegetali.   Gli asparagi aiutano a proteggere il cuore, il sistema nervoso ed il tessuto muscolare. Grazie alla presenza di Potassio e Azoto, stimolano la diuresi e favoriscono l’eliminazione delle tossine. Da secoli vengono, poi, utilizzati come erbe medicinali contro i reumatismi e le malattie del sistema urinario.   Se non volete limitarvi ad acquistare gli asparagi sui banchi del supermercato, potete optare per la coltivazione sul balcone (che sta diventando sempre più di moda in Italia) oppure provare con la raccolta in natura di quelli selvatici. Per entrambe le soluzioni avrete bisogno di un po’ di pratica, tanta pazienza e, soprattutto, di buona volontà nell’imparare queste “arti” tramandate di padre in figlio da generazioni.   Gli asparagi possono essere consumati sia crudi che cotti. Ecco due ricette per prepararli in maniera fantasiosa e gustosa, con particolare attenzione alla linea.   Insalata di asparagi con capperi e pinoli   Mondate e pelate gli asparagi (un mazzetto circa). Preparate una maionese leggera con un tuorlo d’uovo, un po’ di succo di limone e 100 ml di olio extravergine di oliva. Aggiungete un pugno di capperi (sciacquati) alla maionese e mettete il tutto da parte.   Affettare a rondelle gli asparagi fino alle punte e scottateli in padella, facendo asciugare bene il liquido in eccesso. Aggiungete le rondelle di asparagi cotte alla maionese in una ciotola e mescolate bene. Servite a temperatura ambiente dopo avere decorato con erba cipollina e pinoli tostati.   Farfalle con ricotta e asparagi   Lessate un mazzetto di asparagi (verdi o bianchi) in acqua leggermente salata. Passateli al frullatore o al mixer dopo aver aggiunto un paio di cucchiai di ricotta.   Una volta ottenuta la crema potete cuocere la pasta come di consueto ed aggiungere la salsa di asparagi e ricotta nella fase finale, rifinendo la ricetta con una spruzzata di parmigiano e qualche cubetto di pancetta rosolata.   Lucia D'Addezio   Vuoi saperne di più sugli asparagi? Un sollievo per la colite ulcerosa - Dieta del PH equilibrio acido base
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Carciofi: Proprietà  e benefici Educazione Alimentare La natura mette a nostra disposizione tantissimi ortaggi dalle proprietà quasi miracolose. Imparare a conoscerli ci aiuta a sfruttarli al meglio per essere naturalmente belle e per mantenerci in forma senza sforzi. Scopriamo insieme qualcosa in più sul Carciofo.   Il Carciofo è un ortaggio gustoso, genuino e salutare. Viene consumato come alimento sin dall’antichità: i primi a mangiarlo furono gli Egizi, seguiti a ruota da Romani e Greci. Questi popoli compresero le eccezionali qualità del Carciofo ed iniziarono a consumarlo frequentemente, preparandolo in modo da ottenere piatti gustosi e saporiti.   In Italia il Carciofo viene mangiato abitualmente. Il periodo di raccolta va da Ottobre a Giugno, e questo è il momento migliore per mangiarlo dato che è un prodotto di stagione.   Esistono ben 90 specie di Carciofo, in vari colori (con diverse gradazioni di verde e viola) e forme, con spine o senza spine, e con periodi di fioritura differenti: alcune specie fioriscono e possono essere raccolte anche più di una volta all’anno.   Il Carciofo è ricchissimo di sostanze benefiche per il nostro organismo, come Ferro, Potassio, Sali minerali, Fosforo, Zinco e molto altro. Nonostante l’apporto Vitaminico sia basso, il Carciofo è ricco di una sostanza “miracolosa” per il benessere del corpo umano, la Cinarina. A ciò si aggiungono anche la Mannite e l’Inulina, due Zuccheri che possono essere assunti anche dai diabetici.   Tra i benefici del Carciofo ci sono lo stimolo della diuresi, che aiuta l’organismo a ripulirsi da sostanze nocive e impurità, ed il miglioramento della funzionalità della bile. L’Inulina contenuta nei Carciofi aiuta, inoltre, ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo e a prevenire le patologie cardio-vascolari. Il Carciofo contiene anche sostante antiossidanti e antisclerotiche, alle quali si aggiungono sostanze che aiutano la digestione e prevengono i tumori. Un vero ortaggio della salute!   Infuso depurativo al Carciofo
  25 grammi di foglie secche di Carciofo 150 millilitri di acqua. Portare l’acqua ad ebollizione e spegnere il fuoco.   Aggiungere le foglie essiccate di Carciofo e fra bollire per 5 minuti. Coprire con un coperchio e spegnere il fuoco.   Lasciare in infusione un altro paio di minuti, far intiepidire e bere.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Dolce droga o droga dolce?
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Integratori e vitamine a primavera Vitamine Vi sentite stanchi e spossati? Avete problemi di concentrazione? Mal di testa e mal di schiena rovinano le vostre giornate? La causa potrebbe essere molto più banale di quanto pensiate. Con il passaggio dall’Inverno alla Primavera la comparsa di questi sintomi è molto comune, anche nei soggetti sani.   Il cambio di stagione è un momento molto delicato per l’organismo umano ed una fase di passaggio critica sia per il sistema immunitario che per il cervello. Un calo delle energie psico-fisiche ed un aumento dello stress sono abbastanza diffusi nella popolazione quando si passa dall’Inverno alla Primavera. Quando questo accade significa che il corpo e la mente hanno bisogno di riposo e di “coccole”.
Quali sono i sintomi più comuni collegati al cambio di stagione?
  Il cosiddetto “mal di Primavera” si manifesta durante le prime settimane di passaggio tra l’Inverno e la bella stagione con i seguenti sintomi:   stanchezza frequente,
spossatezza,
sbalzi d’umore ed irritabilità,
sonnolenza,
difficoltà di concentrazione,
gastriti e disturbi digestivi,
dolore alle ossa o ai muscoli,
mal di testa,
mal di schiena

Come prevenire il “mal di Primavera”?
  Le cause del “mal di Primavera” non sono ancora del tutto chiare anche se ormai la comunità scientifica conviene sul fatto che tali sintomi siano legati al passaggio traumatico dall’Inverno alla bella stagione.   Per prevenire la comparsa dei sintomi appena descritti e godere al meglio delle prime settimane di Primavera è bene seguire una dieta sana ed equilibrata, concedersi il giusto numero di ore di sonno ed iniziare gradualmente e senza esagerare a praticare un po’ di sport, meglio se all’aria aperta.   Altre regole che è buona norma seguire sono quella di bere molta acqua, un vero toccasana per il corpo ancora letargico a causa dell’Inverno, e di concedersi qualche ora di relax e tranquillità.   Un ultimo consiglio riguarda l’assunzione di integratori e vitamine per garantire al corpo la giusta carica quotidiana ed il corretto apporto nutrizionale.   Quali integratori assumere con l’arrivo della Primavera?

Magnesio. Combatte l’irritabilità, la stanchezza e la spossatezza, oltre a garantire una sensazione generale di benessere.   Vitamina C. Contrasta i malanni di stagione causati dal passaggio dal freddo al caldo. Aiuta inoltre la circolazione e le difese immunitarie.   Vitamina A. Aiuta a proteggere la pelle dagli attacchi esterni.
Betacarotene. Un potente antiossidante, che ha un effetto positivo sulla salute e sulla psiche.   Altri elementi utili a dare la giusta carica all’organismo, stressato dal cambio di stagione, sono Ferro, Potassio, Calcio e Vitamine del gruppo B.   Integratori funzionali. Si tratta di integratori che contengono al loro interno diverse sostanze benefiche per l’essere umano, per esempio Fibre, Probiotici, Vitamine ed estratti vegetali.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamine? Gli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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Insalate di germogli? Solo se homemade Alimentazione Corretta Mai sentito parlare di “sprouting”? E’ la nuova frontiera dell’alimentazione sana e biologica. Una moda che sta prendendo sempre più piede nelle case degli Italiani. La coltivazione dei germogli è un ottimo modo per mangiare bene spendendo poco, con la certezza che quello che si mette in tavola è biologico al 100%.   Lo “sprouting” è una tecnica di coltivazione dei germogli che può essere appresa e messa in pratica in pochi minuti. Se volete provare anche voi questa coltivazione fai-da-te vi servirà un germogliatore (che potete acquistare o fabbricare in casa) ed una bustina di germogli, il cui costo in genere si aggira attorno ad un paio di Euro.
Quali sono i vantaggi dello “sprouting”?
  Non molti sono a conoscenza delle implicazioni nutrizionali del processo di germogliazione di un seme. Quando un seme germoglia le sue proprietà nutritive e benefiche aumentano del 1200%. In aggiunta, il suo contenuto nutrizionale, massimizzato dal processo di germogliazione, è facilmente assimilabile dall’organismo umano. In particolare ad aumentare a dismisura è il contenuto di Vitamine del seme in questione, in special modo quelle del gruppo B. Quando, infine, i germogli diventano verdi a contatto con la luce, producono Clorofilla, un nutriente dalle proprietà eccezionali.   Come si coltivano i germogli?
  Prendete i vostri semi e lasciateli in ammollo per qualche ora ogni giorno, risciacquando ad intervalli regolari, mattina e sera. Il resto del tempo vanno lasciati all’interno di un ambiente umido, creato dal barattolo o dal germogliatore, sempre a temperatura ambiente. Il barattolo va posizionato in una zona della stanza ben illuminata ma non esposta alla luce diretta del sole. Sulla bustina dei semi sono di norma indicate le istruzioni relative al momento di raccolta e al consumo dei germogli.   Come si mangiano i germogli?
  Se tutto questo ancora non vi avesse convinto, sappiate che con i germogli possono essere preparate delle ricette davvero sfiziose, come le insalate. Una volta germogliati, i semi devono essere estratti dal barattolo e sciacquati con cura.   Adesso potete mangiarli: preparate un’insalata con diversi tipi di germoglio, insaporendo a piacere con olio extravergine, aceto e sale, oppure usateli per rendere più buona un’insalata mista con lattuga, pomodoro, mais e quant’altro. Non c’è limite alle idee d’impiego: mangerete piatti genuini e deliziosi, e la vostra salute ne trarrà di certo vantaggio.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Dolce droga o droga dolce?
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Cibi e scadenza: come regolarsi? Educazione Alimentare Sprecare il cibo, buttando nella spazzatura tutto ciò che è considerato “avanzo”, è uno dei comportamenti più deprecabili dell’era moderna. Lo yogurt che avete nel frigo è scaduto da un giorno? La pizza surgelata nel vostro freezer è lì già da un po’? La data di scadenza dei vostri biscotti preferiti è passata? Non “abusate” del cassonetto: prima di buttare del cibo nella spazzatura assicuratevi che sia andato davvero a male.   Solo in Italia ogni anno finiscono nella spazzatura 18 milioni di tonnellate di cibo. Se questa enorme e spaventosa cifra non vi dice niente, sappiate che ogni persona ogni anno “getta via” ben 450 Euro. Ben l’8 per cento di tutto il cibo acquistato in Italia viene buttato nel cassonetto: un spreco ingiustificato e spesso riguardante cibo ancora commestibile.   Il problema interessa in particolar modo le famiglie poco numerose ed i single, sottomessi al volere della grande distribuzione che li costringe ad acquistare “offerte famiglia” e porzioni enormi di cibo confezionato, difficili da consumare se in casa vive solo una persona oppure una famiglia con pochi elementi. Il risultato è che il cibo avanza, va a male e finisce direttamente nella pattumiera.   A parte i casi in cui nuclei famigliari piccoli e single non riescono a consumare tutto il cibo acquistato prima che vada a male, c’è anche un altro problema, per nulla secondario: quello della scadenza degli alimenti. Sappiamo interpretare correttamente le indicazioni relative alla scadenza dei prodotti che acquistiamo al supermercato? La risposta è no.   La normativa italiana prevede che letichetta dei cibi che si conservano per meno di 3 mesi riporti giorno, mese e anno di scadenza. Per quanto riguarda i cibi che si conservano per 18 mesi va indicato solo il mese e l’anno, mentre per i cibi a lunga conservazione basta solo l’anno di scadenza.   Conoscere questi dati può aiutarci a capire, per esempio, che i prodotti freschi, come il latte, dopo la data di scadenza vanno a male e non devono essere assolutamente mangiati. Al contrario, prodotti che si conservano più a lungo, come le uova o gli yogurt, possono essere consumati anche diversi giorni dopo la data indicata.   Facciamo alcuni esempi:   Le uova si deteriorano circa 28 giorni dopo la data di scadenza;
Il tonno, come molti altri prodotti in scatola, va a male in 5 anni;
Lo yogurt inacidisce in circa 1 mese;
La pasta dura fino a 2 anni.
  Non sprecare il cibo è un segno di civiltà ma anche un comportamento che fa bene al vostro portafoglio!   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle etichette dei prodotti alimentari? Leggi: Tumori e rischio tumore alla vescica - Quello che c'è dietro le baby-carote
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I cibi di Marzo Alimentazione Corretta Marzo è il mese in cui le belle giornate ed il sole tornano a rallegrare la nostra quotidianità ma è anche il periodo in cui l’organismo si risveglia, seguendo il benefico ciclo naturale che ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, ci accompagna verso la Primavera.   Quale migliore occasione per riequilibrare il nostro corpo ed il nostro spirito riorganizzando la nostra alimentazione e iniziando a consumare i migliori cibi ed alimenti che la stagione primaverile in avvicinamento ci offre?   Iniziamo dalle verdure. A Marzo la scelta è davvero ampia e variegata. Se vi piacciono le Verze ed i Cardi, approfittane finché i banconi dei supermercati ancora li propongono, dato che il periodo ideale per consumare questi vegetali freschi sta per finire. Troverete, invece, in abbondanza Cavolfiore, Cavolo Cappuccio, Cicorie, Indivia, Lattuga, Ravanelli, Porri e Rape.   Per quanto riguarda la frutta, se siete fortunati riuscirete ancora a trovare delle Arance di buona qualità al supermercato. Mangiatene in grande quantità per affrontare la Primavera al meglio. Sì anche per Banane, Pompelmi, Ananas e Kiwi.   Con l’avvicinarsi del caldo sarebbe meglio abbandonare gradualmente la carne e focalizzarsi sul pesce, più leggero e genuino. Ricordate, però, di comprare del pesce fresco e non congelato. Il “pesce di Marzo” comprende Cefali, Gronchi, Astici, Gamberi, Cozze, Vongole, Sardoni e Rombi.   Idee culinarie per il mese di Marzo
  Polpette di Cavolfiore
  1 Cavolfiore
1 Uovo
2 Patate
Parmigiano grattugiato
Pangrattato
Olio e sale
  Lessate il Cavolfiore e le Patate nella stessa pentola finché non diventano morbidi. Scolateli e schiacciateli con una forchetta. Aggiungete l’uovo ed un pugno di Parmigiano grattugiato. Salate a piacere ed aggiungete del pangrattato per rendere il composto più duro. Lavorate con le mani il composto per formare delle palline. Passate tutte le polpette nell’olio e poi nel pangrattato prima di riporle in una teglia. Infornate a 200°C per 10 minuti e servite il piatto caldo.   Vongole alla marinara
  600 gr di Vongole
1 cipolla
3 spicchi d’aglio
2 bicchieri di Vino bianco
1 cucchiaino di Farina
Olio extravergine
Peperoncino
Sale e pepe
  Dopo aver lavato e spurgato le Vongole fate un soffritto con aglio e cipolla ed aggiungete un cucchiaio di Farina. Mescolate ed aggiungete due bicchieri di Vino bianco. Versate le vongole nella padella ed insaporite con un po’ di peperoncino. Coprite con un coperchio e mescolate bene, tenendo la fiamma alta. Salate e pepate a piacere e cuocete per 15 minuti ancora. Servite accompagnando le vongole con crostini di pane e spicchi d’aglio.   Macedonia di frutta fresca
  Frutta fresca a piacere
Limone
Zucchero
Tagliate la frutta scelta a dadini e riponete il tutto in una ciotola capiente. Mischiate bene e aggiungete succo di limone e zucchero.   Servite la macedonia a temperatura ambiente.   Lucia D'Addezio
Cucina etnica salutare Alimentazione Corretta La cucina etnica, oltre ad avere un appeal innegabile, per molti è diventata una vera e propria abitudine, da contrapporre alla ripetitività delle solite, banali ricette mediterranee. Eppure cucina giapponese, messicana, cinese ed indiana hanno qualcosa in comune: non sempre i piatti consumati sono salutari e leggeri. Ecco quando e perché la cucina etnica va evitata.   Siete pazzi per la cucina messicana? Senza sushi non sapete più vivere? Gli involtini primavera sono il vostro piatto preferito? State attenti! Non sempre la cucina etnica è la risposta giusta alle vostre reali esigenze nutrizionali e, soprattutto, il giusto mezzo per mantenere una buona salute ed una silhouette perfetta.   In Italia la cultura del cibo etnico è molto diffusa e le ricette di punta di molti ristoranti specializzati in questo campo sono ormai entrate a pieno titolo nella routine alimentare degli abitanti della nostra Penisola. La fascia di popolazione più toccata dal fenomeno è quella dei giovani tra i 18 ed i 34 anni, anche se il cibo esotico sta guadagnando sempre più fan anche tra gli over 35. Nella Top 3 dei ristoranti preferiti dagli Italiani ci sono quelli messicani, cinesi e giapponesi.   Il fascino per il nuovo e per l’esotico spesso, però, fa passare in secondo piano due aspetti molto importanti collegati al cibo e all’alimentazione: i valori nutrizionali ed i metodi di preparazione delle pietanze.   Sapevate, per esempio, che esiste la cosiddetta “sindrome da ristorante cinese”? La sintomatologia comprende mal di testa, vertigini, sensazione di bruciore al collo e al volto, arrossamento del viso e così via. Tutto ciò è causato dall’utilizzo di un additivo, il Glutammato Monosodico, nella preparazione di molti piatti tipici cinesi.   Un altro esempio lampante è il ristorante giapponese. L’esigenza di refrigerare il pesce in maniera specifica affinché non vada a male e possa essere consumato crudo non sempre viene presa in giusta considerazione dai ristoratori. Il risultato può essere una brutta intossicazione alimentare, se non qualcosa di peggio.   Se, poi, siete preoccupati per la vostra linea, ricordatevi di scegliere con cura i piatti da consumare.   Dal Messicano, per esempio, potete puntare sulle pietanze a base di legumi, gustose ed amiche della linea.   Dal Giapponese via libera per Sushi e Sashimi, basta che siano preparati con ingredienti freschi ed adeguatamente conservati.   Dal Cinese optate per i piatti a base di verdure. Ordinate piatti con carne e pesce solo se questi sono cotti al vapore. In tutti e tre i casi state lontani da alimenti fritti, impastellati o ricoperti di salse molto grasse.   Lucia D'Addezio ...................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui cereali? Leggi: Pausa pranzo: cosa scegliere? - Quinoa: ricette e valori nutrizionali
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Cibi anti-freddo Alimentazione Corretta I mesi freddi stanno mettendo a dura prova il nostro organismo. Neve, gelo, temperature artiche e malanni di stagione possono rendere l’Inverno una corsa ad ostacoli se non sappiamo come affrontarlo al meglio.   Per fare ciò ci vengono in soccorso alcuni cibi “anti-freddo”. Scopriamo quali sono e perché fa bene mangiarli. A differenza di quanto si tende a credere, per sostenere il corpo in Inverno e provare a combattere il freddo non bisogna bere superalcolici e vino a volotà. I veri alimenti anti-freddo sono Agrumi, Legumi, Aglio, Peperoncino, Zenzero, Cereali e Verdure di stagione.   Non ci credete?
  Provate ad assumerne in dosi abbondanti durante i mesi più gelidi dell’anno e vedrete che malanni, acciacchi e brividi spariranno per lasciare spazio ad un organismo rigenerato, rafforzato e meno sensibile ai picchi verso il basso delle temperature.   I Legumi ed i Cereali sono, per esempio, ricchi di Fibre, Ferro ed altri nutrienti efficacissimi contro il gelo invernale. Mangiatene più che potete, magari preparando delle zuppe sfiziose o abbinandoli a pasta e crostini di pane. Un vero toccasana quando le temperature scendono! Dalla natura ci arrivano in aiuto anche gli Agrumi, frutti miracolosi e veri amici della salute. Arance, mandarini, pompelmi e limoni garantiscono il giusto apporto di Vitamine, in particolare di Vitamina C, e sostengono il nostro organismo, provato dal clima artico.   Tra le verdure di stagione via libera a Spinaci, Cicorie, Broccoli, Zucchine, Carote e così via. Questi vegetali contengono Sali minerali e Vitamine a volontà, nutrienti necessari a proteggere il corpo dagli effetti negativi del gelo. Peperoncino, Aglio e Zenzero, insospettabili alimenti anti-freddo, sono dei validi aiuti contro le temperature rigide dei mesi invernali.   Lo Zenzero, per esempio, favorisce il buon funzionamento dell’apparato circolatorio; l’Aglio è un antibatterico naturale mentre il Peperoncino fornisce energia e calore al corpo umano, oltre ad essere ricchissimo di Vitamina C.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Dolce droga o droga dolce?
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Cibi surgelati e valori nutrizionali Alimentazione Corretta La vita moderna è sempre più frenetica e spesso non abbiamo tempo di preparare manicaretti fatti in casa o piatti a base di ingredienti freschi. Il metodo più facile e veloce per mettere in tavola pietanze gustose e sfiziose è utilizzare i cibi congelati.   Ma sappiamo davvero cosa mettiamo in pentola?
  Gli alimenti congelati sono spesso nel mirino dei salutisti, che li condannano per essere poco sani e pericolosi per l’organismo. Se, da un lato, è vero che i cibi freschi, in particolare frutta e verdura, sono più genuini e ricchi di nutrienti rispetto ai corrispettivi da freezer, va tenuto anche in considerazione il fatto che non sempre questi sono disponibili sul mercato e che, per giunta, gli alimenti freschi deperiscono velocemente.   Il congelamento è sin da tempi antichissimi la più valida risposta al deperimento del cibo: grazie all’azione del freddo, gli alimenti possono essere conservati senza rischi e consumati quando se ne ha bisogno, in ogni periodo dell’anno.   A differenza di altri processi di conservazione, come la salamoia, la pepatura, l’affumicatura, e così via, il congelamento mantiene praticamente intatte le caratteristiche nutrizionali dell’alimento trattato. In alcuni casi i cibi surgelati sono addirittura migliori di quelli freschi: dopo il congelamento le proteine diventando più digeribili ed alcune provitamine vengono trasformate in vitamine, migliorando il loro grado di assimilazione da parte del corpo umano.   Va ricordato che stiamo parlando di ortaggi, verdure, carne e pesce, congelati nella loro forma naturale e non di pietanze precotte e poi surgelate. Queste ultime, infatti, nella maggior parte dei casi vengono trattate per durare più a lungo e per sembrare più saporite.   Quando acquistate un surgelato assicuratevi che non contenga nella lista degli ingredienti i grassi idrogenati, pericolosi sia per la linea che per il cuore. Optate per carne, pesce o verdure congelate nella loro forma naturale e non, per esempio, per piatti pronti da scaldare nel forno.   Di norma sulla confezione è indicato il peso netto, utile da conoscere per chi sta seguendo una dieta, e, soprattutto, i valori nutrizionali. Leggete sempre con attenzione il numero di calorie fornite e la lista degli ingredienti, per sapere cosa mettete nel piatto e nello stomaco.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Dolce droga o droga dolce?
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Pausa pranzo: cosa scegliere? Alimentazione Corretta La pausa pranzo è uno dei momenti topici della giornata, soprattutto per le persone che stanno cercando di rimettersi in forma e per quelle che vogliono evitare di mettere su peso a causa delle tentazioni offerte da snack, patatine e junk food.   Siete costretti per lavoro a pranzare spesso fuori? Non riuscite a resistere alla chiamata di tramezzini ed aperitivi ma volete evitare di ingrassare? Cercate un’alternativa sana e gustosa al cibo da fast-food? Ecco qualche consiglio su cosa mangiare e cosa evitare quando siete a pranzo fuori.   Il pranzo è uno dei pasti più importanti della giornata. Anche se, per lavoro o per scelta, dovete pranzare fuori casa, questo non significa che potete esimervi dal rispettare i dettami di una dieta sana, equilibrata e leggera. Abbuffarsi di panini, snack e patatine comporta un notevole stress per l’organismo, che spesso reagisce accumulando grasso e chili in eccesso.   Per evitare di ingrassate e di esporre il vostro corpo alla comparsa di disturbi o patologie gravi, dovete semplicemente seguire delle regole di base, anche quando siete a pranzo fuori.   Secondo l’ASSIC (Associazione per la Sicurezza della Salute in Cucina) un pasto corretto dal punto di vista nutrizionale e dietetico dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: essere gradevole alla vista ma anche saporito; essere preparato accostando razionalmente gli ingredienti e cucinato in maniera corretta; contenere ingredienti in proporzioni equilibrate.   Facciamo qualche esempio per capire cosa mangiare e cosa evitare quando si pranza fuori. Se vi trovate di fronte ad un buffet, piuttosto che optare per tramezzini, fritti o pizzette, scegliete un mix di verdure oppure un piatto a base di pesce, meglio se cucinato al vapore.   Al ristorante via libera per insalate di pasta o piatti a base di riso. Evitate, invece, piatti eccessivamente conditi o molto grassi, come le fritture, la carne grigliata o impanata, ed i dessert. Chiudete il pasto con una macedonia o della frutta piuttosto che con una fetta di torta.   Se siete in un bar o al fast-food state lontani da patatine fritte, hamburger e cheeseburger. Optate per pietanze a base di pollo e insalata. Se il panino con mozzarella, maionese, uova e affettato vi tenta, cercate di resistere e ordinate un panino con tonno ed insalata, possibilmente privo di salse.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Dolce droga o droga dolce?
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Cavolo e broccolo: ricette sane e golose Ricette La dieta mediterranea è famosa per le sue proprietà benefiche, dovute in particolar modo all’abbondanza di verdure fresche, ricche di sostanze nutritive e povere di grassi. Tra gli ortaggi “miracolosi” della dieta mediterranea ce ne sono due davvero speciali: il cavolo ed il broccolo.   Cavoli, cavolfiori, broccoli, cavoletti di Bruxelles e cavoli rossi sono ingredienti essenziali di un regime alimentare sano, equilibrato e disintossicante. Tutti questi ortaggi sono ricchissimi di Vitamina C, Calcio, Acido Folico, Potassio e Ferro, sostanze dalle proprietà positive per il nostro organismo. Secondo recenti studi, inoltre, i vegetali della famiglia dei cavoli conterrebbero alti livelli di Acido Glutamminico, che aiuterebbe a combattere la pressione alta. Si tratta, quindi, di verdure “amiche della salute”. Vediamo insieme come cucinarle per creare piatti sani e sfiziosi.   Zuppa di cavolo rosso
  1 cavolo rosso
2 mele
50 grammi di guanciale
30 grammi di burro salato
1 scalogno
1 cucchiaio di zucchero
olio d’oliva sale e pepe q.b.
  Tagliare due mele a dadini. In una padella scaldare l’olio e far soffriggere il guanciale ed uno scalogno affettato. Aggiungere il cavolo rosso a fette sottili e le mele a dadini. Salare e pepare il tutto e lasciar cuocere a fiamma alta. Mescolare di tanto in tanto. Aggiungere dell’acqua fino a coprire i restanti ingredienti e lasciar cuocere per 15 minuti a fiamma media. Per concludere la ricetta passare la zuppa al mixer in modo da ottenere una crema delicata. Disporre in un piatto e decorare a piacere con qualche foglia di cavolo rosso avanzata e qualche ciuffetto di prezzemolo.   Farfalle gratinate con cavolfiore e broccoli
  400 grammi di Farfalle
250 grammi di cavolfiore
125 grammi di broccoli
75 grammi di formaggio grattugiato
1 confezione di besciamella
2 cucchiai di pangrattato
Aglio Sale e pepe
  Cuocere la pasta come di consueto e, nel frattempo, preriscaldare il forno a 150 gradi. In una padella fare un soffritto di aglio e cuocere i cavolfiori ed i broccoli, aggiungendo un po’ di acqua se necessario. Salare e pepare durante la cottura. Una volta ammorbiditi, schiacciare i vegetali con una forchetta e lasciar cuocere per 10 minuti.   Quando la pasta, versarla nella padella con la crema di broccoli e cavolfiori e mescolare per 5 minuti su fiamma bassa. Versare il tutto in una teglia imburrata ed aggiungere la besciamella. Mischiare bene. Spolverare con il formaggio grattugiato e con un po’ di pangrattato. Infornare fino ad ottenere una crosta dorata sulla sommità.   Lucia D'Addezio
La dieta per migliorare la fertilità Gravidanza Curare in maniera corretta il tuo corpo nella fase che precede il concepimento di un bimbo è fondamentale per permetterti di restare incinta subito. Migliora la tua fertilità con una dieta sana ed equilibrata. Ecco come.   La dieta è una componente essenziale per essere in salute ed in forma. Questo vale più che mai per le donne che stanno tentando di mettere al mondo un frugoletto. Per riuscire a concepire un bimbo senza intoppi è fondamentale che tu conosca il tuo corpo e che tu lo nutra in funzione della tua futura gravidanza.   Le italiane sembrerebbero avvantaggiate in questo campo perché, secondo la rivista “Fertility and Sterility”, la dieta mediterranea sarebbe il regime alimentare perfetto per migliorare la fertilità femminile. Gli “ingredienti” più efficaci per massimizzare le possibilità di mettere al mondo un bambino sarebbero verdure fresche, pesce e cereali.   A confermare gli effetti positivi della dieta mediterranea sulla fertilità delle donne è stato Jorge Chavarro, ricercatore nel campo della Nutrizione presso l’Università di Harvard, che ha svolto un interessante studio sul tema.   Ne è stato evinto che esistono dei cibi che aiutano la donna ad aumentare la sua fertilità. Quali sono? Innanzitutto i cereali, la frutta e la verdura a foglia verde.   Quando si vuole mettere al mondo un figlio è necessario che il corpo abbia il giusto apporto di Vitamine, di Acido Folico, di Ferro e di Calcio. Per l’integrazione di quest’ultimo è utile consumare latte e formaggi, ma senza esagerare. Anche alcuni vegetali sono ricchi di Calcio, per esempio le mandorle, il cavolo, i fagioli, etc. Sarebbe meglio, inoltre, preferire il pesce alla carne, soprattutto alla carne rossa.   Quali cibi, invece, sarebbe meglio evitare quando si cerca una gravidanza?
  Per avere più chance di restare incinta sarebbe meglio evitare la carne rossa, i cibi molto dolci e ricchi di zuccheri, i grassi animali e, più in generale, tutti i cibi considerati “spazzatura”, pericolosi per la salute della donna e per quella del bimbo in arrivo.   Lucia D'Addezio ....................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle vitamine? Dieta in gravidanza - La carenza di vitamina b12 può causare spina bifida

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Dolce droga o droga dolce? Alimentazione Corretta Il peccato di gola non è solo uno dei sette vici capitali, è proprio una droga. A dirlo sono diversi studi condotti in tutto il mondo che hanno coinvolto anche l'Università italiana La Sapienza.   Alcuni mesi fa i ricercatori si interrogarono sul perché molte diete condotte da alcuni soggetti volenterosi fallissero. Bisogna domandarsi se tutto dipende dalla volontà o se c'è anche un'altra causa. I ricercatori propendono per un'altra spiegazione: i cibi ricchi di grassi e zuccheri obbligano il nostro cervello a desiderarli enormemente e sono dunque delle droghe. Si tratta di una vera e propria dipendenza da cibo. Insomma più che andare dal dietologo dovresti disintossicarti.   A dirlo è uno studio condotto da un team di ricercatori della Boston University Shool of Medicine, diretti da due italiani, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma. Lo studio ha evidenziato che il consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi genera per il cervello reazioni simili a quelle derivanti dall’uso di stupefacenti.   Questo meccanismo è legato anche alla dipendenza dal cibo da fast food e alle merendine industriali. Ma come fare dunque per placare questa dipendenza?   A volte basta cercare di non imbattersi nei pasticcini per riuscire a resistere, ma spesso il desiderio è talmente forte che se solo passassimo per la pasticceria ne usciremmo con dieci chili in più. Si può placare la voglia di dolci e sconfiggere quella sensazione di dipendenza che sembra dominare la nostra vita? Sì, con qualche consiglio che aiuta ad aumentare l'autocontrollo.   Il modo migliore per non dipendere da nessun tipo di droga e dunque nemmeno dalla droga degli zuccheri è "affidarsi alla serotonina". L'aumento della serotonina diminuisce il senso di fame e placa anche l'ansia. Per aumentare la serotonina bisogna mangiare Yogurt, banane e latte perché sono alimenti ricchi di triptofano.   Inoltre è importante non saltare i pasti e fare una colazione ricca, nutriente e leggera. Diminuire invece la quantità di cibo a pranzo e bere moltissima acqua. In questo modo vedrete che la vostra dieta andrà per il verso giusto e la vostra dipendenza sarà piano piano superata!   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui prodotti alimentari? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Chewing gum: ingredienti pericolosi per la salute
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Obesità  infantile: attenzione ai cereali Bambini I cereali sono considerati un’alternativa genuina e salutare alle merendine e ai dolciumi. Soprattutto a colazione sono moltissimi i genitori che, pensando di offrire un pasto leggero e sano ai loro bimbi, optano per i cereali. Purtroppo, però, la verità è un’altra.   Secondo quanto scoperto da uno studio dell'associazione statunitense “Environmental Working Group” (EWG) molti dei cereali più diffusi sulle tavole delle famiglie conterrebbero zuccheri in quantità elevatissime, molto al di sopra delle dosi consigliate per una dieta sana ed equilibrata.   Mentre i genitori credono di offrire ai bimbi una colazione leggera e “amica” della salute, in realtà (e senza saperlo) farebbero introdurre ai piccoli una vera e propria bomba calorica.   La EWG ha analizzato 84 tipi di cereali tra quelli più venduti e più conosciuti individuando quantità di zuccheri insospettabilmente elevate. I ricercatori hanno registrato durante i loro test che solo 1 confezione su 4 di cereali di larga diffusione rispetterebbe le dosi massime di zucchero consigliate (massimo il 26 per cento di zuccheri sul peso totale). E sono proprio le marche di cereali più famose e consumate a deludere di più.   La gravità della situazione è facilmente dimostrabile anche ai meno esperti sottolineando che con i livelli attuali di zucchero presenti in questi prodotti, mangiare una tazza di latte e cereali equivarrebbe a ingerire 3 barrette di cioccolato contemporaneamente.   Come offrire una colazione sane e leggera ai bambini? Ecco qualche consiglio:   1. leggete sempre le etichette dei cereali e scegliete quelli con pochi zuccheri oppure quelli sugar free;   2. optate per i cereali ad alto contenuti di fibre;   3. attenzione agli zuccheri “camuffati”: non fatevi ingannare da ingredienti zuccherini come il saccarosio, il lattosio, il glucosio, la melassa, il miele, il succo di frutta concentrato, e così via;   4. fate mangiare ai bambini frutta o yogurt piuttosto che merendine e dolci.   Lucia D'Addezio .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Allarme obesità nei bambini - Bambini troppo magri o troppo grassi: ecco cosa mangiare ad ogni età Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini Panettone: come leggere l'etichetta Alimentazione Corretta Leggi lo speciale Natale 2011
  Arriva il Natale e con esso tutte le delizie tipiche delle Festività, che possiamo finalmente mettere in tavola senza avere troppi rimorsi. Il panettone è una delle prelibatezze a cui davvero pochissimi sanno resistere: in fondo le Feste natalizie sono anche un momento per togliersi qualche sfizio senza pensare troppo alla dieta e ai chili di troppo!   Ma sapete davvero come scegliere il panettone e come non prendere fregature? Il segreto è nell’etichetta, che può salvarci dall’acquistare un panettone industriale spacciato per prodotto artigianale e che può aiutarci a distinguere un vero panettone di buon qualità da uno preparato con ingredienti di sintesi.   Innanzitutto impariamo a conoscere il panettone, focalizzandoci sugli ingredienti tradizionali di questo dolce squisito. Il vero Panettone è preparato utilizzando solo farina, lievito naturale, uova fresche, zucchero, burro, uva sultanina e frutta candita.   Sull’etichetta potete verificare se l’uva sultanina ed i canditi sono in quantità corretta, come da tradizione: cioè il 20 per cento di tutti gli ingredienti.   Un’altra cosa che vale la pena verificare è se il tuorlo d’uovo rappresenta il 4 per cento del totale degli ingredienti (come vuole la tradizione) e se il burro rappresenta il 16 per cento degli ingredienti.   Nel dubbio, preferite sempre il panettone la cui etichetta riporta la presenza di burro, piuttosto che di margarina. Non è vero che la margarina è più magra e leggera! Sarebbe, inoltre, meglio se tra le componenti non ci fossero additivi o conservanti.   Anche se l’acquisto di un panettone artigianale può sembrare la soluzione migliore e più sicura, non abbassate la guardia: la lista degli ingredienti deve essere riportata per legge anche sui prodotti artigianali. Se ci sono indicazioni sulla provenienza, come dovrebbe essere, è sempre preferibile accertarsi che si tratti di produzione italiana, meglio se locale.   Adesso siete pronti per comprare i vostri panettoni senza errori o pericoli di ricevere fregature. Buon appetito!   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle etichette dei prodotti alimentari? Gli alimenti anti cancro - Come leggere le etichette alimentari
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Chewing gum: ingredienti pericolosi per la salute Alimentazione Corretta Il famigerato Chewing gum, che in italiano viene chiamato anche “Gomma da masticare” o “Gomma americana”, è un prodotto venduto con successo praticamente in tutti i Paesi del mondo. A consumarlo sono adulti, anziani e bambini.
Ma quando masticate una gomma, sapete davvero cosa avete messo in bocca?
  Le gomme da masticare sono entrate prepotentemente nella nostra vita quotidiana ed il fatto che vengano fatte consumare anche ai bambini indica quanto poco i consumatori ne sappiano di questi prodotti considerati “dolciari”. I Chewing gum sono, infatti, da tempo additati come pericolosi per la salute umana a causa di alcuni ingredienti tossici in essi contenuti.   Tra le componenti delle gomme da masticare vendute nei banchi dei supermercati e comunemente consumate da grandi e piccini ci sarebbero, difatti, delle sostanze chimiche dai possibili effetti negativi sull’organismo umano.   L’utilizzo della gomma come prodotto da masticare risale a tempi antichissimi. Già i Maya abitualmente consumavano palline di gomma dette “Chicle”, che non andavano mangiate ma solo masticate. Fu però William Semple, americano, a brevettare la ricetta del Chewing gum moderno. Correva l’anno 1869. Da allora ad oggi la ricetta è cambiata ben poco ma la diffusione del prodotto ha raggiunto proporzioni globali.   Di certo anche voi avrete masticato una gomma almeno una volta nella vostra vita o, molto probabilmente, più di una volta. Ma sapete con quali ingredienti vengono preparati i Chewing gum?

I Chewing gum sono dei prodotti a base di gomma, contenenti anche zucchero (o altri dolcificanti), additivi, aromi vari ed alcune sostanze chimiche. Tra quelle ritenute potenzialmente pericolose per la salute umana ci sono:   1. l’Aspartame, un dolcificante artigianale, tossico per gli esseri umani e cancerogeno;   2. l’Acetato di vinile, base della colla vinilica, anch’esso ritenuto cancerogeno;
3. il Fluoruro di sodio, causa tra le altre cose di osteoporosi e squilibri ormonali;   4. la Gomma, impossibile da digerire per l’essere umano;   5. alcuni coloranti artificiali, considerati causa dell’insorgenza di neoplasie della vescica.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui prodotti alimentari? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Quello che c'è dietro le baby-carote
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Ricette di Natale facili: consigli per il menu natalizio Ricette Leggi lo speciale Ricette Natale 2011
  Con il Natale alle porte iniziano anche i preparativi per il fatidico pranzo di Natale. Ecco qualche consiglio per un menu facilissimo da realizzare, con ricette e dritte per preparare un pranzo di Natale perfetto e gustoso.   Antipasti: Tartine al tartufo e Tartine al caviale
  Per gli antipasti puoi puntare su delle tartine, senza eccedere nelle dosi, in modo da non rovinare l’appetito dei tuoi ospiti.   Avrai bisogno di pane in cassetta, salsa tartufata, uova di pesce (caviale o simili) e burro. Taglia il pane nella forma desiderata (puoi usare anche le formine da biscotto per creare delle tartine più particolari). Spalma su ogni tartina uno strato di burro e poi su metà delle tartine concludi con le uova di pesce e sull’altra metà con la salsa tartufata.   Primo Piatto: Farfalle alla vodka e salmone
  Il Primo è la portata più importante. Un grande classico, sempre molto apprezzato dagli ospiti, sono le Farfalle alla vodka e salmone. Facili da preparare e davvero deliziose. Cuocete la pasta e nel frattempo fate soffriggere il salmone in un po’ di burro. Bagnate il tutto con mezzo bicchiere di vodka bianca e fate evaporare il liquido aspettando un paio di minuti. Condite la pasta con la salsa.   Secondo Piatto: Arrosto di vitello
  Come secondo piatto opta per una portata a base di carne, come un arrosto di vitello. Prendi la carne,  legala con uno spago ed inserisci nella legatura della salvia e del rosmarino. Cospargi la superficie di sale e pepe. Metti la carne in una teglia con dell’olio. Bagna la carne con del vino bianco e con un mestolo di brodo. Inforna a 180°C per circa un’ora. Se vuoi puoi aggiungere delle patate come contorno.   Dessert. Per mantenersi leggeri è meglio optare per un dessert a base di frutta, come una torta gelato. In alternativa, piuttosto che stressarti nel preparare anche il dolce, servi un pandoro o un panettone, rigorosamente artigianale.   Bevande
  Non dimenticare di accompagnare il pranzo di Natale con del buon vino e con dello spumante, per brindare insieme a familiari ed amici.   Lucia D'Addezio
Tonno in scatola cosa metti davvero in tavola Educazione Alimentare Il tema dell’esplicitazione delle caratteristiche del cibo in scatola e del contenuto delle confezioni che troviamo sui banchi del supermercato è più attuale che mai. Uno degli alimenti in scatola che sembra nascondere più segreti è il tonno.   Quando acquistate una scatoletta di tonno, sapete davvero cosa mettete in tavola? Sapete, per esempio, dove il pesce è stato pescato? O di che tipo di tonno si tratta? La risposta è no, e non perché voi siete dei consumatori poco attenti ma perché le etichette quasi mai riportano tali indicazioni.   Un recente rapporto, intitolato “I segreti del tonno. Cosa si nasconde in una scatoletta?”, ha messo in luce una realtà molto preoccupante. I risultati sono il frutto di un’estate di lavoro durante la quale alcuni volontari si sono recati in ben 173 punti vendita per acquistare del tonno in scatola. Lo studio delle etichette ha mostrato che solo nel 50 per cento circa dei casi sappiamo di che tonno si tratta. In aggiunta, solo nel 7 per cento delle scatolette è indicata la provenienza del pesce o l’area dove questo è stato pescato, mentre nel 97 per cento delle etichette mancano le specifiche sul metodo di pesca.   Queste informazioni potrebbero a prima vista sembrare poco rilevanti ma non è così. Il tonno, purtroppo, è sempre meno presente nei nostri mari e ben 5 specie su 8 tra quelle commerciabili sono a rischio estinzione.   Tale situazione porta i pescherecci a spostarsi in aree di mare meno controllate di quelle italiane o ad usare metodi di pesca illegali, come i palamiti oppure le reti a circuizione con “sistemi di aggregazione per pesci” (FAD), che minacciano l’intero ecosistema marino uccidendo tartarughe, squali, mante e tonni giovanissimi.   Tutto il ciclo di riproduzione del tonno è messo a repentaglio, quando esemplari troppo giovani vengono pescati senza avere la possibilità di riprodursi. MareAperto STAR, Nostromo, Maruzzella e Consorcio sono stati indicati come i marchi con le etichette meno trasparenti.   Nelle confezioni Riomare manca sempre l’indicazione sull’area e sul metodo di pesca. In quelle Mareblu non è indicato il metodo di pesca. Qualche passo in avanti è stato fatto da AsdoMar che indica il nome della specie di tonno, l'area di pesca ed anche il metodo impiegato per catturare i pesci.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle etichette dei prodotti alimentari? Leggi: Tumori e rischio tumore alla vescica - Quello che c'è dietro le baby-carote
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Focus sui disordini alimentari Disturbi alimentari E tu sai cos'è il binge-eating-disorder? Vediamo da vicino di cosa si tratta.   Spesso le persone credono di conoscere alla perfezione cosa significa "disordini alimentari" definendoli come cattivi stili di vita che interessano maggiormente donne. In realtà i disordini alimentari colpiscono più uomini che donne anzi c'è un problema in più: è ben noto che gli uomini al supermercato non ci sanno proprio fare. Spesso il carrello si riempie di alimenti del tutto inutili se non proprio delle cosiddette "schifezze" nonostante le buone intenzioni iniziali.   La differenza è che "l'abbuffata compulsiva" è un problema sentito maggiormente dalle donne che quindi ne parlano di più.   Uno studio pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders, ha esaminato 46.351 uomini e donne circa sulla loro relazione con il cibo, scoprendo che quasi l’8% dei soggetti di sesso maschile e l’11% dei soggetti di sesso femminile avevano la tendenza all’abbuffata.   Tutti i soggetti si abbuffavano almeno una volta al mese e questo fattore era spesso associato ad obesità, depressione e a problemi di insonnia. Un quadro che determinava inevitabilmente anche una minore produttività sul lavoro.   Disordini che hanno importanti risvolti negativi sulla salute e sulla qualità della vita. Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare in cui il soggetto ha un desiderio di dimagrire ma, non riuscendo a gestire la propria condizione emotiva, si rifugia nel cibo in preda all'ansia. Ciò determina subito dopo una condizione di noia, nervosismo o frustrazione.   Gli atteggiamenti tipici sono: frequenti episodi in cui si mangiano grandi quantità di cibo in brevi periodi di tempo; sensazione di non avere alcun controllo mentre si mangia; mangiare quando non si ha fame; mangiare in segreto. Il senso di disgusto e di vergogna dopo essersi abbuffati in alcuni casi induce a rigettare quel che si è mangiato.   Bisogna dunque capire le cause per poi riconoscere in che modo bisogna intervenire.
Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sui disturbi alimentari? Curare il disturbo da alimentazione incontrollata  - Disturbi alimentari nell'uomo
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Olio di cocco: porti i tropici in cucina Ricette Conosci le proprietà dell'olio di cocco? Hai qualche idea dei suoi impieghi in cucina? Impariamo a conoscerlo.   L'olio di cocco fa parte dei cosiddetti oli vegetali e proprio per questo contiene un'elevata quantità di acidi grassi stimati intorno all'84%. I grassi saturi sono quelli considerati cattivi. L'olio di cocco per la precisione contiene gli acidi grassi a media catena, che anche se non sono propriamente grassi buoni, non fanno così male incrementando il colesterolo cattivo come si potrebbe pensare.   Il fatto che noi non lo utilizziamo nella dieta mediterranea non significa che sia meno versatile di quello d’oliva. Nella cucina orientale, che ama mischiare colori e sapori usando la natura in tutte le sue parti, l’olio di cocco è un ingrediente fondamentale.   La Nonya è un piatto che utilizza l'olio di cocco: vediamo come impiegarlo.
  400 gr di spaghetti cinesi (noodles), 2 spicchi d'aglio, 1 cucchiaino e 1/2 di coriandolo macinato, 1/2 cucchiaino di tumerice in polvere, olio di cocco q.b., 8 funghi secchi cinesi ammorbiditi nell'acqua, 90 gr. di gamberi rossi sgusciati, 125 gr. di pesce bianco, 2 cipolle medie, 4 peperoncini freschi rossi, sale q.b., 125 gr. di germogli di soia, 2 uova leggermente sbattute, 3 cipollotti tagliati a pezzetti, coriandolo fresco in ramoscello
  Porta ad ebollizione l'acqua e lascia bollire a fuoco spento per 5 minuti i noodles. Schiaccia l'aglio e ottieni un impasto con la tumerice e il coriandolo. Aggiungi 1 cucchiaio d'olio in una padella e soffriggi l'impasto ottenuto per 2 minuti. Taglia i funghi a pezzetti, i gamberi e il pesce e metti il tutto nella padella; friggi a fiamma moderata per 4 minuti.   Quindi togli il soffritto dalla pentola e tienilo al caldo. Aggiungi 2 cucchiai d'olio e friggi le cipolle e il peperoncino, quindi mettere i noodles e il soffritto prima ottenuto, rimescolando energicamente. Fai cuocere dopo aver aggiunto i germogli di soia per 1 minuto coprendo il tutto.   Con le uova leggermente sbattute fai delle omelette, che useremo come base nei piatti, in cui aggiungeremo i noodles cotti nel soffritto.   Guarnire con i cipollotti e i peperoncini a fettine.   Maria Melania Barone
Intolleranza al lattosio: Dieta e alimenti da evitare Allergie e Intolleranze Una delle intolleranze alimentari più comuni è quella al lattosio. Secondo le ultime evidenze scientifiche, però, eliminare del tutto i latticini dalla dieta non è la soluzione ottimale per risolvere il problema.   La reazione più comune ad una diagnosi di intolleranza al lattosio è la completa ed inderogabile eliminazione di tutti i prodotti caseari dal frigorifero. Questo atteggiamento, in passato supportato dai consigli di medici e specialisti, è oggi considerato errato e, anzi, pericoloso per la salute del paziente.   A causa della mancanza di latticini nella dieta, chi non tollera il lattosio può incorrere in gravi carenze nutrizionali, in particolar modo per quanto riguarda il Calcio e la Vitamina D.   Nei soggetti che non tollerano il lattosio manca l’enzima che consente ai soggetti normali di digerire lo zucchero presente negli alimenti caseari e nel latte in particolare. Dato che il numero di malati è molto elevato (si parla del 21-25 per cento della popolazione) si è rivelato fondamentale comprendere meglio i meccanismi di questa intolleranza.   Gli esperti del National Institute of Health, l’ente statunitense per la salute pubblica, hanno studiato approfonditamente il fenomeno delle intolleranze al lattosio concludendo che una buona prassi per evitare i disturbi ad essa collegati senza originare carenze nutrizionali sarebbe quella di ridurre le dosi di latte e formaggi, senza eliminarli completamente dalla dieta.   Grazie alle nuove evidenze scientifiche è stato dimostrato che i casi gravi di intolleranza al lattosio (con senso di nausea, diarrea, fitte intense all’addome, etc) sono la minoranza e che gran parte dei pazienti può introdurre fino a 12 grammi di lattosio (una tazza di latte circa) senza manifestare particolari sintomi.   Questa scoperta apre nuove possibilità ai soggetti intolleranti e soprattutto ai bambini che, seguendo alcuni accorgimenti (non esagerare nelle dosi, scegliere prodotti a basso contenuto di lattosio, bere il latte a stomaco pieno), potranno consumare latticini evitando il rischio di carenze nutrizionali.   Lucia D'Addezio .........................................................................................................................
Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? leggi: Che cos'è l'intolleranza alimentare?   - Allergia al latte vaccino Articoli correlati per keywords: Salute - Allergie e intolleranze
Zucca: non solo Halloween! Alimentazione Corretta La notte di Halloween con il suo carico di dolcetti e scherzetti è alle spalle: puoi mettere in soffitta maschere e travestimenti, ma non buttare le zucche!   Il simbolo per eccellenza della notte di mostri e fantasmi è un concentrato tale di salute e bellezza da meritare un posto in prima fila almeno per tutto l’inverno. Vediamo meglio perché.   La zucca, prima di tutto, è un concentrato di vitamina C e carotenoidi (da qui il colore arancione acceso), che aiutano a combattere i primi raffreddori e a rinforzare il sistema immunitario. È anche un vero e proprio serbatoio di potassio (circa 340 milligrammi per 100 grammi), che protegge il cuore, favorisce il buon funzionamento di muscoli e nervi e garantisce un corretto equilibrio idrico tenendo a bada ritenzione idrica e cellulite.   Parlando di estetica e linea, la zucca ha due caratteristiche davvero utili: da una parte è ricca d’acqua, e quindi drena liquidi e tossine apportando pochissime calorie (solo 18 per etto!), dall’altra possiede una buona dose di fibre e carboidrati che aumentano il senso di sazietà e regolano le funzioni intestinali.   Solo pochi altri vegetali possono vantare la combinazione di questi due effetti benefici, quindi è meglio approfittare della stagione propizia. Anche perché la zucca, grazie alla presenza di carotenoidi e vitamina A ed E, aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi assicurando alla pelle un’elevata idratazione, e prevenendo la formazione di rughe e macchie cutanee agendo anche come lenitivo e antinfiammatorio.   Oltre ad essere amica della salute e della dieta, la zucca è anche buona e versatile, e si presta a tante preparazioni sfiziose.   Un esempio? Le cotolette di zucca alla milanese, preparate cospargendo le fette di zucca con farina e pan grattato e cuocendo con poco olio di semi nella padella antiaderente. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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Gravidanza: i cibi da evitare GravidanzaLeggi lo Speciale Influenza

Sono incinta: e ora cosa mangio? Questa è, tra le altre, una delle domande che preoccupano le future mamme. La risposta riguarda due aspetti fondamentali: cosa NON mangiare per prevenire alcune patologie importanti, e cosa mangiare per nutrirsi correttamente e sostenere l’organismo nel suo importante compito.   Cominciamo dal primo punto: le infezioni che si possono contrarre in gravidanza attraverso il cibo (ma non solo) e che possono rappresentare un rischio per la salute e perfino per la vita del feto sono la listeriosi, provocata dal batterio Listeria Monocytogenes, e la toxoplasmosi, provocata dal protozoo Toxoplasma gondii. Entrambe le malattie si manifestano sulla madre con sintomi simili ad una leggera influenza, ma possono provocare parti prematuri, aborti, decessi intrauterini e serie malattie del feto.   Le donne in gravidanza, e i soggetti con sistema immunitario compromesso, sono soggetti a contrarre le infezioni in misura fino a 20 volte maggiore rispetto al normale: ecco perché occorre prestare la massima attenzione ad alcuni alimenti e a certi comportamenti a tavola. Ecco quelli indicati dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità e della FDA statunitense:  
  1. Non mangiare carni pronte al consumo come hot dog e salsicce se non vengono riscaldate finché appaiono bollenti e fumanti.
     
  2. Non mangiare formaggi molli come la feta, il Brie, il Camembert, formaggi con le venature blu come il gorgonzola e quelli messicani. Questo tipo di formaggi sono meno acidi e più umidi dei formaggi stagionati e costituiscono il terreno ideale per la crescita di alcuni batteri. I formaggi stagionati, quelli a pasta filata come la mozzarella, quelli pastorizzati come i formaggini, i formaggi in crema (tipo Philadelphia) e i cottage cheese (tipo Jocca) si possono mangiare tranquillamente. I formaggi molli possono essere mangiati se cotti finché non formano le bolle.
     
  3. Non mangiare patè o creme di carne freschi, mentre si possono mangiare quelli sterilizzati (in scatola).
     
  4. Non mangiare pesce affumicato, a meno che non sia un ingrediente di un piatto ben cotto. Esempi di pesce fresco affumicato sono: salmone, trota, merluzzo, sgombro. Questi prodotti si trovano nel banco frigo o nel reparto gastronomia dei negozi di alimentari e dei supermercati. Il pesce in scatola come il tonno o il salmone possono essere mangiati in tranquillità.
     
  5. Non bere latte crudo (non pastorizzato) e non mangiare alimenti che contengono latte crudo (come alcuni formaggi), anche di capra. Il parmigiano e il groviera, fatti con latte crudo, sono considerati sicuri, perché molto stagionati.
     
  6. Mangiare carne, pollo e pesce solo ben cotti.
     
  7. Non mangiare salumi crudi (salami, prosciutto crudo) e carpacci.
     
  8. Non mangiare uova crude o alimenti che ne contengono (maionese e creme dolci non sterilizzate).
     
  9. Cuocere tutta la carne completamente, finché raggiunge la temperatura interna di 72°C e finché non è più rosa all’interno e i succhi non diventano incolori. Non assaggiare la carne prima che sia completamente cotta. 

  10. Evitare la carne di grandi pesci predatori come palombo o altri squali, pesci spada e, se in grandi quantità, tonno Albacore o Alalunga. In questo caso il rischio è costituito dalla presenza eccessiva di metilmercurio, che può danneggiare il sistema nervoso del feto.
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Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Leggi:  Perchè fare il corso preparto - Parto indolore: una realtà non sempre possibile Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Gravidanza
Quinoa: ricette e valori nutrizionali Alimentazione Corretta Ricchissima di ferro, sodio, zinco, fosforo, sali minerali e proteine vegetali, la Quinoa è un vero alimento della salute. Priva di glutine è anche adatta ai celiaci.   La Quinoa, pianta sudamericana molto diffusa tra Bolivia e Perù, è un alimento estremamente ricco di sostanze nutritive. Le antiche popolazioni andine la veneravano ritenendola una pianta sacra. Gli Inca la chiamavano “chisiya mama”, che significa “la madre di tutti i semi”. Questo ci lascia intuire l’importanza della Quinoa in Sudamerica ma anche il suo secolare e provato impiego come cibo altamente benefico per l’organismo umano.   La Quinoa contiene, infatti, innumerevoli sostante nutritive come Ferro, Fosforo, Sodio, Magnesio, Zinco, Fibre, Sali minerali, Proteine. Offre, inoltre, prevalentemente un apporto di Grassi Insaturi, quelli cioè detti anche “grassi buoni”.   La pianta sudamericana contiene anche due elementi importantissimi per il benessere dell’essere umano, cioè la Lisina e la Metionina, due amminoacidi essenziali.   Essendo, inoltre, completamente priva di glutine può essere consumata senza rischi dai celiaci.   Ma cosa si può preparare con la Quinoa? Ecco una ricetta nutriente e gustosa.
  Zuppa di Fagioli con Zucca e Quinoa
  Ingredienti. 500 gr di fagioli borlotti 1 zucca 1 / 2 tazza di Quinoa Mezza bottiglia di polpa di pomodoro Sale e Pepe 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva 1 cipolla media tritata 1 cucchiaino di paprika dolce 4 spicchi d'aglio 1 foglia di alloro 3 cucchiaini di basilico tritato (o di prezzemolo)   Preparazione. Preparate i fagioli (oppure utilizzate quelli precotti). Fate un soffritto con la cipolla, l’aglio, la paprika ed un pizzico di sale. Aggiungete la polpa di pomodoro ed i fagioli, cotti con l’alloro e salati. Portate il tutto ad ebollizione, aggiungete la zucca tagliata a cubetti e fate cuocere per 30 minuti.   Aggiungete ora la Quinoa e lasciate cuocere finché non diventa trasparente e morbida. Speziate con pepe, basilico o prezzemolo. Servite il piatto accompagnato da crostini di pane.   Lucia D'Addezio ...................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui cereali? Leggi: La Riscoperta dei Cereali - Dimagrire eliminando i Cereali Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione alimentare
Sindrome premestruale: i consigli a tavola Educazione Alimentare È uno degli effetti più noti (e più temuti) della sindrome premestruale: nei giorni immediatamente precedenti alle mestruazioni, i cambiamenti ormonali e gli sbalzi di umore scatenano un impulso irresistibile a mangiare voracemente, soprattutto dolci. Il problema affligge milioni di donne in tutto il mondo alle prese con una dieta dimagrante: cominciamo con il dire che è… assolutamente normale!   Questi attacchi di fame sono scatenati da un calo dei livelli di zuccheri nel sangue. Si pensa che siano influenzati anche da un calo dei livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che favorisce sonni tranquilli, tiene a bada gli sbalzi di umore e influenza la regolazione degli ormoni estrogeni e progesterone.   Ed eccoci al punto: i livelli di zucchero e di serotonina sono direttamente influenzati da ciò che si mangia. Per questo è importante scegliere la dieta giusta!   I cibi più adatti al periodo premestruale sono quelli ricchi di carboidrati complessi, che favoriscono la produzione di serotonina e aiutano a mantenere costante il livello di zuccheri nel sangue: cereali integrali (pasta, riso, pane e cracker), legumi, patate.   Anche il pesce può rivelarsi un valido alleato, perché apporta proteine nobili e contiene acidi grassi omega 3, la cui carenza, secondo gli studiosi, può spingere l'organismo a produrre una maggiore quantità di prostaglandine che causano crampi all'utero.   Per contrastare la tendenza a gonfiarsi tipica di “quei giorni”, è bene astenersi completamente dal sale e dagli alimenti che ne sono ricchi: dado da brodo, salumi, insaccati, salse, formaggi, carne e pesce affumicati, prodotti preparati in salamoia, e, purtroppo, anche tutti i prodotti da forno, come pane, pizza e biscotti.   È importante, infine, garantire all’organismo anche il giusto apporto di sali minerali, come calcio e magnesio. Il calcio, infatti, aiuta a prevenire le contrazioni muscolari e i crampi, e insieme al magnesio ha effetti positivi sull'umore. Per il resto basta affidarsi al buon senso: due pezzetti di cioccolata una volta al mese non faranno certo fallire una dieta, ma due tavolette al giorno sì…   Silvia Nava ........................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sul ciclo mestruale? Come superare il dolore causato dalle Mestruazioni? - Sindrome premestruale: 8 donne su 10 ne soffrono
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Disturbi alimentari nell'uomo: un problema in crescita Disturbi alimentari Il problema dei disturbi alimentari è caratterizzato da una preminente (ed errata) associazione mentale alla popolazione femminile che fa sì che passi in sordina un fenomeno sempre più in crescita, quello dell’anoressia e della bulimia al maschile.   Secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, di tutti i soggetti che soffrono di patologie collegate all’alimentazione, il 25-30 per cento è di sesso maschile. Il rapporto tra uomini e donne malati è, quindi, di 1 a 4, dato questo che non dovrebbe sorprendere data la crescente attenzione e pressione sociale rivolta alla fascia di popolazione maschile.   Il preoccupante aumento del numero dei soggetti maschili colpiti può essere facilmente verificato rifacendosi ai dati di una ventina di anni fa, quando il rapporto si attestava a 1 uomo malato ogni 15 donne colpite da disturbi alimentari.   Ma perché questo accade? E quali sono gli uomini più colpiti?
  Le cause principali dell’insorgenza di queste patologie del comportamento alimentare negli uomini sono numerose ed in genere legate a problemi nella sfera affettiva del soggetto. E’ comunque verificato che una spinta sostanziale verso la patologia arrivi anche dalle pressioni sociali e mediatiche verso l’adeguamento del proprio corpo a modelli di bellezza irreali ed irraggiungibili.   I sintomi più diffusi negli uomini sono:
 
  1. tendenza all’esercizio fisico estenuante e prolungato;
  2. scelta di regimi alimentari drastici per controllare il peso ai quali possono corrispondere grandi abbuffate solitarie;
  3. perdita di interesse sessuale;
  4. insorgenza di dubbi relativi alla propria identità sessuale;
  5. disturbi dell’umore,
  6. calo dell’autostima.

Tra gli uomini, le tipologie più colpite sono gli atleti e gli omosessuali. A differenza delle donne, i disturbi dell’alimentazione maschili tendono a rimanere nel sommerso, data la difficoltà di ottenere una diagnosi precisa: in genere le abbuffate, lo sport eccessivo e le diete drastiche sono socialmente più accettate nell’uomo rispetto alla donna. Per questa ragione la comparsa di segnali preoccupanti deve essere immediatamente riferita al medico di fiducia, in modo da combattere i sintomi sul nascere.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sui disturbi alimentari? Curare il disturbo da alimentazione incontrollata  - Anoressia e bulimia: capirle e curarle Articoli correlati per keywords:  Alimentazione -  Disturbi alimentari
Cibi ricchi di ferro Alimentazione Corretta Pallore, stanchezza, difficoltà di concentrazione e sensazione di debolezza, magari accompagnati da mal di testa e perdita di capelli: in autunno, complice il freddo e la malinconia del periodo, capita spesso di sentirsi “giù di tono”.   Non sempre, però, la colpa è del famigerato “cambio di stagione”: la causa di questi disturbi può essere la sideropenia, cioè la carenza di ferro.   Questa patologia è molto diffusa nel genere femminile, perché la sua insorgenza è favorita da fenomeni quali ciclo mestruale, gravidanza e allattamento. Nonostante ciò, molte donne tendono a sottovalutarla: niente di più sbagliato!   Il ferro, infatti, è un oligoelemento fondamentale per l’organismo, perché è un costituente essenziale dell’emoglobina presente nel sangue ed è fondamentale per garantire il corretto apporto di ossigeno alle cellule, oltre che per fornire ai muscoli l’energia necessaria agli sforzi. Una carenza di ferro prolungata nel tempo, quindi può mandare in crisi tutto il fisico, portando alla diminuzione della massa di globuli rossi nel sangue e quindi all’anemia.   Per capire se si soffre sideropenia basta un semplice esame del sangue: una volta accertata la carenza, il modo migliore per sopperirvi è fare il pieno di ferro con una dieta adeguata, utile anche per prevenire eventuali carenze future.   Ecco la top ten dei cibi a maggior contenuto di ferro:
 
  1. Fegato di manzo
  2. Carne di cavallo
  3. Carni rosse (manzo, maiale, agnello)
  4. Pesce azzurro
  5. Legumi (fagioli, lenticchie)
  6. Cereali integrali
  7. Verdure verdi e a foglia (spinaci, cavoli, carciofi, asparagi, broccoli)
  8. Carni bianche
  9. Uova
  10. Frutta secca
  Silvia Nava ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Speciale Cereali Educazione Alimentare Leggi lo speciale: Colesterolo Alto   Da più di duemila anni, le pietanze a base di cereali rappresentano il fulcro dell’alimentazione umana. Negli ultimi anni, però, il crescente successo dei regimi alimentari iperproteici ha favorito la diffusione dell’idea che pasta, pane, riso e affini siano dannosi per la linea e per la salute.   Niente di più sbagliato! In particolare i cereali integrali sono un’eccellente fonte di idrati di carbonio complessi, amidi, fibre, proteine, vitamine del complesso B, potassio, selenio, ferro e magnesio.   Inoltre, proprio per il loro elevato contenuto di fibra, i cereali hanno un grande potere saziante, che li rende perfetti per perdere peso senza soffrire la fame.   E ancora: cereali e derivati combattono la stitichezza, depurano l’organismo eliminando le scorie e aiutano a mantenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue, perché sono privi di grassi animali e di acidi grassi non saturi.   La quantità quotidiana consigliata dagli esperti è di 150 grammi circa, da suddividere in tre porzioni per i pasti principali. Quanto alla scelta, c’è di che sbizzarrirsi. Ecco i migliori e le loro proprietà.   FARRO. Ha un elevato indice di sazietà, migliora la resa agonistica, regolarizza la flora intestinale, è ricco di Vitamina A, B, C ed E, ferro, sodio, fosforo e calcio.   ORZO. Contiene molto acido glutammico, essenziale per le funzioni cerebrali, ed elevate dosi di vitamine B1, B2 e PP. Ha un'azione emolliente, lassativa e disintossicante per i disturbi dell'apparato digerente, facilita anche la concentrazione. Ha una funzione antianemica grazie alla presenza della vitamina B12.   AVENA. Spesso viene consigliata agli sportivi per il suo elevato contenuto di proteine vegetali (17%). In più è ricca di carotene, ferro, calcio, sodio, fosforo, magnesio, vitamine B1, B2, PP e D, e infine ha il potere di abbassare il colesterolo “cattivo” (LDL).   RISO. Alimento base per i celiaci, è privo di glutine e contiene vitamine B1, B2 e PP, ferro, fosforo e calcio. Ha un basso contenuto di sodio ed è utilizzato per combattere il colesterolo cattivo. È facilmente digeribile, quindi consigliato per pasto leggero, per problemi intestinali o convalescenze. Grazie alle sue proprietà antiuriche, può contrastare la gotta, l'arteriosclerosi e la nefrite.   GRANO SARACENO. Molti non lo sanno, ma è il cereale con il maggior apporto di proteine di alto valore biologico (elevato contenuto di lisina). Inoltre è ricco di fibre sazianti, e può coadiuvare il trattamento di disturbi vascolari.   MIGLIO. Contiene acido silicico, fosforo, magnesio, calcio, ferro, zolfo, fluoro, vitamine B1, B2 e B12. Ricostituente per le unghie, la pelle, i capelli, è facilmente digeribile e quindi adatto per i neonati e per chi ha problemi di acidità di stomaco.   MAIS. Cereale senza glutine, ottimo per i celiaci. Basso contenuto proteico ma ricco di amidi e per questo consigliato per contrastare l'arteriosclerosi e i problemi alla tiroide. Abbassa i valori del colesterolo cattivo.   Fonte: Forno Mencodda   Vuoi saperne di più sui cereali? Leggi: La Riscoperta dei Cereali - Dimagrire eliminando i Cereali   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione alimentare Cucina molecolare: tra Entusiasmi e Pregiudizi Ricette Se siete dei fan di Striscia la Notizia, avrete di certo già sentito parlare della cucina molecolare e dei rischi ad essa collegati. Se, invece, il nome Ferran Adrià non vi dice nulla, c’è bisogno di fare una piccola premessa.   La cucina molecolare è una scienza legata alla gastronomia e all’arte culinaria che impiega tecniche tipiche dei laboratori per preparare delle pietanze innovative, basate su delle reazioni chimiche in grado di modificare la struttura molecolare degli alimenti senza ricorrere ad additivi o sostanze di sintesi.
  L’inventore di questa tecnica è Pierre Gilles De Gennes, premio Nobel per la Fisica nel 1991, anche se il maggiore e più famoso esponente della cucina molecolare è lo Chef Ferran Adrià.
  I sostenitori della cucina molecolare la vedono come l’abbattimento di un limite e come l’opportunità di ampliare i nostri orizzonti gustativi non limitandoci alle possibilità di trattamento dei cibi e di abbinamento degli ingredienti ai quali siamo tradizionalmente abituati.   Fin qui nulla di strano. Eppure i detrattori di questa nuova tecnica gastronomica sono parecchi e il loro numero cresce a vista d’occhio. La prima accusa esplicita contro la cucina molecolare e i suoi rischi nascosti è stata il libro “No quiero volver al restaurante!”, pubblicato nel 2009 dal giornalista Jörg Zipprick. L’attacco era rivolto allo Chef Adrià e alle industrie chimiche, complici nella sponsorizzazione della cucina molecolare grazie alla quale sarebbero state costruite “intere carriere sull’immagine degli chef scienziati”, utilizzando, per giunta, dei fondi pubblici. Una vera e propria campagna di marketing ideata a tavolino.   Sempre nel 2009 anche Striscia la Notizia ha trattato il tema denunciando, tra l’altro, l’impiego sistematico di additivi chimici nella gastronomia molecolare e la loro vendita al pubblico (ignaro) con la linea dedicata a questa nuova “arte culinaria”, le Texturas.   Il 29 gennaio 2010 il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza volta alla tutela della salute dei consumatori a causa dell’uso di additivi alimentari (le normative nel campo sono molto severe) nella ristorazione molecolare.   L’ordinanza ha ufficialmente varato il divieto di usare additivi per i quali sono stati fissati dei limiti sulle dosi d’impiego come alcuni conservanti (es., i solfiti E220-E228, i nitriti e i nitrati E 249-E252, i benzoati E210-E215, E218 ed E219).   Sono inoltre stati vietati nella ristorazione l’anidride solforosa (E220), il butano, l’isobutano ed il propano (E943a, E943b ed E944). Per legge i ristoratori dovranno informare i clienti della presenza di additivi alimentari nelle pietanze, cosa che prima non avveniva esponendo il consumatore al rischi, tra le altre cose, di reazioni allergiche potenzialmente mortali.   Lucia D'Addezio   Vuoi saperne di più sulla cucina? Leggi: Plastica Tossica in Cucina - Cucinare al cartoccio: tutta salute!

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Settembre in salute con i fichi Alimentazione Corretta Le proprietà benefiche dei fichi per il corpo umano sono numerose. Scopriamo insieme i punti di forza di questo “frutto della salute”.   Il fico, frutto dolce e succoso, nasce da una pianta autoctona del medio oriente, chiamata “Ficus Carica”. Nonostante la sua origine esotica, il fico è ormai onnipresente sulle tavole di mezza Europa, Italia compresa, dove il frutto è particolarmente apprezzato e consumato con gusto da grandi e piccini.   La maggior parte degli appassionati di questo frutto lo consuma per il sapore delizioso e per il senso di refrigerio che offre nei mesi caldi, ma il fico è molto di più di un semplice spuntino estivo, sano e sfizioso. Non molti, infatti, sono a conoscenza dei numerosi benefici che i fichi possono apportare al nostro organismo. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sui fichi e sulle loro proprietà quasi miracolose.
Quali sono i punti di forza dei fichi?

I fichi, freschi o secchi, verdi o neri, contengono grandi quantità di polifenoli, potenti antiossidanti che aiutano a mantenere in salute il sistema cardiovascolare. Gli antiossidanti sono anche un toccasana per la bellezza della pelle.   Numerosi sono anche i minerali contenuti nei fichi: su tutte, le alte concentrazioni di ferro, magnesio, potassio e fosforo. Utile, poi, nel favorire il corretto sviluppo dell’apparato scheletrico e nel combattere le patologie ad esso collegate, la marcata presenza di calcio.   I fichi sono in aggiunta ricchi di una fibra chiamata lignina che è un vero toccasana contro la stipsi di tipo cronico e contro i problemi relativi al cattivo funzionamento dell’apparato digerente. Meritano una menzione anche le vitamine presenti nei fichi, come la vitamina A, B1, B2, B3 e C.
Che differenze ci sono tra i fichi freschi ed i fichi secchi?
  Entrambe queste tipologie hanno notevoli benefici sul corpo umano, grazie alle proprietà di prevenzione di numerose patologie e disturbi (come i tumori).   Nel dettaglio, i fichi freschi sono ricchissimi di acqua (80%), sali minerali e fibre, e, allo stesso tempo, poveri di grassi e proteine. I quantitativi di zuccheri sono pari al 12%.   I fichi secchi, invece, presentano alte concentrazioni di zuccheri, come il saccarosio e il glucosio, che aumentano a causa della perdita di acqua dovuta al processo di essiccazione.   In sostanza, i fichi freschi risultano meno calorici rispetto alla variante secca. I primi garantiscono l’apporto di 65 calorie ogni 100 grammi, mentre con i secondi si sale a 280 calorie ogni 100 grammi.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? Leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Dimagrire con alimenti di qualità
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La Colazione dello Sportivo Educazione Alimentare Per chi vive la giornata inaugurandola col fitness mattutino esiste una dieta apposita. Ecco come comportarsi a tavola per non disperdere tutte le energie durante le prime ore del mattino.   Anche se non è la scelta fatta dalle persone più pigre, devi sapere che allenarsi al mattino è davvero la soluzione ideale per bruciare una maggiore quantità di calorie. La ragione principale è che la mattina alcuni ormoni che sono addetti alla "manutenzione muscolare" raggiungono picchi elevatissimi. Si tratta di ormoni che favoriscono il lavoro muscolare come il cortisolo e la somatropina.   I benefici che ne derivano sono immediati ed evidenti: si ha un potenziamento del trofismo muscolare, un aumento delle difese immunitarie e si favorisce inoltre l'utilizzo di acidi grassi a scopo energetico. L'unica raccomandazione è di non praticare attività fisica a digiuno, ma di assicurare una certa riserva energetica. Se il pasto della sera precedente è stato abbondante e ricco di proteine, carboidrati e grassi, allora si potrà praticare sport anche solo con una piccolissima colazione.   Ma cosa mangiare per allenarsi bene al mattino? Possiamo dire che durante il giorno diventa davvero importante assumere cereali, come un piatto di riso integrale con lenticchie che offre garanzie di efficacia in vista dell’allenamento della mattina successiva. Il riso è molto importante per gli sportivi in quanto è ricco di carboidrati a medio-basso indice glicemico, fibre, sali minerali, proteine ed acidi grassi essenziali.   Inoltre gli alimenti vegetali biologici sono dei veri e propri integratori. Tutto ciò dona all’organismo un tenore alcalino utile a contrastare lo stato di acidità indotto dall'ossidazione che caratterizza il lavoro muscolare. Nella cena pro-sport mattutino non potranno mancare centrifugati di frutta e verdura. Tuttavia se facciamo sport e bruciamo calorie non possiamo farci mancare i dolci come una bella fetta di crostata fatta in casa con frutta biologica. Bisogna solo fare attenzione a non esagerare visto che la pasta frolla è fatta con il burro.   Per coloro che fanno molta attività fisica gli integratori e le bevande ipertoniche sono fortemente consigliate. Consigliatissimi anche gli integratori a base di aminoacidi che favoriscono la rigenerazione tissulare dei muscoli. Prima dell'allenamento è bene ricordare che la colazione va fatta soprattutto privilegiando bevande liquide ed eccitanti come tè o caffè.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla corretta alimentazione? L'importanza della colazione per i bambini - Tutto sul caffè

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Fermenti Lattici in Gravidanza Gravidanza Leggi lo speciale: Fermenti Lattici
  Un gruppo di ricercatori dell’università delle scienze e tecnologie di Trondheim in Norvegia, ha sperimentato l’integrazione di probiotici in donne in gravidanza, in quanto studi precedenti avevano avvalorato l’idea che alcuni probiotici somministrati alle madri in stato interessante potessero diminuire l’incidenza di fenomeni allergici e di dermatiti atopiche nei primi 2 anni di vita.   Lo studio è stato RANDOMIZZATO IN DOPPIO CIECO su un campione di 415 donne selezionate senza alcun criterio, a cui sono stati somministrati per 9 mesi di gravidanza e per i primi 3 mesi di allattamento placebo o latte addizionato di alcuni ceppi di lactobacillus rhamnosus, lactobacillus acidophilus, bifidobacterium bifidum.   I bambini che hanno avuto un rash cutaneo superiore alle 4 settimane sono stati considerati come soggetti che hanno avuto dermatite atopica.   Al compimento dei 2 anni di età sono stati monitorati 138 bambini del gruppo placebo e 140 del gruppo le cui madri erano state trattate con probiotici, ed il risultato è stato che l’incidenza di dermatite atopica è diminuita della metà nei bambini le cui madri erano state trattate con probiotici, mentre i fenomeni asmatici ed i fenomeni di sensibilizzazione atopica non hanno avuto una diminuzione rilevante.   Dott. Andrea Ielmini
Le proprietà del baobab Antiossidanti In Africa viene usato per guarire moltissime malattie tra cui la malaria. In Europa e negli Stati Uniti viene polverizzato ed usato come addensante o come ingrediente per dolci.   In realtà il frutto di Baobab è un vero “superfruit”, che ha una quantità tale di proprietà da fare invidia a molti importanti frutti tipici di altri continenti.   Spesso gli integratori a base di superfruit contengono misture con melograno, acerola e mangostano. Possiamo dire che il frutto di baobab può sostituirli tranquillamente. Contiene infatti sei volte più vitamina C delle arance, calcio doppio rispetto al latte, un sacco di vitamine del gruppo B, magnesio, ferro, fosforo, e antiossidanti.   Ed è assolutamente sicuro, dice la FDA che nel 2009 ha approvato l'uso di baobab in bevande ed alimenti. La polvere disidratata del frutto possiede lo status di GRAS (generalmente considerato sicuro).   C'è da dire che questa polvere può sostituire tranquillamente la fecola di patate o la farina perché funziona da addensante per dolci grazie all'elevata quantità di pectina (25%). In Africa è comunemente utilizzata in particolare per trattare la febbre, la malaria, problemi gastrici, e la carenza di vitamina C tra gli altri disturbi.   La sua forma è ovale, è legnoso e vellutato quasi come il cocco. Tagliandolo troveremo all'interno il frutto che contiene questa farina disidratata piena di qualità. Le foglie vengono pestate e rese condimento. I semi invece possono essere tostati e macinati come il caffè.   Sicuramente la difficoltà iniziale sarà reperire questa polvere disidratata e ricca di nutrienti. Ma in Italia abbiamo un vantaggio: siamo vicini all'Africa. Ne consegue che anche i prodotti di questo antichissimo e ricchissimo continente trovano un grande commercio da noi grazie ad importatori attivi nel campo del commercio equo-solidale e drogherie o erboristerie che si riforniscono direttamente da loro.   Ma veniamo al punto cruciale. Oltre al benessere del corpo, acquistando questo fantastico frutto si può fare del bene anche agli altri. Il frutto di baobab è prodotto in Africa, e si calcola che il 97% del ricavato del lavoro di una donna africana che produce polvere di baobab è in grado di sostenere i bisogni dell'intera famiglia. E allora quale motivo migliore per avvicinarsi a questo superfruit?   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine Bambini a dieta: come affrontare l'obesita infantile BambiniLeggi lo Speciale Diabete mellito Il tasso di bambini obesi sotto i 10 anni ha raggiunto, in Europa, il 10%. In Italia si tocca però quota 30%. Una vera epidemia per nulla esente da rischi, che va per questo affrontata e combattuta.   L’obesità è una patologia collegata alla modernità e alla generale agiatezza in cui vive il mondo occidentale. Un bambino cicciottello, però, non va considerato “in salute”, perché l’obesità è una vera e propria malattia, spesso molto pericolosa. Vediamo come riconoscerla e come affrontarla senza traumatizzare il bambino che ne soffre, magari dopo anni di alimentazione sregolata e poco salutare.   La media europea di bambini obesi è del 10% tra quelli sotto i 10 anni. Un dato di per sé già preoccupante se non fosse che in Paesi come Malta, Grecia e, purtroppo, Italia, il tasso è ancora più elevato, con il 30% di bambini under 10 in grave sovrappeso.   Gli studiosi hanno riscontrato, negli ultimi anni, un forte aumento dei casi di obesità nei bambini, un dato, questo, che non può essere giustificato solo da predisposizioni genetiche e disfunzioni metaboliche. Le patologie legate all’alimentazione, come l’obesità, sono causate da una errata gestione dei ritmi del pasto e della quantità di cibo ingerita nell’arco della giornata. In particolar modo l’accusa è rivolta al basso dispendio energetico del bambino a fronte di un forte apporto calorico.   I rischi dell’obesità infantile sono numerosi:  
  1. Problemi respiratori,
  2. problemi articolari,
  3. disturbi della digestione,
  4. disturbi emotivi e psicologici,
  5. diabete,
  6. tumori,
  7. patologie dell’apparato cardio-vascolare.

Si tratta quindi di un problema da affrontare in maniera pronta e decisa, cercando di non colpevolizzare né traumatizzare il bambino con diete drastiche e sessioni quotidiane in palestra.
Ecco alcuni consigli per affrontare l’obesità infantile senza traumi:
 
  1. Educate gradualmente il bambino ad una corretta alimentazione, fatta di cibi sani e genuini, con molta frutta e verdura e pochi grassi.
     
  2. Abolite le visite a fast-food e negozi di dolciumi.
     
  3. Scandite la giornata con pasti programmati, rispettando sempre gli orari di colazione, pranzo e cena.
     
  4. Spronate il bambino a stare all’aria aperta e a fare sport. Scegliete uno sport e praticatelo insieme. Limitate le ore passate davanti al computer o alla TV.
     
  5. Dedicate tempo al piccolo e seguitelo nei suoi progressi, accogliendo con entusiasmo i suoi miglioramenti.
     
  6. Se necessario, chiedete consiglio ad un esperto per la definizione di una dieta ad hoc.
  Lucia D'Addezio .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Allarme obesità nei bambini - Bambini troppo magri o troppo grassi: ecco cosa mangiare ad ogni età Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini
Uva: toccasana contro lo stress da rientro Vitamine Secondo Coldiretti un pronto aiuto all’organismo per combattere lo stress post-vacanze ci verrebbe dalla natura, in particolare dall’uva, un vero toccasana.   Abbiamo già parlato del famigerato “stress da rientro”, che fa la sua comparsa subito dopo la fine delle vacanze estive ed in corrispondenza del ritorno alla vita di tutti i giorni. Ebbene, un alimento delizioso e stuzzicante potrebbe aiutarci a combatterlo. Stiamo parlando dell’Uva, un frutto dalle proprietà eccezionali.   La scoperta arriva da una ricerca condotta dall’Istituto di patologia vegetale dell’Università di Milano, prontamente pubblicata nelle pagine del Journal of the Science of Food and Agricolture.   L’uva, ricchissima di melatonina e di Vitamina B6, sarebbe in grado di combattere l’insonnia e riequilibrare il ritmo sonno-veglia, essenziale per consentirci di vivere ogni giornata con energia e vitalità e di riposare in maniera sana e corretta.   Va ricordato che, però, l’uva garantisce un alto apporto di zuccheri, bisogna quindi fare attenzione alle dosi e al tipo di uva mangiata. Per esempio, l’uva passa è molto più calorica rispetto all’uva fresca perché fa assumere ben 260 calorie ogni 100 grammi.   D’altra parte l’uva è ricca di Vitamine A, B e C, molto importanti per il corretto funzionamento del nostro organismo, in particolar modo utili al benessere del sistema cardiocircolatorio. E’ inoltre un frutto dal valore energetico elevato, positivo per i soggetti che hanno una vita attiva e movimentata e che hanno, per questo, bisogno di un buon “carburante”.   Altre sostante positive contenute nell’uva sono l’Acido Folico, il Resveratrolo, le fibre, i sali minerali e molto altro. E’ inoltre il frutto antiossidante per eccellenza.   L’uva, oltre a combattere lo “stress da rientro”:  
  1. Facilita la digestione,
  2. Fluidifica il sangue,
  3. Depura l’organismo,
  4. Riduce il colesterolo,
  5. Combatte la stitichezza,
  6. Riduce l’ipertensione.
  Insomma, l’uva è un frutto dagli innumerevoli benefici, adatto a farvi ritrovare il vostro naturale benessere.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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Cibi comuni ma... Preziosi Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Metabolismo Chi cerca un amico trova un tesoro. Ma chi cerca in cucina può trovare ancora di più: cibi preziosi come gioielli, capaci di regalare benessere e salute in un solo boccone. E il bello è che molti di loro fanno parte della spesa di tutti i giorni… solo che a volte li sottovalutiamo. Ecco un elenco per vederli sotto una nuova luce!
Le mele. Frutti semplici per antonomasia, ma dalle mille virtù: riducono la fame, regolano il metabolismo, combattono l’acidità gastrica, stimolano la regolarità intestinale e la diuresi, abbassano il colesterolo nel sangue e limitano l’ipertensione). In più, il loro succo è un vero e proprio trattamento di bellezza. Usato come impacco sulla pelle svolge un’azione rassodante e nutriente, mentre applicandolo come maschera sui capelli rinforza una chioma indebolita e scongiura l’insorgenza delle doppie punte. E per ridare luminosità al viso, si può far bollire una mela nel latte, schiacciarla e applicarla tiepida su viso e collo per una ventina di minuti. Più semplice di così…
Il miele. I suoi benefici estetici, noti fin dall’antichità, si manifestano soprattutto a livello cutaneo: i polifenoli e flavonoidi hanno un effetto antiossidante sulla pelle, mentre gli enzimi la rendono più elastica. Trattenendo l’umidità, il miele è in grado di restituire alla pelle il giusto grado di idratazione, aiutando a eliminare l’ acne, i punti neri e ogni forma di irritazione. Inoltre, il miele è tonico, quindi distende la pelle e la ringiovanisce, riducendone le rughe.   L’olio d'oliva. Oltre ad accelerare l’assorbimento delle vitamine liposolubili contenute nei cibi, è ricco di antiossidanti e vitamina E, che mantiene elastica la pelle. Ecco perché questo alimento è un vero e proprio toccasana per la cute: la nutre e la ammorbidisce, rendendola liscia e senza rughe. E grazie alle sue proprietà emollienti, risulta anche un ottimo rimedio per le scottature e certi tipi di dermatiti.   Lo yogurt. Non solo è ricco di fermenti lattici vivi preziosi per la salute della flora batterica intestinale (e si sa, “puliti dentro, belli fuori”…). Secondo recenti ricerche, l’assunzione regolare di yogurt in un regime dietetico ipocalorico aumenta la perdita di peso del 22% e fa sì che il grasso corporeo diminuisca del 61%, quello addominale addirittura dell'81%, mantenendo però il tono muscolare. Il tutto in un semplice vasetto.   Il limone. Agrume con il tasso di zuccheri più basso in assoluto (2,3%), il limone è ricco di vitamine e flavonoidi, apporta solo 11 calorie per etto e rafforza la microcircolazione, spesso difficoltosa in caso di cellulite. In più, ha proprietà antisettiche, antibatteriche, astringenti e purificanti ottime anche sulla pelle. E aiuta a dare un sapore inconfondibile ai cibi senza eccedere con altri condimenti. Più tesoro di così…   Silvia Nava ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Dimagrire con alimenti di qualità
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E' stata inventata la carne artificiale Educazione Alimentare La notizia è rimbalzata in poco tempo su tutti i maggiori quotidiani del mondo. La carne si sa, è un problema anche ambientale per via delle flatulenze dei bovini e del bestiame, forse questo problema ma anche il problema del costo del foraggiamento o della necessità di creare acqua hanno spinto i ricercatori a creare "carne in vitro" Ma tu la mangeresti?
  Come sappiamo spesso si raccomanda di mangiare meno carne e più pesce e soprattutto di ridurre sensibilmente il consumo di carne rossa perché non si concilia bene con i problemi affrontati dalle persone affette da ipercolesterolemia oltre a causare tumore al colon. Se dunque già spesso si raccomanda tutto ciò, cosa si dovrebbe dire della carne in vitro?   Sicuramente già l'idea di una carne artificiale non ce la rende invitante, ma c'è anche qualcuno che invece confida in questa sua artificialità sperando che quantomeno ne guadagni in gusto. Ma chi ha ideato questa strana prelibatezza non ha assolutamente intenzione di diventare uno chef!   Si tratta infatti di uno studioso olandese con l'intenzione di salvare il pianeta dalle flatulenze del bestiame che finiscono per incrementare il gas serra. Lo studioso si chiama Mark Post, docente di medicina all'università di Maastricht. Per raggiungere il suo intento ha utilizzato in laboratorio delle cellule staminali e, con grande sorpresa, è riuscito a creare una bella bistecca di carne di bovino.   La creazione di una carne artificiale era già stata ipotizzata dal mondo scientifico in quanto si stima che nel 2050 la richiesta ed il consumo di carne raddoppierà rispetto ad oggi e dunque si moltiplicherà anche l'inquinamento ambientale causato dagli allevamenti.
  Ma come viene creata? Per creare una carne artificiale serve un laboratorio e delle cellule staminali. I ricercatori hanno ripreso in mano gli studi di Vladimir Mironov, che dieci anni fa aveva proposto a una company americana di investire sulla carne artificiale, sostenendo che si sarebbe potuta produrre tranquillamente in meno di dieci anni.   Per Mironov non si tratta di carne geneticamente modificata o innaturale. Del resto viene riprodotta attraverso cellule staminali. Restano solo dei piccoli problemi legati alla produzione. Non è possibile pensare di farla in laboratorio. Si tratterebbe infatti di carne dai costi altissimi. Ma in futuro, forse, si risolverà anche questo.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sulla carne? Leggi Patologie correlate al consumo di carne - Carne rossa: da ridurre drasticamente!

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Sommelier elettronico Educazione Alimentare "Sommelier: hai perso il posto!" Questa è la sensazione che hanno avuto i partecipanti alla presentazione dell'invenzione dell'Università di Bercellona: un sommelier elettronico in grado di degustare con esperienza ed eleganza tutti i vini delle produzioni più disparate.   Se anche tu sei affascinato dai corsi di sommelier come quelli che vengono fatti d'estate nelle storiche regioni dei vigneti italiani, come le Marche e la Toscana, allora lascia perdere o fallo per un puro piacere personale. Fra qualche tempo infatti c'è anche chi ipotizza che saranno maggiormente richiesti i sommelier elettronici come quello presentato dalla storica Università di Barcellona.   I ricercatori del gruppo UAB hanno in pratica identificato i campioni di spumante, hanno programmato in un sensore elettronico i livelli gustativi tipici dell'uomo e poi hanno classificato i vini. Per realizzare tutto ciò si sono serviti di sistemi di misura chimici e procedure matematiche avanzate.   Ma quel che vi chiederete è: come è possibile riprodurre l'eleganza e l'esperienza di un sommelier capace di dirvi la storia di quel vino e di creare abbinamenti? Beh indubbiamente il lato umano non è riproducibile da una macchina, non potrete cioè chiedere un consiglio a un cervello elettronico o fare in modo che quest'ultimo interpreti al meglio i vostri gusti. Però per le piccole consultazioni è davvero una tecnica innovativa. Ma quali sono i parametri chimici per la classificazione del vino? Per conoscerli dobbiamo apprendere prima la procedura.   Il vino spumante, come si sa, viene prodotto grazie a una procedura abbastanza complessa denominata méthode champenoise ed è a procedura classica. Anche se la procedura è sempre la stessa, le varie produzioni di vino si differenziano prevalentemente in base alla quantità di zucchero aggiunto verso la fine del processo. Dopo l'ultima fase viene aggiunto uno sciroppo di vino e zucchero chiamato liqueur d’expedition e che ne determina la tipologia.   Anche se la lingua del sommelier di tipo elettronico è sicuramente in grado di classificare senza errore tutte le tipologie di vino, sicuramente l'eleganza di un sommelier esperto non è riproducibile, ma in futuro avremo l'imbarazzo della scelta.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sul vino? Leggi Un bicchiere di vino rosso contro il colesterolo - Il Vino fa Bene, a patto che…

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Truffe culinarie: quando il Pesce puzza Alimentazione Corretta Qual è l'alimento più "taroccato" della nostra tavola? Il pesce. I dati Istat, Irepa e Rasff parlano chiaro: ancora una volta il primato delle truffe spetta inconsapevolmente a questo prezioso alimento.   Sono anni ormai che ci sentiamo dire di stare attenti e di non acquistare pesce di una certa tipologia al prezzo di un pesce di tutt'altra specie. C'è da dire che le truffe che riguardano il pesce si riferiscono principalmente ai prezzi che i venditori possono ricavarne vedendo un pesce al posto di un altro complessivamente simile. Ma il prezzo del pesce non indica la sua qualità, ad esempio il pangasio può essere economico ma è assolutamente nutriente e ricco di Omega 3.   Tuttavia vi sono delle truffe che vanno anche a danneggiare il nostro organismo, oltre al nostro portafoglio, e si tratta di pesce pescato nei mari inquinati, rivenduto a pochissimo e spacciato per fresco e di qualità. Secondo l'Irepa, l’Istituto di ricerche economiche per la pesca e l’acquacoltura, soltanto il 20% del pesce venduto come nostrano è davvero proveniente da mari italiani. La restante quantità invece proviene da mari lontanissimi dal nostro.   Solitamente infatti i consumatori sono attirati principalmente dai pesci provenienti dalle nostre acque perché "arrivano prima" di quelli provenienti dall'estero. All'ipotesi di una maggiore freschezza si aggiunge anche l'idea che questi pesci siano maggiormente controllati. In realtà i controlli ci sono sempre ma non sono infallibili. É vero però che in un lungo tragitto, se il pesce non viene conservato a dovere, possono formarsi dei microrganismi che ne compromettono la qualità. C'è anche da dire che in alcuni paesi esteri come in Vietnam è possibile trattare il pesce con antibiotici, cosa che da noi è proibita. Ed ecco che dunque arrivano sulle nostre tavole pesci "drogati" di medicinali provenienti da paesi esteri e venduti come nostrani.   Qualche esempio? Il merluzzo fresco spesso è un pollak dell'Alaska, ma il classico resta lo squalo venduto come pesce spada e spesso pescato in modo cruento. Il pesce proveniente dai mari esteri non ha avuto un percorso registrato e di conseguenza non è affidabile.   Ma anche il pesce proveniente dai nostri mari non è sempre sicuro. L'ultimo rapporto di Goletta Verde per Legambiente ha sottolineato come l'Italia manchi di impianti di depurazione per lo scolo delle acque reflue, e il risultato è che la presenza di enterococchi e di batteri fecali nei mari è circa 2 volte superiore alla norma.   L’agenzia di sicurezza alimentare dell’Unione Europea, il Rasff, segnala che anche nei molluschi italiani si sono trovate numerose quantità di batteri, mentre il cadmio è abbastanza consistente nei calamari spagnoli. La Spagna è un paese per buona parte di pescatori, tuttavia i mari spagnoli sono tra i più inquinati. Proprio per questo alti livelli di inquinamento microbiologico son stati trovati anche nel nasello spagnolo, mercurio nei filetti di squalo blu e nel pesce spada.   Per molti, l'unica speranza di non incorrere in pesce inquinato resta il mercato ittico, a patto che il pesce sia nutrito con mangimi controllati e selezionati. A rimetterci, altrimenti, sono sempre i consumatori.   Maria Melania Barone
Vuoi saperne di più sul pesce? Leggi: Zebrafish il pesce che combatte l'osteoporosi - I pesci vegetariani più salutari

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Drogati da sale Alimentazione Corretta Un recente studio ha dimostrato che il sale riesce a creare dipendenza e proprio per questo fa male. In realtà un uso moderato e misurato del sale non crea tutti i problemi di ipertensione che possiamo immaginare.   Il sale agisce sul cervello come qualsiasi droga. É la “salata” conclusione a cui sono giunti i ricercatori australiani e statunitensi del Florey Neuroscience Institute di Melbourne e del Medical Center della Duke University a Durham. Uno studio accuratissimo che si è guadagnato anche le importanti pagine della rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).   Lo studio si è avvalso dei classici topi da laboratorio. Una parte di essi ha seguito una dieta iposodica, mentre ad un secondo gruppo è stato somministrato del sale nella dieta. Adesso sappiamo che il sale stimola l'attività elettrica nel cervello ed effettivamente la presenza di sale modificava l'attività cerebrale. La cosa importante è che il processo avveniva in soli 10 minuti secondo quanto riscontrato dai ricercatori ma la cosa che ha stupito proprio tutti è che il sale attivava gli stessi geni coinvolti nell'utilizzo o dipendenza da droghe come la cocaina, l'eroina o gli oppiacei.   Per i ricercatori si stratta di una scoperta importante in quanto spiega come mai spesso si ha una certa voglia di sale oppure si diventa golosi di alimenti salati come patatine o rustici di bassa qualità. In realtà tutto questo per il dottor Derek Denton, dell’Università di Melbourne ha anche una nota positiva. Infatti anche se assimilando così velocemente il sale mettiamo in atto dei meccanismi simili alla dipendenza, questo procedimento è il frutto di un'evoluzione che non ha potuto fare a meno del sale. Assimilare velocemente il sale dall'acqua per esempio consente alla preda di non esporsi troppo a lungo all'attacco dei predatori.   La sua importanza per l'organismo umano risiede dunque in tempi molto antichi. Ma state attenti all'ipertensione. Esagerare col sale significa esporre il proprio organismo a rischi non indifferenti per la nostra salute, ma al contempo anche la sua presenza è fondamentale. Un modo dunque per eliminare il sale superfluo? Basta bere tanto e non mangiare cibo spazzatura come patatine e snack.   Inoltre dobbiamo cercare di limitare o eliminare il consumo di prodotti industriali fatti con ingredienti come cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, nitrato e nitrito di sodio o glutammato monosodico. Eliminiamo salumi e limitiamo il consumo di carni rosse e pasta ripiena. Anche i formaggi stagionati fanno bene, ma non bisogna esagerare.   Eliminare dunque tutto ciò di cui possiamo fare a meno e non abbondare con il sale nella pasta o sui secondi piatti. Ne guadagnerà anche la linea perché si potrà combattere la ritenzione idrica.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Sale dell'Hymalaia: benefici e virtù - Memoria: attenta alla colazione

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Patologie correlate al consumo di carne Alimentazione Corretta Le prove scientifiche sembrano essere chiare e inconfutabili: "mangiare troppa carne fa male alla salute".   Ad affermarlo con la pubblicazione di un recentissimo studio è la Meat Eater’s Guide, redatta dall'Environmental Working Group (organizzazione no profit americana per la tutela della salute e dell'ambiente).   Lo studio analizza l’impatto sull'uomo di 20 tipi di proteine comuni di origine animale, dimostrando come l'eccessivo consumo di carne abbia degli effetti negativi sulla nostra salute. Dimezzarne il consumo può ridurre il rischio di cardiopatie e alcune forme di cancro. “L’obiettivo dello studio è rendere accessibile queste informazioni al grande pubblico”, ha affermato Kari Hamerschlag, analista del gruppo di ricerca e di supporto che ha redatto tale studio.   “Sul versante della salute, abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie a dimostrare che vi è più di un buon motivo per limitare il consumo di carne; in realtà i motivi sono davvero tanti”. Nella Meat Eater's Guide, infatti, sono riportati numerosi studi fatti in precedenza a supporto di quanto sostenuto nella guida stessa. Ad esempio, una ricerca del 2009 del National Cancer Institute, ha rivelato che le persone che consumano carne rossa in abbondanza, ricca di grassi saturi e quindi potenzialmente dannosi per il colesterolo, sarebbero più esposte al rischio di cardiopatie del 27%. Lo stesso studio dimostrerebbe che, le persone che consumano molta carne, sarebbero il 20% in più esposte al rischio di alcuni tipi di tumori.   Marjorie McCullough, Sc.D., direttrice del reparto di epidemiologia nutrizionale presso l’American Cancer Institute, ha invece affermato che il collegamento fra un elevato consumo di carne e molte tipologie di cancro, (tipo quelli alla prostata e al pancreas) non sarebbe ancora del tutto chiarito. La Dottoressa ha tuttavia affermato che può esservi una stretta correlazione tra un alto consumo di carni rosse lavorate e il rischio di sviluppare il cancro al colon. Quindi se da una parte tende a convalidare l'ipotesi che collegano una particolare forma di tumore al consumo di carne rossa, dall'altra sembrerebbe essere più prudente.   Si ipotizza che i nitrati presenti nelle carni cotte sarebbero i maggiori responsabili nello sviluppo di neoplasie, in quanto sono sostanze chimiche che si formano con la cottura della carne ad alte temperature.   Fermo restando che la moderazione rimane una buona regola di vita quasi sempre, il problema, successivo a queste dichiarazioni, è quello di capire qual'è la quantità di carne "giusta" che bisognerebbe mangiare? Secondo la la Dott.ssa McCullough. “Non vi è una quantità esatta. In generale si può dire che se si consuma regolarmente carne rossa è consigliabile dimezzarne la quantità”. Altra tecnica consigliata da altri esperti del settore consiste invece nell'aumentare molto il consumo di frutta e verdura. La conseguenza sarebbe quella di lasciare meno spazio agli altri cibi come la carne rossa stessa.

AlimentiConsumo settimanale PorzioniConsumo settimanale in g.
Carne (bianca/rossa)4280 g.
Pesce3100 g.
Salumi1/2450 g.
Uova32/3 uova
Legumi3450 g.

Fonte: INRAN Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti a la Nutrizione ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla carne? leggi:  Vivere 100 anni grazie all'alimentazione - Mangiare meno carne fa bene e salva l'ambiente

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Dipendenza da zucchero e cibi grassi Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Diabete mellito Purtroppo panini da fast food, maionese, patatine fritte e quant'altro sono troppo buoni: non c'è un palato che non li abbia graditi almeno una volta nella vita. Ma quanti di voi ne sono diventati schiavi? La scienza oggi sta delineando infatti le dinamiche della dipendenza da cibi grassi alla base di diabete, colesterolo ed obesità.   Se anche tu non riesci a seguire una dieta, insomma, potrebbe non essere tutta colpa tua. Sicuramente a volte manca un po’ di sana volontà, ma gli studiosi danno la colpa ai grassi contenuti nei cibi. Alcuni cibi infatti contengono delle sostanze che obbligano il nostro cervello a desiderarli enormemente. Si tratta di una vera e propria dipendenza da cibo. Insomma più che andare dal dietologo dovresti disintossicarti.   A dirlo è uno studio condotto da un team di ricercatori della Boston University Shool of Medicine, diretti da due italiani, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Lo studio ha evidenziato che il consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi genera nel cervello reazioni simili a quelle derivanti dall’uso di stupefacenti.   Questo meccanismo è legato anche alla dipendenza dal cibo da fast food e alle merendine industriali. In realtà basterebbe sapere i danni che questi cibi creano nel nostro organismo. Sono cibi veramente dannosi e poco nutrienti in quanto il processo di industrializzazione ha contribuito ad impoverirli.   Insomma invece di andare dal dietologo dovremmo prima disintossicarci.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Memoria: attenta alla colazione

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Menta estiva: qualche ricetta salutare Ricette La menta è un'erba ricca di minerali e di proprietà nutritive importanti per il nostro organismo e, soprattutto, si sposa bene con l'estate grazie al suo gusto fresco. Hai mai pensato di integrarla nei cibi da preparare durante il giorno come i primi piatti e le bevande?   La menta è la nostra migliore alleata contro il caldo, perché grazie alle sue proprietà e al suo gusto fresco ci aiuta a combatterlo. Durante il giorno, soprattutto quando l'aria è afosa, via libera a sontuosi cocktail e piatti con questo fantastico ingrediente!   Partiamo dalla colazione. Se hai abitudini sane e assumi circa 100 grammi di frutta fresca la mattina, puoi integrare una piccola variante: la menta, il ghiaccio ed un mixer ad immersione. Prendi dei mirtilli ed un pezzetto di banana, se ti va aggiungi anche 2 ciliegie snocciolate ed una manciata di menta, frulla tutto. Altrimenti prendi un lime e un cucchiaino di zucchero di canna e premi il tutto col matterello. Aggiungi anche un po’ di succo di pesca, agita con lo shaker e gusta il tutto.   Per il pranzo invece cosa ne dici di fettuccine alla menta? Un piatto fresco da gustare in molte variati, solitamente si abbina ad un sugo di verdure (zucchine, aglio, olio e sale) e viene condito con basilico tagliato e menta. Si tratta di una vera prelibatezza che è ottima abbinata a del pesce rosso.   E la merenda? Non c'è niente di meglio che preparare una buona bibita con latte di mandorla e menta per dissetarsi durante la calura pomeridiana.   E per la cena invece potrai preparare una semplice prelibatezza: la salsa di menta. Molto usata dagli inglesi, la salsa di menta si usa per condire carne, pesce ed arrosti. Ecco come prepararla.   Ti occorrono: 75 gr di foglioline di menta 1 bicchiere di aceto bianco 25 gr di zucchero   Dopo aver lavato con cura le foglioline di menta asciugale e tritale molto fini in una ciotola. Porta ad ebollizione l’aceto, quindi unisci lo zucchero, mescola bene e togli subito dal fuoco. Una volta raffreddato versa l’aceto dolcificato poco alla volta sulla menta tritata. Mescola bene e lascia riposare almeno un’ora prima di servire la salsa ottenuta. Potrai conservare per parecchi giorni questa salsa in un vasetto a chiusura ermetica ricordandoti di mescolare bene ogni volta.   Maria Melania Barone Vitamina D: allunga la vita Vitamine Leggi lo speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
  Un team di ricercatori ha messo insieme più di 50 studi condotti in tutto il mondo per delineare il beneficio della vitamina D. Già qualche tempo fa fu creato il pane per gli anziani a base di vitamina D ma adesso sono state spiegate anche le dinamiche che consentono a questa vitamina di diventare un elisir.   Ci sono studiosi che suggeriscono di incrementare la vitamina D per allungare la propria vita. C'è anche chi è scettico su questa proposta ma effettivamente sembra funzionare. Ultimamente infatti centri di ricerca in tutto il mondo stanno cercando di capire quali sono gli effettivi benefici di questa vitamina sull'organismo umano. Una di queste ricerche condotta dalla prestigiosa Cochrane Library ha messo a confronto oltre 50 studi per un totale di circa 100 mila pazienti con età media di 74 anni. Il gruppo di volontari che si erano sottoposti in passato a avesti studi erano prevalentemente di sesso femminile.   I risultati delle analisi hanno dimostrato che con un incremento dell'assunzione di vitamina D3 (colecalciferolo) è possibile riscontrare un aumento delle aspettative di vita.   Il medico serbo Goran Bjelakovic, ricercatore del dipartimento di Medicina interna, gastroenterologia ed epatologia dell'Università di Nis e membro del Gruppo Cochrane Hepato-Biliary di Copenhagen ha ricordato che "una meta-analisi Cochrane, pubblicata pochi anni fa, mostrava qualche beneficio, ma nessun effetto sulla mortalità. Sapevamo tuttavia che erano stati condotti più studi e abbiamo voluto valutare l'effetto della vitamina D riassumendo e paragonando tutti i risultati degli ultimi anni. Le nostre analisi suggeriscono che la vitamina D3 riduce la mortalità di circa il 6%. In altri termini, è necessario somministrare a 200 persone la vitamina D3 per circa 2 anni per salvare una vita".   Bisogna ricordare però che nulla è privo di rischi. Un aumento elevato di vitamina D3, esattamente come la D2, potrebbe aumentare i livelli di calcio nel sangue o formare calcoli renali. Dunque è sempre meglio affidarsi ad un medico prima di assumere indiscriminatamente integratori.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamine? Leggi: L'importanza dell'acido folico - L'elisir di lunga vita? Per lui è la vitamina E Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Vigo Beauty Gum: la gomma che rende più belle Vitamine Masticare la gomma in pubblico non è un gesto certamente raffinato. Una signora potrebbe concedersi al massimo una caramella. Ma se questo vizio potesse renderci più belle? Allora tutto potrebbe cambiare. Ci sono persone che utilizzano il chewing gum come trucchetto per dimagrire: toglie la fame e aumenta il senso sazietà. Ora però un’azienda svedese ha lanciato sul mercato Vigo Beauty, delle cicche che dovrebbero migliorare l’aspetto rendendo la pelle più elastica, i capelli più forti e vigorosi e donando alle unghie un aspetto sano e robusto.   I nutrizionisti e i consumatori sono scettici. Com’è possibile che una gomma abbia tutte queste qualità? Ovviamente a sponsorizzare la ricetta miracolosa è l’azienda di produzione (Antula Healthcare) che ha tutto l’interesse nel promuoverne la vendita. Sostiene che la gomma contenga un cocktail multivitaminico (vitamina A, B1, B6, B12, C, beta carotene e selenio) ideale per dare un aspetto più sano e un colorito migliore.   La gomma, che ha ottenuto l’approvazione per la sicurezza alimentare, è in vendita (per adesso solo in Svezia) nelle farmacie e anche nei supermercati e la si può trovare in due gusti diversi: Focus e Active. Bisogna però fare un po’ di attenzione. I nutrizionisti raccomandano di usare pure la gomma da masticare, ma di non trascurare l’alimentazione, e soprattutto di non credere agli affetti miracolosi.   Una cosa potrebbe essere considerata come vera: Beauty Vigo è una sorta di integratore, ma non può sostituire integralmente una dieta ben bilanciata. Infatti, Helen Money, di Helen Money Nutrition ha dichiarato al MailOnline: “Contiene vitamine e sali minerali importanti per avere una pelle luminosa, capelli lucidi e unghie forti, ma mancano altri elementi molto importanti come il ferro, lo zinco e gli omega”.   Beauty Vigo non è la prima gomma da masticare per la bellezza del corpo apparsa sul mercato. Già nel 2009 nella Corea del Sud, sono state proposte delle cicche contenenti collagene, vitamina C ed esperidina, una sostanza antiossidante e vasocostrittrice. Poi ci sono state, proprio quest’anno, le Spark Stride negli Usa, arricchite di B6 e di B12 e studiate per dare una sferzata di energia. I dubbi sul reale funzionamento, però, sono sempre gli stessi.   Valentina Rorato ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Come fare il pieno di antiossidanti
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Colazione di luglio: tre menù golosi e dietetici Alimentazione Corretta Arriva il caldo e le prime abitudini da modificare riguardano la mattina. Cosa c'è di meglio di una colazione golosa e dietetica in perfetta sintonia col caldo?
La colazione è importante e va fatta entro un'ora dal risveglio. Il corpo ha bisogno di calorie e di nutrienti sin dal primo mattino. D'estate però è fondamentale una riduzione calorica per sopportare meglio il caldo, ma è importantissimo idratare e nutrire l'organismo dall'interno per sopperire alle perdite di liquidi che si manifestano attraverso il sudore o il calo di pressione. E allora perché non cominciare la giornata con frutta e cereali?   Una colazione dietetica e nutriente sì, ma anche golosa. Ecco dei menù perfetti per questo periodo. Una buona tazza di yogurt con mandorle ricche di acidi grassi essenziali e di nutrienti importanti per il nostro benessere è sicuramente un buon modo di cominciare la giornata. A questa tazza di mandorle e yogurt possiamo inoltre abbinare una buona macedonia fatta con frutti di stagione: le banane sono l'ideale in quanto consentono non solo un giusto riequilibrio idrosalino, ma anche una carica di energia grazie agli zuccheri contenuti. Possono essere abbinate a kiwi e pere.   Chiaramente bisogna variare menù giorno per giorno perciò il consiglio è quello di abbinare lo yogurt ad altro: cosa ne dici di una manciata di cereali? Oltre a questa soluzione classica puoi preparare un caffè all'americana o un tè freddo, con una bella macedonia di frutti rossi: ciliegie, fragole, more, lamponi e mirtilli, che ti daranno la giusta carica.   Infine per chi non riesce a rinunciare al latte la soluzione ideale è di nutrirsi con un bel bicchiere di latte freddo abbinato a succo di menta. Oltre che essere un buon rimedio contro il caldo, è anche goloso e salutare. A questa soluzione possiamo abbinare una macedonia di anguria e kiwi, per idratarci e assorbire minerali e vitamine Il caldo non sarà più invincibile con un'alimentazione corretta.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Memoria: attenta alla colazione

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Dimagrire con alimenti di qualità Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale Dimagrire in Salute È tempo di costume e di diete. Ma attenzione a quelle troppo ipocaloriche: gli studiosi sottolineano che si dimagrisce meglio con alimenti di qualità.   C'è chi per dimagrire decide di tagliare, tagliare, tagliare calorie: niente di più sbagliato! Non sono solo le calorie che contano ma anche la qualità del cibo. Il cibo scadente infatti possiede scarse proprietà nutritive che non vengono ben assimilate. Il cibo di qualità, fresco ed enormemente nutritivo aiuta non solo a sopperire alle quotidiane necessità del proprio organismo, ma anche a dimagrire eliminando la sensazione di fame.   Lo studio è tutto americano ed ha preso in esame l'alimentazione di centinaia di soggetti in sovrappeso. Il team della Harvard School of Public Health di Boston ha affermato che perfino seguire un'alimentazione corretta a base di frutta e verdura con poca carne rossa e tanto pesce può essere inutile a dimagrire, anzi, il sospetto è che se il cibo è poco assimilabile viene immagazzinato direttamente come riserva di grasso e dunque contribuisce ad aumentare il nostro tessuto adiposo.   A questo punto dobbiamo dimenticare bevande zuccherate e dolci, e limitare il consumo di patate, pane e riso bianco.   Il suggerimento è quello di utilizzare alimenti freschi e di stagione. La frutta va mangiata matura e non acerba. Anche la regolarità della propria giornata è importante: bisogna fare in modo di dormire sempre tra le 6 e le 8 ore. Anche il sonno infatti ha un ruolo nel mantenimento del nostro peso-forma.   Basta cambiare piccole cose nel nostro stile di vita quotidiano per mantenere una linea invidiabile.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Memoria: attenta alla colazione

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Fosfati: cosa sono? Educazione AlimentareLeggi lo Speciale Ictus Morire a causa di un biscotto sembra impossibile. Ma se il numero si moltiplica per decine, e per mesi e poi anni, il discorso cambia. I biscotti, ma anche molte torte, dolciumi e perfino carni e formaggi, contengono delle sostanze recentemente messe sotto accusa: i fosfati.
Di cosa si tratta esattamente? L'industria del cibo usa i fosfati per diversi scopi. Ad esempio, nella produzione di carne, questi ioni solubilizzano le proteine. Nei prodotti da forno, come biscotti e cracker, i pirofosfati acidi reagiscono con delle basi (solitamente il bicarbonato di sodio) dando la lievitazione chimica, più veloce della naturale, ma con un gusto decisamente differente.   Fin qui, nulla di illegale. Un recente studio, però, ha dimostrato l'esistenza di una relazione tra un consumo eccessivo di queste sostante e l'aumentato rischio di malattie cardiache e vascolari.   In particolare, un eccesso di fosfati nel sangue potrebbe portare a sviluppare l’aterosclerosi, una patologia grave che causa un indurimento delle pareti delle arterie, con conseguente formazione di placche. Da qui agli esiti letali di ictus e infarto il passo è purtroppo molto breve.   Per fortuna non tutto il male vien per nuocere: lo studio, condotto presso l’Università di Sheffield (Uk) e pubblicato su Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology, punta ad enfatizzare l'aspetto positivo della scoperta. In fondo basta fare attenzione alla dieta, riducendo il consumo di carni grasse, formaggi stagionati e dolci industriali, per prevenire due tra le cause principali di morte nel mondo. Se consideriamo che questi cibi sono anche nella lista nera dell'obesità, il numero sale a tre. E la salute ci guadagna in generale.   Silvia Nava ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Doc e Igp: sapere cosa mangiamo

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Gelato in estate: rischio linea o no? Alimentazione Corretta Con il ritorno della stagione calda e delle giornate di vacanza passate in compagnia di famigliari o amici ecco che fanno la loro ricomparsa anche i famigerati gelati, che rendono fresca e gustosa ogni giornata afosa ma che ci fanno anche avere mille rimorsi, causati dalla paura di mettere su qualche chilo proprio quando si avvicina la prova costume.   Ma cosa sappiamo davvero del gelato, dei suoi pro e dei suoi contro? E’ vero che mangiare gelati, granite e ghiaccioli è un rischio per la silhouette? Oppure, come molti credono, il gelato è un toccasana per la salute del corpo stressato dal caldo?   Vediamo di sfatare qualche mito sul gelato e di imparare a conoscere meglio questo delizioso cibo, buon alleato dell’organismo durante i mesi in cui la calura sembra prendere il sopravvento.   Quando possiamo mangiare il gelato senza rischi per la linea?
  Il gelato può essere un ottimo sostituto della merenda tradizionale per i bambini, soprattutto quello alla frutta che può apportare solo 100 calorie senza appesantire o rovinare l’appetito. Anche chi è a dieta può mangiare un gelato, optando per un paio di palline sul cono o in una coppetta, ma evitando la panna e i gusti più “a rischio” come il cioccolato o la crema. Il gelato può anche chiudere un pranzo leggero, favorendo la digestione e rinfrescando il corpo.
Il gelato può sostituire un pasto?
  Si. Anche se non esistono regole generali per calcolare l’apporto calorico del gelato (dato che molto dipende dal gusto scelto), si può optare per questo alimento fresco e gustoso per un pranzo veloce, sia in spiaggia che in città. Per restare leggeri sarebbe meglio scegliere dei gusti alla frutta, evitando biscotti e cialde e optando per la coppetta. Al gelato si può abbinare anche della frutta fresca o dei cereali.
Come scegliere il gelato migliore?
  La qualità di un gelato è facile da individuare ad occhio nudo: se è molto cremoso e liscio, il gelato è di ottima qualità. Se, poi, nonostante le alte temperature esterne il gelato non si scioglie con molta facilità, significa che è molto ricco di grassi e sarebbe meglio non esagerare con le dosi.
Meglio artigianale o in vaschetta confezionata?
  Il gelato in vaschetta, oltre ad essere una tentazione sempre a portata di mano nel frigo, va evitato soprattutto perché molto spesso è di cattiva qualità (salvo rare eccezioni) e contiene ingredienti dannosi per la linea come burro e grassi vegetali. Sì al gelato artigianale, più sicuro e, di norma, di qualità migliore.   Per chi è a dieta meglio ghiaccioli e granite?
  Assolutamente sì. Ghiaccioli e granite sono meno calorici e hanno lo stesso effetto refrigerante del gelato.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea
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La sporca dozzina 2011: 12 Frutti e Verdure più contaminate Alimentazione Corretta

E' vero che una mela al giorno toglie il medico di torno? Forse, ma potrebbe anche essere piena di pesticidi.

Ieri, l'Environmental Working Group (EWG), un gruppo di sensibilizzazione verso l'ambiente senza scopo di lucro, ha diffuso l'ultima versione della sua lista "Dirty Dozen", che elenca i 12 tipi di frutta e verdura più contaminati da pesticidi, aggiornando così la classifica del 2010. E chi troviamo quest'anno al primo posto? proprio le mele. Questo frutto è riuscito a scalzare il sedano per il 2011 classificatosi secondo.

I benefici per la salute di frutta e verdura sono ben noti e a ribadire il concetto ci ha pensato il dipartimento dell'agricoltura americano con la nuova piramide alimentare presentata il mese scorso nel suo "MyPlate", nel quale suggeriva infatti di sostituire la metà dei cibi consumati ogni giorno con frutta e verdura.

Ma il lato potenzialmente nocivo di frutta e verdura viene alla luce per le sempre maggiori preoccupazioni relative alle quantità di pesticidi che queste possono contenere. Alcune ricerche infatti hanno collegato tali pesticidi con possibili problemi di salute in particolare per donne incinte e bambini. Il problema dunque è cercare di capire come dovrebbe comportarsi una normale madre di famiglia con budget nella media quando va a fare la spesa? Dovrebbe sempre e comunque scegliere biologico o meno? E' raccomandabile scegliere biologico solo per quei frutti inseriti nella "Dirty Dozen"?

12 Alimenti Incriminati
1. Mele
2. Sedano
3. Fragole
4. Pesche
5. Spinaci
6. Pesche Noci
7. Uva
8. peperoni Dolci
9. Patate
10. Mirtilli
11. Lattuga
12. Cavoli Verdi

I 15 Vegetali puliti
1. Cipolle
2. mais Dolce
3. Ananas
4. Avogado
5. Asparagi
6. Piselli
7. Mango
8. Melanzane
9. Melone
10. Kiwi
11. Verza
12. Angurie
13. Patate Dolci
14. Pompelmi
15. Funghi



Cerchiamo di capire ...

"Scegliere cinque portate a base di frutta e verdura fra le dodici più contaminate significherebbe assumere quattordici diversi tipi di pesticidi ogni giorno", segnala l' EWC nel suo rapporto frutto di dati raccolti dal dipartimento dell'agricoltura americano su campioni di alimenti spesso già pronti per essere consumati (e quindi già sbucciati o lavati, a seconda del caso). Dall'altro lato, lo stesso gruppo scrive anche che scegliendo alimenti fra la lista dei "15 più puliti" si può ridurre la quantità di pesticidi assorbiti fino al 90%.



Quindi le indicazioni sembrano chiare e quasi scontate: comprate frutta e verdura inserita nella lista dei buoni e non in quella dei cattivi.

In particolare lo stesso EWG consiglia di scegliere alimenti biologici quando si tratta di prodotti che compaiono sulla loro lista "Dirty Dozen", afferma però anche che un prodotto convenzionale (non biologico) è comunque sempre meglio di nessun frutto o verdura: "I benefici alla salute derivanti da una dieta ricca di frutta e verdura superano i rischi dell'esposizione ai pesticidi".

Ecco che l'indicazione di prima diventa già un invito ad acquistare biologico nel caso della "Dirty Dozen", a prediligire gli alimenti inseriti nella lista dei "15 più puliti", ma se questo non è possibile sempre meglio mangiare comunque frutta e verdura perchè il rischio di assumere pesticidi è inferiore rispetto al rischio di eliminare questi cibi dalla propria dieta.

Alcune aziende dell'industria agroalimentare sono ovviamente corse subito ai ripari mettendo in dubbio la validità della lista "Dirty Dozen". La Alliance for Food And Farming americana (associazione per l'alimentazione e l'agricoltura) ha da poco messo a disposizione del pubblico un calcolatore online di pesticidi con la promessa di "mettere la questione nella giusta prospettiva".

L'abbiamo provato ed ecco i risultati: una donna può consumare fino a 529 "porzioni di mele" al giorno senza avere alcun effetto sulla salute a causa dei pesticidi. Rimane da capire cosa si intende per porzione, una mela di dimensioni medie o mezza tazza di mela a pezzetti? In ogni caso, stando a questo calcolatore i rischi sembrano essere davvero pochi, basta non mangiare mele tutto il giorno. E infatti ...

All'inizio del mese il direttore esecutivo dell'associazione, Marilyn Dolan, ha rilasciato un' intervista al Chicago Tribune, affermando: "Sappiamo che possono essere presenti dei residui, ma ... se utilizzate il calcolatore vedrete che sono tante le porzioni che potete consumare senza avere alcun effetto negativo per la salute". L'analista senior di EWG Sonya Lunder ha però risposto nello stesso articolo, affermando che il calcolatore è fuorviante e che non tiene conto di diversi fattori relativi alla salute. Insomma, chi ci capisce è bravo. In ogni caso l'allerta e il clamore suscitato sembra in parte rientrare e la regola d'oro è sempre la stessa: scegliete biologico con consapevolezza, e se si può (visto i prezzi), a tavola e non solo. Altrimenti sempre meglio consumare frutta e verdura nelle quantità consigliate.

Fragole miracolose per perdere peso Alimentazione Corretta Le fragole sono tra i frutti più gustosi e stuzzicanti della stagione calda. Oltre a dissetarci e ad idratare il corpo stressato dalla calura, sono uno spuntino sano e allo stesso tempo squisito. Si tratta, poi, di un frutto dalle proprietà davvero eccezionali e, anche se non molti sono a conoscenza degli innumerevoli benefici delle fragole per il corpo umano, consumarne quantità elevate può aiutarci non solo a stare meglio ma anche a perdere peso in maniera naturale e veloce.   Una ricerca statunitense ha infatti mostrato che, tra le proprietà quasi miracolose delle fragole, ce n’è una che di certo farà la gioia di chi con l’estate sta cercando di perdere qualche chiletto di troppo accumulato durante la stagione fredda.   Ma come possono le fragole aiutarci a dimagrire? Ebbene, questo frutto succulento avrebbe due effetti a dir poco benefici sul nostro organismo: il primo è quello di stimolare il metabolismo, che come conseguenza avrebbe la diminuzione della sensazione di fame che ci spinge a fare spuntini tra i pasti e a mangiucchiare a metà giornata; il secondo effetto è, poi, quello di controllare i livelli di zucchero nel sangue, aiutandoci a perdere peso naturalmente.   La fragole sono ricche, inoltre, di numerose sostanze che sono un toccasana per il corpo umano. Tra queste ci sono:  
  1. le vitamine del gruppo C,
  2. grandi quantità di fibre,
  3. alte percentuali di calcio, magnesio e potassio.
  Oltre ai sopra citati elementi, le fragole (così come altri frutti “miracolosi” come i melograni, le ciliegie, le more, i mirtilli e i frutti di bosco in genere) sono ricchissime di antiossidanti. Questi possono aiutare il corpo a combattere gli accumuli di grasso in eccesso e ad abbassare i rischi di malattie ed infiammazioni croniche.   Tra i tipi di fragole disponibili sul mercato, secondo le ultime ricerche, quelle che avrebbero il più alto potenziale di successo nella lotta al grasso in eccesso, sarebbero quelle provenienti da colture di tipo organico, contenenti quantità maggiori di vitamine e antiossidanti rispetto alle fragole normali.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Memoria: attenta alla colazione

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Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea Alimentazione Corretta Il momento dei pasti è uno dei più delicati della giornata, soprattutto perché il rapporto con il cibo non è sempre facile e consapevole. La maggior parte delle persone semplicemente mangia quello che si trova davanti, senza riflettere più di tanto su cosa sta davvero mettendo nello stomaco.   Questa mancanza di “riflessione”, però, spesso genera “cattive abitudini” che possono a lungo andare a compromettere il mantenimento di una buona forma fisica.


Se anche tu vuoi conoscere la tua “cattiva abitudine” e capire cosa sbagli a tavola ecco un breve ed interessante elenco che di certo potrà aiutarti.
   

  1. Gli “innocui” snack di metà giornata. Il lavoro, lo studio, la casa, la famiglia, il fidanzato, le amiche: sei sempre di corsa e non hai mai un momento di relax per goderti un sano piatto di pasta comodamente a casa. Spesso finisci per stuzzicare qua e là quello che trovi in frigo oppure per mangiare snack tra un pasto e l’altro. Patatine, cioccolatini, merendine e caramelle sono il nemico numero uno della linea e della salute e non sono affatto innocui come possono apparire!
     
  2. La dieta troppo rigida. Se il tuo corpo non è nutrito a sufficienza anche il cervello ne risente perché non ha l’energia necessaria per funzionare al meglio. In questo caso non è la linea ma l’attenzione, la capacità di rispondere agli stimoli in maniera repentina, la voglia di fare e molto altro a risentirne.
     
  3.  Le giornate noiose. Uno dei motivi scatenanti di grandi abbuffate e continui spuntini è la noia: chi non ha molte cose da fare di norma mangia più volte al giorno al di fuori dei pasti. Per evitare questa “cattiva abitudine” trova un hobby o un’attività che ti tenga occupata quando non sei a scuola o al lavoro.
     
  4. Gli orari troppo “elastici”. E’ importante “far capire” al cervello e allo stomaco quando è il momento di mangiare: per evitare di cedere alla tentazione degli spuntini fissa degli orari precisi per i tre pasti principali e rispettali ciecamente.
     
  5. Gli aperitivi con gli amici. Gli aperitivi sono un must per molte persone ma quello che dovrebbe essere un momento di allegria e di bevute spesso si trasforma in una grande abbuffata a base di pizzette e patatine. Se proprio non riesci a contenerti, evita l’aperitivo quotidiano e rimanda questo piacere al solo week-end.
     
  6. I piatti pronti. I deliziosi manicaretti già pronti e facilissimi da cucinare sono nella maggior parte dei casi dei prodotti industriali senza garanzie sul contenuto e sull’apporto calorico. Attenzione a non abusarne e soprattutto leggi sempre le etichette.
Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Memoria: attenta alla colazione

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Scolpire i muscoli? Con il latte! Alimentazione Corretta Per rafforzare e scolpire i muscoli oggi potrai abbinare ad un sano allenamento anche il latte. A dirlo è uno studio condotto dall'Università di Milano che ha stupito l'intero mondo del fitness.   Non uova e carne, ma latte! Sono proprio le proteine del latte a fare bene ai muscoli e a migliorarne la resa.   Anche se un sano allenamento mette sicuramente i muscoli del tuo corpo sulla giusta strada, questo non basta per scolpirli a dovere. E' fondamentale l'alimentazione. Fino ad oggi si è sempre pensato che siano le proteine e pochi grassi a fare bene ai muscoli. Anche gli aminoacidi aiutano a mantenere una massa muscolare efficiente e tonica. Inoltre questi nutrienti essenziali aiutano a contenere il tessuto adiposo. Carne, pesce e uova sono una miniera d'oro per i nostri muscoli, ma nessuno aveva ancora pensato con convinzione al latte.   Ed ecco allora la svolta legata a due recenti studi sulle modalità di assunzione delle proteine. Secondo gli esperti vanno assunte dopo l'esercizio fisico in quanto il metabolismo è più veloce e dunque è possibile assimilarle subito grazie ad un incremento della sintesi proteica. Questo determina un aumento della massa muscolare.   Gli studi poi si sono focalizzati sugli effetti dei diversi tipi di proteine. Quelle del latte e cioè le sieroproteine si sono rivelate più efficaci per quanto concerne gli aumenti di massa magra soprattutto se affiancate da un sano allenamento.   I vantaggi di queste proteine stanno nell’essere altamente digeribili ed assimilabili. Tra le proteine privilegiate abbiamo dunque la caseina, leucina e gli aminoacidi contenuti nel latte. In questo modo non solo si aumenta la massa muscolare, ma si riesce anche ad integrare le perdite del tessuto muscolare dovute all'età.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................  Vuoi saperne di più sul latte? Leggi: Allergia al latte vaccino - La scelta del latte
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Stressoressia: quando lo stress causa inappetenza Disturbi alimentari Leggi lo speciale: Ridurre e gestire lo stress   Troppo impegnate per mangiare. Le donne di oggi sono divise, tutti i giorni, in numerosi ruoli, quelli di mamma, moglie, figlia, donna d’affari, impiegata factotum o lavoratrice a progetto. Devono accudire la loro famiglia, magari i genitori anziani e al tempo stesso curare la loro attività professione: la concorrenza è altissima e non possono permettersi distrazioni. Anche il cibo può diventare un lusso. Non certo per il costo, ma perché prendersi una pausa per pranzare – seguendo le regole della corretta alimentazione – significa perdere tempo. È questo il meccanismo che porta alla stressoressia.   Che cos’è la stressoressia?
  È un disturbo alimentare che colpisce soprattutto le donne, tra i 25 e i 45 anni, la fascia di età in cui si è più impegnate a fare carriera, ad affermarsi professionalmente. Ci si nutre di lavoro e non si trova tempo per mangiare e curare il benessere del proprio corpo. Il motivo? Il carico d’impegni eccessivo causa molto stress, nervosismo, ansia, stanchezza e soprattutto occupa ogni momento libero.
Chi sono le signore malate di stressoressia?

Sono donne mature, di solito laureate e molto determinate nel lavoro. Se perdono peso, non si scompongono, anzi vivono la loro magrezza con un simbolo del loro successo. L’aspetto fisico è ovviamente il loro biglietto da visita: devono essere perfette sia nella forma sia nell’abbigliamento. E se questo vuol dire saltare il pasto, perché no?   Perché ci si “ammala” di stressoressia?
  È prima di tutto un disagio sociale. In questi anni, alle donne è stato chiesto troppo. Le signore che scelgono di lavorare, devono comunque dividersi tra il ruolo di casalinga e di mamma. Sono sicuramente più colte rispetto a 20 anni fa e aspirano a incarichi professionali di responsabilità. Purtroppo, la scalata al successo non è semplice. Secondo gli ultimi dati Istat, pubblicati ''Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2010'', la qualità del lavoro femminile è sempre più bassa. Si ritrovano spesso a ricoprire ruoli che richiedono una qualifica inferiore rispetto a quella posseduta e guadagnano meno degli uomini. Inoltre, la maternità è ancora – in alcuni ambienti – un ostacolo per confermare la propria posizione lavorativa. Risultato? La fatica per fare carriera è doppia.     Che differenza c’è con l’anoressia?
  Non vanno assolutamente confuse. L’anoressia è una malattia basata su gravi disagi psicologici, la stressoressia, invece, è una conseguenza dello stress, ma certamente non porta alla morte e non si manifesta con atteggiamenti morbosi nei confronti del cibo. Le donne, in questo caso, non hanno paura di ingrassare e non vedono l’alimentazione come un ostacolo alla propria realizzazione estetica, quanto sono talmente impegnate nel loro lavoro che non hanno tempo di mangiare, saltano il pasto, soprattutto il pranzo, o mangiano troppo poco, magari davanti al pc, con conseguenti perdite di peso.
Memoria: attenta alla colazione Educazione AlimentareLeggi lo Speciale Diabete mellito Una recentissima ricerca realizzata dall'Università di Verona mette in risalto l'importanza della colazione per il rendimento quotidiano. La colazione infatti influenza alcuni parametri metabolici, neuropsicologici ed ormonali: in particolare, in sua assenza, ne risulta penalizzata la memoria a breve termine.

Quali effetti ha la colazione sul nostro organismo? E perché è così importante?
A queste domande ha cercato di dare una risposta il Dottor Maffeis, pediatra dell’Università di Verona che ha condotto una ricerca in merito. L'obiettivo era indagare gli effetti della colazione nei giovani subito dopo il pasto. La ricerca si è concentrata anche sugli effetti della mancata assunzione di cibi che, secondo i risultati, hanno ripercussioni metaboliche, neuropsichiatriche ed ormonali.

Per l’esperto, la colazione aiuta a regolare il senso della fame durante il giorno e a definire il senso della sazietà. Tutto ciò influisce anche sulla prevenzione di alcune patologie come l'obesità o le malattie cardiovascolari e il diabete mellito di tipo2. Questi almeno sono i vantaggi che sono riscontrabili nell'adulto. Lo studio invece stabilisce che i bambini abituati a fare una colazione completa tutti i giorni riescono a regolarizzare meglio l'organismo. Inoltre anche la concentrazione e la memorizzazione risulta agevolata ed il rendimento scolastico lo si vedrà direttamente in pagella!

Il professore precisa che sono proprio i carboidrati complessi e le fibre assunte durante la prima colazione a mantenere alti i livelli di attenzione e di creatività. I risultati dello studio spiegano che il miglioramento della funzione cognitiva è conseguente all'ossidazione dei carboidrati della prima colazione ed inoltre questa sana abitudine alimentare garantisce una migliore utilizzazione del glucosio che favorisce la concentrazione. A beneficiare maggiormente della colazione sono soprattutto bambini e adolescenti che hanno necessità di favorire lo sviluppo del sistema nervoso centrale, ma chiaramente anche gli adulti possono trarne beneficio.

”É importante che gli zuccheri vengano assorbiti lentamente - chiarisce il ricercatore - Quello con fibra si rivela il prodotto migliore da inserire in una buona colazione, che non può essere priva di carboidrati, meglio se a lento assorbimento”.

E allora da domani mattina porta in tavola cereali e fibre da mangiare con latte o yogurt assieme ad una porzione di frutta. Per testarne i benefici basta cominciare!

Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Doc e Igp: sapere cosa mangiamo

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I benefici del latte vegetale Alimentazione Corretta Latte animale o vegetale? Esistono moltissimi tipi di latte ma spesso ce ne dimentichiamo anche perché il più commercializzato è quello di vacca. Eppure ci sono molti tipi di latte che sono indicatissimi in alcuni casi specifici. Si tratta dei vari tipi di latte vegetale latte quello di soia, d'avena, riso, cocco. Scopriamone i benefici.   Certamente non ci verrebbe mai in mente la mattina di fare colazione con una sostanziosa tazza di latte d'avena o di cocco. Talvolta le abitudini e le tradizioni finiscono per forgiare la nostra cultura in modo errato. Il latte vegetale infatti comprende importantissime proprietà ed è prezioso per chi è allergico al lattosio.   Il latte vaccino è ricco di vitamine A e D, caseina e calcio e si propone certamente come un alimento fondamentale per la nostra dieta. Il latte vegetale invece contiene proteine vegetali ed è sicuramente più digeribile. Non contiene tutte le proprietà del latte vaccino, ma questo potrebbe costituire un vantaggio; infatti si consiglia sempre di abbinare il latte vegetale ad altri importanti alimenti come il tofu, legumi, verdure, frutta secca, uova.   Uno dei vantaggi del latte vegetale è quello di aiutare chi soffre di ipercolesterolemia. Molti prodotti realizzati con latte di soia infatti vengono proposti a chi ha valori elevati di colesterolo LDL. Importanti per questa efficacia sono il latte di soia e di avena.   Quello di mandorle invece è ricchissimo di vitamina E ed è ottimo per contrastare l'invecchiamento cellulare. Importantissimo per chi decida di introdurre questi tipi di latte nella propria dieta è guardare la garanzia di provenienza biologica perché spesso i cereali sono coltivati con molteplici quantità di pesticidi, fitofarmaci o OGM. Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche.   Latte di soia: contiene 2,3 gr di grassi contro i 3,6 del latte vaccino ogni 100gr. E' privo di colesterolo e ricco di Omega3, fibre, vitamine A, E, B e minerali tra cui il ferro contenuto in quantità doppie rispetto al latte di mucca.   Latte di mandorle: ha un sapore più gradevole rispetto al latte di soia ed è ricchissimo di vitamina E, antiossidanti, fibre e minerali.   Latte di riso: ha il vantaggio di contenere zuccheri semplici e facili da digerire ed utilizzare come energia. Contiene la maggiore quantità di carboidrati (10-12 gr ogni 100) ed è un valido aiuto per chi pratica sport. Contiene inoltre grassi polinsaturi, fibre, vitamina A, B, D, minerali. Bisogna però fare attenzione che si tratti di latte di riso puro al 100%.   Latte d'avena: è indicatissimo per chi soffre di arteriosclerosi perchè, come il latte di soia, riduce il colesterolo LDL. Inoltre contiene moltissimi grassi polinsaturi, fibre, acido folico e Vitamina E.   Latte di cocco: si può bere anche a colazione ed è indicato per ricette dolci e salate. Estratto dai cocchi maturi, ha proprietà dissetanti e rinfrescanti, contiene circa 230 kcal ogni 100 gr, è ricco di fosforo, potassio, vitamine del gruppo B e vitamina C, oltre a sali minerali e oligoelementi.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Dieta mediterranea: un aiuto al cervello - Cicli naturali: i prodotti di marzo e le loro proprietà
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Stevia: il dolcificante a zero calorie Educazione Alimentare La Stevia rebaudiana, comunemente conosciuta come stevia, è una pianta ad altissimo potere dolcificante. Le sue foglie hanno una capacità edulcorante nettamente superiore a quella dello zucchero e un potere calorico pari a zero. Inoltre, i dolcificanti derivati dalla stevia resistono alle alte temperature. Il potenziale di questa pianta è dunque elevatissimo; i glicosidi steviolici (i principi attivi della stevia) troverebbero, infatti, ampio impiego nell’industria dolciaria e, in particolare, negli alimenti a ridotto tenore calorico e nelle bevande light. Potrebbero inoltre essere utilizzati dai diabetici e dalle persone che soffrono di obesità. Sarebbero infine indicati nella produzione di dentifrici, in quanto non favoriscono la formazione di carie.   Potrebbero, sarebbero … il condizionale è d’obbligo perché nella Comunità europea non è consentito l’utilizzo della stevia nell’industria alimentare.   Questa pianta è molto nota in alcuni Paesi del Sud America, dove viene coltivata, e dell’Asia; ma nella Comunità europea i suoi derivati sono ancora materia di studio e oggetto di discussione.   Ad aprile 2010, un gruppo di esperti dell’EFSA, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, ha valutato come sicuro questo dolcificante e ha stabilito una dose massima giornaliera. Gli esami tossicologici effettuati dagli esperti dell’EFSA non hanno infatti evidenziato effetti genotossici, né cancerogeni e la dose giornaliera ammissibile è stata fissata a 4 mg/ kg di peso corporeo.   Nei primi mesi del 2011 è stata però effettuata una nuova valutazione e l’EFSA, pur continuando a ritenere sicuri questi prodotti a un dato dosaggio, ha riconsiderato l’esposizione ai glicosidi steviolici dei forti consumatori di bevande che ne contengono, con un occhio di riguardo soprattutto per i bambini di età compresa tra 1 e 14 anni.   Il dibattito è dunque ancora accesso.   Margherita Russo .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Dieta? Leggi Qual è il miele migliore? - Come dire di no ai dolci?
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Stitichezza: infuso fai da te Fibre Leggi lo speciale Stitichezza   Anche tu stitica? Se non sai come fare per liberarti dall'oppressione della tua stipsi, sappi che la soluzione potrebbe essere un semplice decotto fai da te abbinato ad una dieta equilibrata.   La stitichezza è un disturbo molto diffuso dovuto ad uno stile di vita sedentario, un carico eccessivo di stress, un'alimentazione squilibrata unita ad errori alimentari. Gli esperti non escludono una predisposizione genetica di questo e di altri disturbi intestinali.   La prima regola contro la stipsi acuta è BERE. L'acqua serve ad idratare i tessuti corporei dentro e fuori ed a liberarci dalle tossine. Inoltre non deve esserci alterazione della flora batterica cioè la disbiosi intestinale che può provocare stipsi, diarrea, gonfiori intestinali e flatulenza. Per sapere se la tua stitichezza è un disturbo reversibile e non legato a patologie specifiche dovresti consultare il medico. Soltanto dopo aver escluso questa eventualità potrai concederti il piacere di curarti esclusivamente con rimedi fai da te.   Se si è stitici sin dai primi anni di vita probabilmente la causa sarà legata ad intolleranze alimentari o alla genetica. Quando finalmente ti sarai sbloccata ricorda che non devi in alcun modo trattenere la necessità di evacuare in quanto questo potrebbe comportare cefalea, diarrea, ritenzione idrica, cellulite e quant'altro.   Inoltre i lassativi ci aiutano in un primo momento, soprattutto nella fase critica della stipsi, ma non potranno risolvere il problema e per questo è necessario seguire un corretto stile di vita e ricorrere all'uso di tisane depurative.   Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno è importante ed è anche importante bere una tazza di acqua calda la mattina. Quando mangiamo cerchiamo di masticare molto e di assumere molte fibre e dunque frutta e verdura a volontà, ma anche cereali e legumi. Nel pomeriggio, dopo un po’ di attività fisica, prepara una tisana depurativa a base di foglie di lampone. Basta munirsi di tazza con colino, teiera, foglie di lampone ed acqua bollente. Le foglie di lampone vanno messe a bagno per 10 minuti e poi filtrate. É importante berne due tazze lontano dai pasti e vedrai che la stipsi sarà solo un lontanissimo e sfocato ricordo!   Maria Melania Barone Alimentazione sana contro l'invecchiamento Antiossidanti Quali sono i cibi contro l'invecchiamento? Si parla spesso di stili di vita, ma mai di cibi che realmente aiutano a tenere lontane le rughe ed i piccoli problemi legati alla vecchiaia. Tra questi cibi possiamo annoverare cereali, gli oli, la frutta, gli ortaggi ed anche i crostacei. E tu quanti antiossidanti assumi?   Secondo una recente ricerca dell'Osservatorio Grana Padano, i più attenti a tavola sono gli uomini, poi le donne e al terzo posto i fumatori. I guerrieri più preparati che lottano contro l'invecchiamento partendo dalla tavola sono dunque gli uomini, mentre le donne preferiscono affidarsi a creme di bellezza.   É quanto emerge da una recente ricerca realizzata grazie all'osservazione di 4000 persone di età superiore ai 40 anni. E' proprio in quest'età infatti che bisognerebbe fare maggiore attenzione agli elementi nutritivi da assumere a tavola, ma gli uomini non hanno bisogno di modificare le proprie abitudini in quanto solitamente hanno sempre seguito una dieta corretta: una grandissima quantità di antiossidanti come carotenoidi, licopene, retinolo, tocoferolo e zinco vengono assimilati in quantità maggiore da soggetti di sesso maschile rispetto a soggetti di sesso femminile.   Anche se i nomi di queste sostanze sembrano essere inconsistenti, in realtà si tratta di agenti che potenziano i nostri meccanismi di difesa contro i dannosi radicali liberi. Tuttavia questo non basta soprattutto se parliamo di fumatori. Come spiega infatti la dottoressa Michela Barichella, responsabile della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica Icp di Milano e presidente dell'Associazione italiana di Dietetica (Adi) Lombardia "i fumatori producono una quantità maggiore di radicali liberi e avrebbero quindi bisogno di potenziare il proprio sistema di difesa. Introducono invece quantità più basse di sostanze antiossidanti rispetto ai non fumatori ".
Ma quali sono i danni dell'invecchiamento cellulare? Sicuramente il danno più evidente è l'invecchiamento cutaneo, ma anche infarto e problemi neurovegetativi. Ecco che diventa essenziale per tutti assumere tantissima frutta e verdura di stagione, come mele, pere, arance, frutti rossi, frutti esotici, broccoli, peperoni, patate, carote, spinaci. Anche il pesce ed in particolar modo i crostacei sono ricchi di antiossidanti ed in particolar modo di astaxantina, un caroteneoide 100 volte più potente della vitamina E.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Flavonoidi antociani: un miracolo per le donneCome fare il pieno di antiossidanti
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Flavonoidi antociani: un miracolo per le donne Antiossidanti [02 Agos. 2010] Cosa sono i flavonoidi antociani? Il nome è un pò strano eppure sono i flavonoidi che fanno più bene al corpo di una donna.   Questi flavonoidi sono responsabili del colore rosso violaceo nei frutti ed in particolar modo sono i flavonoidi principali dei frutti di bosco. Recenti studi hanno dimostrato che riescono anche a rallentare il rischio di malattie neurovegetative del 40%. Le malattie come il morbo di Parkinson, dunque, possono essere scongiurate almeno in parte seguendo una dieta semplice e golosa a base di frutti di bosco.   Sono questi i risultati che derivano da uno studio che ha esaminato ben 49.281 uomini e 80.336 donne, dimostrando che queste ultime rispondono maggiormente ai flavonoidi antociani contenuti nei frutti rossi, mentre gli uomini rispondono meglio a quelli contenuti in mele ed arance.   Durante questo accuratissimo monitoraggio i ricercatori hanno riscontrato lo sviluppo della malattia neurovegetativa in ben 805 pazienti. Tra questi il 20% che assumeva regolarmente flavonoidi presentava il 40% di rischio in meno di contrarre il Parkinson rispetto al 20% degli uomini che ne avevano assunta una quantità minore.   Lo studio non solo ci dice moltissimo sul rapporto che intercorre tra flavonoidi e malattie degenerative, ma serve anche a chiarirci quali tipi di flavonoidi sono maggiormente indicati per le donne e quali per gli uomini. L'unico punto in comune è che i flavonoidi sembrano avere effetti neuroprotettivi. Lo stesso Xiang Gao della Harvard School of Public Health di Boston, che ha guidato la ricerca, spiega che la scoperta è importante in quanto potrebbe rendere le antocianine delle terapie preventive naturali contro il morbo di Parkinson.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Come fare il pieno di antiossidanti
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Vitamina D: adesso è nel pane Vitamine Leggi lo speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
  La nuova invenzione per il benessere a tavola è un pane artificiale creato appositamente per gli anziani che contiene vitamina D assimilabile dalle ossa. Se dunque non hai l'abitudine di mangiare il pane a tavola, adesso hai un valido motivo per cominciare.   Come si sa le donne necessitano di tanta vitamina D soprattutto a causa del rischio di osteoporosi che colpisce dopo la menopausa. La qualità della vita di molte donne però sta migliorando grazie alle nuove soluzioni che si trovano in campo medico-scientifico, soprattutto alimentare.   Dopo anni di ricerca gli americani sono riusciti finalmente a creare questo pane che sembra essere molto più efficace degli integratori. Infatti alcuni studi hanno evidenziato come non sempre le sostanze nutritive dei prodotti farmaceutici siano assimilabili e soprattutto, nulla è più assimilabile dei nutrienti contenuti nel cibo. Creare un pane speciale ricco di vitamina D in questo senso è una scoperta che potrebbe cambiare la vita di moltissime donne anziane.   Si tratta di una ricerca obbligatoria dato che la dieta seguita dagli americani è spesso scorretta e crea problemi riscontrabili subito dopo aver superato i 50 anni. In questo caso gli americani hanno deciso di sostituire il sole invernale con il forno caldo. La ricetta di questo pane è davvero unica e a renderla così importante è l'uso di un lievito arricchito di vitamina D. Ma non è tutto: la ricetta di questo pane è stata dispensata dalla rivista dell’American Chemical Society, il Journal of Agricultural and Food Chemistry. Il gruppo di ricerca ha lavorato sulla vitamina D2 con effetti benefici molto simili alla vitamina D3 resa biologicamente attiva dal sole.   A guidare il gruppo di ricerca è stato Connie Weaver, il quale afferma che ben 7 persone su 10 negli Stati Uniti non hanno sufficienti livelli di Vitamina D. Questa vitamina serve a fare scorte adeguate per assorbire il calcio nelle ossa. Alcuni studi infatti hanno evidenziato il fatto che carenze di vitamina D possono causare problemi che vanno dalle malattie cardiache, al cancro fino alle allergie nei bambini.   La vitamina D è assimilata prevalentemente tramite l'alimentazione anche se spesso la quantità non è sufficiente. Tuttavia una buona dose di vitamina D è contenuta nel pesce, nel latte e nelle uova.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamine? Leggi: Lievito di birra: oro per la salute - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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-15 kg dopo la gravidanza : il segreto di Penelope Cruz! Gravidanza Penélope Cruz non smette di stupire, e non solo per la sua bravura. Dopo aver sfoggiato, per la notte degli Oscar, un fisico invidiabile fasciato in un elegante abito rosso a soli 45 giorni dal parto, pochi giorni fa è apparsa raggiante e in splendida forma sulla Walk of Fame, la celebre passeggiata di Hollywood lastricata con i nomi dei big del cinema, prima attrice spagnola della storia a ricevere questa onorificenza.   Ma qual è il segreto di una remise en forme tanto rapida e sorprendente? Presto detto! Le bella Pen, subito dopo aver dato alla luce il piccolo avuto dal compagno Javier Bardem, si è rivolta al celebre nutrizionista francese Pierre Dukan per eliminare subito gli sgraditi 15 chili di troppo lasciati dalla gravidanza, senza rinunciare ad allattare suo figlio. E allora, perché non copiare l’idea?   La Dieta Dukan è un programma alimentare a basso apporto di grassi e ricco di proteine, che si struttura in quattro fasi.  
  1. Dieta iperproteica pura. Per cominciare, dieci giorni di dieta rigida senza grassi e a base di proteine (carne bianca, pesce, legumi), più una buona dose di fiocchi d’avena e tanta, tantissima acqua.
     
  2. Integrazione. Si introducono gli ortaggi, meglio se freschi e di stagione. Questa fase dura fino al raggiungimento del peso desiderato.
     
  3. Consolidamento. L’obiettivo di questa fase è evitare il recupero del peso perso. Sono concesse due fette di pane integrale, la frutta e due porzioni di carboidrati al giorno, per esempio a colazione (cereali) e a pranzo (pasta o riso). Ma attenzione: questa fase deve durare almeno dieci giorni per ogni chilo perso. Nel caso di Penelope, quindi, almeno cinque mesi!
     
  4. Stabilizzazione. Finito il consolidamento si torna alla dieta abituale, ma con un obbligo: seguire il menù della prima fase (proteine, fiocchi d’avena e acqua) per un giorno intero ogni settimana.
  Al momento il metodo Dukan è in assoluto il più popolare tra le star: oltre alla Cruz, lo stanno seguendo con successo - tra le altre - Jennifer Lopez e la madre di Kate Middleton, futura consuocera della regina Elisabetta d’Inghilterra.   Il successo di questa dieta è tale che pare che i fiocchi d’avena, consigliati per ridurre la fame e prevenire la stitichezza, stiano andando letteralmente a ruba in Europa e Oltreoceano! Naturalmente, come ha assicurato lo stesso Dukan, la dieta va accompagnata da una buona dose di movimento (almeno 20 minuti di passeggiata tutti i giorni) e da tanta, tanta costanza. Ma se c’è riuscita Pen, con tutti gli impegni che ha…   Silvia Nava   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Leggi: Alimentazione e allattamento! - Le regole alimentari per chi allatta
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Come fare il pieno di antiossidanti Antiossidanti Una dieta perfetta non può dimenticare gli antiossidanti, fondamentali per combattere i radicali liberi e l'invecchiamento. Gli antiossidanti come sappiamo servono anche a prevenire numerose patologie dovute al processo di ossidazione delle cellule del corpo. Ecco perché molte donne stanno facendo sempre più attenzione ad incrementare l'assunzione di antiossidanti nella dieta quotidiana!   Se anche tu hai deciso di prevenire l'invecchiamento aumentando gli antiossidanti nella tua dieta, ecco alcune cose che dovresti sapere.   Mangiare frutta e verdura va benissimo, ma sappi che le vitamine muoiono ad alte temperature o all'aria aperta. Se ti capita di preparare una macedonia, cerca di non prepararne un vaso intero di modo che duri più a lungo. La macedonia di frutta è buonissima anche il giorno dopo se conservata con dello zucchero ed un liquore a scelta, tuttavia tieni sempre presente che nulla è più sano della frutta fresca di stagione appena tagliata!   Così anche quando vuoi bere una premuta d'arancia cerca di farla poco prima di consumarla, ne trarrai maggior beneficio. Quando invece vuoi gustare una macedonia prelibatissima, cerca di gustarla da sola senza aggiunta di panna, o creme al cioccolato ed altri prodotti industriali che servono ad alterarne il sapore. Infatti è assolutamente un controsenso assumere vitamine ed antiossidanti insieme a grassi idrogenati, quelli onnipresenti nei prodotti industriali.   Tra i succhi da scegliere opta per il succo di carota o il succo d'arancia rossa che sono i più ricchi in assoluto di vitamina A, C ed antiossidanti. A colazione i cereali integrali che fanno benissimo all'organismo: il trucco in più è aggiungere sempre una manciata di semi di girasole e di sesamo che sono ricchissimi di vitamina E, una vitamina che ha una funzione altamente antiossidante sull'organismo. Prepara poi una bella insalata di verdure crude e mangiane una porzione ogni giorno.   L'insalata va preparata con cipolle, carote, spinaci, broccoli e pomodori e condita con succo di limone. Anche uva e vino sono consigliatissimi: il vino rosso infatti contiene il resveratrolo, un potente antiossidante. Ne basta un bicchiere al giorno per sfruttarne le potenzialità.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Meno rughe eliminando zuccheri e fritti Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti OGM nascosti in alimenti industriali Alimentazione Corretta Anche tu sei dubbiosa nei riguardi degli Ogm? Bene, sappi che ne mangi in quantità "industriali"! Ma come è possibile?   Come ben saprai, gli OGM sono prodotti realizzati con organismi vegetali geneticamente modificati. La legge europea però impone che sia riportata la dicitura OGM sull'etichetta e questo solitamente crea dei dubbi nel consumatore. Gli OGM fanno bene o fanno male? Per molti la risposta è positiva in quanto gli OGM derivano da una selezione del genoma di quell'organismo e dunque è sicuro che nasca un prodotto buono da mangiare e bello da vedere. Ma non sempre il consumatore è favorevole agli OGM e cerca dunque di acquistare i prodotti più naturali possibili.   Questo però non lo libera dall'incubo OGM che continuano a popolare il suo frigorifero ed i mobili della cucina! Una recente ricerca ci spiega che gli OGM sono ormai dappertutto anche se in maniera occulta. Nei gelati industriali ad esempio realizzati con latte di mucche che mangiano erba OGM. Anche le uova di alcune galline sono in un certo senso frutto dell'ingestione di prodotti geneticamente modificati.
Praticamente quasi tutto è OGM! Perchè? Secondo la già citata legge dell'UE, è obbligatorio dichiarare se la materia prima venduta sia geneticamente modificata, ma non se la materia prima si ottiene tramite OGM.   Ma per gli inglesi questa non è una realtà da accettare in maniera silenziosa. Poichè infatti sono proprio le grandi marche ad investire in OGM senza avere il dovere di dirlo chiaramente, nella Gran Bretagna già si grida allo scandalo. Tuttavia i pareri restano contrastanti: per Barbara Gallani, della Food and Drink Federation, questo sistema non consente alle proteine di passare dal foraggio al prodotto animale e dunque non costituisce pericolo per l'uomo. Tuttavia conferma che la maggior parte delle marche più famose usa sicuramente carne e latticini di animali nutriti con soia OGM.   Michael Meacher, ex Ministro dell’ambiente inglese, ha invece dichiarato in merito: “Non sono stati condotti abbastanza studi per determinare le possibili implicazioni per la salute del consumo di carne e latticini derivati da animali che hanno consumato soia OGM. Questo tipo di prodotti dovrebbe essere chiaramente riconoscibile come geneticamente modificato. Questa e’ una questione importante e le persone hanno il diritto di sapere.“   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................................ Vuoi saperne sull' Ecologia? Leggi  Prodotti bio: gli irrinunciabili - Facciamo luce sugli ogm
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Sintomi della disidratazione: tu quanto bevi? Alimentazione Corretta Molti credono di aver bisogno di poca acqua ogni giorno. In realtà si tratta solo di una scusa perché spesso ci si dimentica di bere.
Ma come accorgersi di quando il corpo richiede acqua in mancanza di stimoli diretti?
  Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone beve poco ogni giorno ed una certa percentuale beve a giorni alterni accontentandosi la maggior parte delle volte solo dei liquidi contenuti nei cibi. In alcuni casi è come se si accendesse la spia del carburante mentre guidate: potrete regolarvi in base ai chilometri percorsi.   Allo stesso modo, quando temperature troppo rigide ci fanno desiderare più una zuppa calda di un bel bicchiere d'acqua a temperatura ambiente, possiamo regolarci con una bella cifra tonda: bere 2 litri di acqua nell'arco delle 24h. L'acqua è il carburante essenziale per il corretto funzionamento delle cellule dell'organismo. É responsabile dell'idratazione del nostro corpo e della nostra pelle e serve ad espellere le tossine e purificare l'intestino.   Serve in buona misura anche alla nutrizione perché contiene dei minerali e degli oligoelementi importantissimi. Stimola l'attività cerebrale e aiuta il fegato nelle sue 522 funzioni vitali che svolge ogni giorno. Alla luce di tutto ciò possiamo immaginare quali sono i sintomi della disidratazione.
La stanchezza sia fisica che mentale è sicuramente il sintomo più comune anche se insospettabile. Molti infatti lo associano a disturbi del sonno, dell'alimentazione e a stress. In realtà la chiave molto spesso va cercata in una bottiglia da 2 litri! Altro sintomo è la pelle secca, sia quella del corpo sia quella delle labbra.   Anche questo sintomo viene spesso interpretato come una conseguenza dell'esposizione al sole troppo prolungata. In altri casi può invece dipendere dagli sbalzi di temperatura e dalle condizioni climatiche o addirittura a sbalzi ormonali.   In altri casi possiamo notare lo sguardo spento o una scarsa resistenza oculare alle lenti a contatto. Sicuramente l'irritazione agli occhi può essere dovuta proprio all'accumulo di batteri nelle lenti a contatto o nel liquido che le conserva. Tuttavia la causa principale dell'irritazione degli occhi è quasi sempre la secchezza oculare dovuta a disidratazione.   Un sintomo frequentissimo e comune sia a uomini che donne è la stitichezza. L'acqua aiuta a lubrificare il tratto intestinale e favorisce la diuresi. Se bevi poco e ti rechi al bagno di rado, puoi esporti a problemi come cistiti e stipsi acute che possono darti anche molto fastidio.   Nei casi più gravi di disidratazione possiamo arrivare a soffrire di mal di testa o avere una secchezza alla gola.   Questo è un vero S.O.S. in casi di disidratazione: è il modo più estremo con cui il corpo ti chiede acqua. E anche se questi sintomi sono comuni a tanti altri problemi e cause, possiamo eliminare ogni dubbio bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno.   Maria Melania Barone
Dolori mestruali addio con la vitamina B Vitamine Ecco il consiglio per le donne che stanno per avere il consueto appuntamento mensile: almeno 3-4 giorni prima della mestruazione, arricchire la dieta con vitamina B contenuta in verdure e legumi.   Se esiste una donna che non ha mai avuto sintomi premestruali, può ritenersi più unica che rara. I sintomi premestruali infatti sono comuni in moltissime donne. Quello che può variare è il dolore al seno, alla testa, alla schiena o all'utero che si avverte da 7 a 2 giorni prima del ciclo. Ma ci sono sintomi anche meno dolorosi che precedono la mestruazione ad esempio il gonfiamento del seno o della pancia. In alcuni casi questo comprime anche il tratto intestinale provocando lo stimolo di andare in bagno. In altri casi possiamo avere anche solo un pò di ritenzione idrica.   In realtà per molte donne la mestruazione può essere accompagnata da sintomi anche molto dolorosi. Nei casi più gravi abbiamo un dolore fortissimo alle ovaie o continui stimoli di vomito e nausea. Ma come fare per guarire questi sintomi?
Molte donne ricorrono a pillole che placano il dolore, eppure non possiamo risolvere tutto coi farmaci. Così i ricercatori dell'Università del Massachusetts hanno stupito tutti mettendo a punto una terapia davvero unica. Per loro infatti la sindrome premestruale si combatte a tavola con la vitamina B.   I ricercatori hanno monitorato un campione di circa 3.000 donne, per un periodo di 10 anni. Tramite questionari è stata determinata l'assunzione di vitamine del gruppo B. Lo studio ha messo in luce che le donne che assumevano maggiori quantità di vitamine B1 e B2 durante gli anni di osservazione avevano un rischio minore di essere interessate dalla sindrome premestruale. Inoltre gli studiosi hanno affermato che questa conclusione vale solo per quelle donne che hanno assunto vitamina b1 con l'alimentazione ma non con integratori. In buona sostanza le vitamine del gruppo B non solo prevengono la sindrome premestruale ma migliorano anche la qualità di vita di una donna. Dunque una settimana prima del ciclo bisogna abbondare legumi e cereali, uova, verdure, frutta secca, carne rossa e carciofi.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul ciclo mestruale? Leggi: Come superare il dolore causato dalle Mestruazioni? - Sindrome premestruale: 8 donne su 10 ne soffrono

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10 cause poco note di stitichezza e costipazione Fibre Leggi lo speciale Stitichezza   L’avrai sentito dire in tutti i modi ed in tutte le salse che la stitichezza è provocata da una dieta povera di fibre e da uno stile di vita sedentario, eppure dietro questa patologia possono nascondersi cause poco note e in un certo senso sorprendenti. Vediamole in un elenco dettagliato.  
  1. Ipotiroidismo. Il malfunzionamento della tiroide, anche se pochi ne sono a conoscenza, può presentarsi con un rallentamento delle funzioni metaboliche che può dare origine a sua volta a stitichezza (anche cronica). Non tutti coloro che hanno problemi di tiroide soffrono di costipazione. L’ipotiroidismo può essere un fattore di stipsi soprattutto in soggetti giovani e in salute.
     
  2. Uso-abuso di narcotici. Molti antidolorifici (tra gli altri aspirina e ibuprofene) possono causare stipsi, soprattutto i farmaci narcotici, perché interferiscono con il funzionamento del tratto digestivo, rallentandone i processi naturali.
     
  3. Cioccolata. La questione è complicata: alcuni studi mostrano effetti positivi della cioccolata nel trattamento della stitichezza, altri ritengono questo alimento una possibile causa.

  4. Vitamine ed integratori. Alcune componenti di questi prodotti, come calcio e ferro, se non necessarie al benessere dell’organismo di chi le assume possono avere controindicazioni come la costipazione.
     
  5. Abuso di lassativi. La spiegazione è semplice: usando dosi eccessive di lassativi il corpo si abitua a questo “aiuto” esterno, smettendo letteralmente di funzionare in maniera autonoma.

  6. Dieta ricca di grassi e povera di fibre. Una alimentazione che predilige formaggi e carne contro verdura, frutta e cereali può causare problemi di stipsi.
     
  7. Antidepressivi, antiacidi e farmaci per il controllo della pressione sanguigna. Anche l’utilizzo dei suddetti medicinali è stato indicato come una possibile causa di malfunzionamento intestinale.
     
  8. Depressione. Così come l’ipotiroidismo, la depressione genera un rallentamento delle funzioni biologiche, comprese quelle enteriche.

  9. Diabete. Questa patologia può provocare un malfunzionamento del processo digestivo, rendendo di fatto sia l’assimilazione del cibo che la sua “eliminazione” più complicate.
     
  10. Gravidanza e parto. La costipazione è comune nelle donne incinte o appena uscite da una gravidanza ed è di solito causata più da disturbi a livello ormonale oppure dai farmaci assunti durante sia la gestazione che dal vero e proprio parto.
  Lucia D'Addezio ..............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Stitichezza?  Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Fibre
Abuso di lassativi FibreFarmacia Verbano Roma

Una cattiva abitudine assai diffusa al giorno d’oggi è l’abuso di lassativi. L’argomento riguarda principalmente gli anziani e le donne. Tra le ragioni principali c’è sicuramente la stipsi, molto diffusa tra le due categorie, mentre per quanto riguarda specificamente le donne c’è il desiderio di perdere peso.

C’è poi da considerare che molti lassativi sono comprabili senza prescrizione medica, il che potrebbe far supporre che gli effetti collaterali non siano poi così dannosi, ma, come vedremo, non è così ; sia chiaro che l’utilizzo saltuario difficilmente può dare fastidi, il problema è solo ed esclusivamente l’utilizzo cronico.

Andiamo ora nello specifico a vedere le tipologie di lassativo reperibili sul mercato ed i problemi a cui si può andare incontro abusandone.

Lassativi che aumentano il volume

Sono polimeri polisaccaridici naturali o derivati semi sintetici di fibre vegetali. Queste sostanze non vengono degradate dagli enzimi nella prima parte dell’intestino, in quanto non digeribili, così trattengono acqua ed altre sostanze ingrandendo ed ammorbidendo la massa fecale, il che porta ad un aumento dello stimolo, ed inoltre alimentano la flora batterica intestinale.

In commercio ci sono la crusca, le fibre di psyllium, la gomma di guar (novafibra), l’agar, l’ispaghula. Tra tutti i lassativi sono tra i più blandi ed i meno nocivi, ma vanno sempre assunti con molta acqua, al contrario potrebbero causare occlusione intestinale.

In alcuni casi dopo i primi utilizzi si può verificare flatulenza ed un aumento del meteorismo.

Lo psyllium contiene elevati quantitativi di sodio, quindi è controindicato in pazienti ipertesi, e può dare reazioni allergiche, tipo riniti, broncospasmi e reazioni cutanee ; in qualche caso sono documentati in letteratura shock anafilattici.

Lassativi emollienti

Sono solitamente tensioattivi anionici, che emulsionano le feci con acqua e lipidi rendendole più morbide, aumentano l’acqua e gli elettroliti nel lume intestinale, riuscendo in questo modo a promuovere il transito lungo l’intestino. Sono particolarmente indicati per chi ha problemi di fistole o di emorroidi, o comunque di secchezza. Tra queste le più note sono l’olio di vaselina e l’olio di ricino.

Entrambi sono poco tollerati e possono provocare irritazione del retto e dello sfintere anale, con diminuzione dell’assorbimento. L’olio di ricino ha anche un effetto contrattile sull’utero, quindi è controindicato in gravidanza.

Lassativi di contatto

Sono sostanze che irritano l’intestino, il quale, a contatto con esse, per liberarsene aumenta la sua peristalsi (attività di contrazione che favorisce la progressione delle feci nel tubo) e sono la categoria più abusata.

Hanno un’attività che si manifesta entro 6/8 ore, quindi è conveniente assumerli la sera prima di andare a dormire. Fanno parte di questo gruppo di sostanze il bisacodile (dulcolax, verecolene e alaxa), il sodio pirosolfato (guttalax ed euchessina), la cascara (fave di fuca, eparema), la senna (tisana kelemata, pursennid, agiolax),l’aloe, le supposte di glicerolo, che esplicano la loro azione a livello rettale.

Questi farmaci possono interferire con l’assorbimento di altri farmaci, provocare delle infiammazioni della mucosa intestinale, causare disidratazione con perdita di elettroliti quali sodio e potassio, provocare il cosiddetto colon atonico, cioè la perdita della naturale capacità di peristalsi con il paradosso di aumentare la stitichezza.

Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici. Bisacodile e pirosolfato possono causare osteomalacia, gastroenteropatie e gravi reazioni allergiche. Sembra anche che possano favorire forme tumorali.

Gli antrachinolonici, che sono contenuti nella senna, nella cascara,nel rabarbaro, nell’aloe, se utilizzati continuativamente rendono deboli gli enterociti e la mucosa tende a perdere di consistenza e tono. Un indice di questa situazione è la pseudo melanosi del colon, ossia la tendenza della mucosa ad assumere una colorazione scura, condizione che sembra favorire il carcinoma del colon e che regredisce dopo 1-3 mesi di sospensione dei lassativi.

Lassativi osmotici

Di questa categoria fanno parte il lattulosio (laevolac, duphalac, normase), il mannitolo, l’idrossido di magnesio (magnesia s. pellegrino), i sali fosfati di sodio (fosfo soda fleet), il macrogol (movicol, paxabel, selg, moviprep) il polietilenglicole (isocolan). Queste sostanze richiamano acqua nel lume intestinale, ammorbidendo le feci, ingrossando la massa fecale e favorendo quindi l’espulsione.

I carboidrati quali il lattulosio ed il mannitolo ad alte dosi possono dare problemi quali crampi, flatulenza, diarrea, nausea, alterazioni elettrolitiche, disidratazione.

I lassativi salini sono disponibili sia in forma orale che come enteroclismi. Nei casi di esami endoscopici o interventi chirurgici vengono utilizzati a dosi molto elevate per un lavaggio totale dell’intestino. Possono provocare crampi addominali, disidratazione, squilibri salini, problemi cardiaci e respiratori, infiammazioni dell’intestino. Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici.

Per concludere, vista la mole di effetti collaterali possibili, sarebbe bene evitare l’abuso di lassativi, i quali seppur comprabili senza ricetta non vanno utilizzati a lungo senza consultarsi prima col proprio medico.

Dottor Andrea Ielmini - Farmacia Verbano RomaFarmacia Verbano Roma

Qual è il miele migliore? Alimentazione Corretta Secondo una recentissima ricerca il miele migliore, cioè quello con maggiori proprietà antibatteriche è il miele di mirto australiano. Per i ricercatori infatti basta pochissimo miele per abbattere un'intera colonia di staphilococcus aureus, battendo perfino il celebre miele di Manuka.   Il Miele in questione si realizza con una pianta particolarissima: il Leptospermum polygalifolium. E' un tipo di mirto nativo di quelle zone australiane che ha proprietà antibatteriche quasi miracolose.   Le sue proprietà non erano del tutto note agli scienziati, ma durante alcune ricerche gli studiosi di Birsbane hanno introdotto una piccolissima quantità di prodotto in una provetta contenente un'intera colonia di staphylococcus aureus, il batterio responsabile della MRSA. Solitamente come sappiamo ogni tipo di miele possiele alte proprietà antibatteriche, ma questo tipo di miele è riuscito ad abbattere l'intera colonia di batteri.   Grazie a questo studio il Miele di Mirto australiano si è posizionato in cima alla classifica degli antibatterici naturali più efficaci. Il motivo? Contiene il Methylglyoxal (MGO), l'agente antibatterico comune a tutti i tipi di miele, ma secondo gli studi questo miele contiene una quantità di MGO elevatissima: va dai 500 ai 1750 mg/kg.   Dati che sembrano non convincere però Kerry Paul, il CEO della Manuka Health New Zealand. Chiaramente Kerry Paul non poteva che prendere le parti del Miele di Manuka ed afferma che i livelli di MGO sono circa il 25% dei livelli dichiarati.   Insomma pareri contrastanti che sottolineano ancora una volta l'importanza del miele per l'organismo umano. Tuttavia bisogna ricordare che il miele non va somministrato ai bambini che non hanno ancora compiuto un anno di età perchè potrebbe causare il botulismo infantile.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Dieta mediterranea: un aiuto al cervello - Cicli naturali: i prodotti di marzo e le loro proprietà
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Perché fare il corso preparto Gravidanza Il corso preparto ha soprattutto l’obiettivo di aiutare la donna ad affrontare con maggiore serenità e consapevolezza l’esperienza del travaglio e del parto. Il beneficio psicologico, per chi frequenta questi corsi, è doppio; da una parte la gestante avrà a disposizione un’equipe formata da psicologi, ostetriche e ginecologi, a cui esporre i propri dubbi e da cui ricevere risposte; dall’altra il confronto con un gruppo di donne che vivono le stesse emozioni e le stesse paure spesso aiuta. Inoltre, in questi corsi, molte volte si dà ampio spazio anche alla gestione della quotidianità dei primi giorni da genitore e quindi si insegna, per esempio, come si medica il moncone del cordone ombelicale, come favorire l’allattamento al seno, in che posizione mettere a dormire il neonato eccetera.
A chi rivolgersi per iscriversi a un corso preparto?   È consigliabile chiedere al consultorio più vicino o all’ospedale in cui si desidera partorire. Solitamente questi corsi vengono tenuti infatti proprio nei consultori e nei riparti di ginecologia. Esistono poi corsi preparto presso strutture private; questi ultimi, però, possono essere anche molto costosi.   Quando fare il corso?
  Generalmente è consigliato cominciare al sesto mese di gravidanza.   Come sono organizzati questi corsi?
  Di solito c’è una parte teorica e una parte pratica. La parte teorica è in genere formata da una serie di “lezioni” tenute da un professionista: ginecologo, ostetrica, psicologo, ognuno dei quali affronta il travaglio, il parto e il puerperio per gli aspetti che gli competono. Spesso, poi, nell’equipe di questi corsi c’è anche un pediatra con cui è possibile affrontare argomenti inerenti alla salute del neonato.   La parte pratica varia molto in base all’impostazione del corso che si è scelto di frequentare. In generale, comunque, alla gestante saranno insegnate alcune tecniche atte a gestire meglio il momento del parto, ma soprattutto quello del travaglio; per esempio tecniche di rilassamento, tecniche di rilassamento muscolare, tecniche di respirazione, tecniche per assecondare le contrazioni. In genere, poi, in questi corsi, la gestante viene aiutata a mantenere la propria forma fisica grazie a particolari programmi di esercizi specifici per le donne in dolce attesa.   E i futuri papà?

L’ideale sarebbe che anche i papà fossero presenti durante le sedute del corso preparto. Dal punto di vista emotivo e psicologico è infatti importante che l’uomo non si senta escluso dall’esperienza così forte che sta vivendo la propria compagna e che partecipi dunque attivamente. Se poi il futuro papà ha deciso di assistere al parto, è fondamentale che sia consapevole di quello che accadrà in modo da poter dare un valido sostegno alla propria donna e da potersi sentire veramente coinvolto.   Margherita Russo ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Leggi:  Nascite premature: Perchè? - Parto indolore: una realtà non sempre possibile Articoli correlati per keywords: Salute - Bambini
Cicli naturali: i prodotti di marzo e le loro proprietà Alimentazione Corretta Per chi vuole ritornare a vivere più in sintonia con i cicli naturali è importante entrare nell'ottica di seguire i prodotti di stagione anche quando si va a fare la spesa al supermercato o nei negozi. Si sa che oggi si trova di tutto in tutte le stagioni, ma si sa anche che i prodotti ottenuti fuori stagione non durano o sono peggiori in qualità a livello nutrizionale ed organolettico. Quindi... Vediamo un po' da vicino quali sono i prodotti sicuramente di stagione del mese di Marzo, occupandoci in questo giro di ortaggi.   La cipolla bianca (Allium cepa L.) è un ortaggio tipico di primavera/estate. Va scelta integra, senza abrasioni e sufficientemente secca. Si conserva a temperatura ambiente, mentre tagliata va tenuta in frigorifero avvolta in una pellicola. La cipolla nasce nelle regioni temperate anche del Medio Oriente. Si usa tantissimo in cucina sia cotta che cruda, anche se la varietà bianca si presta maggiormente ad accompagnare bolliti o comunque piatti cucinati. La cipolla possiede moltissime proprietà conosciute fin dall'antichità. Si usa come ad esempio come vermifugo, in quanto esercita un'azione disinfettante a livello intestinale, oppure si può usare per combattere la raucedine, la tosse, il raffreddore. Ha una buona azione diuretica e lassativa ed antiinfiammatoria. Lo spettro d'azione così ampio è dovuto essenzialmente alla presenza di tanti principi attivi, trai quali ci sono prodotti solforati (che le conferiscono il caratteristico aroma), acido glicolico, inulina, zuccheri, vitamine, sali minerali, pectine, fibre ecc.   In questa stagione si trova anche l'aneto (Anethum graveolens L.), pianta di cui si usano sia le foglie, sia i semi. Ha un aroma simile a quella del finocchio e dell'anice. La pianta è originaria del Medio Oriente, in particolare dell'India e dell'Iran. In cucina è molto usato come spezia nei piatti più svariati, a crudo e a cotto. Si conserva abbastanza bene in un barattolo di vetro chiuso. Dalle foglie si ricava un olio essenziale che possiede diverse proprietà fra le quali la più nota è quella digestiva e rinfrescante. E' anche diuretico, calmante, antispasmodico e carminativo (cioè riduce la produzione dei gas intestinali). Alcune indicazioni sul suo uso riguardano i semi che se lasciati in infuso forniscono un liquido che aiuta a fermare il singhiozzo e la tosse insistente nei piccoli. L'aneto inoltre sembra favorire l'allattamento.   Anche il rapanello (Raphanus sativum) ci accompagna in questa stagione di transito fino all'arrivo dell'estate, rinfrescante com'è. E' la radice di una pianta originaria della Cina e del Giappone molto consumata anche da noi. Si conserva in frigorifero anche per una settimana; non va consumato quando le foglie sono già appassite. E' ricco di vitamina C e sali minerali (soprattutto potassio e ferro), è molto diuretico e depurativo, agisce in particolare sul fegato. Il suo succo ha anche proprietà antibatteriche ed antiinfiammatorie; è per questo che viene usato per combattere il raffreddore, la tosse ed in genere le malattie respiratorie. I romani usavano poi il rapanello per facilitare il sonno!   L'asparago (Asparagus officinalis L.) che noi consumiamo è il germoglio della pianta erbacea che cresce con un rizoma sotterraneo. Esistono tre tipi di asparago quello verde, bianco e violetto. Si usano lessati e devono essere consumati abbastanza velocemente, entro due giorni dalla raccolta. L'asparago è della stessa famiglia dell'aglio e della cipolla e ne condivide in buona parte le proprietà. E' molto diuretico e depurativo, adatto per accompagnare diete dimagranti. Dal punto di vista prettamente chimico contiene asparagina, un amminoacido essenziale, rutina, utile per rinforzare le pareti dei vasi sanguigni, l'acido folico (indicato per le donne in gravidanza per prevenire la spina bifida), vitamine A e B, sali minerali (ferro, potassio, magnesio e calcio).   Infine consideriamo questo ortaggio, che magari non tutti usano perché non lo conoscono. La barba di frate (Salsola soda) è una pianta mediterranea tipica della Spagna e della Sicilia o meglio delle sue zone costiere, ha un sapore gradevolmente acidulo e può essere usata per accompagnare diversi piatti. Si conserva in frigorifero per pochissimo tempo. In passato veniva usata per ottenere la soda (bicarbonato di sodio) dalle sue ceneri, infatti la pianta tende ad assorbire dal terreno e ad accumulare buone quantità di sodio che poi grazie alla combustione viene appunto trasformato in soda. Dopo la scoperta del metodo Solvay, questo suo uso è andato perduto. Rappresenta quindi una buona fonte di sali minerali.   Dott.ssa Romina Marroni - dott.ssa in Chimica e Naturopata ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Dieta mediterranea: un aiuto al cervello - Dimagrisci con la colazione a colori Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Alimentazione corretta Zeppole in versione light Ricette Le zeppole sono un dolce buonissimo, ma ahimé anche molto calorico, legato alla tradizione della festa di San Giuseppe e quindi alla festa del papà. Per togliere qualche caloria senza rinunciare al gusto si può modificare un pochino la ricetta. Come è noto, tradizionalmente le zeppole sono un dolce fritto farcito con crema pasticcera e amarena sciroppata, o, in alcune zone d'Italia, con due creme: crema pasticcera e crema al cioccolato. Per renderle un pochino più leggere potete prepararle nella versione al forno (comunque molto buona) e guarnirle con un po' meno di crema pasticcera (cioè senza anche imbottirle), sostituendo l’amarena sciroppata con una fragola fresca.   Ecco la ricetta
  Come fare le zeppole
  250 grammi di farina 350 grammi di acqua 60 grammi di burro Un pizzico di sale 4 uova La buccia grattugiata di un limone   In un tegame, mettere l’acqua, il burro e il sale. Portare ad ebollizione. Togliete il tegame dal fuoco e versare a pioggia la farina, precedentemente setacciata, mescolando continuamente con un cucchiaio in legno. Rimettere poi sul fuoco (molto basso) e continuare a mescolare fino a quando l'impasto di staccherà dal fondo della pentola. Ungere di olio una spianatoia, rovesciare l’impasto e far raffreddare. Unire le uova, una alla volta, dopo averle prima sbattute in una ciotola. Mettere l'uovo successivo solo quando il precedente è completamente assorbito. Aggiungere la buccia grattuggiata di limone. Rivestire una teglia con carta da forno. Con l’aiuto di una sac à poche fare tante ciambelline. Infornare a 180 gradi per 20 minuti circa. Il tempo di cottura dipende anche dalla grandezza delle zeppole realizzate; prima di toglierle dal forno verificare quindi che la superficie sia dorata.   Come fare la crema
  ½ litro di latte 4 tuorli d’uovo 150 grammi di zucchero 50 grammi di farina 00 la scorza di un limone (intera, non grattugiata)   In una ciotola mettere i 4 tuorli e lo zucchero, sbattere con lo sbattitore elettrico fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere un po’ alla volta la farina setacciata, mescolando con un cucchiaio di legno e cominciando a versare il latte tiepido. Dopo aver amalgamo i vari ingredienti e versato il mezzo litro di latte, mettere il tutto in una pentola e far cuocere a fiamma moderata, girando in continuazione con il cucchiaio di legno, sempre nello stesso verso, fino a ottenere una crema densa e consistente. Spegnere il fornello, togliere la scorza di limone e continuare e mescolare fino a quando la crema non si sarà raffreddata.   Come guarnire le zeppole
  Le zeppole spesso vengono riempite di crema all’interno, infine si fa un giro di crema anche all'esterno e si finisce con un’amarena sciroppata o con un giro di crema al cioccolato. Per renderle un po’ più leggere, oltre che cuocerle al forno, come abbiamo consigliato in questa ricetta, si possono guarnire in maniera più light. Il nostro consiglio è di mettere la crema solo all’esterno, senza cioè riempirle anche all’interno. Finire poi con una fragola, molto meno calorica di un'amarena sciroppata. Le fragole sono già reperibili in tutti i grossi supermercati.   Margherita Russo
Cibo anti-stress Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Stress Combattere lo stress mangiando è un atteggiamento molto diffuso. Tuttavia spesso questo atteggiamento è sregolato e sproporzionato. La maggior parte dei casi infatti riguarda la fame emotiva ed irrazionale che accompagna episodi di stress. Eppure è proprio mangiando che possiamo eliminare lo stress, a patto di farlo con raziocinio.   La soluzione è quella di mangiare cibi che siano responsabili del buonumore. Ma quali sono questi cibi? E possono combattere davvero lo stress?   Per cominciare possiamo dire che appartengono a questa categoria tutti quei cibi contenenti Vitamina E, selenio, ferro ed acidi grassi essenziali Omega 3. Tre componenti che si racchiudono nella parola SALMONE. Non a caso i pesci rossi come sono solitamente usati per imbandire una tavola in vista di un banchetto e di una festa. Il pesce è l'alimento del buonumore per eccellenza!   Ma qual è il segreto di questo alimento? Il segreto è racchiuso nella sua leggerezza che si concilia allo stesso modo con degli alti valori nutritivi. Tutto ciò nutre anche il cervello, rilassandolo e donando buonumore e serenità. E' così che è possibile battere lo stress.   Ma nella rosa dei cibi del buonumore non rientrano solo i pesci grassi, i pesci rossi ed il salmone. Dobbiamo infatti annoverare anche le verdure a foglie verde scuro. Si tratta infatti di una buonissima fonte di antiossidanti, Vitamina C ed acido folico. Il Manzo invece ha un altissimo contenuto di tirosina, ferro e vitamine del Gruppo B.   Inoltre per favorire l'attività cerebrale non dobbiamo concederci pasti troppo abbondanti o pesanti, ma dobbiamo necessariamente affidarci ad alimenti con basso indice glicemico come i cereali integrali, i legumi che rilasciano zuccheri più lentamente.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Carne rossa da ridurre drasticamente - Alimentazione anti-depressione
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Acido folico: importante anche in età adulta Vitamine[03 Lugl. 2010] La sua importanza è conosciuta soprattutto dalle donne in gravidanza per scongiurare malformazioni fetali come spina bifida, cardiopatie e labiopalatoschisi. In realtà è un errore parlare di acido folico solo associato alla gravidanza. Molti non sanno infatti che l'acido folico aiuta a tenere lontani problemi anche in età adulta. Alla sua carenza infatti sono legate cardiopatie e soprattutto perdita dell'udito.   E tu quanto acido folico assumi?
  Tempo fa uno studio dell'Università di Sidney venne incentrato sulla relazione tra carenza di acido folico ed ipoacusia. Secondo i risultati un'assunzione di acido folico in quantità inferiore a 5 microgrammi per litro comporta una riduzione dell'udito nel 34% dei casi.   Ma ad aprire la mente alla comunità scientifica è stata una recente ricerca nigeriana condotta dal dottor Akeem Olawale Lasisi dell'Università di Ibadan, che ha analizzato 126 soggetti fra i 60 e i 74 anni.   Sono stati selezionati solo coloro che non avevano patologie associate ad una potenziale perdita uditiva. A questo punto i soggetti sono stati sottoposti ad un test per valutare chi avesse maggiori problemi uditivi ed i risultati mostrano che i soggetti affetti da ipoacusia, sono proprio coloro che hanno livelli bassi di acido folico.   Secondo l’esperto, la causa di questa relazione potrebbe essere dovuta "al ruolo che svolgono i folati sul metabolismo cellulare, il sistema nervoso e la funzione vascolare". Tutto ciò che incide sul sistema uditivo. Ciò spiega come mai la maggior parte delle persone sopra gli 85 anni soffre di questi problemi.   Maria Melania Barone ....................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle vitamine? Dieta in gravidanza - La carenza di vitamina b12 può causare spina bifida

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Carne rossa: da ridurre drasticamente! Alimentazione Corretta A sentire certi studi, non siamo fatti per mangiare carne rossa. In realtà Non si tratta di diventare improvvisamente vegetariani, ma di selezionare i tipi di carne da integrare nella nostra dieta.   Il World Cancer Research Found aveva già lanciato l'allarme per il tumore al seno, stomaco, intestino, vescica ed ovaio nel 2007. Ad essere incriminati furono soprattutto gli insaccati. Ma oggi un altro studio mette in evidenza i danni che possono derivare dalla carne rossa non trattata: si tratta prevalentemente di problemi cardiovascolari. Problemi che non si evidenziano subito, ma anche dopo molto tempo.   Ad essere pericolosa è la carne rossa non trattata che contiene un pigmento capace di danneggiare il DNA delle cellule del sistema digestivo.   Il rischio di contrarre tumore al colon diventa sensibilmente elevato se si assumono dosi maggiori di 500g a settimana.   Dovrebbero saperlo i cinesi che secondo le recenti statistiche consumano individualmente almeno 9 kg di carne al mese. Scegliere di ridurre o eliminare la carne rossa, potrebbe davvero migliorare la nostra vita e la vita del nostro pianeta. Ci sarebbero meno emissioni di gas nell'atmosfera derivanti dalla flatulenza degli animali destinati al macello; più acqua che serve per idratare gli animali ed i campi che devono produrre cereali destinati alla loro dieta.   E allora meglio pesce, pollo, tacchino per tutti!   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Colesterolo: le uova sono ancora un tabù?  - Dieta mediterranea: un aiuto al cervello
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Yogurt contro le intolleranze alimentari Allergie e Intolleranze Leggi lo speciale Fermenti Lattici
  Lo yogurt potrebbe aiutare a superare le intolleranze alimentari: il merito è delle sue proprietà antinfiammatorie.   Le intolleranze alimentari sono in costante aumento soprattutto fra i soggetti giovani. Si tratta di problemi derivanti da una dieta scorretta, poco varia e ricca di alimenti industriali a scapito di quelli freschi.   Anche la frutta e verdura, però, possono dare problemi: gli altissimi tassi di piombo ritrovati sulle bucce esterne sono il segnale del troppo inquinamento che si registra nelle città e più in generale nei paesi occidentali.   Ma una speranza per combattere tutto questo c’è, e arriva da uno studio che ha indagato i benefici dello yogurt. Chi soffre di intolleranze infatti potrà avere sicuramente benefici dallo yogurt fatto in casa.   Nel corso di un meeting a Venezia sono stati analizzati i risultati derivanti da molteplici studi sulle allergie ed è emerso che lo yogurt aiuta moltissimo ad alleviare i sintomi.   I fermenti lattici contenuti in tutti i probiotici infatti hanno un effetto antinfiammatorio. Questi fermenti sono in grado di agire sul sistema immunitario ristabilendo la flora batterica intestinale.   Ma cosa genera tutto ciò? La risposta ha del sensazionale in quanto questi fermenti aumentano la produzione di chitocine antinfiammatorie ed infatti l'anno scorso fu reso pubblico lo studio che promuoveva le chitocine a basse dosi per curare alcuni tipi di allergie.   Bisogna dire però che non tutti i probiotici si sono rilevati utili a questo scopo, ma quelli presenti nello yogurt sono assolutamente sufficienti ad alleviare i sintomi delle allergie.   Maria Melania Barone .........................................................................................................................
Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? leggi: Che cos'è l'intolleranza alimentare?   - Allergia al latte vaccino Articoli correlati per keywords: Salute - Allergie e intolleranze
Colesterolo: le uova sono ancora un alimento tabù? Alimentazione Corretta Le uova sono da sempre uno degli alimenti proibiti per chi soffre di colesterolemia. La dieta consigliata a chi è affetto da questa patologia è infatti povera di grassi saturi e di origine animale e soprattutto di quegli alimenti che sono naturalmente ricchi di colesterolo come ad esempio crostacei e frutti di mare, salumi e formaggi grassi, carni rosse, fegato e appunto uova.   Fino ad oggi infatti secondo i nutrizionisti un uovo al giorno dal solo sarebbe stato in grado di coprire la maggior parte dell'apporto di colesterolo consentito quotidianamente.   Da oggi però questa impostazione potrebbe cambiare radicalmente perché rispetto ad una decina di anni fa le uova hanno un contenuto inferiore di colesterolo e quindi non sarebbero più da considerare un alimento tabù. Una recente ricerca realizzata negli Stati Uniti d'America dal Agricultural Research Service del Dipartimento di Agricoltura ha infatti provato come negli ultimi anni il contenuto di colesterolo nelle uova sia simdiminuito circa il 14%, mentre allo stesso tempo sia aumentato il contenuto di vitamina D, vitamina importante per lo sviluppo delle ossa.   La causa di questo “miglioramento” delle proprietà nutritive delle uova risiederebbe nella maggiore attenzione riservata all'alimentazione del pollame. Se le galline mangiano meglio, le uova sono più sane. Il contenuto di colesterolo rilevato in un uovo dalla ricerca statunitense è oggi di 185 milligrammi. Il limite di assunzione consigliato dai dietologi è di 300 milligrammi al giorno per soggetti che non hanno rilevanti problemi di colesterolo, mentre è di 200 milligrammi per chi ha una propensione per malattie cardiovascolari.   Quindi teoricamente anche chi soffre di colesterolo potrebbe tranquillamente mangiare un uovo al giorno. La questione però rimane tutt'ora aperta e i dietologi e nutrizionisti tendono tuttavia a confermare una linea conservativa rispetto a questo alimento. Anche se il contenuto di colesterolo nelle uova è diminuito, un uovo da solo rappresenta i due terzi del limite giornaliero consentito, che di conseguenza rischierebbe di essere sforato.   Diverso è il discorso se invece l'uovo è l'unica fonte di colesterolo nel nostro pasto, magari a sostituzione della carne. E' bene comunque ricordare che la regola aurea per una dieta equilibrata che faccia bene anche contro il colesterolo è la varietà degli alimenti. ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Salute cardiovascolare: gli omega3  - I pesci vegetariani più salutari
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L’elisir di lunga vita? Per lui è la vitamina E Vitamine Molti studi stanno cercando la pillola che allunghi la vita agli esseri umani, ma nessuno studio ha ancora dato risultati certi. Per adesso ci si concentra ancora sul miglioramento della qualità della vita che per molti condiziona anche la longevità.   Un recente studio ad esempio ha messo in relazione i benefici derivanti dall'assunzione di vitamina E nella dieta maschile. Secondo le analisi potrebbe aumentare le aspettative di vita negli uomini anziani purché sia associata a vitamina C e l'uomo non sia fumatore. Il team di ricerca guidato da Harri Hemila e Jaakko Kaprio in Finlandia ha esaminato i dati ricavati da 10.837 adulti monitorati per otto anni.   I risultati sono incoraggianti: la vitamina E sembra davvero allungare le aspettative di vita! Attenzione, però: la vitamina E non ha avuto effetto sulla mortalità dei partecipanti tra i 65 e i 70 anni, ma si è rivelata un potente antiossidante sugli uomini di età superiore ai 71 anni. Gli uomini di quest'età sembra che abbiano ridotto la percentuale legata alla mortalità di oltre il 25%. In realtà secondo molti esperti lo studio andrebbe condotto per moltissimi anni esaminando più gruppi di uomini di età diverse. In questo caso i volontari erano per l'80% uomini di mezza età. Ecco perché non possiamo dire quale sia il reale effetto della vitamina sulla durata della vita.   Ma sappiamo che la vitamina E è importantissima per il fegato, che svolge tre 500 funzioni biologiche vitali ogni giorno, e per le ossa che hanno l'arduo compito di sostenere il nostro corpo. Il beneficio che deriva dall'incremento di vitamina E è una notevole diminuzione dello stress ossidativo.   Ci sono anche pareri contrastanti in merito in quanto uno studio di 6 anni fa pubblicato sugli Annals of Internal Medicine analizzava 19 studi fatti in tutto il mondo e concludeva che la vitamina E non riduce il pericolo di malattie cardiovascolari e di cancro. Per questo molti studiosi in attesa che vi siano altri studi di supporto che analizzino i reali benefici della vitamina E in base all'età, suggeriscono di associare gli integratori ad una corretta alimentazione ed a corretti stili di vita: tanta vitamina C e niente fumo ad esempio!   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi Restare giovani: i 7 cibi miracolosiDal Giappone la dieta della longevità
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I pesci vegetariani più salutari Alimentazione Corretta[06 Nove. 2010] Non esistono solo esseri umani vegetariani, ma anche pesci vegetariani, e a quanto pare sono anche i più salutari. A dirlo sono i ricercatori del progetto europeo Aquamax che hanno deciso di esaminare i valori nutrizionali di pesci d'allevamento a cui sono stati sostituiti mangimi di origine marina con vegetali. I pesci esaminati sono i salmoni e le trote salmonate e lo studio è stato coordinato dall'Istituto nazionale norvegese di ricerca sull'alimentazione e gli alimenti marini (Nifes).   Poiché il salmone solitamente si nutre per il 50% di vegetazione e per il 50% di pesci, i ricercatori hanno esaminato se le sue proprietà nutritive erano le stesse anche dopo aver variato il suo regime alimentare. I risultati hanno dimostrato che i vegetali possono sostituire per il 70% l'olio di pesce e per l'80% le proteine marine. Dopo un periodo variabile di allevamento il pesce è pronto per essere consumato dall'uomo.   In questa fase i ricercatori hanno riscontrato che i valori nutritivi dei salmoni vegetariani sono praticamente identici ai valori che si possono riscontrare nei pesci nutriti con proteine di mare. Ma esistono dei vantaggi maggiori per chi consuma "pesci vegetariani": i pesci infatti, non nutrendosi di altri pesci provenienti dal mare, assumono molte meno diossine e sostanze inquinanti di cui il mare è solitamente ricco. Ma se il salmone mantiene inalterate le sue proprietà non è lo stesso per gli altri pesci che con questa dieta perdono una piccola percentuale di acidi grassi Omega 3.   Nonostante ciò i ricercatori sottolineano che non si tratta di una perdita vera e propria, in quanto mangiare un pesce "puro" privo di sostanze inquinanti, diossine ed acidi bromati è sicuramente un guadagno anche se si perde una piccolissima percentuale di acidi grassi essenziali. Il team infatti ha sperimentato il salmone vegetariano su 62 donne incinte dalla 21esima settimana in poi ed ha seguito per i primi sei mesi i neonati.   Sia nella madre che nel bambino i livelli di Omega 3 erano molto elevati ance se questi pesci avevano ricevuto meno Omega 3 durante l'alimentazione. Allevare pesci con mangimi vegetali dunque, è vantaggioso per l'ambiente in quanto si restituisce al mare gran parte dei suoi frutti e si garantisce all'uomo un cibo molto più sano ed assimilabile.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Salutecardiovascolare: gli omega3  - Omega3 contro la depressione
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Dal Giappone la dieta della longevità Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Proteine

In Giappone esiste un’isola, dove la gente “campa cent’anni”. Si chiama Okinawa. Gli isolani vivono in media fino a 82 anni e proprio qui risiede il numero di centenari più alto del mondo ed è davvero un caso curioso tenendo conto che i cittadini di Okinawa sono solo 100 mila, come una piccola provincia Italiana. Gli scienziati sono decenni che s’interrogano su quale possa essere l’elisir di lunga vita di questa popolazione. L’unica risposta è stata: la dieta.   La dieta di Okinawa si basa su un apporto calorico limitato. In media gli abitanti consumano 1800 calorie al giorno e hanno come filosofia quella di non soddisfare mai pienamente il loro appetito. Inoltre, prediligono alimenti salutari, come le verdure, e utilizzano pochi grassi. I condimenti, infatti, sono minimi e hanno sostituito il sale con le spezie o le erbe aromatiche. L’obiettivo è quello di nutrirsi, per mantenersi in forma. Sono bandite le grandi abbuffate e il cibo non è visto come un lussurioso piacere, ma come una fonte di energia.   Le regole della dieta di Okinawa secondo Jean-Paul Curtay sono:  
  1. Mangiare poco. Come abbiamo accennato, non bisogna mai abbuffarsi. La gente di Okinawa consuma l’80% del suo fabbisogno.

  2. I pasti sono composti da un 70% di verdura e il restante 30% da pesce. La soia è sempre presente, così come tutti i giorni si consumano riso, tè e spezie. Si mangia, invece, poca frutta.

  3. Limitare gli alimenti contenenti ferro e a rischio ossidazione, come la carne.
     
  4. Fare movimento, camminare a lungo e lavorare finché ci sono le forze.

  5. Riposarsi. Bisogna imparare a capire quali sono i limiti del nostro fisico e rispettarli, prendendosi delle giornate di relax, ma anche delle pause nel corso della giornata: per esempio prima dei pasti per evitare di sedersi a tavola vittime dello stress e della fame compulsiva.
  I cinque segreti su cui si basa la dieta di Okinawa sono:   Poche calorie. La dieta è basata sul consumo di alimenti poco calorici, come la verdura e il pesce. La carne è stata quasi eliminata. Il motivo? Mangiare cibi pesanti affatica la digestione, che di conseguenza tende a produrre radicali liberi che danneggiano e invecchiano le cellule.   I cereali integrali. Le fibre sono fondamentali nella dieta, perché prevengono l’insorgere di malattie, d’infiammazioni e mantengono il colesterolo basso. Inoltre, una carenza di cereali tende a mantenere basse le difese immunitarie, oltre a essere un’importante fonte di vitamina B e di magnesio.
Probiotici e prebiotici. La flora intestinale è la porta di sicurezza del nostro corpo. Per mantenerla in salute è fondamentale regolarizzarla con probiotici, di cui lo yogurt e il latte di soia sono ricchi, e prebiotici che si possono trovare in aglio, cipolla, banana, carciofo, miele.   Antiossidanti. Sono loro contrastano l’insorgere dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. Dove li troviamo? Nei cereali integrali, nei legumi, nel pesce e soprattutto nella verdura. I più comuni sono lo zinco, il selenio, le vitamine C ed E, ma anche il betacarotene.   Omega 3. Per contrastare l’insorgere di allergie, eczemi, ma anche malattie infiammatorie bisogna consumare alimenti ricchi di omega 3, molto presenti nel salmone, ma anche nelle noci e in generale nella frutta secca.   La dieta di Okinawa, come tutte le diete, ha dei limiti. Per esempio, non trattandosi di un regime vegetariano studiato con attenzione, ridurre la carne rossa, senza bilanciare con altri alimenti, può comportare delle carenze, soprattutto in gravidanza. Così come i latticini sono praticamente esclusi e sostituiti con i derivati della soia. In questo caso, si può manifestare una grave mancanza di calcio. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi Restare giovani: i 7 cibi miracolosiSucco d'arancia contro l'invecchiamento
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Dolci di Carnevale: Chiacchiere al forno Ricette Leggi lo speciale Carnevale 2011   Come tutte le festività più importanti anche il Carnevale è caratterizzato dalla preparazione di specialità gastronomiche. In particolare a questa festa così allegra e trasgressiva sono associati i dolci, specialmente dolci fritti.   Il più famoso e diffuso tra questi è un dolce che viene preparato in tutta Italia e che a seconda delle regioni viene chiamato in modi diversi. Stiamo parlando delle chiacchiere, bugie, galani, frappe o cenci: sono davvero molto i nomi di questa prelibatezza che viene apprezzata sia dai grandi che dai più piccoli.   La ricetta tradizionale prevede tra gli ingredienti uova, farina, zucchero e naturalmente abbondante olio di semi per friggere.   Una delizia che può quindi risultare dannosa per il fegato o per il mantenimento di diete: come spesso accade quello che è buono per il palato non è altrettanto buono per la nostra salute.   C'è però un modo per gustare le chiacchiere senza perdere troppo in gusto e allo stesso tempo mantenendo equilibrio nell'alimentazione. Le chiacchiere possono essere infatti cotte al forno, invece che fritte e la ricetta dell'impasto non cambia.   Gli ingredienti che servono per la pasta sono: 500 grammi di farina, 50 grammi di zucchero, 3 uova intere, aroma di limone o vaniglia, una bustina di lievito per dolci, 40 grammi di Olio di oliva o 50 grammi di burro fuso. A scelta si può anche aggiungere mezzo bicchiere di grappa, brandy, marsala oppure rum. Serviranno a impasto ultimato 1 uovo sbattuto con poco latte e dello zucchero a velo.   Un volta formata la fontana con la farina si aggiungono via via tutti gli ingredienti e si impasta. Si stende poi la pasta con uno spessore di circa 2 millimetri e poi con la rotella si taglia la pasta a striscioline. Infine si spennellano le chiacchiere con l'uovo sbattuto con latte e si cuociono in forno a 210 gradi per circa 10-12 minuti.   Si lasciano raffreddare e si cospargono poi con zucchero a velo.   Tra gli altri dolci di Carnevale che si possono preparare al forno, invece che friggere, ci sono i ravioli di carnevale, dei fagottini ripieni di marmellata ricoperti di zucchero a velo, oppure gli scroccafusi tipici delle Marche. La rapa, un toccasana per la tua pelle Antiossidanti Lo sapevi che le rape fanno bene alla pelle? Non sono certamente tra gli ortaggi più appetitosi, ma contengono una grande quantità di antiossidanti che contrasteranno l'invecchiamento della tua pelle.   Ma come è possibile preparare piatti prelibati con un così poco estetico ortaggio?   Solo a vederle su un libro di ricette vi verrebbe voglia di voltare pagina. Spesso anche il sapore è poco conosciuto a causa dell'ingiustificata indifferenza della nostra cucina verso questo ortaggio. Tuttavia le rape sono una vera fonte di benessere.   Appartengono alla famiglia degli ortaggi e già questo dovrebbe dirci molto dato che gli ortaggi sono gli alimenti di cui necessitiamo maggiormente grazie all'altissimo contenuto di antiossidanti, vitamine ed altri elementi nutritivi essenziali.   Le rape infatti sono ricche di potassio: ne contengono in quantità pari alle banane. In più possiedono moltissime fibre, magnesio, fosforo e vitamine del gruppo B, tra cui acido folico, tiamina e niacina. Il vantaggio di mangiare le rape è che tutti questi elementi sono concentrati in pochissime calorie dato che sono ricche di acqua.   Ma non è tutto: l'altissimo contenuto di antiossidanti rende le rape vere amiche della bellezza. Riescono a contrastare l'invecchiamento cellulare rallentando dunque anche il processo d'invecchiamento della nostra pelle!   Dobbiamo dunque superare i pregiudizi e riscoprire il piacere di assaporare degli ortaggi dietetici e prelibati. Prova dunque a mangiare le rape crude, in insalata, grigliate o in zuppa! Potrai trarne solo benefici per il tuo benessere e la tua bellezza.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Meno rughe eliminando zuccheri e fritti Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Abuso di social network e disturbi alimentari Disturbi alimentari Un recente studio mette in relazione l'ultilizzo dei social network e la predisposizione ai disturbi alimentari, anche i più complessi come bulimia ed anoressia. Le frequentatrici assidue dei social network infatti sono le più a rischio.   Numerosi i motivi che predispongono ai disturbi alimentari. Ogni caso ha delle ragioni profonde e andrebbe indagato singolarmente. Tuttavia questi disturbi sono spesso associati a comportamenti diffusi tra la maggior parte delle persone. Questo ha spinto alcuni ricercatori israeliani a studiare i comportamenti e gli stili di vita di alcune ragazze che presentavano disturbi alimentari come anoressia e bulimia.   I ricercatori dell'Università di Haifa hanno dunque preso in esame un campione di 248 ragazze di età compresa tra i 12 e i 19 anni. L'indagine verteva proprio sul rapporto che queste ragazze avevano con la televisione e con internet. Inoltre hanno risposto a delle domande che erano finalizzate a stabilire il loro grado di conoscenza di programmi televisivi che proponessero modelli di donne magre e belle. Infine hanno compilato dei questionari volti a stabilire il livello di autostima ed il rapporto con il cibo e con il proprio corpo.   Tra le ragazze esaminate c'erano anche ragazze che non soffrivano di disturbi alimentari, ma che erano in età critica perché in fase di passaggio dall'età infantile e l'età adulta. L'allarme lanciato dai ricercatori è rivolto soprattutto a queste ragazzine. E' emerso infatti che la maggior parte di loro è maggiormente propensa a sviluppare comportamenti alimentari scorretti soprattutto se ha un rapporto morboso con i social network e la televisione.   Da un lato infatti c'è il bisogno di accettazione da parte di altre persone anche attraverso il computer che, in alcuni casi, può diventare l'unico strumento di sfogo e di comunicazione, dall'altro lato invece c'è la ricerca dei modelli femminili costantemente proposti nel web o più in generale attraverso i mass media che inducono a provare una certa insoddisfazione fisica ed il desiderio di mettersi a dieta.   Seguire delle diete è giusto quando si decide di cambiare il proprio stile di vita e quindi seguire un'alimentazione sana. La dieta deve essere un mezzo per amare se stesse non certo per seguire dei modelli spesso totalmente diversi dalla propria immagine. I ricercatori però hanno anche sottolineato l'importanza dei genitori in questa fase: un dialogo maggiore con i propri figli può chiarire molti dubbi e molte incertezze nella mente delle giovani donne alla riscoperta della propria immagine!   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui Disturbi alimentari?: Fame nervosa e Alimenti blocca fame - Pericolo dieting: quando la dieta diventa ossessione
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Lievito di birra, oro per la salute Vitamine Il lievito di birra ha un grande valore nutrizionale grazie al suo contenuto in proteine, amminoacidi essenziali, vitamine, minerali. Combinazione rara da trovare e che qui si trova in forma anche perfettamente assimilabile, per chi è intollerante a questo alimento ovviamente ne è sconsigliato l’utilizzo.   Le vitamine contenute in gran quantità sono quelle del gruppo B, importanti per i bambini, gli sportivi, gli anziani e le persone in convalescenza in quanto facilita la trasformazione di carboidrati, proteine e lipidi in energia. Altre sostanze importanti per gli sportivi e qui contenute sono i minerali, che durante l’attività fisica vengono persi in abbondanza col sudore.
Importante se segui un regime alimentare vegetariano, vegano o se sei a dieta e stai limitando il consumo di carne, in quanto integra e compensa la mancanza delle proteine animali. Il lievito di birra è un ottimo depurativo di fegato e pelle, in maniera particolare di quelle grasse, acneiche e opache. Indicato quindi nelle diete disintossicanti, per mantenere in salute la palle e migliorarne l’aspetto.   Contenendo buone quantità delle vitamine del gruppo B è ottimale per stimolare anche il sistema immunitario, le mantenere in salute il tubo digerente, favorire la funzionalità delle ghiandole surrenali, per la produzione di globuli rossi.   Non dimentichiamo anche l’azione che svolge sugli annessi cutanei unghie e capelli, li rinforza e ne favorisce la crescita. Lo trovi come integratore in pastiglie o in polvere e scaglie da unire a insalate, sulla carne, sul pesce, in brodi, minestroni e passati di verdura o zuppe.   Ottimo anche unito a cereali con aggiunta di latte il tutto frullato per una colazione energetica e saziante, o un cucchiaio in un vasetto di yogurt al naturale e a seguire una tazzina di caffè! Adatto nell’alimentazione di bambini, adulti e anziani.   Silvia Terracciano - Naturopata ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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Ricette originali per un buffet di Carnevale Ricette   Leggi lo speciale Carnevale 2011   Per organizzare un buffet di Carnevale basta un po' di creatività. Inserendo i classici della tradizione carnevalesca e personalizzando alcune semplici ricette potrai ottenere un buffet vario e in tema. Le parole d’ordine sono colore e fantasia. Ecco qualche idea per sfruttare semplici ricette rendendole in linea con il Carnevale.   Maschere dolci e salate
  Fai la pasta frolla come di consueto, oppure prendi quella pronta. Disegna con una matita la sagoma di una maschera su un pezzo di carta da forno, aiutandoti con una maschera di cartone. Poggia la sagoma così ottenuta su un disco di pasta frolla, che avrai steso su un piano, e “ritagliala” con un coltello. Con la stessa sagoma ritaglia tutte le maschere che vorrai ottenere. Cuoci in forno a 180 gradi per circa 12 minuti. Fai raffreddare le maschere di pasta frolla e poi decorale come più ti piace. Per esempio, puoi usare una glassa al cioccolato e un po’ di mompariglia, oppure una glassa colorata e confettini di cioccolato.   Puoi anche divertirti a realizzare mascherine di gusti diversi. Per esempio, puoi fare una pasta frolla alle noci. Ecco la ricetta:   300 grammi di farina 00 150 grammi di zucchero 150 grammi di burro freddo a pezzetti 1 uovo 200 grammi di noci tritate 1 pizzico di sale   Impasta tutti gli ingredienti con le mani e ottieni una palla di pasta frolla. Conservala in frigorifero per almeno mezz'ora e poi realizza le mascherine come precedentemente detto. Decora come preferisci.   Con lo stesso procedimento, puoi ottenere anche maschere salate, utilizzando un foglio di pasta sfoglia o di pasta brisè. In questo caso puoi decorare con semi di papavero o sesamo, dopo aver pennellato la superficie delle mascherine con un uovo sbattuto e prima di mettere in forno. Puoi inoltre realizzare maschere dal sapore diverso. Ecco, per esempio, una ricetta per ottenere maschere salate al pistacchio.   300 grammi di farina 00 150 grammi di burro freddo a pezzetti 90 grammi di acqua 100 grammi di pistacchi 1 pizzico di sale   Impasta tutti gli ingredienti con le mani e ottieni una palla di pasta brisè. Conservala in frigorifero per almeno mezz'ora e poi realizza le mascherine come precedentemente detto.
Ciambellone di Carnevale
  Realizza una ciambella secondo una delle tue ricette abituali, per esempio una ciambella allo yogurt, falla raffreddare e poi decorala come segue. Pennella la parte superiore della ciambella con una marmellata di albicocche precedentemente riscaldata. Fai colare una glassa bianca o colorata su tutta la superficie della torta e, quando si sarà parzialmente solidificata, guarnisci con piccole caramelle di tanti colori. Se stai organizzando una festa per bambini puoi usare anche quelle gelatinose a forma di animaletti. Attenzione a non far solidificare troppo la glassa prima di metterci le caramelle, altrimenti non si attaccano. Allo stesso modo della ciambella puoi personalizzare anche dei muffin o dei piccoli plum cake. Ovviamente puoi scatenare la fantasia e usare caramelle diverse per ogni dolce.   Coppette fantasia
  Sono semplicissimi da realizzare e sono un buon metodo per inserire la frutta fresca in un buffet di Carnevale. Fai una macedonia usando frutta di diversi colori (per esempio, banane, kiwi e mandarini), versala in piccole ciotole e, con l'aiuto di un sac à poche con beccuccio a stella, guarnisci con panna fresca montata e decora con confettini colorati.   Margherita Russo
Dieta mediterranea: un aiuto al cervello Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Ictus Per gli studiosi la dieta mediterranea è veramente un pozzo infinito da cui attingere sempre nuove scoperte. Infatti è stato notato che chi conduce uno stile di vita equilibrato protegge il cervello allontanando il rischio di patologie al sistema nervoso centrale.
E tu hai mai pensato di prevenire malattie a tavola? Per i ricercatori dell'Università di Firenze la dieta mediterranea allontana il rischio di malattie cardiovascolari e neurovegetative. Il team guidato da Francesco Sofi ha analizzato i dati provenienti da varie ricerche ed ha messo a punto una scaletta di adesione alla dieta mediterranea dimostrando come anche solo delle piccole variazioni nella nostra dieta possano influire positivamente sul nostro organismo. La dieta mediterranea in fatti allontana il morbo di Alzheimer ed il Parkinson.   I dati analizzati dal gruppo di ricerca concernono due milioni di persone volontarie che, nel corso di questi anni, si sono prestate per numerosi studi. Ma l'attenzione dei ricercatori si è focalizzata sull'ictus e la fase pre-clinica della demenza, contro le quali la dieta mediterranea sembra essere veramente un valido scudo. Secondo i dati l'adesione a queste abitudini alimentari riduce il rischio di mortalità dell'8% ed il rischio di malattie cardiovascolari del 10% e tumori del 6%.   Le malattie neurodegenerative invece, risultano ridotte del 13%. Anche in questa accuratissima analisi dei ricercatori italiani tutto ruota attorno ad alimenti chiave come spiega Sofi: "Aumentando il consumo di frutta e verdura e diminuendo l’apporto di carne rossa si ottiene un miglioramento netto in termini di salute".   Se a questi alimenti aggiungiamo il pesce e gli ortaggi nonché alimenti integrali, possiamo creare anche una dieta perfetta in grado di mantenere il benessere fisico e di favorire anche la giusta energia mentale. E tu vuoi proteggere il tuo cervello? Cerca dunque di cominciare a tavola con alimenti sani, freschi e buonissimi.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Ritarda l'invecchiamento del cervello con i broccoli - Dimagrisci con la colazione a colori Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Alimentazione corretta
Stitichezza e sovrappeso: sono correlati? Fibre Leggi lo speciale Stitichezza   La stitichezza è un disturbo della defecazione cioè una difficoltà ad andare di corpo, problema che affligge moltissime persone, e che, solitamente, aumenta con l’età.   Le opinioni sono discordanti, ma la tendenza più accreditata tra gli studiosi è definire stitico un soggetto che evacua meno di 3 volte alla settimana.   La stitichezza può dipendere semplicemente dalla scarsa efficienza endogena dell’intestino ossia il nascere con un intestino pigro, o può essere sintomo di una qualche causa patologica, in ogni caso una stipsi prolungata può portare una lunga serie di problemi tra cui gonfiore addominale, prurito, reazioni cutanee, emorroidi, disturbi del sistema nervoso, infiammazione.   Un argomento certamente poco dibattuto è invece se la stitichezza, possa portare ad un incremento di peso. Uno studio iraniano del centro ricerche gastroenterologiche della Shahid Beheshti university di Tehran compiuto su un campione di 2700 individui afflitti da vari disturbi gastrointestinali e con indici di massa corporea compresi tra meno di 25 (magri), 25-30 (sovrappeso), più di 30 (obesi), ha rilevato che l’essere in sovrappeso e ancor più l’obesità, sono condizioni che favoriscono il gonfiore addominale durante la digestione.   Tra gli altri disturbi è stato rilevato che i bruciori di stomaco sono più frequenti tra le persone sovrappeso rispetto ai magri e agli obesi, mentre nausea e vomito sono molto più diffusi tra magri ed obesi e meno tra gli individui in sovrappeso.   La disfagia (ossia la difficoltà di deglutizione e di transito del bolo alimentare nell’esofago), così come l’incontinenza sono problemi largamente più diffusi tra gli obesi rispetto alle altre 2 categorie, praticamente + si mangia + si rischia di diminuire l’efficienza dell’intestino, con conseguente diminuzione dell’espulsione ed aumento quindi ulteriore del peso.   Altri disturbi quali dolori addominali, diarrea e bruciore anale non presentano differenze significative in relazione al peso delle persone. In conclusione nel caso di intestino pigro o stitichezza è sicuramente il caso di integrare la dieta con prodotti naturali che ne implementino il funzionamento.   Dott. Andrea Ielmini - Framacia Verbano Roma ..............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Stitichezza?  Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Fibre
Ottenere delle patatine fritte un po' più sane! Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Ictus Una recente ricerca ha scoperto un metodo per eliminare l'acrilamide, una sostanza tossica contenuta nelle patatine fritte. In realtà basta passarle prima della frittura qualche secondo nel forno a microonde ed il gioco è fatto.   A quel punto l'unico problema restano le calorie. La stessa cosa non avviene per il pesce fritto che risulta essere meno sano di quello cotto al vapore o in acqua.   Uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Mersin, in Turchia, ha analizzato il modo più efficace per rendere "sane" delle patatine fritte "insane". In realtà la sostanza poco salutare presente sempre nelle patatine fritte, anche quelle fatte in casa è l'acrilamide, una sostanza che si produce naturalmente riscaldando ad alte temperature i cereali.   Non solo le patate ed i cereali contengono acrilamide, ma anche alcuni tipi di pane e pasta. L'acrilamide resta una sostanza tossica, anche se l'insorgenza di tumori intestinali dovuti a questa sostanza resta incerta. I ricercatori infatti non sono del tutto convinti del modo in cui si manifestino i suoi effetti negativi. C'è da dire però che la fonte principale di acrilamide sono le patate fritte o al forno.   Le statistiche non a caso indicano che una grande percentuale di persone che consumano abitualmente questo alimento, abbia dei problemi gastrointestinali. Ma dunque è davvero così efficace cuocere le patate fritte prima al forno a microonde e poi nell'olio bollente?   Per i ricercatori dell'Università di Mersin, guidati da Koray Palazoglu la quantità di acrilamide viene automaticamente dimezzata seguendo questo procedimento casalingo.   Ma se la pericolosità di questa sostanza non fa più paura, altri ricercatori invece puntano il dito contro il pesce fritto. Ancora una volta la frittura, che diletta tanto il palato, affligge il nostro organismo. Una ricerca americana afferma infatti che il pesce fritto perde le sue preziose caratteristiche: la grandissima quantità di Omega 3 infatti viene dispersa con la frittura e per questo sarebbe ideale una cottura al forno o al cartoccio.   Le statistiche non a caso dimostrano anche che le persone che assumono molto pesce fritto vanno maggiormente in contro a malattie cardiovascolari e ictus. Ma nel caso del pesce fritto dovranno preoccuparsi maggiormente gli inglesi: la cucina mediterranea infatti è praticamente ricca di ricette dove la frittura del pesce viene praticamente ignorata!   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamine? Leggi:  Gli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose -Cucinare al cartoccio in tutta salute Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione corretta
Bevande gassate light: sai cosa bevi? Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale IctusLeggi lo Speciale Diabete mellito Bevande light: sicuramente una grande attrazione per tutti coloro che hanno problemi di peso ma non vogliono privarsi dei piccoli piaceri. Tuttavia recenti studi stanno mettendo sotto accusa l'aspartame, che potrebbe predisporre a complicazioni di tipo cardiovascolare o tumorale.   E tu fai uso di questi drink?
  Al supermercato la tentazione è forte, così come quando ci si concede un pranzo veloce fuori casa. L’offerta, del resto, è molto vasta: si va dal tè freddo alla bibita gassata dietetica. Ma se credi che queste bevande possano seriamente aiutarti a mantenere la linea, devi anche essere cosciente di alcuni rischi collegati al loro consumo.
L'uso di aspartame è stato recentemente messo sotto accusa perché considerato tossico. Il suo impiego industriale compromette seriamente tutti quei drink light dolcificati con questa sostanza. Alcuni studi infatti stanno cercando di capire se non sia il caso di bandirlo dal commercio. I consumatori di queste bevande infatti mostrano una predisposizione ad ictus e infarto. A questo punto la comunità scientifica ha in mano un dato in più per comprendere come mai gli ictus sono aumentati anche in persone di età inferiore ai 31 anni.    Recentemente infatti sono stati resi noti i risultati di uno studio condotto dalla Columbia University di New York. Da questo studio si evince che i consumatori di bevande dietetiche, specie quelle gassate come la cola o l'aranciata, sono molto più a rischio di ictus e di infarto rispetto agli altri. A livello chimico non sono ancora chiari i meccanismi che predispongono a queste patologie, tuttavia i ricercatori coinvolti nello studio hanno dichiarato che il consumo di soft drinks dietetici puo’ avere serie conseguenze.   Si conoscono già da molto tempo i rischi legati all'uso di bevande frizzanti dolcificate con zucchero. Queste predispongono solitamente ad diabete mellito di tipo II. Così nacquero le bevande light a base di aspartame o di altre sostanze. L’impiego di aspartame però aveva già suscitato critiche perché potenzialmente legato allo sviluppo di tumore al fegato e ai polmoni. Il dibattito attuale potrebbe determinare anche una nuova normativa in fatto di produzione di bevande e prodotti dolcificati con sostanze dietetiche.   Nel dubbio, meglio dimagrire facendo un po’ di sport e accompagnare i pasti con acqua fresca!   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull'alimentazione sanaAttenzione alle merendine confezionateTutti i pericoli nascosti negli additivi alimentari

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Omega 3 contro la depressione Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo speciale Depressione   Se sono già note da tempo tutte le proprietà benefiche degli omega 3, finora era poco noto come queste sostanze potessero aiutare ad uscire dalla depressione. Eppure è così: si tratta della conclusione a cui sono giunti i ricercatori di due noti centri francesi.   "Siamo ciò che mangiamo" scriveva Ludwig Feuerbach nella seconda metà dell'ottocento, totalmente ignaro che il progresso della scienza nel secolo successivo avrebbe dato onore e gloria a questa sua frase. La nostra salute infatti passa dall'alimentazione e da quest'ultima dipende il nostro benessere psicofisico. Ma oggi due centri di ricerca hanno condotto due studi differenti per stabilire quanto il nostro benessere psichico derivasse dall'alimentazione e si è scoperto che gran parte del nostro buonumore deriva proprio dalla regolare assunzione di acidi grassi Omega 3.   Gli Omega3 sembrano giocare un ruolo fondamentale anche per l'attività delle nostre cellule cerebrali: per i ricercatori la carenza di Omega 3 è una delle dirette responsabili per quanto determina l'insorgenza di disturbi depressivi.   Gli studiosi si sono avvalsi di topolini da laboratorio ed hanno notato che se questi venivano sottoposti ad un regime alimentare privo di acidi grassi Omega3, cominciavano a mostrare insofferenza. Inoltre i ricettori dei cannabinoidi che si trovano nel cervello subivano una progressiva perdita di funzionalità. I topolini si mostravano ansiosi e le analisi hanno messo proprio in evidenza il fatto che la corteccia prefrontale e il nucleo accumbens (regioni ricche di dopamina) dimostravano delle disfunzioni. La ricerca è stata pubblicata su "Nature Neuroscience".   L'altra ricerca è stata condotta da Almudena Snchez-Villegas, dell'Università di Las Palmas (Gran Canaria) ed è stata pubblicata sulla rivista PLoS One. Lo studio è stato condotto direttamente sugli esseri umani e sono stati esaminati ben 12.000 volontari di età media di 37 anni. I ricercatori hanno fatto comprendere come una dieta troppo ricca di grassi trans e grassi saturi aumentasse per il 48% la possibilità di sviluppare depressione. Inoltre è stato riscontrato che più aumentava il consumo di grassi polinsaturi e maggiore era la probabilità di non ammalarsi di depressione e rischi cardiovascolari. Gli acidi grassi infatti hanno un'azione antitrombotica e riducono i trigliceridi proteggendo il cuore, le arterie e le carotidi.   Questi acidi grassi sono contenuti essenzialmente nel pesce, specie quello azzurro come sardine e aringhe. La quantità ideale consiste di un minimo di 2-3 porzioni a settimana a patto che lo si cucini nel forno al cartoccio e non fritto altrimenti si perdono molti dei suoi benefici al sistema cardiovascolare!   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui meccanismi del cervello? Leggi: Inverno:depressione stagionale  - Alimentazione Anti-Depressione
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Tonsillectomia: può causare obesità infantile Bambini[18 Agos. 2011] Si tratta di una semplice operazione. Eppure l’asportazione delle tonsille potrebbe essere alla base del sovrappeso in età infantile, e alcune volte anche dell'obesità. Per molti studiosi il perché risiede proprio nella dieta post operatoria.   Ricordi quando ti sei operato alle tonsille da piccolo? E i chili messi subito dopo? Dopo una semplice tonsillectomia si verifica nella stragrande maggioranza dei casi un aumento di peso corporeo.   Generalmente si tratta di un aumento di peso sostanziale ma non preoccupante, in altri casi invece si traduce in obesità. Determinare il perché è stato l'obiettivo del gruppo di ricerca della dottoressa Anita Jeyakumar, dell'Università di Saint Louis negli Stati Uniti. La ricerca è stata condotta per conto dell'American Academy Of Otorinolaryngology e poi pubblicata su "otorinolayngology – Head and Neck Surgery”.   La dottoressa ha esaminato in tre fasi distinte 795 bambini dagli 0 ai 18 anni, sia normopeso che sovrappeso. I bambini sono stati seguiti dal momento in cui venivano operati alle tonsille o alle adenoidi fino al momento in cui si registrava un aumento di peso. Nella prima fase sono stati analizzati circa 127 bambini che subito dopo l'intervento presentavano un aumento dal 5,5% fino all'8,2%. Secondariamente sono stati esaminati 419 volontari che presentavano il classico aumento di peso e in terza fase sono stati esaminati altri 249 soggetti di cui il 50-75 % aveva messo su chili dopo l’asportazione delle adenoidi.   L’esperta ha confermato che, nonostante i parametri variabili, l'aumento di peso era dovuto a qualche circostanza collegata con la tonsillectomia. Una causa giudicata secondaria è la facilità nel deglutire che molti bambini riscoprono dopo l'operazione. La tonsillite infatti provoca difficoltà nel deglutire che viene poi superata grazie all'operazione. Ma il dato più interessante per la dottoressa è stata proprio la variabilità dei risultati, che faceva pensare al regime alimentare con cui i bambini reagivano all'operazione.   Infatti, esattamente come l'operazione, è una prassi consolidata anche la dieta post operatoria: gelati, ghiaccioli, zuccheri, succhi di frutta e chi più ne ha più ne metta! Anzi, si potrebbe dire che la stessa operazione viene presentata al bambino proprio come la prova da superare per poter finalmente mangiare quasi solo gelati. Dunque l'attenzione deve essere posta soprattutto da parte dei genitori, che dovrebbero sì premiare i figli con i gelati, ma facendo sempre attenzione ad integrare altri cibi più salutari.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Allarme obesità nei bambini - Bambini troppo magri o troppo grassi: ecco cosa mangiare ad ogni età Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini Errori alimentari alla base della celiachia Allergie e IntolleranzeLeggi lo Speciale Diabete mellito La celiachia non è una semplice intossicazione e non è nemmeno un'allergia. Si tratta da un'intolleranza al glutine determinata da fattori genetici. Ma i medici puntano il dito contro lo stile di vita e il comportamento alimentare.   Basta poco per diventare celiaci: pasta, pane, pizza in continuazione, per anni… ed il rischio aumenta. Guarda caso questi alimenti non solo contengono farinacei e glutine, ma sono anche gli alimenti che provocano un aumento della glicemia nel sangue. Diabete e celiachia infatti, sono sempre più correlati. Ma se aumentano le diagnosi, aumentano anche le ricerche in tutto il mondo che cercano di sconfiggerla.   Ormai la celiachia è diventata una malattia dell'età adulta. Fino a 15 anni fa le persone nascevano celiache e crescevano adattandosi al proprio regime alimentare, ma recentemente stanno raddoppiando le diagnosi in età adulta ed alcune statistiche dicono che ci sono 350 mila persone in giro per il mondo a cui la celiachia non è stata ancora diagnosticata.   La causa? Per i medici che hanno partecipato ad uno studio epidemiologico pubblicato sulla rivista Annals of Medicine, la colpa è il consumo di farine fatte con grani ad alta resa per la produzione nei campi, che provocherebbe una sorta di “avvelenamento” da glutine tossico. Questo genera l'intolleranza in età adulta. Il team formato da scienziati italiani del Center for Celiac Research dell'Università di Baltimora, nel Maryland in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche di Ancona, si è basato sui campioni di circa 3500 americani.   I volontari si sono sottoposti a delle semplici analisi del sangue a 15 anni di distanza: nel 1974 e nel 1989. Nel frattempo, un gruppo internazionale di ricercatori ha annunciato di aver individuato alcuni disturbi del sistema immunitario che determinano l'insorgenza della celiachia. Lo studio è stato pubblicato su Nature Genetics e riportato dal notiziario europeo Cordis. Uno dei ricercatori, David Heel dell'Istituto Barts and the London School of Medicine and Dentistry, nel Regno Unito, ha affermato che abbiamo tutte le basi per comprendere perché insorge la celiachia visto che abbiamo capito i meccanismi con cui il corpo reagisce alle proteine tossiche del frumento.   Inoltre sono stati riconosciuti i geni responsabili della celiachia, del diabete di tipo 1 e dell'artrite reumatoide che sono fra di loro associati. Per questo ci sono le basi per condurre altri studi che siano di interesse collettivo. Nel frattempo bisogna cercare di non basare la propria alimentazione quasi esclusivamente su pasta, pizza e pane. Bisogna cercare di variare e riscoprire anche il piacere dei pasti leggeri o dei piatti freddi!   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Allergie e intolleranze Meteorismo e Abitudini alimentari Educazione Alimentare Leggi lo speciale Meteorismo e Gonfiore addominale
  Le abitudini alimentari e lo stile di vita influenzano la formazione di gas nell’intestino?
  Certamente, per quanto riguarda il cibo, l’eccessivo consumo di:  
  • legumi (fagioli, lenticchie, piselli),
     
  • alcuni tipi di verdure (cavoli, broccoli, cavolfiori e cipolle),
     
  • alcuni tipi di frutta (castagne, fichi, prugne) soprattutto se consumata dopo i pasti,
     
  • latte e latticini (ad eccezione dello yogurt),
     
  • alcuni dolcificanti (sorbitolo e mannitolo),
     
  • carni e formaggi, salse e fritti troppo ricchi di grassi.
  Per quanto attiene lo stile di vita:     Il meteorismo può essere prevenuto con una dieta che elimini cibi ricchi di carboidrati e fibre, che nell’intestino fermentano e nel caso di intolleranza al lattosio elimini anche i cibi che lo contengono ed inoltre è opportuno:  
  • Fare almeno 3 pasti al giorno: colazione, pranzo e cena leggera. Mangiare con calma, masticando a lungo.
     
  • Cercare di non parlare a lungo mentre si mangia.

  • Rinunciare alle bevande gassate.
     
  • Evitare la frutta a fine pasto, ma consumarla come spuntino tra un pasto e l’altro.
     
  • Ridurre , caffè, alcolici e fumo.

  • Limitare l’assunzione di fibre, in particolare pasta e pane integrale.
     
  • Consumare i legumi in piccole quantità.
     
  • Individuare nella dieta le verdure o gli alimenti che provocano il gonfiore e limitarne il consumo.
     
  • Riequilibrare la flora batterica intestinale con yogurt e fermenti lattici.
     
  • Fare un esercizio fisico regolare.
     
  • Bere un infuso di semi di finocchio dopo i pasti principali.
     
  • Inserire nelle propria dieta finocchi, mirtilli, mele e menta.
  Vuoi saperne di più sulle abitudini alimentari? Leggi Una mela al giorno… - Gli alimenti anti cancro   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Spesa: 7 consigli per mangiare meglio spendendo meno Educazione Alimentare L’uomo è ciò che mangia diceva il filosofo tedesco Feuerbach. Niente di più vero: dall’alimentazione dipende molto del nostro stato di salute, del nostro benessere e, ovviamente, del nostro peso corporeo. Lo stile di vita contemporaneo ha sottratto molto tempo alla preparazione dei pasti; spesso mangiamo fuori casa o compriamo piatti pronti; certo in questo modo risparmiamo tempo, ma il risultato non è dei migliori, in quanto ci nutriamo male.   Lo star bene comincia dalla spesa. Con qualche semplice accorgimento, oltre a mangiare meglio, spenderai meno. Questi suggerimenti sono pensati soprattutto per le donne che lavorano e che quindi, spesso, pranzano fuori, non hanno molto tempo, e si occupano prevalentemente della gestione della colazione e della cena per tutta la famiglia. Ovviamente, possono però essere validi anche per tutti gli altri.  
  1. Può sembrare banale dirlo, ma per mangiare meglio spendendo meno ci vuole prima di tutto organizzazione. Organizzando bene frigorifero e dispensa andrai al supermercato meno spesso e avrai sempre in casa quello che ti serve per la colazione e per preparare una cena veloce, ma salutare. Tenere una dispensa organizzata, però, non vuol dire comprare troppo. Prima di andare al supermercato, fai una lista dettagliata di quello che ti serve, per esempio, per una settimana, e rispettala alla lettera, senza farti tentare dalla golosità o dalle promozioni. Queste ultime ti faranno veramente risparmiare soltanto se ne usufruirai esclusivamente per i prodotti che hai in lista. Infine, non eccedere con gli alimenti che deperiscono molto velocemente (per esempio salumi e formaggi non confezionati).
     
  2. Evita di fare colazione al bar. Ce lo ripetono continuamente: la colazione è importantissima e non bisogna saltarla. Il primo pasto della giornata, però, dovrebbe essere nutriente e leggero; caratteristiche che di certo non possiamo attribuire alla brioche farcita, tipica della tradizione italiana. Consuma, dunque, la colazione a casa, scegliendo alimenti di tuo gradimento tra frutta fresca, yogurt, latte, caffé, pane comune, biscotti secchi. Se, per esempio, vai al supermercato una volta a settimana, prevedi di acquistare tutto quello che serve per la prima colazione della tua famiglia, per sette giorni.
     
  3. Evita i piatti pronti. È vero: sono comodi, metti tutto in microonde o sul fornello e voilà, la cena è pronta. Questi prodotti, però, sono spesso eccessivamente ricchi di grassi di scarsa qualità, di sale e anche di zuccheri complessi. Senza considerare il fatto, poi, che sono molto costosi e fanno lievitare significamene il budget che ti serve per la spesa. Quando hai pochissimo tempo, anziché usare piatti pronti, potresti, per esempio, portare in tavola ricotta con contorno di lattuga; scamorza ai ferri, con insalata di pomodori; bresaola condita con rucola e grana; petto di pollo alla piastra, con contorno di spinaci bolliti. Non ti ci vorrà più tempo, ma mangerai meglio, spesso spendendo meno. Nell’impresa dell’evitare i piatti pronti ti aiuteranno di certo i surgelati. Per esempio, gli spinaci surgelati in genere sono un buon prodotto. Certo, costano di più di quelli freschi, ma, considerato il tempo che si risparmia, il gioco vale forse la candela. Inoltre, non è vero che i surgelati sono tanto più costosi dei rispettivi prodotti freschi in quanto scongiurano il rischio di buttare il cibo nella spazzatura. Quante volte si compra verdura fresca e poi la si getta via dopo qualche giorno per non aver avuto il tempo di pulirla e di cucinarla?
     
  4. Ottimizza i tempi. Se, per esempio, la domenica prepari le lasagne al forno, fanne qualche porzione in più, che congelerai e terrai pronta per quei momenti in cui proprio non avrai tempo per cucinare. Se, per fare il sugo, triti cipolla, carota e sedano per il soffritto, fanne un po’ di più, congelalo in piccole dosi e tienilo pronto per le prossime volte che ti servirà. Se ti avanza un pugnetto di riso al parmigiano, fanne una frittata e conservala per il giorno successivo: avrai un’altra cena praticamente pronta; certo le fritture non sono consigliabili tutti i giorni, ma meglio una frittata fatta da te, una volta ogni tanto, che una cotoletta impanata presa dal banco frigo del supermercato. Insomma, cerca le tue piccole soluzioni quotidiane e vedrai che in poco tempo troverai un nuovo, più salutare, e anche più economico modo di mangiare.
     
  5. Leggi le etichette, ponendo attenzione a contenuto e provenienza. In questo modo scoprirai che i prodotti di marca, di solito più costosi, non sono sempre i migliori. Ovviamente, controlla sempre anche la data di scadenza.
     
  6. Infine, fa attenzione anche a quello che mangi durante la pausa pranzo. Privilegia i piatti poco elaborati, non esagerare con grassi e carboidrati e non dimenticare di consumare almeno una porzione di frutta o di verdura, anche quando mangi velocemente al bar.
  Margherita Russo ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Doc e Igp: sapere cosa mangiamo

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Ortoressia: il test per scoprire se sei a rischio Disturbi alimentari La bellezza a tutti i costi può costare la salute, soprattutto quando la mania della linea sfocia in un disturbo alimentare. I più comuni sono l’anoressia e la bulimia, ma sta dilagando, soprattutto tra le giovani ragazze, anche l’ortoressia, ovvero l’ossessione per i cibi sani. Questa malattia è stata scoperta nel 1997 da Steven Bratman, nutrizionista statunitense ortoressico.   Chi sono gli ortoressici?
  Sono persone fissate con l’alimentazione sana e ovviamente l’esclusione di quei cibi che possono nuocere alla salute. Se ci pensiamo bene, quasi tutto quello che mangiamo può essere, se assunto in dosi sbagliate, dannoso: dalla carne all’olio d’oliva, dalla pasta ai latticini. Riconoscete gli ortoressici da come fanno la spesa: devono sapere tutto del prodotto che stanno comprando, leggono scrupolosamente l’etichetta per verificare la qualità e la provenienza, mentre per preparare i piatti ci impiegano ore, se non giorni. Di solito, sono dotati di una buona cultura, ma hanno la presunzione di potersi curare da soli, proprio perché convinti di avere abbastanza informazioni.
Perché l’ortoressia è pericolosa?
  Un regime alimentare salutista portato all’estremo può fare male, perché comporta una dieta del tutto squilibrata. Alla base di una buona e corretta alimentazione c’è una regola: mangiare un po’ di tutto. Invece, selezionare il cibo in modo maniacale può contribuire a gravi mancanze nutrizionali, come carenze di ferro, calcio o vitamine importanti, tipo la B12.   Sei ortoressico? Scoprilo con l'auto test
  Magari non siete ancora nella fase ossessiva, ma in qualche modo state procedendo in quella direzione. Il papà dell’ortoressia Steven Bratman ha studiato un auto test per capire il proprio comportamento alimentare. Non è scientifico, ma sicuramente può essere indicativo. Provate a verificare quante di queste 10 affermazioni vi appartengono:
  1. Spendere più di tre ore al giorno pensando al cibo.
  2. Organizzare il menù della giornata più di 24 ore prima
  3. Essere soddisfatti dal cibo più per quello che rappresenta che per il gusto
  4. La qualità della vostra vita è direttamente proporzionale alla qualità del cibo che mangiate
  5. Siete molto critici sugli alimenti di cui vi nutrite
  6. Mangiare sano migliora l’autostima
  7. Correggete tutte le vostre abitudini alimentari in nome della prevenzione
  8. La vostra dieta ha limiti sempre più severi
  9. Provate senso di colpa se non mangiate bene
  10. Mangiare correttamente significa avere un buon autocontrollo
  C’è un altro indizio spia nel caso dell’ortoressia: l’aspetto sociale. In generale le persone vittime di un disturbo alimentare tendono a isolarsi. Lo fanno anche gli ortoressici, perché non sopportano le persone che mangiano male, provano disgusto. I loro pasti diventano sempre più un rituale da consumare in solitudine. ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui Disturbi alimentari?: Fame nervosa e Alimenti blocca fame - Pericolo dieting: quando la dieta diventa ossessione
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Dieta per combattere la stitichezza Fibre Leggi lo speciale stitichezza
  Si debbono incrementare minestre e minestroni, limitare i legumi che fermentano, utilizzare pane integrale verdure sia cotte che crude e frutta fresca e cotta (prugne secche, mele cotte e yogurt), bere inoltre almeno 10 bicchieri di acqua al giorno.
Combatti i trigliceridi con l'alimentazione Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto
Leggi lo Speciale sul Diabete mellito Hai i trigliceridi alti? Non sottovalutarli e cerca di mettere in discussione i tuoi stili di vita. I trigliceridi alti infatti devono essere combattuti principalmente con lo stile di vita e con l'alimentazione. Prima, però, meglio fare chiarezza.   Si parla spesso di trigliceridi e colesterolo, ma tu hai capito davvero di cosa stiamo parlando? Si tratta di una delle cause maggiori di malattie coronariche e infarto. E' raro che i trigliceridi si alzino da soli: si accompagnano spesso ad alti livelli di colesterolo e al diabete. Solitamente dunque la persona che ha questi problemi è anche una persona in sovrappeso e presenta valori elevati di pressione arteriosa. Tutto ciò viene definito sindrome pluri-metabolica e, a lungo andare, potrebbe provocare problemi coronarici, infarti cardiaci ed arteriosclerosi. Ma per gli studiosi, nulla è invincibile.   Per combattere i trigliceridi dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. Innanzitutto bisogna ridurre la quantità di cibo per intervenire sulle riserve energetiche. Poi occorre lavorare sul menù settimanale. In Italia si tende a mangiare tanta pasta, almeno una o due volte al giorno. La pasta, però, è costituita da zuccheri complessi che il nostro intestino digerisce molto lentamente: per questo sarebbe meglio sostituirla con zuccheri semplici come quelli contenuti nelle patate. Al contrario bisognerebbe incrementare l'assunzione di legumi e verdure. Anche se i legumi vengono assorbiti lentamente dall'intestino, contengono una fibra vegetale preziosa per regolarizzare la funzionalità dell'intestino.   Sfatiamo poi un altro mito: non è vero che la frutta fa sempre bene. Chi soffre di trigliceridemia infatti potrebbe essere particolarmente sensibile alla frutta molto zuccherina (banane, uva, mandarini, fichi…) e al fruttosio che in alcuni soggetti stimola la produzione di trigliceridi. Bisogna inoltre scartare i grassi solidi presenti in alcune carni (bistecche, maiale, salame, prosciutto). Questi grassi solidi sono anche detti saturi (grassi cattivi) e sono il fattore principale per la produzione di trigliceridi.   Bisogna aumentare l'uso del pesce e ridurre invece quello dell'alcol che è spesso legato ad un aumento di colesterolo nel sangue. Infine non dimentichiamo una sana attività fisica. Lo sport, l'aerobica e il regolare movimento fisico infatti aiutano a bruciare trigliceridi e a normalizzare la loro presenza nel sangue. Basta poco dunque per aiutare il nostro cuore: la soluzione è cambiare lo stile di vita!   Maria Melania Barone
Stipsi: cos'è e come si manifesta FibreLeggi lo speciale StitichezzaLeggi lo Speciale Stress La stipsi, un disturbo funzionale della muscolatura intestinale che, non riesce a far progredire con regolarità la massa fecale lungo l’intestino, comporta una diminuzione della frequenza delle scariche ed un aumento della consistenza delle feci che, rimanendo più a lungo nel lume intestinale, si disidratano ulteriormente. In Italia a soffrire di stitichezza sono circa 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini. Dopo i 60 anni ne soffre circa il 40% della popolazione.   Con l’età infatti la muscolatura addominale si indebolisce, si beve poco, le abitudini alimentari possono diventare errate ed aumenta lo stress. Si parla di stitichezza quando lo svuotamento dell’alvo avviene con intervalli superiori a tre giorni.   Per definire però una situazione di stitichezza non ci si può basare solo sulle volte in cui si va al bagno, ma si debbono prendere in considerazione anche altri fattori come:
  1. stimolo assente o raro,
  2. sensazione di incompleto svuotamento,
  3. la necessità di rimanere a lungo nel bagno,
  4. la presenza di eventuali dolori addominali.
  Quando qualcosa nell’intestino non va, si manifesta gonfiore addominale, digestione pesante e laboriosa, stipsi o diarrea. Per superare questi problemi è importante mantenere correttamente la microflora intestinale, 100.000 miliardi di batteri distribuiti variamente lungo il lume intestinale. La microflora infatti:
  1. interviene nei processi digestivi;
  2. partecipa alla sintesi di vitamine tra cui B2,B6,B12 e K;
  3. è una delle prime nostre linee di difesa, è infatti una barriera contro la penetrazione di virus, batteri e tossine;
  4. stimola le difese immunitarie;
  5. produce sostanze antimicrobiche.
  Se si rompe l’equilibrio dell’ecosistema microbico si hanno eccesso di gas con gonfiore e flatulenza,infiammazioni intestinali, colite ed anche cistiti e vaginiti ecc..   Le cause di queste alterazioni possono essere diverse :  
  1. alcoolici,
  2. farmaci come antibiotici,
  3. dieta carente di fibra,
  4. stress prolungati.
  Per fare del bene al nostro intestino si debbono assumere dei probiotici per uno,due mesi al fine di ripristinate l’eubiosi, per mantenerlo in buone condizioni sono sufficienti dei cicli di 15 giorni ogni mese o mese e mezzo.   Questi fermenti debbono però essere gastro-resistenti ed essere assunti in concentrazione adeguata.   Occorre anche fare attenzione al tipo di probiotico che si assume, nei bambini e negli anziani è da privilegiare l’assunzione di bifidum.   Qualunque variazione dei ritmi abituali si ripercuote in genere sulla funzionalità intestinale, stimolandola o riducendola fino a bloccarla.   Quali sono le caratteristiche della stipsi?
  1. il rallentamento della funzione intestinale
  2. la riduzione della frequenza delle evacuazioni
  3. aumento della consistenza delle feci
a volte è accompagnata da altri sintomi,
  1. lingua ricoperta da una patina bianca
  2. alito cattivo
  3. inappetenza
  4. difficoltà digestive
  5. pancia gonfia con presenza di gas (meteorismo)
  6. a volte mal di testa, nausea e dolori addominali
Purificare l’Intestino e ritrovare Benessere Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Colite
Leggi lo speciale Stitichezza

Leggi lo speciale Fermenti Lattici   Ma perchè è così importante purificare l'intestino? Molti sottovalutano le diete purificatrici, eppure è importante mangiare alimenti che ci sgonfino dai gas o eliminino le tossine accumulate e che non riusciamo ad espellere. Questo ci farà sentire più leggeri e difenderà la mucosa intestinale dalle lesioni, salvaguardando anche il colon.
L'intestino è la chiave del nostro benessere, ci hai mai fatto caso? Più fai attenzione a purificarlo e più ti sentirai rigenerata ed in forma! Infatti un intestino sano assorbe tutte le componenti nutrizionali dei cibi. Un intestino poco sano invece è caratterizzato da disturbi intestinali inizialmente non troppo preoccupanti, ma che possono diventare cronici. Tra questi annoveriamo stitichezza, meteorismo e cattiva digestione.   In realtà non dobbiamo sottovalutare la flora intestinale. Se nel nostro intestino vi è una flora intestinale alterata non potranno essere assorbiti al meglio i sali minerali, gli oligoelementi o i nutrienti essenziali contenuti nei cibi. E allora come fare perché questi siano assorbiti al meglio? Il primo consiglio è sicuramente quello di assumere cibi facilmente assimilabili come le fibre associate però ad una grande quantità di acqua e vitamine.   In particolar modo dobbiamo fare molta attenzione ad assumere cibi ricchi di magnesio e zinco che aiutano la vitalità della flora batterica intestinale oltre che il tratto superiore dell'intestino. Ma dove trovare magnesio e zinco? Sicuramente nella frutta e verdura: mele, pere uva, ben masticate o anche sotto forma di succhi o frullati, zucche, zucchine, i cuori di palma. Lo yogurt o il latte acido (Butter milk) può aiutare a superare la stitichezza e ad espellere le tossine dal tratto intestinale. Ma non serve a nulla mangiarne solo 50 grammi, la porzione ideale per un adulto è di 250 grammi al giorno e soprattutto è importante assumerlo lontano da altri pasti.   Per contrastare episodi di meteorismo, colite spastica ed episodi alternati di stitichezza e diarrea è fondamentale il riso selvatico sempre associato ad alte dosi di proteine nobili ed aminoacidi. Facendo dunque moltissima attenzione all'alimentazione specifica dell'intestino potrete contrastare la vostra stanchezza cronica, assicurandovi un sistema immunitario davvero forte!   Maria Melania Barone .................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Combattere la stitichezza - Prebiotico e prebiotici
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Prebiotico e prebiotici Fibre Leggi lo Speciale su: Fermenti Lattici   Si tratta di alimenti che non sono digeriti nell'intestino tenue e, nell'intestino crasso, stimolano la crescita e l'attività di batteri benefici, come il BIFIDOBACTERIUM e i lactobacilli. Vi appartengono: pane, pasta, patate, germe di grano, soia e le fibre (ad es.,l'inulina contenuta nella cicoria, nei carciofi, negli spinaci, nella cipolla e nell'aglio). La combinazione di probiotici e prebiotici (come avviene nei simbiotici) è particolarmente efficace per il riequilibrio della flora intestinale.   Anche le fibre, non digeribili dagli enzimi del nostro apparato digerente, contribuiscono al benessere dell'intestino e quindi dell'intero organismo perché, non essendo digerite e non avendo valore nutritivo, nel loro percorso attraverso il tubo digerente producono diversi effetti:  
  1. regolano la funzione intestinale sia in caso di stipsi sia di feci troppo liquide;
     
  2. aumentano la massa e l'idratazione della massa fecale, che transita quindi più agevolmente lungo il lume intestinale; 
     
  3. stimolano i movimenti peristaltici dell'intestino;
     
  4. esercitano un'azione detossificante grazie all'aumento della velocità di transito che contribuisce ad espellere le tossine; 
     
  5. sono un ottimo substrato di crescita (almeno per alcune di esse) per la microflora intestinale, favorendo l'EUBIOSI.
  Le fibre dovrebbero rientrare nella dieta come componenti essenziali in quantità di 30 g. al giorno. Si classificano in FIBRE SOLUBILI e FIBRE INSOLUBILI secondo il loro comportamento in acqua: a) quelle solubili, utili anche in caso di mucose intestinali infiammate, si trovano nella frutta (mele ed agrumi), in alcuni cereali (avena), nei legumi, nei semi del genere PLANTAGO, della famiglia delle LINACEE, e nella radice della cicoria.   Le fibre solubili assorbono acqua e formano un gel molto denso che favorisce la formazione di feci morbide e tengono in allena- mento il colon. Il loro uso non ha pressoché controindicazioni, tranne che per coloro che presentano diverticoli con pareti molto sottili;   b) quelle insolubili si trovano nei cereali integrali, nella crusca di frumento, nella segale, nel riso integrale e nelle verdure in genere, ed esercitano uno stimolo per la peristalsi.   Se assunte in quantità massicce e per lunghi periodi, possono essere lievemente irritanti per l'intestino. .................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sulla pancia? Leggi: Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Fibre
Vitamina B12 per la salute del feto Gravidanza Recenti studi hanno dimostrato come una carenza di vitamina B12 possa influire negativamente sulla formazione del feto. La vitamina B12 infatti è importantissima in questa delicatissima fase e la sua costante assunzione si potrà riscontare sin dai primi mesi di vita del nascituro, così come la sua carenza.   La carenza di vitamina B12 infatti può predisporre ad una serie di effetti congeniti come quelli del tubo neurale, dalla spina bifida all'anencefalia. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista “Pediatrics” e svolto dai ricercatori del Trinity College di Dublino e del National Institute of Health americano.   Che la carenza di questa importante vitamina comportasse rischi per il nascituro è cosa ormai risaputa, ma i ricercatori hanno voluto valutarne effettivamente i rischi. Ad essere colpiti maggiormente dai difetti del tubo neurale sono il cervello e il midollo spinale. Alla vitamina B12 bisogna associare anche l'assunzione di acido folico.   I ricercatori lanciano questo avvertimenti soprattutto alle donne vegetariane, perché pochi sanno che questa è la categoria più esposta a complicanze durante il periodo della gestazione. Sono proprio gli alimenti di origine animale infatti ad essere ricchi di vitamina B12.   Inoltre anche i problemi intestinali causano problemi nell'assorbimento di minerali e vitamine.   I ricercatori hanno esaminato tre gruppi di volontarie: il primo formato da 95 donne incinte a cui era stato diagnosticato un difetto del tubo neurale nel feto; nel secondo gruppo erano comprese 107 mamme di un bimbo nato con una malformazione del tubo neurale e ora incinte di un feto sano; del terzo gruppo facevano parte 76 signore con le caratteristiche del primo gruppo, ma provenienti da un altro studio clinico.   Gli studiosi hanno riscontrato che in tutti i gruppi i livelli di folati e di vitamina B12 erano inferiori a quelli di madri incinte di bimbi sani. Dai risultati emerge che le donne con meno di 250 ng/ml di vitamina B12 prima della gravidanza corrono un rischio da 2,5 a 3 volte maggiore di partorire figli con difetti del tubo neurale rispetto alle donne con alti livelli di vitamina B12. Invece il rischio di difetti congeniti è di 5 volte superiore nelle donne che assumono meno di 149 ng/ml.   Ma se sei incinta e temi di non aver assunto abbastanza vitamina B12 ed acido folico, non temere, perchè basta intervenire tempestivamente e rivolgersi al medico per avere consigli specifici e misurati alle proprie esigenze.   Maria Melania Barone ....................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle vitamine? Dieta in gravidanza - La carenza di vitamina b12 può causare spina bifida

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Pesce fritto e rischio di ictus Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Ictus Consumare pesce fa bene alla salute, ma questo lo sapevamo già. Quello che, invece, non sapevamo è che se il pesce è fritto non solo perde quelle caratteristiche nutrizionali che lo rendono salutare (la frittura, infatti, deteriora gli acidi grassi omega 3), ma addirittura può risultare nocivo e, in particolare, potrebbe incrementere il rischio di ictus. È il risultato di uno studio condotto ad Atlanta, ossia in quella zona degli Stati Uniti chiamata stroke belt (cintura dell’ictus), proprio in virtù dell’elevata incidenza di questa patologia. Lo studio, pubblicato lo scorso dicembre da Neurology, la rivista americana dell'American Academy of Neurology, ha messo in relazione la prevalenza della patologia con l’abitudine di consumare pesce fritto.   L’American Heart Association (AHA), d’altro canto, consiglia due o più pasti a base di pesce durante la settimana; ovviamente, a patto che non sia fritto.   Vediamo, quindi, due ricette gustose che potremmo preparare per mangiare del buon pesce senza friggerlo.   Pesce alla gallipolina
  Questo modo di preparare il pesce, tipico del Sud Salento e, in particolare, di Gallipoli, va bene per tantissini tipi di pesce, dalla seppia al filetto di merluzzo, dalla triglia alla coda di rospo.
Ingredienti. Filetto di merluzzo (o anche altro tipo di pesce), aglio, prezzemolo, pan grattato, sale, pepe, olio extravergine di oliva.   Procedimento. Prendere il filetto di merluzzo e sciacquarlo. Tritare uno spicchio d’aglio (o anche due, a seconda dei gusti e della quantità di pesce che volete preparare), con un ciuffo di prezzemolo. Aggiungere 2-3 cucchiai di pan grattato, sale e pepe. Mescolare il tutto. Intingere il pesce in olio extravergine di oliva e, immediatamente dopo, impanarlo con l’intingolo preparato precedentemente. Posare i filetti sulla griglia ben calda e farli cuocere da ambo i lati.   Alternativa. Preparare il pesce allo stesso modo, ma cuocerlo in forno a 180 gradi per circa 20 minuti. In questo caso, aggiungere un filo di olio anche sul fondo della teglia. Questo tipo di preparazione si può fare anche con i filetti di merluzzo surgelato.   Seppie ripiene

Ingredienti. Seppie, pane raffermo, pan grattato, aglio, prezzemolo, olio extravergine di oliva, un pizzico di sale.
Procedimento. Pulire e lavare accuratamente le seppie. Tenere le sacche intere e tagliare a pezzetti i tentacoli. Preparare un ripieno con tentacoli, pan grattato, pane raffermo, aglio e prezzemolo. Mettere un filo d’olio sulla teglia. Poggiarvi le sacche e riempirle con il composto precedentemente preparato. Aggiungere un filo d’olio. Cuocere in forno a 180 gradi per 20 minuti circa. Alternativa. Se lo gradite, potete anche aggiungere una spolverata di pecorino.   Margherita Russo ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sull'arteriosclerosi? Leggi: Il vino senza alcol: vantaggi e svantaggi - Il colesterolo blocca tumori   Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Fermenti lattici e Stitichezza FibreLeggi lo speciale Stitichezza
Leggi lo speciale Fermenti Lattici   La Stitichezza che non è una malattia ma un sintomo, è provocata da un transito intestinale anomalo con scarsità di feci (per volume e frequenze) spesso difficili da espellere. La permanenza dei materiali fecali all'interno dell'intestino per un periodo di tempo superiore a 24 ore può causare fenomeni di autointossicazione per assorbimento di sostanze tossiche che dovrebbero invece essere eliminate con le feci.   Tra i motivi della stitichezza:   - Disturbi funzionali (colon irritabile)    - Lunga permanenza a letto   - Uso di farmaci (antidepressivi, tranquillanti, lassativi… ecc)    - Inadeguata assunzione di fibre   - Scarso esercizio fisico   - Malattie gastrointestinali   - Ridotta flora intestinale   La stipsi può presentarsi solo per un breve periodo come conseguenza di situazioni momentanee (interventi chirurgici, viaggi, malattie… ) o essere dovuta ad un intestino pigro, problema che si può controllare adeguando dieta e stile di vita.   Può essere causata da:   - colon irritabile che può causare stipsi o diarrea e un'alternanza dei due disturbi    - farmaci   - diverticolosi   - gravidanza   - emorroidi   o da una vera e propria ostruzione meccanica legata a cause anatomiche diverse, come il rettocele (cioè un'eccessiva dilatazione dell'angolo rettale) o il prolasso rettale.   Per curare la stitichezza si deve bere di più, adottare una dieta ricca di frutta (kiwi) e di verdura, risulta altresì utile l'integrazione con lattobacilli che, aumentando l'acidità del tratto intestinale, determinano un aumento della peristalsi (attività di contrazione ritmica dell'intestino) che fa progredire la massa fecale. Le persone anziane in particolare soffrono spesso di stitichezza cronica, per abuso di lassativi; studi recenti hanno evidenziato che un regime probiotico a base di L. ACIDOPHILUS, BIFIDUM e L. BULGARICUS associati a 200 ml di latte giornalieri combattono efficacemente la stipsi.   Se la stitichezza è associata a dolori nella parte bassa dell'addome, nausea, febbre e diarrea può trattarsi di DIVERTICOLITE, un'infiammazione dei diverticoli; in tal caso bisognerà seguire la terapia antibiotica prescritta dal medico, aumentare il consumo di acqua e aggiungere più fibra alla dieta.
Perchè si parla di Colesterolo buono e Colesterolo cattivo? Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto

Si tratta di una semplificazione per indicare il complesso lipoproteico che contiene il colesterolo. Il colesterolo totale infatti non misura la semplice molecola lipidica di colesterolo, ma il composto che lo contiene.   La proteina che avvolge i grassi non è sempre la stessa:
  • Le LDL, una classe di lipoproteine a bassa densità, rivestono il colesterolo diretto dal fegato ai diversi organi e tessuti; qualora il colesterolo non venga prelevato, le LDL restano nel circolo ematico e, soprattutto per ossidazione dei radicali liberi, possono subire delle alterazioni, alle quali segue spesso una reazione infiammatoria che è all’ origine della placca ateromatosa. Vengono denominate colesterolo cattivo.
  • Le HDL, lipoproteine ad alta densità, rivestono il colesterolo che va dai tessuti al fegato, organo che lo metabolizza per smaltirlo, e sono indicate come colesterolo buono.
  E’ quindi il rivestimento proteico che conferisce alle lipoproteine un significato protettivo o di rischio cardiovascolare.   Ma per capire meglio, facciamo un passo indietro e spieghiamo cosa sono le Lipoproteine.   Le lipoproteine, particelle microscopiche di forma sferica che circolano nel sangue, sono formate da grassi (colesterolo e trigliceridi) e proteine. Questi composti si possono suddividere in 5 grandi classi: CHILOMICRONI, VLDL, IDL, LDL, HDL, che ne riflettono la diversa composizione relativamente alla loro densità.   I grassi non si sciolgono nel sangue, perché questo è costituito per il 55% di acqua, e vengono quindi trasportati dalle “Lipoproteine”, che al pari di una calamita hanno una doppia polarità: all’esterno, si trova la loro parte che ha affinità con l’acqua (idrofila), e che permette al composto di restare disciolto nel sangue, mentre all’interno vi è la parte lipofila, che ha affinità per i grassi (colesterolo e trigliceridi).   Vuoi saperne di più sul colesterolo HDL e LDL? Leggi la Guida Colesterolo e Trigliceridi - Colesterolo e Dieta: cerchiamo di fare chiarezza   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Intolleranza al lattosio e fermenti lattici Allergie e IntolleranzeLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
Leggi lo speciale Fermenti Lattici
  Dopo i primi anni di vita, l’enzima che scinde il lattosio – la lattasi – può non essere più sintetizzata dall’organismo, in questo caso il lattosio assunto con l’alimentazione passa indigerito attraverso l’intestino. Elevate quantità di lattosio provocano gonfiore,sensazione di pienezza, tensione addominale, crampi, meteorismo e talvolta feci scomposte. Nel colon il lattosio può essere fermentato da parte della microflora con produzione di idrogeno ed acidi organici ( ad es. acido lattico).   Gli individui che anche in età adulta conservano l’attività della lattasi si definiscono lattasi persistenti. In genere l’intolleranza al lattosio non si manifesta alla prima minima quantità che entra a contatto dell’organismo, ma esiste un valore soglia oltre il quale si manifestano i disturbi, per cui non serve eliminare tutto il lattosio dalla dieta, ma occorre individuare la quantità massima di lattosio tollerato. Il lattosio oltre che nel latte è presente nello yogurt, nella panna, nel burro, nella mozzarella, nei formaggi fusi, in alcuni tipi di salumi, in prodotti alimentari industriali, negli integratori alimentari.   Esistono in farmacia degli integratori che contengono lattasi, gli enzimi deputati a scindere il lattosio, che diminuiscono l’intolleranza dell’individuo; i fermenti lattici poi, oltre a non avere nessuna controindicazione per le persone intolleranti al lattosio, aiutano anche l’organismo a digerirlo.   L’eliminazione del latte e dei suoi derivati dalla dieta può provocare una significativa riduzione del calcio disponibile, per cui si dovrebbe assumere calcio con integratori oppure privilegiare nella dieta cibi ricchi di calcio. La capacità di un individuo di metabolizzare il lattosio si può accertare con il “breath test”, in cui si somministra lattosio, che, fermentato dalla microflora intestinale, produce idrogeno ; questo viene rilevato nell’aria espirata in quanto il suo quantitativo aumenta a seconda appunto dela capacità metabolica del soggetto.   Dott. Andrea Ielmini - Farmacista ................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più su intolleranze e fermenti lattici? Leggi L'Acidophilus nell' intolleranza al lattosio
Carciofi: benessere dal Nord Africa Vitamine I carciofi sono buonissimi e fanno bene all'organismo. Come tutti gli ortaggi del resto… Ma il carciofo è uno degli ortaggi più amati dalla cucina italiana e si è diffuso rapidamente, dal Nord Africa in tutto il mondo.   Una simpatia diffusa, forse per la sua bontà, forse perché fa bene o forse perché più che un ortaggio è un fiore, diverso dai fiori che conosciamo, ma ha una sua bellezza. É proprio il fiore del carciofo la parte commestibile. Il carciofo è una vera e propria riserva di elementi preziosi per l'organismo. É una riserva di ferro ed ha un buon valore nutritivo. Tra gli elementi preziosi in esso contenuti spiccano in particolare potassio, sodio, fosforo, calcio e vitamine A, B1, B2, C, PP, acido citrico ed acido malico, tannini e zuccheri anche se non in quantità tali da spaventare i diabetici.   Ma a cosa fa bene il carciofo?
  Le qualità del carciofo si vedono dentro e fuori il nostro corpo. É tonico, stimola il fegato e discioglie i calcoli renali. Inoltre calma la tosse e aiuta a purificare il sangue. É importantissimo per la flora intestinale perchè contiene inulina, una sostanza che aiuta la proliferazione dei bifidobatteri. Il carciofo inoltre contiene in grandi quantità anche dei composti fenolici che favoriscono la diuresi renale e regolamentano la secrezione biliare. I polifenoli si mantengono anche dopo la cottura e rendono il carciofo uno degli alimenti più nobili perché ricco di questi antiossidanti, che hanno un potere antitumorale come ricorda uno studio pubblicato sulla rivista “Nutrition and Cancer”, dove si ricorda che i polifenoli interferiscono con l'ossidazione indotta dai radicali liberi che inducono la trasformazione tumorale.   Ma non è finita! Il carciofo è anche un alimento dimagrante. Non tutti sanno infatti che, se mangiato prima dei pasti, può aiutare a bloccare il senso di fame. Inoltre può anche essere consumato crudo con del limone o altri condimenti che aiutano a renderlo più gradevole in quanto il carciofo crudo è davvero amaro. Importante però è consumare carciofi freschi in cui il gambo si spezzi ma non si pieghi.   Gli steroli in esso contenuti aiutano a ridurre il colesterolo cattivo. Inoltre potrai mangiarne in abbondanza grazie alle sue 22 calorie ogni 100 grammi. Fanno bene anche alle donne in dolce attesa perché il carciofo contiene acido folico in abbondanza. I suoi benefici dunque sono davvero infiniti… Cosa aspettiamo allora a sbizzarrirci con geniali ricette della cucina italiana?   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Ricette per riciclare avanzi natalizi Ricette Spesso, dopo il periodo natalizio, ci rimane in casa qualche prodotto tipico: un pandoro, un torrone, un cotechino… e non vorremo buttarlo via, ma magari non abbiamo più tanta voglia di mangiarlo. Come possiamo riciclare questi alimenti per consumarli in maniera diversa dal solito e quindi più invitante?   Pandoro e panettone. In realtà, si tratta di due prodotti che, se anche avanzano, si consumano in genere senza troppi problemi. Possono, infatti, sostituire biscotti e brioche a colazione o anche diventare una merenda. Il pandoro classico, poi, si presta anche a essere usato come base per dolci al cucchiaio; basta affettarlo, bagnarlo un po', magari con cappuccino o con un liquore, e farcirlo con crema a piacere. Certo, però, in questo modo diventa un attentato alla linea. Il consiglio è: se ti è rimasto un pandoro o un panettone, consumalo preferibilmente a colazione, senza esagerare nelle quantità. Se, invece, non ne hai più in casa, non farti tentare dai prezzi promozionali con cui vengono venduti nei negozi in questo periodo. Ricorda che si tratta di dolci molto ricchi di grassi e calorie.   Torrone. Si presta particolarmente alla preparazione di semifreddi. Ecco una ricetta, molto semplice da realizzare.   Semifreddo al torrone e caffè
  Ingredienti: 4 uova intere 400 ml di panna fresca 120 g di torrone 100 g di zucchero 1 cucchiaino di polvere di caffè.   Procedimento: tritare finemente il torrone, prima con un coltello, poi nel mixer. Montare i tuorli con lo zucchero. Incorporare il torrone tritato e la polvere di caffé. Montare la panna e incorporarla lentamente al composto, ponendo attenzione a non farla smontare. Montare gli albumi a neve e incorporare anche questi, delicatamente. Riempire 4 stampini e riporre in freezer per almeno 4 ore. Servire con cioccolato fuso o con panna montata. Se non ti è rimasta una quantità di torrone sufficiente per realizzare questo semifreddo, potresti usarlo per arricchire la farcitura di una torta, magari aggiungendolo alla crema pasticcera, dopo averlo sbriciolato ovviamente; oppure puoi utilizzarlo per accompagnare un dolce al cucchiaio, per esempio un budino o una pallina di gelato alla vaniglia, sempre, dopo averlo tritato finemente.   Cotechino. Chi ha detto che si può mangiare solo a Capodanno? Certo, si tratta di un alimento a elevato contenuto di grassi e non bisogna esagerare, ma se te n’è avanzato uno, potesti servirlo come secondo piatto, accompagnato da un puré di patate, da patate al forno o lesse, oppure da una semplice insalata di lattuga. In alternativa potesti utilizzarlo per realizzare un primo piatto che, essendo particolarmente ricco, è indicato a diventare una pietanza unica. Ecco una ricetta.
Gnocchi di patate con zucchine e cotechino
  Ingredienti per 4 persone: 800 g di gnocchi di patate 1 cotechino piccolo 2/3 zucchine di media grandezza Cipolla Parmigiano Olio extravergine di oliva
Procedimento: far soffriggere la cipolla nell’olio e aggiungere le zucchine tagliate a rondelle. Quando saranno cotte, aggiungere anche il cotechino, precedentemente cotto, sbudellato e tritato grossolanamente. Condire gli gnocchi, spolverare con parmigiano e servire. Alternativa. Puoi usare funghi al posto delle zucchine. In quel caso, sostituisci la cipolla con uno spicchio d’aglio, che toglierai dopo averlo fatto soffriggere. Se vuoi creare tu un personalissimo primo piatto per riciclare un cotechino, tieni presente che si può abbinare anche ai piselli o alla verza.   Margherita Russo
Lactobacillus Bulgaricus Alimentazione Corretta Leggi lo speciale Fermenti Lattici
Il Lactobacillus è un genere di micro-batterio benefici che vivono nel corpo umano e sono solitamente presenti nei tratti gastrointestinali e nella vagina. Anche se costituiscono solo una porzione relativamente piccola della flora intestinale, aiutano a trasformare il lattosio e altri zuccheri in acido lattico. Ne esiste un certo numero di ceppi diversi, e il bulgaricus è uno di essi. Il Lactobacillus bulgaricus si può trovare nello yogurt e in alcuni formaggi a pasta molle.   Storia. C'è una leggenda bulgara che racconta di un giovane pastore che vegliava il suo gregge nella catena montuosa dei Balcani. La storia racconta di come le capre producessero così tanto latte che il ragazzo non aveva abbastanza recipienti per contenerlo. Così, per non sprecare il latte, fece un sacco di pelle di agnello e vi mise il latte. La mattina seguente scoprì che il latte si era trasformato in yogurt. Ciò si sarebbe verificato a causa del contenuto di Lactobacillus bulgaricus.   Importanza. Il primo a scoprire che il Lactobacillus bulgaricus ha dei benefici salutari è stato il biologo bulgaro Stamen Grigorov nel 1905, quando lo isolò da colture di yogurt. Grigov dimostrò che il Lactobacillus portava benefici nel trattamento e nella prevenzione di una serie di malattie, quali tubercolosi, ulcere e affaticamento.   Lactobacillus bulgaricus e yogurt Oggi il Lactobacillus bulgaricus è una delle numerose specie di batteri comunemente utilizzati per la produzione di yogurt. Nel processo di produzione dello yogurt, il Lactobacillus bulgaricus si nutre di latte e produce acido lattico. I batteri contribuiscono a scomporre l'enzima lattasi nell'intestino e possono aiutare la digestione.   Funzione Il Lactobacillus bulgaricus aiuta il corpo a scomporre alcuni enzimi come il lattosio; questo può facilitare il processo digestivo, in particolare per le persone che sono intolleranti al lattosio. I batteri amici contribuiscono anche a promuovere la crescita di altri batteri benefici e aiutano a mantenere sano il sistema immunitario. Può anche aiutare l'organismo a metabolizzare i lipidi e a mantenere sani livelli di colesterolo. Poiché il Lactobacillus bulgaricus ha proprietà antibiotiche, può aiutare a prevenire le infezioni e la proliferazione di microrganismi patogeni nell'intestino.   Integratori di Lactobacillus bulgaricus Oltre ai benefici del Lactobacillus bulgaricus che si ottengono da alcuni tipi di yogurt, sono disponibili anche degli integratori sotto forma di bevande probiotiche. Le bevande probiotiche e gli integratori contengono batteri benefici vivi. Le bevande probiotiche più apprezzate includono anche i benefici extra di frullati di frutta come la yucca, la papaia, il mirtillo e l'amarena. Il Lactobacillus bulgaricus è a volte combinato con il Lactobacillus acidophilus in compresse probiotiche.
Fermenti lattici e vitamine: un mix vincente Alimentazione Corretta Leggi lo speciale Fermenti lattici   Parleremo, omettendone il nome per evitare pubblicità, di un integratore di fermenti lattici e vitamine molto completo venduto in formato liquido. Perché completo? Prima di tutto perché contiene una buona varietà di fermenti, ognuno con la sua propria attività specifica e poi perché la presenza di vitamine potenzia l'effetto complessivo.   Vediamo da vicino i principali fermenti presenti, Lb sta per lactobacillus Bifidobacterium agisce in sincronia con le vitamine del gruppo B in quanto ne migliora l'assorbimento; crea un effetto barriera e grazie al suo contributo in beta-galattosidasi, che è un enzima, riduce l'intolleranza al lattosio; Lb. Salivarius aiuta a metabolizzare al meglio le proteine, agisce da rapido ricolonizzatore gastrico, migliorando il processo digestivo generale, è ottimo in caso di flatulenza e brontolii intestinali, sintomatici di una cattiva digestione; Lb. Casei stimola il sistema immunitario e sembra avere una buona attività preventiva su alcune patologie come l'artrite e disturbi come le intossicazioni alimentari e l'attacco da agenti patogeni; Lb. Sporogenes è assolutamente gastroresistente, termoresistente e le sue spore aderiscono perfettamente all'epitelio gastrico, risulta molto utile prima di iniziare una terapia antibiotica; Lb. Acidophilus è anch'esso gastroresistente e ricolonizza velocemente, sembra avere un'azione immunostimolante.   Si diceva che in questo integratore ci sono altri ingredienti che coadiuvano l'azione dei fermenti stessi come il miele, ottimo apportatore energetico, molto valido nei casi di disbiosi cioè di alterazione della flora batterica intestinale. La presenza di vitamina C è molto importante vista la sua gamma di azione: mantiene l'elasticità dei capillari, migliora l'assorbimento del ferro, previene le infezioni dell'apparato urinario, blocca la produzione e la circolazione delle nitrosammine, che sono sostanze cancerogene. Inoltre contribuisce alla produzione di emoglobina e dei globuli rossi nel midollo osseo. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sullo yogurt? Leggi: La cura dei fermenti lattici - Pancia sgonfia con lo yogurt
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Olio di Pesce e problemi cardiaci Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
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  Si sente spesso parlare dell’olio di pesce, nei contesti più vari, andiamo a vedere esattamente di cosa si tratta. La peculiarità dell’olio di pesce, in particolare dell’olio che si ottiene dai cosiddetti pesci azzurri, quali sardine, sgombri, acciughe, salmoni, tonni, è quella di essere assai ricco di un gruppo di acidi grassi polinsaturi, tra cui l’acido alfa linolenico (o ALA), l’acido eicosapentaenoico (o EPA), l’acido docosaesaenoico (o DHA), noti anche come omega 3. Sono presenti in quantità minore anche in altri abitanti del mare, quali pesce spada, merluzzo, crostacei ma in misura assai minore. Gli omega 3 sono anche presenti in natura, negli oli di lino, oliva, girasole, nella soia, nei legumi. Uno studio condotto su una popolazione di eschimesi della Groenlandia, i quali si nutrono quasi esclusivamente di pesce crudo, ha evidenziato la scarsissima incidenza di malattie cardio vascolari, da qui la comunità scientifica ha iniziato a prenderli in seria considerazione.   Gli acidi grassi omega 3, in particolare i due tipi più attivi (EPA e DHA) sono indicati principalmente per ridurre gli alti livelli di trigliceridi nel circolo sanguigno. Un’altra indicazione importante è la prevenzione di eventi cardiovascolari in soggetti a rischio oltre all’utilizzo per diminuire l’attività coagulante del sangue, in quanto diminuiscono l’aggregazione piastrinica; hanno attività anche nella diminuzione della pressione arteriosa; hanno altresì attività antiaritmica, e vi è una evidenza limitata per l’uso nell’angina ed evidenze non del tutto convincenti per l’utilizzo nell’asma.   Altra attività importantissima degli acidi grassi omega 3 essenziali è lo sviluppo del cervello nel neonato e la partecipazione al metabolismo delle membrane cellulari, di cui concorrono a sintetizzare i fosfolipidi che le costituiscono; hanno anche attività antinfiammatoria, che effettuano interferendo nella sintesi di prostaglandine; si pensi che l’aspirina, il farmaco antinfiammatorio più conosciuto, a sua volta interviene inibendo una famiglia di prostaglandine infiammatorie.   L’assorbimento degli omega 3 avviene a livello dell’intestino, da lì attraverso il circolo linfatico passano a quello sistemico attraverso il quale vengono trasportati ai vari tessuti dell’organismo.   Uno studio denominato GISSI prevenzione, condotto per 42 mesi su più di 11000 pazienti con infarto miocardico pregresso, ha dimostrato che l’utilizzo di una dose giornaliera di almeno di 1 g di EPA e DHA difende sensibilmente dal ripetersi dell’evento, riducendo quindi la mortalità. Non sono stati rilevati effetti avversi tranne che, in qualche caso, lievi disturbi gastrointestinali.   Il servizio sanitario nazionale infatti li ha convenzionati nei casi di persone a rischio cardiovascolare. In qualche caso, la somministrazione di olio di pesce può interferire ad esempio con l’aspirina, o con altri FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), con aumentata frequenza di emorragie nasali, e facilità nelle ecchimosi, in quanto hanno in comune il fatto di aumentare la fluidità del sangue.   In commercio si ritrovano oggi diversi preparati di EPA e DHA (i due più attivi) di solito in associazione con vitamine.   In conclusione, una integrazione costante di olio di pesce, laddove il consumo alimentare non sia molto frequente, sia per persone con buoni parametri del sangue ma soprattutto per coloro che hanno elevati valori di trigliceridi e colesterolo, appare sicuramente consigliabile.
Astanxantina per un benessere naturale Antiossidanti Si chiama Astanxantina ed è sinonimo del benessere fisico. I suoi effetti sono 100-500 volte più potenti e concreti della vitamina E. Ma cos'è l'astanxantina? Si tratta della regina dei carotenoidi, antiossidanti importanti per la salute delle cellule.   L’Astanxantina si trova in molti organismi viventi, soprattutto nei pesci rossi. I carotenoidi sono responsabili del benessere cellulare e della nostra bellezza, della lucentezza dei nostri capelli e della nostra pelle. Si trovano principalmente nelle piante, nelle alghe e nei batteri fotosintetici ma anche in lieviti e muffe, dove svolgono una funzione protettiva contro il danno da luce e ossigeno.   Proteggono le cellule aiutando anche la loro corretta attività e limitando il danno indotto dai radicali liberi. Sono anche una fonte nutritiva importante perché forniscono vitamina A. Tutte queste proprietà risultano fortemente accentuate nell'astanxantina, che tra tutti i carotenoidi è la più potente ed è importantissima per allontanare il rischio di alcune malattie.   È sia idrosolubile che liposolubile e questa sua peculiarità conferisce alla molecola la possibilità di permeare le membrane cellulari con estrema facilità.   L'astanxantina protegge occhi e cervello, e preserva le membrane mitocondriali del DNA dai danni indotti dalla luce. Proprio per questo è importante fare il pieno di astanxantina prima di esporsi al sole. Ne guadagnerà anche la vostra bellezza perché l'axantinina consente una coloritura omogenea per tutto il corpo soprattutto se associata a creme protettive.   Anche se tra tutti i carotenoidi il betacarotene è il più conosciuto, l'astanxantina è la più potente: ha un'efficacia doppia rispetto al betacarotene ed è 100/500 volte più potente della Vitamina E nel prevenire la perossidazione degli acidi grassi.   Ma dove si trova questa molecola naturale per il benessere fisico assoluto? Se ti piacciono i crostacei o il salmone affumicato non avrai problemi, soprattutto in estate, perché sono proprio gli alimenti che ne contengono in abbondanza.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sul benessere? Leggi Un week-end a tutto benessere - Corpo, benessere e Pilates   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Antiossidanti Vuoi più memoria? Riduci le calorie Alimentazione Corretta[03 Sett. 2010] Dieta ipocalorica? Non fa bene solo alla linea ma anche alla salute e, soprattutto è un modo intelligente per migliorare la propria qualità della vita oggi e per il futuro. I ricercatori hanno trovato un metodo facile e veloce per migliorare la memoria e allo stesso tempo mantenere la linea. Basta infatti ridurre le calorie. Un motivo in più per mantenere la linea!

Le calorie infatti, se assunte senza misure e in quantità elevata inibiscono l'attività cerebrale causando problemi nella concentrazione. Invece una dieta ipocalorica non solo alleggerisce l'organismo velocizzando il metabolismo, ma migliora anche l'attività cerebrale ed allontana il rischio di demenza senile e malattie neurodegenerative.

Lo studio ha esaminato 50 volontari tra i 50 e i 72 anni ed è stato condotto dai ricercatori dell'Università di Munster. I volontari erano sia normopeso che sovrappeso e sono stati divisi in tre gruppi, al primo gruppo è stato prescritto da un dietista un regime alimentare che tagliava del 30% le calorie ingerite ogni giorno, il secondo gruppo invece non è stata imposta alcuna dieta particolare mentre il terzo ha assunto cibi contenenti Omega 3 come pesce ed olio di oliva.

Trascorso un periodo di controllo di 3 mesi tutti i volontari si sono cimentati con test mnemonici che mostravano un miglioramento della memoria anche del 10-20% in più rispetto a coloro che avevano mangiato di più.

Ma come mai questo risultato? Per Leigh Gibson, dell'università di Roehampton, il cervello funziona meglio con meno calorie perché diminuisce la produzione di insulina. Agnes Flöel dell'università di Munster afferma invece che il miglioramento della memoria in età matura favorisce anche la prevenzione di malattie neurovegetative e demenza senile in età avanzata. Ovviamente però le calorie non vanno ridotte in assoluto, altrimenti con esse vengono ridotti anche alcuni componenti fondamentali, come ferro, calcio e sali minerali.

Tuttavia apportare una sostanziosa riduzione delle calorie pur seguendo un'alimentazione sana e completa insieme all'attività fisica può davvero aiutarci a migliorare il nostro organismo e la nostra memoria. Ridurre del 30% le calorie ogni giorno significa doversi necessariamente affidare ad un medico che ci segua passo dopo passo. Solo in questo modo possiamo essere sicuri di fare la cosa giusta. Tuttavia una sana passeggiata o una corsetta la mattina potrebbe davvero aiutarci a stimolare il metabolismo regolando intuitivamente l'apporto calorico. L'attività fisica costituisce un primo passo nello smaltimento delle calorie che aiutano a migliorare la memoria.

Maria Melania Barone
Cucinare al cartoccio: tutta salute! Alimentazione Corretta L'ideale sarebbe cucinare sempre al cartoccio: è il tipo di cucina più salutare perché consente di non disperdere troppi sali e vitamine, ma lascia inalterato il contenuto nutritivo dei cibi.   Ormai abbiamo imparato che cucinare i cibi, verdure fresche e quant'altro in acqua bollente aiuta a disperdere le componenti nutritive dei cibi. Questo tipo di cucina è la più diffusa in occidente e caratterizza la nostra cucina mediterranea italiana, conosciutissima per la cottura della pasta e molto altro!   In Italia abbiamo anche altri tipi di cottura, come la marinatura del pesce crudo ad esempio. Ma non basta. Le verdure e gli ortaggi ad esempio necessitano di una cottura a vapore per essere pienamente salutari e garantire lo stesso apporto nutritivo di una verdura cruda. Il 70% delle componenti nutritive (vitamine e sali minerali) infatti si disperdono o muoiono con la cottura, ma questo non accade nella cottura a vapore diffusa in oriente. E allora come conciliare le due cose?   In occidente in realtà abbiamo anche un tipo di cottura privilegiata, quella al cartoccio che consente di unire sia la cottura da forno che la cottura a vapore. Per farlo possiamo usare una carta oleata o vegetale (migliore perché consente il passaggio dell'aria) oppure una carta da forno bagnata e strizzata o se preferite la classica carta d'alluminio.
Il pesce e la carne non necessitano di condimenti in quanto cuoceranno nel loro stesso grasso: il risultato? il piatto sarà dietetico e la pietanza morbidissima.
Ma è possibile cucinare anche la pasta al cartoccio: in questo caso, poiché la pasta non contiene grassi naturali, bisogna aggiungere il condimento e possibilmente cuocerla prima in acqua. Alla pasta poi possiamo abbinare anche una fetta di pesce crudo con condimenti e chiudere tutto in un unico cartoccio oppure fare diverse porzioni già divise in cartocci diversi. Dopo 20-25 minuti a 200 gradi il risultato sarà assolutamente sensazionale, il nutrimento sarà migliore e la linea garantita!   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamine? Leggi:  Gli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di vitamina D nei bambini Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Capodanno 2011: Lenticchie immancabili RicetteLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
Leggi lo Speciale: Menu Capodanno 2011
Si dice portino fortuna e soprattutto tanti soldi. Con lo zampone o il cotechino, sono il piatto tipico del primo dell’anno, ma le lenticchie sono anche un alimento molto importante nella dieta quotidiana. Contengono, infatti, proteine, per questo sono considerate un buon sostituto della carne, fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Ma c’è di più. Grazie alla quantità di fibre, sono utili a regolare il livello di glucosio e di colesterolo nel sangue. Bisogna però fare un po’ di attenzione alla scelta. Ce ne sono di tanti tipi e non sono tutte uguali.   Le diverse qualità
  Lenticchie di Castelluccio di Norcia (Umbria): sono la qualità italiana più pregiata, hanno ottenuto il riconoscimenti Igp.   Lenticchia verde di Altamura: sono perfette come contorno e al livello estetico si presentano più grandi rispetto alle classiche marroni.
Lenticchie di Ustica: sono piccolissime e di colore scuro. Sono tenere e ideali per una minestra saporita. Hanno la caratteristica di crescere sui terreni vulcanici dell'isola.   Lenticchie dell’Armuña (Spagna): sono tipiche della zona di Salamanca e hanno un colore verde chiaro. Sono molto morbide e saporite.   Lenticchia Egiziana. È chiamata così ma è la classica lenticchia rossa ed è molto diffusa in Medio Oriente. Deve essere cotta poco ed è un contorno ottimo con piatti di carne e riso.   Perché portano fortuna?
  Le lenticchie simboleggiano i soldi. Secondo un antico rito pagano, consumare questo legume il primo giorno dell’anno è di buon auspicio. Per questo motivo, regalare un salvadanaio (o un semplice sacchetto) pieno di lenticchie è come augurare ricchezza per l’anno nuovo e soprattutto tante monete quanti sono i legumi. Secondo il parere di molti esperti, tutto dipende dal fatto che le lenticchie assomigliano alle monete dell’epoca. Sono inoltre presenti anche nel libro della Genesi (cap.25, versi 29-34), nell’episodio in cui Giacobbe vende un piatto di minestra lenticchie a Esaù in cambio dei suoi diritti di primogenito.   Ricetta lenticchie al curry e all’uvetta
  Ingredienti: 200 g di lenticchie secche, 3 cucchiai di uva passa,1 mela, 2 cipolle,1 spicchio d’aglio, succo di un limone, 2 foglie di alloro, 2 cucchiai di curry, 3 cucchiai di olio d’oliva, peperoncino in polvere, sale.
Preparazione: se avete comprato lenticchie secche, prima di usarle vanno prima lasciate a bagno almeno una notte, altrimenti potete cucinarle subito. Fatele cuocere a fuoco lento con le due foglie di alloro in acqua salata per circa 20 minuti.  Contemporaneamente lasciate in ammollo l’uvetta, pulite e tritate cipolle e mela e mettete il tutto in una padella con olio e aglio. Aggiungete poi curry e peperoncino. Quando le vostre lenticchie saranno cotte, scolatele e mescolatele al sughetto realizzato con il curry e un po’ d’acqua di cottura. Infine, qualche goccia di limone (facoltativa).
Capodanno 2011: Menu per 6 a 100 euro Ricette Leggi lo speciale: Menu Capodanno 2011   Vuoi preparare un cenone con un budget limitato, senza rinunciare a sorprendere i tuoi ospiti? Seguendo questo menù spenderai circa 70 euro, ti resteranno dunque 30 euro per le bevande. Le ricette sono pensate per 6 persone. I costi sono indicativi e sono stati calcolati andando a fare la spesa in due diversi ipermercati. Facendo attenzione alle offerte che pullulano un po’ ovunque potesti spendere ancora meno. Le ricette non sono troppo complicate e si possono preparare con qualche ora di anticipo, in modo che tu abbia tutto il tempo per pensare anche al tuo look.   ANTIPASTI
  Pomodori al forno: costo: sotto i 5 euro   Ingredienti: 1 kg di pomodori grossi e polposi 1 spicchio di aglio Pan grattato Origano Sale Olio extravergine di oliva   Procedimento: lavare e tagliare i pomodori a metà. Sistemarli ben serrati in una capiente teglia, spolverarli con abbondante pan grattato, aggiungere sale e origano. In un angolo della teglia riporre uno spicchio d’aglio. Irrorare con un filo d’olio. Cuocere per 20 minuti in forno già caldo (180/200 gradi).   Passaggio critico: attenzione a non farli spappolare. I pomodori devono risultare cotti e dorati in superficie, ma ancora abbastanza sodi.   Variante: per avere una crosticina più saporita, puoi aggiungere una spolverata di parmigiano dopo il pan grattato.   Alici con aromi mediterranei: costo: 8/10 euro   Ingredienti: 1 kg di alici freschissime 2 cucchiaini di capperi sotto aceto o sotto sale 1 spicchio d’aglio 3 limoni (solo succo) Olio extravergine di oliva Prezzemolo Sale   Procedimento: pulire le alici aprendole a libro ed eliminando testa, lisca e interiora. Lavarle in maniera accurata e asciugarle con carta da cucina. Disporle in una padella con il succo dei limoni, i capperi (se usi quelli sotto sale, ricorda di lavarli), sale e uno spicchio d’aglio intero che riporrai in un angolo della teglia in modo da poterlo toglierle prima di servire il pesce. Cuocere in forno già caldo (180 gradi) per 5 minuti. Irrorare con olio extravergine di oliva, aggiungere il prezzemolo e far raffreddare prima di servire.
Passaggio critico: pulire le alici non è piacevole. L’ideale sarebbe farsele spinare in pescheria, in modo da doverle poi solo lavare.   Variante: prima di mettere il pesce in forno, puoi cospargerlo con abbondante pan grattato.
Caramelle di pomodoro e mozzarella: costo: 8/10 euro.
Ingredienti: Ciliegine di mozzarella (la quantità dipende dal numero di “caramelle” che vuoi ottenere, per 6 persone dovrebbero bastarti 400 grammi) Pomodorini Sale Origano Olio extravergine di oliva Stuzzicadenti   Procedimento: tagliare i pomodorini a metà, mettere una mozzarellina in mezzo ai pomodori e infilzare la “caramella” con uno stuzzicadenti. Ripetere l’operazioni fino a ottenere il numero di “caramelle” desiderato, ponendole direttamente nel piatto di portata. Condire con origano e poco olio. Variante: puoi arricchire il piatto aggiungendo olive verdi.   PRIMO PIATTO

Cannelloni ripieni di ricotta e spinaci: costo: 12/15 euro
Ingredienti: 250 grammi di cannelloni (si consiglia di prendere quelli che non necessitano di essere precotti in modo da velocizzare la preparazione). 600 grammi di ricotta 500 grammi di spinaci 1 uovo scamorza piccola parmigiano pepe Per la besciamella 1 litro di latte 100 g burro 100 g di farina Un pizzico di noce moscata Sale   Procedimento: preparare il ripieno con la ricotta, gli spinaci sbollentati, 1 uovo, abbondante parmigiano grattugiato, sale, un pizzico di pepe. Dopo aver amalgamato bene il tutto, riempire i cannelloni aiutandosi con un cucchiaino. Tappare le estremità dei cannelloni con un pezzettino di scamorza abbastanza grande. Sul fondo della teglia mettere un paio di mestoli di besciamella. Allineare poi tutti i cannelloni. Ricoprire con abbondante besciamella. Spolverare con abbondante parmigiano grattugiato e con qualche pezzettino di scamorza. Cuocere in forno già caldo (180/200 gradi) per 20 minuti + 5 minuti di grill. Lasciare i cannelloni nel forno spento per altri 10 minuti.   Passaggio critico: la besciamella, se si usano i cannelloni che non necessitano di precottura, deve essere un po’ più liquida del normale, altrimenti non cuociono e rimangono duri in superficie. Quasi sicuramente, preparandone un litro, come da ricetta, avanzerà. Mezzo litro però rischia di non essere sufficiente. Si consiglia quindi di prepararne un litro in modo da non avere problemi.   Variante: per ricoprire i cannelloni si può usare un quantitativo inferiore di besciamella a cui aggiungere un po’ di sugo. Se non ami la besciamella, puoi anche usare solo sugo semplice.   SECONDI PIATTI

Cotechino con le lenticchie: un classico della tradizione che non può mancare ed è anche un piatto economico. Per un cotechino da mezzo chilo accompagnato da lenticchie, si spendono circa 5/6 euro.   Procedimento: per preparare il cotechino, se scegli quello precotto, ti basterà seguire le istruzioni riportate sulla confezione.   Come preparare le lenticchie: farle bollire fino a cottura con uno spicchio d’aglio e due foglie di alloro. Metterle nel piatto di portata e irrorarle con olio extravergine di oliva.   Arrosto di maiale con arance: Costo: 12/15 euro   Ingredienti: 1 kg di lonza di maiale 3 arance non trattate 3 foglie di alloro Un bicchierino di brandy 30 grammi di burro 3 cucchiai di olio extravergine di oliva Sale
Procedimento: con il pelapatate prelevare solo la parte colorata della buccia d’arancia e ridurla in filetti. In seguito, pelare a vivo le arance, asportando, quindi, anche tutta la parte bianca. Strofinare la lonza con del sale e farla rosolare nell’olio e nel burro, insieme, su tutti i lati, in modo che sia dorata in maniera uniforme. Aggiungere le arance pelate, l’alloro, il brandy e un mestolino di acqua bollente. Coprire con un foglio di alluminio e far cuocere per 20 minuti in forno precedentemente riscaldato a 200 gradi. Eliminare il foglio di alluminio, schiacciare le arance per farne uscire il succo, e unire le scorze, che avrai precedentemente sbollentato. Continuare la cottura per altri 30/40 minuti, allungando, se necessario, il fondo di cottura con un altro mestolo d’acqua. Sfornare l’arrosto, avvolgerlo nel foglio di alluminio e lasciarlo riposare per una decina di minuti. Nel frattempo, se il fondo di cottura risultasse troppo liquido, farlo addensare a fuoco vivace. Tagliare l’arrosto a fettine di medio spessore e servirlo con il fondo di cottura.   Passaggio critico: questo piatto non è complicato, occorre però fare attenzione alla cottura per evitare che risulti secco o poco cotto.   Variante: a metà cottura si possono aggiungere 4 mele annurca tagliate a cubetti. Idea contorno. Come contorno per questo piatto si può servire un’insalata di arance. Le arance vanno pelate a vivo, tagliate a rondelle e condite con sale e olio extavergine d’oliva.   DESSERT
  Il dessert più economico in questo periodo è anche quello più tradizionale. Un panettone tradizionale o un pandoro di marca possono costare anche meno di due euro.   Margherita Russo
Capodanno 2011: Ricette Dolci e Facili Ricette Leggi lo speciale: Menu Capodanno 2011   Prendere per la gola gli ospiti non è poi così difficile. Anche una Bridget Jones dei fornelli può trasformarsi nella mitica Julia Child, la maestra di cucina che ha fatto la storia negli Stati Uniti. Alcuni dolci, infatti, hanno ricette facilissime, nonostante possano sembrare estremamente complicati e raffinati. L’alta pasticceria può entrare nelle vostre case in punta di piedi e sorprendere i vostri ospiti magari proprio durante il cenone di Capodanno. Mi raccomando, per fare bella figura non svelate mai i vostri segreti.   Semifreddo al torroncino
  Ingredienti per quattro persone: 150/200 gr di torrone, 2 uova, 30 gr.di zucchero, 250 ml di panna da montare, 1 cucchiaio di brandy o un altro liquore a vostra scelta, cioccolato fondente per la guarnizione, latte q.b.   Preparazione
  Prima cosa bisogna tritare il torrone: un mixer può essere lo strumento giusto, altrimenti battetelo con un batticarne e poi passatelo con la mezzaluna. Montate i tuorli con lo zucchero e incorporate il torrone e il liquore. A parte dovete montare a neve gli albumi e la panna (separatamente). Poi unite i tre composti e mescolate bene dal basso verso l’alto, fino a ottenere una crema soffice e omogenea. Versatela ora in uno stampo di carta stagnola. Deve stare in freezer dalle 4 alle 8 ore. Tiratelo fuori 30 minuti prima di servirlo e decoratelo con del cioccolato fondente (o della frutta).   Creme brulè
  Ingredienti per sei persone: 125 ml di latte, 500 ml di panna, 8 uova, 1 baccello di vaniglia, 130 gr di zucchero.   Preparazione
  In un pentolino unite il latte, la panna e la vaniglia e portate a ebollizione. Montate a parte, invece, i tuorli con lo zucchero. Quando il latte inizierà a bollire leggermente, eliminate la vaniglia e versatelo lentamente sulle uova sbattute. Dovete continuare a girare, affinché l’uovo non si cuocia. Ora versate la crema in sei stampi monoporzione e metteteli in una teglia, con acqua bollente, a bagnomaria e infornate per circa un’ora a 180°. Quando la crema vi sembra cotta, toglietela dal forno aggiungete zucchero di canna e con l’accendino apposito, flambate il vostro dolce.   Tartufi mille gusti
  Ingredienti: 250 gr di mascarpone, 100 gr di cioccolato fondente, cocco in polvere, cacao in polvere, granella di nocciola, 1/2 bicchierino di rum, 80 gr di zucchero a velo   Preparazione
  Fate sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria. Mi raccomando continuate a girare, affinché non bruci. A parte montate il mascarpone con lo zucchero a velo e aggiungeteci il cioccolato fuso e il rum. Girate bene fino a ottenere un composto omogeneo. Lasciate raffreddare un paio d’ore in frigorifero. Poi riprendete l’impasto e con le mani fate delle piccole palline. Le passate o nel cocco o nel cacao amaro o nella nocciola. I vostri tartufi sono pronti, non vi resta che organizzare una piccola piramide, alternando i tre colori.   Valentina Rorato
Capodanno 2011: menu salva-tempo Ricette Leggi lo speciale: Menu Capodanno 2011   Per preparare un cenone di Capodanno non c’è bisogno di essere degli chef e realizzare dei manicaretti da stelle Michelin. Esistono tante ricette, facili facili, che renderanno la serata piacevole e divertente. Se la cucina non è il vostro forte, bisogna puntare sulle decorazioni: un piatto ben presentato è un piatto un po’ più gustoso da assaggiare. Il secondo segreto è la semplicità: evitate di strafare e di complicarvi la vita in cucina. È meglio presentare delle pietanze poco elaborate, ma commestibili.   Panettone gastronomico con frutta e formaggi
  Ingredienti: 1 panettone, 200 gr di robiola, 2 pere, 80 gr gherigli di noce, 100 gr formaggio fresco da spalmare, 100 gr mascarpone, 2 cucchiai di grappa, 1 arancia, 1 mela.   Preparazione: realizzare un panettone gastronomico è facilissimo, dovete solo armarvi di pazienza e coltello. Prendete un panettone confezionato, o andate in pasticceria se preferite, e tagliatelo in dischi alti circa un centimetro. Ora dovete solo alternare la farcitura. Vi consiglio di utilizzare dei formaggi cremosi, facili da spalmare. Qui abbiamo indicato mascarpone e robiola, ovviamente aggiungete qualsiasi tipo vi piaccia, anche il gorgonzola.   Alternate un disco, la farcitura, due dischi, la farcitura di nuovo e così via fino in cima. Il ripieno deve avere uno strato di formaggio e uno di frutta (scegliendo tra pere, mele e arance). Ogni tanto aggiungete un po’ noci e spruzzate il panettone con la grappa. Una volta completato, tagliatelo dall’alto verso il basso, in otto spicchi, affinché i vostri ospiti possano servirsi come fossero tramezzini. In cima aggiungete uva e pungitopo come decorazione.   Linguine scampi e cognac
  Ingredienti per quattro persone: aglio, un po’ di cognac, olio, pepe, 250 ml panna, pomodoro, prezzemolo, 12 scampi, sale   Preparazione: cucinare il pesce è davvero facile: il segreto sta nella freschezza e in una cottura leggera e veloce. Per fare il sugo dovete rosolare l’aglio con l’olio. Poi aggiungete gli scampi puliti a pezzettini e fateli cuocere per qualche minuto (tenetene quattro interi per la decorazione finale). Poi sfumate con il cognac e lo fate evaporare. In un’altra padella, invece, fate scaldare un po’ di pomodoro (un paio di cucchiai di passata), con del fumetto che avrete preparato in precedenza con acqua, verdure (carote e sedano) e le teste degli scampi. Mi raccomando prima di aggiungere il brodo alla passata, dovete scolarlo e filtrarlo. Quando vi sembra che si sia rappreso, aggiungete la panna e create una crema. Poi unite i due composti (quello con i gamberi e il cognac e il pomodoro con la panna). Salate e pepate. Fate lessare le linguine, quando sono al dente, le scolate e le fate saltare in padella con il sugo e un pochino d’acqua di cottura. Preparate i piatti decorandoli con lo scampo intero e il prezzemolo.   Salmone con arance e finocchio
  Ingredienti per quattro persone: 4 filetti di salmone, 1 cucchiaio salsa di soia, 1 cucchiaino grappa, un mix di pepe, 2 finocchi, 3 arance, olive verdi, olio e sale.   Preparazione: mi raccomando acquistate dei filetti in trancio puliti e freschi. La materia prima è fondamentale, perché la ricetta è semplice, non troppo elaborata, ma ha bisogno che il pesce sia eccellente. In una ciotola mixate la salsa di soia, con olio, grappa e pepe. Mettete in un piatto fondo i vostri filetti a marinate con la salsa, copriteli con della carta argentata e lasciateli in frigorifero per almeno un’ora. A parte preparate arance e finocchi: vanno lavati e tagliati a fettine sottili. Appoggiateli in una scodellina e conditeli con olio, olive e sale. Il piatto è espresso perché va cotto pochi minuti prima di servirlo a tavola. Mentre state consumando il primo piatto, fate scaldare una piastra per la griglia. I filetti vanno cotti 3/5 minuti per lato e adagiati nel piatto con l’insalata di agrumi.
Cannella natalizia anti diabete Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale Diabete mellito Leggi lo speciale: Menu Capodanno 2011 Leggi lo speciale: Carnevale 2011   Una spezia gustosa salutare e afrodisiaca? Secondo gli studiosi esiste ed è la cannella. Oltre ad essere un ingrediente privilegiato nel campo della pasticceria ha anche importantissime virtù benefiche antidiabetiche ed anticolesterolo.   Per molti una spezia afrodisiaca, per altri una vera e propria medicina. Gli usi della cannella sono davvero vasti e antichissimi. Ma ormai la scienza conferma: la cannella è l'ingrediente per dolci antidiabete!   Questa spezia unica, tipica della tradizione nordica, ha infatti la capacità di ridurre il glucosio nel sangue e aumentare l'azione dell'insulina. Una grande scoperta contro una delle malattie più diffuse sul pianeta! Ma la cannella riduce anche il colesterolo cattivo nel sangue (LDL) e i trigliceridi.   Le virtù della cannella sono conosciutissime sin dall'antichità, lo testimonia il fatto che è una spezia diffusa in tutte le tradizioni culinarie europee. Ma sicuramente è la tradizione svedese a darle un posto di primo piano e son proprio le Università svedesi a condurre numerosi studi col fine di valutare la percentuale di conferme positive sulla sua azione antidiabete.   Un recente studio svedese dimostra che è la cinnamaldeide, contenuta nella cannella e prevalentemente nella corteccia dei rami giovani a essere dotata di azione ipoglicemizzante e ipolipemizzante. Un altro composto, il metil-idrossi calcone avrebbe attività simili a quella dell'insulina.   È la chicca della pasticceria nord europea soprattutto in periodo natalizio. Dal classico riso dolce con cannella ai biscotti, i famosissimi Kanelbullar, la cannella signoreggia nelle pasticcerie svedesi! Ciascuna regione della Svezia infatti, ha una sua tradizionale ricetta natalizia a base di cannella. Ma la cannella ormai è entrata a far parte anche della tradizione italiana. Nella Surcola Marsicana si producono le Nevole: leggeri biscotti a base di cannella, uova e farina ed anche le Frappe (dette anche chiacchiere di carnevale).   Ma quello che mette d'accordo tutti è la cioccolata alla cannella: una vera e propria apoteosi afrodisiaca per la gioia della gola! E il bello è che da oggi potrai mangiarla senza farti troppi scrupoli!   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Probiotici: confermate le loro funzioni benefiche - Tre giorni di dieta depurativa Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Alimentazione corretta
Alimentazione Anti-Depressione Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale Depressione bipolare

Hai notato che esistono dei cibi che mettono il buon umore? E' stato dimostrato infatti che frutta e verdure crude rendono più attiva la nostra mente e aiutano a raggiungere uno stato di benessere psicofisico. Ecco com'è nata l'idea dell'alimentazione anti-depressione!   Mille colori di frutta, verdura e ortaggi non stuzzicano solo la fantasia delle cuoche più esperte, ma influiscono seriamente anche sul nostro benessere psicofisico. Decorare i piatti ad esempio è indubbiamente un tocco di eleganza e di raffinatezza in cucina, ma è una pratica che può essere fatta anche con criterio rispettando le necessità nutrizionali e gli abbinamenti tra alimenti e colori.   Da questa varietà e da questa continua curiosità nasce infatti l'idea di un'alimentazione creativa ed anti-depressiva. Si tratta di uno studio dell'Università di Melbourne, pubblicato sull'American Journal of Psichiatry che ha visto impegnati decine di ricercatori per 10 anni su circa 1000 donne tra i 29 ed i 93 anni. I risultati hanno favorito quelle donne che conducevano una dieta mediterranea con cibi vari e senza grassi: yogurt, frutta, verdura, cereali, pane integrale ed ortaggi. Cibi magri variegati e senza grassi che danno anche sfogo alla fantasia!   Ed ecco che delle carote tagliate finemente alla julienne possono ravvivare come contorno un piatto di pesce alla griglia. Oppure due pomodorini possono essere il delizioso contorno di un piatto di fagioli. La pasta può essere condita non solo con verdure ed ortaggi e carne, ma anche erbe e spezie: l'erba cipollina ed il prezzemolo, ad esempio, possono speziare un semplicissimo piatto di pasta tonno e pomodorini. Doneranno non solo un aroma unico, ma aiuteranno anche l'organismo a regolare la pressione.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui meccanismi del cervello? Leggi: Inverno:depressione stagionale  - La terapia sky contro la depressione Articoli correlati per keyword: Salute - Psicologia
Bambini in sovrappeso: evitare gli eccessi durante le Feste Bambini Leggi lo speciale: Menu Capodanno 2011   Il sovrappeso e l'obesità sono i disturbi nutrizionali più frequenti in tutti i Paesi industrializzati. L'Italia detiene il primato europeo. Il problema è più diffuso nei bambini di sesso maschile ed età superiore ai 6 anni.   Controllare l’alimentazione dei propri figli non è semplice. Spesso, gli stimoli esterni sono eccessivi e molte volte, se anche a casa si cerca di limitare il consumo di cibi troppo grassi o troppo dolci, poi, dagli amici o dai parenti, questi stessi alimenti vengono offerti ai bambini, che il più delle volte non sanno rifiutare. Il problema Alimentazione e bambini: come evitare gli eccessi, diventa più importante durante le Feste, soprattutto quelle natalizie, ormai alle porte, quando in casa aumenta la disponibilità di prodotti supercalorici.   Come fare, allora?

Proibire non serve a molto, è meglio educare. Bisognerebbe insegnare ai bambini, sin da piccoli, a nutrirsi in maniera corretta. Un bimbo abituato a seguire un regime alimentare sano sarà meno propenso agli stravizi a cui si va incontro durante le festività e, dunque, più semplice da controllare.   Ma come si può fare, concretamente, a educare i più piccoli a mangiare in maniera adeguata?  
  1. Cercando di non premiarli con il cibo (Se fai il bravo, ti compro un cioccolatino ...) e insegnando, in questo modo, che gli alimenti servono a sfamarsi, non a gratificarsi.

  2. Abituandoli a tre pasti regolari al giorno, più due spuntini: uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio. Gli spuntini dovrebbero essere costituiti da frutta non zuccherata. Se gliela offriamo sin da quando sono molto piccoli, cercando di proporre loro quella che preferiscono, la accetteranno e diventerà naturale mangiarla per merenda. Un dolcetto ogni tanto va bene, l’importante è che non diventi un'abitudine regolare.

  3. Dando il buon esempio. Seguendo, cioè, una corretta alimentazione.

  4. Stimolandoli a praticare un'attività fisica regolare e limitando le ore trascorse davanti a televisione, computer e videogame.
     
  5. Ricordando, infine, che il cibo non è un gioco. Sin da piccolissimi, bisognerebbe abituarli a mangiare seduti, prima al seggiolone, poi a tavola, senza "distrarli" con espedienti vari per costringerli a buttar giù, senza rendersene conto, quanto gli stiamo offrendo.
  E per affrontare l’”emergenza” delle Feste?
Ecco qualche piccola strategia per limitare gli eccessi durante le prossime festività.
  Ricorda che i giorni delle feste non durano tutto dicembre. Limita dunque il consumo dei dolci tipici a Natale e Capodanno. Sono solo due giorni, qualche stravizio, se limitato nel tempo, è consentito e non produce troppo danno. Ovviamente, fa attenzione anche alle porzioni, che devono essere adeguate all’età di chi le consuma.   Durante tutti gli altri giorni, evita di tenere a portata di mano e troppo in vista panettone, pandoro, torroncini, dolcetti caserecci e tutti gli altri cibi tentatori.   Nei giorni che “circondano” le feste, prepara pietanze leggere e poco caloriche (pesce, pollo, legumi, verdure …) per compensare gli eccessi delle festività.   “Istruisci” nonni e zii a offrire dolcetti vari in quantità moderata e solo saltuariamente. Con le mamme dei piccoli amici può essere più imbarazzante, soprattutto se non si ha molta confidenza. In quel caso, prova con l'esempio. In pratica, quando i tuoi figli portano a casa i compagni di scuola, offri loro per merenda cibi sani: frutta, yogurt, latte e, qualche volta, dolci non troppo calorici fatti in casa (ciambella semplice, torta di mele, torta allo yogurt …). Prova a offrire la frutta in maniera creativa; potresti, per esempio, preparare spiedini con banana, kiwi, mela e mandarino; una macedonia con frutta di stagione (a cui, al limite, potrai aggiungere un cucchiaio di panna montata fresca); al posto del succo di frutta una bella spremuta d’arancia. Per rendere l’atmosfera più festosa e richiamare il Natale, potresti offrire la frutta in piatti o bicchieri decorati con tema natalizio. Se ami fare i biscotti, cerca una ricetta non eccessivamente calorica e proponili in forma natalizia, in questo periodo troverai tantissime formine "in tema" (stelle comete, abeti, pupazzi di neve ... ). Vedrai che le altre mamme, se sensibili al tema dell’alimentazione, ti imiteranno.   Durante le feste, approfitta del tempo libero per proporre giochi attivi e, se il clima lo permette, organizza qualche gita. In sintesi, cerca di promuovere il movimento e di bandire il più possibile la sedentarietà. Assumere qualche caloria in più fa certamente molto più danno se si trascorre tutto il tempo davanti alla TV, oppure davanti a un videogame.
E se si va al ristorante? Riunisci la famiglia e programmate in anticipo, il più possibile, cosa mangerete. Per esempio, decidete che berrete solo acqua, oppure che non sarà permesso chiedere patatine fritte, in modo da “progettare” un pranzo il più possibile equilibrato, seppure con qualche concessione in più. Inoltre, appena avrete finito, alzatevi da tavola e uscite, in modo da non farvi tentare da altre pietanze, per esempio da un dolce di troppo.   Margherita Russo .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Ad ogni età la giusta alimentazione - Attenzione alle merendine Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini
Stipsi acuta: impara a gestirla naturalmente FibreLeggi lo speciale Stitichezza

Anche tu soffri di stitichezza? Non prendere troppe purghe! Se la stipsi è frequente devi necessariamente adottare altri metodi. Innanzi tutto consumare alimenti che favoriscano l'evacuazione e prendere delle tisane depurative, vediamo quali.   La stitichezza è dovuta a molteplici fattori: alla base ci può essere una patologia intestinale oppure uno stile di vita sbagliato. In entrambi i casi comunque bisogna dire che prendere delle purghe non è proprio salutare per l'intestino, sia perché queste provocano abbassamenti repentini della pressione sanguigna, sia perché attaccano spesso la flora intestinale minando le basi della già precaria armonia intestinale.   Sarebbe dunque necessario intervenire sempre sullo stile di vita, sull'alimentazione ed altro ancora. Bisogna innanzitutto non fare una vita troppo sedentaria perché questo rallenta ogni processo biologico, dal metabolismo all'evacuazione e alla disintossicazione.   Non è nemmeno detto che bisogna correre nel bagno tutte le mattine. Solitamente infatti, è sufficiente evacuare almeno 3 volte a settimana e produrre feci disidratate e compatte. Se si alternano invece casi di diarrea/stipsi è ipotizzabile un'alterazione della flora batterica intestinale dovuta allo stile di vita.   Non dovete eliminare l'ipotesi di fare comunque una visita dal gastroenterologo in quanto la causa potrebbe anche essere quella di un'intolleranza alimentare.   Per quanto riguarda invece i rimedi "fai da te" possiamo utilizzare delle tisane depurative a base di frangula, semi di esilio, convolvolo, malva, menta piperita. Potete farla voi stessi comprando gli elementi puri in erboristeria oppure scegliendo una tisana specifica per questo problema.   Inoltre è assolutamente necessario bere almeno 1,5 lt al giorno di acqua e mangiare moltissimi legumi. Mangiare meno carne e formaggio ed incrementare il consumo di frutta sarà sicuramente la chiave di svolta. Ancora meglio se mangiate uva, kiwi e pere, magari con una bella macedonia. Importantissimo è anche camminare tanto e fare qualche esercizio per tonificare gli addominali, vi faciliteranno nell'evacuazione. E perché non fare una scorpacciata di fichi? La loro azione è veramente miracolosa!   Maria Melania Barone ..............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Stitichezza?  Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Fibre
Probiotici: confermate le loro funzioni benefiche Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale fermenti lattici e probiotici

Cosa sono i probiotici e davvero rafforzano l'intestino? Quali sono i tipi che fanno più bene al nostro organismo? Scopriamoli.   Integrare la nostra dieta con probiotici, cioè batteri in grado di fermentare le sostanze nel nostro intestino, è un approccio intelligente per salvaguardare la salute del nostro fegato e del nostro intestino. Questa volta a dirlo è uno studio della Nutrition House. La ricerca canadese ha confermato che i probiotici influenzano la nostra salute fisica ed il nostro benessere. I probiotici infatti rafforzano le difese immunitarie addirittura negli anziani.   Come mai accade ciò?
  Per gli studiosi la risposta starebbe nel fatto che il sistema immunitario è concentrato al 70% nel tratto gastrointestinale. Nell'intestino esistono oltre 400 tipi diversi di batteri "buoni" cioè quelli che ci aiutano nel metabolizzare le sostanze che mastichiamo e che ingeriamo. Ma esistono anche batteri "cattivi" soprattutto nel tubo digerente, cioè dove i batteri buoni cominciano a scarseggiare. I batteri buoni infatti si occupano proprio di eliminare i batteri cattivi. Ma con assunzione di organismi probiotici possiamo facilitare l'eliminazione di batteri nocivi anche nel tratto digerente.   Se ad una dieta ricca di organsmi probiotici associamo anche una riduzione dell'assunzione di antibiotici, noteremo sicuramente un miglioramento. Infatti gli antibiotici uccidono batteri sia buoni che cattivi.   Ma dove troviamo gli organismi probiotici?
  Per molti questi vanno ricercati principalmente negli yogurt, ma non è proprio così. Ci sono dei probiotici che noi assumiamo regolarmente anche senza mangiare yogurt e possiamo dividerli in due grandi famiglie: lactobacillus casei e lactobacillus acidophilus (si trovano nei formaggi) ed i lactobacillus delbrueckii bulgaricus, streptococcus thermophilius e bifiobacterium lactis (presenti nello yogurt).   Tra i maggiori effetti positivi che possiamo attribuire ai probiotici troviamo: il miglioramento riscontrabile nei casi di diarrea, flatulenza e gonfiore addominale; il miglioramento della qualità del sangue; l'assimilazione del calcio e altri minerali; la produzione di vitamina B, tutto a vantaggio della pelle; rafforzamento del sistema immunitario; proteggono da infezioni delle vie urinarie, vaginiti, candide ed herpes genitale; riducono il colesterolo cattivo e producono sostanze antibiotiche naturali. Dunque perché non fare yogurt in casa tutti i giorni?   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sullo yogurt? Leggi I pericoli della dieta urto - Tre giorni di dieta depurativa Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Alimentazione corretta
I benefici del té nero AntiossidantiLeggi lo Speciale sul Colesterolo

É stato provato recentemente che il tè nero aiuta a vincere una gran quantità di disturbi fisici grazie agli antiossidanti contenuti. Ma la qualità più importante del tè nero è la protezione che esso assicura alle arterie.
E tu cosa aspetti a scegliere un tè raffinatissimo?
  Sono anni infatti che i ricercatori indagano sul successo di questa bevanda e dopo il te rosso, alla menta e verde anche il tè nero è stato promosso. Questa volta lo studio è finito su una prestigiosissima rivista, Health News Digest. Se vi siete stupiti dopo aver letto le grandissime proprietà del tè verde, rimarrete sbalorditi da quello che i ricercatori hanno scoperto sul tè nero che viene ricavato dalle foglie di Camelia Sinensis seccate per circa 10 ore. Il tè nero però assicura una quantità di antiossidanti superiore rispetto alle altre varietà.   E dove si vedono i suoi effetti?
  Per i ricercatori è semplice: sul cuore e sulle arterie. Anche l'individuo che è a maggior rischio infarto, con l'assunzione del tè nero infatti riesce a prevenire il rischio d'infarto. I benefici del tè nero derivano dall'alto contenuto di flavonoidi, potenti antiossidanti presenti anche in altri cibi, come le cipolle e il vino rosso. Queste sostanze impediscono l'ossidazione delle lipoproteine di bassa densità, il cosiddetto colesterolo cattivo che si deposita sulle arterie.   Tuttavia, per ottenere un effetto positivo è necessaria un'alta concentrazione di flavonoidi ed il tè nero ne contiene circa 4000! Poiché la teina va in circolo molto velocemente il tè nero ristora anche chi cerca concentrazione intellettuale perché accelera i tempi di risposta e di analisi del cervello.   Ma non è tutto!   Il tè nero infatti è un valido sostituto del latte. Non contiene certo tutte le proteine del latte, ma aiuta le ossa al punto che per molti studiosi previene l'osteoporosi migliorando la densità ossea, protegge dai virus influenzali, riduce il rischio di morte dopo un infarto e riduce le probabilità di contrarre il morbo di Alzheimer. Tuttavia per avere risultati importanti bisogna bere almeno 4 tazze di tè al giorno, ma attento a non abusarne!   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi: restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi
Meno rughe eliminando zuccheri e fritti Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti
Le Farine per il pane fatto in casa Educazione Alimentare Con la diffusione delle macchina per il pane è aumentata anche la voglia di sperimentare l'uso di ingredienti vari a partire dalle farine. Il pane comune è fatto solitamente con pasta lievitata a base di farina di grano, lievito, sale ed acqua. Tuttavia il pane diventa speciale se varia o viene aggiunto qualche ingrediente, come il latte, l'olio ecc.; oppure se alla farina di grano viene miscelata farina o farine di altra natura e qualità.   Siamo anche in un'epoca in cui si presta molta attenzione all'esotico, cioè a tutto ciò che ha un'origine diversa da quella nostrana o che semplicemente rievoca mondi lontani...pertanto andiamo alla scoperta delle farine più gettonate del momento per fare un pane sempre di moda...   Iniziamo dalle farine più “esotiche” che si trovano anche nel pane che si acquista nei forni e nelle panetterie.
La farina di kamut, non è altro che farina di un grano antenato dell'odierno grano duro. Il kamut proviene anticamente dalla Mesopotamia, l'odierno Iraq, ed è un grano che non è stato manipolato dall'industria agraria moderna pertanto conserva quasi inalterate le proprietà nutrizionali sue proprie. Il pane al kamut acquista in sapore e consistenza.   Anche il farro è un antenato del grano ed ha proprietà nutrizionali simili a quelle del grano tenero ed un sapore più marcato; difatti lo si usa per fare pani dall'aspetto e sapore rustico. Il farro è di solito ben tollerato anche da chi ha difficoltà con il grano.   La segale più che essere esotica è antica; essa difatti costituiva l'elemento base dei popoli celti e germanici in tempo di miseria. Conferisce al pane colore scuro tipico del pane che si consuma nel Nord Europa ed anche in alcune regioni nostrane del nord, come la Valle d'Aosta ed il Friuli.   Il grano saraceno, anche se si chiama così, in realtà è una leguminosa dai cui baccelli si ricava una farina ricca di amido e poverissima di glutine. Qui in Italia si coltiva prevalentemente in Valtellina. Altro cereale molto utilizzato e recentemente riscoperto è l'orzo; il cui uso è antico quanto il mondo. Molto nutriente e molto digeribile, conferisce al pane un gusto caratteristico e lo rende più calorico.   La farina di Manitoba è una miscela di farine di grani teneri (di diverse qualità) provenienti dall'America del Nord e di solito viene impiegata quasi sempre per conferire più forza e più doratura al pane grazie ad una sua elevata quantità di proteine.   Per quanto riguarda invece le farine classiche spendiamo due parole sul grano duro e sul grano tenero.   Il grano duro è un frumento ricco di proteine che conferisce al pane una colorazione piuttosto gialla e un gusto ricco. La farina di grano duro per il pane proviene dalla macinazione di una farina più grossolana utilizzata per la produzione di pasta. Questa farina si utilizza da noi soprattutto nel Sud.   Il grano tenero, la farina più utilizzata in panificazione, è suddiviso in diverse tipologia a seconda del grado di raffinazione. La raffinazione di solito elimina la parte integrale costituita da crusca e una buona parte proteica. Ad es. la farina di tipo integrale è quella assolutamente meno raffinata e contiene molta fibra; di solito viene utilizzata in miscele con farine di tipo 0, che sono farine medio raffinate adattissime per la panificazione a causa del loro contenuto in glutine e fibra. Esistono anche le farine di grano tenero di tipo 1 e 2 meno raffinate della 0 e vengono di solito usate principalmente dai forni per produrre pane rustico. La farina invece di tipo 00 è la più raffinata e quindi più povera in glutine e proteine. E' poco adatta per il pane ma va molto bene per preparare biscotti e torte.   ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? Leggi: Doc e Igp: sapere cosa mangiamo Legumi: una volta alimento povero, ora...

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Menu Capodanno 2011 RicetteLeggi lo Speciale:Menu Capodanno 2011

Stiamo per salutare il 2010 e, come ogni anno, l’approssimarsi del cenone crea ansie e preoccupazioni ai responsabili della preparazione della tavola e delle pietanze. Un’idea moderna e appetitosa, che ti semplificherà la vita e lascerà a bocca aperta i tuoi ospiti, è quella della cena in piedi, tipo buffet. Vediamo in questo articolo come prepararla senza errori.   La cena in piedi è un modo semplice, giovane e di classe per accontentare i tuoi ospiti senza impazzire nell’organizzazione del tradizionale cenone di Capodanno.   Inizia con la definizione del menu: punta sulla semplicità senza però rinunciare ai buoni sapori.   Aperitivo. Per coloro che non possono proprio rinunciarvi, basterà acquistare degli aperitivi analcolici o alcolici, a seconda dei gusti, ed abbinarli a tartine e snack fatti in casa. Punta su delle tartine al caviale, al salmone o al tartufo: acquista del pan carré e farciscilo a piacere. Sì alla pasta sfoglia ripiena di verdure, wurstel o formaggio. No a patatine e salatini tradizionali, vecchio stile e poco eleganti.   Antipasti. Ecco un’idea per un antipasto leggero e sfizioso da presentare ai tuoi ospiti prima della cena. Questa ricetta può essere personalizzata a piacere cambiando uno o più ingredienti. Per esempio al posto del pomodori puoi usare come “contenitore” delle uova sode.   Pomodori ripieni con tonno e maionese
  Ingredienti: pomodori scatolette di tonno maionese prezzemolo finemente tritato capperi sotto sale menta olive nere snocciolate sale e olio q.b   Svuota i pomodori e riempili con del tonno sminuzzato mischiato alla maionese, ai capperi, alla menta tritata finemente, alle olive e al contenuto dei pomodori, anch’esso sminuzzato. Aggiungi un pizzico di sale ed un filo d’olio e decora con dei ciuffi di prezzemolo.   Primo. Per il primo piatto anche per una cena a buffet puoi puntare sulla pasta. Una scelta “evergreen” è quella delle pennette al salmone, facili da realizzare e gustose. Disponi la pasta su dei vassoi dalle forme moderne e decora il tutto con spicchi di limone e ciuffi di prezzemolo. Se vuoi deliziare i tuoi ospiti senza “azzardare”, puoi acquistare dei ravioli in un negozio che vende pasta fresca e cucinarli con una salsa a piacere (al formaggio, al salmone, burro e salvia, salsa rosa, e così via). Preparare i ravioli in diverse versioni è un ottimo modo per soddisfare i gusti di tutti: ognuno sceglierà quelli che più lo aggradano. Ecco un esempio.   Ravioli freschi in salsa rosa
  Ingredienti: Ravioli Pomodori pelati Peperoni rossi Panna da cucina Cipolla Olio, sale e pepe Erba cipollina   Lava, pulisci e sminuzza i peperoni. Rosola la cipolla in olio extravergine e aggiungi i peperoni a dadini. Lascia cuocere. Aggiungi i pelati, un pizzico di sale e un po’ di pepe. Una volta cotto, metti il tutto nel mixer finché non ottieni una salsa morbida. Aggiungi la panna e cuoci per un paio di minuti. Cuoci i ravioli e condiscili con la salsa rosa, decorando il piatto con erba cipollina.   Secondo. Come da tradizione, il cotechino con le lenticchie non può mancare. Per “modernizzarlo” un po’ puoi servirlo in un vassoio di vetro, magari tagliato in forme geometriche particolari (puoi aiutarti con delle formine per dolci). Ricordati di disporlo sulla tavola in più contenitori, soprattutto se hai molti ospiti, in modo da permettere a tutti di servirsi senza sgomitare.   Bevande. In una cena di Capodanno lo spumante è un must. Non dimenticarti però degli ospiti estemi: offri sempre un’alternativa alle bevande alcoliche.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla cucina orientale? Leggi: La dieta Giapponese - Salmone e stoccafisso: le ricette norvegesi Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Ricette
Mal di pancia dovuto alle caramelle BambiniLeggi lo Speciale Dieta per la Pancia

Quante volte hai sentito dire: "non mangiare troppe caramelle che poi ti fa male la pancia" ? A cosa è dovuto questo mal di pancia?   Per gli studiosi in alcuni bambini il dolore è provocato dal cattivo assorbimento di zuccheri e dall'acidità di alcune caramelle. In altri casi invece sarebbe responsabile il fruttosio, lo zucchero della frutta.   Tuo figlio ha sempre il mal di pancia?
  Prima di mandarlo dal gastroenterologo cerca di guardare bene cosa mangia di nascosto. Per alcuni studiosi infatti, la causa è il fruttosio. Lo dice uno studio americano condotto dai ricercatori del Mary Bridge Children's Hospital and Health Center, nello stato di Washington, che hanno esaminato circa 245 bambini e adolescenti di età compresa tra i 2 e i 18 anni. I bambini in questione avevano mal di pancia cronici inspiegabili, alcuni di loro però conducevano una vita sanissima e un'alimentazione impeccabile.   Dov'era allora il problema?
  I ricercatori hanno fatto ingerire del fruttosio ai bambini ed hanno visto che nel 54% dei casi c'erano delle alterazioni per quanto concerne l'idrogeno prodotto nel canale digerente, il cosiddetto test del respiro.   Ma che cosa significa di preciso?
  Per i ricercatori in questi casi siamo di fronte ad un cattivo assorbimento del fruttosio, il che vuol dire tanto visto che il fruttosio è lo zucchero contenuto nella frutta, importantissima per la nostra alimentazione. I ricercatori allora hanno ipotizzato la sperimentazione di una rieducazione dell'apparato digerente. Bisognava in sostanza garantire un basso apporto di fruttosio per alcuni mesi, di modo da rieducare l'organismo al riassorbimento. Nel 68% dei casi si sono avuti risultati positivi ed i bambini hanno cominciato a digerire il fruttosio regolarmente anche dopo soli 3 mesi di regime alimentare.   Questo problema è dovuto al malfunzionamento della molecola che trasporta il fruttosio alle cellule delle pareti intestinali. Se lo zucchero non viene assorbito del tutto, infatti, rimane nel canale intestinale andando incontro a fermentazione. Si produce così l'idrogeno rilevato dal test del respiro, oltre ad acidi grassi e altre sostanze che causano i sintomi lamentati, ovvero gonfiore addominale, diarrea e meteorismo.   La ricerca in questione è stata presentata all'ultimo congresso dell'American College of Gastroenterology. Spesso l'abuso di fruttosio può comportare questo problema. Ed è bene ricordare dunque che le caramelle contengono spesso questo tipo di zucchero. L'unica soluzione dunque è ascoltare i consigli della mamma e non abusarne!   Maria Melania Barone ....................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile?Leggi   Allarme obesità per i bambini - Attenzione alle merendine Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini
Noci anti-stress Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale StressLeggi lo Speciale sul Colesterolo alto

No, non si tratta della divertente attività di rompere il guscio con lo schiaccianoci. Parliamo di una ricerca americana che stabilisce quale effetto abbiano le noci sul nostro organismo e come possano aiutarci ad eliminare lo stress.   Proprio così: se le loro proprietà anticolesterolo erano già note da tempo, ma adesso le noci sono anche in grado di eliminare lo stress. Come? Per la coordinatrice di uno studio della Penn State University, la Dot.sa Sheila West, la diminuzione dello stress sarebbe dovuta alla costante diminuzione della pressione sanguigna. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition.   Il team di ricerca ha sottoposto 22 volontari a tre diversi regimi alimentari, il primo basato su un supplemento di noci, il secondo con noci ed olio di noce ed il terzo con noci, olio di semi ed olio di semi di lino. Dopo 3 settimane di "dieta ferrea" i volontari appartenenti ai tre gruppi si sono sottoposti ad alcune prove particolarmente stressanti come un discorso in pubblico e l'immersione di un piede in acqua gelida. Queste due prove coinvolgevano l'area razionale e quella istintiva.   La ricercatrice commenta così la ricerca: "Le persone che hanno una risposta biologica eccessiva allo stress sono a rischio più elevato di disturbi cardiaci. Questo è il primo lavoro che mostra che le noci riducono la pressione sanguigna durante lo stress. Ciò suggerisce che la pressione è ridotta anche quando una persona è esposta a situazioni di tensione durante la vita quotidiana".   I risultati hanno confermato che tutti i volontari appartenenti al primo gruppo che si sono nutriti con noci ed olio di noce hanno mostrato una diminuzione della pressione sanguigna davvero notevole. A questo dato è risultato consequenziale una diminuzione dello stress ed anche del colesterolo che, oltre a determinare un benessere psicologico, garantisce anche la salute cardiovascolare. Cosa aspetti ad includere anche le noci nella tua dieta?   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull' alimentazione? Leggi: Frutta secca anticolesterolo - I segreti di bellezza della frutta secca Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Carenza vitamina D nei bambini VitamineLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

Cosa succede ad un bimbo che ha carenza di vitamina D? Che influenze ha questa vitamina sul peso corporeo? Analizziamo i comportamenti da assumere a tavola con i bambini.   I ricercatori dell'Università Nazionale della Colombia hanno studiato i collegamenti tra la carenza di vitamina D nei bambini e le patologie in età evolutiva. Secondo i ricercatori infatti, la carenza di vitamina D è strettamente collegata all'obesità in età adulta o nel periodo dello sviluppo.   Lo studio è stato condotto da Eduardo Villamor che ha evidenziato come la carenza di questa vitamina determini la distribuzione del grasso corporeo intorno alla vita. Tra i bambini esaminati infatti, il 10% aveva questa carenza ed il 46% aveva livelli bassi o insufficienti. La vitamina dunque è responsabile dell'equilibrio corporeo. Tra le cause di questa obesità può esserci anche la vita sedentaria, ma questi due fattori non devono intendersi come scollegati fra loro: la vita sedentaria infatti, comporta una sporadica esposizione alla luce solare che determina l'assimilazione di vitamina D. Ecco perché è importantissimo stare almeno un’ora a settimana fuori casa ed essere attivi!   Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition. Villamor ha anche confermato il legame tra carenza di vitamina D ed uno scarso sviluppo fisico nelle bambine. Il team di studiosi ha evidenziato oltre all'obesità anche il collegamento con altre malattie croniche ed infezioni virali in età scolare.   La carenza di vitamina D, secondo altri studi condotti da altre Università nel mondo, sembra favorire il pericolo di produzione di cellule leucemiche. Dunque bisogna sin dall'infanzia aiutare il bambino ad apprezzare l'aria aperta e pulita, l'attività fisica e una dieta a base di pesci grassi (salmone, aringa), latte, uova, burro, fegato e verdure verdi.   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero uno al mondo
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Obesità ed olfatto: strettamente correlati Disturbi alimentari Olfatto ed obesità: due parole legate non solo dalla lettera iniziale, ma dal nostro cervello. Sono entrambe regolate dalla medesima zona cerebrale e l'una influenza l'altra. Per i ricercatori dell'Università di Portsmouth, in Gran Bretagna, c'è molto più di un semplice legame.   Le persone obese hanno un fiuto per il cibo veramente forte, ma i ricercatori sono indecisi se sia la stessa condizione di obesità ad aumentare la potenza olfattiva o se sia l'olfatto stesso a generare l'obesità. Fatto sta che alimentazione ed olfatto sono estremamente legati dal nostro cervello e, per i ricercatori, è nel cervello che va ricercata la cura definitiva contro l'obesità.   I ricercatori che hanno condotto uno studio sotto la guida del dottor Lorenzo Safford hanno sollevato un quesito: è l'obesità ad acuire l'olfatto e quindi la voglia di mangiare oppure l'olfatto a far sì che il senso di fame si impossessi dei nostri istinti?
Si sa che prima di mangiare, l'olfatto diventa più spiccato e poi si indebolisce gradualmente subito dopo il pasto. Questo meccanismo standard sembra non funzionare correttamente nelle persone con problemi di peso. Nelle persone obese infatti, l'olfatto è sempre spiccato e si indebolisce solo durante il sonno. In questo senso sembra infatti che sia l'olfatto a determinare il senso di fame, mandando in tilt l'equilibrio che esiste tra senso di fame ed olfatto.   Quello che non è chiaro è se il problema sia legato all'olfatto sin dal principio oppure se è l'aumento di peso a determinare una sensibilità olfattiva troppo forte. In attesa di saperne di più, possiamo cercare di modificare la nostra dieta introducendo ricette tutte a base di cibi crudi: verdure ed ortaggi. In questo modo dunque possiamo dare al nostro corpo maggiore apporto nutritivo rispettando sempre la linea.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui disturbi alimentari? Leggi: Italiani: quasi uno su 2 è sovrappeso ed il giro-vita è in costante crescita - Curare il disturbo da alimentazione incontrollata

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Latte crudo: pro e contro Alimentazione Corretta I dispenser di latte cosiddetto “crudo” spuntano un po’ dovunque attirando l’attenzione dei consumatori più attenti e curiosi. Questo tipo di latte, che sostanzialmente evita i processi di pastorizzazione e sterilizzazione tipici del latte “moderno”, è un ritorno al passato.   Ma siamo sicuri che si tratti di un alimento esente da rischi?
  I nostri nonni una cinquantina di anni fa lo bevevano così: latte appena munto, non pastorizzato né tantomeno trattato industrialmente. I progressi tecnologici e scientifici, con il passare del tempo, hanno però portato piccoli e grandi produttori di latte a trattare questo alimento per renderlo igienicamente sicuro.   Con la recente comparsa, in campagna ed in città, di numerosi distributori self service di latte crudo, latte che arriva, cioè, direttamente dalla stalla al consumatore, il dibattito sulla sicurezza di questo alimento si è riaperto. Il latte crudo non è, infatti, sterilizzato, ripulito cioè dai numerosi batteri che lo affollano, né tantomeno subisce un processo termico (sufficiente a distruggere tutti i microrganismi pericolosi in esso contenuti).   D’altro canto il latte crudo è molto apprezzato per il gusto più marcato ma anche per la maggiore presenza di proteine e vitamine. E’ inoltre meno costoso e più naturale del latte confezionato.   Ecco i consigli di Altroconsumo per bere il latte crudo in sicurezza:  
  • non interrompere la catena del freddo, mettendo la bottiglia con il latte in una borsa termica
     
  • non farlo bere a bimbi troppo piccoli se possibile, bollirlo prima di consumarlo
    Lucia D'Addezio     .................................................................................................................................  Vuoi saperne di più sul latte? Leggi: Allergia al latte vaccino - La scelta del latte
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Salmone e Stoccafisso: le ricette norvegesi RicetteLeggi gli Speciali: Addobbi Natale 2010 e Menu Capodanno 2011

Il Natale, ormai non molto lontano, porta con sé la voglia di riunirsi con parenti e amici all’insegna della convivialità. Regali, decorazioni e vivande sono all’ordine del giorno per chi riceve o viene invitato. A volte, però, organizzare o organizzarsi per partecipare a una moltitudine di festeggiamenti natalizi può anche essere una fonte di stress e generare una sorta di ansia legata soprattutto alle prestazioni in cucina.   Un aiuto sul fronte culinario arriva dalla Norvegia, che ci propone un ricettario tutto dedicato ai prodotti ittici. I piatti sono semplici e veloci da preparare, ma l’effetto è garantito. Il ricettario è disponibile su www.fiordisapori.it. Ti anticipiamo qualcuna delle ricette, in particolare ti proponiamo quattro modi diversi per preparare il salmone norvegese e quattro per portare in tavola lo stoccafisso.
SALMONE NORVEGESE

Ravanello avvolto da fettine di salmone fresco: facilissimo e dal sapore ricercato   Ingredienti200g filetto di salmone fresco 300g ravanelli 1/2 tazza di aceto di vino 40g zucchero
Preparazione: Taglia il salmone a fettine sottili (si consiglia di metterlo in freezer prima per 10 – 15 minuti in modo che sia più facile tagliarlo sottile). Mentre il salmone è in freezer unisci all’aceto lo zucchero e taglia i ravanelli a spicchi (in 4 spicchi). Una volta affettato il salmone immergi rapidamente le fettine nell’aceto misto allo zucchero e avvolgi gli spicchi di Ravanello con le fettine di salmone.
IL CONSIGLIO – Infilza con uno stuzzicadenti ciascun involtino di ravanello e salmone.
Tartare di salmone ‘fresco’ all’aneto: un classico della tartina natalizia   Ingredienti: 400g salmone fresco (va benissimo qualsiasi tipo di taglio) 1 mazzetto di aneto fresco 1 limone olio extravergine d'oliva sale pepe bianco macinato al momento 8 fette di pane in cassetta 50g di burro salato
Preparazione: elimina le eventuali lische del salmone con una pinzetta o con le mani, poi mettilo nel congelatore per 20 minuti. Taglia il salmone a dadi e, con l'aiuto di un coltello a lama larga, tritalo grossolanamente, raccoglilo in una terrina, poi unisci il succo di limone, due cucchiai di olio, sale e pepe bianco appena macinato. Mescola bene, sigilla la terrina con pellicola e lascia riposare in frigorifero per 30 minuti. Nel frattempo tosta le fette di pane in cassetta e, una volta tostate, falle saltare in padella da una parte (quella dove poi verrà adagiata la tartare). Togli la tartare dal frigorifero, unisci ancora due cucchiai di olio, mescola bene aggiungendo alcuni rametti di aneto Suddividi in parti uguali la tartare sui toast
IL CONSIGLIO - Per dare una forma elegante alla tartare, puoi suddividerla in stampini che poi capovolgerai sui singoli toast.   Panino di salmone fresco con crème fraiche: un classico della cucina del Nord Europa   Ingredienti: 400g fettine di salmone fresco 350g crème fraiche 8 panini all’olio o 2 baguette 1 mazzo di aneto 1 mazzetto di erba cipollina tritata 1 cucchiaio di scorza di limone   Preparazione: Taglia i panini a metà e riscaldali in una padella per 2 minuti. Spalma la crème fraiche su una metà del panino e disponi il salmone sull’altra. Spolverizza la crema con l’aneto tritato grossolanamente e l’erba cipollina tritata e ricopri il salmone con la scorza del limone, precedentemente scottata e tagliata a dadini. Nel caso delle baguette suddividi in quattro parti per avere 8 meravigliosi panini da servire come antipasto
IL CONSIGLIO – Guarnisci il piatto di portata dei panini con grappoli di ribes rosso
Rotolini di salmone fresco, formaggio caprino e erba cipollina. Un piatto semplice, ma che occorre pianificare per tempo (almeno 10 ore di marinatura in frigo) Ingredienti: 1,2 kg di filetto di salmone 500g sale marino grosso 400g zucchero 15g pepe misto in granella 240g di caprino o formaggio di capra fresco 1 cucchiaio da tavola di erba cipollina tritata 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva 1 manciata di insalata mista ben lavata e asciugata   Preparazione: Prendi la parte centrale del filetto di salmone ed elimina le eventuali lische con una pinzetta o con le mani, mettilo poi nel congelatore per 20 minuti. Togli il salmone dal frigo e affettalo finemente. Le fette devono essere lunghe circa 8 cm e larghe circa 4cm. Prepara una pirofila dove versare i grani di pepe, lo zucchero e l’olio, e mescola. Adagia le fette di salmone su questo mix di spezie e olio, copri con della pellicola trasparente ponendovi sopra un piatto che possa leggermente schiacciare le fette di salmone nella sua marinatura. Lascia in frigo 24 ore il pesce in marinatura. Aggiungi al caprino l’olio e l'erba cipollina. Tira fuori dal frigo le fette di salmone, sciacquale sotto l’acqua corrente e asciugale con un canovaccio da cucina pulito. Adagia l’impasto del caprino sulle fette di salmone e crea dei rotolini.
IL CONSIGLIO- metti in frigo i rotolini almeno 30 minuti prima di servire e guarnisci il piatto con alcune foglie di insalata.
STOCCAFISSO DI NORVEGIA

Insalata tiepida di Stoccafisso e patate: per chi non vuole risultare banale e fare qualcosa di unico ‘L’insalata di stoccafisso e patate alla Norvegese’ è un piatto molto particolare che richiede una preparazione di 10 minuti al massimo
Ingredienti: 600g Stoccafisso già ammollato 4-6 patate olio d'oliva sale grosso e pepe macinato grosso   Preparazione cottura dello stoccafisso: Priva lo stoccafisso delle lische e della pelle, lavalo e taglialo a pezzi adatti a ogni porzione. Fai bollire dell’acqua salata (1 cucchiaio di sale per litro d’acqua). Versa il pesce nell’acqua bollente, togli la pentola dal fuoco e lascia in ammollo il pesce finché non è ben cotto (5-7 minuti, a seconda dello spessore dei pezzi).
Preparazione: Taglia il pesce a pezzetti e le patate, precedentemente bollite, a rondelle. Mescola pesce e patate in un piatto, quindi condisci con olio d’oliva, sale grosso e pepe.   Tartelette di Stoccafisso per canapé davvero unici   Ingredienti: 200g Stoccafisso già ammollato 2 gambi di sedano bianco olio extravergine d’oliva 1 spicchio d'aglio 2 rametti di prezzemolo 1 mazzetto di prezzemolo pepe pepe e sale se necessario per la pasta delle tartelette 1 confezione di pasta sfoglia o frolla (a scelta) pronta
Preparazione delle tartelette: stendi la sfoglia pronta e aggiungi il sale e il curry, poi ritaglia tanti dischi del diametro di 6 cm circa, adagiali nelle formine da tartelette del diametro di 4 cm, foderandole e aggiungendo un goccio di olio per ciascuna di esse e falle cuocere in forno preriscaldato a 180° per 8-10 minuti.
Preparare lo stoccafisso. Sciacqua lo stoccafisso, privalo delle lische e della pelle, lavalo e taglialo a pezzi. Fallo cuocere in un tegame con il sedano, l’aglio e del prezzemolo per dieci minuti circa inumidendo i pezzetti di stoccafisso con abbastanza acqua da coprirli. Scola il pesce e taglia dell’altro sedano a lamelle. Unisci pesce e sedano e condisci a volontà con sale, pepe e olio per poi distribuire il composto nelle tartelette pronte.
IL CONSIGLIO – Aggiungi il contenuto delle tartelette al massimo 30 minuti prima di servire per lasciare la consistenza della pasta bella croccante e friabile.   Tartare di Stoccafisso

Ingredienti: 300g Stoccafisso già ammollato 1 cucchiaino di senape 1 scalogno 1 cucchiaio da tavola di succo di limone 1dl olio extravergine d’oliva 1 mazzetto di erba cipollina sale e pepe
Preparazione: priva lo stoccafisso delle lische e della pelle, lavalo e taglialo a pezzi. Metti in una ciotola la senape, il succo di limone, un pizzico di sale e pepe e l'olio e mescola gli ingredienti. Condisci la polpa di stoccafisso con la salsa alla senape e unisci lo scalogno e l'erba cipollina tritati; mescola con un cucchiaio di legno e conserva la tartare in frigorifero fino al momento di servirla. Accompagna la tartare con del sedano
IL CONSIGLIO – puoi servire la tartare in “bicchierini”fatti con dei cetrioli. Dividi il cetriolo in tronchetti di 4 cm e scava dentro a ciascun pezzetto per ricavarne una sorta di piccolo bicchiere.
Polpettine di Stoccafisso per veri intenditori
Ingredienti: Stoccafisso già ammollato 1 cipolla 1 spicchio d'aglio olio di oliva extravergine 1 bicchiere di vino bianco secco 1 bicchiere di latte 1 mazzetto di prezzemolo 12 fette di pane latte fresco 1 manciata di uvetta sultanina 1 manciata di pinoli 3 uova 100g pangrattato abbondante olio di semi di arachidi per friggere sale e pepe
Preparazione: priva lo stoccafisso delle lische e della pelle, lavalo e taglialo a pezzi. Fai scaldare una padella antiaderente spennellata d'olio e facci rosolare lo stoccafisso a fuoco vivace facendolo colorire leggermente dalle due parti; scola e spezzetta. Metti l'olio rimasto in un tegame e facci appassire l'aglio e la cipolla lavati e tagliati a tocchi ponendo attenzione affinché non si brucino; aggiungi lo stoccafisso e fallo rosolare leggermente; versa il vino bianco, fallo evaporare a fuoco vivace, aggiungi un mestolino d'acqua, insaporisci con un pizzico di sale e di pepe e fai continuare la cottura, a fuoco moderato, per 20 minuti, mescolando di tanto in tanto. Scola lo stoccafisso assieme alla cipolla e l’aglio e frulla il tutto a purea (se desideri che il sapore di aglio non sia troppo presente ti consigliamo di toglierlo prima di frullare il tutto). Metti il composto in una ciotola unendolo l'uvetta sultanina, i pinoli, il pane ammorbidito con il latte e strizzato, il prezzemolo lavato e tritato e amalgama gli ingredienti e 1 uovo. Forma delle piccole polpettine; passale nelle uova battute leggermente con un forchetta e poi nel pangrattato e falle friggere, poche alla volta, in abbondante olio caldo; scola sopra un foglio di carta da cucina di tipo assorbente.
IL CONSIGLIO: Il piatto va servito ben caldo.   Margherita Russo
Curarsi con lo zinco... Ma senza eccedere Alimentazione Corretta Lo zinco è un minerale prezioso per l’organismo, serve alla sintesi delle proteine e alla formazione del collagene, protegge il fegato dalle aggressioni chimiche ed è necessario per la crescita dei bambini. E se si eccede? Si può incorrere in problemi gastrointestinali , intossicazioni croniche e locali. Dosi consigliate? Non più di 20 mg al giorno.   Lo zinco è una minerale prezioso per la crescita dei tuoi figli, per conservare una buona salute e un aspetto bello e giovane. In particolare aiuta ad accelerare i processi delle cellule, gli organi riproduttivi nel loro sviluppo, le funzioni della prostata e nella produzione delle proteine e del collagene. Puoi assumere zinco anche a tavola, scegliendo carne bovina, cereali, legumi, ostriche, pesce e pollame. E’ presente anche nei funghi, nelle patate americane, nella zucca e nel tuorlo d’uovo.   Attenzione però a non superare la dose consigliata di 20 mg giornalieri. Spesso a nuocere è l’assunzione accidentale di massicce dosi di zinco. Lo zinco può essere assorbito da oggetti vari: basta pensare che è contenuto nella composizione di circa 200 enzimi. Attenzione anche alle creme, l’eccesso può provocare i seguenti sintomi: problemi gastrointestinali, vomito, dolori di stomaco, diarrea e febbre. Si può incorrere inoltre anche in intossicazioni croniche, dovute all’ingestione o assorbimento di 4 grammi di zinco al giorno.   In questi casi si possono presentare anemia, malattie neurologiche periferiche, caratterizzate dalla perdita di sensibilità con formicolii alle braccia e alle gambe. In più si possono presentare sintomi come difficoltà a camminare e a mantenere l’equilibrio, oltre a problemi vasomotori come vampate di calore, rossore e sudorazione notturna.   In caso di intossicazioni locali si possono verificare casi di anosmia, ovvero inibizione dell’olfatto, soprattutto dopo l’uso di spray o gel commercializzati per la cura del raffreddore. In più, uno studio di recente comparso sulla rivista Neurology ha analizzato la comparsa di malattie neurologiche in 4 persone che avevano fatto uso di pasta adesiva per dentiere contenente zinco: le dosi utilizzati (330 mg) erano molto superiori a quelle raccomandate.   Andromeda Aliperta ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su minerali e vitamine? Leggi  I sali di Shussler: cosa sono e dove trovarli - Carenza di ferro: la numero uno al mondo
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Confetture, marmellate e tanta energia Alimentazione Corretta Nel nostro paese è usanza, soprattutto a colazione, consumare confetture. E' sicuramente una sana abitudine in quanto contengono una buona quantità di zuccheri semplici che al mattino forniscono una bella carica energetica. Sappiamo però che le confetture e le marmellate sono più versatili e possono essere usate anche in cucina per accompagnare o farcire piatti insospettati.   Sta di fatto che in Italia il consumo di confetture è in costante aumento, grazie anche al fatto che il prodotto è considerato dalla gente molto genuino, molto vicino alla naturalità della frutta fresca. In realtà ciò non è del tutto vero perché le confetture sono particolarmente ricche di zuccheri in quanto aggiunti: la porzione di zucchero (saccarosio, glucosio, fruttosio) è di solito sui due terzi del peso netto ed il restante è acqua. Molte sostanze della frutta, soprattutto quelle più labili come le vitamine vanno perdute durante la lavorazione. Rimangano generalmente sali minerali, zuccheri, acidi organici e fibre. E poi, essendo un prodotto ricchissimo in zuccheri, fornisce tante calorie.   Comunque sia, la quantità che ne se consuma di solito è abbastanza piccola e ciò costituisce un deterrente per l'aumento di peso e l'eccesso di zucchero. Sono adesso molto di moda le confetture dolcificate con edulcoranti, di moda perché così se ne può mangiare di più senza paura di ingrassare. Ma dal punto di vista naturale è meglio una confettura ricca di zuccheri semplici, basta non esagerare nel consumo, regola semplice che a causa della sua semplicità non è facile seguire!   Le confetture più vendute sono quelle extra, quelle cioè con almeno un quarantacinque percento di frutta fresca; in commercio esistono anche prodotti extra extra che arrivano ad impiegare anche un sessantacinque percento di frutta. Poi, forse non tutti sanno che c'è una differenza tra confettura e marmellata.   Le marmellate sono quelle che derivano dalla sola lavorazione degli agrumi. C'è una legge che stabilisce questa differenza e la denominazione del prodotto in base al contenuto di zuccheri e di frutta. Ad es. una confettura semplice per essere definita tale deve contenere almeno il 35% del peso netto in polpa di frutta, prodotti che non rispettano questa soglia devono necessariamente chiamarsi preparazioni a base di frutta. In più ad es. le composte di frutta contengono una percentuale ancora più alta di frutta e quindi anche meno zuccheri. La marmellata per definirsi tale deve contenere almeno il 20% in agrumi (arance, limoni ecc.).   Dott.ssa Romina Marroni - Naturopata   Calorie delle Marmellate
Marmellata di Albicocche: 252 KCal
Marmellata di Amarene: 252 KCal
Marmellata di Arance: 248 KCal
Marmellata di Castagne: 290 KCal
Marmellata di Ciliege: 252 KCal
Marmellata di Fragole: 256 KCal
Marmellata di Lamponi: 240 KCal
Marmellata di More: 252 KCal
Marmellata di Pesche: 255 KCal
Marmellata di Prugne 248 KCal


Sicurezza: Le marmellate e le confetture sono normalmente venduti in comodi vasetti di vetro. Si possono conservare comodamente fuori dal frigorifero, come si trovano nei supermercati, fin quando rimangono chiuse. Vanno invece tenute in frigo dal momento della loro apetura. Attenzione alla scadenza, non di rado si vedono vasetti di marmellata nei frigoriferi per una intera stagione. La scadenza è intorno alle tre settimane.

Consigli sulla scelta della marmellata:
- attenzione alle calorie, sceglierne una non troppo calorica per l'aggiunta di zuccheri
- scegliere la confezione che riporta almeno la dicitura "extra", meglio ancora se "extra extra"
- leggere attentamente le etichette e non farsi ingannare da slogan tipo "100% frutta".

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  Vuoi saperne di più sui prodotti alimentari? Leggi:  Tutti i pericoli nascosti negli additivi alimentari - Come leggere le etichette alimentari
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Rafforza il sistema immunitario con le mandorle Alimentazione CorrettaLeggi Influenza stagionale 2012

[03 Lugl. 2010] Le mandorle sono ricche di acidi grassi essenziali, vitamine e proteine. I benefici delle mandorle li conosciamo da sempre: dalla bellezza alla salute. Ma quanti di voi sapevano che rafforzano anche il sistema immunitario?   Dalla pasta di mandorle alla cassata siciliana, dai confetti di Sulmona alla torta caprese, alla pasticceria Abruzzese ed Umbra: la mandorla è una vera regina della nostra pasticceria italiana apprezzata in tutto il mondo! Ma oggi c'è una novità: la mandorla aiuta anche il nostro sistema immunitario! E' il risultato di uno studio inglese che raccomanda pero' di mangiarle con la buccia.   In particolare, mangiare mandorle può aiutare a difendere l'organismo da raffreddore ed influenza. A dirlo è un gruppo di ricerca dell'Institute of Food Research di Norwich (Gran Bretagna) e del Policlinico Universitario di Messina. Lo studio è stato pubblicato su Immunology Letters e ha dimostrato che le mandorle sono in grado di potenziare l'attività dei globuli bianchi e, al contempo, di impedire ai virus di replicarsi e diffondersi all'interno del corpo.   Ma a fare la differenza non è la polpa delle mandorle, bensì la buccia. Giuseppina Mandalari dell'Institute of Food Research commenta: "Le bucce di mandorla sono in grado di stimolare la risposta immunitaria e contribuire così a una difesa immunitaria antivirale".
Ma quali sono i virus che faranno i conti con la buccia delle mandorle? Per il gruppo di ricerca a subire maggiormente sarebbe l'Herpes Simplex, il cruccio di tutte le donne nei periodi di maggiore debolezza dove faticano a proporsi risposte immunitarie a questa fastidiosa e antiestetica lacerazione del labbro.   Maria Melania Barone   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Dimagrisci con la colazione a colori - Come integrare il Tofu nella dieta Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Dimagrisci con la colazione a colori Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sul Colesterolo
Leggi lo Speciale sul Diabete mellito Il primo pasto della giornata, oltre a regalarti buon umore ed energia può risvegliare il metabolismo aiutandoti a dimagrire. Come? Associando i cinque colori dei vegetali: rosso, giallo-arancio, viola-blu, verde e bianco. Non solo aiutano i tessuti a tonificarsi e a proteggersi dall’azione del tempo, ma regalano un fisico asciutto e un incarnato luminoso, tanta vitalità ed energia da spendere durante la giornata.   In più, fare una colazione equilibrata ed abbondante ti aiuta a fare piccoli spuntini durante la giornata e a mangiare di meno sia a pranzo che a cena. La fretta, soprattutto di mattina, è cattiva consigliera e non aiuta a rilassarti davanti ad una bella colazione. Prova a organizzarti meglio e a regalarti un po’ di tempo per coccolarti, facendo una colazione sana, equilibrata e abbondante.   Mangiare frutta e verdura a colazione è una buona abitudine? Risponde il Dott. Chetta  Occorre innanzitutto tener presente che gli zuccheri costituiscono per l'uomo una riserva energetica ridotta. Essi infatti vengono immagazzinati sotto forma di glicogeno, che nell’adulto è pari a ca. 350-500 g. (ca 2000 Cal). Mentre un eccesso di zuccheri introdotto con la dieta viene trasformato in grasso, un digiuno di 24 h o un'intensa attività fisica possono determinare l'esaurimento delle riserve zuccherine. Gli zuccheri sono il carburante ideale per il nostro sistema nervoso, e quindi anche per il nostro cervello e per i muscoli, compreso il muscolo cardiaco, il cuore.    Di notte gli zuccheri vengono comunque utilizzati dall'organismo. Se a tutto ciò si aggiunge che la notte rappresenta, di norma, un momento di parziale digiuno per l'uomo, e che il modo migliore per alimentarsi dopo un digiuno è iniziando con degli zuccheri, appare chiaro quanto sia conveniente cibarsi di frutta a colazione.    Consumare frutta al mattino presenta ancora un altro vantaggio: il processo digestivo e assimilitavo degli zuccheri infatti avviene principalmente a livello intestinale. Gli zuccheri pertanto non amano sostare nello stomaco dove solitamente fermentano producendo il gas tipico del gonfiore gastrico e alcool, da cui la sonnolenza dopo i pasti. Il momento migliore per "nutrirsi di frutta" è quindi quando si è a stomaco vuoto. Grazie al suo apporto di vitamine, oligoelementi e di zuccheri, in particolare di fruttosio, che presenta un tempo di assimilazione fisiologico più breve rispetto agli zuccheri dei cereali raffinati, la frutta è il modo migliore per riattivarci e prepararci a una nuova giornata.   La colazione che può darti energia, vitalità, benessere e farti dimagrire è un mix tra vari vegetali: puoi optare per l’arancio-giallo di carote, pesche, melone, il rosso di pomodori e lamponi, il viola blu di uva e frutti di bosco, il verde-bianco di zucchine, mele, sedano finocchi, cetrioli. Quello che conta è scegliere frutta e ortaggi colorati che ti forniscono i sali minerali, gli antiossidanti e le vitamine che occorrono per proteggere l’organismo e rivitalizzare il metabolismo.   In particolare, ricorda che il rosso-arancio ha spiccate proprietà antietà, contiene licopene (pomodori) che contrastano l’invecchiamento, mentre i pigmenti rossi proteggono cuore e arterie, preservando l’epidermide. Il rosso, inoltre, è un colore che stimola l’energia e la produzione di adrenalina e rende appetitosa ogni portata.   Il giallo-arancio è disintossicante, ha un’alta concentrazione di antiossidanti come il betacarotene che combattono i radicali liberi e aiutano la circolazione. In più, il giallo stimola il buon umore e aiuta fegato, stomaco e intestino.   Il verde, oltre ad avere una potente azione antiossidante, protegge la membrana delle cellule e ha un effetto antistress e idratante, porta serenità e tiene sotto controllo stress e appetito.   Il blu-viola ha effetti drenanti e contrasta la fragilità capillare. In più è un colore che rappresenta l’intelletto, la fedeltà e la costanza e il principio femminile. Purifica il sangue e calma ansia e nervosismo, mentre i cibi bianchi aiutano nella ritenzione idrica e hanno un effetto rivitalizzante.Il bianco, poi, depura e fluidifica il sangue e ha il potere di schiarire la mente.   Come organizzo la mia prima colazione?
  Per fare una prima colazione con tutta calma, anticipa di almeno 20 minuti la sveglia. Prepara macedonie e centrifugati di frutta da consumare immediatamente per evitare la perdita dei nutrienti e delle vitamine, preferisci vegetali di provenienza biologica e personalizza la dieta, ripetendo 2 volte a settimana la colazione del colore preferito. A colazione puoi associare proteine ( bresaola), carboidrati (fette biscottate, pane integrale), con miele o marmellata, assieme alla frutta e bevendo prima di cominciare il pasto almeno due bicchieri di acqua oligominerale.     Abbiamo chiesto al Dott. Chetta di indicarci quale tipo di frutta sia preferibile al mattino  La frutta migliore da consumarsi al mattino è, come sempre, quella di stagione, magari locale, biologica, raccolta dall'albero al giusto punto di maturazione e consumata al più presto. Ciò impedisce la perdita degli oligoelementi vitali e riduce la presenza di inquinanti tossici. La frutta appena colta è da preferirisi ai centrifugati che comunque, se di frutta fresca, sono da prediligere rispetto ai normali succhi di frutta industriali. Melone a parte, frutto che se consumati singolarmente presenta massima facilità di digestione, il resto della frutta può essere utilmente variamente assunta a colazione, anche sotto forma di macedonie. Anche la frutta secca rappresenta un utile alimento mattutino, in particolare nei periodi freddi, dato che apporta molta energia e acidi grassi polinsaturi essenziali che migliorano il rapporto tra colesterolo "buono" o HDL e colesterolo "cattivo" o LDL, diminuendo il rischio di malattie cardiache e diabete.   In tanti saltano la colazione, sia perchè non hanno fame al mattino, ma anche per problemi di digestione e di appesantimento;  quali sono i consigli del Dott Chetta in questo caso?

Chi al mattino prova un senso di nausea e quindi fa fatica a fare colazione deve evidentemente correggere il suo modo di alimentarsi a cena e renderla più leggera e quindi più digeribile. Ciò consentirà sia di avere un sonno più profondo e quindi maggiormanete rigenerante, fattore di immensa importanza per la salute, sia di svegliarsi al mattino col giusto desiderio di dolce, e quindi di frutta, alimento che rappresenta gli zuccheri per eccellenza all'inteno di un pasto "principesco" quale deve essere la giusta colazione.   Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Vitamine e Antiossidanti: muoiono con la cottura?
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Le Baby Carote fanno male Alimentazione Corretta Hanno un colore intenso, sono piccole e spesso le troviamo già pulite, pronte per essere sgranocchiate. Le Baby Carote hanno conquistato il mercato, soprattutto quella fetta di consumatori che ha bisogno di stimolare l’occhio, più che l’appetito, proprio come i bambini che fanno fatica a mangiare la verdura o i single che non hanno né tempo né voglia di mettersi ai fornelli.   Purtroppo però come la stragrande maggioranza dei cibi preconfezionati, le Baby Carote nascondo delle “virtù” poco gradite alla salute e al portafoglio, perché costano quasi il doppio delle carote normali. E poi per diventare piccole e carine, c’è un processo di lavorazione molto dispendioso. Vanno pulite, lavate con sostanze che permettono al colore di conservarsi, anche dopo qualche giorno, luminoso, come se fossero appena state tagliate dalla mamma. Inoltre, sempre per una questione di conservazione, contengono agenti chimici, come cloro e antibatterici, molto meno betacarotene, la sostanza antiossidante che conferisce il colore arancione, e molto più zucchero.   Ma c’è di più. In questo prodotto di baby non c’è quasi nulla. Non derivano, infatti, da una qualità bambina e tenera di carote. Quasi tutte appartengono alla categoria 'carote-giganti', preferite alle altre perché in grado di raggiungere grandi dimensioni in tempi ridottissimi. Ecco quindi, che da una sola carota se ne possono ottenere diverse mignon.
Ma vale la pena di dare al nostro bambino un sacchetto di Baby carote come merenda al posto di una qualsiasi brioche confezionata? Certo ogni tanto si può fare, sempre di verdura si tratta, ma bisogna essere consapevoli che anche in questo caso non si sta scegliendo un prodotto naturale al 100%, un po’ come alcune insalate in busta.   Le Baby Carote sono nate per recuperare gli eccessivi scarti di produzione di uno stabilimento di carote negli Stati Uniti all’inizio degli anni Ottanta. Tutti i vegetali che non si presentavano perfetti nella forma, magari erano troppo corti e bitorzoluti, venivano convertite in concime o cibo per bestiame, nonostante fossero commestibili. Ecco quindi l’idea di trasformare uno scarto in un vero business, molto redditizio, in meno di dieci anni.   Valentina Rorato   Vuoi saperne di più sulle carote? Le carote aiutano a combattere il tumore - Fame nervosa, come fermarla   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Doc e Igp: sapere cosa mangiamo Educazione Alimentare Sai riconoscere la provenienza delle materie prime? Sai qual è la differenza tra il marchio Dop e Igp?   Può capitare di trovare materie prime non italiane in prodotti tipici locali, come per la Bresaola della Valtellina fatta con la carne proveniente dal Brasile.   Come facciamo a capire se la passata di pomodoro che abbiamo comprato è fatta con pomodori cinesi?   E il latte, la carne, il miele e il pesce che abbiamo nel carrello della spesa sappiamo sempre da dove vengono?   Per avere la certezza che stiamo consumando un prodotto locale, fatto con materie prime del posto, dobbiamo trovare sulla confezione il marchio Dop (Denominazione d’origine protetta) che indica che la produzione, la trasformazione e l’elaborazione del prodotto sono state effettuate in un’area geografica ben definita. Il marchio Dop assicura l’origine di un prodotto tipico e le materie prime con cui è realizzato. In Italia i prodotti Dop sono 132, a partire dalla mela di Val di Non, fino all’Oliva ascolana del Piceno e all’Aceto Balsamico di Modena, al prosciutto di Parma e al Grana Padano, all’Arancia del Gargano, al Bra, all’Asiago, al Bitto.   Il marchio Igp, invece, sta per Indicazione geografica protetta e in questo caso può capitare che, pur avendo a che fare con un prodotto tipico locale come lo speck dell’alto Adige, ad esempio, questo possa essere realizzato con carni di altra provenienza (perché la produzione locale di carne non soddisfa la domanda). Nel caso del Marchio Igp, la caratteristica principale sta nella lavorazione del prodotto che grazie alle particolari condizioni climatiche di lavorazione e produzione assume un sapore unico e caratteristico. Tra i prodotti Igp italiani, circa 78, ci sono l’Abbacchio Romano, il Pane di Matera, il Marrone del Mugello, la ciliegia di Marostica e via dicendo.   Per capire, invece, la provenienza di altri prodotti che consumiamo abitualmente basta sapere che, per la passata di pomodoro si è stabilito tramite decreto (Ministero delle Politiche Agricole, 2006) che sull’etichetta occorre specificare la zona di raccolta del pomodoro, la Regione o lo Stato di provenienza della materia prima.   Stesso discorso per le carni avicole e bovine: sull’etichetta compare un codice che indica la provenienza della carne, ad esempio IT per l’Italia, il codice Istat del Comune indicato da tre cifre, la sigla della Provincia e dell’allevamento, mentre per il pollame importato andrebbero specificati paese di provenienza e data di arrivo in Italia. Per il latte fresco pastorizzato o di alta qualità è obbligatorio indicare la provenienza, che può essere anche di un paese europeo.   Riguardo il pesce fresco, deve essere indicata la zona Fao di pesca ( il Mar mediterraneo è il numero 8, l’Atlantico nord occidentale il numero 1). Anche l’ olio extravergine deve avere sulle etichette le indicazioni della provenienza della materia prima (spesso miscele di vari oli), che possono avere un origine comunitaria o non comunitari (paesi extracomunitari come Marocco o Tunisia).   Anche per il miele vale un discorso simile, legato alla provenienza e alle miscele, mentre per le uova occorre saper leggere il codice sul guscio che indica provenienza , allevamento, codice Istat del Comune e provincia. Anche la frutta deve avere delle indicazioni sulla sua provenienza, specificate su un cartello ( mela della Val di Non, Arancia Tarocco di Sicilia, ecc) sia se le compriamo al supermercato o in un mercato rionale.   Andromeda Aliperta   ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? Le crucifere Legumi: una volta alimento povero, ora...

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Vitamine e antiossidanti: muoiono con la cottura? Vitamine L'idea più diffusa è che se si cuoce troppo un alimento lo si privi dei suoi elementi nutritivi. Ma non tutti sono d'accordo. Vediamo perché.   E' vero che la cottura distrugge alcune vitamine, soprattutto se si parla di far bollire gli alimenti in acqua. Esistono tipi diversi di cottura: quella a vapore ad esempio, utilizzata nei paesi asiatici, è molto più dolce della nostra. Tuttavia bisogna dire che non tutti gli elementi nutritivi vengono eliminati, alcuni vengono addirittura potenziati. Ad esempio alcuni antiossidanti aumentano con l'aumentare della temperatura come il licopene contenuto nel pomodoro oppure il betacarotene contenuto nelle carote. Cotti, dunque, questi elementi sono assimilabili fino a quattro volte di più.   C'è da dire inoltre che non bisogna compensare le vitamine disperse con la cottura attraverso integratori. Talvolta le vitamine superflue possono essere eliminate con le urine, ma non accade proprio con tutte e ci sono alcune vitamine che potrebbero addirittura danneggiare l'organismo se assunte in eccesso. Per questo bisogna cercare di assumere un comportamento adeguato in cucina e poi a tavola. L'alimentazione deve essere varia per evitare lo sviluppo di intolleranze alimentari e deve contemplare prodotti di qualità freschi e stagionali. Infine bisogna cuocere i cibi in modo dolce.   La frutta va assunta soprattutto a colazione o lontano dai i pasti. Infatti a causa degli zuccheri potrebbe causare delle fermentazioni nell'intestino. Per quanto riguarda le verdure invece bisogna precisare che anche queste andrebbero mangiate crude in una bella insalata. Un'insalata ricca di ortaggi freschi di stagione sarebbe l'ideale per il nostro fisico. Qualora ci venisse voglia di cuocere le verdure sicuramente i sistemi di cottura privilegiati sono quelle al cartoccio o a vapore.   La cottura sicuramente riduce la quantità di vitamine, ma aumenta quella degli antiossidanti. Inoltre le verdure della famiglia dei cavoli, non devono essere cotti troppo e non devono essere masticati a lungo. Anche questo infatti potrebbe distruggere le vitamine contenute all'interno. I legumi invece sono fonti importanti di alcune vitamine soprattutto dopo un ammollo prolungato. E' importante dunque conoscere i processi che rendono più salutari i nostri cibi per sapere come cucinare in modo davvero sano.   Maria Melania Barone   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine Acaj, la bacca della vita Antiossidanti L’açai (si pronuncia “assai”) è una palma spontanea originaria del Brasile, i frutti si trovano all’estremità della pianta e sembrano dei grossi mirtilli neri.   Costituito per l’80% dal nocciolo e il restante 20% dalla polpa, non ha buccia. Utilizzato per dissetare e per gli sportivi perché naturalmente energetico, dissetante e ricco di Sali minerali. Ottimo in aggiunta ad un frullato con cereali e banana la mattina per colazione, dà la giusta carica per iniziare la giornata, meglio ancora se unito a del guaranà! La polpa è ottima per preparare gelati e frappé.   Dalle bacche viene ricavato un succo dalle notevoli proprietà antiossidanti, grazie all’elevato contenuto di antocianine, che donano protezione nei confronti dei radicali liberi e contrastano l’invecchiamento precoce. Ti aiuta anche a mantenere i livelli fisiologici del colesterolo essendo ricco di Omega 3 e 6. Il succo di açai contiene Sali minerali, vitamine, aminoacidi che donano energia e vitalità in modo naturale.   Ricco di fibre solubili e insolubili ti può aiutare a regolarizzare in modo naturale l’intestino, dando anche un leggero senso di sazietà, per questo motivo è utile assumerlo anche in caso di dieta.   Da alcuni studi fatti sembra che l’assunzione di questo succo aiuti anche a mantenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue, pertanto l’assunzione di un paio di cucchiai al giorno farebbe bene a chi soffre di questo disturbo. Per le sue innumerevoli proprietà col tempo ha conquistato il nome di “frutto della vita”. Puoi trovarlo nelle erboristerie e nei negozi biologici, privo di conservanti e coloranti.   Silvia Terracciano - Naturopata   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli alimenti antiossidanti? Gli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Kiwi: vitamina c per il tuo benessere   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Intolleranze Alimentari: le Cure Naturali con Erbe mediche Allergie e Intolleranze Stanchezza, cefalee, cattiva digestione e problemi intestinali possono essere causati da intolleranze alimentari. Un’intolleranza alimentare si verifica quando si è particolarmente sensibili nei confronti di alcuni cibi; in più, le intolleranze alimentari si differenziano dalle allergie perché provocano malesseri ma non shock anafilattici o reazioni violente e immediate.   Combattere i disturbi causati dalle intolleranze alimentari è importante perché spesso, anche se i disturbi si presentano in maniera lieve, l’organismo tende lentamente ad intossicarsi e l’infiammazione intestinale può diventare cronica. I rimedi verdi possono aiutare molto ad alleviare i sintomi e i disturbi provocati dalle intolleranze alimentari. Per l’intestino e in particolare per diarrea e crampi è molto efficace l’alchemilla, una pianta europea che cresce anche in zone montane dell’Asia e dell’Africa. Si può prendere in 30 gocce mattina e sera. Una valida alternativa è la bistorta.   Per disinfiammare e quindi sradicare il disturbo principale causato dalle intolleranze alimentari, è molto utile il ribes nero, una pianta del sottobosco ricca di acidi grassi polinsaturi e polifenoli; anche il ribes nero si può assumere in gocce mattina e sera. Contro le infiammazioni è molto efficace anche l’albero del tè, pianta australiana che aiuta in più contro le infiammazioni alla bocca, che va curata facendo sciacqui e gargarismi con poche gocce.   Per il bruciore di stomaco e la cattiva digestione, un ottimo rimedio è rappresentato dalla liquirizia, non idonea però per chi soffre di pressione alta. Ma c’è di più. La radice di liquirizia riduce l’ acidità gastrica e stimola le funzioni del fegato e dell’intestino. Anche il basilico può essere impiegato per la sua azione digestiva e contro gli spasmi, preso come olio essenziale e da diluire in acqua.   Sullo stomaco è utile anche la cannella, che inoltre è anche un ottimo tonificante per l’organismo, migliora la circolazione e contrasta la stanchezza del dopo pasto. Per capire che tipo di intolleranza abbiamo, è utile scrivere su di un foglio cosa mangiamo durante la giornata ed eliminare gli alimenti che ci danno più fastidio. In seguito occorre fare un test per le intolleranze e rivolgersi ad un medico nutrizionista per bilanciare la propria dieta in base alle nuove indicazioni alimentari da seguire.   Andromeda Aliperta   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? leggi: Intolleranze: nelle scuole arriva la pennetta salvavita   -  Test intolleranze alimentari: quali fare?   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Intolleranze
Il pomodoro fonte di benessere AntiossidantiLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto

E' entrato con timidezza sulle nostre tavole dopo l'epoca medievale ed ora si afferma con prepotenza come re delle nostre tradizioni culinarie. Si tratta del pomodoro, un alimento ricchissimo di vitamine, sali minerali e, soprattutto, fonte di uno degli antiossidanti più potenti in natura: il licopene.   Il pomodoro è una pianta arrivata in Europa e subito accolta dalle nostre tavole dopo la scoperta dell'America. In realtà le sue origini sono da collocarsi nell'America meridionale.    Sono presenti in abbondanza vitamina A e C, che proteggono la vista e la pelle, ma anche minerali come il calcio, il potassio e lo zolfo. Tuttavia la sostanza più importante contenuta nei pomodori è il licopene, uno dei più potenti antiossidanti carotenoidi presenti in natura, che insieme allo zolfo contenuto anch'esso nei pomodori aiuta ad eliminare le scorie dalla pelle.   Questo antiossidante si trova anche in meloni, guava e pompelmi rosa, ma la quantità presente nel pomodoro è superiore, e varia a seconda del grado di maturazione dell'ortaggio e della tipologia di pomodoro. Nelle varietà rosse il contenuto è pari a 50 mg/kg, scende a 5mg/kg nelle varietà gialle. Inoltre il contenuto aumenta con la maturazione del pomodoro oppure nei pomodori cotti o trattati come le salse di pomodoro.   Il licopene aiuta a ridurre il colesterolo e i trigliceridi nel sangue, riducendo anche i rischi cardiovascolari. Agisce anche come protettivo del sistema nervoso centrale proteggendo da malattie degenerative come l'Alzheimer ed il Parkinson. Consumarne in abbondanza è dunque un’ottima strategia di prevenzione.   E che dire delle persone che soffrono di calcoli renali e solitamente preferiscono non mangiare pomodori proprio a causa dell'abbondanza di sali minerali? In quel caso il problema andrebbe risolto non eliminando i pomodori, ma risalendo all'origine del problema. Solitamente la calcolosi è dovuta infatti ad una carenza di muco-polisaccaridi che, grazie alle loro proprietà colloidali, difendono i reni mantenendo un giusto equilibrio di sali minerali.   Maria Melania Barone   ...................................................................................................................................................................     Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Meno rughe eliminando zuccheri e fritti     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti
Sport in Gravidanza, quale scegliere? Gravidanza Molti pensano che lo sport in gravidanza sia da non fare per non sottoporre la mamma ed il feto ad uno stress troppo forte. Tuttavia recenti studi dimostrano che non è così, anzi!   Per molti lo sport aiuta anche a sopportare il dolore. Il benessere e la resistenza che lo sport garantisce alle donne gravide è condiviso da molte praticanti. Infatti alcuni medici garantiscono che l'aiuto può essere sia fisico che psicologico: fisicamente infatti si comincia a sopportare meglio il dolore. Psicologicamente ci si tiene attive e non ci si sente in una condizione quasi "patologica".   La gravidanza non è una patologia, è una condizione fisica assolutamente normale. Molti animali si muovono, cacciano anche in gravidanza. Bisogna solo stare attenti a non affaticarsi. Quando infatti possiamo portare il feto ad insofferenza fisica causata dalla troppa pressione del sangue che aumenta insieme alsubentra il fiatone  battito cardiaco.   Per questo dobbiamo seguire alcune regole: la prima è senz'altro non superare di molto la frequenza cardiaca massima e non affaticarsi al punto da avere il fiatone. Inoltre dobbiamo evitare di fare sport in ambiente caldo ed umido.   Prima di compiere sforzi dobbiamo riscaldarci e poi tornare gradualmente alle condizioni iniziali. Non dobbiamo seguire sport anaerobici, ad alta quota o che sottopongono il nostro corpo a traumi ma sono consigliabili sport come nuoto, golf o una sana camminata.   Se invece a casa abbiamo una ciclette possiamo farla con molta leggerezza e intervallarla con movimenti aerobici. Infatti fare questo tipo di sport aiuta anche la respirazione che sarà utile al momento del parto. Proprio per questo si sta rivelando molto utile le lezioni di Yoga.   Bisogna asserire che lo sport in gravidanza non è consigliabile a chi non ha mai fatto sport e conduce una vita sedentaria, perché potrebbe essere maggiore l'insofferenza fisica avvertita dal feto. Tuttavia qualche movimento soft in piscina debitamente seguito da un tutor è sempre utile, sempre se non si ha avuto esperienza di parti prematuri.   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................
    Vuoi saperne di più sulla  gravidanza? Neo-mamme: dimagrire velocemente nuoce al bebè - Come curare il proprio corpo in gravidanza
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Pericolo Dieting, quando la dieta diventa ossessione Disturbi alimentari In qualsiasi posto vai e ti offrono qualcosa la risposta è sempre la stessa: no grazie, sono dieta. Il dieting è uno stile di vita, un’ossessione, qualcosa da cui si può guarire per evitare di passare tutta la vita a dieta e di cadere in disturbi seri come l’ anoressia .   E’ una vita che sei a dieta e non ne puoi più. Dapprima rinunci ai dolci, soprattutto quelli a base di cioccolato e crema. Continui poi con i formaggi, fritti, anche l’uovo in padella. Seguono salumi (tranne la bresaola) e pasta fino ai condimenti.   La dipendenza dal non mangiare è un fattore di stress continuo. Ti vedi perennemente tonda, vuoi sempre dimagrire. Non è ancora anoressia, ma potrebbe diventarlo. Ma si può vivere dovendo sempre rinunciare a tutto? E soprattutto, fa bene?   Come spiegano gli esperti, quando si mangia poco il corpo si adatta ad un regime ipocalorico e il metabolismo rallenta. Quando si ritorna a mangiare un po’ di più, si ingrassa subito, perché l’organismo non è sufficientemente attrezzato per ingerire maggiori quantità di cibo e calorie. Ecco perché è molto più utile fare almeno cinque pasti al giorno suddivisi in tre pasti principali e due spuntini leggeri.   Quando riprendi peso così velocemente subentra un profondo senso di frustrazione ed ecco che riparte lo Yo- yo, ovvero l’ingrassare e dimagrire continuamente. Fa malissimo alla salute e anche alla bellezza del corpo. Smagliature e cellulite aumentano e il metabolismo impazzisce. Come guarire?   Il modo migliore è parlarne con un medico. Dalle esperienze di molte persone risulta che basta soltanto un primo approccio perché qualcosa cominci a cambiare dentro di sé. Insomma, basta una chiacchierata con un esperto per ridimensionare subito la cosa e capire che non esistono alimenti proibiti e che bisogna anche ascoltare le esigenze del proprio corpo. Ecco alcune associazioni a cui puoi rivolgerti: l’ ABA (Associazione per lo studio dei disordini alimentari), l’ ANDID (Associazione nazionale dietisti) e il DAI (Centro per il Disturbo da alimentazione incontrollata).   Andromeda Aliperta   ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui Disturbi alimentari?: Fame nervosa e Alimenti blocca fame - Fame nervosa: come fermarla
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Kiwi, Vitamina C per il Tuo Benessere VitamineLeggi lo Speciale Diabete mellito Verde e con semini neri, dolce e pieno di proprietà benefiche per il nostro organismo: il kiwi è il frutto che ci aiuta a cominciare bene il periodo autunnale grazie alle sue proprietà nutritive.   Le qualità del kiwi davvero non finiscono mai. Dona un colore vivace alle nostre ricette ed è il protagonista elle nostre macedonie. E' dolce e ricco di vitamine, fibre e antiossidanti. Si presta anche per coloratissimi cocktail facendo da sfondo a serate di puro divertimento. Ma soprattutto dona un tocco esotico alle nostre tavole anche se l'estate e il mare sono ormai lontani, accendendo il nostro umore.   Adesso che è possibile trovarlo su tutti i banchi di frutta e verdura bisogna approfittarne e cercare di integrarlo quanto più possibile alla dieta quotidiana. L'apporto di vitamina C infatti è veramente considerevole, e ancor più prezioso se pensiamo che il nostro corpo non ha riserve di questa vitamina importantissima per l'elasticità dei tessuti.   Inoltre la vitamina C funge da antiossidante capace di eliminare i radicali liberi. Non secondaria è la quantità di vitamina A ed E contenute nel kiwi, che aiuta a rafforzare il sistema immunitario. Le sue fibre sono davvero tantissime, ma quel che lo rende davvero speciale sono le insolite proprietà disinfettanti che aiutano il sistema immunitario.   Chi soffre di diabete non dovrà fuggire a causa dei suoi zuccheri perché il kiwi (come molti altri frutti maturi) contiene una sostanza capace di controllare la presenza di zuccheri nel sangue. Aiuta a lenire e prevenire malattie del colon e fa bene anche alle donne incinte in quanto contiene acido folico la cui assunzione previene le malformazioni fetali e aiuta lo sviluppo del feto. Il kiwi è un ottimo ingrediente per i nostri frullati o per le nostre creazioni personali che ci aiuteranno ad assimilare bene le sue proprietà. Basta ricordare di non lasciare le macedonie troppo esposte all'aria perché le vitamine si volatilizzano.   Maria Melania Barone   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine Toxoplasmosi: 7 Regole per la tua gravidanza Gravidanza Si può contrarre dai gatti, oltre che da carni, frutta e verdura contaminate. In genere non dà sintomi. È molto importante non prenderla in gravidanza perché può creare grossi problemi al feto   ..........................................................................................................................................   La toxoplasmosi è una patologia infettiva molto comune. Spesso è del tutto asintomatica quindi può succedere di contrarla senza accorgersene. Qualche volta possono comparire sintomi quali ingrossamento dei linfonodi, febbre, stanchezza muscolare, cefalea.   Se contratta in gravidanza può avere conseguenze molto serie per il feto. Vediamo quindi quali sono le precauzioni che dovrai prendere se sei in dolce attesa o stai programmando una gravidanza.   1. Non mangiare né manipolare carne cruda (o poco cotta), e quindi anche molti affettati (prosciutto crudo, bresaola eccetera).   2. Lava frutta e verdura con un disinfettante per alimenti o con bicarbonato.   3. Evita il contatto con i gatti, in particolare con le loro feci. Se ne hai uno in casa, delega a un’altra persona la pulizia della lettiera, che va fatta tutti i giorni perché eliminare le feci entro 24 ore limita il rischio di contagio. Se proprio non ti è possibile delegare, indossa sempre i guanti e lavati accuratamente le mani. In ogni caso, non accogliere in casa gatti randagi o che abbiano vissuto all’esterno.   4. Evita lavori di giardinaggio, e se proprio devi, usa i guanti.   5. Se ti capita di toccare la terra o alimenti crudi quali carne, frutta e verdura lava sempre accuratamente le mani con acqua e sapone.   6. Prendi queste precauzioni anche se stai programmando una gravidanza perché contrarre la toxoplasmosi all’inizio della gestazione è molto pericoloso per il feto.   7. Se hai intenzione di programmare una gravidanza fai subito il test per la ricerca di anticorpi contro il Toxoplasma gondii. Se risulta positivo vuol dire che hai già avuto in precedenza l’infezione e quindi hai gli anticorpi; puoi perciò stare tranquilla e verosimilmente non avrai bisogno di prendere tutte queste precauzioni. In ogni caso, rivolgiti al ginecologo per avere maggiori delucidazioni relative al tuo specifico caso.   Margherita Russo   ..........................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sulla gravidanzaLeggi Gravidanza e Allattamento: rimedi naturali - Gravidanza e rischio cancro al seno   Articoli correlati per keywords: Sesso e dintorni - Coppia
Carenza di ferro, la numero uno al mondo Vitamine Ti hanno mai detto che hai una carenza di ferro? Non sei un caso isolato, anzi! Recenti statistiche hanno riscontrato che la carenza di ferro è il problema alimentare più diffuso al mondo ................................................................................................................................................................... Vediamo come possiamo comportarci. E' stato dimostrato che la carenza di questa sostanza nel siero è al primo posto al mondo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima infatti che siano 600-700 milioni le persone colpite da questo disturbo alimentare nei paesi in via di sviluppo.   Le categorie più a rischio sono i neo-vegetariani, che spesso non sanno come integrare il ferro che si assumeva tramite la carne. Inoltre le giovani ragazze solitamente preferiscono mangiare pasta, pizza e pasti veloci senza fare attenzione al giusto apporto quotidiano di ferro. Si stima infatti che circa l'8% delle donne occidentali sia affetta da questo disturbo e di questo 8%, circa il 22% sono adolescenti. Secondo una ricerca del King’s College presso la London University, anche se le adolescenti sembrano attive e in buona salute, presentano una carenza abituale di ferro che influisce sulle piccole cose della vita come la capacità di concentrarsi ed il rendimento scolastico.   Ma perché è così importante il ferro?   Si tratta di un nutriente essenziale che si occupa del corretto funzionamento dell'emoglobina, impegnata nel trasporto di ossigeno alle cellule del corpo e dunque anche del cervello. Carenza di ferro significa dunque una riduzione delle funzionalità del cervello oltre a sintomi quali pallore e stanchezza cronica. Se il problema è cronico inoltre c'è il rischio di anemia soprattutto tra bambini e anziani. E' necessario dunque analizzare i valori di emoglobina e di ferritina per scoprire se il disturbo riguarda anche noi.   Tuttavia una sana alimentazione può aiutare a prevenire i problemi della carenza di ferro. I vegetariani devono mangiare ogni giorno verdure ricche di ferro come gli spinaci e almeno 4 volte a settimana i legumi. In particolare i fagioli ne hanno in abbondanza. Anche la carne e il pesce sono ricche di ferro, tuttavia è bene precisare che metabolizzare una bistecca è più arduo che metabolizzare del pesce, verdure o legumi. Sarebbe bene mangiare la carne massimo 2 volte a settimana e abbondare invece verdura e legumi. Ci sentiremo senz'altro pieni di energie e di forza!   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine Gravidanza e allattamento: rimedi naturali Gravidanza Sei in dolce attesa o stai allattando? Ti aiutiamo a far fronte ai piccoli disturbi che si presentano in queste due fasi molto delicate per una donna sia a livello fisico che psicologico ..........................................................................................................................................   Devi adottare comportamenti prudenti e fare attenzione a ciò che utilizzi per via interna, in quanto sostanze estranee potrebbero infastidire il feto.   I primi 3 mesi, come saprai, sono i più delicati per la sua vita, pertanto non bisogna modificarne e alternarne la normale formazione naturale ingerendo sostanze nocive.   Sei una fumatrice? Elimina completamente le sigarette, che riducono l’irrorazione del sangue alla placenta e la nicotina in esse contenute crea vasocostrizione. Ricorda di eliminare anche alcol e caffè.   Puoi combattere la nausea della gravidanza con una tisana a base di Melissa, Malva, Camomilla e Menta. Inoltre masticare un pezzettino di Zenzero fresco aiuta ad allontanare la nausea in maniera considerevole. Qualora risultasse troppo piccante puoi aggiungere quello in polvere ad un infuso.   L’acidità gastrica sta prendendo il soppravvento? Assumi la punta di un cucchiaino di argilla ventilata in poca acqua; attenta però a non esagerare perché potrebbe creare stipsi.   In caso di stitichezza puoi provare a contrastarla con un infuso a base di Malva, Alta, Semi di lino. Ricorda di evitare Senna, Frangula e Rabarbaro, controindicate in quanto potrebbero irritare le pareti intestinali e portare a delle contrazioni uterine, mentre in fase di allattamento modificare il sapore del latte rendendolo troppo amaro per il bambino.   Irritabilità, sbalzi d’umore, insonnia per una donna sono piuttosto normali ma in gravidanza si accentuano: previenili con Tiglio e Melissa.   Se ti preoccupano smagliature e decadenza della cute, ricorda di prevenirle rendendo la pelle più elastica con Olio di Mandorle Dolci e Burro di Karité. Puoi applicarli puri o trovarli in composti di creme. Massaggiali tutti i giorni anche più volte su tutto il corpo, e ricorda che anche il seno viene sottoposto a un forte stress cutaneo con l’allattamento, pertanto utilizzali anche qui.   Una volta nato il bimbo inizia l’allattamento e se ti trovi con una carenza di latte può aiutarti una tisana a base di Finocchio, Anice, Galega e Luppolo: ne aiutano la produzione naturale e ne migliorano il sapore rendendo il latte più dolce e quindi più gradevole al neonato. Inoltre il finocchio previene anche le coliche. Se non gradisci la tisana trovi in commercio pratiche capsule da ingerire.   Ti ricordiamo di prestare cautela prima di assumere un qualsiasi medicinale e/o fitoterapico, per i quali è bene chiedere conferma al medico che ti segue. Nel prossimo articolo parleremo dei rimedi naturali per il neonato! Seguici!   Silvia Terracciano - Naturopata   ..........................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanzaLeggi: Sesso in gravidanza? fa Bene al Bambino - Gravidanza e rischio cancro al seno   Articoli correlati per keywords: Sesso e dintorni - Coppia
Il succo di Noni alternativa all’Aloe Antiossidanti Negli ultimi anni si è parlato tanto dell’ aloe, ma in commercio puoi trovare in alternativa il succo di Noni. Può essere un ottimo sostituto all’aloe per chi ne è allergico, se non si gradisce il sapore, o per alternarne l’utilizzo, anche se in realtà il Noni contiene delle sostanze che possono intervenire nei processi metabolici in maniera differente rispetto all’aloe ......................................................................................................................................................   Il Noni è un frutto commestibile ricco di proteine, zuccheri ed antiossidanti: per i suoi componenti e proprietà è considerata una pianta sacra dai guaritori polinesiani, oltre ad essere un ottimo integratore nutrizionale ed energetico. A scopo curativo vengono utilizzate tutte le parti della pianta: foglie, radici, corteccia, frutti e fiori.   I suoi due nomi sono anche “pianta che dura il dolore” e “pianta per il mal di testa”.   Alcuni studi sostengono che il Noni sia in grado di accrescere e normalizzare la funzione cellulare e incrementare la rigenerazione dei tessuti; inoltre agisce come immunostimolante.   In caso di purificazione del sangue il suo utilizzo è ottimale, oltre a contribuire all’omeostasi complessiva. Ulteriori esami hanno dimostrato che il Noni può essere utile per alleviare i dolori delle articolazioni collegati all’artrite. Ricco in selenio, inoltre, il succo di Noni può aiutare a contrastare l’azione dei radicali liberi e quindi rallentare il processo di invecchiamento.   Quando ti senti un po’ giù di corda, stanca e affaticata, nei cambi di stagione o in un periodo particolarmente duro a livello sia fisico che psichico, assumine un misurino anche più volte al giorno in caso di convalescenza o malattia: potrai osservarne direttamente l’azione e beneficiare dei suoi effetti positivi sull’organismo.   L’assunzione ideale è a stomaco vuoto, quindi una mezz’ora prima dei pasti, per evitare che il processo digestivo interferisca con l’azione degli alcaloidi del Noni. Sarebbe opportuno evitare anche l’uso del caffè, di bevande alcoliche e nicotina e utilizzare Noni succo al 100% senza coloranti né conservanti o aggiunta di altro che possa variarne il sapore o le proprietà.   Silvia Terracciano - Naturopata   ......................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle piante amiche della salute? Curcumina: nuovo alleato anti tumore - Aloe per il benessere dello stomaco
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Test Intolleranze Alimentari: quali fare? Allergie e Intolleranze Per verificare a quale alimento o sostanza si è intolleranti sono a disposizione diversi tipi di test, anche se nessuno di questi è riconosciuto dalla medicina ufficiale   ............................................................................................................................................   I più conosciuti sono il test Kinesiologico, il test EAV e il Vega Test che rientrano nella categoria dei Test di biorisonanza. Il Test Kinesiologico si avvale della misurazione della tensione muscolare, per questo è anche chiamato test muscolare. Viene misurata la variazione della forza muscolare prima e dopo il contatto con un alimento o sostanza a cui si è potenzialmente sensibili. Questa può essere posta sotto la lingua o semplicemente tenuta in mano. Se la forza diminuisce significa che la sostanza ci disturba.   Il test EAV e il Vega Test che sono test di biorisonanza si basano sulla misurazione della variazione del campo elettrico cutaneo, misurato solitamente su punti specifici della mano o dei piedi in corrispondenza dei punti di agopuntura e dove passano i meridiani di stomaco e intestino secondo la medicina cinese.   I test vengono effettuati con dei macchinari dotati di un pozzetto in cui si inseriscono le fiale contenenti le sostanze da testare, di un elettrodo che viene tenuto in mano dalla persona da testare e di un puntale (appunto per testare i punti sopra citati) che viene usato dall’operatore.   Con quest’ultimo si misurano le variazioni sul punto, la variazione del potenziale elettrico indicherà l’intolleranza alimentare. Indipendentemente dal tipo di test cui ci si sottopone, è bene rivolgersi a persone serie e competenti, che non chiedano onorari eccessivi per la prestazione, in quanto questa andrebbe ripetuta per verificare che le intolleranze siano state risolte e non se ne stiano presentando di nuove, dopo aver naturalmente effettuato un periodo di eliminazione e una buona e sana disintossicazione.   Silvia Terracciano - Naturopata   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? leggi: Intolleranze: nelle scuole arriva la pennetta salvavita   -  FIT: il test per le intolleranze alimentari   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Intolleranze
Le vitamine per la giusta dieta VitamineLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

Fin dall’infanzia ci sentiamo ripetere che le vitamine sono fondamentali per una buona salute. Ma a cosa servono esattamente? Le vitamine svolgono una funzione bioregolatrice e la loro mancanza causa disturbi lievi o malattie anche molto complesse, per questo è importante assumerle regolarmente e conoscerle: vediamo come ...................................................................................................................................................................   Per non incappare in sintomi e malattie di ogni tipo è necessario salvaguardare la dieta e cercare di fare tutto in maniera mirata. Infatti le vitamine rafforzano il sistema immunitario: ecco perché bisogna assolutamente evitare una loro carenza   E' possibile sintetizzare la vitamina D con la stimolazione della luce solare, mentre la vitamina K viene prodotta dal fegato ed è diretta responsabile della coagulazione del sangue. Tutte le altre vitamine, invece, devono essere assimilate. Non hanno una resistenza al calore e dunque la cottura potrebbe distruggerle. Le vitamine cooperano fra di loro e con alcuni sali minerali. Per questo "lavorano" meglio se assunte insieme piuttosto che separatamente. Svolgono importanti funzioni anche per quanto concerne il metabolismo delle sostanze presenti nei cibi, come carboidrati, zuccheri ecc..   E' importante dire che quelle liposolubili (A, E, D, K) non dovrebbero essere assunte in dosi eccessive e in quanto un loro eccesso comporta seri rischi per l'organismo. Le vitamine idrosolubili invece, possono essere eliminate tramite le urine.   Ma veniamo a noi: le vitamine del gruppo B aiutano il metabolismo dei nutrienti, sistema nervoso, apparato digerente. Sono presenti nel lievito di birra, funghi, legumi e frutta secca. Quando cadono i capelli o ci si stressa è probabile che si perdano queste riserve.   La vitamina C neutralizza i radicali liberi e si occupa dell'elasticità dei tessuti. Se le tue gengive sanguinano oppure hai infiammazione alle mucose è probabile che manchi questa vitamina che, come sappiamo, si trova in molti verdure e frutta rosse, rucola, broccoletti. Però chi fuma deve triplicarne la quantità perchè purtroppo questa vitamina viene trasformata in un pericoloso radicale libero.   La vitamina D è importantissima perché si occupa di rafforzare il sistema immunitario, dell'assorbimento del calcio e del fosforo per le ossa, del sistema nervoso e dei muscoli. La sua funzione più importante è la disintossicazione dall'organismo dal piombo. Se la miopia aumenta o si verificano disturbi visivi, dondolamenti e cadute dei denti. E' possibile trovarla in abbondanza nel pesce. La vitamina E allontana il rischio di malattie cardiovascolari perché protegge i globuli rossi ed evita la formazione di grumi nel sangue, mantiene la fertilità, ed ha un effetto antinfiammatorio. Questa vitamina è presente nelle mandorle, noci arachidi, nocciole e in alcuni oli come gli oli di girasole, arachidi, germe di grano. La difficoltà di concentrazione, debolezza della vista, irritabilità sono tutti segni di carenza di questa vitamina.   La vitamina A ci mantiene giovani e belli e soprattutto attivi perché protegge la vista, le mucose e il sistema immunitario. Se le vostre unghie crescono con difficoltà ed avete i capelli secchi o sfibrati è probabile che vi manchi questa vitamina. E' importante per chi compie sforzi fisici e per chi abusa di alcol.   Ecco perché le vitamine associano la nostra bellezza alla nostra salute e ci mantengono forti e belli! Ora sapete a cosa servono e dove trovarle.   Maria Melania Barone   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Il Caffè riduce il Seno ma lo protegge Educazione AlimentareLeggi lo speciale Estrogeni

Ti sei mai lamentata della taglia del tuo seno? Troppo piccolo? Troppo ingombrante? Secondo un recente studio ad influire sulle sue dimensioni è il caffè che, però, preserva anche dal rischio di tumore ............................................................................................................................................................   Direttamente dalla Svezia, patria delle più appariscenti bionde, arriva la notizia che il caffè influisce negativamente sulle dimensioni del seno. Infatti secondo un recente studio condotto dalla ricercatrice dell'università di Malmo e Lund, Helena Jernström, tre caffè al giorno diminuiscono progressivamente la taglia del reggiseno.   Già da tempo si diceva che la caffeina non aiutasse lo sviluppo cellulare, ma oggi il fatto è accertato: la caffeina determina un rallentamento progressivo della crescita cellulare. Da questo se ne deduce che la caffeina potrebbe ridurre anche la taglia del reggiseno ed infatti, i risultati condotti su moltissime donne sembra confermarlo. La colpa è di un estrogeno che influisce negativamente su quelle donne portatrici del gene CYP1A2.   Ma non tutto il male viene per nuocere. La dottoressa Helena Jernström, che si occupa di oncologia sperimentale, aveva già studiato gli effetti benefici del caffè, scoprendo che l’amata bevanda riduce sensibilmente il rischio di contrarre cancro al seno. Almeno questa è una buona notizia e non dovremmo pentirci di aver bevuto tonnellate di caffè fino ad oggi! Tuttavia bisogna sempre tenere presente che ad essere colpite sono soltanto le donne che hanno quel gene particolare sensibile all'estrogeno e non è una cosa frequente.   Lo studio è stato condotto su un campione di 300 donne e non tutte hanno dimostrato una diminuzione del seno, ma solo quelle sensibili all'estrogeno per predisposizione genetica. La dottoressa ha concluso che il seno si riduce in seguito all'assunzione quotidiana di tre tazzine al giorno, e la riduzione aumenta con l'aumentare della quantità di caffè ingerito. Per questo molte donne hanno temuto che troppo caffè facesse scomparire il seno ma la dottoressa rassicura che questo non può accadere: "il seno può solo diventare più piccolo, non scomparire".   Maria Melania Barone   ............................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi - L'aroma del caffè riduce lo stress
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Disturbi alimentari: Online un’arma in più Disturbi alimentari Aumentano le ragazze che soffrono di disturbi alimentari. La causa è nel cervello ed è determinata da fattori che variano da persona a persona. Ecco come individuarli e come curarli ..........................................................................................................................................   Se le ragazze dai 14 ai 24 che soffrono di anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare atipici sono in aumento, una notizia positiva è che la causa di tutto questo è nel cervello, dunque si può intervenire con terapie di gruppo ben mirate.   Ma come agisce la psiche sui vari disturbi alimentari?   La psiche agisce in maniera determinante sul comportamento alimentare provocando anoressia nervosa, in cui si tende a raggiungere un peso bassissimo adottando alcune strategie (diete ferree, lassativi, allenamento fisico costante). Un modo per individuarla è l’amenorrea, ovvero l’assenza di mestruazioni. La bulimia nervosa, invece, è caratterizzata da un senso di colpa costante per il cibo e dall’induzione al vomito. Nel caso dei disturbi atipici, i soggetti interessati possono assumere insieme atteggiamenti anoressici e bulimici, difficili da individuare. Anche l’alcool può provocare un disturbo detto drunkoressia, causato dall’assunzione abbondante di alcolici e droghe.   Tutti i disturbi del comportamento alimentare nascono dalla psiche e per risolverli è importante rivolgersi ad un centro polispecialistico, riconosciuto dal Ministero della Salute. Ma quali sono i fattori scatenanti? Variano da persona a persona e in generale possono essere riassunti in: bassa autostima, insoddisfazione verso il proprio corpo, tendenza al perfezionismo anche se accanto a questi potrebbero esserci predisposizioni genetiche.   Di chi è la colpa?   L’intera comunità scientifica è d’accordo nel sostenere che l’ideale di magrezza e perfezione fisica veicolata da tv, manifesti e riviste patinate sia un fattore di rischio, anche se non è l’elemento scatenante.   Quali i fattori scatenanti?   Spesso è un lutto, uno stress particolare, un momento di cambiamento come lo sviluppo corporeo ma anche delusioni scolastiche o sentimentali.   Cosa fare?   Bisogna tenere presente che chi soffre di tali disturbi cade in un circolo vizioso, si affeziona alla propria malattia, considerata un modo per eccellere in qualcosa rispetto agli altri, per diversificarsi. Spesso la diagnosi è ritardata e i genitori fanno finta di niente. Quando c’è la richiesta di aiuto manca la necessaria preparazione medica e si viene in genere curate solo con farmaci che in realtà non servono. Occorre invece un approccio interdisciplinare che interessi nutrizionisti, psicologi clinici, psichiatri, dietisti e psicoterapeuti. Il riferimento è il medico di base e il suggerimento è: il primo passo per risolvere il problema è riconoscerlo.   Se vuoi aiutare qualcuno che soffre di disturbi alimentari puoi rivolgerti al sito www.bulimianoressia.it che vede il sostegno di medici internisti e psicoterapeuti, mentre per reperire il più vicino centro di cura puoi rivolgerti al sito www.disturbialimentarionline.it .   Andromeda Aliperta   ..........................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sull'Anoressia? Anoressia nervosa : in GB crociata anti siti - Troppi giovani colpiti da anoressia nervosa

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Sale iodato: perché fa bene usarlo? Alimentazione Corretta Sale: bisogna usarlo con moderazione. Quello iodato, però, aiuta a prevenire il gozzo e altre problematiche legate al cattivo funzionamento della tiroide.
.................................................................................................................... Con il sale, si sa, non bisogna esagerare, per preservare la salute del proprio cuore e delle proprie arterie. Il sale, però, può essere un buon alleato se si sceglie quello giusto. Prediligendo quello iodato, infatti, aiutiamo il buon funzionamento della nostra tiroide.   Lo iodio, infatti, è indispensabile all’attività della ghiandola tiroidea e quando è carente può dare origine a diversi disturbi, primo fra tutti il gozzo. Problema che, contrariamente a quanto si pensi, è ancora piuttosto diffuso in Italia. Secondo una stima dell’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, nel nostro Paese, ne soffrono circa 6 milioni di persone.   Ma come si usa il sale iodato per essere veramente efficace? Forse non tutti sanno che è utile solo se aggiunto dopo la cottura, oppure quando è utilizzato sui cibi crudi. Con il calore, infatti, lo iodio evapora.   Chi dovrebbe utilizzarlo? Tutti, ma soprattutto bambini, adolescenti e donne in gravidanza. In fase evolutiva è importante per contrastare tutte le malattie che derivano da una carenza di iodio. In gravidanza è fondamentale perché, nei bambini nati da donne che hanno seguito, mentre erano in attesa, un regime alimentare povero di iodio, può verificarsi un ritardo nello sviluppo mentale. Nelle pappe dei bambini sotto un anno di età non andrebbe aggiunto mai sale, che sia o meno iodato.   Quanto bisogna usarne? Per prevenire le patologie cardiovascolari non bisognerebbe superare i 4/5 grammi di sale al giorno, sia che si usi quello normale, sia che si utilizzi quello arricchito di iodio. 4/5 grammi di sale iodato al giorno, comunque, garantiscono un apporto di iodio adeguato.   Margherita Russo .................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul sale iodato Il bagno turco: Benessere e Relax anche a casa propria  -  La dieta contro l'acne   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Alimentazione Corretta
I Sali di Schüssler cosa sono e in quali cibi trovarli VitamineLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

Chi di noi non hai mai avuto bisogno di un’integrazione di Sali minerali? Dopo un periodo di convalescenza, per restituire vigore al nostro organismo, per intensa attività fisica? ….. ma i sali minerali sono indispensabili anche per la buona salute delle nostre funzioni vitali e per aiutare nella risoluzione di piccoli disturbi  ...................................................................................................................................................................   Allora perché non assumere i Sali di Schüssler sotto forma di integratore e con l’ alimentazione facendo scorta dei cibi che più ne contengono?   I Sali di Schüssler sono identificati in 12 Sali minerali definiti “preparati funzionali”, in quanto ognuno di essi esercita una specifica influenza sulle diverse funzioni dell’organismo. Il loro nome deriva dallo scopritore W.H. Schüssler.   Secondo Schüssler la malattia è determinata da una carenza di tali sali minerali, e l’equilibrio si può ripristinare con la giusta somministrazione di questi ultimi.   L’apporto di Sali di Schüssler ha lo scopo di ripristinare la concentrazione ottimale dei sali a livello cellulare per assicurare la normale attività dei tessuti.   Una carenza di tali nutrienti può esser dovuta a uno stato di malattia, convalescenza, inquinamento ambientale e sempre più all’alimentazione scorretta. Insaccati, inscatolati, alimenti con additivi chimici, conservanti e coloranti inoltre ne determinano la loro biodisponibilità.   I 12 Sali sono :   1 Calcium Fluoratum - Fluoruro di calcio   2 Calcium Phosphoricum - Fosfato acido di calcio   3 Ferrum Phosphoricum - Fosfato di ferro   4 Kalium Chloratum - Cloruro di potassio   5 Kalium Phosphoricum - Fosfato di potassio   6 Kalium Sulfuricum - Solfato di potassio   7 Magnesium phosphoricum - Fosfato acido di magnesio   8 Natrium Chloratum - Cloruro di sodio   9 Natrium Phosphoricum - Solfato biacido di sodio   10 Natrium Sulfuricum - Solfato sodico anidro   11 Silicea - Acido silicico   12 Calcium Sulfuricum - Solfato di calcio (gesso)   Sai che ci sono alimenti che li contengono e ne stimolano anche l’assimilazione?   Il Fluoruro di calcio è contenuto in Aglio, cavolo, crusca, segale, cipolle, verza, zucca, limoni maturati sulla pianta, prugne, rabarbaro, riso integrale, spinaci, yogurt, tuorlo d’uovo.   Fosfato acido di calcio lo trovi nelle arance e limoni maturati sulla pianta, avena, cavolo, cipolla, crusca, frumento, lamponi, noci, orzo, semi di sesamo, spinaci, lenticchie, fagioli, sedano, mandorle, cetrioli, prugne, tuorlo d’uovo, pane integrale, segale, fragole, susine, mirtilli, ribes nero, infuso di equiseto.   Fosfato di ferro sarà presente in asparagi, cavolo, crusca, datteri, fagioli, fichi, quercia marina, lattuga cappuccia, fragole, ravanelli, cetrioli, mandorle, noci, spinaci, frumento, grano saraceno, segale, lenticchie, more, orzo, piselli, prugne, radicchio.   Cloruro di potassio in barbabietole rosse, equiseto, fichi, lattuga cappuccia, lenticchie, mele, more, noce di cocco, noci, olive, orzo,pomodori, pompelmi e limoni maturati sulla pianta, carote, cavolfiori, cavolo, cavolo di Bruxelles, fagioli verdi, sedano, prugne, spinaci.   Fosfato acido di potassio nelle cipolle, ravanelli, lattuga, cetrioli, sedano, noci, fichi, lenticchie, mele, more, noce di cocco, olive, orzo, pomodori, pompelmi e limoni maturati sulla pianta, spinaci.   Solfato di potassio è trovabile nell’equiseto, asparagi, carote, cavolfiore, cavolo, cipolla, datteri, fichi, cicoria, mandorle, noci, fragole, lattuga cappuccia, mele, farina integrale, pastinaca, patate con la buccia, pomodori, pompelmi, arance e limoni maturati sulla pianta, prezzemolo,ravanelli, sedano, spinaci   Fosfato acido di magnesio lo puoi trovare nelle cipolle, cetrioli, lattuga, mandorle, mele, susine, mirtilli, noci, agrumi maturati sulla pianta, castagne, cavolo, crusca, datteri, fagioli, fichi, latte di capra, lenticchie, noce di cocco, piselli, prugne, segale, spinaci, uva passa   Cloruro di sodio é il comune sale da cucina inoltre è presente nei cavoli, spinaci, sedano, carote, ravanelli, lenticchie, fragole, mele, avena, fichi, lattuga cappuccia, noce di cocco, noci, sedano, spinaci   Fosfato disodico lo troviamo nel riso integrale, nelle carote, mandorle, mele, fragole, avena, cavolo, frumento, lenticchie, noci, orzo, piselli, sedano, segale, spinaci Solfato sodico anidro nella quercia marina, cavolfiori, cipolle, zucche, ravanelli, arance mature sulla pianta, avena, carote, cavolo, fichi, fragole, lenticchie, mele, noci,sedano, spinaci Acido silicico nelle alghe laminarie, riso integrale, buccia degli ortaggi e della frutta, prugne, fragole, ciliegie, asparagi, avena, cavolo, cetrioli, fichi, miglio, orzo, spinaci   Solfato di calcio è presente nel guscio dell’uovo, nelle arance e limoni maturati sulla pianta, avena, cavolo, cipolla, crusca, frumento, lattuga cappuccia, lenticchie, orzo, piselli, rabarbaro, segale, spinaci.   Qualora nella tua alimentazione ci fossero mancanze di questi alimenti, puoi integrarle con i Sali di Schüssler: li trovi in pratiche tavolette da sciogliere sotto la lingua o in acqua calda, per integrare in modo semplice e rapido una loro eventuale carenza nel tuo organismo. Ricorda: una loro integrazione di tanto in tanto non nuoce e non ha effetti collaterali.   Silvia Terracciano - Naturopata   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamineOrtaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Il Vino fa Bene, a patto che… Antiossidanti È ormai noto che il vino , se consumato in modiche quantità, può avere effetti benefici sulla nostra salute. Ci sono però alcune categorie che non dovrebbero berne, nemmeno in quantità moderata ...................................................................................................................................................................   Lo hanno sostenuto e provato diversi studi clinici ed epidemiologici: il vino fa bene alla salute cardiovascolare. Esercita, infatti, un’azione protettiva sul cuore e sui vasi, soprattutto grazie alla presenza dei polifenoli, potenti antiossidanti.   Queste sostanze sono molto abbondanti nel vino e variano a seconda della tipologia e dell’invecchiamento. Per esempio, il resveratrolo, importante grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinvecchiamento, è presente soprattutto nei vini rossi di collina e conservati in botte, mentre lo è molto meno nei bianchi e nei rossi giovani. È stato ipotizzato un ruolo protettivo del vino anche nei confronti dell’ Alzheimer e di altre demenze. Anche in questo caso, il merito andrebbe attribuito soprattutto al resveratrolo.   Ovviamente, l’effetto benefico del vino si esercita soltanto quando viene consumato in modiche quantità; in caso contrario, infatti, i danni provocati dall’ abuso alcolico superano di gran lunga i benefici dovuti all’assunzione di questa bevanda e dei suoi componenti. Il vino, dunque, per far bene alla salute, va degustato lentamente e bevuto soltanto durante i pasti, nella quantità massima di un bicchiere al giorno per la donna e due per l’uomo.   La differenza tra i sessi dipende dal fatto che l’organismo femminile, per le sue caratteristiche biologiche, permette di eliminare circa la metà di alcol rispetto all’uomo. Non devono bere vino, così come qualsiasi altra bevanda alcolica, le donne che aspettano un bambino, le persone che devono mettersi alla guida, tutti quelli che assumono antiepilettici, psicofarmaci e ogni altro medicinale che possa interagire con l’alcol. Infine, non devono assolutamente berlo i minori di 16 anni; prima di quell’età, infatti, gli enzimi in grado di assimilare l’alcol sono completamente assenti.   Margherita Russo   ...................................................................................................................................................................     Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -   Melone, frutto toccasana   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Anoressia e perdita dell’istinto sessuale Disturbi alimentari L' anoressia è una patologia diffusissima nei paesi industrializzati. La sessualità, per chi soffre di questo disturbo, viene messa a dura a prova e in alcuni casi estromessa del tutto ..........................................................................................................................................   Da studi recenti è emerso che l'anoressia coinvolge lo 0,5% della popolazione di età compresa tra i 12 e i 25 anni. Il momento più critico è tra i 15 e i 19 anni. Si tratta, dunque, di un disturbo che colpisce prevalentemente gli adolescenti, ma negli ultimi anni sono sempre più numerosi i casi di anoressia tra adulti e perfino anziani.   Altra caratteristica di chi soffre di disturbi alimentari è che si tratta di una patologa prettamente femminile; le percentuali, infatti si aggirano intorno al 90%. Nei maschi, l'anoressia si associa al Disturbo di Dismorfismo Muscolare: si tratta della ricerca ossessiva di modellare il proprio corpo ad un'immagine ideale di ipertrofia muscolare. Il desiderio sessuale, in questi soggetti, tende a diminuire esponenzialmente; tuttavia pochi dati sono stati ricavati a tal riguardo, poiché l'anoressia è sempre stata un disturbo studiato in ambito femminile.   Nelle donne la sintomatologia è leggermente più complessa; in primo luogo la ragazza che soffre di anoressia presenta come primo sintomo l' amenorrea, ovvero la sospensione del ciclo mestruale. Questo comporta di per sé dei risvolti psicologi importanti: la comparsa del menarca (prima mestruazione) rappresenta il passaggio obbligato dall'infanzia all'adolescenza, momento in cui una giovane inizia ad avere consapevolezza della propria sessualità. Avviene come un blocco e una conseguente regressione verso stadi di sviluppo psicosessuale più immaturi.   L'istinto sessuale non è avvertito come normalmente dovrebbe accadere e molte anoressiche presentano anche un disturbo del desiderio, con la totale assenza di rapporti sessuali. Le cause che porterebbero all'anoressia sono diverse e possono riguardare:   1) I modelli di corpi bellissimi e perfetti, che vengono ogni giorno proposti dai media (modelle magrissime e statuarie);   2) La paura di crescere e diventare donna; il corpo di un'anoressica ricorda molto quello di una bambina per la mancanza di rotondità tipiche di una donna;   3) I vissuti familiari, dove il sintomo di una figlia diventa il modo per mascherare altri tipi di problematiche e relazioni difficili all'interno del sistema familiare;   4) L'anoressia, infine, maschera e nega una dipendenza dal cibo. Tale dipendenza può essere considerata una metafora di qualcosa di più profondo, una dipendenza rispetto a legami affettivi deficitari o vissuti come tali.   Dott.essa Mariateresa Muscillo - Sessuologa   ..........................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sull'Anoressia? Anoressia nervosa : in GB crociata anti siti - Troppi giovani colpiti da anoressia nervosa

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Anoressia Nervosa: come intervenire Disturbi alimentari Negli ultimi decenni tutti abbiamo sentito parlare del preoccupante aumento dell’incidenza dei disturbi alimentari, in particolar modo dell’ anoressia. I disturbi alimentari sono insidiosi, molto pericolosi e difficili da diagnosticare all’insorgenza .......................................................................................................................................................................     Il miglior modo per combattere l’anoressia è saper riconoscere i sintomi e agire precocemente.   Che cos’è l’anoressia?   È un disturbo dell’alimentazione che consiste nell’ ostinato rifiuto di una normale e regolare assunzione di cibo. Il termine anoressia significa letteralmente “perdita dell’appetito” anche se questo sintomo di solito è raro fino alla fase tardiva della malattia. L’anoressia nervosa comporta un disturbo dell’immagine corporea e una ricerca inflessibile della magrezza. I soggetti che ne sono affetti ritengono di essere grassi o sformati e spesso negano il loro stato di dimagrimento estremo.   Quali sono i sintomi che consentono di diagnosticare l’anoressia?   I sintomi essenziali per la diagnosi sono quattro:   1. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale;   2. Intenso timore di acquistare peso;   3. Grave alterazione dell’immagine corporea;   4. Nel sesso femminile amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.   Nei pazienti anoressici la perdita di peso è ottenuta in primo luogo tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunto. Inizialmente i pazienti si limitano ad escludere dalla propria dieta i cibi ipercalorici; in seguito l’alimentazione viene rigidamente limitata a pochi alimenti. Il comportamento patologico volto alla diminuzione di peso si manifesta per lo più di nascosto: gli anoressici solitamente si rifiutano di prendere i pasti in compagnia di amici e di parenti. La perdita prima e poi il controllo del peso possono essere attuati anche con condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi e di diuretici) o con un’intensa attività fisica.   Come si può intervenire?   Il decorso dell’anoressia è estremamente variabile. La terapia è resa difficile dal rigido rifiuto dimostrato dai pazienti anoressici nei confronti dei trattamenti di tipo medico. I pazienti negano la malattia e collaborano spesso solo in apparenza. Nei casi in cui il rifiuto delle cure è netto, la perdita del peso è superiore al 25% e sono presenti gravi complicanze mediche, è necessario il ricovero in strutture specializzate. Il trattamento dell’anoressia è articolato e individualizzato: prevede un intervento di tipo medico, un intervento di tipo psicoterapeutico, una terapia familiare e una terapia di tipo farmacologico con antidepressivi.   Dott.ssa Giorgia Penserini - Psicologa   .......................................................................................................................................................................

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Come integrare il Tofu nella Dieta Alimentazione Corretta Eccoci di nuovo alle prese con la dieta, o col colesterolo che supera i limiti. Sappiamo bene che latte e derivati incrementano il nostro peso e influenzano i grassi nel sangue, ma non riusciamo a rinunciarvi, proprio ora poi che col caldo amiamo la classica caprese. Possiamo però sostituire o alternare la mozzarella e altri formaggi col TOFU  ..................................................................................................................................................................................   Il tofu è diffuso in quasi tutto l’estremo oriente, in Cina da oltre 1000 anni. Viene ricavato dalla cagliatura del latte di soia, e successiva pressatura in forme. La percentuale delle sue proteine è così ricca da essere pari ai formaggi più comuni, inoltre è ricco di calcio e fosforo e ha poche calorie.   Lo si trova in vasetti solitamente di vetro, una volta aperto va conservato in frigorifero in acqua leggermente salata e cambiata ogni giorno. Lo si può trovare al naturale, o in altre versioni come affumicato, alle erbe aromatiche, piccante, al pomodoro …. E di diverse marche…..   Se ne avete mangiato uno che non vi ha soddisfatto non demordete, come detto marche e varietà sono molte, assaggiatene di diversi e troverete quello che vi soddisferà.   Il suo utilizzo è molto versatile: lessato, saltato in padella, fritto, cotto al vapore, alla piastra o al forno. Nei ripieni al posto della ricotta, o tagliato a fettine e messo nel pane con altri condimenti. Usato per preparazioni sia dolci che salate.   E se al supermercato non avete trovato niente che ha soddisfatto il vostro palato eccovi qualche deliziosa ricetta.   TOFUMINI AL VERDE   Ingredienti: Tofu al naturale Noci, pinoli, nocciole, prezzemolo e basilico,olio d’oliva e sale   Preparazione: Tritare la frutta secca, il prezzemolo e il basilico. Unire il tutto con l’olio d’oliva o di soia. Stendere un cucchiaio di questa salsa sul fondo di formine da formine di vetro, tagliare il tofu a fette di circa mezzo cm, metterlo sopra lo strato di salsa, aggiungere il sale e coprire con un cucchiaio della salsa usata in precedenza per il fondo, creare così fino a due o tre strati. Aggiungere un filo di olio sull’ultimo strato e mettere in frigo a macerare per 1-2 giorni in modo che si insaporisca bene. Consumare nell’arco di 5-6 giorni dalla preparazione.   SALSA AL TOFU   Ingredienti: un panetto di tofu bianco, 1 spicchio di aglio,basilico o prezzemolo, succo di un limone, olio extra vergine d’oliva, 2 cucchiai di capperi sott’aceto, filetti di acciughe q.b.   Preparazione: Tagliare il tofu a pezzetti, tritare l’aglio e il basilico (prezzemolo se lo preferiamo al basilico), unire il tutto nel frullatore aggiungendo l’olio d’oliva, i capperi e i filetti di acciughe a piacimento ben scolate (se fresche meglio) e frullare il tutto sino ad ottenere una salsa cremosa e non troppo liquida. La salsa così ottenuta è ottima per accompagnare verdure e pesce lessi o alla piastra, spalmata su dei crostini come aperitivo.   Buon appetito!   Silvia Terracciano - Naturopata   ..................................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su cibo e salute? Pancia sgonfia con lo yogurt  -  Kefir: i funghi del benessere   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta Latte e olio di cocco Ricette L’olio di cocco è conosciuto per le sue proprietà intensificatrici dell’abbronzatura, ma attenzione mai usarlo puro, non contiene filtri solari pertanto il sole penetra in profondità e la pelle ne risentirà a lungo andare.
............................................................................................................................................ L’olio di cocco è ricavato dalla polpa essiccata della noce, contiene acidi grassi dall’effetto idratante e nutriente. Usato come doposole permette di far risaltare l’abbronzatura, previene la secchezza e mantiene la pelle morbida. Applicato invece sullo stelo dei capelli li lucida e ne aumenta il volume.   Vediamo ora le caratteristiche del latte di cocco così ancora poco conosciuto. Il latte di cocco viene spesso proposto nei villaggi turistici, o in ristoranti dalla cucina orientale. Infatti proprio in questi paesi orientali è utilizzato tutti i giorni come bevanda, o per preparare ottimi piatti di cucina a base di pollo o pesce, unito col curry. Ovviamente è ottimo per preparare dolci. In America del Sud e nei Paesi orientali è utilizzato al posto del latte classico, perché privo di lattosio. Ricco di fosforo, potassio e vitamine, contiene pochi grassi, ma è una fonte consistente di carboidrati, pertanto sconsigliato a chi sta seguendo una dieta ipocalorica.   Ottime le sue proprietà dissetanti e rinfrescanti. Lo si trova facilmente nei negozi di alimentazione naturale e/o etnici, in confezioni di latta o tetrapack. Si conserva in frigorifero per qualche giorno una volta aperto.   Non pensiate che il latte di cocco sia il liquido contenuto dentro la noce di cocco quando viene spaccata, perché in realtà quella è acqua di cocco, il latte di cocco viene ottenuto direttamente per pressatura della polpa interna del frutto e unito ad acqua, in alcuni casi la diluizione è fatta col latte, prestare attenzione agli ingredienti in etichetta se foste affetti da intolleranza al lattosio.   E ora una breve ricetta per assaggiare la cucina orientale: Pollo al latte di cocco e Curry
  Ingredienti: 1 pollo medio, aglio, zafferano, curry in polvere, pepe e sale, cannella, latte di cocco, olio d’oliva, zenzero, ulteriori spezie a piacere. 200 gr di patate   Preparazione: Tagliare il pollo a pezzetti, mettere in una casseruola con pepe e sale q.b., rosolarlo da entrambi i lati senza bruciare per dieci minuti. Schiacciare l’aglio e unirlo con zenzero e zafferano. Sbucciare le patate e tagliarle a pezzetti più o meno grandi.   Togliere il pollo dal fuoco, metterlo in una pentola dove precedentemente abbiamo versato un paio di cucchiai di olio d’oliva, unire il pestato di aglio, zenzero e zafferano, aggiungere poi del curry a piacere e grattugiare della cannella sopra.   Rimettere sul fuoco e mescolare di tanto in tanto, quando non ci sarà più traccia del liquido formatosi dalla cottura del pollo con le spezie, aggiungere le patate tagliate e il latte di cocco, cuocere per altri 20 - 30 minuti, fino a cottura delle patate. Servire!   Silvia Terracciano - Naturopata ............................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulla cucina orientale?  Leggi La dieta Giapponese - Un colore un'emozione, anche in casa..   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Ricette
Frutti di mare: a chi sconsigliarli Allergie e Intolleranze Sono buonissimi e fanno parte ormai della nostra cucina mediterranea, ma non sempre sono salutari: infatti i frutti di mare solitamente sono sconsigliati per chi soffre di intolleranze alimentari o chi soffre di gravi patologie.
............................................................................................................................................ Il rischio maggiore dei frutti di mare è l'intolleranza causata dalla ricchezza di istamina: questa sostanza è responsabile di una sintomatologia con prurito, vomito, diarrea, nausea e dolori allo stomaco. Gli stessi sintomi si verificano anche in chi è allergico al nichel, una sostanza presente in tutti i frutti di mare e nelle aringhe. Dunque è bene fare delle prove allergiche prima di sedersi a tavola senza scrupoli.   E' noto inoltre che i frutti di mare consumati crudi, possono generare gravi intossicazioni alimentari. Ma i rischi maggiori si corrono soprattutto se la provenienza dei frutti di mare non è certa o se questi derivano da acque non pulite: infatti, pur cuocendoli, il rischio è quello di contrarre Epatite A e Salmonella.   Non sono certamente l'alimento prediletto per le donne incinte in quanto ricchi di nichel e rame che potrebbero trasferirsi al feto causando malformazioni al sistema nervoso centrale.   Recentemente è stato dimostrato che chi soffre di Morbo di Wilson e dunque presenta un'elevata quantità di rame nel sangue, deve assolutamente astenersi dal mangiare i frutti di mare. Infatti i frutti di mare sono ricchi di rame e di altri metalli pesanti che non possono essere smaltiti dal fegato nemmeno se cotti ad alte temperature. Questo comprometterebbe seriamente il sistema nervoso centrale dei malati di Wilson aumentando il rischio di disturbi alla schiena, alla coordinazione al movimento.   Quel che bisogna sottolineare infatti è che i frutti di mare sono dei veri e propri spazzini del mare in quanto assorbono tutta la sporcizia presente nell'acqua marina. Potete provare voi stessi a casa immergendo una cozza viva nell'acqua putrida: nel giro di 15 minuti infatti, l'acqua sarà limpida e pulita. Ecco perché è bene limitare seriamente il consumo di frutti di mare cotti o crudi, sia per rischi seri per la propria salute sia per amore dell'ambiente.   di Maria Melania Barone ............................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle intolleranze alimentari? Leggi: Intolleranze: nellwe scuole arriva la pennetta salvavita - Che cos’è l’intolleranza alimentare?   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Allergie e Intolleranze
Ad ogni gruppo sanguigno il suo regime alimentare Educazione Alimentare Un’affermazione così lascia sconcertati. Cosa significa ci si chiede? Sulla base di una teoria elaborata da un Naturopata americano di origine italiana il Dr. D’Adamo sembrerebbe che ad ogni gruppo sanguigno corrispondano degli alimenti più idonei e altri meno per mantenere un equilibrio di terreno corretto, ed evitare squilibri di vario genere dati da un’alimentazione scorretta e troppo ricca di alimenti non in sinergia col nostro gruppo sanguigno ................................................................................................................................................................   Secondo il parere del Dr. D’Adamo i vari gruppi sanguigni si sono formati con l’evoluzione dell’uomo e quindi questi rifletterebbero attitudini alimentari e comportamentali inerenti a questa evoluzione. Scopriamo ora per ogni gruppo sanguigno gli alimenti che sarebbero da prediligere nella nostra alimentazione quotidiana.   Gruppo 0: è il capostipite dei gruppi sanguigni, il cacciatore, caratterizzato da fisico atletico che predilige cibarsi di carne, pesce e uova. Questi soggetti pertanto traggono beneficio da una dieta iperproteica, sono sconsigliati invece latticini, leguminose, cereali, anche se in possono nutrirsi di riso, quinoa, grano saraceno e prodotti senza glutine i quali risulterebbero neutri.   Gruppo A: comparve solo in seguito, quando l’uomo cominciò a conoscere l’agricoltura modificando così la sua alimentazione, per questo motivo é chiamato l’agricoltore. Sempre secondo D’Adamo, i soggetti appartenenti a questo gruppo sanguigno beneficerebbero di una dieta ricca di alimenti vegetali e di cereali (limitare il consumo di glutine), al consumo di carni è meglio preferire carni di pollo e tacchino. Attività fisica correlata dovrebbe essere di tipo rilassante come lo Yoga.   Gruppo B: detto il nomade, è un soggetto con un sistema immunitario e digestivo attivo. Questi soggetti sarebbero gli unici a potersi nutrire dei vari cibi, moderando il consumo di tutto in maniera da alternare bene l’alimentazione, sarebbero gli unici a poter utilizzare i latticini senza problemi, sempre senza esagerare. Sarebbero sconsigliati invece i cibi ricchi di zuccheri semplici e conservanti.   Gruppo AB: corrisponderebbe invece all’enigmatico, si troverebbe nella scala più evoluta della specie. I soggetti appartenenti a gusto gruppo si posizionano tra i l gruppo A e il gruppo B e potrebbero nutrirsi di entrambi i cibi di riferimento senza esagerare però coi latticini.   Si può essere scettici a riguardo naturalmente, ma provare per un breve periodo a combinare l’alimentazione col nostro gruppo sanguigno di appartenenza non costa niente, potremmo trarne beneficio.   Silvia Terracciano - Naturopata   ................................................................................................................................................................  
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Kefir: i funghi del benessere Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale Stitichezza
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Una vera e propria pozione dei miracoli che sarebbe in grado di guarire gran parte delle malattie e disturbi che attanagliano l'intero pianeta, soprattutto l'occidente che non usa questi funghi come fanno le popolazioni caucasiche da secoli .................................................................................................................................................................................. Ha un profumo tutto naturale ed è buono da bere. E' il Kefir, un fungo delle regioni caucasiche che per millenni ha aiutato le persone a raggiungere un'età avanzatissima in ottima salute, tenendo lontano molte malattie. Impariamo ad apprezzare e conoscere questa pianta dei miracoli!   Il primo a sottolineare le proprietà positive e rigeneranti del KEFIR fu il dottor Drasek prima della guerra mondiale. Successivamente il premio Nobel Ilya Ilyich Metchnikov, affermò che il KEFIR è una pianta in grado di guarire il catarro dalle vie respiratorie, i crampi allo stomaco, le infezioni intestinali croniche e del fegato, i disturbi delle vie biliari e alla vescica. Nelle regioni caucasiche, infatti, gli abitanti non conoscono affatto malattie quali cancro, tubercolosi, sofferenze dello stomaco e via discorrendo. Ma i benefici del Kefir sono indiscussi e sono testimoniati dalla longevità degli abitanti delle regioni caucasiche.   Inoltre il Kefir può essere usato come coadiuvante del latte materno oppure può alleviare allergie cutanee dei neonati. E' indicato anche per regolarizzare il ciclo mestruale dopo interventi chirurgici. Ma le proprietà benefiche del Kefir non finiscono qui: malattie dei nervi, ulcere interne, catarro bronchiale, sclerosi varie, infarto del miocardio, biliosi, malattie del fegato, dei reni, dello stomaco, itterizia, diarrea, stitichezza, anemia, leucemia, allergie varie ed eczemi. Un uso prolungato aiuta a guarire anche l' asma, mentre per tutte le altre malattie il tempo varia dalle 4 settimane ai 6 mesi. Aiuta anche a guarire dall' acne.  I fermenti del KEFIR si possono trovare anche in Italia ad un prezzo molto basso. Ma esistono due tipi di Kefir, quelli d'acqua e quelli di latte. Sicuramente il primo tipo non ha il sapore del secondo, ma è più efficace. Bisogna dire che, siccome non è un prodotto entrato in commercio ufficialmente, non vengono effettuati controlli. E' importante sottolinearlo poiché si tratta di un prodotto proveniente dai paesi dell'Est. Il Kefir può essere acquistato anche in erboristerie specializzate. Esso è leggermente alcolico (massimo 7 gradi) ed il tasso alcolico dipende dalla temperatura in cui viene fatto fermentare.   Tra i suoi elementi costitutivi troviamo: lattobacilli bulgari, streptococchi termofili, lieviti, propion-batteri, enzimi, anidride carbonica, alcool (massimo 7 gradi), vitamine (C, PP e gruppo B), zuccheri, acqua.   E' importante non serrare il vaso di vetro ermeticamente perché l'anidride carbonica prodotta potrebbe farlo esplodere. Siccome questo preparato è moderatamente alcolico è consigliabile non assumerlo prima di guidare e di non somministrarlo ai neonati. Molti usano il Kefir anche per la cura di cirrosi epatica, sebbene i cirrotici dovrebbero astenersi da bevande alcoliche.    Maria Melania Barone   ..................................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più su cibo e salute? Pancia sgonfia con lo yogurt  - Probiotici a favore della vita Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Le regole alimentari per chi allatta Gravidanza Produrre latte richiede circa 500 calorie al giorno: non occorre, quindi, mangiare per due né scegliere cibi particolarmente calorici. L’organismo infatti ha già provveduto, durante la gravidanza, ad accumulare chili in più per far scorta di grassi che durante l’allattamento vengono impiegati per far fronte al maggior dispendio energetico ............................................................................................................................................   Allattare, infatti, è il modo migliore e più naturale per recuperare il proprio peso-forma. Vi sono però alcune regole da seguire per mantenere una costante produzione di latte.   Adottate un’alimentazione regolare. Evitate di saltare pasti   Non iniziate diete dimagranti e non utilizzate prodotti sostitutivi del pasto. Il rischio, in questo caso, è di perdere, oltre al peso, anche il latte.   Aumentate l’apporto di liquidi. Il latte è costituito principalmente da acqua; per averne in abbondanza occorre, perciò, bere molto (almeno un paio di litri di liquidi al giorno): acqua (minerale ma non gassata) a volontà, ma anche tisane, succhi di frutta, brodi. Da sfatare la credenza “bere latte fa latte”, anzi in questo periodo è preferibile ridurre l’apporto di latte che può essere allergizzante per il bambino.   Scegliete cibi freschi o surgelati, prediligete cotture semplici, evitando preparazioni troppo elaborate o troppo caloriche (fritti).   Per quanto riguarda gli alimenti che possono conferire un sapore sgradevole al latte, la tradizione ha accumulato col tempo una lista di cibi da escludere: aglio, cipolle, cavoli, asparagi, peperoncino ecc. in realtà da un punto di vista nutrizionale, non vi sono motivi per essere così drastici, anche perché molti di questi cibi hanno già lasciato traccia nel liquido amniotico che il piccolo ha tranquillamente “assaporato” durante la gravidanza. Inoltre non tutti i bambini reagiscono al cambiamento di sapore del latte con il rifiuto. Il consiglio, quindi, è quello di moderare il consumo di questi cibi ma non di evitarli del tutto.   Vi sono invece alimenti che possono essere potenzialmente allergizzanti anche attraverso il latte materno: vanno quindi evitati, specie se in famiglia vi è una predisposizione alle allergie. L’elenco comprende: agrumi, noccioline, pomodori, crostacei e molluschi, latte e derivati, cioccolata.   Quali sono gli inquinanti del latte materno?   Il fumo: la nicotina agisce sia diminuendo la montata lattea sia passando nel latte e arrivando direttamente al bambino, che può diventare irritabile e insonne.   I farmaci: sono completamente vietati i farmaci antitumorali, antistaminici e per l’artrite reumatoide. Tutti gli altri farmaci (anche quelli più blandi) devono essere presi solo sotto controllo medico.   Le bevande alcoliche ed eccitanti: l’etanolo del vino e della birra, l’alcol di aperitivi e digestivi, possono avere effetti negativi e tossici sul bambino. Anche la caffeina contenuta nel caffè passa nel latte e può provocare irrequietezza nel piccolo: tre tazzine è la dose massima consentita.   Giorgia Penserini   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Gravidanza, attenti al fumo! - Il Parto indolore: una realtà non sempre possibile   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Gravidanza
L' Acqua: il migliore integratore Educazione AlimentareLeggi lo speciale Carnitina Mai come nelle ultime settimane si è parlato così tanto dell’ utilizzo dell’ acqua e delle sue proprietà da quando c’è il boom di Madonna e dell’acqua Kaballah!! Tutte le depurazioni e le diete prevedono l’assunzione di grandi quantità di acqua per lavare via scorie, tossine … e tramite i mass media si sente spesso la frase “acqua povera di sodio”, ma l’acqua non serve solo per “portare via”!  ................................................................................................................................................................   L’acqua è un ottimo integratore di sali minerali naturali, perché fornisce elementi fondamentali per la sopravvivenza nei momenti di carenza organica, come per esempio forti diarree, o dopo avere perso quantità ingenti di sudore. Ci aiuta nell’integrazione anche a tavola, dove per noi occidentali nutrirci di cibi troppo conservati e quindi privi di sostanze nutritive è all’ordine del giorno. Un esempio possono essere calcio e ferro, due elementi di cui spesso abbiamo carenza, soprattutto con l’avanzare dell’età. Osteoporosi nelle donne in menopausa, e anemia nei bambini anche molto piccoli sono disturbi molto frequenti.   L’acqua può essere definita l’alimento più importante, perché oltre a quanto detto sopra interviene nei processi digestivi, nella regolazione della pressione osmotica , nel trasporto delle sostanze nutritive e nel mantenimento della temperatura corporea. Quando si può dire di essere in equilibrio idrico? Quando la quantità di acqua introdotta e formatasi nell’organismo corrisponde a quella eliminata. Pertanto si può dire che i consigli standard su quanta acqua bisognerebbe bere non sono giusti per tutti, ma ognuno di noi dovrebbe regolarizzarsi a seconda del proprio organismo, in base ai liquidi persi.   Non dimentichiamoci che l’acqua è il primo elemento con cui veniamo in contatto stando nel liquido amniotico per i novi mesi della gravidanza, ma anche che l’acqua ha una memoria. Essendo materia ha una sua forma geometrica precisa, se prendiamo due fiocchi di neve e li guardiamo al microscopio non saranno mai uguali, avranno una forma originale e inconfondibile! Da questo principio prendono vita molte discipline terapeutiche come l’ omeopatia, i Fiori di Bach, l’aromaterapia, la cristalloterapia…   L’acqua prende la memoria dell’elemento con cui entra in contatto e lo fissa nella sua, questo significa che quando entriamo in contatto con questi rimedi essi ci trasmettono la loro memoria entrando in noi tramite l’apparato digerente, usando rimedi che vanno messi sotto la lingua, tramite la pelle… e da qui poi si scatena la nostra risposta personale.   Beviamo l’acqua come se stessimo mangiando il nostro piatto preferito! Consigli utili: Al mattino, appena alzati dal letto bere uno-due bicchieri di acqua naturale minerale. Bere acqua con residuo fisso inferiore a 100mg per litro; le acque con residuo fisso maggiore sono ricche di sali minerali, ottimi come integrazione, ma non bisogna abusarne e alternarle sempre con oligominerale. Le acque minerali vanno bevute sotto consiglio del medico a seconda del disturbo da trattare.   Silvia Terracciano - Naturopata   ................................................................................................................................................................  
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Bibite zuccherate: un potente anti stress Alimentazione Corretta Dopo averle condannate come ipercaloriche le bibite dolci vengono prese nuovamente in esame da alcuni ricercatori dell'Università di South Wales e dell'Università di Queensland, in Australia. Un gruppo di studiosi che ci informa del potere "calmante" del glucosio già conosciuto per la sa facoltà di bloccare i gesti impulsivi  ................................................................................................................................................................   I ricercatori australiani hanno somministrato ad alcune persone delle bibite zuccherate dopo aver chiesto loro di pensare ad un incontro con il proprio datore di lavoro o di dover affrontare una giornata stressante. Dopo questo volo pindarico della mente che ha prodotto nel cervello delle persone studiate tutti i segnali dello stress, gli è stata offerta una dolcissima bibita fresca, come una limonata, una cedrata, un tè freddo alla frutta e improvvisamente il relax è sopraggiunto. Lo studio è stato pubblicato anche sul "Journal of Experimental Social Psycology".   Secondo questi studiosi infatti, a ristabilire l' equilibrio nervoso sarebbe stato lo zucchero presente nelle bibite e non il limone o il thè come molti penserebbero. Quest'azione rilassante aiuterebbe perfino dopo una stressantissima giornata di lavoro. Infatti il glucosio aiuterebbe "il controllo esecutivo" cioè il filtro che regola la tensione, lo stress e gli impulsi nervosi. L'azione del glucosio è possibile anche se il glucosio si trova in eccitanti, come caffeina o teina.   Uno studio molto importante se pensiamo al caldo che ci assale in questo periodo. Da questo momento in poi potremo non sentirci più in colpa al terzo drink dolce che tanto ci rinfresca e ci rilassa! E' consigliabile però non utilizzare prodotti industriali, ma preparare in casa le bevande di modo da non assumere anche gli additivi contenuti all'interno e creare un potente anti-stress a base di ingredienti naturali. Ad esempio un thè freddo con zucchero, limone, pesche o altri frutti acquistati nella bottega sotto casa e abbondante ghiaccio possono diventare validi alleati in favore del nostro equilibrio e contro la calura estiva!   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................................  
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Colesterolo e Dieta: cerchiamo di fare chiarezza Educazione AlimentareLeggi gli Speciali Dieta Paleolitica, Trigliceridi e Colesterolo alto

Il colesterolo viene associato dalla cultura popolare ad una condizione di malattia anche se poche persone sanno davvero di cosa si tratta. Cerchiamo quindi di capire di cosa stiamo parlando e perché questo elemento è così importante per mantenerci in forma ed in buona salute.
................................................................................................................................................................... Il colesterolo è una molecola lipidica che, all’interno di una scala di valori normali, non rappresenta assolutamente un pericolo per la salute. Frasi come “ho il colesterolo” sono dei grossolani errori perché, in realtà, tutte le persone “hanno il colesterolo”, essendo questo una componente importante del nostro organismo. La maggior parte di questa molecola viene prodotta infatti spontaneamente dal nostro corpo e non, come comunemente si pensa, assorbita dall’organismo tramite cibi grassi e poco salutari.   Il colesterolo inizia a minacciare il corpo umano quando i suoi valori diventano troppo elevati, quando cioè ci si trova di fronte ad una situazione di ipercolesterolemia. Altri termini su cui si fa spesso confusione sono “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo”, iperinflazionati dalla Tv e dalla pubblicità ma spesso incomprensibili per la gente comune.   Il colesterolo ha un’importante funzione metabolica e circola naturalmente nel sangue legato a diverse proteine. Quelle “ad alta densità” (HDL) non comportano problemi per l’organismo mentre quelle “a bassa densità” (LDL) possono provocare delle ostruzioni pericolose all’interno delle arterie, impedendo la normale circolazione del flusso sanguigno. Queste lipoproteine sono il cosiddetto “colesterolo cattivo”.   La dieta può essere un valido aiuto nella riduzione non del colesterolo totale, che comprende sia le HDL che le LDL, ma in particolar modo del famigerato “colesterolo cattivo”. Anche se abbiamo specificato che gran parte del colesterolo viene prodotto dal nostro corpo, è anche vero che un 10-20 per cento viene assunto tramite l’alimentazione. In aggiunta, anche lo stile di vita è importante per limitare i danni di questa molecola. Il fumo, per esempio, aumenta i rischi connessi alla presenza del colesterolo cattivo nel sangue in quanto alcune sostanze tossiche contenute nelle sigarette da sole distruggono, con la combustione, buona parte del colesterolo buono. Al contrario, l’attività fisica, anche se non abbinata ad una dieta specifica, fa aumentare i livelli di LDL nel sangue non influendo però sulle concentrazioni di colesterolo cattivo. Attenzione anche allo stress, un altro nemico del colesterolo buono.   Legati ad una dieta ricca di grassi ed ipercalorica, più del colesterolo, sono i “trigliceridi”, un’altra minaccia per la salute che può condurre all’insorgenza di gravi patologie come il diabete. Per abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue bisogna evitare i grassi saturi (burro, margarina, latticini in genere), ridurre l’assunzione di zuccheri, eliminare l’alcool, e prediligere frutta, verdura e pesce. Per evitare rischi inutili, oltre a queste raccomandazioni generali sulla dieta e sullo stile di vita, è fondamentale controllare spesso i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, in modo da agire in tempo quando la situazione si sta evolvendo in maniera negativa. Non abbiate paura di rivolgervi al vostro medico di fiducia, che potrà consigliarvi in maniera specifica ed appropriata alla vostra condizione fisica.   Lucia d'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle diete? Leggi Carboidrati: nemici della linea più dei grassi - Cosa fare se non si riesce mai a stare a dieta
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Gli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose Vitamine Patate viola, carote nere, kiwi gialli… per l’estate 2010 i banconi del supermercato riservano agli acquirenti ghiotte e variopinte sorprese. Gli ortaggi colorati, oltre a rappresentare una novità a livello estetico, sono dei toccasana per la salute umana   ...................................................................................................................................................................   A produrre queste bizzarre delizie ortofrutticole è un lungimirante imprenditore abruzzese che non si è lasciato scoraggiare dalle tremende vicissitudini che hanno interessato la sua città, L’Aquila, ed il territorio circostante negli scorsi anni.   Già pronte per l’acquisto sul fronte ortaggi multicolor ci sono, per esempio, le carote nere, ricche di antociani, e quelle gialle, ricche di luteina, entrambe antiossidanti e anti radicali liberi. Sono in fase di realizzazione, invece, le carote rosse e quelle bianche.   Un altro piccolo miracolo è il kiwi a polpa gialla, più ricco di Vitamina C e più resistente alla conservazione (fino a 6 mesi se tenuto in frigorifero). E’ poi già in commercio, grazie alla sperimentazione della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, il pomodoro nero, anch’esso arricchito di antociani.   Questo e molto altro (come la patata viola, la rapa rossa arricchita di litio, etc.) sarà disponibile nei migliori negozi e supermercati, ampliando la scelta del cliente anche su fronti prima inimmaginabili. E gli esperti danno il loro assenso alla commercializzazione, ricordando che non si tratta di prodotti OGM e che i prodotti, cambiando colore, possono diventare più buoni e più salutari.   Lucia D'Addezio   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamine? Le proprietà curative di Orzo e Melograno - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine Che cos’è l’ intolleranza alimentare? Allergie e Intolleranze L’ intolleranza alimentare non deve essere confusa con allergia, in quanto quest’ultima provoca una reazione più o meno violenta dell’organismo per cui il sistema immunitario viene stimolato e comincia a produrre immunoglobuline per far fronte alla sostanza che percepisce come nociva ............................................................................................................................................   L’ allergia è una reazione immediata dell’organismo allo stimolo. L’ intolleranza alimentare, invece, è l’incapacità dell’organismo di digerire correttamente i cibi, o una componente del cibo che viene introdotto. La sua manifestazione non è quasi mai immediata, pertanto chi ne soffre non è in grado di capire nel dettaglio quale cibo può avergli provocato i fastidi che percepisce. Le persone intolleranti a volte possono sopportare piccole quantità dell’alimento o del componente in questione per lunghi periodi con un’assunzione anche giornaliera, ad eccezione delle persone particolarmente sensibili a livello intestinale.   L’intolleranza si presenta con sintomi più o meno leggeri che spesso vengono confusi come semplice stanchezza o malessere. Invece dietro a questi fastidiosi disturbi c’è molto di più. Oltre a stanchezza, cefalea, gonfiori addominali, infezioni ricorrenti e recidivanti (cistiti), si può verificare disordine del peso corporeo in aumento o in diminuzione nonostante non si stia mangiando poco, o non si stia facendo una dieta, e in altri casi ancora possono presentarsi manifestazioni di tipo cutaneo come eczemi, pelle secca, orticaria. Chi di noi non ha uno di questi sintomi? Quasi tutti!   Allora forse dobbiamo fare attenzione al nostro stile di vita e a quello che introduciamo nel nostro organismo, evitando di stimolarlo sempre con le stesse sostanze. Se i sintomi persistono occorre rivolgersi a un buon consulente che si occupi di fare un test delle intolleranze alimentari. Bene una volta individuato il cibo o i cibi che danno disturbo è bene eliminarli per un periodo di circa 3 mesi a seconda anche del grado di intolleranza che risulterà, e fare attenzione anche agli alimenti che possono contenere la sostanza a cui siamo intolleranti in modo nascosto come per esempio il siero del latte nel prosciutto cotto.   Terminato il periodo consigliato si può cominciare a reintrodurre l’alimento o gli alimenti “incriminati” uno alla volta di settimana in settimana e ascoltare la reazione del nostro organismo: se non ci da più problemi significa che ci siamo disintossicati da quelle tossine e il nostro organismo ora è in grado di far fronte alla digestione di tali sostanze; se si ripresentano i sintomi è bene eliminare l’alimento per un periodo più lungo.   Silvia Terracciano - Naturopata   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? leggi: Intolleranze: nellwe scuole arriva la pennetta salvavita   - Allergia al latte vaccino   Articoli correlati per keywords: Salute - Bambini
Una colazione equilibrata per vincere il caldo Alimentazione Corretta Da una recente indagine si evince che il primo pasto della giornata è uno strumento validissimo per vincere il caldo purché sia nutrizionalmente equilibrata, di modo da garantire un corretto apporto di vitamine e sali minerali    ................................................................................................................................................................   La colazione deve essere equilibrata e preparata in casa per evitare cibi grassi, in questo modo è possibile combattere quelle fastidiose vampate di calore provocate dall'alta temperatura dei mesi estivi. E' quanto emerge da un'indagine condotta da Nestlè e dall'Associazione dietetica e nutrizione clinica presieduta da Giuseppe Fatati.   L'obiettivo è quello di abbassare la temperatura corporea assumendo molta acqua e mantenere nel frattempo il corretto equilibrio idro-salino attraverso l'apporto di sali minerali come calcio, magnesio, potassio. Se l'apporto di queste sostanze avviene sin dalle prime ore della giornata il corpo patisce meno il caldo e dunque diventa possibile svolgere tutte le attività quotidiane senza insofferenza psicofisica.   Per questo i nutrizionisti consigliano la mattina di assumere frutta e frullati ed in particolar modo premute e succhi di frutta fatti in casa, ricchi di vitamine, acqua e sali minerali che consentono di incominciare la giornata con la giusta idratazione. Inoltre è importantissimo assumere cereali integrali che consentono di assimilare una maggior quantità di vitamine, minerali e fibre.È invece consigliabile eliminare bevande calde e sostituire il caffè caldo con un buon caffè lungo freddo, o del thè freddo alla frutta.   Dopo aver indagato sull'abitudine di 5000 italiani, Giuseppe Fatati, responsabile dell'Unità di Diabetologia e Nutrizione clinica dell'Azienda S. Maria di Terni e segretario generale dell'Associazione di Dietetica e Nutrizione clinica, ha evidenziato che il 13% consuma la colazione fuori casa, abitudine sconsigliata e diffusa soprattutto fra gli obesi. Infatti una colazione preparata in casa aiuta ad organizzare meglio la propria dieta escludendo cibi grassi e troppo calorici che impediscono di vincere la calura estiva.   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sanaOlio di oliva contro i tumori -   Soia: tutti i benefici e gli usi possibili in cucina
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Soia: tutti i benefici e gli usi possibili in cucina Alimentazione Corretta La soia è un legume sempre più utilizzato in Occidente: ricco di proteine e privo di colesterolo, riduce i sintomi della menopausa e combatte le malattie cardiovascolari. E’ disponibile in cucina come farina, olio, salsa, bistecche e altro ancora   ................................................................................................................................................................   La soia è un legume che accompagna da molto tempo la dieta degli orientali e si sta diffondendo sempre di più anche in Occidente. La proverbiale forma fisica e longevità di questi popoli è da attribuire anche all’uso di questo ottimo legume, che è pieno di virtù: è ricco di proteine e privo di colesterolo.   Inoltre, è un alleato per le donne grazie all’alto contenuto di fitoestrogeni, gli isoflavoni, un vero e proprio aiuto in menopausa. Infatti, gli estrogeni vegetali compensano la carenza ormonale che succede alla menopausa. Svolgono una funzione protettiva nelle ossa e aiutano a mantenerne la densità (proteggendo anche dall’osteoporosi), diminuiscono gli effetti collaterali della menopausa come vampe di calore e non si accumulano nei tessuti, come gli estrogeni farmacologici.   In più, la soia protegge il sistema cardiovascolare contrastando i pericoli del colesterolo (prevenendo trombi che possono intasare le arterie grazie ai grassi insaturi). L’unica cosa a cui si deve fare attenzione è che non sia transgenica, perché gli effetti non sono accertati. La soia è un alimento versatile ed è disponibile in molte forme. E’ ottima in cucina usato come olio, farina (naturalmente priva di glutine, attenzione perché cuoce presto), al posto del latte come bevanda, come formaggio, nelle insalate con i germogli, nelle zuppe (soia gialla e soia nera), come salsa (priva dicalorie, ottenuta dalla fermentazione di soia, frumento, orzo e riso).   In tutte queste varianti la soia apporta vitamina D, B12, vitamina A. In più, la soia è disponibile in forma di bistecche (soia ristrutturata) fatte con un procedimento che distrugge tutti i nutrimenti della soia conservando però le proteine. Il miso, invece (ottenuto con la fermentazione di soia e orzo) può essere usato in cucina per insaporire zuppe e minestre in piccole dosi ed è pieno di fermenti ed enzimi simili allo yogurt ottimi per l’equilibrio intestinale. La soia è disponibile anche come integratore sotto forma di lecitina di soia per contrastare il colesterolo alto (è ricca di antisossidanti).   Oltre a zuppe, olio (da consumare a crudo perché non regge il calore e da tenere al fresco), bistecche e insalate, la soia è disponibile anche sotto forma di budino e yogurt con aggiunta di fermenti lattici. Con la soia si può fare quindi un pasto salutare e completo (se si hanno intolleranze, allergie alimentari o se si vuole stare meglio in salute) dalla A alla… Soia!   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
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Melone: toccasana contro lo stress AntiossidantiLeggi lo Speciale Stress Mai come in questa stagione il melone è adatto a rinfrescare il corpo e a donare a tutto l’organismo un aspetto più sano e più giovane. Il frutto aiuta anche a far abbronzare la pelle, grazie al beta-carotene contenuto al suo interno, regalando una tintarella naturale e duratura     ..................................................................................................................................................................   Una nuova evidenza scientifica ha inoltre dimostrano che il melone sarebbe un toccasana contro lo stress, grazie alle sue proprietà calmanti che nulla hanno da invidiare ai prodotti farmaceutici dedicati al medesimo scopo. La differenza è che il frutto ottiene un risultato antistress eccezionale, apportando in aggiunta calcio, sali minerali, vitamine e molto altro al nostro organismo, ed essendo al contempo privo di controindicazioni.   A fare questa scoperta è stato l’ INRA, l’Istituto Nazionale Francese per la Ricerca Agricola. Una equipe di esperti ha studiato le reazioni di un campione di 36 maialini a 48 ore di digiuno seguite dalla somministrazione di una dieta bilanciata. Un gruppo è stato nutrito solo con alimenti sani e genuini mentre un secondo è stato nutrito anche con una dose quotidiana di melone. I risultati hanno mostrato che i maialini che avevano mangiato sano con l’aggiunta del melone avevano accumulato nell’intestino un numero inferiore di proteine dello stress rispetto al gruppo di controllo, alimentato in maniera genuina ma senza il frutto “miracoloso”.   I ricercatori hanno spiegato questa scoperta affermando che il melone, essendo ricco di vitamine, calcio, acqua, potassio, fosforo e molto altro, aiuterebbe a “ripulire” l’intestino dalle proteine dello stress, producendo un vero e proprio effetto calmante.     Lucia D'Addezio   ...................................................................................................................................................................     Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Meno rughe eliminando zuccheri e fritti     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Il parto indolore: una realtà non sempre possibile Gravidanza Il parto indolore o epidurale è un ottimo aiuto per le donne. L’Italia è attrezzata per le ultime applicazioni in questo campo, ma la disponibilità da parte degli ospedali resta scarsa. Vediamo perché
............................................................................................................................................   L’epidurale è poco diffusa negli ospedali pubblici. Sono solo il 16% le strutture sanitarie, pubbliche e convenzionate, che offrono questo servizio. Eppure, l’analgesia epidurale è un valido aiuto durante il parto per la donna, perché permette di ridurre in maniera considerevole il dolore a grande beneficio di tutto il resto.   Dal 2008 il parto indolore è sancito dai Lea (Livelli essenziali di assistenza) che stabiliscono prestazioni e sevizi che il Sistema sanitario nazionale deve fornire a tutti i cittadini, gratis o previo pagamento del ticket. Invece questo cambia da Regione a Regione e si trovano casi in cui l’epidurale non si fa a causa della carenza di fondi per gli anestesisti.   Eppure, il parto indolore, praticato quando inizia il travaglio tramite un’iniezione nella parte bassa della schiena, aiuta a partorire in maniera indolore ma non toglie la sensibilità. Si tratta di una tecnica che deve essere eseguita da un medico specialista che inserisce, inoltre, un piccolo tubicino nella zona lombare della schiena, nel quale fluisce un analgesico anche durante il parto, annullando le sensazioni di dolore provocate dal dolore per le contrazioni.   La donna, in questo modo, partecipa attivamente al parto che sarà molto più dolce. In più, le nuove tecniche, non prevedono la presenza costante del medico, poiché la donna ha a disposizione un tasto che spinge a seconda del dolore, che regola la somministrazione di analgesico.Un diritto per tutte le donne, insomma, di cui però soltanto poche possono usufruire.   Andromeda Aliperta   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Gravidanza, attenti al fumo! - Gravidanza e rischio cancro al seno   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Gravidanza
Tutti i pericoli nascosti negli additivi alimentari Educazione AlimentareLeggi lo speciale Estrogeni

Se sulla confezione di un prodotto alimentare leggessimo accanto al nome la dicitura “a base di alluminio” o “a base di nitrito di potassio”, lo compreremmo ugualmente? Eppure, sono solo alcune delle tantissime sostanze potenzialmente nocive usate come additivi alimentari
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Gli additivi nascono per conservare meglio gli alimenti e renderli più saporiti, agevolando anche il procedimento di lavorazione del prodotto. Da alcuni anni però, a dettare legge non è stato più il gusto e il sapore in cucina, ma la vista. Di conseguenza gli additivi sono stati potenziati e utilizzati soprattutto per abbellire i prodotti, fare insomma da vero e proprio trucco a gamberetti, biscotti e via dicendo.   La conseguenza è che, dei circa 360 additivi usati nel campo alimentare, una notevole quantità probabilmente va a finire nei nostri stomaci, addirittura sei chili l’anno a testa. La presenza di una quantità tale di additivi alimentari spiega anche la sempre maggiore resistenza di virus e batteri agli antibiotici.   Tanto per cominciare, andrebbero ridotti e soprattutto eliminati i più pericolosi. Vediamo quali sono e quali rischi per la salute comportano:   E123: Amaranto, colorante. Si usa soprattutto negli aperitivi e per le uova di pesce. Può provocare reazioni allergiche, intolleranza, depressione del sistema immunitario.
E127: Ponceau 4R o Rosso Cocciniglia, colorante: si usa per aperitivi, bevande analcoliche e insaccati. Può provocare intolleranza e allergie nelle persone sensibili.
E249 E 250: Nitrito di potassio e di sodio, conservanti: si trovano in prodotti a base di carne sterilizzati o tramite salatura. Possono provocare intolleranza e morbo blu nei bambini piccoli.
E242, Dimetilcarbonato, conservante: si trova in bevande aromatizzate analcoliche, vino senza alcol, concentrato di tè liquido. Può provocare (nelle cavie) tossicità al fegato, lesioni alla milza, midollo e testicoli.   E 586, Esilresorcinolo: si trova in crostacei freschi, congelati e surgelati. Può provocare reazioni allergiche o d’intolleranza. Nelle cavie, danni ai reni, alopecia, disturbi della fertilità, interferenza con gli estrogeni.   Attenzione anche all’alluminio, che serve per dare lucentezza ai biscotti e a certi dolci. La sua tossicità è provata.   Inoltre, gli studi fatti sugli additivi non riguardano le interazioni tra le varie sostanze, che potrebbero avere conseguenze anche peggiori. Il mondo della ricerca non se ne sta certo con le mani in mano: tecniche all’avanguardia, sperimentate in Italia (Politecnico di Torino) mirano ad individuare i corpi estranei e i contaminanti nelle confezioni degli alimenti. Nel frattempo, prendete nota degli additivi “incriminati”e se li incontrate, magari scritti su qualche etichetta, meglio evitarli.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
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La scelta del nome: 4 consigli efficaci per i genitori Gravidanza Che nome dare al bambino è uno dei primi quesiti che i genitori si pongono fin dall’inizio della gravidanza ed è anche la domanda più frequente che viene rivolta loro da parte di parenti e amici quando si annuncia l’attesa  ............................................................................................................................................   Anche se può sembrare un aspetto poco importante nella formazione della personalità del nascituro, va tenuto conto che il nome accompagna il bambino per tutta la vita ed è quindi importante sceglierlo bene. I criteri che devono guidare la scelta sono, ovviamente, molto personali; tuttavia esistono delle indicazioni di base che possono aiutare i genitori a non sbagliare:   Evitare i nomi particolarmente strani o in totale disuso che rischiano di mettere in imbarazzo il bambino nella vita sociale. Un nome insolito o difficile da pronunciare viene immediatamente deriso dai compagni d’asilo e storpiato anche dagli adulti, creando un inutile senso di vergogna nel bambino che lo porta. Nei casi in cui si ricorre a questo tipo di scelta, si può mitigare l’eventuale disagio futuro aggiungendo un secondo nome che possa sostituire il primo qualora il bambino, da grande, lo desideri.   L’errore opposto è quello di scegliere un nome troppo diffuso, che può creare confusione nel bambino, come quando a scuola, non riesce a capire se stanno chiamando proprio lui o un altro bambino con il suo stesso nome.   Una condizione comune a molti genitori è quella di dover accontentare nonni e parenti scegliendo un nome di famiglia che a loro non piace affatto. Prima di cedere a queste pressioni è bene ricordare che anche il nonno più intransigente, alla vista del neonato, tende a dimenticare queste diatribe e si affeziona al piccolo indipendentemente dal nome che porta.   Infine è sempre buona regola non dare un nome eccessivamente lungo a chi già porta un cognome lungo e scartare un nome troppo comune se già lo è il cognome, per evitare che il bambino percepisca la propria identità come qualcosa di anonimo e poco distinguibile.   Dott.ssa Giorgia Penserini   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Gravidanza, attenti al fumo! - Gravidanza e rischio cancro al seno   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Gravidanza
Bambini: troppo magri o troppo grassi, ecco cosa mangiare ad ogni età Bambini Per i bambini in sovrappeso o troppo magri occorre distribuire bene le calorie quotidiane in cinque pasti: ecco cosa mangiare ad ogni età  ....................................................................................................................................................................   Mangiare in maniera sana è una buona abitudine da seguire sin quando i bambini sono piccoli. Ma che vuol dire mangiare sano? Vuol dire che ad ogni bambino e a seconda dell’età, corrisponde un certo tipo di alimentazione. Questo non vuol dire che i bambini che hanno un po’ di tendenza ad ingrassare vanno tenuti sempre a dieta, ma che occorre applicare regole di buon senso affinché le calorie ingerite non siano eccessive e difficili da smaltire. In Italia il 12% dei bambini è obeso e il 23% è in soprappeso. Al contempo, esistono bambini molto magri che hanno problemi di inappetenza e che quando vanno invogliati a mangiare meglio e di più.   Ecco cosa fare e cosa evitare per risolvere i problemi di sovrappeso dei bambini e di magrezza, età per età.   Da fare:   1. Distribuire le calorie in 5 pasti quotidiani dai 18/24 mesi. 2. La prima colazione deve apportare il 20% delle calorie giornaliere, il pranzo il 40% e la cena il 30%. Le due merende il 5% ciascuna. 3. Dopo i 24 mesi non è necessario dare ai bambini un pasto completo, ma si può dare un primo a pranzo e un secondo a cena, sempre completi di verdure. 4. In caso di soprappeso, preferire a cena carni magre e leggere, pesce o uova, soprattutto se il pranzo è stato molto calorico( per via dell’alimentazione delle mense scolastiche che spesso offrono cibi succulenti per invogliare i bambini) 5. Il pranzo è il più ricco; meglio proporre riso o pasta con pomodoro, legumi, verdure e con un secondo magro 3-4 volte alla settimana. La carne rossa va limitata al massimo a 2 volte la settimana perché può provocare problemi infiammatori alle articolazioni. 6. Abbondare con contorni di verdure e ortaggi di stagione, offrire per merenda yogurt o frutta. 7. Per i bambini più magri, più che offrire cibi troppo calorici che comunque fanno male, meglio puntare sui colori e sulla fantasia dei piatti. Preparare piatti invitanti, pieni di varietà di verdure e di colori ( degli ortaggi, magari passati in forma di crema sulla carne) può invogliare i bambini a mangiare di più e a nutrirsi meglio. 8. Dai 2 anni in poi si può cominciare a proporre a cena un secondo piatto o un piatto unico leggero( minestrone, pasta e piselli, pasta e verdura). 9. Dai 3 anni in poi si deve continuare a distribuire in maniera equilibrata le calorie, con cene leggere da bilanciare a seconda del pranzo.   Cosa non fare:   1. Non insistere troppo con i bambini, sin da piccolissimi, per farli mangiare. Meglio usare tecniche dolci e divertenti per invogliarli.   2.Tenere sempre conto della quantità di cibo ingerito sin da piccoli e dell’apporto calorico che, se non è smaltito adeguatamente( con il movimento, con lo sport e con tutta l’attività fisica) si trasforma in grasso corporeo. Spesso le mamme credono, erroneamente, che i loro figli non mangino mai abbastanza. Si tratta solo di una percezione più legata all’ansia della madre che alle reali necessità del bambino, spesso ipernutrito, come dicono i dati sull’ obesità e il sovrappeso infantile.   3. Mai far venire i sensi di colpa al bambino perché non mangia, ma rassicurarlo sempre, senza fare drammi e puntando sul sorriso.   Andromeda Aliperta   ....................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Allarme obesità per i bambini - Attenzione alle merendine Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini Anoressia e bulimia: capirle e curarle Disturbi alimentari Anoressia e bulimia sono disturbi del comportamento alimentare che interessano 2-3 milioni di italiani, soprattutto adolescenti. Se non curate in tempo, possono dare, tra gli altri, seri problemi alla bocca, alle mucose, al cuore, agli ormoni e alla massa muscolare. Vediamo come capirle e curarle .................................................................................................................................................................................   I disturbi del comportamento alimentare si manifestano dagli 11 anni in poi. Il picco avviene dai 14 ai 18 anni, ma può continuare fino all’età adulta, ne è affetto 1 adulto su 10. Il disturbo interessa più le femmine dei maschi e il 30% dei casi si ammala in maniera cronica, ovvero, anche se guarisce, ricasca di nuovo nella malattia periodicamente. I disturbi del comportamento alimentare vanno individuati e curati perché portano a gravi conseguenze per la salute generale.   Il bulimico si può ammalare, infatti, alla bocca (carie, gengiviti,caduta dei denti a causa del vomito che danneggia la gola); alle mucose di stomaco ed esofago; al cuore ( il battito cardiaco accelera fino al danneggiamento o alla morte) e alla massa muscolare e ossea( la carenza di vitamine riduce la massa e porta all’ osteoporosi).   L’anoressico, dal canto suo avrà seri problemi di alterazioni nervose( depressione, riduzione della capacità mnemonica e cognitiva), agli ormoni ( il metabolismo rallenta), al cuore( il battito si riduce e provoca svenimenti e affaticamento); all’ intestino ( difficoltà digestive e costipazione) e disordini genito-urinari( assenza di mestruo, sterilità, insufficienza renale ).   Bulimia, anoressia o bigoressia?   Tra giovani e adulti il 60-70% è bulimico, ovvero ha una vera e propria ossessione per il cibo ma al contempo per l’aspetto fisico. Egli tende a ingerire cibo e a rimetterlo in maniera autoindotta, per il terrore di ingrassare. Chi soffre di bulimia è in genere un normpopeso. Il 30-40% soffre di anoressia e ha una percezione distorta della propria immagine corporea. Ha paura di ingrassare e pur dimagrendo quasi dell’85% rispetto al suo peso iniziale, continua a vedersi grasso e non adeguato al suo modello di magrezza. Esistono altri disturbi come la bigoressia, una sorta di declinazione maschile dell’anoressia, caratterizzata dall’ossessione per una muscolatura perfetta, da digiuni e farmaci che sostituiscono il cibo. La bigoressia diventa poi anoressia vera e propria.   Quali sono i segnali del disturbo alimentare?   1. Dimagrimento eccessivo; 2. Sport frenetico; 3. Sminuzzamento del cibo in bagno dopo i pasti; 4. Assunzione di alte dosi di acqua; 5. Aggressività incontrollata e improvvisa; 6. Il pesarsi e specchiarsi spesso durante la giornata.   Come intervenire quando si intravedono questi segnali?   Per prima cosa occorre rivolgersi al medico e individuare strutture pubbliche o convenzionate specializzate nella cura di questi disturbi, anche se sono lontani da casa. Per individuarli basta consultare l’elenco fatto dal Ministero della salute e dal Ministero della Gioventù ( sono circa 150 centri). I trattamenti sono in genere mutidisciplinari, ovvero vedono il coinvolgimento dello psicologo e del nutrizionista e coinvolgono tutta la famiglia per almeno 1-2 giorni alla settimana. In caso di ricovero, questo deve essere breve e solo in casi di emergenza. Non bisogna mai dimenticare che alla base di tutti questi disturbi ci sono carenze e vuoti affettivi, disagi psicologici legati alla percezione di sé e del cibo, insicurezza, insoddisfazione in cui il sintomo viene gestito in segreto. Ed è proprio su questo che bisogna lavorare.   Andromeda Aliperta   .................................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui disturbi alimentari? Curare il disturbo da alimentazione incontrollata  - Anoressia nervosa: in GB crociata anti siti

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Curare il Disturbo da Alimentazione Incontrollata Disturbi alimentari Il disturbo da alimentazione incontrollata (Dai) è un irrefrenabile desiderio di mangiare che colpisce un milione e 300mila italiani e può provocare grandi sofferenze fisiche e psicologiche. Perché succede? E come si cura? .................................................................................................................................................................................   Si può arrivare a introdurre anche 30mila calorie in un solo pasto. Ecco perché il Dia (Disturbo da alimentazione incontrollata) o, come lo chiamano negli States il Bed ( Binge Eat Disorder) è pericoloso, sia per la salute che per la linea. In genere questo disturbo alimentare colpisce più le donne che gli uomini, con un rapporto di 3 a 2 e in Italia, dove il problema dal punto di vista psichiatrico è sottostimato, i “malati” di Dia sarebbero circa 1 milione e 300mila. Chi ha questo problema sente il bisogno di mangiare con voracità, in solitudine, soprattutto cibi molto calorici come grissini, patatine, biscotti ma anche pasta cruda, surgelati, scatolette per cani e dentifricio, finché la dispensa non sarà vuota e lo stomaco pieno fino all’inverosimile, nel minor tempo possibile.   Perché ci si abbuffa così?   Le cause di questo disturbo sono psicologiche e compaiono in genere tra i 30 e i 40 anni. Chi soffre di questo disturbo non è per forza un obeso e non è bulimico (ovvero non rimette il cibo e non prende lassativi). Il disagio che dà l’input ad abbuffarsi a dismisura è causato da un senso di vuoto, una carenza affettiva da colmare, stati di tensione e di ansia da placare con il cibo. Altre cause sono: l’incapacità di governare le proprie emozioni e di esternarle, un meccanismo simile alla tossicodipendenza e una bassa autostima. Il cibo, in questi casi, fornisce gratificazione, pur suscitando nella psiche comunque un senso di colpa. Il disturbo si riconosce così: ci si abbuffa almeno 2 volte alla settimana per un periodo di 6 mesi e le abbuffate sono associate all’ingerire cibo in maniera sempre più veloce. In più, chi ha questo problema inghiottisce cibo a volontà anche se non ha fame e dopo prova disgusto di sé, depressione e senso di colpa.   Come si cura?   Gli esperti suggeriscono di tenere un diario alimentare, in cui venga elencato tutto quello che si mangia durante il giorno, annotando anche gli stati d’animo precedenti all’abbuffata e i successivi. Questo andrebbe associato ad un trattamento di psicoterapia cognitivo-comportamentale, un approccio psicologico che aiuta a correggere lo schema alimentare in relazione alle proprie emozioni e disagi psichici. La terapia dura circa un anno e vede il coinvolgimento dei familiari che potranno così avere indicazioni utili nel caso di eventuali ricadute.     Andromeda Aliperta   .................................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui disturbi alimentari? Italiani: quasi uno su 2 è sovrappeso ed il giro-vita è in costante crescita - Anoressia nervosa: in GB crociata anti siti

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Italiani e cibo: solo buoni propositi Alimentazione Corretta Gli italiani sanno che una buona alimentazione e una dieta sana sono un fattore importante per la salute: solo a parole, però, dal momento che nei carrelli della spesa finisce di tutto, dai prodotti a marchio commerciale, ai surgelati e ai cibi precotti   ................................................................................................................................................................   Gli italiani, insomma, sarebbero attratti dalle “schifezze”. E’ quanto emerge da un’indagine della Coldiretti sulle abitudini alimentari degli italiani, seguiti fin dentro i loro carrelli della spesa. Il risultato? Anche se il 40% delle persone è consapevole che una dieta sana è molto importante per la salute, le abitudini alimentari che in concreto gli italiani hanno sono tutt’altro che sane.   Da un lato, dunque, troviamo prodotti a marchio Dop e Igp, ovvero prodotti d’origine protetta, controllati e di qualità. Ma, accanto a questa scelta, tanto saggia e lodevole, compaiono anche cibi precotti. Si registra così un comportamento contraddittorio, espresso anche nella scelta di mischiare vari prodotti. Chi, ad esempio, è fanatico del biologico, non disdegna però di mettere nel carrello alimenti surgelati. Chi è invece un attento compratore e consumatore di prodotti del commercio equo e solidale, si fa prendere dai prodotti a marchio commerciale, senza esitare più di tanto.   Infine, tutti, ma proprio tutti, non disdegnano il fast food, che non è esattamente il luogo ideale dove perseguire una dieta sana e salutare. Agli italiani, insomma, piace mangiare di tutto, con la conseguenza che si tende spesso a fare di tutta l’erba un fascio: surgelati, biologico, equo e solidale, cibi precotti, fast food. Non tutti questi alimenti hanno lo stesso valore nutrizionale e le stesse virtù alimentari e alcuni cibi sono dichiaratamente dannosi per la salute, soprattutto se si è in sovrappeso, se si ha il colesterolo o i trigliceridi alti, se si ha un alto tasso di glicemia nel sangue.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sanaOlio di oliva contro i tumori -   Latte Biologico: migliore di quello tradizionale?
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Cosa fare se il bambino rifiuta il cucchiaino Bambini Nessun bambino reagisce con entusiasmo quando è messo di fronte per la prima volta ad un cucchiaino colmo di quella pappa che segna l’inizio dello svezzamento ................................................................................................................................................................. Al contrario nella maggior parte dei casi, gira la testa, mostra un’espressione di disgusto, sputa la pappa, fino ad arrivare, nei casi più ostinati, alle urla inconsolabili   Perché succede questo?   Da un punto di vista psicologico lo svezzamento significa il distacco drastico dalla madre, distacco che il bambino affronta con inevitabili paure e conflitti interiori. La fine dell’allattamento è sentita necessariamente come una grande perdita.   A questo si aggiungono le difficoltà fisiologiche che il piccolo incontra cambiando modo di nutrirsi. Con l’introduzione del cucchiaino, il bambino, che fino a quel momento era abituato soltanto a succhiare e a “bere”, deve imparare a deglutire e a “mangiare”. Diventa importante, quindi, porgergli questo nuovo strumento nel modo corretto. L’errore più frequente, infatti, è quello di infilargli a forza cucchiaino e pappa in piena bocca con il risultato che il bambino, sentendosi soffocare, reagisce sputando e mandando tutto di traverso. Altrettanto sbagliato è limitarsi ad appoggiare il cucchiaio in “punta di lingua”: in questo caso il piccolo non riesce a spingere il cibo in gola e finirà per sputarlo fuori deluso. Meglio invece provare ad avvicinare il cucchiaino alle labbra in maniera che il bambino sia stimolato a succhiare piccole quantità di pappa, quanto basta per assaggiare la consistenza del cibo e “allenarsi” ad inghiottirlo.   Come fargli accettare il cucchiaino?   Ricordate che troppe novità tutte insieme disorientano i bambini specie i più piccoli. Un mese prima dello svezzamento cominciate ad abituare il bimbo al cucchiaio offrendogli piccole quantità di mela grattugiata.   Approfittate della sua smania di mettere tutto in bocca. È questo il suo modo di conoscere ciò che lo circonda. Fra i tanti giocattoli, proponetegli anche un bel cucchiaino dal manico colorato: sarà più facile per il bambino prendere confidenza con questo oggetto.   Provate con il biberon. Se proprio il rifiuto è ostinato può darsi che il bambino non sia ancora pronto ad abbandonare la suzione. Per i primi tempi provate ad offrirgli la pappa un po’ con il biberon un po’ con il cucchiaino.   Attenti alle interruzioni. Ci sono bambini abituati a svuotare il biberon tutto d’un fiato, che rifiutano le pause tra un cucchiaino e l’altro. Per accontentarli sono in vendita modelli di biberon che terminano con un cucchiaino invece che con la normale tettarella. Basta premere il poppatoio e il cucchiaino sarà sempre pieno di pappa, proprio come il bambino desidera.   Dott.ssa Giorgia Penserini   .................................................................................................................................................................
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Alimentazione e allattamento Gravidanza Allattare al seno aiuta a tornare in forma; quest’attività, infatti, richiede un dispendio energetico di circa 350/500 calorie al giorno. Si può mangiare di tutto, solo con qualche piccolo accorgimento ..................................................................................................................................................................   La donna che allatta dovrebbe seguire una dieta varia e bilanciata, composta quindi da cereali, frutta, verdura e alimenti ricchi di proteine (legumi, carne, formaggi). L’apporto calorico addizionale dovrebbe essere compreso tra le 350 e le 500 calorie al giorno. Il fabbisogno nutrizionale della donna in questa fase della vita è infatti superiore alla norma e non è difficile comprenderne le ragioni: nei primi 4-6 mesi di vita i neonati raddoppiano il proprio peso e il lattante nutrito esclusivamente al seno prende dalla madre tutto quanto gli serve per crescere.   Secondo alcune credenze popolari esisterebbero cibi in grado di favorire la produzione di latte, in realtà si tratta di un falso mito. Certo, però, un’alimentazione adeguata e una corretta idratazione aiutano. È vero invece che alcuni alimenti alterano il sapore del latte e quindi possono renderlo sgradevole per il gusto del piccolo; per questo motivo è preferibile evitare cibi dal sapore forte quali, per esempio, cipolle, carciofi, asparagi ... In ogni caso, prima di eliminare un alimento dalla dieta è possibile fare qualche prova per osservare la reazione del neonato.   È consigliato, poi, limitare il consumo di bevande contenenti caffeina. Andrebbero inoltre evitati i cibi potenzialmente allergizzanti (per esempio, cioccolato, fragole, crostacei), soprattutto nei primi mesi di allattamento, in particolar modo nei casi in cui il bambino abbia una storia familiare di allergie. È importante, inoltre, bandire il fumo e l'alcol, oltre che porre molta attenzione all’assunzione di farmaci. Sono infatti moltissimi i medicinali controindicati durante allattamento e quindi, prima di prenderne, è fondamentale richiedere il parere del medico.   Margherita Russo   ..................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla dieta e gravidanza? Leggi Vitamina A in gravidanza  - Dieta in gravidanza    Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Gravidanza Peperoncino miracoloso: dimagrante, antidolorifico e hot Alimentazione Corretta Non è solo un potente afrodisiaco: il peperoncino è una spezia che fa dimagrire, e aiuta a combattere il dolore. Vediamo in che modo ................................................................................................................................................................ Da due studi recenti risulta che il peperoncino e in generale i cibi piccanti farebbero molto bene a chi vuole perdere peso e per lenire il dolore. Una dieta semplice e veloce? Aggiungere peperoncino ai cibi. Ma come agisce? Il segreto è tutto in una sostanza contenuta nei peperoncini dolci che stimola il metabolismo a bruciare calorie. La sostanza si chiama capsaicina ed è proprio quella che rende piccante la spezia. Il potere dimagrante del peperoncino, è stato dimostrato dai ricercatori dell'università della California a Los Angeles, ovviamente associato ad una dieta ipocalorica.   In pratica, la capsaicina riscalderebbe il corpo aiutandolo a smaltire energia e calorie, quasi del doppio rispetto ad una persona che mangia cibi non piccanti. Ma c’è di più. La spezia piccante è anche un ottimo analgesico, come riporta uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation. La sostanza responsabile del dolore è stata chiamata TRPV1 e viene rilasciata in seguito a lesioni, legandosi ai ricettori del dolore.   Una sostanza simile alla capsaicina, impedirebbe alla TRPV1 di legarsi ai recettori del dolore e questo ha aperto la strada ai farmaci in grado di bloccare questi recettori contrastando il dolore cronico. Mentre gli studi sul fronte dieta e su quello del dolore continuano, le doti afrodisiache del peperoncino restano un dato di fatto. Proprio a causa dell’alzarsi della temperatura del copro, i vasi sanguigni irrorano con più facilità genitali e zone erogene, come le labbra. In queste condizioni diventa difficile resistere alla passione dopo aver mangiato un piatto di gulasch piccante ( a base di paprika) annaffiato da buon vino rosso, ma anche dopo una semplice linguina con vongole, frutti di mare e peperoncino, annaffiata da vino bianco. A voi la scelta.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
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Il segreto della felicità? Mangiare il cibo giusto Educazione Alimentare Mangiare le cose giuste aiuta a ritrovare buon umore e felicità, a patto di conoscersi e capire quale sia il cibo che cancella gli stati d’animo negativi   ................................................................................................................................................................   Mangiare sano aiuta ad essere in forma e in salute. Secondo i suggerimenti della neurodietologia, ci sono alcuni cibi che agiscono positivamente anche su ansia, stress, malinconia o nervosismo. Dolci o salati non importa, scegliere il cibo giusto sarebbe un modo per migliorare il tono dell’umore, come sostenuto dalla Smell & tate treatment and research di Chicago (USA). Vediamo quali sono i cibi adatti ad ogni personalità:   Il tipo infantile: preferisce soprattutto i dolci e individua persone che tendono a non assumersi le responsabilità, affrontando passivamente i problemi quotidiani , con la pretesa di voler avere sempre ragione, senza accettare mai compromessi.   Il tipo aggressivo: predilige i sapori decisi. Si tratta di una personalità sicura di sé, anche troppo, che difficilmente chiede scusa e reagisce in maniera aggressiva nei confronti degli altri.   Il tipo depresso: mangia qualsiasi cosa, purché si mangi. Si tratta di una personalità che cambia spesso umore, che si confida con sconosciuti ma difficilmente con i più intimi, ingigantendo i problemi.   Quello che mangiamo è quindi deciso dal nostro carattere. Ad esempio, il depresso cerca alimenti contenenti zuccheri perché stimolano la serotonina ( il neurotrasmettitore della serenità). La serotonina è inoltre stimolata anche da legumi, frutta, e cereali che aiutano a combattere il nervosismo. I cibi di origine animale, come carne, formaggi, insaccati e cibi ricchi di grassi saturi rilasciano noradrenalina e dopamina, molecole che contrastano la serotonina e provocano manifestazioni aggressive. Pane, pasta e patate hanno invece un effetto calmante, così come frutta e verdura di colore rosso e giallo-arancione. In caso di apatia, poi, meglio prediligere cibi ricchi di Vitamina C, come Kiwi, arance e limoni, che facilitano l’assimilazione del ferro. Fragole, rucola e peperoni, anch’essi ricchi di vitamina C, aiutano a controllare la sindrome premestruale e gli acidi grassi omega tre hanno un effetto rilassante, perché diminuiscono l’ormone dello stress, la noradrenalina.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
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Il caffè non aiuta a rimanere svegli ma crea dipendenza Educazione Alimentare E' stato sfatato uno dei miti più noti e diffusi sugli effetti di una famosa bevanda sul corpo umano. Stiamo parlando del caffè e del suo presunto effetto eccitante ed anti-sonno, utilissimo durante lunghe sedute di studio o noiosi incontri di lavoro, quando la noia e la stanchezza tendono a combattere la concentrazione e la memoria   .................................................................................................................................................................   Ebbene, il caffè non aiuterebbe a rimanere svegli, nonostante questo sia considerato da molti utilizzatori abituali della moka un fatto innegabile più che una teoria confutabile. Dimenticando le convinzioni dei detrattori, una équipe di scienziati ha dimostrato che l'effetto anti-sonno del caffè è solo provocato da una forma di astinenza dall'amata bevanda.   Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell'Università di Cardiff, pubblicato su "Neuropsychopharmacology", ha messo in evidenza che i fan del caffè non restano svegli grazie ad una proprietà della bevanda ma solo a causa dell'astinenza e delle sue conseguenze. I ricercatori hanno studiato un campione di 379 soggetti ed hanno scoperto che quelli che al mattino bevevano una tazza di caffè non erano affatto più svegli degli altri. Al contrario, i "caffeinomani" provavano un bisogno fisico del caffè e, solo dopo averlo assunto, riuscivano a raggiungere le prestazioni dei colleghi che facevano colazione con latte o succo di frutta.   Lucia D'Addezio   .................................................................................................................................................................
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Belle in gravidanza GravidanzaLeggi lo speciale Creme Viso
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La gravidanza, si sa, modifica il corpo. Con qualche accorgimento è però possibile prevenire alcuni inestetismi quali le smagliature e le macchie scure sulla pelle del viso. È inoltre consigliabile evitare un aumento di peso eccessivo   ..................................................................................................................................................................   La gravidanza è un momento importantissimo nella vita di una donna, che qualche volta tende a mettere da parte se stessa per concentrarsi sulla nuova vita che sta per arrivare. Continuare a curare il proprio corpo è però fondamentale per evitare alcuni dei più comuni inestetismi che si possono verificare nei nove mesi o in quelli immediatamente successivi.   Prevenire le smagliature. Purtroppo non è un’eccezione che durante la gravidanza, o subito dopo, compaiano sulla pelle di fianchi, seno, pancia (ma anche nell’interno coscia) quelle antiestetiche striature chiamate smagliature. Per prevenirle è importante usare un prodotto specifico, tutti i giorni, con molta costanza. Di creme antismagliature ce ne sono moltissime. Esiste però anche un rimedio naturale molto economico ed estremamente efficace: l’ olio di mandorle. Andrebbe spalmato sulla pelle di seno, pancia, fianchi e cosce almeno una volta al giorno (meglio due). Si assorbe meno rapidamente delle creme ed è quindi consigliabile aspettare qualche minuto prima di rivestirsi per non ungere gli indumenti.   Controllare il peso. Il controllo del peso in gravidanza è fondamentale, prima di tutto per motivi di salute e poi anche per motivi estetici. Va da sé, infatti, che un eccessivo aumento ponderale rende più complicato tornare in forma dopo il parto. Al termine della gravidanza l’aumento di peso non dovrebbe superare i 9/12 chilogrammi. Per mantenersi entro questi limiti bisogna seguire un regime alimentare equilibrato e non troppo calorico, in base al consiglio del proprio medico.   Prevenire le macchie scure. Un altro inestetismo abbastanza comune in gravidanza è la comparsa di macchie brune sulla pelle del viso. Per prevenirle bisognerebbe usare una crema solare con protezione molto alta (fattore di protezione pari almeno a 50) tutte le volte che si esce di casa, soprattutto in estate e in primavera. Molte creme solari per il viso sono anche idratanti: perché allora non sostituire la crema da giorno con una che abbia un fattore di protezione elevato? In generale, comunque, durante il periodo gestazionale è consigliabile esporsi al sole il meno possibile ed evitare le lampade abbronzanti.   Margherita Russo   ..................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla dieta e gravidanza? Leggi Vitamina A in gravidanza  - Dieta in gravidanza    Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Gravidanza
La frutta secca contro il colesterolo Alimentazione Corretta Quasi tutti i tipi di frutta secca aiutano a ridurre i livelli di colesterolo LDL (quello "cattivo"), lo dice una recente analisi effettuata dall’Università di Loma Linda, in California. Mangiare frutta secca, dunque, di conseguenza, aiuta a ridurre il rischio cardiovascolare  ................................................................................................................................................................ Secondo una recente ricerca che ha analizzato gli esiti di 25 studi clinici, i cui risultati sono stati pubblicati a maggio sulla rivista scientifica Archives of Internal Medicine, il consumo di frutta secca, di quasi tutti i tipi, aiuta a tenere sotto controllo i valori del colesterolo totale e di quello cosiddetto "cattivo”. I risultati migliori sono stati riscontrati nei soggetti che avevano livelli piuttosto alti di colesterolo LDL e un indice di massa corporea non elevato.   Sempre secondo lo stesso studio, gli effetti benefici della frutta secca sarebbero correlati al quantitativo consumato. Nello specifico, i soggetti che sono stati coinvolti nell’analisi e in cui si sono osservati benefici ne mangiavano in media 67 grammi al giorno. Non è la prima ricerca che analizza gli effetti di questo tipo di alimenti sulla nostra salute. Già nel 2003, infatti, il Food and Drug Administration (l'ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici negli Stati Uniti) aveva affermato che mangiare alcuni tipi di frutta secca (mandorle, nocciole, pecan, pistacchi, noci e arachidi) può ridurre il rischio cardiovascolare. Margherita Russo   ................................................................................................................................................................  
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Latte: quello biologico non è migliore di quello tradizionale Alimentazione Corretta I salutisti sponsorizzano a spada tratta i benefici dei prodotti biologici, soprattutto nell'alimentazione dei più piccoli, da sempre soggetti più delicati e più a rischio. Una ricerca scientifica, però, li smentisce almeno per quanto riguarda il latte. Quello biologico, infatti, non presenterebbe differenze sostanziali a livello nutrizionale se paragonato al latte normale   ................................................................................................................................................................   La Cornell University ha condotto un dettagliato studio, analizzando i valori nutrizionali e le percentuali di acidi grassi di ben 292 tipi di latte. I ricercatori hanno tenuto conto che la differenza più marcata tra latte normale e latte biologico è la presenza di un ormone, l'rBST, impiegato per aumentare la lattazione delle bovine.   I risultati sono stati eloquenti: il latte prodotto con rBST (normale) e quello indicato come rBST-Free (biologico), cioè prodotto senza il ricorso alla "somatotropina bovina ricombinante", non presentano differenze statisticamente significative.   In parole povere, il latte tradizionale e quello ottenuto ricorrendo a tecniche produttive di tipo biologico sono stati dichiarati dagli studiosi della Cornell "sostanzialmente simili" sia per quanto riguarda i valori nutrizionali che per quanto riguarda la qualità del prodotto. La ricerca è culminata con la redazione di un saggio esplicativo, intitolato "Survey of the fatty acid composition of retail milk differing in label claims based on production management practices", che è stato pubblicato dalla rivista scientifica "Journal of Dairy Science".   Lucia D'Addezio   ................................................................................................................................................................  
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Frutta golosa. Frutta di stagione VitamineLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

Finalmente è arrivata la stagione della frutta golosa e le nostre tavole si riempiono di fragole, ciliegie, albicocche, pesche, nespole ... La frutta di stagione, oltre a essere molto varia e gradevole per il nostro palato, presenta importanti proprietà nutrizionali ................................................................................................................................................................... Fragole, ciliegie, albicocche, pesche, nespole, angurie ... stanno gradualmente arrivando sulle nostre tavole. Tra la primavera e l’estate, infatti, compaiono pian piano sul banco della frutta. Approfittiamone perché, tutti questi frutti, oltre a essere gustosi, fanno bene alla salute e spesso aiutano anche a mantenere la linea.   Ecco, in sintesi, le proprietà.   Fragole. Sono ricche di antiossidanti, fibre e minerali. Contengono le vitamine A, B1, B2 e soprattutto sono ricchissime di vitamina C. Hanno poche calorie (meno di 30 per etto) e contengono pochi zuccheri.   Albicocche. Sono ricchissime di potassio e carotene, presentano un elevato contenuto di vitamine A, B, C e PP e contengono diversi oligoelementi (tra cui fosforo, ferro e magnesio). Sono poco caloriche (circa 30 calorie l’etto), ma vantano un indice di sazietà piuttosto elevato, il che le rende adatte alle diete.   Pesche. Sono ricche di vitamine A e C e sono una buona fonte di sali minerali, soprattutto di potassio. Sono particolarmente dissetanti e poco caloriche (circa 45/50 calorie per un frutto di medie dimensioni). Contengono molta fibra.   Nespole. Sono una buona fonte di potassio, magnesio e caroteni. Se consumate acerbe hanno proprietà astringenti e antidiarroiche; quando sono mature diventano un blando lassativo.   Ciliegie. Sono ricche di flavonoidi, fibre, potassio, calcio, fosforo, vitamine A e C. Sono particolarmente dissetanti e possono avere un effetto lassativo. Invitanti e gustose in tutte le varietà presenti sul mercato sono ottime per uno spuntino poco calorico (contengono circa 40/45 calorie l’etto).   Susine. Ricche di potassio, calcio e fosforo, oltre che particolarmente dissetanti, sono utili a recuperare i liquidi persi con la sudorazione. Grazie all’elevato contenuto di fibre contribuiscono alla regolazione delle funzioni intestinali. Sono, inoltre, una discreta fonte di vitamine A e B.   Angurie. Hanno proprietà dissetanti e diuretiche e presentano un buon contenuto di potassio e di vitamine A e B. L’anguria è rossa per l’elevata presenza di carotenoidi, sostanze antiossidanti che esercitano numerose proprietà benefiche sull’organismo; è il frutto estivo meno calorico.   Meloni. Presentano un elevato contenuto di sali minerali e di vitamine A e C. Sono particolarmente dissetanti e vantano un buon contenuto di fosforo, magnesio e potassio. Hanno proprietà blandamente lassative.   Margherita Russo   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamine? Le proprietà curative di Orzo e Melograno - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Dieta corretta ed olio di oliva contro i tumori Alimentazione Corretta L' olio extravergine di oliva, tanto apprezzato dagli amanti della cucina mediterranea, aiuterebbe a prevenire gravi patologie, come tumori e malattie del cuore   ................................................................................................................................................................   La notizia arriva direttamente dal convegno aretino “Olio e salute”: l'olio di oliva viene indicato come un sorta di medicina naturale contro l’insorgenza, tra le altre malattie, di tumori, diabete e patologie cardiovascolari. L'olio avrebbe una straordinaria proprietà protettiva nei confronti dell'organismo umano, aiutandolo a combattere gli attacchi di gravissime, e spesso mortali, malattie.   Questi effetti miracolosi sarebbero garantiti innanzitutto dai fenoli, sostanze che permettono alle cellule del nostro corpo di combattere la temuta ossidazione. Il risultato è la riduzione dei rischi di aterosclerosi e di mutazioni nel DNA. È un dato di fatto scientificamente accettato che le popolazioni mediterranee, grandi consumatrici di olio extravergine di oliva, abbiano meno probabilità di sviluppare malattie di tipo cardiovascolare o neoplasie rispetto alle popolazioni del nord Europa e degli USA.   Ovviamente l'olio di oliva va abbinato ad una alimentazione corretta ed equilibrata, senza la quale sarebbe difficile ipotizzare gli effetti quasi miracolosi appena descritti. Massimo Lopez, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Istituto dei Tumori di Roma nonché membro della "Human Health Foundation", impegnata nella lotta ai tumori, ha precisato che ben il 25 per cento delle neoplasie può essere sconfitto sul nascere grazie ad una dieta equilibrata. In questa battaglia contro il cancro anche l’olio extravergine di oliva avrebbe un ruolo importante, grazie alla sua capacità di combattere l'insorgenza dei tumori e di prevenirla.   Lucia D'Addezio   ................................................................................................................................................................  
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Vitamina A: in gravidanza è un toccasana per i polmoni del nascituro Gravidanza La Vitamina A assunta dalla madre durante la gravidanza permetterebbe al bambino di crescere e svilupparsi meglio, soprattutto a livello polmonare. Questa vitamina, assimilata dal nascituro nel pancione grazie al collegamento diretto con la madre offerto dal cordone e dalla placenta, sarebbe un toccasana per i polmoni del piccolo, importante per lo sviluppo di una corretta capacità respiratoria dopo la nascita    ..................................................................................................................................................................   Questi sono i risultati di una ricerca scientifica firmata dalla prestigiosa Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (Stati Uniti), che ha preso in esame un gruppo di gestanti originarie delle aree rurali del Nepal. Gli studiosi hanno prima diviso le donne in tre gruppi, quindi hanno somministrato al primo gruppo la vitamina A, al secondo del beta-carotene e al terzo un placebo (gruppo di controllo). La fase successiva è stata messa in atto dopo la nascita dei piccoli, con la misurazione della loro funzionalità polmonare.   I risultati sono stati sorprendenti: le madri che avevano assunto vitamina A durante la gestazione avevano dato alla luce figli con una capacità polmonare maggiore (circa 40 ml in più) rispetto ai figli di madri a cui erano stati somministrati solo del beta-carotene oppure un placebo. E' quindi importante integrare nella dieta delle gestanti alimenti contenenti vitamina A oppure ricorrere ad arricchimenti artificiali.   Lucia D'Addezio   ..................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla dieta? Leggi Dimagrire con la dieta ecologica  - Dieta in gravidanza    Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Gravidanza L' importanza di parlare al bambino durante la gravidanza Gravidanza Il bimbo prenatale è continuamente stimolato da suoni, rumori, voci, odori provenienti dalla cavità endouterina o dall’ambiente esterno. Il liquido amniotico e la placenta sono i primi trasmettitori e conduttori delle stimolazioni colte dal feto ................................................................................................................................................ Il feto è quindi dotato della capacità di ricevere stimoli e di entrare in contatto con il mondo; questi stimoli determinano la sua crescita neurofunzionale, cerebrale e motoria. Gli stimoli uditivi che raggiungono il bambino nell’ utero vengono distinti a seconda dell’ambiente di provenienza in interni ed esterni.   Gli stimoli provenienti dall’ambiente interno sono rappresentati soprattutto da stimoli a carattere periodico, quale quello del battito cardiaco materno. Gli stimoli provenienti dall’ambiente esterno sono rappresentati dalle voci, dai suoni, dai rumori, che abbiano un’intensità superiore a 60 decibel. La percezione dei suoni, per via tattile e uditiva, è uno dei veicoli privilegiati per lo sviluppo di processi di orientamento, conoscenza e interazione da parte del piccolo nei confronti del mondo esterno. Attraverso i suoni, specie quelli della voce materna, infatti, il feto inizia a percepire i significati degli stati d'animo che quei suoni veicolano, e ad essi egli risponde con mutamenti del suo battito cardiaco e/o del suo stato (movimenti di vario tipo o stati di quiete).   II gioco di cantare o di parlare al proprio figlio e di ascoltarlo nelle sue espressioni motorie o a livello più sottile, può sollecitare, nel feto, la percezione di essere "colui che riceve" e "colui che offre", in un reciproco scambio madre-figlio, in cui si pongono le basi di un modello di comunicazione. Numerose ricerche hanno dimostrato la capacità dei bambini di riconoscere la voce materna e molti studiosi sono arrivati a dimostrare che il feto è in grado di reagire e di rispondere a stimoli sonori. Vien da se che il piccolo venga quindi influenzato dagli stimoli che riceve. Per questo motivo è importante parlare molto al bambino e fargli ascoltare dei suoni e delle musiche rilassanti che possano tranquillizzare il bambino sia durante la vita intrauterina, sia nei primi giorni successivi alla nascita.   Dott.ssa Giorgia Penserini   ................................................................................................................................................
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Intolleranze alimentari: nelle scuole arriva la pennetta salvavita Allergie e Intolleranze I bambini da zero a cinque anni che soffrono di intolleranze alimentari in Italia sono 270mila, di cui cinquemila a rischio di shock anafilattico. Ecco perché si è pensato di distribuire gratis nelle scuole una piccola penna che autoinietta adrenalina ............................................................................................................................................ In realtà, la pennetta di adrenalina salva bambini solo in alcune regioni del Nord Italia, dove viene distribuita gratuitamente. Nel resto del Paese le regioni sono inadempienti e i pazienti devono comprasela da soli, per un costo di 82 euro e una scadenza semestrale o annuale. Ma ne vale la pena: lo shock anafilattico provocato dalle allergie alimentari può portare alla morte. Proprio per questo, l’associazione dei pazienti Food Allergy Italia ha organizzato per tutta la settimana delle iniziative nelle scuole materne ed elementari, in quanto una reazione allergica su tre avviene proprio in questi luoghi.   Secondo le indicazioni dell’Aifa, tutto il personale scolastico dovrebbe essere informato sul pericolo di shock anafilattico ed essere capace di intervenire al momento giusto. L’Aifa tiene appositamente dei corsi nelle scuole, basati sul riconoscimento dei sintomi e sulla individuazione di un protocollo di emergenza. I cibi che maggiormente registrano intolleranze alimentari sono: latte vaccino, uova, frutta secca, crostacei, soia, grano, pomodoro, frutta e verdura.   Quando un bambino segnalato come allergico ha sintomi quali voce roca, difficoltà respiratorie, pallore o collasso, si deve intervenire subito con la pennetta di adrenalina e portarlo in ospedale. Queste linee guida, al Nord Italia sono state reperite nel 2005, ma ogni Regione fa a modo suo. Ad esempio, alcune Regioni ritengono che questo farmaco, essendo di fascia H, debba essere somministrato soltanto all’ospedale; si tratta di una mera contraddizione dal momento che stiamo parlando di un farmaco salvavita, che serve per le emergenze. La notizia positiva è che l’80% dei bambini allergici, soprattutto al latte, guarisce spontaneamente durante la crescita, anche se resta un 20% a rischio fino all’età adulta.   Andromeda Aliperta   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla salute dei Bambini? leggi:  Allergie: Bambini immuni se le mamme si espongono ai microbi  - Allergia al latte vaccino   Articoli correlati per keywords: Salute - Bambini
Nutraceutica: il menu anti-tumore Alimentazione Corretta Gli esperti hanno dimostrato che una dieta appropriata può far calare di un terzo la mortalità a causa di tumore. Ormai si parla di una scienza apposita, chiamata la Nutraceutica, che studia gli alimenti che apportano benefici e protezione   ...................................................................................................................................................................   Vi sarà capitato di vedere alcuni servizi televisivi o di leggere notizie sugli ultracentenari sparsi nel mondo; in genere si tratta di persone che vivono in paesi lontani dalle grandi città e che fanno una vita sana. Spesso non si sono mai ammalati e il loro segreto è sempre lo stesso: mangiare poco e sano.   Anche da parte della comunità scientifica, le conferme riguardo all’apporto benefico e protettivo di alcuni alimenti sul nostro organismo, nei confronti di malattie come il cancro è ampiamente dimostrato. Al punto che si parla già di una scienza alimentare apposita, la Nutraceutica. Qualcuno ha detto che noi siamo quello che mangiamo ( Feuerbach) e non c’è niente di più esatto.   Basta pensare che in Giappone e in Cina i rischi di cancro al colon, seno e prostata sono minimi e in Europa invece sono ai massimi livelli mondiali. Sarà che gli orientali mangiano più pesce di noi? L’Italia, del resto, per quanto riguarda la sopravvivenza è tra le migliori in Europa, grazie alle fibre, alla verdura, alla frutta e all’olio d’oliva, mentre in Europa Centrale e in particolare in Danimarca c’è un’alta mortalità a causa dei tumori.   Per prevenire le malattie e i tumori, prima di tutto non dobbiamo farci vincere dallo stress, dalla mancanza di tempo e dalla disinformazione, che spesso sono tra i motivi principali di un’alimentazione grassa, eccessiva e inadeguata. I cibi preventivi sono soprattutto broccoli e cavolini di Bruxelles, soia, riso integrale, pesce azzurro, olio d’oliva, aglio e cipolla, mele e frutti blu e neri, agrumi e spezie come il peperoncino e il curry. Le fibre, poi, proteggono dal cancro anche l’intestino e l’esofago e broccoli e cavolini dal cancro al seno. Il vino rosso va bene perché contiene rasveratrolo, ma bisogna fare attenzione all’alcol che è tossico per le cellule. Gli esperti, però, concordano che la scienza non ha certezze e quello che conta è soprattutto variare i piatti.   Ecco un esempio tipo di menu anti cancro organizzato con alimenti chemiopreventivi :   Colazione: a scelta Cereali, integrali, latte scremato o yogurt / spremuta d’arancia, frutta come il kiwi o fragole.   Pranzo: trota al forno o salmone, con cavoli e broccoli / pasta al pomodoro fresco / frutta come arance, mele e uva nera.   Merenda: frutta/ un quadratino di cioccolato fondente / caffè /biscottini integrali allo zenzero / tè verde o nero.   Cena: minestra con riso integrale, piselli o orzo, olio extravergine d’oliva e peperoncino, insalata verde con pomodorini, carote, cipolla, semi di lino, torta di spinaci, gelato ai frutti rossi e limone.   Andromeda Aliperta   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla corretta alimentazione?Leggi Gli alimenti anticancro - Le nuove scoperte sul cioccolato     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta Obesità: gli uomini superano le donne Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale sui Trigliceridi

L’ obesità è ormai da tempo un problema diffuso in Italia e secondo le ultime indagini gli uomini obesi sono molti più delle donne. Quello che cambia, inoltre, è la percezione del grasso: le donne sono più critiche con il loro corpo e tendono a migliorare, mentre gli uomini sono molto più indulgenti con il loro grasso extra    ................................................................................................................................................................   Le donne italiane sono molto più critiche con i loro problemi di soprappeso, mentre gli uomini sono più indulgenti. I maschi italiani obesi o in soprappeso sono circa il 57%, contro un 34% delle donne. E’ il risultato di una ricerca che l’Osservatorio Nestlé-Adi ha condotto su 5000 italiani. E’ emerso soprattutto che le donne hanno una percezione diversa del loro corpo, sono molto più esigenti dei maschi e più critiche, anche se poi sono i maschi ad essere molto più in sovrappeso rispetto alle donne. Uomini e donne scelgono anche diverse strategie per perdere peso: le donne si affidano soprattutto a dieta ( l’87%), e a salutari passeggiate di mezz’ora al giorno.   Pratica anche sport il 58% di loro. Gli uomini, invece, puntano un po’ meno sulla dieta ( circa il 72%) ma fanno più sport (almeno il 71%) delle donne. In generale, lo stile di vita adottato risulta essere più salutare per le donne che per gli uomini, infatti gli uomini soffrono di diabete più delle donne (il 6% dei maschi contro il 2% delle donne), di colesterolo alto ( 21% dei maschi e 17% delle donne ), di trigliceridi alti ( 14% maschi e 4% femmine) e pressione alta ( 20% contro il 9%).   A incidere negativamente sulla linea e sulla salute in generale, c’è anche l’abitudine sempre più frequente a mangiare in fretta, anche quando in realtà si avrebbe tempo per consumare un pasto in tranquillità e con lentezza. Tranci di pizza e panini diventano man mano un’abitudine alimentare anche il fine settimana, quando non si hanno orari o scadenze particolari per l’ansia di finire presto e subito. Invece, per ritrovare la linea, si dovrebbe fare esattamente il contrario, mangiare lentamente cibi sani e leggeri.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Fast food: gustosi ma cattivi per la mente - Alimentazione: legumi valida fonte di proteine

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Le nuove scoperte sul cioccolato Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Ictus Il cioccolato è un alimento che non finisce mai di stupire per le sue incredibili proprietà benefiche. Le ultime scoperte, infatti, svelano che protegge dagli effetti negativi dei raggi Uv e dal cancro alla pelle, è benefico per fegato e, cuore, aiuta i malati di cirrosi limitando i danni ai vasi sanguigni   ...................................................................................................................................................................   Che un pochino di cioccolato fondente alla settimana facesse bene, lo sapevamo già. Ma che le sue incredibili proprietà fossero ancora tutte da scoprire, questa è una novità. Secondo gli esperti dell’European Dermatology London, consumare regolarmente cioccolato fondente protegge l’epidermide dai rischi dei raggi Uv e di conseguenza anche dal cancro alla pelle. Il motivo è che il cioccolato nero è ricco di antiossidanti.   Ma c’è di più. Anche il German Institute of Human Nutrition ha eseguito alcuni studi sul cioccolato che dimostrano benefici per fegato e cuore. In sostanza, il cioccolato nero ridurrebbe il rischio di infarto e di ictus. Per l’Hospital Clinic di Barcellona, il cioccolato fondente apporta benefici anche ai malati di cirrosi epatica, diminuendo la pressione del sangue nel fegato. Il cioccolato, in ogni caso, resta una vera e propria ghiottoneria da consumare comunque con moderazione, per l’ alto contenuto di calorie.   Riguardo frutta e verdura, invece, secondo uno studio pubblicato sul Journal of the national Cancer Institute e realizzato dalla Mount Sinai School of Medicine di New York, il loro potere protettivo nei confronti dei tumori sarebbe ridimensionato. Infatti, da uno studio su 400mila soggetti per 9 anni, di cui circa 30mila persone si sono ammalate di cancro, è risultato che mangiare 200 grammi di frutta e verdura in più della media aiuta a ridurre il rischio di tumore del 4%, molto meno di quello che la comunità scientifica si aspettava.   Andromeda Aliperta   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla corretta alimentazione? La nuova dieta mediterranea - Gli alimenti anticancro     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta Cibo spazzatura: provoca dipendenza? Educazione Alimentare Mai come in questi giorni si è parlato di cibo spazzatura. La questione riguarda il fatto che alcuni studi ritengono provochi dipendenza, esattamente come una droga. Ma sarà tutto vero? O è soltanto un problema psicologico legato al gusto?    ................................................................................................................................................................   La diatriba riguardo il cibo spazzatura è aperta. C’è chi dice che provochi dipendenza e chi invece sostiene che si tratti di un problema psicologico, legato al gusto intenso di certi alimenti. Il fronte del si, ovvero degli studiosi e nutrizionisti che ritengono che patatine fritte, cibi troppo dolci o salati in genere, portino dipendenza, sostiene che si attivino nell’organismo delle vere e proprie reazioni chimiche. Vediamo come.   Gli alimenti molto grassi, dolci, a base di carboidrati causano l’aumento dell’ insulina, un ormone prodotto dal pancreas, quando il livello di glucosio in circolo è troppo alto. L’insulina, in pratica, deve mantenere il livello di glucosio sotto controllo. Quando si assumono i cosiddetti cibi spazzatura, ovvero cibi grassi, pieni di zuccheri e poveri di fibre, l’ insulina è prodotta in quantità elevata e questo provoca una sorta di assuefazione, cui corrisponde una sensazione di piacere e di appagamento legata al gusto. Mangiare costantemente cibi troppo dolci e grassi può portare anche al diabete.   Riguardo i cibi salati, poi, la dipendenza sarebbe provocata proprio dalla maggiore quantità di sale che fa snaturare i sapori e assuefare il palato. Chi mangia cibi poco salati, infatti, predilige anche alimenti più sani e naturali. Mangiare in questo modo, inoltre, predispone anche a seri rischi di ipertensione.   Sul fronte del no, ovvero degli studiosi che ritengono che quello del cibo spazzatura sia un problema psicologico, si sostiene che il tutto sia legato ad una questione di gusto e di sapore. Dallo studio dei meccanismi cerebrali dei topi, ad esempio, i ricercatori americani hanno osservato che i topi, davanti al cibo spazzatura si sono trasformati in consumatori compulsivi. Gli è stato offerto bacon, salsicce, dolci e cioccolato ma anche cibi naturali e freschi. I topi si sono buttati sul cibo spazzatura ( bacon, salsicce,ecc) ingrassando a dismisura.   Anche se lo studio è stato condotto sui ratti, è comunque interessante ma, nel caso umano, bisogna tenere conto della forza di volontà. Mentre gli animali spesso tendono a ripetere determinati comportamenti, l’uomo ha una maggiore consapevolezza e forza di volontà e se si trova davanti ad un cibo potenzialmente nocivo sa che può astenersi dal mangiarlo o almeno controllarsi. Il cosiddetto cibo spazzatura, è spesso più facile e veloce da mangiare e apparentemente più saporito. Ecco perché spesso, un po’ per pigrizia, un po’ per una questione di gusto, si tende a consumare smodatamente cibo spazzatura.   Andromeda Aliperta   ................................................................................................................................................................  
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Donne e uomini obesi a rischio demenza senile Educazione Alimentare Il sovrappeso e l’obesità sono ormai considerati a tutti gli effetti delle patologie di tipo grave. Spesso e volentieri, però, l’opinione pubblica non le ritiene tali e non è raro che “essere un po’ in carne” venga percepito come un sinonimo di buona salute   ................................................................................................................................................................   Secondo gli esperti del settore, però, oltre a causare gravi conseguenze sull’organismo, il sovrappeso aumenterebbe le probabilità per i soggetti interessati di sviluppare in età avanzata la famigerata demenza senile. Il prestigioso Centro medico “Kaiser Permanente” sito a Oakland, in California, ha condotto uno studio immediatamente pubblicato sul magazine Neurology. I dati ottenuti dai ricercatori parlano chiaro: per tutti coloro che hanno una circonferenza addominale elevata, il rischio di ammalarsi di demenza in vecchiaia è di 3,6 volte maggiore.   Il monitoraggio ha interessato un campione di 6.583 californiani, in una fascia d’età compresa tra i 40 e i 45 anni. Inizialmente sono stati misurati gli addomi dei volontari (o meglio la densità addominale). Diciassette anni dopo questa prima raccolta di informazioni, la diagnosi di demenza aveva interessato il 16 per cento del campione. I ricercatori hanno quindi comparato i dati di cui erano in possesso inizialmente con le percentuali di demenza diagnosticata in vecchiaia.   Il risultato è stato eloquente: la diagnosi di demenza riguardava per la maggior parte i soggetti con la “pancetta”. Il rischio per le persone in sovrappeso e con un volume dell’addome elevato salirebbe di 3,6 volte rispetto al normale. Considerando che il 50 per cento degli adulti negli USA è in sovrappeso, il fenomeno è ancora più preoccupante e pericoloso.   Lucia D'Addezio   ................................................................................................................................................................  
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Glutine e celiachia: facciamo il punto (parte I) Allergie e Intolleranze Ormai si sente dappertutto e si legge in moltissime confezioni presenti sugli scaffali la scritta “senza glutine”. Ma questo glutine che cosa è di preciso, visto che è entrato così prepotentemente nel nostro lessico?   ...................................................................................................................................................................   Altro non è che una sostanza lipoproteica formata da glutenina e gliadina. E' una proteina complessa che ha un valore nutritivo e si trova normalmente in alcuni cereali come il frumento, l'orzo, la segale, il farro e l' avena. Spesso il glutine è utilizzato al posto della carne proprio per fornire un adeguato apporto proteico: il seitan, piatto cardine della cucina vegetariana, ad esempio è a base proprio di glutine. La quantità di glutine presente nella farina è un indice di qualità: maggiore è la sua quantità più alta è la qualità della farina. Anche perché il glutine ha proprietà addensanti che contribuiscono ad una buona panificazione. La qualità del glutine in sé è dato dal rapporto tra le due proteine che lo compongono, pertanto un glutine più “forte” lo troviamo nelle farine da pane, mentre un glutine più “debole” lo troviamo nelle farine dette da biscotto. Per queste sue proprietà addensanti ed elastiche è usato anche in altri prodotti secondari come caramelle, integratori, insaccati e così via.    Per chi mostra intolleranza verso questa sostanza, cioè i celiaci, l' alimentazione diventa quasi un incubo perché appunto il glutine lo si ritrova un po' dappertutto. La celiachia si manifesta con una produzione di anticorpi IgA senza però avere necessariamente delle manifestazioni palesi. C'è sicuramente una componente di familiarità nella trasmissione di questa intolleranza tuttavia sembra che non sempre si manifesti e che la sua attivazione dipenda da fattori esterni, come virus gastrointestinali, gravidanze, inquinamento ambientale ecc. In pratica, la risposta immunologica danneggia l'intestino in quanto la mucosa si degrada sempre di più sino ad arrivare ad un punto in cui i villi intestinali scompaiono riducendo così l'assorbimento dei nutrienti. Si ha quindi una carenza nutrizionale dell'organismo, un basso tenore di crescita nei bambini ecc. La celiachia si può manifestare a qualsiasi età. In Italia si stima che ci sia un celiaco ogni mille abitanti; tuttavia il dato più vicino alla realtà sembra essere quello sperimentalmente rilevato che è di un celiaco ogni centocinquanta abitanti (ci sarebbero quindi in Italia ca. seicentomila celiaci!).   Cosa deve fare un celiaco? Innanzitutto se si sospetta di esserlo ci si deve rivolgere agli specialisti che tramite alcuni esami riusciranno a determinare la presenza dell'intolleranza. Una volta diagnosticata, la terapia fondamentale per il celiaco è quella di avvalersi di un' alimentazione controllata, cioè composta di alimenti che non contengono glutine. Se il celiaco si attiene ad una dieta scrupolosamente priva di glutine riuscirà a ripristinare nel tempo la funzionalità della mucosa intestinale ed i sintomi manifestati spariranno. Il tempo necessario dipende dalla tempestività della diagnosi.   Si tratta essenzialmente di educarsi a livello alimentare prendendo anche come riferimento organizzazioni (che poi dirò) nazionali che tutelano e si occupano di chi soffre di questa intolleranza. Il fabbisogno calorico del celiaco è identico ad una persona senza il disturbo, quindi la dieta deve essere bilanciata e lo stile di vita sano come per tutti quanti; inoltre è fondamentale mantenere una dieta completamente priva di glutine: in effetti alcune ricerche hanno dimostrato che anche piccolissime quantità di questa sostanza proteica (100 mg) continuano a danneggiare la mucosa in modo sensibile.   Suggerimenti: il glutine, dando valore e consistenza ai cibi, è spesso sostituito con grassi nei prodotti per celiaci e questo è da tenere presente per un corretto bilancio calorico quotidiano. Sono sempre da preferire quegli alimenti che già naturalmente sono privi di glutine come il mais, il grano saraceno, il riso, le castagne, i legumi, la soia, la carne, il pesce, le uova, le patate, gli ortaggi, la frutta ed il latte.   Gli alimenti senza glutine per legge devono avere una quantità di esso inferiore ai 20 ppm (parti per milione) che è una quantità piccolissima. Pertanto, in cucina, per evitare contaminazioni con altri cibi con glutine, è necessario prestare molta attenzione alla spesa e farsi consigliare dall' AIC – Associazione Italiana Celiaci ( www.celiachia.it ) che puntualmente aggiorna il “ Prontuario degli Alimenti” nel quale sono elencati tutti gli alimenti privi di glutine noti. Questo prontuario viene aggiornato costantemente sul loro sito e viene spedito annualmente a tutti i soci i quali si impegnano a segnalare eventuali prodotti ed alimenti non ancora inseriti nella lista. Esiste anche una guida sui ristoranti che propongono cucina senza glutine.   Dott.ssa Romina Marroni   ...................................................................................................................................................................   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Allergie e intolleranze Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi Antiossidanti L’ alimentazione è una componente importante per mantenere il corpo giovane e sano. Uno scrittore che da anni si occupa di salute umana e benessere ha stilato una lista che contiene i sette alimenti più utili nel combattere l’avanzamento del tempo e nel mantenere il corpo sano, giovane e bello    ...................................................................................................................................................................   Stiamo parlando di Peter Jaret, uno scrittore molto noto e stimato, che ha scritto per importanti riviste di settore come “Health” ed “Hippocrates”. L’esperto si è dedicato alla realizzazione di un elenco di “alimenti miracolosi” che possono essere definiti “i magnifici sette”. Si tratta di yogurt, noci, olio di oliva, cioccolato, frutti di bosco e mirtilli, vino.   Per iniziare, lo yogurt deve le sue proprietà “miracolose” al suo alto contenuto di calcio e di fermenti lattici vivi. Queste componenti sarebbero utilissime nel combattere l’ osteoporosi e i problemi intestinali.   Poi abbiamo le noci, un alimento insospettabile e spesso sottovalutato, che contiene grassi insaturi, vitamine, minerali ed antiossidanti, utili per mantenere giovane l’organismo.   L’ olio di oliva, usato sin dai tempi antichi e ritenuto preziosissimo in passato come ora, è ricco di polifenoli, sostanze note per le loro proprietà anti-invecchiamento, e di grassi monoinsaturi, in grado di prevenire il cancro e le malattie del cuore. Il cioccolato, essendo ricco di flavonoidi, è ritenuto un valido aiuto per la protezione a lungo termine dei vasi sanguigni.   I frutti di bosco, in special modo i mirtilli, sono invece degli antiossidanti naturali ottimi per la riduzione dei danni provocati all’organismo dall’invecchiamento.   Ultimo ma non meno importante, il vino, che bevuto con moderazione e con intelligenza rappresenterebbe un alleato efficacissimo della nostra bellezza e della nostra salute grazie alla sua capacità di rallentare l’invecchiamento cellulare.   Lucia D'Addezio   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  Succo d'arancia contro l'invecchiamento   Meno rughe eliminando zuccheri e fritti   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Meno rughe eliminando dalla dieta zuccheri e fritti Antiossidanti Ragazze, se volete proteggere il vostro viso e la vostra pelle dalla comparsa delle rughe, mangiate evitando gli zuccheri ed i fritti. Questi sarebbero i nemici numero uno della giovinezza perché favorirebbero la produzione dei radicali liberi e, di conseguenza, la comparsa su viso, collo e mani degli odiati segni del tempo   ...................................................................................................................................................................   Gli zuccheri, associati a determinati tipi di trattamento degli alimenti, come la cottura a fuoco alto o la frittura, aumenterebbero (fino a cinquanta volte) il numero di radicali liberi prodotti dal corpo umano. Questi sono da molto tempo ritenuti i principali responsabili dell’invecchiamento umano.   Torello Lotti, il Direttore del “Centro interuniversitario di Dermatologia biologica e psicosomatica” di Firenze, ha precisato che l’invecchiamento non riguarda solo la comparsa delle rughe ma una generale degenerazione accelerata dell’organismo umano. Tra gli alimenti incriminati, oltre ai fritti e ai cibi molto zuccherati, ci sarebbe anche la carne rossa, responsabile secondo gli esperti della comparsa di gravi patologie come il cancro al colon.   Lo studio condotto dal team capitanato da Torello Lotti ha preso a campione 120 soggetti con un’età media di 45 anni. Le persone coinvolte seguivano diete diverse e ciò che è emerso è eloquente: coloro che seguivano una dieta corretta (eliminando la carne con delle bruciature evidenti, riducendo le bevande zuccherate e limitando gli alimenti dolci) riuscivano a ridurre le rughe ed i segni del tempo. Ulteriori fattori protettivi sono stati individuati nell’eliminazione del fumo, nell’aumento delle ore di sonno e nell’assunzione di almeno due litri di acqua ogni giorno.   Lucia D'Addezio   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  Succo d'arancia contro l'invecchiamento  - Le Crucifere   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Dieta Sana: Facciamo il punto sulle uova Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale sul Colesterolo

Per anni le uova sono state al centro di una campagna negativa, come dispensatrici di grassi e colesterolo, oggi invece la scienza dell'alimentazione le rivaluta consigliandole in modo esplicito. Non sono stati portati recentemente agli onori della cronaca ultracentenari il cui elisir erano le uova consumate in modo assiduo?   ...................................................................................................................................................................   Intanto si può dire che le uova sono gustose, facili da preparare e, cosa di non secondaria importanza, sono economiche. Sono senz'altro un alimento semplice e completo, infatti sono ricche di sali minerali e di vitamine ma povere di sodio...   Composizione e informazioni “tecniche” Un uovo mediamente si compone di: un 65% ca. di acqua; un 12% ca. di proteine ad alto valore biologico; un 12 % ca. di minerali; un 11% ca. di grassi. Inoltre contiene elementi importantissimi come fosforo, calcio, ferro, zinco, vitamina A, D, E e vitamine del gruppo B.   Per quanto riguarda la classificazione, le uova si categorizzano in base alla freschezza: le categorie sono tre A, B e C dove la A comprende le uova fresche ed extrafresche. La scritta extra riportata in bianco su sfondo rosso indica che le uova sono state confezionate il giorno stesso della deposizione e devono essere vendute entro 7 giorni.   Altro criterio con cui vengono classificate le uova è la loro grandezza e peso. E' importante sapere che in base alla normativa sulla rintracciabilità su ogni uovo è stampato un codice tramite il quale è possibile risalire all'allevamento. Per noi profani, quando compriamo le uova, è importante il primo numero del codice in quanto ci dice il tipo di allevamento da cui provengono: il 3 indica galline allevate in gabbia che depongono le uova su nastri trasportatori; il 2 indica che le galline si muovono al chiuso e depongono le uova a terra; l' 1 indica che le galline stanno all'aria aperta alcune ore e depongono le uova a terra o in nidi: lo 0 indica che le galline sono allevate secondo le disposizioni dell'agricoltura biologica, passano alcune ore all'aperto e depongono a terra o in nidi.   Dopo alcune informazioni tecniche affrontiamo alcuni aspetti che ci aiutano a scegliere e a cucinare le uova nel miglior modo. Intanto è utile avere qualche indicazione su come scegliere le uova visto che negli scaffali del supermercato se ne trovano di tutte le marche e di tutte le tipologie. Innanzitutto la qualità dell'uovo è data dall' alimentazione della gallina in massima parte ed in misura minore dal tipo di allevamento in sé. Ciò che dipende dalla qualità del mangime sono i tipi di grassi e le vitamine contenuti nell'uovo non tanto le proteine la cui quantità rimane pressoché invariata.   Sarebbe meglio preferire uova deposte da galline alimentate in modo vegetale perché questo tipo di alimentazione mantiene più a lungo intatto il potenziale nutritivo dell'uovo; infatti sappiamo che esso inizia ad invecchiare molto rapidamente pertanto è opportuno scegliere uova più vicine al giorno di deposizione che a quello di scadenza. Sembra una banalità ma quando si scelgono le uova si guarda subito alla data di scadenza, in realtà il dato più significativo da controllare è il giorno di deposizione!   L'uovo crudo, contrariamente a quanto si crede, è meno digeribile dell'uovo cotto perché l'albumina non è metabolizzata dal nostro organismo, mentre basta una cottura a soli settanta gradi per coagularla e renderla assimilabile dal nostro intestino. La digeribilità però dipende anche dal tipo di cottura: si calcola che ci vogliano tre ore per digerire una frittata, due ore per l'uovo sodo ed un'ora per l'uovo alla coque. Altro parametro che dipende dalla cottura è il valore biologico, ad esempio l' uovo sodo, se non è troppo cotto, mantiene un buon valore biologico che diventa minimo nella frittata.   Infine è importante sapere che l' uovo prima di essere usato va lavato con acqua corrente e poi asciugato ad es. con carta da cucina ed è importante farlo solo appena prima dell'utilizzo perché altrimenti la patina protettiva del guscio viene rimossa dall'acqua diminuendone così la durata.   Dott.ssa Romina Marroni   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulla dieta? La nuova dieta mediterranea Uova e spinaci per vederci meglio     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Succo d’arancia: un alleato contro l’invecchiamento Antiossidanti I radicali liberi sono alcuni tra i nemici più pericolosi della bellezza femminile perché, oltre a creare problemi di natura cardiovascolare, favoriscono ed accelerano l’ invecchiamento della pelle. Anche se molte fanciulle non lo sanno, abbiamo però un grande alleato per combatterli: il succo d’arancia   ...................................................................................................................................................................   Una dieta ricca di grassi e carboidrati, come per esempio quelli contenuti nella tipica alimentazione della Penisola, favorisce la produzione di radicali liberi. L’assunzione di succo d’arancia aiuterebbe però a limitarne gli effetti nefasti sulla salute del nostro organismo, come i problemi cardiovascolari e l’invecchiamento accelerato della pelle. A scoprirlo e teorizzarlo sono stati i ricercatori della State University of New York di Buffalo (Stati Uniti) che hanno condotto uno studio sul tema, pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition.   Il team è stato coordinato da Husam Ghanim ed ha studiato le reazioni di 30 uomini e 40 donne in perfetta salute all’assunzione di grassi e carboidrati ed, in seguito, del benefico succo d’arancia. Il campione è stato costretto, dopo un digiuno durato una notte, a fare una colazione di circa 1000 calorie a base di uova, salsiccia, patatine fritte, e così via. Il campione è stato poi diviso in tre gruppi ai quali sono state date da bere delle bibite diverse: succo d’arancia non zuccherato (300 calorie), acqua, bevanda zuccherata (300 calorie). I risultati della ricerca hanno mostrato che il succo d’arancia aveva un effetto palese sulla riduzione della presenza di radicali liberi nell’organismo. I famigerati radicali erano aumentati del 63 per cento nel gruppo che aveva bevuto la bibita zuccherata, del 62 per cento nel gruppo che aveva bevuto acqua, e solo del 47 per cento nei soggetti che avevano bevuto il succo d’arancia. Il merito di questa proprietà anti-invecchiamento sarebbe dei flavonoidi contenuti negli agrumi.   Lucia D'Addezio   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  Calorie e Benefici del Cioccolato - Le Crucifere   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Chi beve tanta Coca Cola rischia l’infertilità Alimentazione Corretta “Bevi la Coca Cola che ti fa bene” cantava Vasco Rossi in un suo vecchio successo. Eppure, secondo le ultime evidenze scientifiche, proprio la famosa bevanda americana, alla quale dobbiamo tra l’altro l’invenzione del Babbo Natale vestito di rosso e con la barba bianca che tutti conosciamo, sarebbe causa di sterilità negli uomini   ...................................................................................................................................................................   Secondo alcuni ricercatori danesi facenti capo al Rigshospitalet di Copenhagen e parte di un’equipe capitanata dalla dottoressa Tina Kold Jensen, proprio consumi elevati di Coca-Cola provocherebbero problemi di fertilità nei soggetti di sesso maschile. L’equipe ha verificato che, tra i 2500 giovani uomini presi a campione, quelli che bevevano maggiori quantità di Coca-Cola subivano una riduzione preoccupante nel numero degli spermatozoi prodotti.   Gli scienziati hanno anche quantificato la perdita di spermatozoi: i soggetti che bevono almeno un litro di Coca-Cola al giorno subiscono una riduzione pari al 30 per cento degli spermatozoi presenti nel liquido seminale. Il problema, inoltre, si aggravava quando, ad alti consumi di Coca-Cola, venivano abbinati un’alimentazione sregolata ed uno stile di vita scorretto. I ricercatori avrebbero quindi attribuito la riduzione degli spermatozoi non solo alla caffeina presente nella bibita ma anche all’alimentazione e allo stile di vita non sano.   Lucia D'Addezio   ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sull''alimentazione corretta? Dite No agli energy drink - Fast Food: gustosi ma cattivi per la mente   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta Insonnia: combatterla con la giusta alimentazione Educazione AlimentareLeggi lo Speciale Diabete mellito L' insonnia è un disturbo che colpisce moltissimi italiani in maniera non grave ma, in alcuni casi, può raggiungere livelli patologici e cronici tali da limitare la concentrazione e la memoria nelle ore diurne e da favorire l'insorgenza di patologie pericolose. Vediamo come combatterla o limitarne gli effetti negativi seguendo una corretta alimentazione .................................................................................................................................................................................................................... Alcuni alimenti, infatti, possono contribuire a conciliare il sonno anche nei soggetti con problemi di insonnia e, viceversa, altri cibi possono addirittura peggiorare la situazione. A diffondere una sorta di "lista nera" degli alimenti che impediscono una normale alternanza tra il sonno e la veglia, alternando i ritmi corporei umani, è stata la Coldiretti. Per migliorare il sonno e facilitare l'assopimento sarebbe meglio evitare, oltre al famigerato caffè e alle bevande con caffeina: le patatine in bustina; i piatti con dado da cucina; la cioccolata ed il cacao; piatti a base di curry, pepe o paprika; i superalcolici; i salatini ed, in genere, i piatti con elevate quantità di sale; gran parte degli alimenti in scatola.   Risultano ottimi per conciliare il sonno, invece: la pasta ed il riso; il pane; i vegetali come la lattuga, il radicchio rosso, la zucca, le rape ed i cavoli; l'aglio; il miele; gli infusi ed il latte caldo; la frutta dolce; i formaggi freschi e lo yogurt; le uova bollite. L'insonnia, soprattutto quando diventa cronica e ripetuta nel tempo, può causare vari problemi nelle ore diurne come calo dell'attenzione, disturbi nella memoria e nella concentrazione, cattiva resa del sistema immunitario, modificazione del metabolismo (con conseguenze sul peso, come l'obesità, oppure sulla salute in generale, con insorgenza di malattie gravi come il diabete), malfunzionamenti dell'apparato cardiovascolare, e molto altro. E' quindi a tutti gli effetti una malattia da non sottovalutare e da curare, in casi gravi, con l'aiuto di uno specialista.   Lucia D'Addezio ....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul sonno? Chi dorme bene aiuta la mente a restare giovane - L'incubo dell'insonnia
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Uova di Pasqua attenzione alle calorie e alle etichette Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale Pasqua 2012 Arriva il periodo di Pasqua e con esso l’assaggio di uova, colombe e cibi succulenti. Se vogliamo acquistare un buon uovo di cioccolato, dobbiamo stare però molto attenti alle etichette che devono contenere dati precisi sulla quantità di cacao e di grassi contenuti nel prodotto ..................................................................................................................................................................................................................... Durante il periodo pasquale l’accumulo di calorie può essere critico, dal momento che siamo coinvolti in abbondati e succulente abbuffate che ci costringono in lunghe sedute a tavola e nell’impossibilità si smaltire sul momento il cibo. Forse questo rappresenta l’ultimo colpo di coda prima del periodo primavera/estate, in cui dobbiamo impegnarci seriamente per liberare il nostro corpo dalle tossine e dal grasso in eccesso. Le uova di cioccolato, poi, sono una deliziosa e irrinunciabile tradizione, gradita non solo ai bambini ma anche agli adulti.   Detto questo, tenendo presente che un normalissimo uovo di cioccolato fondente può contenere circa 500 chilo calorie all’etto (maggiori nell’uovo al latte), vediamo come fare per scegliere l’uovo di cioccolato in maniera giusta, tenendo sotto controllo le calorie e leggendo bene le etichette per non incorrere in brutte sorprese. In generale, quando si sceglie un uovo di cioccolato bisogna tenere presente questi valori relativi a 100 g di prodotto: il cioccolato puro (fondente) contiene circa 33.5 g di grassi, contro i 32.3 g di quello al latte e i 37 g di quello bianco. La quantità di calcio contenuta è maggiore nel prodotto al latte e in quello bianco, ma ferro e magnesio sono molti di più nell’uovo fondente, le cui calorie si attestano intorno alle 555.5 Kcal, contro le 549.1 Kcal di quello al latte e le 571 Kcal del bianco.   Un’altra cosa importantissima è leggere bene le etichette e fare attenzione alle indicazioni obbligatorie che devono comparire necessariamente sulle etichette. Ecco quali sono: denominazione di vendita del prodotto acquistato, ovvero se si tratta di tavoletta, pralina, cioccolatini, uovo, ecc; la percentuale di cacao contenuta; la lista degli ingredienti e il nome del produttore, confezionatore e venditore del prodotto; la data di conservazione e il termine ultimo per consumarlo; se il prodotto supera i 30g deve essere indicata la quantità al netto dell’imballaggio. Ci sono poi delle informazioni facoltative ma altrettanto importanti, che riguardano la purezza del prodotto, dove il termine puro indica che non ci sono altri grassi vegetali come olio di palma, ma solo burro di cacao. Quando troviamo, poi, il termine superiore, questo si riferisce alla qualità, come anche fine, finissimo, extra, riferiti agli ingredienti principali, cacao e latte, quando sono superiori alla quantità base.   Secondo l’ Unione Nazionale Consumatori, l’uovo di cioccolato, per essere veramente buono e non dannoso per la salute deve innanzitutto rispondere ai criteri sull’etichettatura entrati in vigore nel 2003. Deve contenere il solo burro di cacao come grasso e se ci sono altri grassi, come olio di palma, questo ed essere chiaramente scritto sull’etichetta. I prodotti migliori sono quelli senza grassi aggiunti o adulterati. Il cioccolato fine o finissimo, poi, deve contenere almeno il 43% di cacao e non il 35%. L’indicazione cioccolato comune indica che il prodotto è scadente con una percentuale di 25% di cacao e anche il costo deve essere inferiore.   Quello al latte deve invece contenere almeno il 25% di cacao e il 14% di latte. Infine, un occhio particolare anche alle sorpresine per i bambini, che spesso sono fatte con materiali scadenti e possono contenere parti che si staccano o vengono inalate. Detto questo, se vogliamo regalare o assaggiare in prima persona un buon uovo di cioccolato durante le vacanze pasquali, possiamo farlo senza timore, a patto di fare attenzione alle calorie e leggere bene l’etichetta sul prodotto da acquistare.   Andromeda Aliperta ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul cioccolato? Leggi Cioccolato alleato della bellezza femminile - Il massaggio al cioccolato rilassa la mente Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
La soia, i fitoestrogeni e la menopausa Educazione AlimentareLeggi lo speciale Estrogeni

La soia è un legume di origine asiatica ideale come sostituto della carne, in quanto i suoi semi sono ricchi di proteine di altissima qualità e in più contengono una bassissima quantità di grassi saturi. Ma c’è un altro aspetto che ha attirato l’interesse del mondo occidentale per la soia, e riguarda il trattamento dei disturbi associati alla menopausa.
................................................................................................................................................................... Quando la donna si avvicina all'età della menopausa la produzione degli ormoni femminili comincia a ridursi progressivamente, provocando disagi quali vampate di calore, sudorazioni notturne, irritabilità, sbalzi d'umore, che possono alterare la qualità della vita. Un'attenta osservazione della popolazione asiatica femminile ha evidenziato che solo il 18% soffre di questi disturbi, contro il 70-80% delle donne occidentali. Questo fatto è stato collegato al consumo di soia, ed in particolare al suo elevato contenuto di estrogeni vegetali (fito-estrogeni). Si tratta di composti di origine vegetale che hanno un'azione molto simile a quella dell'estradiolo, il principale ormone femminile. Tra i più importanti fito-estrogeni ci sono gli isoflavoni, molto abbondanti nella soia ma presenti in misura minore anche nei fagioli e nei semi di lino. Ma come agiscono esattamente queste sostanze? Esse si legano ai recettori degli estrogeni formando un complesso molecolare che funziona in modo simile a quello normale. L'assenza di effetti collaterali e la buona predisposizione verso l'assunzione di integratori a base di soia, che devono comunque essere di ottima qualità, fanno sì che moltissimi ginecologi li consiglino alle loro pazienti che si trovano ad affrontare questo passaggio delicato della loro vita.   Le ultime frontiere relative alla ricerca sugli isoflavoni ci indicano che essi sarebbero attivi anche per prevenire l'osteoporosi, il cancro e le malattie cardiovascolari. Certo tanti studi devono ancora essere terminati e divulgati però è interessante vedere come il rinnovato interesse per il naturale stia portando buone alternative o complementarietà alle terapie classiche. ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sugli estrogeni? Prevenire l’Infertilità Maschile   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Guerra aperta ai fast food in Romania Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Diabete mellito Comincia dalla Romania la lotta al junk food, ovvero il cibo spazzatura: a breve sugli alimenti da fast food verrà posta una tassa per finanziare programmi di educazione alimentare sanitaria. In questo modo il Paese farà da apripista all’Unione Europea per combattere abitudini alimentari dannose per la salute, prevenire il diabete, l’infarto e contrastare l’obesità. Il dibattito è aperto…
............................................................................................................................................................... Il cibo spazzatura consumato nei fast food è quel cibo ingurgitato velocemente, che consiste soprattutto in prodotti come polpette, hamburger, patatine, snack, merendine, bibite gasate e colorate. Il junk food, dannosissimo per la salute e per la linea, sarà tassato in Romania per finanziare programmi di educazione alimentare sanitaria con lo scopo di educare la gente a nutrirsi in maniera corretta.   A lanciare la proposta shock è stato ministro della sanità rumena Attila Czeke, dopo aver individuato assieme agli esperti del governo di Bucarest il cibo dei fast food come cibo spazzatura, che diventa particolarmente cattivo soprattutto per il modo in cui è assunto, ovvero se ingurgitato velocemente, poiché fa ammalare ed è molto dannoso per la salute. È infatti dimostrato che masticare piano e mangiare lentamente è una tecnica imbattibile per cominciare a dimagrire.   Assaporare i cibi, in porzioni limitate e poco caloriche, è un diktat importante di ogni dieta alimentare finalizzata non solo al dimagrimento ma anche al miglioramento della salute.   La tassa che la Romania metterà sul cibo da fast food è un esperimento su cui la Comunità Europea veglierà, poiché si tratta di un progetto che l’Unione voleva già realizzare varando regole comuni per tutti i 27 paesi che la compongono. Lo scopo è quello di stilare una serie di profili nutrizionali dettagliati, con indicazioni igienico-alimentarie comuni a tutti i paesi dell’Unione e con severe regole per tutti.   A marzo sarà presentato un piano per il quale gruppi di scienziati ed esperti si stanno consultando; è previsto anche l’inserimento sulle etichette di informazioni relative a calorie dei cibi e ai possibili effetti nocivi, come si fa per le sigarette. Sul piatto della bilancia ci sono la battaglia all’obesità, al diabete e all’infarto, tipiche malattie dei paesi ricchi e industrializzati come l’Europa.   La battaglia, però, a Bruxelles si preannuncia infuocata, in quanto, come sostiene Francesco Paolo Fulci, vicepresidente di Ferrero International: «Considero anche questa una battaglia per la libertà» e dal canto suo Claus Vogel, docente di psicologia della salute all'università del Lussemburgo, sostiene che «per la scienza nutrizionale va respinta la valutazione isolata di un singolo cibo, e non c'è alcuna base per determinare i limiti di tolleranza per singole sostanze nutritive in un certo alimento».   Andromeda Aliperta ............................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle migliori strategie per dimagrire? Quale sport per dimagrire? - Dieta per dimagrireArticoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
FIT: il Test per le intolleranze alimentari Allergie e Intolleranze Leggi lo Speciale Emicrania I disturbi associati a fenomeni di intolleranza alimentare possono essere diversi da soggetto a soggetto ed essere presenti contemporaneamente più di un tipo di manifestazione.
In linea generale si possono riscontrare stanchezza cronica, sonnolenza, aumento della sudorazione, ritenzione idrica. Certo questi sintomi da soli non forniscono elementi per una diagnosi certa ecco che allora si rende necessario valutare altri segnali relativi ai vari apparati, ovviamente se presenti.
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  • Alcuni sintomi sul sistema respiratorio sono: difficoltà generica a respirare, asma, tosse, raucedine, eccesso di muco, rinofaringite, sinusite o bronchite ricorrente o cronica.
     
  • Alcuni sintomi sul sistema gastrointestinale sono: colite, diarrea, flatulenza, aerofagia, ulcera gastro-duodenale, dolori o crampi addominali, difficoltà digestive, iperacidità gastrica, nausea, gonfiore addominale, gastrite.
     
  • Alcuni sintomi sulla pelle sono: orticaria, acne, eczema, dermatite, psoriasi.
     
  • Alcuni sintomi sul sistema nervoso sono: emicrania, ansia, depressione, irritabilità, torpore mentale, difficoltà di concentrazione.
     
  • Alcuni sintomi sul sistema cardiocircolatorio sono: variazione della pressione arteriosa, palpitazioni, extrasistole, aritmie.
     
  • Poi possono esserci delle manifestazioni sul sistema urogenitale come infiammazioni e diminuzione della libido; oppure sul sistema muscolare come crampi, tremori, spasmi, dolori articolari e muscolari, infiammazioni tendinee.
  Cosa si può fare? Esiste il test per le intolleranze alimentari che offre l'opportunità di conoscere quali alimenti arrecano fastidio potendo così prevenire la comparsa dei sintomi sopra descritti. In questo modo si può adeguare la dieta del soggetto che prevederà eliminazione dell'alimento o degli alimenti dannosi. Questo semplice fatto porta ad un netto miglioramento della propria salute.   Il test per le intolleranze alimentari o FIT si esegue sul sangue estratto tramite semplice prelievo e si basa sul dosaggio degli anticorpi IgG. Il test è molto preciso e offre un grado di riproducibilità superiore al 90% e si possono testare fino a 184 alimenti (esistono anche pacchetti di 42 o 92 alimenti, cioè non è necessario testarli proprio tutti!). Vengono utilizzati degli estratti proteici di ciascun alimento e misurate le quantità di anticorpi innescati nelle varie reazioni di prova con il sangue a contatto con i vari estratti.   Come conseguenza del test per le intolleranze alimentari, che va sottoposto al medico curante o all'allergologo, si avranno l'eliminazione definitiva dalla dieta di alcuni alimenti intolleranti oppure una loro eliminazione temporanea con successiva reintroduzione graduale.   È sempre comunque necessario che in questa fase di reintegro si venga seguiti da un esperto nutrizionista. In conclusione conoscere quali alimenti ci fanno male è un primo passo verso una maggiore salute. Anche perché come si diceva all'inizio, se sentiamo dei malesseri non sempre pensiamo subito a una intolleranza perché spesso non è così evidente e quindi il test per le intolleranze alimentari è un valido strumento per la diagnosi.   Mi piace concludere con questa frase di Ippocrate: “Fate che il cibo sia la vostra principale medicina”. ............................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle intolleranze alimentari? - La celiachia non è più un problema - Orticaria da freddo Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Allergie e intolleranze
Scoprire intolleranze e allergie Allergie e Intolleranze I casi di intolleranze alimentari e di allergia agli alimenti sono in continuo aumento anche nei bambini. La teoria più comune vuole l'inquinamento globale come principale causa di questa tendenza. Al di là di capire quali siano i motivi è interessante invece vedere come si manifestano le intolleranze e come si possono scoprire.
................................................................................................................................................................... L'unico mezzo che noi abbiamo per distinguere i cibi che sono compatibili con il nostro organismo sono l'odore, il sapore e l'assenza di effetti collaterali dopo un loro consumo. In realtà anche i cibi apparentemente validi per noi possono nascondere delle insidie, tanto è vero che molte intolleranze si scoprono solo dopo avere ingerito l'alimento incriminato con tutte le conseguenze del caso.   Le cosiddette intolleranze alimentari a differenza delle allergie sono sostenute da anticorpi IgG e riguardano una risposta da parte del sistema immunitario progressiva nel tempo; in effetti la vera intolleranza alimentare riguarderebbe il sistema metabolico come ad es. l'intolleranza al lattosio. Il termine quindi intolleranza alimentare è oggi principalmente usato per distinguere la sua sintomatologia con quelle dell'allergia che riguarda l'attivazione degli anticorpi IgE e le cui risposte sono spesso immediate (un es. tipico è lo shock anafilattico).   I casi di allergia comunque rispetto a quelli di intolleranza sono pochi, si parla di un 1-2% della popolazione adulta, mentre per le intolleranze si parla di una persona su due. Le reazioni sostenute dalle IgG dipendono dalla dose dell'alimento, cioè sono ad essa proporzionali. I sintomi che compaiono sono legati ad un fenomeno di accumulo nell'organismo di sostanze non ben tollerate e si manifestano dopo un certo lasso di tempo dall'ingestione: è possibile accorgersi di essere diventati intolleranti ad un alimento dopo averlo mangiato per anni senza particolari problemi; in questo caso, anche da un punto di vista naturopatico, si può pensare che i normali canali di emunzione non siano più efficienti per drenare le sostanze tossiche di quell'alimento che si è così andato accumulando. In questo caso una domanda interessante può essere quella di chiedersi come mai ci sia stato un cambiamento nel sistema che provoca una situazione di accumulo...è proprio da queste domande che nasce la filosofia e l'approccio naturopatico ed olistico alle disfunzioni.   Certo anche una ipersensibilità individuale per un certo alimento o un suo abuso nel consumo può portare a fenomeni di intolleranza da IgG.   Continua a leggere: FIT: il Test per le intolleranze alimentari ...................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle allergieOrticaria da freddo - Sos allergie!
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Perchè Probiotico? Educazione AlimentareFermenti Lattici e Probiotici>la directory

Oggi è la parola magica: probiotico è sinonimo di benessere, è la soluzione di tanti problemi, dal colesterolo alle allergie chi più ne ha più ne metta, anche se in realtà non è così peregrino il discorso e non è poi così nuovo… anzi: si potrebbe dire che come tante "scoperte" attuali è il rimedio della nonna   Se è vero che i fermenti, comprendenti la specie di Lactobacillus e Bifidobacerium possono dare dei benefici a seguito di ingestione, migliorando il bilancio della microflora intestinale, è altre sì vero che le medicine tradizionali hanno sempre ritenuto che le alterazioni delle funzioni intestinali fossero una delle principali cause di malattia. Tanto è antico il collegamento tra stato di benessere e funzioni intestinali che una delle prime regole dell'antica e autorevole scuola di medicina - la Scuola Salernitana - recita: "una volta necessità, due volte sanità, tre volte infermità". La tradizione popolare ha poi attribuito a una non meglio identificata "maledizione di Montezuma" tutti quei noiosi disturbi intestinali che affliggono chi si reca, magari per turismo, in luoghi lontani e diversi per clima e ambiente, e che da ciò sono costretti appunto a cambiare le loro abitudini alimentari. Se andiamo un attimo a qualche esempio letterario, ci piace ricordare le cure che il dottor Purgone (il nome la dice lunga), medico di Argante (il malato immaginario di Molière), somministrava quotidianamente al suo paziente: da un piccolo clistere insinuativo preparatorio ed emolliente, a un clistere detergente; da un giulebbe epatico, a una medicina purgativa e corroborante; da una pozione analgesica e astringente, a un clistere carminativo; dai fermenti lattici, a una pozione cordiale e preservativa. Quale adulto di oggi, del resto, non ha dovuto "sperimentare" in proprio da bambino, all'insorgere di qualche fastidioso disturbetto, i meravigliosi effetti di purghe e clisteri ("perette" erano graziosamente chiamati in casa) volente o non? Se un bambino poi andava in colonia o entrava da interno in un collegio era inevitabile che venisse sottoposto a questa specie di rito propiziatorio.   L'uso di fermenti nella dieta è veramente antichissimo, già la Bibbia ne fa menzione e anche alcuni libri sacri dell'Induismo. Latte acidificato e prodotti dietetici coltivati, come il kefir usato da tempo immemorabile dalle popolazioni dell'Asia centrale dedite alla pastorizia, venivano utilizzati a scopo terapeutico assai prima che si riconoscesse l'esistenza dei fermenti. La vecchia idea, che la regolazione dell'intestino possa aiutare l'organismo a rispondere alle malattie, è sopravvissuta fino ad oggi in una serie di pratiche e teorie delle medicine naturali, in cui l'intestino continua a svolgere un ruolo primario nella regolazione della salute. Numerose ricerche scientifiche oggi sempre più dimostrano come sia corretto annettere importanza al ruolo terapeutico e preventivo di certe pratiche. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla corretta alimentazione? Il miele, il probiotico per eccellenza - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Giovani e belle con tè e liquirizia Antiossidanti Le virtù delsono ormai note: nelle sue centinaia di varianti, contiene antiossidanti dall’azione anti-age e polifenoli che contrastano lo sviluppo di tumori, mentre la liquirizia è una pianta dalle mille risorse che blocca le infezioni della pelle meglio degli antibiotici ................................................................................................................................................................... e liquirizia sono due “alimenti” alla portata di tutte le tasche e molto diffusi, ma forse non tutti sanno che fanno veramente bene, ovviamente presi a piccole dosi. Il, cui si assiste ad un nuovo boom, con più di mille varietà sul mercato, magari anche pregiate e costose, ha in comune un elemento fondamentale: è assolutamente una fonte di salute e di benessere senza eguali. Dal tè bianco al thè verde, le qualità di questa bevanda sono molteplici, a cominciare dall’effetto antiossidante che persino il classico tè nero con teina possiede. La variante del tè verde, poi, è veramente ricchissima di antiossidanti ed è una vera e propria fonte di benessere. Previene i radicali liberi, ovvero le cellule che responsabili del deterioramento e dell’invecchiamento dei tessuti, contiene poi i polifenoli naturali ( contenuti anche nel tè nero ) che contrastano lo sviluppo di tumori, aiutano a ridurre la mortalità, l’ipertrofia ventricolare, la pressione arteriosa, svolgono un’attività antitrombotica, migliorano il profilo lipidico ematico e rallentano lo sviluppo dell'aterosclerosi, inoltre in particolare il tè verde previene l'ossidazione delle LDL e riduce la formazione di placche aterosclerotiche, oltre a drenare.   Il carattere anti- age del tè, grazie all’azione sui radicali liberi, è stato scientificamente dimostrato e anche il suo potere di tonico, mentre un’altra pianta dalle mille risorse è senza dubbio la liquirizia, che contiene una sostanza, la glicirrizina, che sarà presto usata per combattere le infezioni della pelle, soprattutto di quelle che resistono agli antibiotici. Oltre ad avere anche proprietà digestive, una ricerca americana, dell’Università del Texas Medical Branch, ha evidenziato le grandi proprietà contenute nella liquirizia e presenti anche nelle comuni caramelle per combattere le lesioni epidermiche. Con la glicirrizina saranno prodotte delle creme specifiche per combattere questo tipo di lesioni. Tornando alle sue proprietà come alimento, la liquirizia pura è senza dubbio ottima per la digestione, per la circolazione, ma, attenzione, se si esagera tende a far salire la pressione, quindi, come per ogni cosa, va assunta con moderazione.   Andromeda Aliperta ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull' alimentazione? Il miele, probiotico per eccellenza - Uncaria Tomentosa per ringiovanire    Articoli correlati per keywords: Bellezza & moda - Anti Aging Legumi: una volta alimento dei poveri ora...(Parte II) Alimentazione Corretta Nell'articolo precedente abbiamo visto come siano ritornati di moda i legumi, alimenti poco costosi ma preziosissimi per un' alimentazione sana ............................................................................................................................................................... Di legumi ne esistono diverse varietà ognuna con una maggiore o minore quantità di sostanze nutritive e pertanto esse vengono impiegate in cucina in modo abbastanza vario. I legumi si trovano freschi, surgelati o precotti. Quelli freschi hanno un contenuto in acqua superiore a quelli secchi pertanto risultano essere meno calorici ma nello stesso tempo sono anche meno proteici, mentre quelli secchi sono sicuramente più ricchi di sostanze ma nello stesso tempo sono più difficili da cucinare. Una buona alternativa sono quelli surgelati o quelli precotti. Vediamo ora da vicino i legumi più importanti. I ceci contengono un 45% ca di carboidrati, un 21% ca di proteine ed un 6% ca di grassi soprattutto polinsaturi, vitamina A, amido, Ferro, Calcio e vitamine del gruppo B. Ovviamente contengono molta fibra, l'uso regolare dei ceci, come gli altri legumi, aiuta a mantenere il livello di colesterolo cattivo entro i limiti “sani”.   I ceci poi agiscono moltissimo sull'apparato digerente in quanto aiutano il fegato nella sua funzione. I ceci così come tutti i legumi sono sconsigliati in caso di colite a causa della flatulenza e del meteorismo che producono. I fagioli sono tra i legumi più nutrienti: 50% ca di carboidrati, 24% ca di proteine e sono molto calorici (1 etto fornisce ca 300 Kcal!). L'energia dei fagioli è comunque “sana” in quanto non proviene da grassi che sono pochi e che insieme alla lecitina, anch'essa presente, subiscono uno scioglimento nel sangue. I fagioli sono molto indicati per una dieta ricostituente perché molto energetici, ricchi di Ferro e di sali minerali; sono anche depurativi, diuretici ed emollienti. Del fagiolo poi esistono ca 150 varietà, il più comune è quello borlotto che essendo molto ricco di amido si usa prevalentemente per le minestre, il fagiolo nero e quello bianco di Spagna vengono preferenzialmente utilizzati per i contorni, mentre i fagioli cannellini sono adatti per essere abbinati alla carne rossa. I piselli contengono oltre alle solite sostanze, anche una buona percentuale di fosforo che aiuta a nutrire le cellule cerebrali oltre che a fissare il Calcio ed il Ferro.   E' inoltre molto ricco di vitamina C e vitamine del gruppo B. I piselli infatti sono indicati in caso di stress psicofisico e per coloro che svolgono un lavoro molto intellettuale. Un altro componente apportato dai piselli è l' acido folico, utile soprattutto per le donne in gravidanza. I piselli costituiscono un alimento indispensabile soprattutto per i bambini ed i giovani in genere. Le lenticchie, infine, sono una buona fonte di Selenio, oligoelemento che combatte i radicali liberi e rientra nei processi di formazione degli ormoni tiroidei. Le lenticchie sono consigliate a chi esegue lavori faticosi o a chi si sottopone a sforzi fisici e/o mentali notevoli. E' da sottolineare che i legumi non perdono le loro capacità nutrizionali con la cottura come avviene per la maggior parte degli alimenti.   Torna Parte I ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Le crucifere Le proprietà curative di orzo e melograno 

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Legumi: una volta alimento dei poveri ora... (Parte I) Alimentazione CorrettaLeggi gli Speciali su Colesterolo alto e Proteine

I nostri nonni e bisnonni mangiavano prevalentemente legumi, fagioli, ceci, piselli, lenticchie. Erano alimenti a basso costo, e lo sono tuttora rispetto ad altri cibi, che però davano un ottimo nutrimento; che dire i vecchi erano più saggi? ................................................................................................................................................................... Sì non c'è dubbio in quanto la nostra alimentazione è diventata via via più sofisticata perdendo di vista gli alimenti magari più umili ma certamente più salutari sotto tutti gli aspetti. C'è comunque da dire che l'interesse per i legumi ultimamente è cresciuto grazie anche alla diffusione di tanti tipi di diete filosoficamente orientate al naturale; mi riferisco in particolare alla dieta macrobiotica, a quella vegetariana, a quella vegana, a quella Kousmine ecc. Senza contare poi che dal punto di vista della coltura, i legumi sono ecologicamente poco onerosi, danno cioè un bassissimo impatto ambientale. La moderna scienza dell'alimentazione ha riscoperto i legumi perché, non solo sono alimenti nutrizionalmente completi, ma anche perché il loro consumo regolare esercita un'azione preventiva su molte patologia oggigiorno diffuse come l'ipercolesterolemia, la stipsi, malattie cardiovascolari, tumori ecc.   Ma cosa contengono i legumi? Molti carboidrati, molta fibra, una discreta quantità di proteine, pochissimi grassi e niente colesterolo. I carboidrati complessi dei legumi (come quelli della pasta del resto) danno molta energia, che associata alle fibre in essi presenti fa sì che l'organismo riesca ad assorbire più lentamente sia gli zuccheri sia i grassi. Infatti le fibre migliorando ed accelerando il transito intestinale fanno in modo che, evitando la formazione di ristagni, le sostanze nutritive vengano assorbite in una giusta quantità. I pochissimi grassi presenti sono polinsaturi, cioè grassi, che a differenza di quelli di origine animale, non procurano danni all'apparato cardiocircolatorio, anzi lo aiutano a proteggersi. Infine le proteine vegetali che costituiscono in media un buon 23% della composizione chimica dei legumi. Il consumo di queste proteine è assai raccomandato soprattutto in sostituzione di quelle delle carni, infatti queste ultime assunte in quantità eccessiva non solo affaticano il sistema circolatorio ma anche gli organi emuntori fra cui principalmente i reni. Ad es. un piatto di pasta con ceci è un pasto completo ricco di carboidrati, di tutti gli amminoacidi essenziali e di molti sali minerali e porta il vantaggio di avere pochissimi grassi e pochissimo colesterolo e tanta fibra. Vi siete mai chiesti come mai la tradizione contadina presenta piatti con legumi abbinati ad alimenti molto grassi, come fagioli e cotiche, cotechino e lenticchie e così via? Perché i legumi grazie alla fibra presente tengono sotto controllo l'assimilazione dei grassi da parte dell'intestino.   Nella seconda parte dell'articolo vedremo più da vicino alcuni legumi.   Segue Parte II ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull' alimentazione? Legumi valida fonte di proteine - Isegreti di bellezza della frutta secca     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Combattere la stitichezza FibreLeggi lo Speciale StitichezzaLeggi lo Speciale Stress La stitichezza è un disturbo molto diffuso e non considerato nella maniera giusta. Spesso si prendono subito dei farmaci invece di intervenire sulle cause che sono la fretta, l’ ansia, cattive abitudini alimentari e stili di vita sbagliati Per combattere la stipsi, che vuol dire non avere lo stimolo spontaneo di defecazione ed essere costretti all’uso di clisteri e di lassativi per evacuare, occorre seguire precise regole   Intervenire alla base innanzitutto e non ricorrere ai farmaci dopo pochi giorni che il disturbo si presenta. I comportamenti sbagliati sono sicuramente lo stress, l’ansia e la fretta che alterano la digestione, mentre gli impegni quotidiani ignorano gli stimoli lanciati dal nostro corpo, ovvero il classico appuntamento con il wc, facendo accumulare le feci all’interno dell’ intestino. La muscolatura pelvica tende così a contrarsi e la stipsi diventa un altro motivo di stress che si aggiunge a quello tutti i giorni. Quindi, prima regola: Mangiare piano e masticare con lentezza, consente di assimilare meglio il cibo dividendo i pasti in cinque spuntini giornalieri, senza mischiare alimenti che affaticano la digestione come formaggi, insaccati, fritti, creme, cioccolato e carni rosse.   Cercare di rilassarsi e di respirare con calma massaggiando in senso orario la pancia. Non ingerire bibite gassate ma bere molta acqua che aiuta il transito intestinale, mentre acqua frizzante e bibite gasate generano gonfiore addominale e gas. Da bere anche thè deteinato, tisane di tiglio, malva e finocchio che sono anche lassative e digestive. Mangiare più frutta e verdura, almeno 4 etti al giorno, come consiglia l’American dietetic association e cibi ricchi di fibre come crusca di frumento, pasta integrale, pane integrale, riso integrale, fave, insalata cruda, funghi, piselli, frutta secca, ceci e lenticchie, assieme a importanti porzioni di liquidi. Muoversi il più possibile per attivare i processi digestivi e liberarsi dallo stress e assumere anche dei fermenti lattici, alimenti probiotici che rimettono in ordine l’intestino. Stare attenti all’uso di antibiotici, che alterano la flora batterica intestinale e anche gli antinfiammatori, gli estroprogenistici, gli antidepressivi e i lassativi che in un primo momento provocano diarrea, in seguito la stipsi.   Andromeda Alipert ............................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Stitichezza?  Fibre alimentari: regolare l'intestino pigro - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Fibre
Il colesterolo blocca tumori Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale sul Colesterolo alto

Uno studio americano dimostra che il colesterolo prodotto dal nostro organismo ha proprietà antitumorali e costituisce l’impalcatura di cellule e sistema nervoso, è inoltre fondamentale nei processi di riparazione cellulare.
................................................................................................................................................................ Il colesterolo è un grasso appartenente alla famiglia dei lipidi presenti nel sangue ed è prodotto per il 90% dall’organismo e soprattutto dal fegato. Una parte di colesterolo viene anche introdotto con gli alimenti. Esiste un colesterolo buono (Hdl) e un colesterolo cattivo (Ldl) differenziati dal fatto che mentre il secondo è assolutamente nocivo per il cuore e le arterie, il primo ha notevoli proprietà antitumorali e non solo. Molte delle proprietà benefiche dell’Hdl erano già conosciute ma grazie ad un ulteriore studio del Natiper colesteroloonal Cancer institute di Bethesda negli Stati Uniti abbiamo un ulteriore conferma della bontà degli effetti del colesterolo buono. Quando esso è presente nei giusti livelli nel nostro organismo, ovvero, quando non supera uno o due milligrammi al giorno diventa indispensabile per il corretto funzionamento di tutto l’organismo. Il colesterolo Hdl, infatti, rappresenta l’impalcatura delle cellule del sistema nervoso e della membrana cellulare e agisce nella riparazione delle cellule per la sintesi della vitamina D che è fondamentale per l’assorbimento del calcio e la robustezza dello scheletro. Inoltre contrasta il fenomeno dell’abnorme proliferazione cellulare causata dai tumori anche se per comprovare questo effetto servono ancora un maggior numero di studi e di ricerche. In ogni caso, la strada è intrapresa, e lo studio delle lipoproteine ad alta densità, appunto le Hdl, il colesterolo buono, che circolano nel sangue, dimostra che esse possono trasportare il colesterolo in eccesso, quello cattivo, dai vari organi, fegato e tessuti. Invece, il colesterolo cattivo, ovvero le lipoproteine a bassa densità, quando è in eccesso generano ispessimenti e placche aterosclerotiche facendo restringere i vasi e facendo ostacolare il flusso sanguigno. L’Hdl, non distrugge il colesterolo cattivo ma lo riporta al fegato che lo elimina. Il colesterolo alto, comunque, è sempre un dato da tenere in considerazione ed è un fattore di rischio.   Occorre quindi innalzare il colesterolo buono, attraverso lo sport aerobico e ridurre o eliminare il fumo, grassi saturi, alcol, carni rosse. Bisogna invece prediligere alimenti ricchi di Omega 3, contenuto nel pesce azzurro, limitando i latticini, uova, prediligendo l’olio extravergine di oliva, la soia e il mais che sembrano abbassare il livelli di Ldl nel sangue.   Andromeda Aliperta ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul colesteroloLa ricetta per fronteggiare il colesterolo- Colesterolo causa di tumori   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
La Birra Antitumore Alimentazione Corretta La birra ha diverse proprietà. Fa bene al cuore, all’apparato cardiovascolare, aiuta a diminuire il colesterolo e, una scoperta di ricercatori tedeschi rivela la presenza di una sostanza che ha proprietà antitumorali. ................................................................................................................................................................... La birra ha origini antichissime, infatti, già in Mesopotamia, più di cinquemila anni fa, questa bevanda veniva consumata. L’orzo e il luppolo, conferiscono a questa bevanda, quasi un alimento, proprietà nutritive interessanti e protettive nei confronti dell’organismo. Di volta in volta se ne scoprono di nuove. Sostanze note, contenute all’interno della birra sono i polifenoli, oltre alla vitamina B6, B12, l’acido folico, l’inulina e i fruttolingosaccaridi, tutti con proprietà benefiche sull’organismo. Inoltre, bisogna sfatare il mito che la birra fa ingrassare: contiene meno calorie di molti succhi di frutta, infatti, un bicchiere di birra contiene circa 34 calorie, contro le 84 di un bicchiere di vino rosso e le 47 di un succo di albicocca.   I nutrienti della birra esercitano un azione altamente protettiva nei confronti del sistema cardio- vascolare aiutando ad abbassare il colesterolo in funzione di quello buono, l’HDL. Inoltre è anche un alimento probiotico, perché contiene inulina, una sostanza idrosolubile dell’orzo e fruttolingosaccaridi che arrivano intatti nel colon contribuendo a tutelare la permeabilità dell’intestino. Le ultime scoperte da parte di un’èquipe tedesca rivelano che la birra, inoltre, è utile per prevenire il cancro alla prostata. Si tratta di un gruppo di ricercatori del German Cancer Center di Heidelberg che hanno scoperto la presenza di xanthouhoumol, una sostanza che previene la formazione neoplastica bloccando il testosterone, l’ormone maschile responsabile del tumore alla prostata. Insomma, se non si esagera, dal momento che la birra contiene anche etanolo, un bicchiere di birra al giorno, è un piacere che ci si può benissimo concedere.   Andromeda Aliperta ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull' alimentazione? Le Crucifere- Ridurre le calorie con i carboidrati     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta Giovani e abuso di Alcol Disturbi alimentari Si chiama binge drinking e vuol dire letteralmente “bere per ubriacarsi”, un modo praticato dai giovani, a partire già da 11 o 12 anni, che, in barba a divieti e sanzioni, causa effetti molto tossici e gravi danni alla salute, tali da essere assolutamente riconosciuti in anticipo e contrastati dalle famiglie.  ..................................................................................................................................................................................................................... I giovani in Italia hanno il primo contatto con l’alcol già a 11/12 anni prima ancora della media europea che è di 14. Il problema è che i ragazzini devono soprattutto per ubriacarsi, ovvero praticano quello che in gergo viene chiamato il binge drinking ( con il bere più di 6 bicchieri di alcol alla volta ) altamente pericoloso per la salute. In tutto questo ci sarebbe l’articolo 689 del codice penale che vieta di somministrare alcolici ai minori di 16 anni e che nella maggior parte dei casi viene tranquillamente eluso. Secondo l’Istat, poi, il modello di consumo di alcolici sta cambiando soprattutto per la fascia di età che va dai 18 ai 24 anni, con l’abitudine di bere sempre di più lontano dai pasti, tra l’altro, abitudine ben poco mediterranea. Nell’Unione Europea viene attribuito all’alcol il 25% della mortalità giovanile maschile e il 10% di quella femminile. Secondo gli esperti, i giovanissimi bevono soprattutto per “noia”, anche perché è un modo per socializzare e per comunicare tra loro più efficace. Devono soprattutto nei week end, mentre gli adulti tendono a bere soprattutto durante i pasti e poco, aumentando le dosi solo in qualche occasione. Dai dati, poi, risulta che sono soprattutto i ragazzi maschi a bere ( il 28% di quelli che frequentano le discoteche contro il 2% delle femmine ) incorrendo in disturbi di natura psicofisica, problemi al fegato, gastrointestinali e stati allucinogeni, fino al gravissimo coma etilico dalle conseguenze irreparabili. Bisogna fare attenzione all’aspetto psicologico dei ragazzi perché spesso, chi incomincia a bere giovanissimo ha una bassa autostima e una certa tendenza alla depressione. I genitori possono fare molto per questa situazione: innanzitutto occorre capire che l’alcol è esattamente una droga come le altre, anche se è tranquillamente venduta. Gli effetti sono devastanti e questo i genitori devono tenerlo presente. Quindi, oltre a cercare di scoraggiare l’uso dell’alcol, bisognerebbe far crescere la consapevolezza dei rischi a fronte dei benefici che l’alcol invece può dare in determinati casi ( durante i pasti e poco e soprattutto da adulti ). Se i genitori sono informati e consapevoli dell’argomento, ci saranno più probabilità che i figli, attraverso un sano processo di comunicazione, non incorrano negli abusi dei questa sostanza, l’alcol, che, se presa in dosi massicce, è altamente tossica per l’organismo, sia per i giovani che per gli adulti.   Andromeda Aliperta ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui giovani e i disturbi alimentari? Anoressia nervosa : in GB crociata anti siti - Troppi giovani colpiti da anoressia nervosa

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Il miele, il probiotico per eccellenza Alimentazione Corretta Leggi lo Speciale Emicrania Il miele è il principe degli alimenti probiotici: i suoi zuccheri raggiungono direttamente l’intestino e vengono fermentati dalla flora batterica diventandone nutrimento. Sono facilmente digeribili perché già scissi dalle api e hanno un ph acido con una potente azione antibatterica, proprietà emollienti e umettanti. ................................................................................................................................................................... Due cucchiaini al giorno aiutano a risolvere molti disturbi, dall’insonnia, al mal di pancia al raffreddore. Il miele è un alimento quasi miracoloso. Nelle sue tante qualità ha proprietà straordinarie sull’organismo. E’ innanzitutto un alimento probiotico, probabilmente il migliore in assoluto, è un alimento light, con 10 g che equivalgono a 30 calorie e ha un alto contenuto di fruttosio, più dolce dello zucchero e quindi altamente dolcificante con un apporto incredibile di sostanze preziose. E’ un alimento eccezionale per la flora batterica, digeribilissimo e antibatterico. Fondamentale nella cura del raffreddore perché agisce come un antibiotico naturale, ha effetti rilassanti sul sistema nervoso e grazie alla varietà dei mieli in circolazione, le sue prodigiose qualità si moltiplicano. Ad esempio, il miele di acacia ha un effetto lievemente lassativo ed è utile per le irritazioni e per il mal di gola, disintossica il fegato e combatte l’acidità di stomaco. Il miele di agrumi è ricco di vitamine e di calcio, ottimo per gli adolescenti e bambini, favorisce il sonno e ha potere cicatrizzante. Quello di girasole è diuretico, astringente, antipiretico e utile per combattere il colesterolo. Il miele di rododendro di castagno sono, ripettivamente, utili nella cura di bronchiti, inappetenza e, il secondo, è un forte ricostituente consigliabile in casi di anemia e stanchezza. Il miele di corbezzolo ha proprietà antisettiche e diuretiche, quello di erica combatte l’affaticamento psico-fisico, quello di eucalipto è un vero toccasana nella cura di raffreddore, tosse, raucedine, cistiti, afte e gengiviti. Il miele di tarassaco è ottimo per chi fa sport e utile per depurare vie urinarie e intestino mentre il miele di tiglio ha proprietà digestive, sedative e combatte insonnia, emicrania oltre ad alleviare i dolori mestruali. Insomma, il miele è una sorta di panacea naturale, resta soltanto a noi scegliere quello di cui abbiamo maggiormente bisogno. Un consiglio? Procurarsi dei campioncini di miele di tutti i tipi, dei barattoli piccoli da usare di volta in volta a seconda dell’esigenza. In ogni caso, due cucchiaini di miele al giorno restano un’ottima e sana abitudine alimentare, magari riducendo un po’ per volta lo zucchero raffinato che invece non è molto salutare per il nostro organismo.   Andromeda Aliperta ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla corretta alimentazione? Le proprietà curative di Orzo e Melograno - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine Le Crucifere AntiossidantiLeggi lo speciale Mammografia

Le piante conosciute come crucifere a cui appartengono il cavolo, il cavolfiore, il broccolo, la rapa la verza sono considerate “alicamenti”, recente denominazione introdotta recentemente per contraddistinguere gli alimenti che fanno bene alla salute. ..................................................................................................................................................................................................................... Tra questi abbiamo le crocifere che contengono sostanze chiamati “polifenoli” e “glucosinolati”. Da questi ultimi composti, durante la masticazione e per un’azione di tipo meccanico, si liberano sostanze con forte attività antitumorale: gli «isotiocianati» e gli «indoli». Diversi tra i massimi scienziati oncologi, tra cui Veronesi e Richard Beliveau, teorizzano che esista contro il cancro una “prevenzione primaria” che si attua migliorando lo stile di vita, oltre che una “prevenzione secondaria” (diagnosi precoce dei tumori), da effettuare periodicamente a livello individuale con indagini come il “Pap-test”, la mammografia, la colonscopia, ecc.. Le crucifere hanno anche proprietà antibiotiche e battericide nei confronti dell’Helicobacter Pylori, batterio responsabile dell’ulcera gastrica, patologia che può aumentare il rischio di tumore allo stomaco. Dato che si tratta di molecole idrosolubili è opportuno consumare questi vegetali crudi o cuocerli in poca acqua, la cottura deve essere breve, preferibilmente al vapore per cui si possono stufare o saltare in padella, è altresì necessaria una buona masticazione per sfruttarne al massimo il potenziale antitumorale. Bisogna quindi massacrarsi di crocifere….. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul tumore? Addio cancro della prostata, arrivano i funghi Maitake - Curcumina: nuovo alleato anti tumore
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Salute - Cancro e Tumore
Il vino senza alcol: vantaggi e svantaggi Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Diabete mellito Il vino senza alcol, da poco in vendita anche in Italia ha lo stesso sapore di quello tradizionale ma non ha gli stessi effetti protettivi sul cuore. ................................................................................................................................................................... Ha un gusto piacevole ma c’è chi sostiene che proprio l’assenza dell’alcol non gli consenta di svolgere un’azione antinfiammatoria sull’organismo, sui disturbi cardiovascolari, preventiva nei confronti del diabete e dell’arteriosclerosi. Il vino senza alcol ha numerosi vantaggi, come quello di avere un gusto piacevole, simile al vino tradizionale alcolico, ma senza i disturbi che questo può provocare. L’alcol, ad esempio, favorisce la produzione di radicali liberi che svolgono un’azione ossidante sull’organismo facendo invecchiare precocemente i tessuti, inoltre innesca i fattori che portano alla formazione di tumori ed è nocivo per il fegato, che fatica molto a digerirlo. I ricercatori sostengono che per proteggere le arterie dalle malattie cardiovascolari non è necessario bere alcol ma basta seguire una dieta a base di frutta e verdura fresche, ricche di vitamine, minerali e antiossidanti e per tenere in forma anche il cuore l’importante è fare movimento e mangiare in maniera equilibrata. Il vino senza alcol dona il piacere del vino ma senza gli effetti dannosi che l’alcol ha sull’organismo ed è un’ottima bevanda per chi vuole bere vino in un ristorante la sera ma deve poi incorrere nell’esame dell’etilometro. D’altro canto, c’è chi sostiene, come il medico Andrea Poli, direttore scientifico di Nfi, Nutrition Foundation of Italy, che bere vino in maniera limitata faccia bene, proprio perché l’alcol svolge effetti benefici sul cuore, favorendo l’aumento del colesterolo buono ( Hdl) e rendendo il sangue più fluido. Contrasterebbe inoltre la comparsa delle placche aterosclerotiche all’interno delle arterie che provocano l’alteriosclerosi, l’infarto e processi infiammatori. L’alcol aumenterebbe anche la sensibilità dell’organismo all’insulina contribuendo a prevenire il diabete. A questo proposito in Inghilterra è stato dimostrato che un moderato consumo di alcol, di qualsiasi tipo, aiuta a vivere più a lungo. L’uso moderato si deve attenere a 2-3 bicchieri di vino al giorno durante i pasti o una lattina di birra, mentre per la donna vanno bene 1-2 bicchieri al giorno. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alcool? Cosa si nasconde dietro il consumo di alcool? - Che cosa unisce sesso ed alcool   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta Omega 3 ed Omega 6 : il benessere della pelle Alimentazione Corretta Cosa sono le vitamine del gruppo F, vi chiederete? Ebbene non sono altro che i famosi acidi grassi polinsaturi (Omega 3 ed Omega 6) cioè l'acido linoleico, l'acido arachidonico ecc.
................................................................................................................................................................... Per il nostro corpo sono essenziali e siccome non li possiamo sintetizzare direttamente dobbiamo assumerli o con la dieta o con gli integratori. Si trovano nell'olio di lino, nei semi di girasole, nelle noci, nel mais, nelle arachidi, nella soia e nel sesamo. Queste “vitamine” svolgono diverse funzioni tra le quali ridurre il tasso di colesterolo, coadiuvare la sintesi delle prostaglandine e proteggere il corpo dalle aggressioni esterne in quanto questi acidi entrano nella struttura della membrana cellulare esercitando un effetto barriera che si esplica in tutte le pareti sia interne (intestino, organi cavi ecc.) sia esterne come la superficie cutanea. La pelle segnala i primi sintomi di carenza. La comparsa di dermatiti, di orticaria, di eczemi e di sete inusuale sono sintomi che fanno pensare ad una carenza di questo gruppo di “vitamine” ed ad una certa disidratazione. Dapprima la cute diventa secca ed un po' ruvida, e questo succede prevalentemente nei mesi invernali, a partire dalle mani e dai piedi e può investire tutto il corpo. Una delle possibili conseguenze è la comparsa precoce di rughe. Per integrare al meglio le “vitamine” F bisogna prestare attenzione alla dieta. Basterebbe usare 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva crudo al giorno ed un cucchiaio di olio di girasole. Per chi non riesce esistono in commercio perle di olio di semi di lino che si possono consumare a colazione: l'olio di lino è difficilmente usabile in cucina perché si ossida rapidamente. Inoltre per favorire la sintesi di collagene le “vitamine” F andrebbero assunte insieme ad una buona quantità di vitamina C coinvolta anch'essa nella produzione del collagene. Una buona norma poi è quella di sostituire l'uso di carne con il consumo di pesce che grazie ad alcuni amminoacidi essenziali in esso contenuti è in grado di evitare i cosiddetti cedimenti cutanei. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamine? Rafforzare il sitema immunitario con le Vitamine - I segreti di bellezza della frutta secca
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I segreti di bellezza della frutta secca Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale StressLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
Leggi lo Speciale sul Colesterolo

La frutta secca rende più belle. Grazie alle sue straordinarie proprietà, tra cui gli acidi grassi essenziali, scolpisce la silhouette, rende il fisico e la pelle tonica, stimola il metabolismo, nutre i capelli e ha proprietà anti-stress, anti-fatica e anti-invecchiamento.
.................................................................................................................................................................. La frutta secca è una sorgente miracolosa di bellezza e di salute. Se si assume nella giusta quantità ha proprietà strabilianti sul nostro fisico e sulla nostra psiche. Se si esagera, al contrario, fa ingrassare, dal momento che la frutta secca ha un alto contenuto di calorie. Le proprietà principali sono gli acidi grassi essenziali, come l’acido alfa-linolenico, l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaenoico, contenuti rispettivamente in noci, pistacchi e mandorle il primo, il terzo e il secondo nel pesce, ricco anche di omega 3. Gli acidi grassi essenziali sono grandi alleati della giovinezza e contribuiscono a contrastare lo stress e la stanchezza, come le mandorle, di cui bastano tre al giorno per fare uno spuntino completo e avere un buon apporto di minerali e grassi polinsaturi. I pistacchi, invece, hanno un’ottima funzione anti-fatica. Da preferire quelli non salati, contengono tiamina, potassio, rame, fosforo, vitamina B6, manganese e ferro. Le noci hanno un vero e proprio effetto anti invecchiamento con minerali come il ferro, lo zinco, vitamina B ed E e contengono l’arginina un aminoacido fondamentale che aiuta a prevenire l’alteriosclerosi, hanno inoltre un buon effetto sulla diminuzione del colesterolo cattivo ( Ldl) a favore di quello buono ( Hdl). I minerali essenziali oltre a rafforzare le difese immunitarie e stimolare il metabolismo rendono la pelle più elastica e tonica, preservano la salute di cuore e arterie grazie alla capacità di tenere a bada il colesterolo alto e la pressione. Questo ultimo dato è il risultato di una ricerca spagnola pubblicata sulla rivista scientifica “Archives of internal medicine”. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull' alimentazione? La nuova dieta mediterranea - Ridurre le calorie con i carboidrati     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Un sollievo per la colite ulcerosa VitamineLeggi lo Speciale Colite

Asparagi, fragole, spinaci...sono solo alcuni dei tanti alimenti che contengono rispettivamente vitamina B9 (acido folico), vitamina C e vitamina A, perché citarli? Perché queste vitamine possono coadiuvare la cura della colite ulcerosa.
................................................................................................................................................................... Ma prima vediamo quali sono i fattori che determinano la comparsa di questa malattia. In primo luogo sembra che un ruolo chiave lo svolga la predisposizione genetica o familiarità, poi ci sono gli agenti virali, ed ancora una possibile reazione autoimmune sulla mucosa dell'apparato digerente, fattori emotivi e psicologici legati allo stress ed infine fattori dietetici legati ad un'alimentazione troppo ricca di zuccheri raffinati, di grassi e proteine accompagnata da un malassorbimento di vitamine. Ma vediamo da vicino le vitamine, la cui mancanza peggiora i sintomi della colite o addirittura ne provoca la comparsa. La vitamina C sembra irrobustire i vasi capillari ed ovviamente anche quelli della mucosa intestinale, oltre che aiutare la cicatrizzazione delle lesioni. Si trova negli agrumi, nelle verdure a foglia scura, nei pomodori e nel cavolo. L'acido folico o vitamina B9 previene e cura un'eventuale anemia che spesso accompagna la colite ulcerosa. L'acido folico partecipa al processo di assimilazione del ferro. Si trova nelle verdure a foglie verdi, nei legumi, nei cereali, nelle nocciole, nel lievito di birra ecc. La vitamina A è in grado di aumentare la produzione di muco che riveste le pareti intestinali, proteggendole. Se poi si assume in concomitanza dello zinco, questo aumenta l'efficacia della vitamina perché rinforza il sistema immunitario ed interviene nel processo di cicatrizzazione delle ulcere. Questa vitamina si trova nelle verdure di colore giallo – arancione come zucca, carote e nelle albicocche oltre che nelle verdure a foglia verde come lattuga e spinaci. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla vitamina? Le proprietà curative di Orzo e Melograno - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Uova e spinaci per vederci meglio Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale Diete efficaci

Per proteggere la vista non bastano accorgimenti come non stare troppo davanti al pc o fare esercizi per la vista. E’ importante anche una corretta alimentazione che contenga soprattutto luteina, un carotenoide noto per le sue proprietà antiossidanti che si trova soprattutto negli spinaci e nelle uova.
................................................................................................................................................................... L’alimentazione è un valido modo per tenere in forma la nostra vista. Basta infatti, nutrirsi in maniera mirata per avere dei benefici permanenti. Occorre prediligere gli alimenti che contengono luteina una sostanza presente ad alte concentrazioni nella macula della retina, la membrana più interna dell’occhio. Consumare quindi, alimenti ricchi di questa sostanza è un ottimo modo per stimolare la nostra vista. Avanti quindi con alimenti come gli spinaci, ortaggi a foglia verde scuro, frutta, uova, privilegiando in particolare il tuorlo. La luteina è una sostanza le cui proprietà benefiche sono note da molto tempo. Alcune ricerche hanno dimostrato che l’integrazione di luteina in persone sane hanno portato ad effetti positivi nella lettura di testi o davanti ad un monitor, contrastando l’affaticamento degli occhi in maniera efficace. Le ricerche sono state pubblicate sulle riviste Applied ergonomic e sul British journal of nutrition e segnalate dal Nfi, il Nutrition foundation of Italy, Centro studi dell’alimentazione. L’organismo non riesce da solo a produrre la luteina, quindi è bene cercare di integrare questa sostanza così utile alla nostra vista attraverso una dieta corretta. Oltre a proteggere la vista, segnaliamo altri alimenti fondamentali per le loro proprietà antiossidanti, come cavoli e broccoli, ricchi di isotiocinati, dei composti aromatici a base di zolfo e molto efficaci per combattere i danni ossidativi causati dallo smog, dal fumo, dai raggi ultravioletti e da un’alimentazione sbagliata. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla dieta? La nuova dieta mediterranea - Ridurre le calorie con i carboidrati   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Gli alimenti anti cancro Alimentazione Corretta Prevenire il cancro a tavola si può. Basta consumare quotidianamente arance rosse, soprattutto nel periodo invernale, mangiare verdura, poca carne e pesce azzurro. Il 50% dei tumori, infatti, dipende da abitudini alimentari scorrette e stili di vita sbagliati che si possono correggere.
................................................................................................................................................................... Cambiare le proprie abitudini alimentari si può. Basta volerlo. Oltre a degli stili di vita scorretti che sono la causa del 50 % dei tumori, anche l’alimentazione contribuisce con un buon 30% di casi di cancro. Cosa fare e cosa mangiare per prevenire i tumori? Innanzitutto mangiare molti agrumi che contengono vitamina C, un naturale antiossidante e anti cancro, poi, le indicazioni mondiali consigliano di mangiare pesce azzurro e un moderato consumo di carni bianche e rosse. Assolutamente da evitare salumi, insaccati e ridurre drasticamente formaggi e zuccheri. Variare la dieta e cambiarla di punto in bianco, però, può risultare deleterio anche a livello psicologico, quindi è consigliabile una riduzione graduale. Incominciare, quindi, con il mangiare meno dolci, meno insaccati, meno formaggi e meno carne. Aumentare man mano la quantità di verdura e agrumi. La prevenzione comincia dal carrello della spesa. Infatti, quando ci si trova tra gli scaffali del supermercato bisogna fare molta attenzione mettere nel carrello solo quello che è riconosciuto come vero cibo e non intrugli carichi di coloranti, addensanti, emulsionanti, conservanti, dolcificanti che possiamo leggere benissimo nelle etichette dei cibi. Inoltre fare attenzione anche ai cibi che contengono ormoni aggiunti, come ad esempio può essere il pesce di allevamento. Mangiare è un piacere e bisogna conservare quest’abitudine, ma fare attenzione non vuol dire privarsi di tutto. Privilegiare farine e cereali integrali, legumi, verdura come broccoli, cavolfiori, rucola e ravanelli, frutta e pesce azzurro. Ottimi anche un po’ di noci, soia, semi di lino e zucca. Sabato 30 gennaio è la giornata dell’Airc, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro ed è l’occasione giusta per cominciare, comprando subito due o tre chili di arance rosse di Sicilia. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla dieta? La nuova dieta mediterranea - Ridurre le calorie con i carboidrati     Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Calorie e benefici del Cioccolato AntiossidantiLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Più è nero, più fa bene. Riduce il colesterolo, aiuta a concentrarsi, migliora l’umore, abbassa la pressione e combatte il gonfiore. Non è una medicina, ma il cioccolato fondente.
................................................................................................................................................................... Più è alta la percentuale di cacao e più i suoi benefici sono dimostrabili. Va consumato in modiche quantità, deve essere fondente e di ottima qualità. Le virtù del cioccolato sono tante: innanzitutto fa bene al cuore a tutto l’organismo, ma se si esagera favorisce l’aumento del peso e i grassi nella circolazione sanguigna, per via della quantità elevata di calorie in esso contenute. Basta pensare, infatti, che 100 grammi di cioccolato fondente apportano circa 510 calorie, 100 grammi al latte 545 calorie. Quindi è necessario limitarsi al massimo uno, due o tre cioccolatini al giorno, per tenere presente una quantità indicativa. Un ottimo potere il cacao lo ha nel contrastare il fumo, infatti i ricercatori dell’università di Zurigo hanno dimostrato che il cioccolato fondente può ritardare l’indurimento delle arterie in chi fuma, limitando il rischio di serie malattie cardiache. Si tratta di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Heart”. E’ chiaro che sarebbe meglio smettere i fumare, però. Inoltre, il cioccolato nero è un ottimo protettivo della virilità in quanto garantisce una buona circolazione arteriosa e periferica e contiene triptofano, che dona benessere e contribuisce al piacere sessuale. Mantiene giovani, grazie alla presenza di polifenolo, sostanza che combatte l’invecchiamento provocato dai radicali liberi e riduce anche le concentrazioni di proteina C-reattiva che aumenta nel sangue in presenza di processi infiammatori. I polifenoli sono degli stimolanti naturali del sistema immunitario. Anche l’Inran, ovvero l’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione sostiene che il cioccolato fondente aumenta del 20% le concentrazioni di antiossidanti nel sangue che però vengono del tutto annullate da quello al latte.  Nel cioccolato nero c’è inoltre la teobromina, un composto che stimola la muscolatura del cuore, aumenta il battito cardiaco e stimola la concentrazione. Quindi è utilissimo prima di un gravoso impegno di studio, un esame, un concorso, un colloquio di lavoro, ecc. Infine, il cioccolato nero riduce il colesterolo perché il 30% dei suoi grassi sono costituiti da acido oleico uguale all’olio d’oliva che è una sostanza che contrasta il colesterolo cattivo aumentando quello buono, il tipo Hdl che contrasta gli accumuli aterosclerotici nelle arterie e i trigliceridi nel sangue.   Andromeda Aliperta ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle calorie? Calcola online le tue calorie ideali - Ridurre le calorie con i carboidrati   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti
Rafforzare il sistema immunitario con le Vitamine Vitamine Come capire quando è il caso di rafforzare il tuo sistema immunitario? Ci sono alcuni segnali fisici che non dobbiamo farci sfuggire come l'affaticamento costante, il formarsi di rughe oppure un cambiamento nell'aspetto della nostra pelle ad es. comparsa di dermatiti ricorrenti, pelle floscia ed avvizzita. Se ci sentiamo deboli e le ferite tardano a guarire e ad emarginarsi forse è il caso che pensiamo a dare un piccolo aiuto ai nostri anticorpi. Cosa c'è di meglio che fare ricorso alle vitamine?
Quali?
................................................................................................................................................................... Il sistema immunitario può essere rafforzato e mantenuto efficiente quando c'è una buona circolazione linfatica, un fegato in forma, una flora intestinale sana ed una respirazione regolare ed inoltre quando l'alimentazione è corretta, cioè varia e nutriente, ed è associata ad una buona attività fisica. L'assunzione di vitamine tramite i cibi, o in presenza di particolari condizioni debilitanti tramite integratori alimentari aiuta a prevenire e a ridurre la perdita di vitalità del sistema immunitario. Le vitamine più utili in questo senso sono la vitamina E, la vitamina A, due vitamine del gruppo B (B6 e B12) e la vitamina C. La vitamina E sembra sia in grado di favorire la riproduzione di alcune cellule del sistema immunitario; la si trova in grande quantità nelle noci, nell'olio d'oliva crudo, nelle olive e nelle mandorle. La vitamina A possiede proprio un'azione immunostimolante ed è emerso da studi recenti che è in grado di aiutare gli anticorpi che svolgono l'azione di identificare ed aggredire le cellule tumorali. La si trova nelle verdure a foglia larga sotto forma di carotenoidi (precursori della vitamina A), nelle carote, nelle patate, nel melone, nella zucca e negli asparagi.   La vitamina C svolge azione immunostimolante ed antiinfiammatoria, oltre che antivirale ed antibatterica. Potenzia l'azione dei globuli bianchi in particolare. E' contenuta negli agrumi, nei kiwi, negli spinaci, nel cavolo, nei pomodori ed in generale nelle verdure a foglia scura. Non è chiaro quale sia il meccanismo con cui la vitamina B12 aiuti il sistema immunitario, tuttavia si è sperimentato che una sua mancanza riduce la quantità di linfociti con conseguente calo delle difese immunitarie. La si trova nel fegato, nel tuorlo d'uovo ed in alcuni pesci come la trota.   La vitamina B6 è utilizzata dal nostro organismo per produrre le citochine, i mediatori chimici che attivano il sistema immunitario. La si trova nel lievito di birra, nei cereali integrali, nei legumi, nel latte, nelle uova e nel fegato. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla vitamina? Le proprietà curative di Orzo e Melograno - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Dite no agli energy drink Alimentazione Corretta Un numero crescente di esperti mette in discussione la sicurezza di bevande energetiche ricche di caffeina, specialmente se consumate insieme a super alcoolici.
................................................................................................................................................................... E' stato lanciato un vero e proprio allarme in merito: non è salutare consumare Energy Drink, soprattutto se questi sono a base di alcool o caffeina. Il Food and Drug Administration ha dichiarato che le bibite energetiche sono dannose per la salute ed il rischio aumenta del doppio per i ragazzi adolescenti. Il timore sta proprio nella preparazione di tali bevande e nel mix molto pericoloso di caffeina e alcool; la caffeina può portare a non percepire gli effetti sgradevoli dell’alcool, questo porta poi le persone a continuare a bere sempre in maggiori quantità e, automaticamente, aumenta la dipendenza.   All'interno di tali prodotti possiamo trovarvi liquori di malto o altri alcolici addizionati con succhi di frutta per una concentrazione alcoliche che arriva al 10%. Purtroppo si sa che la predisposizione all'alcool sarebbe data da un fattore genetico, ecco perché è consigliato non esagerare mai. Nonostante in Europa gli energy drink siano analcolici, vi è la stessa preoccupazione per il quantitativo di alcool che, come sappiamo bene, spopola letteralmente tra i più giovani. Le statistiche dicono che gli under 30 consumano in media 3 o 4 lattine alla settimana, spesso in aggiunta a cocktail alcolici. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alcool? Cosa si nasconde dietro il consumo di alcool? - Che cosa unisce sesso ed alcool   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Come mangiamo noi italiani? Alimentazione Corretta L'Italia è un paese europeo ricco di storia, con diverse culture e dialetti. Il cibo italiano, come la pizza e gli spaghetti, è amato da milioni di persone in tutto il mondo. Ma come mangiano realmente gli italiani? ................................................................................................................................................................... A parte le nostre classiche e ormai affermate tradizioni a tavola, escludendo anche i pasti veloci tra una pausa pranzo o una pausa universitaria e l’altra…ma come mangiamo noi italiani?   Si è svolta a Roma al Centro Congressi il 26 novembre la quinta edizione dell’appuntamento annuale dedicato alla sana alimentazione e alla salute a tavola.   Per questo appuntamento nutrizionisti, medici, dietologi, operatori del mondo alimentare hanno offerto la loro esperienza e il loro sapere per una giornata dedicata al mangiare bene per vivere meglio. Si è partiti facendo riferimento ai risultati di un’indagine su come mangiano e spendono gli italiani, fino alla politica di governo per una sana alimentazione e salute del cittadino. Sono stati trattati anche la sicurezza degli alimenti, che spesso purtroppo passa in secondo piano e presentati una nuova piramide alimentare e uno studio sulle etichette e le informazioni ai consumatori.   Insomma sono stati tanti i temi in agenda nella giornata di convegno, tra i quali anche le diete sane per la salute e il benessere e le terapie necessarie per far fronte a disturbi alimentari. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Corretta Alimentazione, il ruolo del cervello nella Dieta - La giusta colazione   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione Corretta
Mangiare meno carne fa bene e salva l’ambiente Educazione Alimentare Tutti dovremmo scegliere un giorno alla settimana in cui non mangiare carne: questo piccolo sacrificio personale è un metodo efficace per contrastare i cambiamenti climatici e preservare la propria salute.
................................................................................................................................................................... La notizia o meglio la richiesta arriva un po' anche per limitare i cambiamenti climatici: ridurre il consumo di carne fa bene alla nostra salute (come già osservato ampiamente da studi scientifici), ma non solo. Sembra infatti che un nuovo studio voglia mettere in evidenza il concetto che tale riduzione potrebbe anche far bene all'ambiente.   Parlando anche con i numeri, sarebbe opportuno diminuire l'uso e la produzione della carne almeno del 30% in modo tale che questo si rifletta poi positivamente sull'utilizzo e la dipendenza dai combustibili fossili, ritenuti tra i grandi responsabili dei cambiamenti climatici.   I ricercatori inglesi hanno voluto condurre una ricerca per vedere che tipo di impatto hanno gli allevamenti e il consumo di carne sull'ambiente e quindi anche su noi esseri umani. Ricordiamo che con i cambiamenti climatici vi è come conseguenza anche un innalzamento della temperatura.   Diminuendo del 30% (come accennato prima), permetterebbe di evitare la morte per problemi cardiaci ad almeno 18mila persone l'anno, solo all'interno del Regno Unito. Ma non vi allarmate: questo non è un invito a diventare vegetariani, anzi, è solo un consiglio affinché diminuisca l'uso della carne. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla carne? Ingrassare per colpa dei condimenti - Sì a un'alimentazione sana

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Stress e aumento di peso Disturbi alimentariLeggi lo Speciale Stress Ci sono diversi modi in cui lo stress può contribuire a un aumento di peso. Quando siamo sotto stress, la risposta di lotta o fuga viene attivato nel nostro corpo, e ciò porta alla liberazione di vari ormoni.
Se si rimane in questo stato per un periodo di tempo prolungato a causa di stress cronico, la salute diventa a rischio. Oltre a una lunga serie di altri pericoli, lo stress può anche causare aumento di peso.
Nel bene o nel male, stress e aumento di peso camminano di pari passo: molte persone eccessivamente magre, a causa dello stress, tendono a non mangiare, parallelamente c'è invece chi mangia moltissimo.
................................................................................................................................................................... La colpa di tale aumento di peso sarebbe dettata da un ormone (neuropeptide) che in caso di stress, determina l'accumularsi di una maggiore quantità di grassi nel tessuto adiposo.   Questo ormone agisce nei nervi periferici e nel tessuto adiposo; in questo modo lo stress va a stimolare l'aumento di peso. E se mangiamo una quantità doppia di calorie per colpa dello stress, state attente perché l'aumento di peso sarà quadruplo.   Per limitare i danni, è consigliato bere quattro tazze di te verde ogni giorno; se al contrario lo stress vi fa dimagrire, il vostro corpo sta rilasciando noradrenalina, il messaggero chimico che aiuta a bruciare i grassi e ha un'azione contraria quella del neuropeptide Y. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sullo stress? Quando lo stress diventa nocivo? - Il cioccolato alleato di bellezza femminile   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Disturbi alimentari
Frutta esotica per le feste Educazione Alimentare I colori vivaci, le forme un po' strane ed i profumi intensi e particolari della frutta esotica regalano allegria alla tavole natalizie. Che dire la frutta tropicale è un concentrato di benessere e gusto disponibile tutto l'anno nei negozi ortofrutticoli.
Ma vediamo da vicino i frutti più o meno noti.
................................................................................................................................................................... L'avocado è un frutto che cresce in diversi paesi (Sudafrica, Perù, alcuni paesi mediterranei ecc.) e si trova tutto l'anno. E' ricco di vitamine e sali minerali ma anche di proteine e grassi, infatti è un frutto altamente energetico (231 Kcal. per 100gr.). E' consigliato in gravidanza proprio per queste sue proprietà nutrienti e per la sua azione antiossidante. La maturazione del frutto si riconosce dalla morbidezza della polpa.   Il mango ha la caratteristica di avere una buccia elastica con una colorazione che va dal verde al giallo. E' un ottima fonte di vitamina A, necessaria per mantenere una buona vista, e di vitamina C, vitamina dal potere antiossidante ed antiinfiammatorio. E' poco calorico ed ha potere diuretico e lassativo. Per essere consumato la polpa deve essere morbida.   Il bananito è una varietà più piccola delle banana classica ed ha un sapore molto dolce. E' molto ricco di sali minerali e di vitamine, come la banana classica, però ha una maggiore concentrazione di zuccheri e quindi risulta più calorico. Va molto bene in caso di inappetenza e astenia. E' maturo quando iniziano a comparire piccole macchie marroni sulla buccia.   La papaya, frutto dalla polpa molto profumata, è originaria del Costarica e del Brasile ed è anch'essa ricca di vitamina A e C; contiene inoltre molta acqua pertanto è dissetante e poco calorica. Consumata dopo il pasto aiuta la digestione contenendo l'enzima papaina, sostanza presente in molti preparati fitoterapici per l'apparato digerente.   Il passion fruit o maracuja è un frutto nativo del Sud America, ma cresce anche in Zimbabwe ed in Kenia. Ha un sapore vellutato simile all'arancia ed è molto profumato. E' considerato maturo quando la buccia diventa un po' corrugata. E' ricco di vitamine, soprattutto vitamina B12 e betacarotene e sali minerali, soprattutto fosforo e ferro.   Il Phisalis o alchechengi è originario del Perù, di colore giallo arancione è privo di nocciolo ed ha un sapore acidulo. E' ricco di vitamina C ed ha un effetto lassativo e diuretico. Si mangia come una ciliegia ed è maturo quando l'involucro esterno è molto secco ma ancora chiuso.   Esistono poi altri frutti esotici, magari meno noti, che hanno delle particolarità interessanti. Una caratteristica comune di tutti questi frutti è la versatilità in quanto li si può utilizzare in cucina in tantissimi modi, combinati con il salato oppure al dolce, a seconda della fantasia. Comunque nei loro paesi di origine sono utilizzati nei più svariati modi, anche nelle salse più improbabili. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla frutta? I pericoli della dieta urto - Sì ad un alimentazione sana

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Allattare fa bene alla mamma e al bambino BambiniLeggi lo Speciale Diabete mellito Come mamma, una delle cose migliori che puoi fare per il tuo bambino è allattarlo al seno. L'allattamento al seno è più che una scelta di vita - è una scelta importante per la salute. Questo tempo dedicato al bambino è tempo ben speso anche per la mamma. L'allattamento non è solo una buona pratica per alimentare il bambino, ma un'occasione per ogni mamma di vivere una meravigliosa esperienza. Scopri come l'allattamento al seno può essere una delle cose più importanti per la mamma e il bambino!
................................................................................................................................................................. Le polemiche in merito non si fermano, c'è chi dice che sia giusto allattare e chi invece si conferma contrario. Di certo chi dispone della possibilità di allattare non dovrebbe mai far ricorso al latte in polvere e quindi artificiale; il latte materno è molto ma molto salutare per il neonato.   Ma la bella notizia riguarda proprio le mamme: qualora decidessero di allattare al seno, potrebbero avere meno rischi di sviluppare una serie di fattori che vanno a causare il diabete e le malattie cardiache. Viene chiamata la “sindrome metabolica”: secondo i ricercatori le donne senza diabete gestazionale che avevano allattato al seno per più di un mese, potevano poi contare su una probabilità ridotta del 39-56% di sviluppare la sindrome, a seconda della durata nel tempo del periodo di allattamento. .................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sul rapporto tra mamma e bambino? Come perdere peso dopo il parto? - Pausa merenda con noci e frutta secca

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Le proprietà curative di Orzo e Melograno VitamineLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

Gli alimenti spesso hanno lo stesso tipo di proprietà terapeutiche delle erbe e delle medicine, solo che negli alimenti queste proprietà terapeutiche sono più leggere, mentre le proprietà nutritive sono più accentuate. In generale, la frutta tende a essere sedativa e rinfrescante e ha un effetto diuretico.
In particolare il frutto e il succo di melograno stimolano la peristalsi dello stomaco e aiutano l'intestino pigro, mentre la buccia può essere utilizzata per un decotto che dà sollievo da diarrea, emorroidi e parassiti intestinali.
Anche i semi sono una buona fonte di proteine, e l'orzo era il cereale preferito dalla medicina naturale nell'antichità classica.
..................................................................................................................................................................................................................... Appurato che anche per le persone al di sopra dei 60 anni sia consigliabile esporsi quotidianamente alla luce del sole per favorire la sintesi della vitamina D, responsabile dell'assimilazione del calcio nelle ossa, spesso questo non basta per mantenere una buona elasticità ossea ed è per questo che la ricerca in campo nutrizionista e medico ha studiato alcuni prodotti naturali che possono aiutare a risolvere i problemi più comuni nell'anziano, come appunto la fragilità ossea, artrosi, problemi neurologici e cardiovascolari.   Le due principali sostanze naturali sono l'orzo pregermogliato ed il succo di melograno. L'orzo è un cereale fra i più completi dal punto di vista nutrizionale: ricco di vitamine A, B ed E, di sali minerali; è inoltre ricchissimo di fosforo ed è per questo che è considerato un notevole remineralizzante osseo.   È anche utilizzato come ricostituente grazie al suo potere energetico. In commercio si trova sotto forma di macinato, di malto ecc; tuttavia quello che più interessa, per le sue proprietà curative, è quello pregermogliato. Si utilizza la polvere derivata dalla macinazione dei chicchi raccolti prima che essi germoglino cioè nella fase in cui si ha la maggiore concentrazione di principi attivi della pianta.   L'orzo può essere consumato a cicli di uno o due mesi in cui se ne assumono due cucchiai al dì anche sciolti in acqua o aggiunti allo yogurt.   Il succo di melograno è ricco di flavonoidi, sostanze che aiutano a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari e a mantenere elastiche le pareti dei vasi sanguigni, molto utile per prevenire l'arteriosclerosi. E' inoltre ricchissimo di vitamina C, pertanto ha un effetto altamente antiossidante (previene l'invecchiamento) e ringiovanisce i tessuti anche nervosi, è per questo che il succo di melograno è indicato in caso di Alzheimer.   Il succo di melograno è un integratore di vitamine particolarmente adatto per le donne anziane in quanto una ricerca recente ha riscontrato che esso aiuta a superare le depressioni da menopausa e ad aumentare la densità ossea. Con il melograno si seguono cicli di tre settimane in cui al mattino a digiuno se ne assumono 20 ml (un misurino) diluito in un bicchiere d'acqua. Il succo di melograno si trova in tutte le erboristerie ed in tutte le farmacie che trattano prodotti naturali. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull'orzo e le proprietà nutritive degli alimenti? Leggi La celiachia non è più un problema - Fame nervosa e Alimenti blocca fame   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Corretta Alimentazione, il ruolo del cervello nella Dieta Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale Dieta Paleolitica Riflettiamo insieme sull’importanza di una corretta alimentazione e sul perché si ingrassa, certo tutti sanno che il problema sta nella vita preoccupantemente sedentaria che più o meno tutti svolgiamo, e che mangiamo troppo rispetto a quello che consumiamo.
Il lavoro è diventato sempre più intellettuale e la maggioranza di noi ha perso il contatto con il proprio corpo, spesso agiamo come se non l'avessimo e fossimo un tutt'uno solo con il cervello.
..................................................................................................................................................................................................................... Noi tutti siamo inseriti in un sistema sociale e comunicativo nel quale si pone l'enfasi sul “tutto subito” (diete mordi e fuggi, diete miracolose ecc.) e soprattutto nel quale il ruolo della pubblicità è diventato enorme: sembra che ognuno di noi non sia più in grado di scegliere ciò che è meglio per se stesso senza un piccolo aiutino da parte dello spot. È’ la televisione spesso che ci suggerisce i canoni di una corretta alimentazione.   Le prime vittime di tutto questo bombardamento riguardante il cosiddetto “junk food” sono i bambini e gli adolescenti. La famiglia per lavoro è assente, i ragazzi per passare il tempo guardano la TV invece di uscire e giocare con gli amici; e perché lo dovrebbero fare? non è forse vero che gli stessi genitori si comportano così?   I ragazzi sono indifesi perché non hanno ancora sviluppato una consapevolezza sulle scelte anche alimentari pertanto in mancanza dei genitori la guida è la TV stessa.   E questo è molto grave in quanto la nuova generazione cresce senza avere alcuna cognizione, alcuna consapevolezza di cosa vuol dire corretta alimentazione, avendo anzi un rapporto deteriorato con il cibo ed il proprio corpo (non imparano a rispettarlo e ad amarlo) e probabilmente questa disinformazione verrà passata alla generazione futura.   L'alimentazione inoltre si sta omologando quasi dappertutto, almeno nei paesi in cui arrivano gli spot, pertanto si sta perdendo anche la radice culturale dell'alimentazione e delle buone tradizioni naturali.   I bambini e gli adolescenti, ma anche gli adulti, seguono una dieta iperproteica (eccesso di proteine animali), iperlipidica (eccesso di grassi saturi), iperzuccherina ed ipersalina. Non viene ingerita sufficiente quantità di fibra e di sali minerali come il calcio ed il ferro. Spesso le calorie sono mal distribuite durante la giornata e moltissime persone saltano la prima colazione.   Si diceva il cervello... esso non è un'entità separata dal resto del corpo, ma vediamo come sia legato anche al senso di sazietà.   Esiste una comunicazione continua e sottile fra il tessuto adiposo, il tratto gastrointestinale ed il sistema nervoso centrale costituita da segnali biochimici che vengono elaborati dal cervello e vengono trasformati in risposte, sempre biochimiche, che regolano i vari equilibri tra cui quello esistente fra senso di sazietà e senso di fame. Una delle molecole adibita al trasporto dei segnali è la leptina che viene prodotta dal tessuto adiposo, questa viene processata dall'ipotalamo e regola il senso di sazietà.   Altre molecole intervengono nel definire questo equilibrio e la loro produzione viene regolata nel tratto gastrointestinale durante il pasto. La produzione di queste sostanze regolatrici dipende da alcuni fattori, uno è quello congenito (informazioni del DNA immagazzinate dentro le cellule) ma ancora più importante è lo stile di vita che ha la persona perché esso modifica la produzione e la reattività dei biotrasmettitori almeno per un 70%. Da qui l'importanza di una corretta alimentazione per noi e per i nostri figli, ma ancora prima di una corretta educazione alimentare e di un cambiamento delle nostre abitudini. .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla dieta? Una dieta depurativa per la salute - I carboidrati proteggono il cuore   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Educazione Alimentare
Feel Good Food: alimenti antistress Educazione AlimentareLeggi lo Speciale Stress Le nostre menti e i nostri corpi danno il meglio di sé meglio quando stanno ricevendo gli alimenti giusti, pieni di vitamine e minerali essenziali. Mangiare per eliminare letteralmente lo stress con alcuni cibi denominati Feel Good Food: potrete che non solo aumentare la vostra energia in generale, ma anche contrastare gli effetti dannosi della rabbia sul corpo. L'alimentazione può essere la chiave di volta per la gestione dello stress e gli alimenti Feel Good sino così facili da trovare che dovranno essere sempre presenti nella dispensa della vostra cucina se vorrete aver un bel sorriso rilassato sulle labbra.
..................................................................................................................................................................................................................... In America vengono chiamati Feel Good Food, i cibi che aiutano a sentirsi meglio nei maggiori periodi di stress esistono davvero, e sono 10.   Scopriamoli insieme: gli spinaci sono molto adatti perché sono ricchi di acido folico e fibre solubili, il salmone, latte scremato, semi di lino, more, uova fortificate con Omega 3, sardine, semi di soia, soia e Cavolini Di Bruxelles.   Per vivere bene e in forma, bisogna seguire una dieta equilibrata. Quelli che leggete qui sopra sono gli ingredienti più ricchi di sostanze antistress. Un valido aiuto durante i periodi più neri della vita, non trascurate la buona abitudine di mangiare sano e anche il vostro organismo ne risentirà. In America il successo è strepitoso, tanto da pubblicare anche un libro sull'argomento.   .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sugli Alimenti? Il kiwi fa bene alla salute - I carboidrati proteggono il cuore

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Anoressia: primi sintomi già a 12 anni Disturbi alimentari Bambini e adolescenti che soffrono di disturbi alimentari come l'anoressia possono sviluppare complicazioni mediche acute e croniche che riguardano diversi organi. Inedia e disidratazione possono portare più rapidamente a complicazioni gravi nei bambini e negli adolescenti che negli adulti. Complicanze invalidanti sono possibili quando l'anoressia si manifesta durante i periodi di crescita delle ossa e di sviluppo degli organi. I disturbi alimentari e in particolare l'anoressia sono spesso associati a gravi danni biologici, psicologici e sociali in questa fascia d'età e sono la terza causa di malattia cronica nelle ragazze adolescenti.
L'identificazione precoce è essenziale per ridurre le complicanze invalidanti di disturbi alimentari come l'anoressia.
..................................................................................................................................................................................................................... L’anoressia è sempre fonte di nuove preoccupazioni per gli esperti che si occupano di curare e combattere la diffusione dei disturbi alimentari. Nuove ricerche hanno messo in luce che, nonostante le campagne di sensibilizzazione e gli inviti ad agire rivolti a scuole, famiglie e consultorii, l'anoressia è purtroppo sempre più presente e minacciosa. Inoltre si è di fronte ad un a dir poco allarmante abbassamento dell'età in cui questa tremenda patologia si manifesta per la prima volta.   La Dottoressa Maria Gabriella Gentile, responsabile del "Centro per la Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare", facente capo all'ospedale Niguarda di Milano, ha descritto la situazione attuale sottolineando che, ad oggi, le dodicenni che presentano i sintomi dell’anoressia sono sempre più numerose. "Fino a 8-9 anni fa - ha spiegato la Dottoressa Gentile - non esistevano casi simili. Oggi nei centri specializzati i bambini sotto i 12 anni sono sempre di più".   La Gentile, attiva dal 1999 nel monitoraggio dell'incidenza dell'anoressia, ha esaminato più di 500 pazienti affetti da questa malattia. Secondo le sue ricerche, il 50 per cento dei malati inizia ad avere i primi problemi attorno ai 16 anni. Inoltre, negli ultimi anni, sono sempre più numerosi i casi di malati che vedono la comparsa attorno ai 12 anni dei sintomi dell’ anoressia.   Lucia D'Addezio .....................................................................................................................................................................................................................
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Fibre alimentari: regolare l’intestino pigro Fibre Le fibre alimentari sono sostanze naturali di grandissima importanza per il benessere intestinale e digestivo in genere. Il nostro sistema digestivo ha bisogno delle fibre alimentari per essere stimolato nelle sue funzioni.
..................................................................................................................................................................................................................... Le fibre alimentari sono contenute in frutta, verdura, legumi e cereali e a causa della loro struttura chimica non vengono assimilate nello stomaco e passano inalterate nell'intestino nel quale subiscono una fermentazione da parte della flora batterica; la flora batterica infatti si nutre delle sostanze contenute nelle fibre.   Le fibre, oltre che fare massa e nutrire la flora, assorbono molta acqua e quindi aumentano di volume agevolando la funzione peristaltica. Il colon, grazie a loro, è stimolato a fare i suoi movimenti (come se facesse della ginnastica) e perciò le fibre sono adatte per rieducare un intestino pigro. La loro azione infatti non è immediata, come quella di un normale lassativo, ma dà frutti nel tempo.   Oggigiorno tutti i dietisti ed i nutrizionisti raccomandano un'assunzione giornaliera di fibre pari a circa 20/25 gr. da ottenere con una sana alimentazione o con l'apporto di integratori. Alcune regole per assumere le fibre necessarie. Se non vi sono particolari patologie, per le quali è opportuno affidarsi al medico, di seguito sono riportate alcune semplici regole per arrivare ad assumere la quantità consigliata di fibre (20-25 gr.)   Per prima cosa aumentare il consumo di pane (200 gr. al giorno) e questo deve essere al 100% integrale; consumare cereali integrali a colazione (almeno 50 gr. al giorno); aumentare il consumo di verdura e di frutta per arrivare ad 400 gr. al giorno; aumentare l'uso di legumi, come piselli, fagioli, ceci ecc. ed usare all'occorrenza integratori di fibre ad hoc.   L'assunzione di fibre alimentari non è però solo questione di quantità ma anche di qualità. Sarebbe opportuno, come si diceva prima, che esse avessero tre caratteristiche: la capacità di aumentare di volume, di rendere le feci morbide e di nutrire la flora batterica (effetto probiotico).   Dal punto di vista fitoterapico esistono piante che forniscono fibra di qualità. Il glucomannano e lo psillio hanno notevole capacità di assorbimento, rendono le feci morbide e hanno caratteristiche probiotiche. L'inulina (fibra derivata dal fruttosio) invece ha una forte azione probiotica.   Da questi piccoli esempi si comprende come sia possibile abbinare diversi tipi di fibre conoscendone le proprietà per avere effetti positivi e ridurre al massimo quelli negativi. Lo stesso discorso vale anche per i cibi: per alcune persone ad esempio potrebbero essere più idonee fibre presenti nei cereali e per altre quelle presenti nei legumi.   Tutto dipende anche dal tipo di persona e dal suo regime alimentare; un altro esempio può essere la mucillagine che si ricava dalla Malva che ha quasi esclusivamente un'azione lenitiva delle mucose e che quindi può essere abbinata, per rieducare e riequilibrare l'intestino, ad altre fibre alimentari ad effetto volume. .....................................................................................................................................................................................................................
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Carenza di vitamina B12 in gravidanza può causare la spina bifida Gravidanza La B12 e i folati sono vitamine del complesso B che sono necessarie per la normale formazione dei globuli rossi e dei tessuti, per la riparazione cellulare e per la sintesi del DNA. Dato che il corpo accumula nel fegato riserve di vitamina B12 e di folati sufficienti per un periodo che va dai 3 a 5 anni, la carenza di queste vitamine e i sintomi a essa associati possono richiedere mesi o anni per manifestarsi negli adulti. Neonati e bambini mostrano invece segni di carenza più rapidamente, in quanto non hanno ancora accumulato una riserva abbastanza ampia.
..................................................................................................................................................................................................................... Secondo una ricerca, la carenza di vitamina B12 esporrebbe il bambino ad un rischio cinque volte più alto di nascere con difetti congeniti come la spina bifida o l'anencefalia.   L'alimentazione delle future mamme durante i nove mesi di gravidanza é fondamentale ma spesso, anche se equilibrata, non è sufficiente a fornire l'apporto di tutti i nutrienti necessari a garantire il benessere e la salute del nascituro.   Una particolare attenzione va mostrata da due categorie di donne: le vegetariane ed in generale chi consuma poca carne, in quanto la vitamina B12 è prevalentemente contenuta in alimenti di origine animale e nella carne, e le gestanti con problemi intestinali, che di frequente possono provocare un difficile assorbimento delle vitamine e dei minerali.   Nutrienti basilari come la vitamina B12 potrebbero risultare carenti e, in questo caso, é consigliabile supplire alla suddetta deficienza non solo attraverso un'alimentazione mirata ma anche con l'ausilio di integratori specifici. Una carenza di vitamina B12 esporrebbe infatti il bambino ad un rischio cinque volte più alto di nascere con difetti congeniti anche gravi. Un esempio è quello di problemi del tubo neurale come la spina bifida o l'anencefalia, quest'ultima mortale.   A mettere in guardia le gestanti é uno studio pubblicato sul magazine specializzato “Pediatrics” e condotto dai alcuni ricercatori del National Institutes of Health, del Trinity College di Dublino e dell'Health Research Board (HRB) irlandese.   L'importanza di questo studio é indubbia perché, come hanno spiegato i ricercatori, un apporto adeguata di vitamina B12 già nel periodo precedente alla gravidanza permetterebbe di scongiurare numerosi problemi del feto. Lo sviluppo del cervello e del midollo spinale del bambino, di fatto, predispone il suo avvio già a partire dal 28esimo giorno dal concepimento. Molte donne in questo periodo così ristretto spesso non fanno in tempo ad accorgersi di essere rimaste incinte.   Il cervello e il midollo spinale del nascituro, le aree interessate dalla carenza di vitamina B12 in gestazione, possono essere tutelati con un corretto apporto della già menzionata vitamina ma anche con l'assunzione di acido folico durante la gravidanza.   La ricerca scientifica è stata svolta attraverso il monitoraggio di tre gruppi di volontarie. Gli scienziati hanno analizzato il sangue prelevato nel periodo compreso tra il 1983 e il 1990 da tre differenti gruppi di donne irlandesi. Il periodo scelto come base per la raccolta dei campioni, da 1983 al 1990, non é casuale: le donne irlandesi in quegli anni di rado assumevano integratori di vitamine prima del concepimento o nei primi mesi di gravidanza.   Il primo gruppo era formato da 95 donne incinte alle quali era stato diagnosticato un difetto del tubo neurale del feto; il secondo gruppo comprendeva 107 madri di bimbi nati con una malformazione del tubo neurale e, all'epoca dello studio, incinte di un figlio sano; il terzo gruppo era composto da 76 gestanti con una condizione del tutto simile alle 95 del primo gruppo ma già coinvolte in un altro studio clinico.   La ricerca ha mostrato che nelle donne che presentavano livelli di vitamina B12 inferiori ai 250 mg/ml prima della gravidanza il rischio di partorire un figlio con problemi del tubo neurale aumentava da 2,5 a 3 volte rispetto alle donne con alti apporti di B12. Inoltre, la misurazione dei livelli di B12 e di folati nelle volontarie partecipanti allo studio comparata con le analisi delle madri incinte di bimbi sani ha permesso di rilevare che il rischio di dare alla luce un bambino con difetti congeniti era di 5 volte maggiore nelle donne con livelli di vitamina B12 bassi, compresi tra 0 e 149 mg/ml.   Lucia D’Addezio .....................................................................................................................................................................................................................
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La giusta colazione Alimentazione Corretta "Fai colazione: è il pasto più importante della giornata!" Ma perché i genitori fanno sempre questa raccomandazione?
Bene, immagina di essere una macchina. Dopo una lunga notte di sonno, il serbatoio è vuoto. La prima colazione è il carburante che ti farà vivere la tua giornata con tutto lo sprint necessario.
Ma che cosa si dovrebbe mangiare a colazione?
Certo è che qualsiasi colazione è meglio di nessuna colazione, ma cercate di non mangiare sempre e solo bomboloni e caffè. I dolci fritti hanno un alto contenuto di calorie, di zuccheri e grassi; inoltre non contengono le sostanze nutritive di cui a colazione si ha realmente bisogno.
..................................................................................................................................................................................................................... Il rito è sempre uno: subito dopo aver aperto gli occhi alla mattina nasce in tutti noi la voglia di alzarci, prepararci magari un bel caffè e subito dopo liberare la nostra fame con una buona e abbondante prima colazione. Questo è il giusto comportamento, perché la prima colazione è il pasto più importante della giornata e non possiamo dimenticare che le calorie che vengono assunte la mattina (qualora fossero anche elevate) sono bruciate con molta facilità e soprattutto permettono di regolare il tipo di fame che si svilupperò durante il giorno.   Dolce o salato? Siete tipi da uova strapazzate, pane, prosciutto cotto e quant’altro? Del resto non l’ha mai detto nessuno che la colazione debba essere dolce a tutti i costi. Se non amate le bevande calde, potete fare affidamento su una spremuta d’arancia (quando è periodo!), nucleo naturale di vitamina C, consumando magari anche uno yogurt e un frutto.   Per chi ama affidarsi al “classico” allora non possono mancare il cornetto caldo e una tazza di cappuccino, o latte magari consumate al bar, ma mi raccomando, prendete il vostro tempo e non correte quando dovete mangiare, soprattutto davanti ad una bella prima colazione che può servire per tracciare l’inizio della giornata. .....................................................................................................................................................................................................................
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Troppe fibre? Gravidanza difficile Gravidanza Ciò che si mangia durante la gravidanza influisce sulla salute e sullo sviluppo del bambino nel grembo materno. Non esiste una dieta speciale per la gravidanza, ma è essenziale seguire un regime alimentare ben equilibrato e ricco di sostanze nutritive. Mangiare per due è un vecchio mito e non è necessario mangiare il doppio! Ma anche scegliendo una dieta varia, ci sono alcuni alimenti che è necessario evitare o limitare, come le fibre.
..................................................................................................................................................................................................................... Secondo una recente ricerca le donne che assumono cibi ricchi di fibre sono soggette a cicli anovulatori frequenti e a livelli troppo bassi di estrogeni. Queste condizioni sono fondamentali per riuscire nel concepimento e in una buona gravidanza, quindi attenzione a mangiare troppe fibre. Lo studio è stato effettuato dal National Institute of Child nel Maryland, le difficoltà di concepimento molto spesso sono collegabili all'assunzione di troppe fibre.   Non c'è dubbio che mangiare cibi ricchi di fibre aiuta a prevenire il diabete, il cancro al seno e molte altre patologie, ma bisogna riuscire ad avere una dieta che sia equilibrata. Bisogna sottolineare che i cicli anovulatori frequenti, sono da collegare anche ad una attività fisica troppo intensa.   Le donne che hanno alti livelli di estrogeni e cicli anovulatori frequenti, hanno un ciclo mestruale irregolare. Quindi attenzione a mangiare troppe fibre, cercate di non abusarne altrimenti il rischio di non riuscire a concepire o di avere una gravidanza difficile può essere alto. .....................................................................................................................................................................................................................
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Mamma e figlia, attente ai disturbi alimentari Disturbi alimentari Crescere ed educare dei figli sani - in particolare le ragazze - è difficile in un'epoca in cui lo standard è un corpo perfetto. È fin troppo facile cadere preda di disturbi alimentari o avere rapporti poco sani con peso, cibo o immagine del corpo. Sembra che costruire un buon rapporto tra madre e figlia sia particolarmente importante per aiutare le ragazze a crescere con buone abitudini alimentari, un buon livello di autostima e un'immagine positiva del proprio corpo. La chiave, dicono gli esperti, è quella di scegliere abitudini di vita, come un'alimentazione sana ed esercizio fisico regolare, perché si è scelto di vivere bene e in buona salute, e non solo per perdere peso velocemente o riuscire a indossare un abito.
..................................................................................................................................................................................................................... Purtroppo la notizia di oggi è abbastanza allarmante e si rivolge in primis a tutte le mamme o future mamme. Il Daily Mail ha effettuato un sondaggio tra le sue numerose lettrici: dopo aver intervistato ben 500 giovani adolescenti inglesi, 12 e 18 anni, è emerso che il 6% delle ragazze soffre di disturbi alimentari, il 10 % quando c’è una mamma che segue una dieta. Leggete con attenzione mamme: questo sondaggio parla chiaro e significa che se seguite una dieta ipocalorica e siete impeccabilmente ossessionate dalla linea perfetta, le vostre figlie hanno il doppio di possibilità di scontrarsi con disturbi alimentari, primo su tutti l’anoressia.   Il 59% di queste ragazze, seguendo proprio l’esempio che vedono proposto all’interno della famiglia, comincia già ad avere un rapporto conflittuale con il cibo e quindi, in seguito, a diventare maniacali nei confronti di ogni genere si alimento sin dalla giovane, giovanissima età. Non è particolarmente piacevole pensare che la maggior parte delle adolescenti con disturbi alimentari dice di essere stata influenzata dalla mamma e dal tipo di rapporto che lega quest’ultima al cibo. Parallelamente bisogna prestare attenzione a come si entra in relazione con le proprie figlie qualora queste eccedano nel mangiare troppi grassi: un atteggiamento predominante, urla e troppe sgridate spiazzano le ragazzine (o addirittura bambine!) che si relazionano poi al cibo con un assoluto rifiuto perché si sentiranno inadeguate al proprio corpo. .....................................................................................................................................................................................................................
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Depressione da cibo Disturbi alimentariLeggi lo speciale Depressione bipolare

Una dieta ricca di alimenti molto elaborati e di grassi aumenta il rischio di depressione. Ed è cosa nota che le persone che mangiano molta verdura, frutta e pesce in realtà vanno incontro a un minor rischio di depressione. Le cause della depressione possono variare in base all'individualità, ma spesso dimentichiamo di prendere in considerazione le abitudini alimentari come possibili cause di disturbi psicologici. Con una maggiore attenzione alla complessità biologica della salute umana, anche il cibo può aiutare a prevenire e combattere la depressione.
..................................................................................................................................................................................................................... Tenendo sotto mani i dati che riguardano l’obesità, non c’è da stare molto tranquilli. Il tutto si riflette sul tanto discusso cibo spazzatura; prima di tutto è bene ribadire la solita notizia, secondo la quale il junk food crea dipendenza, ed ora c’è dell’altro. Vi dico solo una parola: depressione. Praticamente è come trovarsi di fronte alla droga: più ne mangi e consumi, e più ne vorresti mangiare e bere.   A causare depressione sarebbe la scarsa presenza di antiossidanti contenuti all’interno; chi segue un'alimentazione ricca di dessert e cibi grassi ha il 60% di probabilità in più di andare incontro a periodi di depressione soprattutto se confrontato con coloro che invece mangiano più pesce, frutta e verdura. Lo dicono gli scienziati londinesi! Sono numerosi i fattori che contribuiscono all’insorgenza della depressione, ma l'alimentazione sembra influire in modo importante sulla chimica del corpo umano.   Un ricercatore spiega che la forte quantità di antiossidanti contenuta nei vegetali e nella frutta sembra avere effetti protettivi per previre la depressione. Mangiare grandi quantità di pesce rifornisce il corpo umano di acidi grassi, elementi moltoi efficaci nella prevenzione e cura della depressione. .....................................................................................................................................................................................................................
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Il kiwi fa bene alla salute Educazione Alimentare Il kiwi è una ricca fonte di vitamina C e il suo contenuto di potassio è leggermente inferiore a quella di una banana. Il kiwi contiene anche vitamina E e una piccola quantità di vitamina A. La pelle del kiwi è una buona fonte di antiossidanti flavonoidi, mentre l'olio di semi di kiwi contiene in media il 62% acido linoleico, un acido grasso ricco di omega-3. Di solito un kiwi di medie dimensioni contiene circa 46 calorie, 0,3 g di grassi, 1 g di proteine, 11 g di carboidrati, 75 mg di vitamine e 2,6 g di fibre alimentari.
..................................................................................................................................................................................................................... Che la frutta faccia bene non è di certo una notizia nuova, oggi vi vogliamo presentare un alleato ideale per la vostra salute: il Kiwi. Un frutto molto buono che contiene molta vitamina C, l'ideale per mantenersi in salute sopratutto con l'arrivo dei primi freddi.   Recentemente è stata effettuata una ricerca da scienziati neozelandesi, che attesta gli innumerevoli benefici contenti all'interno del kiwi. Un alimento perfetto per prevenire disturbi al fegato e che garantisce un sangue perfetto grazie all'azione effettuata sui leucociti. Una caratteristica da non sottovalutare visto che il fegato è l'organo essenziale per vivere a lungo e bene, visto che la sua funzione e quella di filtrare le sostanze dannose per il corpo.   Quindi mangiare quotidianamente un kiwi, insieme a un'alimentazione regolare apporta numerosi benefici. Quindi oltre alla mela, ogni giorno mangiate anche un kiwi e il vostro corpo vi ringrazierà. .....................................................................................................................................................................................................................
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Persone sensibili a rischio aumento peso Disturbi alimentari Le persone sensibili ed empatiche sono molto influenzabili da tutto e tutti intorno a loro, e spesso risultano essere anche "troppo sensibili", in particolare nel corso dell'infanzia. I sensibili sono generosi, gente che si impegna, persone gentili che vogliono piacere e rendere felici gli altri, e spesso tendono a fare volontariato, o a lavorare per aiutare gli altri in qualche modo. Le persone sensibili, specialmente se donne, possono però avere una tendenza a essere sovrappeso, in particolare durante l'infanzia, perché usano il loro peso come una sorta di scudo per proteggersi dalle energie negative degli altri.
..................................................................................................................................................................................................................... Siete persone che amano parlare e soprattutto ascoltare qualcun altro mentre cerca di condividere con voi il proprio dolore, le proprie emozioni? È una dote, un qualcosa che non tutti riescono a fare, è davvero difficile saper ascoltare e magari consigliare le persone senza essere o risultare patetici. E io che credevo di avere una certa “abilità” riuscendo a fare tutto ciò, invece no: le persone troppo sensibili o che comunque riescono ad instaurare frequentemente rapporti di empatia, hanno una maggiore tendenza a ingrassare.   Tali individui vengono assorbiti dal dolore a devono trovare un ulteriore modo per sfogarsi; ecco allora che la dieta, il cibo, in questo, è l’arma più efficace! Del resto tutti necessitiamo di una “valvola di sfogo”, soprattutto le persone ipersensibili tendono a farsi carico dei problemi degli altri, a somatizzare e, nel lungo periodo, si trovano attorniati da malumori e preoccupazioni altrui che finiscono per causare ansia e il tutto porta ad uno sfogo nel cibo e quindi mangiando più del dovuto. Se, come me, vi riconoscete in questo tipo di persona, cercate di stare attente: aiutare chi abbiamo vicino è davvero un bel gesto, ma nel limite! Non caricatevi di tutti i loro problemi! .....................................................................................................................................................................................................................
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Papaia: il frutto anti-cellulite Educazione AlimentareLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
Leggi lo speciale Cellulite

La papaia non è solo un frutto colorato e gustoso, ma fornisce anche molte vitamine, soprattutto del gruppo B, diverse molecole antiossidanti come i flavonoidi, il carotene e la vitamina C, così come folati, tracce di minerali, acido pantotenico, potassio, magnesio e molte fibre.
Questa vasta gamma di principi nutritivi rende la papaia molto nutriente, i suoi benefici per la salute sono numerosi e vanno dalla riduzione dei rischi di sviluppare malattie cardiovascolari, alla protezione contro il cancro al colon.
Un enzima proteolitico contenute nella papaia, la papaina, è molto simile alla bromelina (l'equivalente nel frutto dell'ananas) e viene spesso utilizzata per trattare allergie ed è comunemente impiegata per il trattamento di lesioni sportive.
..................................................................................................................................................................................................................... Può proteggere la pelle, stimolare il sistema cardio/circolatorio, combatte soprattutto cellulite e ritenzione idrica, svolge un’azione disintossicante, facilitare la digestione e anche rinforzare il sistema immunitario. Siete in cerca di tutto questo e non avete ancora trovato una risposta ed un rimedio? È molto più facile di quanto pensiate, basta chiedere aiuto ad un frutto: tutto questo è contenuto all’interno della papaia, frutto a calorie zero che si è rivelato non solo ricco di molte sostanze nutritive per il nostro organismo, inoltre può ridurre gli accumuli di cellulite. Ricco di sali minerali (quali iodio, calcio, fosforo, magnesio, ferro) e di vitamina A, B5 e C.   Ottimo frutto tropicale di grandi dimensioni, la papaia è facile da trovare anche nel nostro paese; la sua polpa è gustosa, il suo sapore può ricordare un concentrato di albicocca e fragola. Evitate di mangiare i semini contenuti al suo interno, non solo perché sono piccanti, ma perché non sono proprio troppo consigliati. Le migliori soluzioni per mangiare la papaia è di certo sfruttandone le qualità grazie ad un bel frullato, oppure addizionata ad altra frutta in una macedonia. .....................................................................................................................................................................................................................
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Tisane miracolose contro il gonfiore Ricette Ci sono molteplici trattamenti per alleviare il gonfiore ma soprattutto le tisane sono molto efficaci nel trattamento di questo fastidio. Consumando tisane alle erbe è possibile sbarazzarsi del gonfiore addominale, anche per sempre. Ci sono vari tipi di tisane da scegliere per controllare e alleviare questo disturbo.
..................................................................................................................................................................................................................... Davanti a questo tipo di “fastidio”, i chili di troppo presi mangiando dolcetti sono davvero nulla a confronto! Sto parlando del fastidioso ed antiestetico gonfiore addominale che può essere causato da tantissimi fattori in grado di renderlo uno dei fastidi più difficili da combattere. Alimentazione sbagliata, disturbi gastrointestinali e abitudini dannose portano un senso di gonfiore che talvolta può causare vero e proprio dolore.   Come combatterlo? Un’alternativa naturale molto efficace sono le tisane e gli infusi. La tisana sgonfiante potete tranquillamente prepararla a casa: Finocchio (40gr.), Anice verde (20gr), Cumino (10gr), Cardamomo (5gr), Menta piperita (5gr). Fate bollire l’acqua e lasciate il mix di erbe in infusione per almeno 10 minuti.   Se volete invece provare una tisana depurativa allora ecco gli ingredienti: lavanda (30gr), semi di finocchio selvatico (25gr), chiodi di garofano (5gr), fiori di arancio (25gr), radice di liquirizia (5gr) e cannella (5gr). .....................................................................................................................................................................................................................
Vuoi leggere altre ricette? Due ricette in quindici minuti - Tre ricette per mettere in tavola l’estate

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Una mela al giorno… Educazione Alimentare Una mela al giorno toglie il medico di torno? Ma perché? Sai veramente che cosa rende una mela così speciale? Perché è che non abbiamo mai sentito che un'arancia o una banana al giorno toglie il medico di torno? La mela ha proprietà che altri tipi di frutta non hanno e i suoi benefici si sono stati dimostrati straordinari. In realtà è possibile ottenere gli stessi benefici mangiando altri frutti, ma con una mela è più semplice perché essa contiene tutte le sostanze che ci sono necessarie a prenderci cura della nostra salute.
..................................................................................................................................................................................................................... Una mela al giorno… per combattere l’asma (solo se contemporaneamente si smette di fumare). Una mela al giorno… per i giovani che se assumono poche vitamine rischiano sintomi respiratori più severi. Vi siete mai resi conto che mangiare una mela fuori pasto, quando veniamo colti da quel languorino, ci permette di sentirci sazi? Questo è grazie all’acqua e alle fibre che essa contiene.   Una ricerca in merito, effettuata su 2mila studenti americani di scuola superiore per la durata di un anno intero, ci ha permesso di venire a conoscenza di tali importanti scoperte. A tutti questi ragazzi è stato sottoposto un questionario che riguardava le abitudini alimentari, l’uso di medicinali e il fumo; successivamente tutti i partecipanti sono stati sottoposti a test respiratori. È probabile che le abitudini alimentari riflettano quelle dell’infanzia; un terzo dei ragazzi dello studio era soprappeso e il 72% non assumeva preparati multivitaminici. Circa il 25% fumava quotidianamente e almeno un terzo non consumava le dosi giornaliere raccomandate di frutta e vegetali, vitamine A e E, beta carotene e omega-3. La mela è un ottimo prodotto che viene in aiuto di tutto ciò, si può consumare in molti modi diversi, non necessariamente cruda. È vero che sarebbe opportuno seguire una dieta più equilibrata e ricordare che una corretta alimentazione è indispensabile sì per mantenere un buono stato di salute, ma è anche un fattore di buona respirazione. .....................................................................................................................................................................................................................
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La celiachia non è più un problema Allergie e Intolleranze La sintomi della celiachia sono diarrea cronica, ritardo della crescita e stanchezza, ma a volte possono non essere presenti e il numero di diagnosi asintomatiche è in crescita.
glutine, un insieme di proteine contenute nel frumento, nell’orzo, nella segale, nell’avena, nel farro e nel kamut. Entro un paio di anni, al massimo tre, sarà disponibile sul mercato la pillola anti-celiachia che consentirà ai malati di mangiare anche il glutine. L’annuncio è stato fatto in concomitanza con le celebrazioni per i trenta anni di attività dell’Associazione Italiana Celiachia.   La pillola resta in fase finale di sperimentazione che ha coinvolto 200 pazienti a cui il farmaco è stato somministrato diverse volte al giorno prima di ogni pasto, per 6 settimane; tale pillola inibisce una proteina che regola l’intestino. Un dato importante è che tutti i pazienti che hanno preso parte allo studio, trattati quindi con la compressa, hanno sviluppato i sintomi classici in appena il 14% dei casi. Le sperimentazioni quindi stanno procedendo ed entro la fine del 2009 saranno pronti i risultati della ricerca in cui il farmaco è stato somministrato a pazienti appena diagnosticati! Vuoi saperne di più sull'Alimentazione?  - Stress e aumento di peso Bambini di otto anni a rischio anoressia Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Allergie e intolleranze
Italiani: quasi uno su 2 è sovrappeso ed il giro-vita è in costante crescita Disturbi alimentariLeggi lo Speciale Diabete mellito Sovrappeso e obesità sono definiti come un anomalo o eccessivo accumulo di grasso che presenta un rischio per la salute. Una misura approssimativa del tasso di obesità è l'indice di massa corporea (BMI), che è calcolato in base al peso di una persona (in kg) diviso per il quadrato della sua altezza (in metri). Una persona con un BMI di 30 o più generalmente è considerata obesa. Una persona con un BMI uguale o superiore a 25 è considerato in sovrappeso. Sovrappeso e obesità sono fattori di rischio importanti per una serie di malattie croniche, tra cui il diabete, le malattie cardiovascolari e il cancro. Una volta sovrappeso e obesità erano considerati problemi solo nei paesi ad alto reddito, oggi sono drammaticamente in aumento anche nei paesi a basso e medio reddito, in particolare nei centri urbani.
..................................................................................................................................................................................................................... Il 10 Ottobre scorso è stata la Giornata Mondiale dell'Obesità, chiamata "Obesity Day 2009". La sempre maggiore attenzione delle Istituzioni verso le problematiche legate ai disturbi e alla malattie collegate a sovrappeso mette in allarme sulla portata del fenomeno e sull'incidenza di quella, che ad oggi, è considerata una patologia a tutti gli effetti: l'obesità, una "patologia della modernità", che causa migliaia e migliaia di morti ogni anno.   I dati resi noti dal "Progetto Cuore", che fa capo all'Istituto Superiore di Sanità, sono davvero preoccupanti: il 17 per cento degli uomini e il 21 per cento delle donne tra i 35 e i 74 anni è obeso; il 50 per cento degli uomini e il 34 per cento delle donne è sovrappeso. La dimensione del giro-vita tende sempre di più a crescere: di 6-7 cm per l'uomo e di quasi 15 cm per la donna.   I problemi derivanti dal sovrappeso e dall'obesità, una volta instauratisi, sono difficili da debellare, come è difficile da debellare il grasso in eccesso. "Perdere peso è difficile, lo dimostra il fatto che a 6 mesi dalla prima visita e dall'inizio della dieta quasi il 50 per cento delle persone si arrende e non fa più i controlli - spiega Giuseppe Fatati, Coordinatore dell'Obesity Day, nonché Presidente dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica-Adi - e la stessa cosa accade a chi è in sovrappeso. La gente è convinta che bastino 15-20 giorni per perdere chili. In questo modo il fallimento è assicurato."   Bisognerebbe quindi apprendere sin dall'infanzia la buona educazione alimentare, per limitare l'insorgenza di malattie gravi (ipertensione, diabete, artrite, etc.) e per evitare di dover ricorrere a diete severe (spesso abbandonate in itinere) o addirittura ad interventi chirurgici, come il by-pass gastrico.
Bambini di otto anni a rischio anoressia Disturbi alimentari Alcuni bambini sono molto felici di accettare cibi nuovi e mangiano con gusto. Al contrario, alcuni bambini già a pochi anni di vita si rifiutano di concedersi i piaceri della buona tavola. E alcuni bambini hanno addirittura mostrato una certa avversione per il cibo. L'anoressia è una malattia comune nei bambini e, se non curata tempestivamente, può portare a un ritardo nella crescita e al declino fisico, incidendo gravemente sulla crescita del bambino e sul suo sviluppo.
..................................................................................................................................................................................................................... È già stata ribattezzata la “baby anoressia”, perché tende a colpire i bambini al raggiungimento degli 8 anni d’età, soffrono di disagi psicologici o familiari e riversano sul cibo le loro paure. Perdono peso e, il più delle volte, smettono di crescere in altezza, insomma tutti i sintomi della malattia che purtroppo trovano sfogo in piccole creature. Fino a 7 anni fa, casi del genere non si erano mai verificati, mentre oggi è in costante aumento, parola delle statistiche; le cause sono le più varie, dal disagio alla difficoltà di comunicare con la famiglia, alle quali si aggiunge anche il cattivo esempio dei modelli proposti da tv e moda. Pian piano il cibo diventa un nemico, si inizia a mangiare molto lentamente e troppo poco, per giustificare il loro comportamento raccontano che fanno fatica a deglutire i bocconi. Tante piccole scuse, che talvolta si possono confondere con capricci, ma in realtà nascondono un problema più grave. E’ logico che in questi casi bisogna intervenire in maniera tempestiva; solo se le terapie sono adeguate vi è la possibilità di guarigione per l’80% dei bambini. Per ora il tasso di mortalità, a livello nazionale, si attesta intorno al 5%. ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'Anoressia? Anoressia nervosa : in GB crociata anti siti - Troppi giovani colpiti da anoressia nervosa

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Arriva la Dieta Anti age – per restare giovane AntiossidantiCombattere l' invecchiamento del corpo dall' interno non solo è possibile ma può garantire risultati migliori in termini di bellezza - benessere. La dieta anti age è in grado di garantire più a lungo il corretto funzionamento di mente e corpo. Conoscere quali sono e dove trovare i composti elisir di lunga vita è quindi essenziale per una alimentazione in grado di garantire salute e bellezza più a lungo. Vediamo quali sono le ultime scoperte su questo tema:


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Esistono diete pronte a tutto, e perché no anche a permetterci di restare giovani; il segreto? Introdurre alimenti antiaging. Ci sono dei cibi che possono avere influenze benefiche su corpo e cervello e avere effetti antiaging: ovvero, combattere l’invecchiamento.

Secondo un recente studio internazionale, sono almeno cinque gli alimenti che aiutano a mantenere attivo e sano il cervello.
Mirtilli e frutti rossi: alcuni composti in essi contenuti agiscono da scudo contro morbo di Alzheimer e combattono l’invecchiamento precoce del cervello.

Le uova sono ricche si selenio, un minerale che può contribuire a mantenere giovane il cervello.

La senape, o meglio un ingrediente contenuto nella senape, conosciuto con il nome di Curcuma, offre sorprendenti effetti.


Il salmone ed il pesce azzurro sono alimenti ricchi di acidi grassi omega-3. Questo tipo di sostanze agiscono beneficamente sul cervello e come antiaging.

Ed infine il cavolo ed i broccoli devono essere consumati, almeno tre porzioni al giorno di verdure a foglia ad alto contenuto di carotenoidi e flavonoidi.

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Il latte artificiale Bambini Molte donne credono che non ci sia alcuna differenza o che ci sia poca differenza tra il latte materno e il latte artificiale, anche se i neonati nutriti con latte artificiale tendono a mettere su peso più rapidamente di quelli che sono allattati al seno.
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La domanda ricorrente è sempre stata una, ovvero “Fa davvero bene il latte artificiale?”. Da quanto è stato scoperto sembrerebbe che il latte artificiale arricchito possa essere molto simile a quello materno. A livello di composizione, questo prodotto è arricchito con un acido grasso essenziale e migliora le funzioni cerebrali dei neonati. Lo studio in merito è stato effettuato dall’Università del Texas.

È ovvio che, al momento, non vi è modo di superare il latte materno, soprattutto in termini di benefici. I ricercatori hanno analizzato gli effetti del latte arricchito rispetto ai prodotti standard su neonati di sei settimane e bebè dai quattro ai nove mesi: i bambini nutriti con il latte arricchito si sono dimostrati più veloci. Nonostante questa scoperta i pediatri raccomandano comunque il latte materno che contiene molte altre sostanze benefiche.
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Vuoi saperne di più sull'Alimentazione dei neonati? Bambini, alimentazione e salute - Consigli per la salute del neonato

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Meno sodio nella dieta salva la vita e fa risparmiare Educazione Alimentare Leggi lo speciale sull'Ipertensione

La maggior parte del sodio che consumiamo nella nostra alimentazione viene ingerito sotto forma di cloruro di sodio, il comune sale da cucina. Altre forme di sodio si trovano anche negli alimenti e ciò dovrebbe indurre a fare più attenzione alla quantità effettiva di sale presente nella nostra dieta.
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Oltre a ridurre la mortalità delle patologie cardiovascolari, con una dieta povera di sodio si risparmierebbero a livello globale 32 miliardi di dollari annui in spese sanitarie.

Uno studio finanziato dalla “Rand Corporation” e pubblicato sul magazine scientifico “Journal of Health Promotion” (numero di Settembre-Ottobre) prende di mira il sale, attribuendo a questa sostanza conseguenze gravi e spesso mortali per chi ne abusa. Secondo gli studiosi, non soltanto il sale sarebbe la causa della morte di milioni di persone ogni anno ma contribuirebbe anche ad un enorme spreco di denaro pubblico a livello mondiale.

Infatti, soltanto negli Stati Uniti, evitando il sale o riducendone drasticamente l’uso si risparmierebbero circa 18 milioni di dollari all’anno in spese sanitarie. A livello globale la gravità della situazione è ancora più lampante: una riduzione di sale nella dieta degli abitanti della Terra, soprattutto nei Paesi ricchi, porterebbe a registrare una diminuzione di circa 11 milioni di casi di ipertensione all’anno. Inoltre si ridurrebbe, di conseguenza, l’incidenza delle malattie cardiovascolari, una delle principali cause di mortalità nel mondo sviluppato.

Globalmente, con una dieta più attenta e morigerata, si potrebbero risparmiare circa 32 miliardi di dollari all’anno in spese di natura sanitaria. Anche l’Italia non è esente dai pericoli del sale: ogni anno nel nostro Paese si registrano 15 milioni di casi di ipertensione, con circa 240 mila morti dovuti alle conseguenze di questa patologia.

L’equipe, guidata dal Dr. Kartika Palar, ha specificato che la dose massima di sale ingeribile quotidianamente da un adulto senza causare danni all’organismo è di 2,3 mg. Gli anziani, i bambini ed in generale i soggetti “deboli” ed a rischio ipertensione dovrebbero ridurre drasticamente l’assunzione di sodio.

Lucia D’Addezio
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Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Quando ci sono problemi di digestione - L’aroma di caffè riduce lo stress

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Pressione alta? usa l\' acido glutammico FibreQuesto aminoacido contenuto in cereali, broccoli e soia è risultato molto efficace per abbassare la pressione. Lo studio condotto dall' Università di Chicago, prova come l' inserimento regolare di questi alimenti nella dieta contribuisce un abbassamento sensibile della pressione sanguigna


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Questi vegetali contengono un aminoacido efficacissimo nel combattere la pressione alta.

Un recente studio ha individuato le conseguenze di un particolare aminoacido contenuto nei vegetali, l'acido glutammico, che nell’uomo contribuirebbe alla diminuzione della pressione sanguigna, sia massima che minima.

La ricerca, condotta dal team capitanato dal Dottor Ian Brown, ricercatore facente capo al “Department of Preventive Medicine” della Northwestern University di Chicago, è stata subito pubblicata dal magazine di settore “Circulation: Journal of the American Heart Association”.

L’equipe ha preso a campione 4680 individui, in una fascia di età compresa tra i 40 e i 59 anni e residenti in diverse aree rurali e metropolitane della Gran Bretagna, degli Stati Uniti, della Cina e del Giappone. Le successive analisi sui soggetti a campione hanno messo in evidenza che, ad un aumento del 4,72 per cento sull’assunzione media giornaliera di acido glutammico (sul totale di proteine) si associava una diminuzione media della pressione sanguigna massima (pari a 1,5-3,0 millimetri di mercurio) e minima (pari a 1,0-1,6 millimetri di mercurio).

Dati i suoi benefici sulla pressione arteriosa, gli scienziati consigliano di migliorare la propria dieta aumentando l’assunzione di acido glutamminico, soprattutto nei soggetti a rischio di ipertensione. Questo aminoacido è presente in vegetali come cavoli e broccoli ma anche nei cereali integrati e nella soia.

Lucia D’Addezio

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Anoressia nervosa : in GB crociata anti siti Disturbi alimentariSempre più diffusi in tutto il mondo i siti web che trattano disturbi del comportamento alimentare. Dalla anoressia nervosa alla bulimia, passando dai rimedi per fame nervosa è allarme: molti siti favoriscono la diffusione di questi disturbi alimentari. Ma è vero? è così pure in Italia?


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Gli psichiatri britannici avvertono: “Questi siti web fanno percepire la malattia come una cosa normale e le passerelle della moda sono vetrine di donne sottopeso e malate.
I siti web pro-anoressia sono entrati nel mirino del Governo britannico, allarmato dal rapporto del prestigioso “Royal College of Psychiatrists” sui potenziali effetti negativi che questa sorta di pubblicità ai disturbi alimentari può causare sulla psiche degli adolescenti.

Secondo le ultime stime, solo in Gran Bretagna sarebbero oltre 1,6 milioni le persone che soffrono di disordini alimentari, come anoressia e bulimia. Nonostante i ragazzi e gli uomini non siano esclusi dall’incidenza di queste terribili patologie,  quasi il 90 per cento dei malati è costituito da ragazze e da adolescenti, spesso giovanissime.

Proprio a causa dell’enorme portata del fenomeno, il rapporto che ha reso pubbliche queste allarmanti stime ha esortato il Governo britannico ad agire per arrestare la proliferazione di siti web e social network all’interno dei quali si sponsorizza la magrezza eccessiva o si inneggia all’anoressia come mezzo per raggiungere la bellezza ideale.

Sono numerosissimi, infatti, i website incentrati sulla promozione dei disordini alimentari. Sono stati gli psichiatri ad allarmare genitori, associazioni ed enti volti alla tutela della salute. Secondo loro, difatti,  ben una ragazza su 1dieci visita periodicamente questi siti web che inneggiano alla magrezza scheletrica e che sponsorizzano esplicitamente i disordini alimentari, portando come esempio giovani celebrità ormai “ridotte all’osso” come Lindsay Lohan, Nicole Ritchie e Paris Hilton.

Alcuni website arrivano addirittura a diffondere immagini di modelle magrissime a mo di esempio di vita ed a creare forum e chat in cui si incitano le ragazze a perdere peso, in cui si danno consigli su come farlo e su come “proteggere il segreto” dagli sguardi indiscreti di genitori, parenti ed amici troppo “curiosi”.

Sono stati proprio gli psichiatri a chiedere ufficialmente al Governo britannico di agire per contrastare la proliferazione senza freni di queste pagine web all’interno di un progetto d’azione già attuato dal “Consiglio del Regno Unito per la Sicurezza dei Bambini su Internet” (UKCCIS) per  tutelare i minori nelle loro attività online.

Sembrerebbe infatti che alcuni gruppi nati su social network come Facebook e siti come "Thinspiration" (cioè “ispirazione verso la magrezza”) siano sempre più frequentati, soprattutto dalle adolescenti, per le ragioni più svariate: alcune ragazzine cercano supporto ed aiuto, altre chiedono consigli su come tenere nascoste anoressia e bulimia da genitori ed amici, altre ancora vogliono ricevere dritte su come combattere i morsi della fame. La situazione, secondo gli esperti del “Royal College of Psychiatrists”, sarebbe grave poiché “sempre di più i britannici cercano in Rete trucchi e consigli per fare la fame o nascondere l'eccessivo dimagrimento”.

Si tratta di un nuovo e preoccupante modo di concepire le patologie legate ai disturbi alimentari: non più come qualcosa da curare e di cui avere paura ma qualcosa di “buono”, di utile, al fine di raggiungere la bellezza perfetta che troppo spesso coincide con una magrezza eccessiva e potenzialmente mortale. I disturbi dell’alimentazione, con bulimia ed anoressia in testa, vengono sponsorizzati e privati della loro componente negativa.

Si arriva al punto di non trattarli più come malattie ma come degli stili di vita corretti, scelti (non subiti) in funzione di un miglioramento del corpo e della vita. 

“Questi siti web - ha avvertito Ulrike Schmidt, Presidente della “Sezione disordini alimentari” dell'ente britannico - fanno percepire la malattia come una cosa normale. (…) Più o meno allo stesso modo, le passerelle degli eventi internazionali della moda possono fungere da vetrina in cui vengono messe in mostra donne sottopeso".

Lucia D’Addezio

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Quando ci sono problemi di Digestione Educazione AlimentareLeggi lo speciale Stitichezza

Le cause dei problemi digestivi possono essere tantissime, non ultime quelle legate allo stress, all'ansia, disturbi questi assai frequenti e che colpiscono sempre di più i giovani: infatti se un po' di anni fa coloro che soffrivano di mal di stomaco erano soprattutto persone di mezza età in su, specialmente gli over 65, per il fatto che con l'avanzare dell'età l'organismo tende a perdere l'efficienza di un tempo, ora i giovani lamentano sempre di più sintomi legati a disfunzioni dell'apparato gastrointestinale.

Si potrebbe allargare il discorso discutendo le cause di questo malessere diffuso, tuttavia qui vorrei soffermarmi sui rimedi naturali che possono essere di aiuto per combattere questi fastidiosi disturbi, quando i semplici accorgimenti per condurre un corretto stile di vita non sono sufficienti.

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I sintomi principali di una digestione difficoltosa sono gonfiore e pesantezza di stomaco, alitosi, stitichezza, sonnolenza, aerofagia, crampi, bruciori, nausee.
Questi sintomi spesso sono anche accompagnati da malessere generale.
Di fronte a questi sintomi i primi accorgimenti che si possono prendere riguardano il modo di mangiare e cosa si mangia.
Sarebbe opportuno evitare cibi piccanti e speziati, l'alcol (anche il vino bianco), i cibi grassi, i salumi ed i formaggi fermentati ed il caffè. Il modo di mangiare corretto è quello di masticare lentamente i cibi, godendosi il gusto nella rilassatezza.
Poi al mattino può essere d'aiuto il bere un tè leggero o un infuso di matè.

Dicevo dei rimedi naturali che possono aiutare nei momenti di cattiva digestione; una prima pianta è il carciofo (Cynara scolymus) di cui si utilizza la foglia, essa ha proprietà coleretiche, cioè stimola la produzione di bile da parte del fegato. La sostanza più importante contenuta nelle foglie di carciofo è la cinarina (sostanza aromatica amara), responsabile dell'attività positiva sul fegato anche in casi di itterizia, insufficienza epatica e stitichezza. Le foglie di carciofo contengono anche steroli, magnesio e potassio, tutte sostanze che agiscono in sinergia con la cinarina. Per un migliore effetto andrebbe consumata la polvere derivata dalla frantumazione a freddo delle foglie. Da alcuni studi è emerso che il carciofo è in grado di stimolare la rigenerazione delle cellule del fegato ed è in grado di far diminuire il tasso di colesterolo nel sangue fino a un 40%.

Un'altra pianta digestiva molto utilizzata è il Rafano nero, di cui si utilizza principalmente la radice. Essa esplica la sua attività stimolando le funzioni epatiche, diminuendo il gonfiore soprattutto post-prandiale ed aumentando la diuresi. Il consumo di rafano nero contribuisce a ridurre le emicranie di origine digestiva. La pianta non ha effetti collaterali noti.
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Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? L’aroma di caffè riduce lo stress - Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi

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L’aroma di caffè riduce lo stress Educazione AlimentareLeggi lo Speciale StressUno stile di vita pressante, la mancanza di attività fisica, lo stress e gli ormoni ad esso associati possono accumularsi nel corpo, con effetti dannosi. Caffè e caffeina hanno un impatto negativo sul nostro fisico e la nostra psiche perché interessano ormoni e neurotrasmettitori coinvolti nella risposta dell'organismo allo stress, in particolare l'ipotalamo, l'ipofisi e il surrene.
Non è solo lo stile di vita ad aumentare i livelli di ormoni e di stress dannoso, ma anche gli alimenti e le bevande che ingeriamo possono aggravare gli effetti dello stress sull'organismo.
Ma da oggi abbiamo un antidoto: l'aroma di caffè.

È il miglior risveglio per milioni di persone, non sarebbe una giornata perfetta senza aver prima bevuto una tazza di caffè e non importa dove. Ma come mai si è sviluppata questa tradizione del caffè? Un team di scienziati giapponesi ha eseguito una sperimentazione su una trentina di topi da laboratorio privati del sonno per 24 ore a cui è stato fatto inalare l’aroma di caffè. In breve tempo nel cervello dei piccoli roditori sottoposti all’esperimento, si sono accumulate proteine dalla spiccata attività antiossidante, ben conosciute per la loro azione protettiva nel confronti delle cellule nervose e per la prevenzione dei danni causati dallo stress.

Dagli studi emerge quindi che se a lungo andare la caffeina può provocare una sorta di stress indotto dall’eccessivo stato di veglia, il suo aroma protegge contro i danni causati da questo. Appresa tal notizia c’è chi sta già pensando alla messa in commercio di spray all’aroma di caffè per ridurre le tensioni nei posti di lavoro!
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Vuoi saperne di più sugli Alimenti e la loro azione sull'organismo? Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi - I probiotici: a favore della vita

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Diffidate di alcuni tipi di grassi saturi Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto

Il grasso che si trova in natura nella materia vivente contiene proporzioni variabili di grassi saturi e grassi insaturi. Esempi di alimenti che contengono un'alta percentuale di grassi saturi sono i latticini (in particolare panna e formaggio, ma anche burro e ghee), i grassi animali come la sugna, il sego, lo strutto e i grassi a base di carne, l'olio di cocco, l'olio di semi di cotone, l'olio di palma, il burro di cacao, etc.
I grassi saturi sono costituiti da trigliceridi contenenti solo radicali acidi grassi saturi. Ci sono diversi tipi di acidi grassi saturi, che si differenziano per il numero di atomi di carbonio, che variano da 3 atomi (acido propionico) a 36 (acido Exatriacontanoico). Gli acidi grassi saturi non hanno doppi legami tra gli atomi di carbonio della catena di acidi grassi e sono quindi completamente saturi di atomi di idrogeno.
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Fare affidamento su una dieta basata su un’eccessiva presenza di grassi saturi può essere rischiosa per la salute; le cause maggiori sono problemi di colesterolo e disturbi cardiovascolari. In più, da un recente studio è emerso che alcuni cibi ad alto contenuto di grassi saturi possano causare l'Alzheimer. I ricercatori australiani hanno voluto sottolineare che questo è il primo studio che considera l'approccio dietetico nella prevenzione e nel trattamento dell'Alzheimer: lo studio ha aiutato a scoprire che alcuni grassi alimentari danneggiano la cosiddetta barriera emato-encefalica, ovvero una membrana importante che regola ciò che può transitare dentro e fuori dal cervello.

Prendiamo per esempio i grassi saturi che si trovano nella carne trasformata di scarsa qualità: questo comporta ad aumentare nel cervello il livello di amiloide, che è una proteina che causa l'infiammazione e la morte delle cellule. E’ quindi fondamentale bloccare la formazione di depositi di tal proteina per rallentare o (ancora meglio!) prevenire la malattia di Alzheimer.
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Vuoi saperne di più su Salute e Alimentazione?I probiotici: a favore della vita - Fast food: gustosi ma cattivi per la mente

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I probiotici: a favore della vita Educazione Alimentare
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I probiotici sono integratori dietetici composti da microrganismi vivi che operano perché per l'organismo che li ospita rimanga in salute. I batteri dell'acido lattico e i bifido batteri sono i tipi più comuni di microbi utilizzati come probiotici, ma anche alcuni lieviti e bacilli sono adatti a questa funzione. Oggi gli effetti sulla salute dei probiotici sono stati studiati e documentati ed essi sono impiegati per la riduzione delle malattie infiammatorie croniche intestinali, la prevenzione e il trattamento dei patogeni indotta da diarrea, per combattere le infezioni urogenitali e le malattie atopiche.
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Facciamo un po' di storia...
La storia dei probiotici inizia nel '900 per merito di uno scienziato russo, un certo Metchinkoff, già premio Nobel, che studiando ed osservando la longevità dei pastori caucasici ne dedusse che essa doveva dipendere dal loro largo consumo di prodotti derivanti dalla fermentazione del latte. Dalle sue osservazioni lo scienziato ipotizzò che i microorganismi che costituivano la flora batterica intestinale risentivano dell'assunzione di alcuni elementi: alcuni alimenti erano infatti in grado di favorirne la crescita a discapito dei microorganismi patogeni. Dai suoi studi l'interesse per i fermenti lattici si diffuse anche qui in occidente e da allora si è assistito all'inizio dell'era dei probiotici e dei prebiotici con il moltiplicarsi di prodotti arricchiti di lattobacilli ecc.

La definizione di probiotico, che letteralmente significa “ a favore della vita” dal greco “pro bios”, è data dalle Linee Guida Probiotici emanate dal nostro Ministero della Salute: “microorganismi vivi e vitali che, quando assunti in quantità adeguate, conferiscono un effetto benefico all'organismo ospite”.

L'utilizzo dei probiotici è particolarmente indicato nel periodo estivo in quanto il caldo e la cattiva conservazione di alcuni alimenti favorisce l'insorgere di problemi intestinali più o meno gravi.

A rischio inoltre sono in particolare i viaggi in paesi esotici che rappresentano un pericolo per il tubo digerente perché non si riesce a controllare adeguatamente il cibo e perché spesso si beve acqua non batteriologicamente pura. Ecco che diarrea, mal di pancia, debolezza generale magari associati a febbre possono colpire tutti in piena estate. Di solito queste situazioni si risolvono in pochi giorni, tuttavia conviene osservare alcune norme per evitare almeno complicazioni: prima di tutto si deve osservare il riposo specie i bambini e gli anziani abbinato anche ad una dieta leggera ricca di sali minerali ed acqua; in secondo luogo è necessario bere acqua oppure bevande non troppo zuccherate per evitare la disidratazione; ed infine, ma non ultimo in grado di importanza, ripristinare la flora batterica tramite prodotti probiotici o integratori di fermenti lattici, che contribuiscono a rimpiazzare i microorganismi patogeni ossia quelli nocivi con i microorganismi buoni.
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Vuoi saperne di più su cibo e salute? Fast food: gustosi ma cattivi per la menteConsigli per la salute del neonato

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Fast food: gustosi ma cattivi per la mente Alimentazione CorrettaCon il termine Fast food solitamente indichiamo prodotti alimentari che possono essere preparati e servitimolto velocemente. Ogni pasto con un tempo di preparazione molto basso potrebbe essere considerato un fast food, ma in genere il termine si riferisce ai prodotti alimentari con una preparazione dibassa qualità e serviti al cliente in una forma confezionata per l'asporto. Il termine fast food è ormai riconosciuto come sinonimodi hamburger e patatine e comunque è legato, nell'immaginario comune, a un pasto gustoso ma non sano.
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Non facciamo gli ipocriti, tante volte ho letto articoli che criticano il gusto dei fast food, peccato che proprio coloro che scrivono queste notizie siano in prima fila per ordinare da mangiare, magari in quello più famoso, il McDonald’s.

E allora sono stanca dimentire, si è vero il cibo dei fast food non fa bene, è ricchissimo di grassi ed ovviamente ci fa ingrassaree fa alzare il colesterolo a livelli altissimi, però il gusto dei prodotti mangiati è piacevole!

I ricercatori dell’Università di Oxford hanno fatto degli esperimenti ed hanno dimostrato che mangiare hamburger e patatinea dosi elevate fa male alla mente, danneggia l’attenzione e la memoria.

Datoche i maggiori consumatori di hamburger e patatine sono i bambini e gli adolescenti dobbiamo stare attente e magari non approfittare troppo delle “delizie” dei cari fast food. Questo tipo dialimentazione quindi danneggia il corpo,fa venire il colesterolo e poi rende più difficile l’esercizio fisico: trattate con cura! Ma non dirò mai di starne alla larga… del resto anche io continuo ad andarci!
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Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Bibite a zero calorie - Alimentazione: legumi valida fonte di proteine

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Bambini, alimentazione e salute Educazione Alimentare Gli esperti di alimentazione raccomandano di non costringere il bambino a mangiare cibi che non piacciono o a pulire il piatto a tutti i costi. Ma allora come si fa a fargli mangiare più verdura e frutta e meno dolci? Come si fa a evitare lotte di potere e battaglie a ogni pasto? Come si fa a indurre il bambino a mangiare cibi sani?
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Si sa che una buona educazione alimentare deve iniziare sin da piccoli, poiché tentare di recuperarla da adulti è molto più difficile. I genitori devono imparare a imporre delle regole e dei limiti ai figli soprattutto per quanto riguarda il cibo, spesso basta poco per evitare che il bambino mangi troppo e male. Del resto un bambino grasso ha un rischio molto maggiore di diventare un adulto grasso.

Il bambino che tende a mettere su peso velocemente nei primi mesi di vita, se è allattato al seno almeno sino ai 4 mesi sviluppano una quota ridotta di grasso corporeo e tendono a normalizzare il proprio peso entro i 5 anni. L'allattamento artificiale facilita il mantenimento del controllo del peso tra i 2 e i 5 anni di vita. Fino ai sei anni, i comportamenti alimentari di un bambino sono correlati a quelli dei genitori; in seguito vi è un'influenza dei fattori ambientali, quali i compagni di scuola o gli amici.
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Alimentazione: legumi valida fonte di proteine Educazione AlimentareLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

I moderni nutrizionisti li raccomandano, e non è certo un sacrificio accontentarli. Perché i legumi sono buoni e si presentano egregiamente per moltissimi tipi di piatti, in più, fanno bene alla salute.

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I legumi apportano proteine all'organismo all'incirca quanto una bistecca e ne costituiscono una validissima alternativa.

Oggi infatti si tende a mangiare troppa carne e troppo pochi cibi ricchi di scorie. Le lenticchie, le fave, i fagioli e i piselli, invece, di scorie ne contengono molte: consumandole si favorisce un buon funzionamento intestinale. Al contenuto di amici i legumi secchi, più calorici dei freschi, associano un contenuto di proteine che si aggira mediamente intorno ai 20% e in cui si trovano molti aminoacidi essenziali, cosi chiamati perché indispensabili per la sopravvivenza dell'uomo.

Ma i pregi di questi antichi alimenti non sono finiti qui: anche il loro contenuto vitaminico è buono. La vitamina B1 è presente anche nei legumi secchi, la A e la C si trovano invece solo nel prodotto fresco o surgelato. Tra i sali minerali il più presente è il potassio: ma ci sono anche calcio, fosforo e ferro.

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Neo-mamme: dimagrire velocemente nuoce al bebè Gravidanza Ricercatori tedeschi avvertono: un dimagrimento repentino può influire negativamente sull'accrescimento del neonato a causa di sbilanciamenti nella nutrizione tramite allattamento.

Uno dei primi pensieri delle donne che hanno appena partorito è quello di perdere i chili di troppo messi su durante i nove mesi di gestazione. Oggi è risaputo che ingrassare un po' a seguito della gravidanza è normale e salutare sia per la mamma e per il nascituro. Dopo il parto, tuttavia, tutte le neo-mamme desiderano ritrovare il peso forma con rapidità. Alcuni ricercatori tedeschi facenti capo al prestigioso "German Institute for Quality and Efficiency in Health Care" (Istituto Tedesco per la Qualità e l'Efficienza nella Sanità), a seguito di ricerche mirate, hanno però verificato che, a seguito di una gravidanza, sarebbe consigliabile evitare di perdere peso troppo velocemente.

Questa nuova scoperta ha le sue radici nel fatto che la perdita repentina di peso della madre potrebbe influire negativamente sulla crescita del bambino e sulla sua salute perché il dimagrimento avrebbe un impatto sulla qualità dell’allattamento del bebè. Per non sconfortare le neo-mamme, Peter Sawicki, il Direttore dell’Istituto tedesco, ha ricordato che "prendersi cura del bambino e allattarlo naturalmente al seno è già un ottimo rimedio per perdere peso gradualmente ed in maniera sana". Il medico ha anche chiarito che, per eliminare i chili di troppo dovuti alla gestazione, occorre un tempo che va dai tre ai sei mesi.

Sapendo che l'alimentazione materna influenza anche quella del bebè, tramite l'allattamento, tutte le neo-mamme dovrebbero seguire una dieta bilanciata e ricca di alimenti nutrizionalmente appropriati: in questo modo non solo il bambino crescerà in buona salute ma la madre dimagrirà in maniera naturale e senza sforzi.
I dolci lottano contro la memoria Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi

A dieta o no, curare l'alimentazione è sempre un metodo efficace per preservare la propria salute, soprattutto ora che si è scoperto che mangiare dolci non aiuta affatto la memoria.

Amanti dei dolci (come del resto sono io!) attenzione a questa triste notizia: troppi dolci fanno male alla salute (e lo sappiamo), cariano i denti, fanno ingrassare e purtroppo compromettono la memoria (sembra proprio che la memoria spaziale possa in parte essere danneggiata e ciò causa mancanza di orientamento e stordimento). Lo studio è stato condotto sui topi che per un periodo limitato hanno avuto una dieta giornaliera che prevedeva il 60% delle calorie assunte per mezzo del fruttosio, mentre un altro gruppo di topi non ha assunto questo zucchero. In una piscina piena d’acqua, in cui vi era una piattaforma su cui poter salire, i topi con la dieta modificata hanno dato evidenti segni di smarrimento. E i giorni successivi era chiaro che non ricordassero la presenza della piattaforma per uscire dall’acqua.

La colpa è del fruttosio, un dolcificante che ha da tempo sostituito lo zucchero in cibi e bevande. Il fruttosio non pregiudica la capacità di apprendimento, ma solo la memoria spaziale. Si crede che dipenda dal fatto che, a differenza di altri tipi di zucchero, viene trasformato quasi esclusivamente dal fegato, producendo una quantità eccessiva di trigliceridi, e il grasso entra in circolo nel sangue. I trigliceridi possono influire con il segnale dell’insulina nel cervello, che svolge un ruolo importante sulle cellule celebrali.
La scelta del latte Educazione AlimentareLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

Il latte è un ingrediente fondamentale per chi dà importanza alla propria alimentazione: ma come districarsi tra latte fresco, latte scremato e cavalcare l'onda di un'offerta sempre più differenziata? ...................................................................................................................................................................

Avete mai notato, quando entrare in un supermercato per fare la spesa, l’esorbitante quantità di diverse tipologie di latte? C’è quello per chi è allergico al lattosio, quello biologico, quello ad alta digeribilità, in oltre vi sono i soliti tipi, quello intero, a lunga conservazione, parzialmente scremato e ancora, e ancora! In quanto amante del latte vi dico che è un elemento fondamentale per l’organismo, infatti aiuta ad allungare la vita. Risulta quindi fondamentale inserirlo nella nostra dieta, in quanto esso rappresenta la fonte privilegiata di calcio.

Ma voi conoscete le reali differenze tra un tipo e l’altro? Prima di tutto facciamo una distinzione importante, il latte ad Alta Qualità viene classificato in base al contenuto di sieroproteine, comprende un intensivo trattamento termico effettuato per pastorizzare il latte ed eliminarne i germi. Il latte fresco viene trattato termicamente al fine di eliminare i germi, così può essere consumato immediatamente essendo protetto e sicuro (anche igienicamente) nella sua totalità. Voglio smentirvi un preconcetto, il latte a lunga conservazione, dal punto di vista nutritivo, non ha alcuna differenza da quello fresco. La mia ex coinquilina, ogni mattina, bolliva il latte nel pentolino pensando così di avere un prodotto migliore e soprattutto più naturale, ma fidatevi, non è affatto un procedimento corretto! ...................................................................................................................................................................  Vuoi saperne di più sul latte? Allergia al latte vaccino - Probiotici e Fermenti Lattici   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
L’importanza del curry Educazione AlimentareNon confondete il curry con una spezia, è una miscela di spezie pestate in un mortaio ed è tipico della cucina indiana. Può non piacere a tutti per il suo sapore forte e deciso, ma se (come me) non potete farne a meno e lo usate ovunque ci sono buone notizie: una recente ricerca ha scoperto che il curry aiuta a prevenire l’insorgenza di malattie come l’Alzheimer.

Grazie al contenuto di curcumina, appare in grado di prevenire la diffusione delle placche di proteine amiloidi che, insieme ai grovigli di fibre nervose, sarebbero causa di demenza.

Esistono inoltre centinaia di studi che sostengono che la curcuma protegga dal tumore e, in particolare, dal cancro del colon, dal melanoma e dal tumore della mammella.C’è anche chi suggerisce che una cucina a base di curry possa aiutare coloro che soffrono d’infiammazioni croniche dell’intestino o del fegato, oppure di malattie reumatiche; inoltre è molto usato dai celiaci.

Che cosa contenga questo portentoso miscuglio, in realtà, nessuno lo sa con certezza: la composizione classica prevede come componente principale una polvere giallo-scura ottenuta in parte dalla radice dello zenzero alla quale vengono aggiunte altre spezie.

La curcuma (cui si deve il colore giallo carico dei cibi cucinati con il curry), il cardamomo, il coriandolo, il pepe nero, il cumino, la noce moscata, sono le principali componenti ma anche fieno greco, chiodi di garofano, cannella e peperoncino.


Litotame: come ripristinare l'equilibrio acido-base Educazione Alimentare Il litotame (Lithotamnium calcareum) è un alga che cresce nel mare ad una profondità di circa 15, 25 metri di cui viene utilizzato il tallo. Il suo utilizzo è indicato per affrontare alcuni problemi digestivi come l'acidità gastrica o per contrastare la demineralizzazione che porta all'artrosi e reumatismi. Ma entriamo un po' più nel dettaglio sull'equilibrio acido-base citato nel titolo.La salute è un equilibrio precario a cui contribuisce il bilanciamento fra basi ed acidi presenti nel nostro corpo. Nella nostra società, il modo di alimentarsi fa sì che tutto converga in un'acidificazione dell'organismo. Il nostro organismo cerca di compensare questo eccesso di acido ricorrendo alle riserve di basi minerali, soprattutto ossa ma anche i liquidi cellulari.

Tutto il processo porta ad una demineralizzazione generale che rende fragili gli organi e lo scheletro provocando dei problemi di osteoporosi e di affezioni reumatiche. Il litotame colma queste perdite grazie alle sostanze minerali marine che contiene, ma anche grazie alla sua ricchezza in carbonato di calcio, presente in una forma altamente assimilabile dal nostro oganismo.

Il carbonato di calcio neutralizza l'acidità dell'organismo che si riscontra nelle affezioni reumatiche o nell'artrosi; inoltre combatte l'iperacidità gastrica che sta alla base spesso di problemi digestivi: dolori allo stomaco, bruciori, reflussi.Questi due poteri, antiacido e rimineralizzante, fanno del litotame un prodotto molto usato in reumatologia.

Il litotame inoltre è molto interessante come coadiuvante nel trattamento della candidosi che si sviluppa più frequentemente in un terreno acido. Ingrassare per colpa dei condimenti Educazione Alimentare Lo sapevate che molto spesso rischiamo di prendere peso non tanti per colpa di quello che mangiamo, ma per il tipo di condimento che associamo ai cibi. Molti dietologi consigliano di prestare attenzione perchè sono i condimenti a rendere calorici i piatti. Classici esempi di questo sono la pasta e la carne arrostita che cambiano molto valore nutrizionale in base all'olio che mettiamo! Una fetta di carne arrostita sulla piastra può essere molto calorica con troppo olio, anche considerando un valore nutrizionale di 900 kcal per 1 l.  ...................................................................................................................................................................

  • Calorie del brodo di verdure e carne: 5 kcal;
    Calorie del brodo di carne varia: 7 kcal;
    Calorie del brodo di dado: 3 kcal;
    Calorie del brodo di gallina: 9 kcal;
    Calorie del brodo vegetale: 5 kcal.
  • Calorie del burro: 758 kcal;
    Calorie del burro di arachidi: 623 kcal. 
  • Calorie dell'olio di arachidi: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio di cocco: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di colza: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di germe di grano: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio d'oliva: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio d'oliva extravergine: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio d'oliva vitaminizzato: 900 kcal; 
    Calorie dell'olio di palma: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di semi di girasole: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di semi di mais: 899 kcal; 
    Calorie dell'olio di soia 899 kcal. 
  Se sei a dieta, la quantità giusta d'olio extravergine d'oliva è tre cucchiaini, circa 15 gr., che dovresti distribuire durante la giornata. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla dieta? Leggi Dimagrire con la dieta ecologica  - Dieta in gravidanza    Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Consigli per la salute del neonato Alimentazione Corretta Sembra una sciocchezza, ma commettere errori durante la preparazione del latte può mettere a rischio salute il bambino: lo dicono i ricercatori del Regno Unito nel tentativo di aprire gli occhi a tutte le mamme che allattano il proprio bebè con il latte artificiale. Prestando poca attenzione, si potrebbe ottenere un latte troppo concentrato e questo porta allo sviluppo di sovrappeso ed obesità futura per il piccolo; parallelamente, un latte troppo leggero mette a rischio di una sottonutrizione. Dopo aver visionato una serie di studi passati, l’Università di Cambridge ha coinvolto più di 13mila donne inglesi e ha rivelato loro che la mancanza di un’adeguata informazione e supporto all'allattamento artificiale è alla base dei problemi correlati.
Proprio a causa di una scarsa informazione molte neomamme optano per l’allattamento artificiale perché sono convinte di non essere in grado di allattare naturalmente dal seno. Appresa questa notizia è stato adottato un codice che scoraggia le pubblicità e ogni tipo di informazione inerente all’allattamento artificiale, tuttavia una volta che la mamma abbia deciso di sua volontà di ricorrere all'allattamento artificiale, allora si tende a favorire l'attività di consulenza e istruzioni per un corretto uso.
Cavoli e broccoli contro la pressione alta Educazione Alimentare Leggi lo speciale sull'Ipertensione

I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno analizzato le abitudini alimentari di 4.680 soggetti (provenienti da Gran Bretagna, Usa, Cina e Giappone) di età compresa tra i 40 ed i 59 anni con lo scopo di prestare attenzione alla presenza di aminoacidi nella loro dieta. Le diete contenenti alimenti quali cavolo e broccoli riuscivano a far abbassare la pressione, e questo perchè tali prodotti contengono acido glutammico, aminoacido molto comune e presente in alte quantità in questi alimenti. L’acido glutammico è contenuto anche nei cereali integrali e nella soia.

Mangiare cavolo e broccoli aiuta quindi a combattere l’ipertensione, una delle malattie del benessere più diffuse nel nostro Paese, dove colpisce oltre 10 milioni di persone.
I ricercatori fanno notare che pur trattandosi di una scoperta importante, cavoli e broccoli non rappresentano la soluzione contro l’ipertensione. La lotta a questa patologia passa infatti, sempre, da una sana alimentazione da seguire con il supporto del medico.
Bibite a zero calorie Alimentazione CorrettaZero: come gli zuccheri contenuti nelle bibite di ultima generazione. Come i coloranti artificiali aggiunti e le calorie contenute. L'offerta si è fatta molto più varia e diversificata. Fino a 4-5 anni fa, infatti, c'erano solo le bibite light, in particolare quelle a base di cola, poi, in poco tempo le sigle si sono moltiplicate.
Ora bisogna districarsi tra prodotti light, zero, free.
Le bevande che offrono questa possibilità  sono quelle gasate al gusto arancia, pompelmo e a base di cola. Ma anche il te freddo, la birra analcolica, il succo di frutta senza zuccheri aggiunti.
Queste bibite rispondono all'esigenza che si è fatta molto forte, quella di prendersi cura di sè, facendo attenzione anche al gusto ma anche al benessere.
Le bevande senza zucchero con sapori più amari, come il pompelmo, rispondono a una richiesta piè adulta. Infatti è noto come il gusto negli anni si modifichi e venga cosi abbandonata, almeno in parte, la predilezione per il dolce.
Sono infatti molto simili tra loro, può cambiare il contenuto calorico. Ad esempio 250 ml di Coca Cola Light forniscono 8 calorie contro le 5 della Coca Cola Zero. La Pepsi Coca Light 7, la Sprite Zero ha 3 calorie mentre Fanta Zero arriva a 13.
Non ci sono zuccheri aggiunti, nè nel prodotto light, nè in quello zero. Si utlizzano esclusivamente degli edulcoranti come ad esempio l'aspartame. Nel caso dell'aranciata, se contiene succo d'arancia ci sono gli zuccheri della frutta, ma sempre in percentuali minime.
Pertanto la leggerezza è il denominatore comune di tutte queste bevande che diventano indispensabili in estate per attenuare la sete e in più danno una capacità  di gratificazione che è molto importante per chi deve prestare attenzione alla linea.
Rappresentano infatti la possibilità   di trasgredire, di scegliere qualcosa che non mortifica il palato, senza alcuna conseguenza sull'ago della bilancia.
Ossa deboli per colpa della dieta vegetariana Educazione AlimentareE’ stata condotta una ricerca che forse farà arrabbiare (e non poco!) tutti coloro che sostengono la dieta vegetariana fornisce tutti gli elementi necessari al buon funzionamento dell'organismo, quindi anche dell'apparato osseo. A rendere nota la notizia è stato un team di ricercatori australiani insieme a ricercatori vietnamiti: è ufficiale che chi segue una dieta vegan ha le ossa leggermente più deboli rispetto a coloro che invece si cibano anche di carne. Fino ad oggi tenendo conto delle ricerche effettuate, quello che appare chiaro è che una dieta bilanciata e corretta è senz'altro alla base di una buona salute. Sempre facendo riferimento allo studio si scopre che sono stati analizzati i dati sul legame tra le ossa e la dieta riguardanti 2.749 soggetti (1.880 donne e 869 uomini). Dai dati è emerso che i vegetariani avevano una densità ossea inferiore del 4% rispetto a coloro che mangiano anche carne. Il dato si evidenzia maggiore nei vegani, cioè quelli che non mangiano nessun tipo di alimento di derivazione animale come uova, latte e latticini. Nei vegani la minore densità ossea si è rivelata del 6%. I risultati dello studio, affermano i ricercatori, suggeriscono che una dieta vegetariana, in particolare per le diete vegane, è associata a una minor densità minerale ossea. Le carote aiutano a combattere il tumore Alimentazione CorrettaSono molti i prodotti alimentari che sembrano aiutare per poter godere di una buona salute e soprattutto per vivere a lungo. Ma la massima potenza è rappresentata dalle carote: questa verdura sembra proprio essere ricca di proprietà estremamente salutari per il nostro corpo, aiuta la pelle, migliora la vista, non fa ingrassare e soprattutto contiene una sostanza anticancerogena. Affinché tutte queste importanti caratteristiche abbiano effetto è consigliato che venga assunta e consumata bollita, senza essere tagliata. Un gruppo di ricercatori inglesi hanno elaborato uno studio che dimostra che le carote non devono essere tagliate durante la cottura affinché il falcarinolo (la sostanza individuata come anticancro), si mantenga in tutta a sua potenza. Una volta tagliata per la cottura o per mangiarla, si riduce del 25% la presenza di falcarinolo, oltre al fatto che zuccheri e vitamine (soprattutto la C) in acqua si disperdono, così come il sapore. Questo non vuol dire che non possano essere consumate anche crude! L’utilità del kiwi Educazione AlimentareForse nessuno sa che il kiwi è un frutto di largo consumo ed ha tantissime proprietà benefiche: possiede un contenuto molto alto di vitamina C (superiore addirittura al limone, all’arancia e al peperone). E’ ricco anche di potassio e vitamina E, rame, ferro e notevole è anche la presenza di minerali. Una delle sue funzioni è quella di regolare la funzionalità cardiaca e la pressione arteriosa; è rinfrescante, dissetante e diuretico. Insomma l’alimento perfetto direte voi, invece no. Perché purtroppo non tutti possono tollerarlo, alcuni lamentano reazioni allergiche a seguito della sua ingestione. Qualche anno fa venne effettuato una studio, condotto su 100.000 persone, tenute sotto osservazione dal 1980 al 1998; è stato confermato che cinque o più porzioni di frutta e verdura (seguita dalle verdure a foglia verde come gli spinaci), si traducono in una notevole diminuzione dei rischi cardiovascolari. Inoltre nella nostra penisola sono molto note le coltivazioni di kiwi in provincia di Vercelli e Latina, quest’ultima produttrice del “kiwi latina”, iscritto all'Albo delle denominazioni di origine dell’Unione Europea come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta). Il vino agisce in soli 6 minuti Educazione AlimentareUn paio di bicchieri di vino in pochi minuti provocano dei danni alle cellule cerebrali: lo dice uno studio tedesco secondo il quale lo champagne non è il solo a provocare danni, anche se impiega 360 secondi a colpire il cervello e causare danni. Anche se il gentil sesso è generalmente più sensibile agli effetti degli alcolici, la ricerca tedesca ha dimostrato che il cervello di uomini e donne reagisce ai danni nello stesso modo. Per partecipare all’esperimento, sono state reclutate 15 persone a cui è stata monitorata l’attività cerebrale mentre bevevano con una cannuccia l’equivalente di due pinte di birra o di due bicchieri di vino. In pochi minuti, i ricercatori hanno osservato che il cervello iniziava a metabolizzare gli zuccheri dell’alcol, mentre normalmente metabolizza glucosio. Al diminuire dei livelli di alcol ingeriti, gli studiosi hanno registrato l’aumento della concentrazione dei composti che proteggono le cellule del cervello, come se dovessero ripararle. Studi precedenti hanno dimostrato che bere può portare al restringimento del cervello e alla morte delle cellule: un bevitore abituale ha l’1,6% di cellule cerebrali in meno di un astemio. Noi dipendenti dal cibo Educazione AlimentareL’eroe in questione è David A. Kessler, che è stato il responsabile della Food and Drug Administration (si è trovato spesso a combattere contro le multinazionali del tabacco). La passione di quest’uomo è da sempre rivolta ai biscotti al cioccolato; un giorno per mettersi alla prova si è comperato due bei biscotti succulenti con pezzetti di cioccolato, intenzionato a non mangiarli. A casa sua si è ritrovato a fissarli, molto spesso. Una volta uscito senza averli toccati si è sentito vincente. Ma appena ha visto dei biscotti analoghi nella vetrina di un bar si è fermato e ne ha ingurgitato subito uno. "Perché quei biscotti hanno un simile potere su di me?" La risposta che il dottor Kessler ha finalmente trovato è contenuta in un libro appena uscito che si intitola The end of overeating: taking control of the insatiable american appetite ("La fine dell'eccessivo consumo di cibo: come tenere sotto controllo l'insaziabile appetito americano"). Kessler riporta di aver riscontrato alcune affinità tra le strategie adottate dall'industria del tabacco e quelle del settore alimentare, che riesce a mettere in commercio cibi in grado di instaurare nel cervello un desiderio forte e pressoché irresistibile di consumarne di più. Combinando grassi, zucchero e sale in innumerevoli modi, i produttori di alimenti hanno in un certo senso fatto breccia nel sistema cerebrale dell'auto-gratificazione, creando un circolo vizioso che stimola incessantemente il nostro desiderio di mangiare, lasciandoci smaniosi di continuare a farlo, anche quando siamo sazi. La riscoperta dei cereali FibrePer qualsiasi tipo di alimentazione, è fondamentale non privare il corpo umano dall’assunzione di cereali; che siano macinati, impastati e talvolta lievitati, hanno un importante ruolo nella nostra dieta. Appena germinati rappresentano la base dell’alimentazione di popolazioni caratterizzate da ottima salute e longevità. La loro storia non meriterebbe neppure un commento, sono presenti da anni ed anni, nel mondo omerico, in India, in Cina, nel libri di medicina: hanno un ruolo troppo importante per privarsene. Pensiamo anche solo ad un alimento che pare così semplice: il pane. Il pane rappresentava per molti, in passato, l’unica vera risorsa di cibo, quella particolare abilità (possiamo anche considerarla una vera e propria arte) che veniva tramandata di padre in figlio. Nelle campagne, sempre in tempi passati, l’abitudine di fare il pane in casa era molto diffusa, con il tempo è andata scemando, ma fortunatamente non smettiamo mai di strizzare l’occhio ai nostri antenati. E soprattutto per poter portare avanti questa tradizione, ai giorni nostri, non serve per forza vivere in campagna. In più, noi italiani siamo il popolo della pasta, altro componente fondamentale di una giusta dieta. Se integrale, la pasta è un alimento energetico, è un’importante fonte di proteine indispensabili alla nostra salute. Il loro consumo è dunque da incentivare, specie nella dieta vegetariana. Panico per gli esami? Provate la giusta dieta! Educazione AlimentarePer tutti quegli studenti, indistintamente compresi tra superiori e università, è opportuno sperimentare la dieta anti panico nelle settimane decisive per gli esami di maturità. Tali esami provocano spesso ansia e insonnia per la maggior parte degli studenti apprensivi. Via libera a pasta, riso, frutta, verdura, uova bollite e latte caldo; aboliti il caffè e tutte le sostanze eccitanti. Su un campione di 450 studenti, la maggioranza (37%) ha confermato di aver riscontrato brusche variazioni del proprio peso corporeo, ma non manca chi soffre di insonnia (21%), chi è preoccupato per i frequenti sbalzi di umore (16%) o chi si è trovato a dover fare i conti per la prima volta con attacchi d\'ansia e di panico (12%). Queste preoccupazioni possono essere gestite anche con alimenti ricchi di sostanze rilassanti; a tavola non devono mancare pane, pasta o riso, lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, latte caldo, frutta dolce e infusi al miele che favoriscono il sonno e aiutano l\'organismo a rilassarsi per affrontare con la necessaria energia e concentrazione la sfida scolastica. No agli alimenti troppo conditi che rendono più difficile addormentarsi, no ai superalcolici che inducono un sonno di qualità cattiva con un difficile risveglio. E tra i condimenti \'out\' sono da evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. E’ un ottimo alleato un bicchiere di latte caldo, giusto prima di andare a letto: diminuisce l\'acidità gastrica che può interrompere il sonno. Che altro dire, provare per credere! La ricetta per fronteggiare il colesterolo Educazione AlimentareLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D

L'insalata mista è il pasto preferito durante il periodo estivo; la verdura fa bene, non ingrassa, aiuta a idratarsi e poi è un pasto fresco e dissetante. Oggi non parliamo di insalata, ma di un suo particolare membro che ha una funzione particolarmente importante per il nostro organismo. Il pomodoro è un ortaggio fondamentale della nostra dieta, ma lo sapevate che ha dei suoi benefici effetti anticolesterolo? Proprio così, ci aiuta a combattere il nemico numero uno di una corretta alimentazione, il colesterolo. Sembra, infatti, che il suo effetto più potente per abbattere Ldl (il colesterolo cattivo) sia abbinato a piccole quantità d’olio, quindi benissimo nell’insalata, nella pizza e nella pasta. Contiene il licopene, un antiossidante efficace contro il tumore alla prostata. Inoltre contiene calcio, fosforo, potassio ed è povero di sodio e di calorie e favorisce la digestione dei carboidrati. E’ questa la conferma che un’alimentazione equilibrata e ricca aiuta il nostro corpo più di qualsiasi integratore o farmaco. Ricordatevi però che i pomodori devono essere maturi e rossi, è proprio questo colore l’indicatore che ci conferma la presenza di licopene. Il riso un prezioso alimento per l\'estate Educazione AlimentareAlla ricerca di un cibo genuino e sano, al giorno d'oggi lo siamo un po' tutti, ecco perchè molti hanno ripreso a consumare riso.
Il riso è uno dei pochi alimenti naturali che non può essere sofisticato. Bisogna saper scegliere quando lo si acquista, infatti in commercio esistono molte varietà ed è qui che bisogna essere oculati nella scelta. Ogni nome ha un suo tempo di cottura e particolari caratteristiche che lo rendono adatto a certi piatti.
Estate significa spesso inappetenza e sete. Il riso freddo in insalata è molto adatto nei mesi caldi poichè mangiandolo si ingerisce anche l'acqua che è stata assorbita nella cottura e pertanto diminuisce il bisogno di bere. 
 Hanno ragione quelli che mangiano riso perchè non vogliono ingrassare? Pare di sì perchè il 98% del riso ingerito viene assorbito dall'organismo umano. Questa alta percentuale di utilizzo significa "niente residui, niente grassi superflui". Ipertensione è una malattia che oggigiorno colpisce tanti individui, c'è un sistema di cura basato unicamente su una dieta di riso e frutta (Dieta di Kempner). Con questa dieta si riduce notevolmente la pressione perchè il riso è l'alimento che non contiene sodio. E' utile anche lavare il riso, anche se in vendita lo troviamo chiuso ermeticamente e sottovuoto, ma così facendo si elimina l'amido, i granellisi staccano e la cottura sarà più veloce. E' sempre utile tenere in casa una scorta di riso, perchè salva le situazioni di ospiti improvvisi, essendo un piatto completo, lo si può mantenere a lungo i barattoli di vetro, mettendo sotto al tappo di chiusura un panno. Una digestione lenta può rovinare diverse ore della giornata, il riso si digerisce in 50 minuti. Per sapere se il riso è vecchio, stringerlo in un pugno, se il palmo rimane "incipriato" quel riso è vecchio non perde il suo valore nutritivo, ma è di più difficile conservazione. Gravidanza? Ecco la giusta alimentazione Educazione AlimentareIl periodo di gravidanza è il più emozionante e bello nella vita di ogni donna, e si sa che bisogna prestare moltissima attenzione all’alimentazione: sì ai cibi sani ed evitate pietanze troppo elaborate, ricche e grasse, anche per attenuare i sintomi sgradevoli soprattutto i primi tempi. In particolare va evitata la caffeina: i medici sconsigliano di superare le due tazzine di caffè al giorno ma sarebbe comunque meglio evitare del tutto. Insieme al caffè quindi andranno aboliti anche tè, il cioccolato, gli energy drink, che contengono comunque alte dosi di caffeina. Vi state chiedendo il perché? E’ stato rilevato che l’assunzione di caffeina durante la gravidanza può causare problemi molto seri al feto; l’avvertimento è molto chiaro: se proprio non si riesce ad abbandonare il caffè, mai superare le 2-3 tazzine di caffè al giorno per che in questo modo il bambino potrebbe incorrere in danni, anche molto gravi. Tutti comunque ammettono che la cosa migliore sarebbe evitare un’assunzione giornaliera: nascite di bimbi sottopeso sono molto frequenti in donne che, anche in gravidanza, mantengono alto il consumo di caffeina. Due ricette in quindici minuti RicetteI pranzi e le cene d'estate devono apportare poche calorie, il caldo è snervante e ci vogliono piatti leggeri e veloci da preparare.


Ecco qui due ricettine super-veloci, si preparano in 8 minuti.


Straccetti di pollo al pomodoro

Per 4 persone:
 1 petto di pollo da 500 gr.
, 1 cipolla media
, 4 cucchiai di farina, 
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 
1dl di vino bianco, 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato, sale e pepe.


TAGLIA il petto di pollo a striscioline, togliendo gli ossicini, le cartilagini e il grasso. Passali nella farina ed elimina l'eccesso. Impieghi 2 minuti
.
TRITA la cipolla su un tagliere di legno con un coltello. In alternativa puoi usar il mixer. Scalda l'olio in una padella e falla dorare appena (1 minuto)

UNISCI anche il pollo e fallo rosolare, girandolo spesso con un cucchiaio di legno. Aggiungi sale e sfuma col vino bianco. Ci vogliono 2 minuti

AGGIUNGI il concentrato di pomodoro e 1/2 bicchiere d'acqua, mescola e cuoci per 3 minuti. Rifinisci col prezzemolo tritato prima di servire.

Un'altra ricetta consigliata per i mesi estivi, veloce di minima difficoltà e con pochissime calorie.
 


FETTUCCINE ALLA RAPIDA
Ingredienti per 4 persone:
 
280 gr. di fettuccine, 
1 manciata di capperi
olive nere e verdi (una decina per tipo), 
1/2 peperoncino, può andare bene anche un pizzico di quello tritato
, 4 cucchiai di olio di oliva e.v., 
1 mazzetto di prezzemolo e 1 di basilico
1 cipolla
, 2 cucchiai di pecorino gratuggiato, 
6 pomodori
, sale qb
.

In una casseruola fate soffriggere con l'olio ben caldo la cipolla, il prezzemolo e il basilico lavati asciugati e tritati finemente. Intanto portate ad ebollizione abbondante acqua salata in una pentola lessate le fettuccine e scolatele piuttosto al dente. Ponete la pasta nella zuppiera e conditela con parte del soffritto. Aggiungete le olive, i pomodori freschi scottati e privati della pellicina, il peperoncino, i capperi e il restante soffritto. Mescolate bene e servite la pasta accompagnandola con pecorino gratuggiato.
 
 


Abbronzatura e alimentazione VitamineE’ un dovere ricordare che gli esperti consigliano l’utilizzo di adeguate protezioni nel momento in cui si espone la propria pelle al sole; il discorso vale anche per chi ha pelli non particolarmente sensibili. E’ opportuno iniziare con un’alta protezione per poi diminuire la gradazione e parallelamente è importante esporsi anche al sole in maniera graduale (mai nelle ore centrali della giornata); ricordate inoltre che per prepararsi alla tintarella bisogna prima di tutto occuparsi di alimentazione. La carota svolge un ruolo importante; è un ortaggio che possiede molteplici proprietà sfruttate sia in campo alimentare che cosmetico, è ricca sia di betacarotene che di vit. B, C, PP, E, sali minerali e amidi. Si consiglia l’uso di integratori a base di betacarotene, utili per tonificare fegato e reni, regolare il colesterolo e facilitare la diuresi. Bisogna ricorrere anche all’uso di pomodoro, anguria, albicocche, pompelmo rosa, papaia e uva. Assumere antiossidanti almeno un mese prima dell’esposizione ai raggi del sole aiuta a non scottarsi e proteggersi dai danni a lungo termine. Gelato: dolce leggerezza Educazione AlimentareConoscete qualcuno a cui non piace il gelato? Sembra impossibile, eppure, secondo un recente sondaggio, a non amare coni e coppette, cornetti o biscotti farciti sono cinque italiano su cento. Si può azzardare però che presto o tardi saranno conquistato anche loro, visto che ormai è una gara accesissima tra industrie e artigiani a chi fa il gelato migliore. La qualità è il chiodo fisso in entrambi i settori e i gusti non si contano più. Anche oggi, nonostante la crisi, non si rinuncia al gelido piacere che si scioglie in bocca e che per pochi euro, ci gratifica il palato. A parte la suddivisione tra gelato industriale e artigianale, del gelato esistono due categorie: a base di latte e a base di frutta. Nei primi si parte da una miscela composta da latte e/o panna, uova e zuccheri. Nei secondi da acqua o latte e polpa o succo di frutta. Dai primi derivano torroncino, bacio, malaga, stracciatella.... Alla già ricca miscela di partenza si aggiungono spesso leccornie quali canditi, cacao, frutta secca, croccanti, amaretti e via dicendo. Gusto e leggerezza Dessert, sfizio da impulso (una volta si diceva da passeggio), contorno ma anche spezzafame o minipasto: il gelato ha il diritto di essere considerato un alimento vero e proprio. Naturalmente, ingredienti quali latte, uova, frutta (per non parlare di panna, burro, cioccolato, frutta secca) forniscono ottime proteine, zuccheri semplici di pronto impiego, vitamine ed anche utili sali minerali, come calcio e fosforo. Specie nelle stagioni miti, il gelato fa da merenda o sostituisce il veloce panino consumato nell'intervallo di pranzo. Come sempre, basterà non eccedere per non trovarsi con un surplus di calorie giornaliere. I gelati a base di latte sono più grassi di quelli alla frutta. Questi, se non prevedono fantasiose e caloriche aggiunte sono quasi dietetici. Non tutti, però. Un discorso a parte va fatto per pistacchio, mandorla, castagna, noce e nocciola. Il gelato a tutti questi gusti,infatti si fa partendo da una base di crema, quindi non consente un risparmio di calorie. Per fare qualche esempio: tre palline di gelato alla frutta, forniscono meno di 100 calorie, due palline di crema e una alla frutta, raggiungono le 150. Un gelato tradizionale, quelli da cinema per intenderci, vale 35 calorie, un gelato con biscotto 224, mentre uno stecco maxi arriva a 260. Sul gelato confezionato si può consultare l'etichetta nutrizionale del valore energetico. Questo si riferisce a 100 gr, anche se il gelato che stiamo mangiano pesa meno. A volte, sulle confezioni, c'è la doppia indicazione, anche quella relativa alle calorie della pozione che abbiamo davanti. Con la crisi è boom di piatti pronti Educazione AlimentarePurtroppo in tempo di crisi ci sono degli effetti anche sulle abitudini alimentari degli italiani; non perde il primato la pasta (+2,4%) e anche il pesce mantiene il passo sia decongelato che surgelato (rispettivamente +3,6% e +2,7%). Parallelamente sta prendendo vita un nuovo vero e proprio boom per le vaschette pronte di verdura (+11,6%). Questa è diventata l’ottica dell’italiano medio che vive la crisi, se da un lato tornano sulle nostre tavole i piatti tradizionali, come nel caso della pasta, dall’altro vediamo in aumento le verdure pronte in vaschetta che nel 2008 hanno evidenziato una crescita del +16,7% e che nei primi tre mesi del 2009 confermano questa ricerca del consumatore verso "qualità e servizio". Le quantità di piatti pronti per l’uso in sacchetto acquistate dagli italiani sono triplicate e trovano spazio nel carrello della spesa di quasi 1 italiano su 2. I primi piatti pronti sono aumentati nel 2008 addirittura del 47,2%. Infine è aumentata l’attenzione verso la salute: in crescita i prodotti senza grassi (+24,7%), quelli senza glutine (+17,2%), i prodotti light (+7,7%), i prodotti ipocalorici (+1,4%) e quelli integrali (+2,2%). Ritarda l’invecchiamento del cervello con i broccoli Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sul Colesterolo

Secondo uno studio effettuato da scienziati americani, sembra proprio che broccoli e spinaci permettono alle donne di evitare un invecchiamento precoce del cervello. Mangiando spesso queste verdure, le donne potranno conservare un’ottima salute del cervello, diminuendo il rischio di malattie gravi come l’Alzheimer. E’ quindi possibile mantenere in buona salute il nostro cervello, seguendo una dieta regolare basata soprattutto su questi due tipi di verdura. Una persona di 50anni che soffre di obesità, ipertensione e colesterolo è soggetta maggiormente al rischio di soffrire, nel corso degli anni, di malattie di demenza ecco perché e buona abitudine evitare che questi disturbi peggiorino ulteriormente. La modifica dello stile di vita riduce di molto l’insorgere di peggioramenti, il test effettuato su 1449 finlandesi che vivevano una vita sedentaria, a dato risultati negativi dopo 10 anni. Infatti, dopo molti anni di continua vita sedentaria, la maggior parte dei pazienti ha sviluppato una forma di demenza. Mentre i soggetti che 10anni prima soffrivano già di colesterolo e obesità si sono ritrovati ad aver problemi più ancor più gravi. I dati forniti sullo studio di questa teoria sono molto chiari, le donne di circa 60anni che mangiano più verdure verdi (broccolo, cavolfiori, spinaci) si sono dimostrate più in gamba al test della memoria, dell’abilità del parlare e dell’attenzione. Quindi iniziare una prevenzione per controllare l’obesità arrivati all’età di 50 anni, permette di avere rischi e problemi meno gravi nel corso degli anni futuri, non trascurate queste informazioni, la vostra salute ne trarrà ottimi benefici.
Conosci l’olio di Krill? AntiossidantiIn norvegese, krill significa “cibo di balena”, con riferimento ai nugoli di crostacei minuscoli che fanno parte dei banchi di zooplancton. Il più noto di questi crostacei, si chiama Euphrasia superba, è una specie diffusa soprattutto nelle acque fredde dell’Antartico. Si tratta di un gamberetto che attualmente è soggetto ai numerosi studi scientifici dai risultati promettenti. Si stima che la quantità di krill attualmente disponibile sia di 6.000 milioni di tonnellate. Si tratta, infatti, della specie multicellulare più diffusa sul nostro pianeta. Da notare che il krill vive nei fondali dell’oceano Antartico, al riparo dall’inquinamento che rappresenta effettivamente un rischio per gli oli di pesce. L’olio di krill è ricco di sostanze nutrienti di grande valore, come acidi grassi omega3, fosfolipidi e antiossidanti. Influenza favorevole sui lipidi sanguini, azione anticoagulante, effetto antiinfiammatorio e molto altro. I benefici degli acidi omega 3 sono noti a tutti, e non si limitano a quelli sopra elencati. Come gli omega 6 anche gli omega 3 aiutano il morale, combattono lo stress, migliorano le condizioni di pelle e cappelli e alleviano la sindrome premestruale. Quanto agli acidi omega 9 la caratteristica interessante che li riguarda ha a che fare con il colesterolo buono, influenzandolo favorevolmente. I fosfolipidi, abbondantemente presenti nel nostro cervello, contribuiscono al funzionamento di quest’organo e più specificamente ai processi di concentrazione, memorizzazione e apprendimento. Infine, gli antiossidanti hanno un ruolo doppio, prima di tutto impediscono il degrado dell’olio di krill, rendendolo parecchio stabile e poi proteggono le nostre cellule dall’effetto nocivo dei radicali liberi, che provocano l’invecchiamento precoce. L\' importanza della colazione per i bambini Educazione AlimentareNella nostra società e soprattutto al giorno d’oggi sono davvero tanti i bambini che al mattino, prima di andare a scuola, non ne vogliono sapere di far colazione; perché no? Perché sono stanchi, perché non hanno fame o perché si trovano impegnati in qualche attività decisamente più interessante (quale vedere la tv). Ma attenti, gli esperti parlano chiaro e ricordano che i bambini che saltano la prima colazione hanno maggiori probabilità di diventare in sovrappeso, cosa che a lungo termine può portare allo sviluppo di problemi di salute cronici. Secondo uno studio viene mostrato che questa abitudine a saltare o limitare di molto la colazione “si traduce in difficoltà di apprendimento durante le ore scolastiche e in una riduzione e scarsa attenzione per le scelte alimentari durante il resto della giornata”. Questo ha una brutta influenza sull’assunzione di alimenti necessari quali la frutta e la verdura, indispensabili ogni giorno. Il 22% dei genitori intervistati ha ammesso che i loro bambini saltano la prima colazione tre giorni su cinque ogni settimana; un ulteriore 20% salta la prima colazione uno o due giorni a settimana. Alla domanda del perché i figli saltavano la colazione, la maggioranza dei genitori ha detto che era per via del poco tempo a disposizione prima di uscire di casa per andare a scuola o al lavoro. E con tutti il rispetto, questa non può essere considerata una scusante; è sufficiente organizzare meglio il proprio tempo. Sì ad un alimentazione sana Educazione AlimentareOggi, aprendo un giornale o una rivista qualunque, ci si imbatte quasi sempre in qualche nuovo articolo strampalato che sottolinea ed enfatizza la pericolosità di alimenti prima ritenuti del tutto innocui per la salute, tanto che c'è da chiedersi a volte come abbia fatto la razza umana a sopravvivere, mangiando come ha mangiato nel corso dei secoli. Ma da questo bombardamento di informazioni per lo più inutili è possibile ricavare alcuni principi basilari per una alimentazione sana. Seguiteli coscienziosamente, e otterrete in cambio un aspetto snello, una pelle splendente, denti, capelli e unghie sani, occhi luminosi e vitalità a non finire. E non tirate fuori la storia che la vita è insopportabile senza hamburger o torte. Nessun alimento, mangiato occasionalmente, può recar danno. È quel che mangiate nel 99 per cento dei casi che conta, e non certo la deviazione dalla norma che costituisce l'un per cento. La soluzione sta letteralmente nelle vostre mani, esaminiamola insieme punto per punto con qualche consiglio: · - Mangiate più fibre. Le fibre danno volume al cibo, saziano di più e più in fretta, agevolano il passaggio delle scorie alimentari attraverso l'intestino. In genere i cibi industriali e raffinati hanno un contenuto di fibre notevolmente basso. Al pane bianco preferite quello integrale; fate uso di cereali integrali come il muesli, di pasta e riso integrali, di farina integrale anche per preparare dolci, così da aumentare il contenuto di fibre della vostra dieta. Consumate più cibi crudi, ovvero frutta fresca e insalate. - Mangiate meno zucchero. Lo zucchero fa male ai denti e malissimo al peso, quindi smettete di prenderlo con il tè o il caffè e di aggiungerlo a bevande e alimenti. I dolci, il cioccolato, i biscotti, e i gelati sono particolarmente ricchi di zucchero, per cui è necessario dare loro un taglio. Come spuntino tra un pasto e l'altro preferite la frutta fresca, le carote crude, il sedano, il pane integrale. Mangiate meno grassi. Quasi tutti i dietologi concordano sul fatto che è meglio ridurre la quantità di grassi animali nell'alimentazione. Questo significa preferire il pesce o il pollo alla carne rossa, ricca di grassi occulti; optare per il latte scremato; scegliere formaggi a basso contenuto di grassi come la ricotta e la mozzarella; spalmare il pane con margarina, ricca di grassi polinsaturi, invece che con burro. Non friggete mai i cibi, se potete usare come alternativa la griglia, e fate attenzione alle salsine molto condite e cremose che bastano da sole a rovinare un pasto sano. Contrariamente a quanto si crede le patate sono molto nutrienti e salutari, ovviamente se non vengono fritte o ricoperte di grasso e arrostite. Mangiatele lesse, al forno o come purè, per evitare in tal modo di distruggerne i benefici. - Bevete almeno due litri di acqua al giorno Bevete più acqua, almeno 6-8 bicchieri al giorno, che è priva di calorie. È la cosa più sana che possiate bere. Si pensa che i succhi di frutta facciano bene per il loro alto contenuto di vitamine e minerali, ma sono anche ricchi di zuccheri naturali. Il tè e il caffè contengono invece stimolanti che possono procurare ansia e insonnia. Bevetene un paio di tazze al giorno, non di più, e mai prima di andare a letto. Un bicchiere di latte è utile per conciliare il sonno, ma usate latte scremato, per non ingrassare. Evitate i super alcolici, anche perché l'organismo della donna è meno in grado di reggere l'alcol di quello dell'uomo Come è vero pure che il fegato di una persona giovane regge l'alcol meno bene di quello di una persona anziana. Tre ricette per mettere in tavola l’estate RicetteIngredienti (1 persona): 50 gr di penne, 100 gr di calamari, 10 gr di rucola, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 spicchio d'aglio, 1 cucchiaino di olio d'oliva, sale.

Porta ad ebollizione abbondante acqua salata ed aggiungi la pasta. Mentre cuoce sbuccia l'aglio e lava il prezzemolo, poi tritali finemente e versali insieme in una pentola con l'olio. Lasciali rosolare e dopo due minuti aggiungi i calamari lavati e tagliati a pezzetti. Lascia cuocere a fuoco medio per 15 minuti bagnando con poca acqua se necessario. Prima di spegnere aggiungere la rucola tagliata grossolanamente e amalgamala al sugo. Scola la pasta e condiscila con il sugo di calamari e rucola.

Insalata saporita
Ingredienti (1 persona): 200 gr di lattuga, 1 cucchiaio di capperi sottaceto, 2 cucchiai di mais al naturale, 50 gr di pomodorini, qualche filo di erba cipollina, 1 cucchiaio di aceto balsamico, 1 cucchiaino di olio d'oliva, sale.

Lava le verdure, poi taglia a pezzetti la lattuga e versala in una ciotola. Taglia in quarti i pomodorini e aggiungili alla ciotola con i capperi ed il mais ben sgocciolato. Prepara un emulsione con olio, l'aceto balsamico, l'erba cipollina tritata e un pizzico di sale. Versa sull'insalata e mescola bene il condimento.

Involtini di zucchine
Ingredienti (1 persona): 90 gr di ricotta, 200 gr di zucchine, 60 gr di indivia, qualche stelo di erba cipollina, 1 cucchiaino di olio d'oliva, 1 cucchiaino di capperi, sale.

Lava e spunta le zucchine e affettale nel senso della lunghezza usando il pelapatate, ricavandone dei nastri sottili. In una ciotola mescola, fino ad ottenere un composto omogeneo, la ricotta con l'erba cipollina ed i capperi tritati, una presa di sale e l'olio. Spalma il composto sui nastri di zucchine e arrotolali ad involtino. Legali con qualche stelo di erba cipollina, poi disponili su un piatto con l'indivia. Se preferisci puoi grigliare per qualche minuto i nastri di zucchine prima di spalmarli con la ricotta.
Vitamine: amiche di bellezza VitamineSempre più raffinato, scientifico e indispensabile per apparire, il cosmetico si rivolge al mondo della natura con crescente interesse. Ma, al tempo stesso, nessuno sembra più negare che una pelle liscia e luminosa è anche frutto di una corretta alimentazione quotidiana.. Organo vivo e sensibile, la pelle è sede di un intenso lavorio biochimico che richiede l'apporto costante di molteplici nutrienti. Fra questi hanno un ruolo di primaria importanza le vitamine. Quelle che intrattengono un rapporto privilegiato con la cute sono la A, la E. la C, la F e quelle del gruppo B (nell'insieme fanno spicco la B2, B3, B5 e B8). Esse danno la sveglia alle cellule dell'epidermide, attivano i circuiti energetici che le mantengono in vita, in una parola non consentono loro di impigrirsi e quindi di invecchiare. Imparate a leggere i segni della pelle e a decifrarne i messaggi: Se scrutandovi davanti allo specchio vi accorgete che la pelle è untuosa per una eccessiva secrezione delle ghiandole sebacee (se ne contano fino a 300 mila!), potrete concludere che vi è una deficienza di B2 (riboflavina) e di B8 (biotina): una pelle secca e arida denuncerà una carenza di B3 mentre una precoce tendenza alla calvizie e all'ingrigimento dei capelli si dovrà imputare a un deficit di B5 (acido pantotenico). Il lievito di birra, in polvere o in compresse, correggerà lo scompenso in tempi molto brevi. La pelle desquamante e untuosa, i capelli e le unghie fragili, la presenza di forfora, magari accompagnati da segni più o meno espliciti di varici alle gambe, sono indizi inequivocabili di carenza di vitamina F. Aumentate il consumo di oli vegetali tutto ritornerà nella norma. Chi soffre di carenza di vitamina A potrà ritrovarsi una pelle secca, arida, squamosa, sovrabbondante di punti neri (comedoni), con i follicoli piliferi che si deformano e sporgono dalla superficie cutanea rendendola diseguale; spesso aumenta la suscettibilità della cute alle infezioni. Se così fosse, affrettatevi a integrare il vostro menu con carote e altri ortaggi ricchi di vitamina A. La pelle atonica, come se fosse crollata l'impalcatura su cui poggia il tessuto cutaneo, l'assenza del suo consueto turgore sono un chiaro indice che avete bisogno di vitamina C. Affidatevi alle spremute di arancia e di pompelmo. Se, infine, la pelle apparirà opaca e costantemente pallida (perché non sufficientemente irrorata di sangue), sarà la vitamina E contenuta nell'olio di germe di grano e anche negli altri oli di natura vegetale a restituire al mantello cutaneo lucentezza e colore. Non tutti gli effetti di queste carenze vitamiche si limitano al piano fisico: depressione, irritabilità e insonnia sono conseguenze altrettanto comuni. Chi per esempio, è soggetto a improvvisi cambi d’umore o inspiegabili momenti di depressione potrà trovare qualche giovamento nell’uso di supplementi di vitamine B1, B2, B5 e B6, acido folico, vitamina C, bioflavonoidi, calcio, magnesio e zinco.