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Pausa pranzo: cosa scegliere? 	 Alimentazione Corretta
	La pausa pranzo è uno dei momenti topici della giornata, soprattutto per le persone che stanno cercando di rimettersi in forma e per quelle che vogliono evitare di mettere su peso a causa delle tentazioni offerte da snack, patatine e junk food.

	 

	Siete costretti per lavoro a pranzare spesso fuori? Non riuscite a resistere alla chiamata di tramezzini ed aperitivi ma volete evitare di ingrassare? Cercate un’alternativa sana e gustosa al cibo da fast-food? Ecco qualche consiglio su cosa mangiare e cosa evitare quando siete a pranzo fuori.

	 

	Il pranzo è uno dei pasti più importanti della giornata. Anche se, per lavoro o per scelta, dovete pranzare fuori casa, questo non significa che potete esimervi dal rispettare i dettami di una dieta sana, equilibrata e leggera. Abbuffarsi di panini, snack e patatine comporta un notevole stress per l’organismo, che spesso reagisce accumulando grasso e chili in eccesso.

	 

	Per evitare di ingrassate e di esporre il vostro corpo alla comparsa di disturbi o patologie gravi, dovete semplicemente seguire delle regole di base, anche quando siete a pranzo fuori. 

	 

	Secondo l’ASSIC (Associazione per la Sicurezza della Salute in Cucina) un pasto corretto dal punto di vista nutrizionale e dietetico dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: essere gradevole alla vista ma anche saporito; essere preparato accostando razionalmente gli ingredienti e cucinato in maniera corretta; contenere ingredienti in proporzioni equilibrate.

	 

	Facciamo qualche esempio per capire cosa mangiare e cosa evitare quando si pranza fuori. Se vi trovate di fronte ad un buffet, piuttosto che optare per tramezzini, fritti o pizzette, scegliete un mix di verdure oppure un piatto a base di pesce, meglio se cucinato al vapore.

	 

	Al ristorante via libera per insalate di pasta o piatti a base di riso. Evitate, invece, piatti eccessivamente conditi o molto grassi, come le fritture, la carne grigliata o impanata, ed i dessert. Chiudete il pasto con una macedonia o della frutta piuttosto che con una fetta di torta. 

	 

	Se siete in un bar o al fast-food state lontani da patatine fritte, hamburger e cheeseburger. Optate per pietanze a base di pollo e insalata. Se il panino con mozzarella, maionese, uova e affettato vi tenta, cercate di resistere e ordinate un panino con tonno ed insalata, possibilmente privo di salse. 

	 

	Lucia D'Addezio

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	Vuoi saperne di più sull'alimentazione sana? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Dolce droga o droga dolce?
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Cavolo e broccolo: ricette sane e golose Ricette La dieta mediterranea è famosa per le sue proprietà benefiche, dovute in particolar modo all’abbondanza di verdure fresche, ricche di sostanze nutritive e povere di grassi. Tra gli ortaggi “miracolosi” della dieta mediterranea ce ne sono due davvero speciali: il cavolo ed il broccolo.   Cavoli, cavolfiori, broccoli, cavoletti di Bruxelles e cavoli rossi sono ingredienti essenziali di un regime alimentare sano, equilibrato e disintossicante. Tutti questi ortaggi sono ricchissimi di Vitamina C, Calcio, Acido Folico, Potassio e Ferro, sostanze dalle proprietà positive per il nostro organismo. Secondo recenti studi, inoltre, i vegetali della famiglia dei cavoli conterrebbero alti livelli di Acido Glutamminico, che aiuterebbe a combattere la pressione alta. Si tratta, quindi, di verdure “amiche della salute”. Vediamo insieme come cucinarle per creare piatti sani e sfiziosi.   Zuppa di cavolo rosso
  1 cavolo rosso
2 mele
50 grammi di guanciale
30 grammi di burro salato
1 scalogno
1 cucchiaio di zucchero
olio d’oliva sale e pepe q.b.
  Tagliare due mele a dadini. In una padella scaldare l’olio e far soffriggere il guanciale ed uno scalogno affettato. Aggiungere il cavolo rosso a fette sottili e le mele a dadini. Salare e pepare il tutto e lasciar cuocere a fiamma alta. Mescolare di tanto in tanto. Aggiungere dell’acqua fino a coprire i restanti ingredienti e lasciar cuocere per 15 minuti a fiamma media. Per concludere la ricetta passare la zuppa al mixer in modo da ottenere una crema delicata. Disporre in un piatto e decorare a piacere con qualche foglia di cavolo rosso avanzata e qualche ciuffetto di prezzemolo.   Farfalle gratinate con cavolfiore e broccoli
  400 grammi di Farfalle
250 grammi di cavolfiore
125 grammi di broccoli
75 grammi di formaggio grattugiato
1 confezione di besciamella
2 cucchiai di pangrattato
Aglio Sale e pepe
  Cuocere la pasta come di consueto e, nel frattempo, preriscaldare il forno a 150 gradi. In una padella fare un soffritto di aglio e cuocere i cavolfiori ed i broccoli, aggiungendo un po’ di acqua se necessario. Salare e pepare durante la cottura. Una volta ammorbiditi, schiacciare i vegetali con una forchetta e lasciar cuocere per 10 minuti.   Quando la pasta, versarla nella padella con la crema di broccoli e cavolfiori e mescolare per 5 minuti su fiamma bassa. Versare il tutto in una teglia imburrata ed aggiungere la besciamella. Mischiare bene. Spolverare con il formaggio grattugiato e con un po’ di pangrattato. Infornare fino ad ottenere una crosta dorata sulla sommità.   Lucia D'Addezio
La dieta per migliorare la fertilità Gravidanza Curare in maniera corretta il tuo corpo nella fase che precede il concepimento di un bimbo è fondamentale per permetterti di restare incinta subito. Migliora la tua fertilità con una dieta sana ed equilibrata. Ecco come.   La dieta è una componente essenziale per essere in salute ed in forma. Questo vale più che mai per le donne che stanno tentando di mettere al mondo un frugoletto. Per riuscire a concepire un bimbo senza intoppi è fondamentale che tu conosca il tuo corpo e che tu lo nutra in funzione della tua futura gravidanza.   Le italiane sembrerebbero avvantaggiate in questo campo perché, secondo la rivista “Fertility and Sterility”, la dieta mediterranea sarebbe il regime alimentare perfetto per migliorare la fertilità femminile. Gli “ingredienti” più efficaci per massimizzare le possibilità di mettere al mondo un bambino sarebbero verdure fresche, pesce e cereali.   A confermare gli effetti positivi della dieta mediterranea sulla fertilità delle donne è stato Jorge Chavarro, ricercatore nel campo della Nutrizione presso l’Università di Harvard, che ha svolto un interessante studio sul tema.   Ne è stato evinto che esistono dei cibi che aiutano la donna ad aumentare la sua fertilità. Quali sono? Innanzitutto i cereali, la frutta e la verdura a foglia verde.   Quando si vuole mettere al mondo un figlio è necessario che il corpo abbia il giusto apporto di Vitamine, di Acido Folico, di Ferro e di Calcio. Per l’integrazione di quest’ultimo è utile consumare latte e formaggi, ma senza esagerare. Anche alcuni vegetali sono ricchi di Calcio, per esempio le mandorle, il cavolo, i fagioli, etc. Sarebbe meglio, inoltre, preferire il pesce alla carne, soprattutto alla carne rossa.   Quali cibi, invece, sarebbe meglio evitare quando si cerca una gravidanza?
  Per avere più chance di restare incinta sarebbe meglio evitare la carne rossa, i cibi molto dolci e ricchi di zuccheri, i grassi animali e, più in generale, tutti i cibi considerati “spazzatura”, pericolosi per la salute della donna e per quella del bimbo in arrivo.   Lucia D'Addezio ....................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle vitamine? Dieta in gravidanza - La carenza di vitamina b12 può causare spina bifida

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Dolce droga o droga dolce? Alimentazione Corretta Il peccato di gola non è solo uno dei sette vici capitali, è proprio una droga. A dirlo sono diversi studi condotti in tutto il mondo che hanno coinvolto anche l'Università italiana La Sapienza.   Alcuni mesi fa i ricercatori si interrogarono sul perché molte diete condotte da alcuni soggetti volenterosi fallissero. Bisogna domandarsi se tutto dipende dalla volontà o se c'è anche un'altra causa. I ricercatori propendono per un'altra spiegazione: i cibi ricchi di grassi e zuccheri obbligano il nostro cervello a desiderarli enormemente e sono dunque delle droghe. Si tratta di una vera e propria dipendenza da cibo. Insomma più che andare dal dietologo dovresti disintossicarti.   A dirlo è uno studio condotto da un team di ricercatori della Boston University Shool of Medicine, diretti da due italiani, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma. Lo studio ha evidenziato che il consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi genera per il cervello reazioni simili a quelle derivanti dall’uso di stupefacenti.   Questo meccanismo è legato anche alla dipendenza dal cibo da fast food e alle merendine industriali. Ma come fare dunque per placare questa dipendenza?   A volte basta cercare di non imbattersi nei pasticcini per riuscire a resistere, ma spesso il desiderio è talmente forte che se solo passassimo per la pasticceria ne usciremmo con dieci chili in più. Si può placare la voglia di dolci e sconfiggere quella sensazione di dipendenza che sembra dominare la nostra vita? Sì, con qualche consiglio che aiuta ad aumentare l'autocontrollo.   Il modo migliore per non dipendere da nessun tipo di droga e dunque nemmeno dalla droga degli zuccheri è "affidarsi alla serotonina". L'aumento della serotonina diminuisce il senso di fame e placa anche l'ansia. Per aumentare la serotonina bisogna mangiare Yogurt, banane e latte perché sono alimenti ricchi di triptofano.   Inoltre è importante non saltare i pasti e fare una colazione ricca, nutriente e leggera. Diminuire invece la quantità di cibo a pranzo e bere moltissima acqua. In questo modo vedrete che la vostra dieta andrà per il verso giusto e la vostra dipendenza sarà piano piano superata!   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui prodotti alimentari? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Chewing gum: ingredienti pericolosi per la salute
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Obesità  infantile: attenzione ai cereali Bambini I cereali sono considerati un’alternativa genuina e salutare alle merendine e ai dolciumi. Soprattutto a colazione sono moltissimi i genitori che, pensando di offrire un pasto leggero e sano ai loro bimbi, optano per i cereali. Purtroppo, però, la verità è un’altra.   Secondo quanto scoperto da uno studio dell'associazione statunitense “Environmental Working Group” (EWG) molti dei cereali più diffusi sulle tavole delle famiglie conterrebbero zuccheri in quantità elevatissime, molto al di sopra delle dosi consigliate per una dieta sana ed equilibrata.   Mentre i genitori credono di offrire ai bimbi una colazione leggera e “amica” della salute, in realtà (e senza saperlo) farebbero introdurre ai piccoli una vera e propria bomba calorica.   La EWG ha analizzato 84 tipi di cereali tra quelli più venduti e più conosciuti individuando quantità di zuccheri insospettabilmente elevate. I ricercatori hanno registrato durante i loro test che solo 1 confezione su 4 di cereali di larga diffusione rispetterebbe le dosi massime di zucchero consigliate (massimo il 26 per cento di zuccheri sul peso totale). E sono proprio le marche di cereali più famose e consumate a deludere di più.   La gravità della situazione è facilmente dimostrabile anche ai meno esperti sottolineando che con i livelli attuali di zucchero presenti in questi prodotti, mangiare una tazza di latte e cereali equivarrebbe a ingerire 3 barrette di cioccolato contemporaneamente.   Come offrire una colazione sane e leggera ai bambini? Ecco qualche consiglio:   1. leggete sempre le etichette dei cereali e scegliete quelli con pochi zuccheri oppure quelli sugar free;   2. optate per i cereali ad alto contenuti di fibre;   3. attenzione agli zuccheri “camuffati”: non fatevi ingannare da ingredienti zuccherini come il saccarosio, il lattosio, il glucosio, la melassa, il miele, il succo di frutta concentrato, e così via;   4. fate mangiare ai bambini frutta o yogurt piuttosto che merendine e dolci.   Lucia D'Addezio .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Allarme obesità nei bambini - Bambini troppo magri o troppo grassi: ecco cosa mangiare ad ogni età Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini Panettone: come leggere l'etichetta Alimentazione Corretta Leggi lo speciale Natale 2011
  Arriva il Natale e con esso tutte le delizie tipiche delle Festività, che possiamo finalmente mettere in tavola senza avere troppi rimorsi. Il panettone è una delle prelibatezze a cui davvero pochissimi sanno resistere: in fondo le Feste natalizie sono anche un momento per togliersi qualche sfizio senza pensare troppo alla dieta e ai chili di troppo!   Ma sapete davvero come scegliere il panettone e come non prendere fregature? Il segreto è nell’etichetta, che può salvarci dall’acquistare un panettone industriale spacciato per prodotto artigianale e che può aiutarci a distinguere un vero panettone di buon qualità da uno preparato con ingredienti di sintesi.   Innanzitutto impariamo a conoscere il panettone, focalizzandoci sugli ingredienti tradizionali di questo dolce squisito. Il vero Panettone è preparato utilizzando solo farina, lievito naturale, uova fresche, zucchero, burro, uva sultanina e frutta candita.   Sull’etichetta potete verificare se l’uva sultanina ed i canditi sono in quantità corretta, come da tradizione: cioè il 20 per cento di tutti gli ingredienti.   Un’altra cosa che vale la pena verificare è se il tuorlo d’uovo rappresenta il 4 per cento del totale degli ingredienti (come vuole la tradizione) e se il burro rappresenta il 16 per cento degli ingredienti.   Nel dubbio, preferite sempre il panettone la cui etichetta riporta la presenza di burro, piuttosto che di margarina. Non è vero che la margarina è più magra e leggera! Sarebbe, inoltre, meglio se tra le componenti non ci fossero additivi o conservanti.   Anche se l’acquisto di un panettone artigianale può sembrare la soluzione migliore e più sicura, non abbassate la guardia: la lista degli ingredienti deve essere riportata per legge anche sui prodotti artigianali. Se ci sono indicazioni sulla provenienza, come dovrebbe essere, è sempre preferibile accertarsi che si tratti di produzione italiana, meglio se locale.   Adesso siete pronti per comprare i vostri panettoni senza errori o pericoli di ricevere fregature. Buon appetito!   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle etichette dei prodotti alimentari? Gli alimenti anti cancro - Come leggere le etichette alimentari
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Chewing gum: ingredienti pericolosi per la salute Alimentazione Corretta Il famigerato Chewing gum, che in italiano viene chiamato anche “Gomma da masticare” o “Gomma americana”, è un prodotto venduto con successo praticamente in tutti i Paesi del mondo. A consumarlo sono adulti, anziani e bambini.
Ma quando masticate una gomma, sapete davvero cosa avete messo in bocca?
  Le gomme da masticare sono entrate prepotentemente nella nostra vita quotidiana ed il fatto che vengano fatte consumare anche ai bambini indica quanto poco i consumatori ne sappiano di questi prodotti considerati “dolciari”. I Chewing gum sono, infatti, da tempo additati come pericolosi per la salute umana a causa di alcuni ingredienti tossici in essi contenuti.   Tra le componenti delle gomme da masticare vendute nei banchi dei supermercati e comunemente consumate da grandi e piccini ci sarebbero, difatti, delle sostanze chimiche dai possibili effetti negativi sull’organismo umano.   L’utilizzo della gomma come prodotto da masticare risale a tempi antichissimi. Già i Maya abitualmente consumavano palline di gomma dette “Chicle”, che non andavano mangiate ma solo masticate. Fu però William Semple, americano, a brevettare la ricetta del Chewing gum moderno. Correva l’anno 1869. Da allora ad oggi la ricetta è cambiata ben poco ma la diffusione del prodotto ha raggiunto proporzioni globali.   Di certo anche voi avrete masticato una gomma almeno una volta nella vostra vita o, molto probabilmente, più di una volta. Ma sapete con quali ingredienti vengono preparati i Chewing gum?

I Chewing gum sono dei prodotti a base di gomma, contenenti anche zucchero (o altri dolcificanti), additivi, aromi vari ed alcune sostanze chimiche. Tra quelle ritenute potenzialmente pericolose per la salute umana ci sono:   1. l’Aspartame, un dolcificante artigianale, tossico per gli esseri umani e cancerogeno;   2. l’Acetato di vinile, base della colla vinilica, anch’esso ritenuto cancerogeno;
3. il Fluoruro di sodio, causa tra le altre cose di osteoporosi e squilibri ormonali;   4. la Gomma, impossibile da digerire per l’essere umano;   5. alcuni coloranti artificiali, considerati causa dell’insorgenza di neoplasie della vescica.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui prodotti alimentari? Leggi: Tonno in scatole cosa metti davvero in tavola - Quello che c'è dietro le baby-carote
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Ricette di Natale facili: consigli per il menu natalizio Ricette Leggi lo speciale Ricette Natale 2011
  Con il Natale alle porte iniziano anche i preparativi per il fatidico pranzo di Natale. Ecco qualche consiglio per un menu facilissimo da realizzare, con ricette e dritte per preparare un pranzo di Natale perfetto e gustoso.   Antipasti: Tartine al tartufo e Tartine al caviale
  Per gli antipasti puoi puntare su delle tartine, senza eccedere nelle dosi, in modo da non rovinare l’appetito dei tuoi ospiti.   Avrai bisogno di pane in cassetta, salsa tartufata, uova di pesce (caviale o simili) e burro. Taglia il pane nella forma desiderata (puoi usare anche le formine da biscotto per creare delle tartine più particolari). Spalma su ogni tartina uno strato di burro e poi su metà delle tartine concludi con le uova di pesce e sull’altra metà con la salsa tartufata.   Primo Piatto: Farfalle alla vodka e salmone
  Il Primo è la portata più importante. Un grande classico, sempre molto apprezzato dagli ospiti, sono le Farfalle alla vodka e salmone. Facili da preparare e davvero deliziose. Cuocete la pasta e nel frattempo fate soffriggere il salmone in un po’ di burro. Bagnate il tutto con mezzo bicchiere di vodka bianca e fate evaporare il liquido aspettando un paio di minuti. Condite la pasta con la salsa.   Secondo Piatto: Arrosto di vitello
  Come secondo piatto opta per una portata a base di carne, come un arrosto di vitello. Prendi la carne,  legala con uno spago ed inserisci nella legatura della salvia e del rosmarino. Cospargi la superficie di sale e pepe. Metti la carne in una teglia con dell’olio. Bagna la carne con del vino bianco e con un mestolo di brodo. Inforna a 180°C per circa un’ora. Se vuoi puoi aggiungere delle patate come contorno.   Dessert. Per mantenersi leggeri è meglio optare per un dessert a base di frutta, come una torta gelato. In alternativa, piuttosto che stressarti nel preparare anche il dolce, servi un pandoro o un panettone, rigorosamente artigianale.   Bevande
  Non dimenticare di accompagnare il pranzo di Natale con del buon vino e con dello spumante, per brindare insieme a familiari ed amici.   Lucia D'Addezio
Tonno in scatola cosa metti davvero in tavola Educazione Alimentare Il tema dell’esplicitazione delle caratteristiche del cibo in scatola e del contenuto delle confezioni che troviamo sui banchi del supermercato è più attuale che mai. Uno degli alimenti in scatola che sembra nascondere più segreti è il tonno.   Quando acquistate una scatoletta di tonno, sapete davvero cosa mettete in tavola? Sapete, per esempio, dove il pesce è stato pescato? O di che tipo di tonno si tratta? La risposta è no, e non perché voi siete dei consumatori poco attenti ma perché le etichette quasi mai riportano tali indicazioni.   Un recente rapporto, intitolato “I segreti del tonno. Cosa si nasconde in una scatoletta?”, ha messo in luce una realtà molto preoccupante. I risultati sono il frutto di un’estate di lavoro durante la quale alcuni volontari si sono recati in ben 173 punti vendita per acquistare del tonno in scatola. Lo studio delle etichette ha mostrato che solo nel 50 per cento circa dei casi sappiamo di che tonno si tratta. In aggiunta, solo nel 7 per cento delle scatolette è indicata la provenienza del pesce o l’area dove questo è stato pescato, mentre nel 97 per cento delle etichette mancano le specifiche sul metodo di pesca.   Queste informazioni potrebbero a prima vista sembrare poco rilevanti ma non è così. Il tonno, purtroppo, è sempre meno presente nei nostri mari e ben 5 specie su 8 tra quelle commerciabili sono a rischio estinzione.   Tale situazione porta i pescherecci a spostarsi in aree di mare meno controllate di quelle italiane o ad usare metodi di pesca illegali, come i palamiti oppure le reti a circuizione con “sistemi di aggregazione per pesci” (FAD), che minacciano l’intero ecosistema marino uccidendo tartarughe, squali, mante e tonni giovanissimi.   Tutto il ciclo di riproduzione del tonno è messo a repentaglio, quando esemplari troppo giovani vengono pescati senza avere la possibilità di riprodursi. MareAperto STAR, Nostromo, Maruzzella e Consorcio sono stati indicati come i marchi con le etichette meno trasparenti.   Nelle confezioni Riomare manca sempre l’indicazione sull’area e sul metodo di pesca. In quelle Mareblu non è indicato il metodo di pesca. Qualche passo in avanti è stato fatto da AsdoMar che indica il nome della specie di tonno, l'area di pesca ed anche il metodo impiegato per catturare i pesci.   Lucia D'Addezio ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle etichette dei prodotti alimentari? Leggi: Tumori e rischio tumore alla vescica - Quello che c'è dietro le baby-carote
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Focus sui disordini alimentari Disturbi alimentari E tu sai cos'è il binge-eating-disorder? Vediamo da vicino di cosa si tratta.   Spesso le persone credono di conoscere alla perfezione cosa significa "disordini alimentari" definendoli come cattivi stili di vita che interessano maggiormente donne. In realtà i disordini alimentari colpiscono più uomini che donne anzi c'è un problema in più: è ben noto che gli uomini al supermercato non ci sanno proprio fare. Spesso il carrello si riempie di alimenti del tutto inutili se non proprio delle cosiddette "schifezze" nonostante le buone intenzioni iniziali.   La differenza è che "l'abbuffata compulsiva" è un problema sentito maggiormente dalle donne che quindi ne parlano di più.   Uno studio pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders, ha esaminato 46.351 uomini e donne circa sulla loro relazione con il cibo, scoprendo che quasi l’8% dei soggetti di sesso maschile e l’11% dei soggetti di sesso femminile avevano la tendenza all’abbuffata.   Tutti i soggetti si abbuffavano almeno una volta al mese e questo fattore era spesso associato ad obesità, depressione e a problemi di insonnia. Un quadro che determinava inevitabilmente anche una minore produttività sul lavoro.   Disordini che hanno importanti risvolti negativi sulla salute e sulla qualità della vita. Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare in cui il soggetto ha un desiderio di dimagrire ma, non riuscendo a gestire la propria condizione emotiva, si rifugia nel cibo in preda all'ansia. Ciò determina subito dopo una condizione di noia, nervosismo o frustrazione.   Gli atteggiamenti tipici sono: frequenti episodi in cui si mangiano grandi quantità di cibo in brevi periodi di tempo; sensazione di non avere alcun controllo mentre si mangia; mangiare quando non si ha fame; mangiare in segreto. Il senso di disgusto e di vergogna dopo essersi abbuffati in alcuni casi induce a rigettare quel che si è mangiato.   Bisogna dunque capire le cause per poi riconoscere in che modo bisogna intervenire.
Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sui disturbi alimentari? Curare il disturbo da alimentazione incontrollata  - Disturbi alimentari nell'uomo
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Olio di cocco: porti i tropici in cucina Ricette Conosci le proprietà dell'olio di cocco? Hai qualche idea dei suoi impieghi in cucina? Impariamo a conoscerlo.   L'olio di cocco fa parte dei cosiddetti oli vegetali e proprio per questo contiene un'elevata quantità di acidi grassi stimati intorno all'84%. I grassi saturi sono quelli considerati cattivi. L'olio di cocco per la precisione contiene gli acidi grassi a media catena, che anche se non sono propriamente grassi buoni, non fanno così male incrementando il colesterolo cattivo come si potrebbe pensare.   Il fatto che noi non lo utilizziamo nella dieta mediterranea non significa che sia meno versatile di quello d’oliva. Nella cucina orientale, che ama mischiare colori e sapori usando la natura in tutte le sue parti, l’olio di cocco è un ingrediente fondamentale.   La Nonya è un piatto che utilizza l'olio di cocco: vediamo come impiegarlo.
  400 gr di spaghetti cinesi (noodles), 2 spicchi d'aglio, 1 cucchiaino e 1/2 di coriandolo macinato, 1/2 cucchiaino di tumerice in polvere, olio di cocco q.b., 8 funghi secchi cinesi ammorbiditi nell'acqua, 90 gr. di gamberi rossi sgusciati, 125 gr. di pesce bianco, 2 cipolle medie, 4 peperoncini freschi rossi, sale q.b., 125 gr. di germogli di soia, 2 uova leggermente sbattute, 3 cipollotti tagliati a pezzetti, coriandolo fresco in ramoscello
  Porta ad ebollizione l'acqua e lascia bollire a fuoco spento per 5 minuti i noodles. Schiaccia l'aglio e ottieni un impasto con la tumerice e il coriandolo. Aggiungi 1 cucchiaio d'olio in una padella e soffriggi l'impasto ottenuto per 2 minuti. Taglia i funghi a pezzetti, i gamberi e il pesce e metti il tutto nella padella; friggi a fiamma moderata per 4 minuti.   Quindi togli il soffritto dalla pentola e tienilo al caldo. Aggiungi 2 cucchiai d'olio e friggi le cipolle e il peperoncino, quindi mettere i noodles e il soffritto prima ottenuto, rimescolando energicamente. Fai cuocere dopo aver aggiunto i germogli di soia per 1 minuto coprendo il tutto.   Con le uova leggermente sbattute fai delle omelette, che useremo come base nei piatti, in cui aggiungeremo i noodles cotti nel soffritto.   Guarnire con i cipollotti e i peperoncini a fettine.   Maria Melania Barone
Intolleranza al lattosio: Dieta e alimenti da evitare Allergie e Intolleranze Una delle intolleranze alimentari più comuni è quella al lattosio. Secondo le ultime evidenze scientifiche, però, eliminare del tutto i latticini dalla dieta non è la soluzione ottimale per risolvere il problema.   La reazione più comune ad una diagnosi di intolleranza al lattosio è la completa ed inderogabile eliminazione di tutti i prodotti caseari dal frigorifero. Questo atteggiamento, in passato supportato dai consigli di medici e specialisti, è oggi considerato errato e, anzi, pericoloso per la salute del paziente.   A causa della mancanza di latticini nella dieta, chi non tollera il lattosio può incorrere in gravi carenze nutrizionali, in particolar modo per quanto riguarda il Calcio e la Vitamina D.   Nei soggetti che non tollerano il lattosio manca l’enzima che consente ai soggetti normali di digerire lo zucchero presente negli alimenti caseari e nel latte in particolare. Dato che il numero di malati è molto elevato (si parla del 21-25 per cento della popolazione) si è rivelato fondamentale comprendere meglio i meccanismi di questa intolleranza.   Gli esperti del National Institute of Health, l’ente statunitense per la salute pubblica, hanno studiato approfonditamente il fenomeno delle intolleranze al lattosio concludendo che una buona prassi per evitare i disturbi ad essa collegati senza originare carenze nutrizionali sarebbe quella di ridurre le dosi di latte e formaggi, senza eliminarli completamente dalla dieta.   Grazie alle nuove evidenze scientifiche è stato dimostrato che i casi gravi di intolleranza al lattosio (con senso di nausea, diarrea, fitte intense all’addome, etc) sono la minoranza e che gran parte dei pazienti può introdurre fino a 12 grammi di lattosio (una tazza di latte circa) senza manifestare particolari sintomi.   Questa scoperta apre nuove possibilità ai soggetti intolleranti e soprattutto ai bambini che, seguendo alcuni accorgimenti (non esagerare nelle dosi, scegliere prodotti a basso contenuto di lattosio, bere il latte a stomaco pieno), potranno consumare latticini evitando il rischio di carenze nutrizionali.   Lucia D'Addezio .........................................................................................................................
Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? leggi: Che cos'è l'intolleranza alimentare?   - Allergia al latte vaccino Articoli correlati per keywords: Salute - Allergie e intolleranze
Zucca: non solo Halloween! Alimentazione Corretta La notte di Halloween con il suo carico di dolcetti e scherzetti è alle spalle: puoi mettere in soffitta maschere e travestimenti, ma non buttare le zucche!   Il simbolo per eccellenza della notte di mostri e fantasmi è un concentrato tale di salute e bellezza da meritare un posto in prima fila almeno per tutto l’inverno. Vediamo meglio perché.   La zucca, prima di tutto, è un concentrato di vitamina C e carotenoidi (da qui il colore arancione acceso), che aiutano a combattere i primi raffreddori e a rinforzare il sistema immunitario. È anche un vero e proprio serbatoio di potassio (circa 340 milligrammi per 100 grammi), che protegge il cuore, favorisce il buon funzionamento di muscoli e nervi e garantisce un corretto equilibrio idrico tenendo a bada ritenzione idrica e cellulite.   Parlando di estetica e linea, la zucca ha due caratteristiche davvero utili: da una parte è ricca d’acqua, e quindi drena liquidi e tossine apportando pochissime calorie (solo 18 per etto!), dall’altra possiede una buona dose di fibre e carboidrati che aumentano il senso di sazietà e regolano le funzioni intestinali.   Solo pochi altri vegetali possono vantare la combinazione di questi due effetti benefici, quindi è meglio approfittare della stagione propizia. Anche perché la zucca, grazie alla presenza di carotenoidi e vitamina A ed E, aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi assicurando alla pelle un’elevata idratazione, e prevenendo la formazione di rughe e macchie cutanee agendo anche come lenitivo e antinfiammatorio.   Oltre ad essere amica della salute e della dieta, la zucca è anche buona e versatile, e si presta a tante preparazioni sfiziose.   Un esempio? Le cotolette di zucca alla milanese, preparate cospargendo le fette di zucca con farina e pan grattato e cuocendo con poco olio di semi nella padella antiaderente. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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Gravidanza: i cibi da evitare GravidanzaLeggi lo Speciale Influenza

Sono incinta: e ora cosa mangio? Questa è, tra le altre, una delle domande che preoccupano le future mamme. La risposta riguarda due aspetti fondamentali: cosa NON mangiare per prevenire alcune patologie importanti, e cosa mangiare per nutrirsi correttamente e sostenere l’organismo nel suo importante compito.   Cominciamo dal primo punto: le infezioni che si possono contrarre in gravidanza attraverso il cibo (ma non solo) e che possono rappresentare un rischio per la salute e perfino per la vita del feto sono la listeriosi, provocata dal batterio Listeria Monocytogenes, e la toxoplasmosi, provocata dal protozoo Toxoplasma gondii. Entrambe le malattie si manifestano sulla madre con sintomi simili ad una leggera influenza, ma possono provocare parti prematuri, aborti, decessi intrauterini e serie malattie del feto.   Le donne in gravidanza, e i soggetti con sistema immunitario compromesso, sono soggetti a contrarre le infezioni in misura fino a 20 volte maggiore rispetto al normale: ecco perché occorre prestare la massima attenzione ad alcuni alimenti e a certi comportamenti a tavola. Ecco quelli indicati dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità e della FDA statunitense:  
  1. Non mangiare carni pronte al consumo come hot dog e salsicce se non vengono riscaldate finché appaiono bollenti e fumanti.
     
  2. Non mangiare formaggi molli come la feta, il Brie, il Camembert, formaggi con le venature blu come il gorgonzola e quelli messicani. Questo tipo di formaggi sono meno acidi e più umidi dei formaggi stagionati e costituiscono il terreno ideale per la crescita di alcuni batteri. I formaggi stagionati, quelli a pasta filata come la mozzarella, quelli pastorizzati come i formaggini, i formaggi in crema (tipo Philadelphia) e i cottage cheese (tipo Jocca) si possono mangiare tranquillamente. I formaggi molli possono essere mangiati se cotti finché non formano le bolle.
     
  3. Non mangiare patè o creme di carne freschi, mentre si possono mangiare quelli sterilizzati (in scatola).
     
  4. Non mangiare pesce affumicato, a meno che non sia un ingrediente di un piatto ben cotto. Esempi di pesce fresco affumicato sono: salmone, trota, merluzzo, sgombro. Questi prodotti si trovano nel banco frigo o nel reparto gastronomia dei negozi di alimentari e dei supermercati. Il pesce in scatola come il tonno o il salmone possono essere mangiati in tranquillità.
     
  5. Non bere latte crudo (non pastorizzato) e non mangiare alimenti che contengono latte crudo (come alcuni formaggi), anche di capra. Il parmigiano e il groviera, fatti con latte crudo, sono considerati sicuri, perché molto stagionati.
     
  6. Mangiare carne, pollo e pesce solo ben cotti.
     
  7. Non mangiare salumi crudi (salami, prosciutto crudo) e carpacci.
     
  8. Non mangiare uova crude o alimenti che ne contengono (maionese e creme dolci non sterilizzate).
     
  9. Cuocere tutta la carne completamente, finché raggiunge la temperatura interna di 72°C e finché non è più rosa all’interno e i succhi non diventano incolori. Non assaggiare la carne prima che sia completamente cotta. 

  10. Evitare la carne di grandi pesci predatori come palombo o altri squali, pesci spada e, se in grandi quantità, tonno Albacore o Alalunga. In questo caso il rischio è costituito dalla presenza eccessiva di metilmercurio, che può danneggiare il sistema nervoso del feto.
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Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Leggi:  Perchè fare il corso preparto - Parto indolore: una realtà non sempre possibile Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Gravidanza
Quinoa: ricette e valori nutrizionali Alimentazione Corretta Ricchissima di ferro, sodio, zinco, fosforo, sali minerali e proteine vegetali, la Quinoa è un vero alimento della salute. Priva di glutine è anche adatta ai celiaci.   La Quinoa, pianta sudamericana molto diffusa tra Bolivia e Perù, è un alimento estremamente ricco di sostanze nutritive. Le antiche popolazioni andine la veneravano ritenendola una pianta sacra. Gli Inca la chiamavano “chisiya mama”, che significa “la madre di tutti i semi”. Questo ci lascia intuire l’importanza della Quinoa in Sudamerica ma anche il suo secolare e provato impiego come cibo altamente benefico per l’organismo umano.   La Quinoa contiene, infatti, innumerevoli sostante nutritive come Ferro, Fosforo, Sodio, Magnesio, Zinco, Fibre, Sali minerali, Proteine. Offre, inoltre, prevalentemente un apporto di Grassi Insaturi, quelli cioè detti anche “grassi buoni”.   La pianta sudamericana contiene anche due elementi importantissimi per il benessere dell’essere umano, cioè la Lisina e la Metionina, due amminoacidi essenziali.   Essendo, inoltre, completamente priva di glutine può essere consumata senza rischi dai celiaci.   Ma cosa si può preparare con la Quinoa? Ecco una ricetta nutriente e gustosa.
  Zuppa di Fagioli con Zucca e Quinoa
  Ingredienti. 500 gr di fagioli borlotti 1 zucca 1 / 2 tazza di Quinoa Mezza bottiglia di polpa di pomodoro Sale e Pepe 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva 1 cipolla media tritata 1 cucchiaino di paprika dolce 4 spicchi d'aglio 1 foglia di alloro 3 cucchiaini di basilico tritato (o di prezzemolo)   Preparazione. Preparate i fagioli (oppure utilizzate quelli precotti). Fate un soffritto con la cipolla, l’aglio, la paprika ed un pizzico di sale. Aggiungete la polpa di pomodoro ed i fagioli, cotti con l’alloro e salati. Portate il tutto ad ebollizione, aggiungete la zucca tagliata a cubetti e fate cuocere per 30 minuti.   Aggiungete ora la Quinoa e lasciate cuocere finché non diventa trasparente e morbida. Speziate con pepe, basilico o prezzemolo. Servite il piatto accompagnato da crostini di pane.   Lucia D'Addezio ...................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sui cereali? Leggi: La Riscoperta dei Cereali - Dimagrire eliminando i Cereali Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione alimentare
Sindrome premestruale: i consigli a tavola Educazione Alimentare È uno degli effetti più noti (e più temuti) della sindrome premestruale: nei giorni immediatamente precedenti alle mestruazioni, i cambiamenti ormonali e gli sbalzi di umore scatenano un impulso irresistibile a mangiare voracemente, soprattutto dolci. Il problema affligge milioni di donne in tutto il mondo alle prese con una dieta dimagrante: cominciamo con il dire che è… assolutamente normale!   Questi attacchi di fame sono scatenati da un calo dei livelli di zuccheri nel sangue. Si pensa che siano influenzati anche da un calo dei livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che favorisce sonni tranquilli, tiene a bada gli sbalzi di umore e influenza la regolazione degli ormoni estrogeni e progesterone.   Ed eccoci al punto: i livelli di zucchero e di serotonina sono direttamente influenzati da ciò che si mangia. Per questo è importante scegliere la dieta giusta!   I cibi più adatti al periodo premestruale sono quelli ricchi di carboidrati complessi, che favoriscono la produzione di serotonina e aiutano a mantenere costante il livello di zuccheri nel sangue: cereali integrali (pasta, riso, pane e cracker), legumi, patate.   Anche il pesce può rivelarsi un valido alleato, perché apporta proteine nobili e contiene acidi grassi omega 3, la cui carenza, secondo gli studiosi, può spingere l'organismo a produrre una maggiore quantità di prostaglandine che causano crampi all'utero.   Per contrastare la tendenza a gonfiarsi tipica di “quei giorni”, è bene astenersi completamente dal sale e dagli alimenti che ne sono ricchi: dado da brodo, salumi, insaccati, salse, formaggi, carne e pesce affumicati, prodotti preparati in salamoia, e, purtroppo, anche tutti i prodotti da forno, come pane, pizza e biscotti.   È importante, infine, garantire all’organismo anche il giusto apporto di sali minerali, come calcio e magnesio. Il calcio, infatti, aiuta a prevenire le contrazioni muscolari e i crampi, e insieme al magnesio ha effetti positivi sull'umore. Per il resto basta affidarsi al buon senso: due pezzetti di cioccolata una volta al mese non faranno certo fallire una dieta, ma due tavolette al giorno sì…   Silvia Nava ........................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sul ciclo mestruale? Come superare il dolore causato dalle Mestruazioni? - Sindrome premestruale: 8 donne su 10 ne soffrono
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Disturbi alimentari nell'uomo: un problema in crescita Disturbi alimentari Il problema dei disturbi alimentari è caratterizzato da una preminente (ed errata) associazione mentale alla popolazione femminile che fa sì che passi in sordina un fenomeno sempre più in crescita, quello dell’anoressia e della bulimia al maschile.   Secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, di tutti i soggetti che soffrono di patologie collegate all’alimentazione, il 25-30 per cento è di sesso maschile. Il rapporto tra uomini e donne malati è, quindi, di 1 a 4, dato questo che non dovrebbe sorprendere data la crescente attenzione e pressione sociale rivolta alla fascia di popolazione maschile.   Il preoccupante aumento del numero dei soggetti maschili colpiti può essere facilmente verificato rifacendosi ai dati di una ventina di anni fa, quando il rapporto si attestava a 1 uomo malato ogni 15 donne colpite da disturbi alimentari.   Ma perché questo accade? E quali sono gli uomini più colpiti?
  Le cause principali dell’insorgenza di queste patologie del comportamento alimentare negli uomini sono numerose ed in genere legate a problemi nella sfera affettiva del soggetto. E’ comunque verificato che una spinta sostanziale verso la patologia arrivi anche dalle pressioni sociali e mediatiche verso l’adeguamento del proprio corpo a modelli di bellezza irreali ed irraggiungibili.   I sintomi più diffusi negli uomini sono:
 
  1. tendenza all’esercizio fisico estenuante e prolungato;
  2. scelta di regimi alimentari drastici per controllare il peso ai quali possono corrispondere grandi abbuffate solitarie;
  3. perdita di interesse sessuale;
  4. insorgenza di dubbi relativi alla propria identità sessuale;
  5. disturbi dell’umore,
  6. calo dell’autostima.

Tra gli uomini, le tipologie più colpite sono gli atleti e gli omosessuali. A differenza delle donne, i disturbi dell’alimentazione maschili tendono a rimanere nel sommerso, data la difficoltà di ottenere una diagnosi precisa: in genere le abbuffate, lo sport eccessivo e le diete drastiche sono socialmente più accettate nell’uomo rispetto alla donna. Per questa ragione la comparsa di segnali preoccupanti deve essere immediatamente riferita al medico di fiducia, in modo da combattere i sintomi sul nascere.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sui disturbi alimentari? Curare il disturbo da alimentazione incontrollata  - Anoressia e bulimia: capirle e curarle Articoli correlati per keywords:  Alimentazione -  Disturbi alimentari
Cibi ricchi di ferro Alimentazione Corretta Pallore, stanchezza, difficoltà di concentrazione e sensazione di debolezza, magari accompagnati da mal di testa e perdita di capelli: in autunno, complice il freddo e la malinconia del periodo, capita spesso di sentirsi “giù di tono”.   Non sempre, però, la colpa è del famigerato “cambio di stagione”: la causa di questi disturbi può essere la sideropenia, cioè la carenza di ferro.   Questa patologia è molto diffusa nel genere femminile, perché la sua insorgenza è favorita da fenomeni quali ciclo mestruale, gravidanza e allattamento. Nonostante ciò, molte donne tendono a sottovalutarla: niente di più sbagliato!   Il ferro, infatti, è un oligoelemento fondamentale per l’organismo, perché è un costituente essenziale dell’emoglobina presente nel sangue ed è fondamentale per garantire il corretto apporto di ossigeno alle cellule, oltre che per fornire ai muscoli l’energia necessaria agli sforzi. Una carenza di ferro prolungata nel tempo, quindi può mandare in crisi tutto il fisico, portando alla diminuzione della massa di globuli rossi nel sangue e quindi all’anemia.   Per capire se si soffre sideropenia basta un semplice esame del sangue: una volta accertata la carenza, il modo migliore per sopperirvi è fare il pieno di ferro con una dieta adeguata, utile anche per prevenire eventuali carenze future.   Ecco la top ten dei cibi a maggior contenuto di ferro:
 
  1. Fegato di manzo
  2. Carne di cavallo
  3. Carni rosse (manzo, maiale, agnello)
  4. Pesce azzurro
  5. Legumi (fagioli, lenticchie)
  6. Cereali integrali
  7. Verdure verdi e a foglia (spinaci, cavoli, carciofi, asparagi, broccoli)
  8. Carni bianche
  9. Uova
  10. Frutta secca
  Silvia Nava ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Speciale Cereali Educazione Alimentare Leggi lo speciale: Colesterolo Alto   Da più di duemila anni, le pietanze a base di cereali rappresentano il fulcro dell’alimentazione umana. Negli ultimi anni, però, il crescente successo dei regimi alimentari iperproteici ha favorito la diffusione dell’idea che pasta, pane, riso e affini siano dannosi per la linea e per la salute.   Niente di più sbagliato! In particolare i cereali integrali sono un’eccellente fonte di idrati di carbonio complessi, amidi, fibre, proteine, vitamine del complesso B, potassio, selenio, ferro e magnesio.   Inoltre, proprio per il loro elevato contenuto di fibra, i cereali hanno un grande potere saziante, che li rende perfetti per perdere peso senza soffrire la fame.   E ancora: cereali e derivati combattono la stitichezza, depurano l’organismo eliminando le scorie e aiutano a mantenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue, perché sono privi di grassi animali e di acidi grassi non saturi.   La quantità quotidiana consigliata dagli esperti è di 150 grammi circa, da suddividere in tre porzioni per i pasti principali. Quanto alla scelta, c’è di che sbizzarrirsi. Ecco i migliori e le loro proprietà.   FARRO. Ha un elevato indice di sazietà, migliora la resa agonistica, regolarizza la flora intestinale, è ricco di Vitamina A, B, C ed E, ferro, sodio, fosforo e calcio.   ORZO. Contiene molto acido glutammico, essenziale per le funzioni cerebrali, ed elevate dosi di vitamine B1, B2 e PP. Ha un'azione emolliente, lassativa e disintossicante per i disturbi dell'apparato digerente, facilita anche la concentrazione. Ha una funzione antianemica grazie alla presenza della vitamina B12.   AVENA. Spesso viene consigliata agli sportivi per il suo elevato contenuto di proteine vegetali (17%). In più è ricca di carotene, ferro, calcio, sodio, fosforo, magnesio, vitamine B1, B2, PP e D, e infine ha il potere di abbassare il colesterolo “cattivo” (LDL).   RISO. Alimento base per i celiaci, è privo di glutine e contiene vitamine B1, B2 e PP, ferro, fosforo e calcio. Ha un basso contenuto di sodio ed è utilizzato per combattere il colesterolo cattivo. È facilmente digeribile, quindi consigliato per pasto leggero, per problemi intestinali o convalescenze. Grazie alle sue proprietà antiuriche, può contrastare la gotta, l'arteriosclerosi e la nefrite.   GRANO SARACENO. Molti non lo sanno, ma è il cereale con il maggior apporto di proteine di alto valore biologico (elevato contenuto di lisina). Inoltre è ricco di fibre sazianti, e può coadiuvare il trattamento di disturbi vascolari.   MIGLIO. Contiene acido silicico, fosforo, magnesio, calcio, ferro, zolfo, fluoro, vitamine B1, B2 e B12. Ricostituente per le unghie, la pelle, i capelli, è facilmente digeribile e quindi adatto per i neonati e per chi ha problemi di acidità di stomaco.   MAIS. Cereale senza glutine, ottimo per i celiaci. Basso contenuto proteico ma ricco di amidi e per questo consigliato per contrastare l'arteriosclerosi e i problemi alla tiroide. Abbassa i valori del colesterolo cattivo.   Fonte: Forno Mencodda   Vuoi saperne di più sui cereali? Leggi: La Riscoperta dei Cereali - Dimagrire eliminando i Cereali   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione alimentare Cucina molecolare: tra Entusiasmi e Pregiudizi Ricette Se siete dei fan di Striscia la Notizia, avrete di certo già sentito parlare della cucina molecolare e dei rischi ad essa collegati. Se, invece, il nome Ferran Adrià non vi dice nulla, c’è bisogno di fare una piccola premessa.   La cucina molecolare è una scienza legata alla gastronomia e all’arte culinaria che impiega tecniche tipiche dei laboratori per preparare delle pietanze innovative, basate su delle reazioni chimiche in grado di modificare la struttura molecolare degli alimenti senza ricorrere ad additivi o sostanze di sintesi.
  L’inventore di questa tecnica è Pierre Gilles De Gennes, premio Nobel per la Fisica nel 1991, anche se il maggiore e più famoso esponente della cucina molecolare è lo Chef Ferran Adrià.
  I sostenitori della cucina molecolare la vedono come l’abbattimento di un limite e come l’opportunità di ampliare i nostri orizzonti gustativi non limitandoci alle possibilità di trattamento dei cibi e di abbinamento degli ingredienti ai quali siamo tradizionalmente abituati.   Fin qui nulla di strano. Eppure i detrattori di questa nuova tecnica gastronomica sono parecchi e il loro numero cresce a vista d’occhio. La prima accusa esplicita contro la cucina molecolare e i suoi rischi nascosti è stata il libro “No quiero volver al restaurante!”, pubblicato nel 2009 dal giornalista Jörg Zipprick. L’attacco era rivolto allo Chef Adrià e alle industrie chimiche, complici nella sponsorizzazione della cucina molecolare grazie alla quale sarebbero state costruite “intere carriere sull’immagine degli chef scienziati”, utilizzando, per giunta, dei fondi pubblici. Una vera e propria campagna di marketing ideata a tavolino.   Sempre nel 2009 anche Striscia la Notizia ha trattato il tema denunciando, tra l’altro, l’impiego sistematico di additivi chimici nella gastronomia molecolare e la loro vendita al pubblico (ignaro) con la linea dedicata a questa nuova “arte culinaria”, le Texturas.   Il 29 gennaio 2010 il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza volta alla tutela della salute dei consumatori a causa dell’uso di additivi alimentari (le normative nel campo sono molto severe) nella ristorazione molecolare.   L’ordinanza ha ufficialmente varato il divieto di usare additivi per i quali sono stati fissati dei limiti sulle dosi d’impiego come alcuni conservanti (es., i solfiti E220-E228, i nitriti e i nitrati E 249-E252, i benzoati E210-E215, E218 ed E219).   Sono inoltre stati vietati nella ristorazione l’anidride solforosa (E220), il butano, l’isobutano ed il propano (E943a, E943b ed E944). Per legge i ristoratori dovranno informare i clienti della presenza di additivi alimentari nelle pietanze, cosa che prima non avveniva esponendo il consumatore al rischi, tra le altre cose, di reazioni allergiche potenzialmente mortali.   Lucia D'Addezio   Vuoi saperne di più sulla cucina? Leggi: Plastica Tossica in Cucina - Cucinare al cartoccio: tutta salute!

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Settembre in salute con i fichi Alimentazione Corretta Le proprietà benefiche dei fichi per il corpo umano sono numerose. Scopriamo insieme i punti di forza di questo “frutto della salute”.   Il fico, frutto dolce e succoso, nasce da una pianta autoctona del medio oriente, chiamata “Ficus Carica”. Nonostante la sua origine esotica, il fico è ormai onnipresente sulle tavole di mezza Europa, Italia compresa, dove il frutto è particolarmente apprezzato e consumato con gusto da grandi e piccini.   La maggior parte degli appassionati di questo frutto lo consuma per il sapore delizioso e per il senso di refrigerio che offre nei mesi caldi, ma il fico è molto di più di un semplice spuntino estivo, sano e sfizioso. Non molti, infatti, sono a conoscenza dei numerosi benefici che i fichi possono apportare al nostro organismo. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sui fichi e sulle loro proprietà quasi miracolose.
Quali sono i punti di forza dei fichi?

I fichi, freschi o secchi, verdi o neri, contengono grandi quantità di polifenoli, potenti antiossidanti che aiutano a mantenere in salute il sistema cardiovascolare. Gli antiossidanti sono anche un toccasana per la bellezza della pelle.   Numerosi sono anche i minerali contenuti nei fichi: su tutte, le alte concentrazioni di ferro, magnesio, potassio e fosforo. Utile, poi, nel favorire il corretto sviluppo dell’apparato scheletrico e nel combattere le patologie ad esso collegate, la marcata presenza di calcio.   I fichi sono in aggiunta ricchi di una fibra chiamata lignina che è un vero toccasana contro la stipsi di tipo cronico e contro i problemi relativi al cattivo funzionamento dell’apparato digerente. Meritano una menzione anche le vitamine presenti nei fichi, come la vitamina A, B1, B2, B3 e C.
Che differenze ci sono tra i fichi freschi ed i fichi secchi?
  Entrambe queste tipologie hanno notevoli benefici sul corpo umano, grazie alle proprietà di prevenzione di numerose patologie e disturbi (come i tumori).   Nel dettaglio, i fichi freschi sono ricchissimi di acqua (80%), sali minerali e fibre, e, allo stesso tempo, poveri di grassi e proteine. I quantitativi di zuccheri sono pari al 12%.   I fichi secchi, invece, presentano alte concentrazioni di zuccheri, come il saccarosio e il glucosio, che aumentano a causa della perdita di acqua dovuta al processo di essiccazione.   In sostanza, i fichi freschi risultano meno calorici rispetto alla variante secca. I primi garantiscono l’apporto di 65 calorie ogni 100 grammi, mentre con i secondi si sale a 280 calorie ogni 100 grammi.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? Leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Dimagrire con alimenti di qualità
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La Colazione dello Sportivo Educazione Alimentare Per chi vive la giornata inaugurandola col fitness mattutino esiste una dieta apposita. Ecco come comportarsi a tavola per non disperdere tutte le energie durante le prime ore del mattino.   Anche se non è la scelta fatta dalle persone più pigre, devi sapere che allenarsi al mattino è davvero la soluzione ideale per bruciare una maggiore quantità di calorie. La ragione principale è che la mattina alcuni ormoni che sono addetti alla "manutenzione muscolare" raggiungono picchi elevatissimi. Si tratta di ormoni che favoriscono il lavoro muscolare come il cortisolo e la somatropina.   I benefici che ne derivano sono immediati ed evidenti: si ha un potenziamento del trofismo muscolare, un aumento delle difese immunitarie e si favorisce inoltre l'utilizzo di acidi grassi a scopo energetico. L'unica raccomandazione è di non praticare attività fisica a digiuno, ma di assicurare una certa riserva energetica. Se il pasto della sera precedente è stato abbondante e ricco di proteine, carboidrati e grassi, allora si potrà praticare sport anche solo con una piccolissima colazione.   Ma cosa mangiare per allenarsi bene al mattino? Possiamo dire che durante il giorno diventa davvero importante assumere cereali, come un piatto di riso integrale con lenticchie che offre garanzie di efficacia in vista dell’allenamento della mattina successiva. Il riso è molto importante per gli sportivi in quanto è ricco di carboidrati a medio-basso indice glicemico, fibre, sali minerali, proteine ed acidi grassi essenziali.   Inoltre gli alimenti vegetali biologici sono dei veri e propri integratori. Tutto ciò dona all’organismo un tenore alcalino utile a contrastare lo stato di acidità indotto dall'ossidazione che caratterizza il lavoro muscolare. Nella cena pro-sport mattutino non potranno mancare centrifugati di frutta e verdura. Tuttavia se facciamo sport e bruciamo calorie non possiamo farci mancare i dolci come una bella fetta di crostata fatta in casa con frutta biologica. Bisogna solo fare attenzione a non esagerare visto che la pasta frolla è fatta con il burro.   Per coloro che fanno molta attività fisica gli integratori e le bevande ipertoniche sono fortemente consigliate. Consigliatissimi anche gli integratori a base di aminoacidi che favoriscono la rigenerazione tissulare dei muscoli. Prima dell'allenamento è bene ricordare che la colazione va fatta soprattutto privilegiando bevande liquide ed eccitanti come tè o caffè.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................................................
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Fermenti Lattici in Gravidanza Gravidanza Leggi lo speciale: Fermenti Lattici
  Un gruppo di ricercatori dell’università delle scienze e tecnologie di Trondheim in Norvegia, ha sperimentato l’integrazione di probiotici in donne in gravidanza, in quanto studi precedenti avevano avvalorato l’idea che alcuni probiotici somministrati alle madri in stato interessante potessero diminuire l’incidenza di fenomeni allergici e di dermatiti atopiche nei primi 2 anni di vita.   Lo studio è stato RANDOMIZZATO IN DOPPIO CIECO su un campione di 415 donne selezionate senza alcun criterio, a cui sono stati somministrati per 9 mesi di gravidanza e per i primi 3 mesi di allattamento placebo o latte addizionato di alcuni ceppi di lactobacillus rhamnosus, lactobacillus acidophilus, bifidobacterium bifidum.   I bambini che hanno avuto un rash cutaneo superiore alle 4 settimane sono stati considerati come soggetti che hanno avuto dermatite atopica.   Al compimento dei 2 anni di età sono stati monitorati 138 bambini del gruppo placebo e 140 del gruppo le cui madri erano state trattate con probiotici, ed il risultato è stato che l’incidenza di dermatite atopica è diminuita della metà nei bambini le cui madri erano state trattate con probiotici, mentre i fenomeni asmatici ed i fenomeni di sensibilizzazione atopica non hanno avuto una diminuzione rilevante.   Dott. Andrea Ielmini
Le proprietà del baobab Antiossidanti In Africa viene usato per guarire moltissime malattie tra cui la malaria. In Europa e negli Stati Uniti viene polverizzato ed usato come addensante o come ingrediente per dolci.   In realtà il frutto di Baobab è un vero “superfruit”, che ha una quantità tale di proprietà da fare invidia a molti importanti frutti tipici di altri continenti.   Spesso gli integratori a base di superfruit contengono misture con melograno, acerola e mangostano. Possiamo dire che il frutto di baobab può sostituirli tranquillamente. Contiene infatti sei volte più vitamina C delle arance, calcio doppio rispetto al latte, un sacco di vitamine del gruppo B, magnesio, ferro, fosforo, e antiossidanti.   Ed è assolutamente sicuro, dice la FDA che nel 2009 ha approvato l'uso di baobab in bevande ed alimenti. La polvere disidratata del frutto possiede lo status di GRAS (generalmente considerato sicuro).   C'è da dire che questa polvere può sostituire tranquillamente la fecola di patate o la farina perché funziona da addensante per dolci grazie all'elevata quantità di pectina (25%). In Africa è comunemente utilizzata in particolare per trattare la febbre, la malaria, problemi gastrici, e la carenza di vitamina C tra gli altri disturbi.   La sua forma è ovale, è legnoso e vellutato quasi come il cocco. Tagliandolo troveremo all'interno il frutto che contiene questa farina disidratata piena di qualità. Le foglie vengono pestate e rese condimento. I semi invece possono essere tostati e macinati come il caffè.   Sicuramente la difficoltà iniziale sarà reperire questa polvere disidratata e ricca di nutrienti. Ma in Italia abbiamo un vantaggio: siamo vicini all'Africa. Ne consegue che anche i prodotti di questo antichissimo e ricchissimo continente trovano un grande commercio da noi grazie ad importatori attivi nel campo del commercio equo-solidale e drogherie o erboristerie che si riforniscono direttamente da loro.   Ma veniamo al punto cruciale. Oltre al benessere del corpo, acquistando questo fantastico frutto si può fare del bene anche agli altri. Il frutto di baobab è prodotto in Africa, e si calcola che il 97% del ricavato del lavoro di una donna africana che produce polvere di baobab è in grado di sostenere i bisogni dell'intera famiglia. E allora quale motivo migliore per avvicinarsi a questo superfruit?   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine Bambini a dieta: come affrontare l'obesita infantile BambiniLeggi lo Speciale Diabete mellito Il tasso di bambini obesi sotto i 10 anni ha raggiunto, in Europa, il 10%. In Italia si tocca però quota 30%. Una vera epidemia per nulla esente da rischi, che va per questo affrontata e combattuta.   L’obesità è una patologia collegata alla modernità e alla generale agiatezza in cui vive il mondo occidentale. Un bambino cicciottello, però, non va considerato “in salute”, perché l’obesità è una vera e propria malattia, spesso molto pericolosa. Vediamo come riconoscerla e come affrontarla senza traumatizzare il bambino che ne soffre, magari dopo anni di alimentazione sregolata e poco salutare.   La media europea di bambini obesi è del 10% tra quelli sotto i 10 anni. Un dato di per sé già preoccupante se non fosse che in Paesi come Malta, Grecia e, purtroppo, Italia, il tasso è ancora più elevato, con il 30% di bambini under 10 in grave sovrappeso.   Gli studiosi hanno riscontrato, negli ultimi anni, un forte aumento dei casi di obesità nei bambini, un dato, questo, che non può essere giustificato solo da predisposizioni genetiche e disfunzioni metaboliche. Le patologie legate all’alimentazione, come l’obesità, sono causate da una errata gestione dei ritmi del pasto e della quantità di cibo ingerita nell’arco della giornata. In particolar modo l’accusa è rivolta al basso dispendio energetico del bambino a fronte di un forte apporto calorico.   I rischi dell’obesità infantile sono numerosi:  
  1. Problemi respiratori,
  2. problemi articolari,
  3. disturbi della digestione,
  4. disturbi emotivi e psicologici,
  5. diabete,
  6. tumori,
  7. patologie dell’apparato cardio-vascolare.

Si tratta quindi di un problema da affrontare in maniera pronta e decisa, cercando di non colpevolizzare né traumatizzare il bambino con diete drastiche e sessioni quotidiane in palestra.
Ecco alcuni consigli per affrontare l’obesità infantile senza traumi:
 
  1. Educate gradualmente il bambino ad una corretta alimentazione, fatta di cibi sani e genuini, con molta frutta e verdura e pochi grassi.
     
  2. Abolite le visite a fast-food e negozi di dolciumi.
     
  3. Scandite la giornata con pasti programmati, rispettando sempre gli orari di colazione, pranzo e cena.
     
  4. Spronate il bambino a stare all’aria aperta e a fare sport. Scegliete uno sport e praticatelo insieme. Limitate le ore passate davanti al computer o alla TV.
     
  5. Dedicate tempo al piccolo e seguitelo nei suoi progressi, accogliendo con entusiasmo i suoi miglioramenti.
     
  6. Se necessario, chiedete consiglio ad un esperto per la definizione di una dieta ad hoc.
  Lucia D'Addezio .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Allarme obesità nei bambini - Bambini troppo magri o troppo grassi: ecco cosa mangiare ad ogni età Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini
Uva: toccasana contro lo stress da rientro Vitamine Secondo Coldiretti un pronto aiuto all’organismo per combattere lo stress post-vacanze ci verrebbe dalla natura, in particolare dall’uva, un vero toccasana.   Abbiamo già parlato del famigerato “stress da rientro”, che fa la sua comparsa subito dopo la fine delle vacanze estive ed in corrispondenza del ritorno alla vita di tutti i giorni. Ebbene, un alimento delizioso e stuzzicante potrebbe aiutarci a combatterlo. Stiamo parlando dell’Uva, un frutto dalle proprietà eccezionali.   La scoperta arriva da una ricerca condotta dall’Istituto di patologia vegetale dell’Università di Milano, prontamente pubblicata nelle pagine del Journal of the Science of Food and Agricolture.   L’uva, ricchissima di melatonina e di Vitamina B6, sarebbe in grado di combattere l’insonnia e riequilibrare il ritmo sonno-veglia, essenziale per consentirci di vivere ogni giornata con energia e vitalità e di riposare in maniera sana e corretta.   Va ricordato che, però, l’uva garantisce un alto apporto di zuccheri, bisogna quindi fare attenzione alle dosi e al tipo di uva mangiata. Per esempio, l’uva passa è molto più calorica rispetto all’uva fresca perché fa assumere ben 260 calorie ogni 100 grammi.   D’altra parte l’uva è ricca di Vitamine A, B e C, molto importanti per il corretto funzionamento del nostro organismo, in particolar modo utili al benessere del sistema cardiocircolatorio. E’ inoltre un frutto dal valore energetico elevato, positivo per i soggetti che hanno una vita attiva e movimentata e che hanno, per questo, bisogno di un buon “carburante”.   Altre sostante positive contenute nell’uva sono l’Acido Folico, il Resveratrolo, le fibre, i sali minerali e molto altro. E’ inoltre il frutto antiossidante per eccellenza.   L’uva, oltre a combattere lo “stress da rientro”:  
  1. Facilita la digestione,
  2. Fluidifica il sangue,
  3. Depura l’organismo,
  4. Riduce il colesterolo,
  5. Combatte la stitichezza,
  6. Riduce l’ipertensione.
  Insomma, l’uva è un frutto dagli innumerevoli benefici, adatto a farvi ritrovare il vostro naturale benessere.   Lucia D'Addezio ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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Cibi comuni ma... Preziosi Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Metabolismo Chi cerca un amico trova un tesoro. Ma chi cerca in cucina può trovare ancora di più: cibi preziosi come gioielli, capaci di regalare benessere e salute in un solo boccone. E il bello è che molti di loro fanno parte della spesa di tutti i giorni… solo che a volte li sottovalutiamo. Ecco un elenco per vederli sotto una nuova luce!
Le mele. Frutti semplici per antonomasia, ma dalle mille virtù: riducono la fame, regolano il metabolismo, combattono l’acidità gastrica, stimolano la regolarità intestinale e la diuresi, abbassano il colesterolo nel sangue e limitano l’ipertensione). In più, il loro succo è un vero e proprio trattamento di bellezza. Usato come impacco sulla pelle svolge un’azione rassodante e nutriente, mentre applicandolo come maschera sui capelli rinforza una chioma indebolita e scongiura l’insorgenza delle doppie punte. E per ridare luminosità al viso, si può far bollire una mela nel latte, schiacciarla e applicarla tiepida su viso e collo per una ventina di minuti. Più semplice di così…
Il miele. I suoi benefici estetici, noti fin dall’antichità, si manifestano soprattutto a livello cutaneo: i polifenoli e flavonoidi hanno un effetto antiossidante sulla pelle, mentre gli enzimi la rendono più elastica. Trattenendo l’umidità, il miele è in grado di restituire alla pelle il giusto grado di idratazione, aiutando a eliminare l’ acne, i punti neri e ogni forma di irritazione. Inoltre, il miele è tonico, quindi distende la pelle e la ringiovanisce, riducendone le rughe.   L’olio d'oliva. Oltre ad accelerare l’assorbimento delle vitamine liposolubili contenute nei cibi, è ricco di antiossidanti e vitamina E, che mantiene elastica la pelle. Ecco perché questo alimento è un vero e proprio toccasana per la cute: la nutre e la ammorbidisce, rendendola liscia e senza rughe. E grazie alle sue proprietà emollienti, risulta anche un ottimo rimedio per le scottature e certi tipi di dermatiti.   Lo yogurt. Non solo è ricco di fermenti lattici vivi preziosi per la salute della flora batterica intestinale (e si sa, “puliti dentro, belli fuori”…). Secondo recenti ricerche, l’assunzione regolare di yogurt in un regime dietetico ipocalorico aumenta la perdita di peso del 22% e fa sì che il grasso corporeo diminuisca del 61%, quello addominale addirittura dell'81%, mantenendo però il tono muscolare. Il tutto in un semplice vasetto.   Il limone. Agrume con il tasso di zuccheri più basso in assoluto (2,3%), il limone è ricco di vitamine e flavonoidi, apporta solo 11 calorie per etto e rafforza la microcircolazione, spesso difficoltosa in caso di cellulite. In più, ha proprietà antisettiche, antibatteriche, astringenti e purificanti ottime anche sulla pelle. E aiuta a dare un sapore inconfondibile ai cibi senza eccedere con altri condimenti. Più tesoro di così…   Silvia Nava ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Dimagrire con alimenti di qualità
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E' stata inventata la carne artificiale Educazione Alimentare La notizia è rimbalzata in poco tempo su tutti i maggiori quotidiani del mondo. La carne si sa, è un problema anche ambientale per via delle flatulenze dei bovini e del bestiame, forse questo problema ma anche il problema del costo del foraggiamento o della necessità di creare acqua hanno spinto i ricercatori a creare "carne in vitro" Ma tu la mangeresti?
  Come sappiamo spesso si raccomanda di mangiare meno carne e più pesce e soprattutto di ridurre sensibilmente il consumo di carne rossa perché non si concilia bene con i problemi affrontati dalle persone affette da ipercolesterolemia oltre a causare tumore al colon. Se dunque già spesso si raccomanda tutto ciò, cosa si dovrebbe dire della carne in vitro?   Sicuramente già l'idea di una carne artificiale non ce la rende invitante, ma c'è anche qualcuno che invece confida in questa sua artificialità sperando che quantomeno ne guadagni in gusto. Ma chi ha ideato questa strana prelibatezza non ha assolutamente intenzione di diventare uno chef!   Si tratta infatti di uno studioso olandese con l'intenzione di salvare il pianeta dalle flatulenze del bestiame che finiscono per incrementare il gas serra. Lo studioso si chiama Mark Post, docente di medicina all'università di Maastricht. Per raggiungere il suo intento ha utilizzato in laboratorio delle cellule staminali e, con grande sorpresa, è riuscito a creare una bella bistecca di carne di bovino.   La creazione di una carne artificiale era già stata ipotizzata dal mondo scientifico in quanto si stima che nel 2050 la richiesta ed il consumo di carne raddoppierà rispetto ad oggi e dunque si moltiplicherà anche l'inquinamento ambientale causato dagli allevamenti.
  Ma come viene creata? Per creare una carne artificiale serve un laboratorio e delle cellule staminali. I ricercatori hanno ripreso in mano gli studi di Vladimir Mironov, che dieci anni fa aveva proposto a una company americana di investire sulla carne artificiale, sostenendo che si sarebbe potuta produrre tranquillamente in meno di dieci anni.   Per Mironov non si tratta di carne geneticamente modificata o innaturale. Del resto viene riprodotta attraverso cellule staminali. Restano solo dei piccoli problemi legati alla produzione. Non è possibile pensare di farla in laboratorio. Si tratterebbe infatti di carne dai costi altissimi. Ma in futuro, forse, si risolverà anche questo.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sulla carne? Leggi Patologie correlate al consumo di carne - Carne rossa: da ridurre drasticamente!

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Sommelier elettronico Educazione Alimentare "Sommelier: hai perso il posto!" Questa è la sensazione che hanno avuto i partecipanti alla presentazione dell'invenzione dell'Università di Bercellona: un sommelier elettronico in grado di degustare con esperienza ed eleganza tutti i vini delle produzioni più disparate.   Se anche tu sei affascinato dai corsi di sommelier come quelli che vengono fatti d'estate nelle storiche regioni dei vigneti italiani, come le Marche e la Toscana, allora lascia perdere o fallo per un puro piacere personale. Fra qualche tempo infatti c'è anche chi ipotizza che saranno maggiormente richiesti i sommelier elettronici come quello presentato dalla storica Università di Barcellona.   I ricercatori del gruppo UAB hanno in pratica identificato i campioni di spumante, hanno programmato in un sensore elettronico i livelli gustativi tipici dell'uomo e poi hanno classificato i vini. Per realizzare tutto ciò si sono serviti di sistemi di misura chimici e procedure matematiche avanzate.   Ma quel che vi chiederete è: come è possibile riprodurre l'eleganza e l'esperienza di un sommelier capace di dirvi la storia di quel vino e di creare abbinamenti? Beh indubbiamente il lato umano non è riproducibile da una macchina, non potrete cioè chiedere un consiglio a un cervello elettronico o fare in modo che quest'ultimo interpreti al meglio i vostri gusti. Però per le piccole consultazioni è davvero una tecnica innovativa. Ma quali sono i parametri chimici per la classificazione del vino? Per conoscerli dobbiamo apprendere prima la procedura.   Il vino spumante, come si sa, viene prodotto grazie a una procedura abbastanza complessa denominata méthode champenoise ed è a procedura classica. Anche se la procedura è sempre la stessa, le varie produzioni di vino si differenziano prevalentemente in base alla quantità di zucchero aggiunto verso la fine del processo. Dopo l'ultima fase viene aggiunto uno sciroppo di vino e zucchero chiamato liqueur d’expedition e che ne determina la tipologia.   Anche se la lingua del sommelier di tipo elettronico è sicuramente in grado di classificare senza errore tutte le tipologie di vino, sicuramente l'eleganza di un sommelier esperto non è riproducibile, ma in futuro avremo l'imbarazzo della scelta.   Maria Melania Barone   Vuoi saperne di più sul vino? Leggi Un bicchiere di vino rosso contro il colesterolo - Il Vino fa Bene, a patto che…

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Truffe culinarie: quando il Pesce puzza Alimentazione Corretta Qual è l'alimento più "taroccato" della nostra tavola? Il pesce. I dati Istat, Irepa e Rasff parlano chiaro: ancora una volta il primato delle truffe spetta inconsapevolmente a questo prezioso alimento.   Sono anni ormai che ci sentiamo dire di stare attenti e di non acquistare pesce di una certa tipologia al prezzo di un pesce di tutt'altra specie. C'è da dire che le truffe che riguardano il pesce si riferiscono principalmente ai prezzi che i venditori possono ricavarne vedendo un pesce al posto di un altro complessivamente simile. Ma il prezzo del pesce non indica la sua qualità, ad esempio il pangasio può essere economico ma è assolutamente nutriente e ricco di Omega 3.   Tuttavia vi sono delle truffe che vanno anche a danneggiare il nostro organismo, oltre al nostro portafoglio, e si tratta di pesce pescato nei mari inquinati, rivenduto a pochissimo e spacciato per fresco e di qualità. Secondo l'Irepa, l’Istituto di ricerche economiche per la pesca e l’acquacoltura, soltanto il 20% del pesce venduto come nostrano è davvero proveniente da mari italiani. La restante quantità invece proviene da mari lontanissimi dal nostro.   Solitamente infatti i consumatori sono attirati principalmente dai pesci provenienti dalle nostre acque perché "arrivano prima" di quelli provenienti dall'estero. All'ipotesi di una maggiore freschezza si aggiunge anche l'idea che questi pesci siano maggiormente controllati. In realtà i controlli ci sono sempre ma non sono infallibili. É vero però che in un lungo tragitto, se il pesce non viene conservato a dovere, possono formarsi dei microrganismi che ne compromettono la qualità. C'è anche da dire che in alcuni paesi esteri come in Vietnam è possibile trattare il pesce con antibiotici, cosa che da noi è proibita. Ed ecco che dunque arrivano sulle nostre tavole pesci "drogati" di medicinali provenienti da paesi esteri e venduti come nostrani.   Qualche esempio? Il merluzzo fresco spesso è un pollak dell'Alaska, ma il classico resta lo squalo venduto come pesce spada e spesso pescato in modo cruento. Il pesce proveniente dai mari esteri non ha avuto un percorso registrato e di conseguenza non è affidabile.   Ma anche il pesce proveniente dai nostri mari non è sempre sicuro. L'ultimo rapporto di Goletta Verde per Legambiente ha sottolineato come l'Italia manchi di impianti di depurazione per lo scolo delle acque reflue, e il risultato è che la presenza di enterococchi e di batteri fecali nei mari è circa 2 volte superiore alla norma.   L’agenzia di sicurezza alimentare dell’Unione Europea, il Rasff, segnala che anche nei molluschi italiani si sono trovate numerose quantità di batteri, mentre il cadmio è abbastanza consistente nei calamari spagnoli. La Spagna è un paese per buona parte di pescatori, tuttavia i mari spagnoli sono tra i più inquinati. Proprio per questo alti livelli di inquinamento microbiologico son stati trovati anche nel nasello spagnolo, mercurio nei filetti di squalo blu e nel pesce spada.   Per molti, l'unica speranza di non incorrere in pesce inquinato resta il mercato ittico, a patto che il pesce sia nutrito con mangimi controllati e selezionati. A rimetterci, altrimenti, sono sempre i consumatori.   Maria Melania Barone
Vuoi saperne di più sul pesce? Leggi: Zebrafish il pesce che combatte l'osteoporosi - I pesci vegetariani più salutari

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Drogati da sale Alimentazione Corretta Un recente studio ha dimostrato che il sale riesce a creare dipendenza e proprio per questo fa male. In realtà un uso moderato e misurato del sale non crea tutti i problemi di ipertensione che possiamo immaginare.   Il sale agisce sul cervello come qualsiasi droga. É la “salata” conclusione a cui sono giunti i ricercatori australiani e statunitensi del Florey Neuroscience Institute di Melbourne e del Medical Center della Duke University a Durham. Uno studio accuratissimo che si è guadagnato anche le importanti pagine della rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).   Lo studio si è avvalso dei classici topi da laboratorio. Una parte di essi ha seguito una dieta iposodica, mentre ad un secondo gruppo è stato somministrato del sale nella dieta. Adesso sappiamo che il sale stimola l'attività elettrica nel cervello ed effettivamente la presenza di sale modificava l'attività cerebrale. La cosa importante è che il processo avveniva in soli 10 minuti secondo quanto riscontrato dai ricercatori ma la cosa che ha stupito proprio tutti è che il sale attivava gli stessi geni coinvolti nell'utilizzo o dipendenza da droghe come la cocaina, l'eroina o gli oppiacei.   Per i ricercatori si stratta di una scoperta importante in quanto spiega come mai spesso si ha una certa voglia di sale oppure si diventa golosi di alimenti salati come patatine o rustici di bassa qualità. In realtà tutto questo per il dottor Derek Denton, dell’Università di Melbourne ha anche una nota positiva. Infatti anche se assimilando così velocemente il sale mettiamo in atto dei meccanismi simili alla dipendenza, questo procedimento è il frutto di un'evoluzione che non ha potuto fare a meno del sale. Assimilare velocemente il sale dall'acqua per esempio consente alla preda di non esporsi troppo a lungo all'attacco dei predatori.   La sua importanza per l'organismo umano risiede dunque in tempi molto antichi. Ma state attenti all'ipertensione. Esagerare col sale significa esporre il proprio organismo a rischi non indifferenti per la nostra salute, ma al contempo anche la sua presenza è fondamentale. Un modo dunque per eliminare il sale superfluo? Basta bere tanto e non mangiare cibo spazzatura come patatine e snack.   Inoltre dobbiamo cercare di limitare o eliminare il consumo di prodotti industriali fatti con ingredienti come cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, nitrato e nitrito di sodio o glutammato monosodico. Eliminiamo salumi e limitiamo il consumo di carni rosse e pasta ripiena. Anche i formaggi stagionati fanno bene, ma non bisogna esagerare.   Eliminare dunque tutto ciò di cui possiamo fare a meno e non abbondare con il sale nella pasta o sui secondi piatti. Ne guadagnerà anche la linea perché si potrà combattere la ritenzione idrica.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Sale dell'Hymalaia: benefici e virtù - Memoria: attenta alla colazione

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Patologie correlate al consumo di carne Alimentazione Corretta Le prove scientifiche sembrano essere chiare e inconfutabili: "mangiare troppa carne fa male alla salute".   Ad affermarlo con la pubblicazione di un recentissimo studio è la Meat Eater’s Guide, redatta dall'Environmental Working Group (organizzazione no profit americana per la tutela della salute e dell'ambiente).   Lo studio analizza l’impatto sull'uomo di 20 tipi di proteine comuni di origine animale, dimostrando come l'eccessivo consumo di carne abbia degli effetti negativi sulla nostra salute. Dimezzarne il consumo può ridurre il rischio di cardiopatie e alcune forme di cancro. “L’obiettivo dello studio è rendere accessibile queste informazioni al grande pubblico”, ha affermato Kari Hamerschlag, analista del gruppo di ricerca e di supporto che ha redatto tale studio.   “Sul versante della salute, abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie a dimostrare che vi è più di un buon motivo per limitare il consumo di carne; in realtà i motivi sono davvero tanti”. Nella Meat Eater's Guide, infatti, sono riportati numerosi studi fatti in precedenza a supporto di quanto sostenuto nella guida stessa. Ad esempio, una ricerca del 2009 del National Cancer Institute, ha rivelato che le persone che consumano carne rossa in abbondanza, ricca di grassi saturi e quindi potenzialmente dannosi per il colesterolo, sarebbero più esposte al rischio di cardiopatie del 27%. Lo stesso studio dimostrerebbe che, le persone che consumano molta carne, sarebbero il 20% in più esposte al rischio di alcuni tipi di tumori.   Marjorie McCullough, Sc.D., direttrice del reparto di epidemiologia nutrizionale presso l’American Cancer Institute, ha invece affermato che il collegamento fra un elevato consumo di carne e molte tipologie di cancro, (tipo quelli alla prostata e al pancreas) non sarebbe ancora del tutto chiarito. La Dottoressa ha tuttavia affermato che può esservi una stretta correlazione tra un alto consumo di carni rosse lavorate e il rischio di sviluppare il cancro al colon. Quindi se da una parte tende a convalidare l'ipotesi che collegano una particolare forma di tumore al consumo di carne rossa, dall'altra sembrerebbe essere più prudente.   Si ipotizza che i nitrati presenti nelle carni cotte sarebbero i maggiori responsabili nello sviluppo di neoplasie, in quanto sono sostanze chimiche che si formano con la cottura della carne ad alte temperature.   Fermo restando che la moderazione rimane una buona regola di vita quasi sempre, il problema, successivo a queste dichiarazioni, è quello di capire qual'è la quantità di carne "giusta" che bisognerebbe mangiare? Secondo la la Dott.ssa McCullough. “Non vi è una quantità esatta. In generale si può dire che se si consuma regolarmente carne rossa è consigliabile dimezzarne la quantità”. Altra tecnica consigliata da altri esperti del settore consiste invece nell'aumentare molto il consumo di frutta e verdura. La conseguenza sarebbe quella di lasciare meno spazio agli altri cibi come la carne rossa stessa.

AlimentiConsumo settimanale PorzioniConsumo settimanale in g.
Carne (bianca/rossa)4280 g.
Pesce3100 g.
Salumi1/2450 g.
Uova32/3 uova
Legumi3450 g.

Fonte: INRAN Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti a la Nutrizione ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla carne? leggi:  Vivere 100 anni grazie all'alimentazione - Mangiare meno carne fa bene e salva l'ambiente

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Dipendenza da zucchero e cibi grassi Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Diabete mellito Purtroppo panini da fast food, maionese, patatine fritte e quant'altro sono troppo buoni: non c'è un palato che non li abbia graditi almeno una volta nella vita. Ma quanti di voi ne sono diventati schiavi? La scienza oggi sta delineando infatti le dinamiche della dipendenza da cibi grassi alla base di diabete, colesterolo ed obesità.   Se anche tu non riesci a seguire una dieta, insomma, potrebbe non essere tutta colpa tua. Sicuramente a volte manca un po’ di sana volontà, ma gli studiosi danno la colpa ai grassi contenuti nei cibi. Alcuni cibi infatti contengono delle sostanze che obbligano il nostro cervello a desiderarli enormemente. Si tratta di una vera e propria dipendenza da cibo. Insomma più che andare dal dietologo dovresti disintossicarti.   A dirlo è uno studio condotto da un team di ricercatori della Boston University Shool of Medicine, diretti da due italiani, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Lo studio ha evidenziato che il consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi genera nel cervello reazioni simili a quelle derivanti dall’uso di stupefacenti.   Questo meccanismo è legato anche alla dipendenza dal cibo da fast food e alle merendine industriali. In realtà basterebbe sapere i danni che questi cibi creano nel nostro organismo. Sono cibi veramente dannosi e poco nutrienti in quanto il processo di industrializzazione ha contribuito ad impoverirli.   Insomma invece di andare dal dietologo dovremmo prima disintossicarci.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea - Memoria: attenta alla colazione

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Menta estiva: qualche ricetta salutare Ricette La menta è un'erba ricca di minerali e di proprietà nutritive importanti per il nostro organismo e, soprattutto, si sposa bene con l'estate grazie al suo gusto fresco. Hai mai pensato di integrarla nei cibi da preparare durante il giorno come i primi piatti e le bevande?   La menta è la nostra migliore alleata contro il caldo, perché grazie alle sue proprietà e al suo gusto fresco ci aiuta a combatterlo. Durante il giorno, soprattutto quando l'aria è afosa, via libera a sontuosi cocktail e piatti con questo fantastico ingrediente!   Partiamo dalla colazione. Se hai abitudini sane e assumi circa 100 grammi di frutta fresca la mattina, puoi integrare una piccola variante: la menta, il ghiaccio ed un mixer ad immersione. Prendi dei mirtilli ed un pezzetto di banana, se ti va aggiungi anche 2 ciliegie snocciolate ed una manciata di menta, frulla tutto. Altrimenti prendi un lime e un cucchiaino di zucchero di canna e premi il tutto col matterello. Aggiungi anche un po’ di succo di pesca, agita con lo shaker e gusta il tutto.   Per il pranzo invece cosa ne dici di fettuccine alla menta? Un piatto fresco da gustare in molte variati, solitamente si abbina ad un sugo di verdure (zucchine, aglio, olio e sale) e viene condito con basilico tagliato e menta. Si tratta di una vera prelibatezza che è ottima abbinata a del pesce rosso.   E la merenda? Non c'è niente di meglio che preparare una buona bibita con latte di mandorla e menta per dissetarsi durante la calura pomeridiana.   E per la cena invece potrai preparare una semplice prelibatezza: la salsa di menta. Molto usata dagli inglesi, la salsa di menta si usa per condire carne, pesce ed arrosti. Ecco come prepararla.   Ti occorrono: 75 gr di foglioline di menta 1 bicchiere di aceto bianco 25 gr di zucchero   Dopo aver lavato con cura le foglioline di menta asciugale e tritale molto fini in una ciotola. Porta ad ebollizione l’aceto, quindi unisci lo zucchero, mescola bene e togli subito dal fuoco. Una volta raffreddato versa l’aceto dolcificato poco alla volta sulla menta tritata. Mescola bene e lascia riposare almeno un’ora prima di servire la salsa ottenuta. Potrai conservare per parecchi giorni questa salsa in un vasetto a chiusura ermetica ricordandoti di mescolare bene ogni volta.   Maria Melania Barone Vitamina D: allunga la vita Vitamine Leggi lo speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
  Un team di ricercatori ha messo insieme più di 50 studi condotti in tutto il mondo per delineare il beneficio della vitamina D. Già qualche tempo fa fu creato il pane per gli anziani a base di vitamina D ma adesso sono state spiegate anche le dinamiche che consentono a questa vitamina di diventare un elisir.   Ci sono studiosi che suggeriscono di incrementare la vitamina D per allungare la propria vita. C'è anche chi è scettico su questa proposta ma effettivamente sembra funzionare. Ultimamente infatti centri di ricerca in tutto il mondo stanno cercando di capire quali sono gli effettivi benefici di questa vitamina sull'organismo umano. Una di queste ricerche condotta dalla prestigiosa Cochrane Library ha messo a confronto oltre 50 studi per un totale di circa 100 mila pazienti con età media di 74 anni. Il gruppo di volontari che si erano sottoposti in passato a avesti studi erano prevalentemente di sesso femminile.   I risultati delle analisi hanno dimostrato che con un incremento dell'assunzione di vitamina D3 (colecalciferolo) è possibile riscontrare un aumento delle aspettative di vita.   Il medico serbo Goran Bjelakovic, ricercatore del dipartimento di Medicina interna, gastroenterologia ed epatologia dell'Università di Nis e membro del Gruppo Cochrane Hepato-Biliary di Copenhagen ha ricordato che "una meta-analisi Cochrane, pubblicata pochi anni fa, mostrava qualche beneficio, ma nessun effetto sulla mortalità. Sapevamo tuttavia che erano stati condotti più studi e abbiamo voluto valutare l'effetto della vitamina D riassumendo e paragonando tutti i risultati degli ultimi anni. Le nostre analisi suggeriscono che la vitamina D3 riduce la mortalità di circa il 6%. In altri termini, è necessario somministrare a 200 persone la vitamina D3 per circa 2 anni per salvare una vita".   Bisogna ricordare però che nulla è privo di rischi. Un aumento elevato di vitamina D3, esattamente come la D2, potrebbe aumentare i livelli di calcio nel sangue o formare calcoli renali. Dunque è sempre meglio affidarsi ad un medico prima di assumere indiscriminatamente integratori.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamine? Leggi: L'importanza dell'acido folico - L'elisir di lunga vita? Per lui è la vitamina E Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Vigo Beauty Gum: la gomma che rende più belle Vitamine Masticare la gomma in pubblico non è un gesto certamente raffinato. Una signora potrebbe concedersi al massimo una caramella. Ma se questo vizio potesse renderci più belle? Allora tutto potrebbe cambiare. Ci sono persone che utilizzano il chewing gum come trucchetto per dimagrire: toglie la fame e aumenta il senso sazietà. Ora però un’azienda svedese ha lanciato sul mercato Vigo Beauty, delle cicche che dovrebbero migliorare l’aspetto rendendo la pelle più elastica, i capelli più forti e vigorosi e donando alle unghie un aspetto sano e robusto.   I nutrizionisti e i consumatori sono scettici. Com’è possibile che una gomma abbia tutte queste qualità? Ovviamente a sponsorizzare la ricetta miracolosa è l’azienda di produzione (Antula Healthcare) che ha tutto l’interesse nel promuoverne la vendita. Sostiene che la gomma contenga un cocktail multivitaminico (vitamina A, B1, B6, B12, C, beta carotene e selenio) ideale per dare un aspetto più sano e un colorito migliore.   La gomma, che ha ottenuto l’approvazione per la sicurezza alimentare, è in vendita (per adesso solo in Svezia) nelle farmacie e anche nei supermercati e la si può trovare in due gusti diversi: Focus e Active. Bisogna però fare un po’ di attenzione. I nutrizionisti raccomandano di usare pure la gomma da masticare, ma di non trascurare l’alimentazione, e soprattutto di non credere agli affetti miracolosi.   Una cosa potrebbe essere considerata come vera: Beauty Vigo è una sorta di integratore, ma non può sostituire integralmente una dieta ben bilanciata. Infatti, Helen Money, di Helen Money Nutrition ha dichiarato al MailOnline: “Contiene vitamine e sali minerali importanti per avere una pelle luminosa, capelli lucidi e unghie forti, ma mancano altri elementi molto importanti come il ferro, lo zinco e gli omega”.   Beauty Vigo non è la prima gomma da masticare per la bellezza del corpo apparsa sul mercato. Già nel 2009 nella Corea del Sud, sono state proposte delle cicche contenenti collagene, vitamina C ed esperidina, una sostanza antiossidante e vasocostrittrice. Poi ci sono state, proprio quest’anno, le Spark Stride negli Usa, arricchite di B6 e di B12 e studiate per dare una sferzata di energia. I dubbi sul reale funzionamento, però, sono sempre gli stessi.   Valentina Rorato ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Come fare il pieno di antiossidanti
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Colazione di luglio: tre menù golosi e dietetici Alimentazione Corretta Arriva il caldo e le prime abitudini da modificare riguardano la mattina. Cosa c'è di meglio di una colazione golosa e dietetica in perfetta sintonia col caldo?
La colazione è importante e va fatta entro un'ora dal risveglio. Il corpo ha bisogno di calorie e di nutrienti sin dal primo mattino. D'estate però è fondamentale una riduzione calorica per sopportare meglio il caldo, ma è importantissimo idratare e nutrire l'organismo dall'interno per sopperire alle perdite di liquidi che si manifestano attraverso il sudore o il calo di pressione. E allora perché non cominciare la giornata con frutta e cereali?   Una colazione dietetica e nutriente sì, ma anche golosa. Ecco dei menù perfetti per questo periodo. Una buona tazza di yogurt con mandorle ricche di acidi grassi essenziali e di nutrienti importanti per il nostro benessere è sicuramente un buon modo di cominciare la giornata. A questa tazza di mandorle e yogurt possiamo inoltre abbinare una buona macedonia fatta con frutti di stagione: le banane sono l'ideale in quanto consentono non solo un giusto riequilibrio idrosalino, ma anche una carica di energia grazie agli zuccheri contenuti. Possono essere abbinate a kiwi e pere.   Chiaramente bisogna variare menù giorno per giorno perciò il consiglio è quello di abbinare lo yogurt ad altro: cosa ne dici di una manciata di cereali? Oltre a questa soluzione classica puoi preparare un caffè all'americana o un tè freddo, con una bella macedonia di frutti rossi: ciliegie, fragole, more, lamponi e mirtilli, che ti daranno la giusta carica.   Infine per chi non riesce a rinunciare al latte la soluzione ideale è di nutrirsi con un bel bicchiere di latte freddo abbinato a succo di menta. Oltre che essere un buon rimedio contro il caldo, è anche goloso e salutare. A questa soluzione possiamo abbinare una macedonia di anguria e kiwi, per idratarci e assorbire minerali e vitamine Il caldo non sarà più invincibile con un'alimentazione corretta.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
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Dimagrire con alimenti di qualità Alimentazione CorrettaLeggi lo speciale Dimagrire in Salute È tempo di costume e di diete. Ma attenzione a quelle troppo ipocaloriche: gli studiosi sottolineano che si dimagrisce meglio con alimenti di qualità.   C'è chi per dimagrire decide di tagliare, tagliare, tagliare calorie: niente di più sbagliato! Non sono solo le calorie che contano ma anche la qualità del cibo. Il cibo scadente infatti possiede scarse proprietà nutritive che non vengono ben assimilate. Il cibo di qualità, fresco ed enormemente nutritivo aiuta non solo a sopperire alle quotidiane necessità del proprio organismo, ma anche a dimagrire eliminando la sensazione di fame.   Lo studio è tutto americano ed ha preso in esame l'alimentazione di centinaia di soggetti in sovrappeso. Il team della Harvard School of Public Health di Boston ha affermato che perfino seguire un'alimentazione corretta a base di frutta e verdura con poca carne rossa e tanto pesce può essere inutile a dimagrire, anzi, il sospetto è che se il cibo è poco assimilabile viene immagazzinato direttamente come riserva di grasso e dunque contribuisce ad aumentare il nostro tessuto adiposo.   A questo punto dobbiamo dimenticare bevande zuccherate e dolci, e limitare il consumo di patate, pane e riso bianco.   Il suggerimento è quello di utilizzare alimenti freschi e di stagione. La frutta va mangiata matura e non acerba. Anche la regolarità della propria giornata è importante: bisogna fare in modo di dormire sempre tra le 6 e le 8 ore. Anche il sonno infatti ha un ruolo nel mantenimento del nostro peso-forma.   Basta cambiare piccole cose nel nostro stile di vita quotidiano per mantenere una linea invidiabile.   Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
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Fosfati: cosa sono? Educazione AlimentareLeggi lo Speciale Ictus Morire a causa di un biscotto sembra impossibile. Ma se il numero si moltiplica per decine, e per mesi e poi anni, il discorso cambia. I biscotti, ma anche molte torte, dolciumi e perfino carni e formaggi, contengono delle sostanze recentemente messe sotto accusa: i fosfati.
Di cosa si tratta esattamente? L'industria del cibo usa i fosfati per diversi scopi. Ad esempio, nella produzione di carne, questi ioni solubilizzano le proteine. Nei prodotti da forno, come biscotti e cracker, i pirofosfati acidi reagiscono con delle basi (solitamente il bicarbonato di sodio) dando la lievitazione chimica, più veloce della naturale, ma con un gusto decisamente differente.   Fin qui, nulla di illegale. Un recente studio, però, ha dimostrato l'esistenza di una relazione tra un consumo eccessivo di queste sostante e l'aumentato rischio di malattie cardiache e vascolari.   In particolare, un eccesso di fosfati nel sangue potrebbe portare a sviluppare l’aterosclerosi, una patologia grave che causa un indurimento delle pareti delle arterie, con conseguente formazione di placche. Da qui agli esiti letali di ictus e infarto il passo è purtroppo molto breve.   Per fortuna non tutto il male vien per nuocere: lo studio, condotto presso l’Università di Sheffield (Uk) e pubblicato su Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology, punta ad enfatizzare l'aspetto positivo della scoperta. In fondo basta fare attenzione alla dieta, riducendo il consumo di carni grasse, formaggi stagionati e dolci industriali, per prevenire due tra le cause principali di morte nel mondo. Se consideriamo che questi cibi sono anche nella lista nera dell'obesità, il numero sale a tre. E la salute ci guadagna in generale.   Silvia Nava ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Doc e Igp: sapere cosa mangiamo

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Gelato in estate: rischio linea o no? Alimentazione Corretta Con il ritorno della stagione calda e delle giornate di vacanza passate in compagnia di famigliari o amici ecco che fanno la loro ricomparsa anche i famigerati gelati, che rendono fresca e gustosa ogni giornata afosa ma che ci fanno anche avere mille rimorsi, causati dalla paura di mettere su qualche chilo proprio quando si avvicina la prova costume.   Ma cosa sappiamo davvero del gelato, dei suoi pro e dei suoi contro? E’ vero che mangiare gelati, granite e ghiaccioli è un rischio per la silhouette? Oppure, come molti credono, il gelato è un toccasana per la salute del corpo stressato dal caldo?   Vediamo di sfatare qualche mito sul gelato e di imparare a conoscere meglio questo delizioso cibo, buon alleato dell’organismo durante i mesi in cui la calura sembra prendere il sopravvento.   Quando possiamo mangiare il gelato senza rischi per la linea?
  Il gelato può essere un ottimo sostituto della merenda tradizionale per i bambini, soprattutto quello alla frutta che può apportare solo 100 calorie senza appesantire o rovinare l’appetito. Anche chi è a dieta può mangiare un gelato, optando per un paio di palline sul cono o in una coppetta, ma evitando la panna e i gusti più “a rischio” come il cioccolato o la crema. Il gelato può anche chiudere un pranzo leggero, favorendo la digestione e rinfrescando il corpo.
Il gelato può sostituire un pasto?
  Si. Anche se non esistono regole generali per calcolare l’apporto calorico del gelato (dato che molto dipende dal gusto scelto), si può optare per questo alimento fresco e gustoso per un pranzo veloce, sia in spiaggia che in città. Per restare leggeri sarebbe meglio scegliere dei gusti alla frutta, evitando biscotti e cialde e optando per la coppetta. Al gelato si può abbinare anche della frutta fresca o dei cereali.
Come scegliere il gelato migliore?
  La qualità di un gelato è facile da individuare ad occhio nudo: se è molto cremoso e liscio, il gelato è di ottima qualità. Se, poi, nonostante le alte temperature esterne il gelato non si scioglie con molta facilità, significa che è molto ricco di grassi e sarebbe meglio non esagerare con le dosi.
Meglio artigianale o in vaschetta confezionata?
  Il gelato in vaschetta, oltre ad essere una tentazione sempre a portata di mano nel frigo, va evitato soprattutto perché molto spesso è di cattiva qualità (salvo rare eccezioni) e contiene ingredienti dannosi per la linea come burro e grassi vegetali. Sì al gelato artigianale, più sicuro e, di norma, di qualità migliore.   Per chi è a dieta meglio ghiaccioli e granite?
  Assolutamente sì. Ghiaccioli e granite sono meno calorici e hanno lo stesso effetto refrigerante del gelato.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
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La sporca dozzina 2011: 12 Frutti e Verdure più contaminate Alimentazione Corretta

E' vero che una mela al giorno toglie il medico di torno? Forse, ma potrebbe anche essere piena di pesticidi.

Ieri, l'Environmental Working Group (EWG), un gruppo di sensibilizzazione verso l'ambiente senza scopo di lucro, ha diffuso l'ultima versione della sua lista "Dirty Dozen", che elenca i 12 tipi di frutta e verdura più contaminati da pesticidi, aggiornando così la classifica del 2010. E chi troviamo quest'anno al primo posto? proprio le mele. Questo frutto è riuscito a scalzare il sedano per il 2011 classificatosi secondo.

I benefici per la salute di frutta e verdura sono ben noti e a ribadire il concetto ci ha pensato il dipartimento dell'agricoltura americano con la nuova piramide alimentare presentata il mese scorso nel suo "MyPlate", nel quale suggeriva infatti di sostituire la metà dei cibi consumati ogni giorno con frutta e verdura.

Ma il lato potenzialmente nocivo di frutta e verdura viene alla luce per le sempre maggiori preoccupazioni relative alle quantità di pesticidi che queste possono contenere. Alcune ricerche infatti hanno collegato tali pesticidi con possibili problemi di salute in particolare per donne incinte e bambini. Il problema dunque è cercare di capire come dovrebbe comportarsi una normale madre di famiglia con budget nella media quando va a fare la spesa? Dovrebbe sempre e comunque scegliere biologico o meno? E' raccomandabile scegliere biologico solo per quei frutti inseriti nella "Dirty Dozen"?

12 Alimenti Incriminati
1. Mele
2. Sedano
3. Fragole
4. Pesche
5. Spinaci
6. Pesche Noci
7. Uva
8. peperoni Dolci
9. Patate
10. Mirtilli
11. Lattuga
12. Cavoli Verdi

I 15 Vegetali puliti
1. Cipolle
2. mais Dolce
3. Ananas
4. Avogado
5. Asparagi
6. Piselli
7. Mango
8. Melanzane
9. Melone
10. Kiwi
11. Verza
12. Angurie
13. Patate Dolci
14. Pompelmi
15. Funghi



Cerchiamo di capire ...

"Scegliere cinque portate a base di frutta e verdura fra le dodici più contaminate significherebbe assumere quattordici diversi tipi di pesticidi ogni giorno", segnala l' EWC nel suo rapporto frutto di dati raccolti dal dipartimento dell'agricoltura americano su campioni di alimenti spesso già pronti per essere consumati (e quindi già sbucciati o lavati, a seconda del caso). Dall'altro lato, lo stesso gruppo scrive anche che scegliendo alimenti fra la lista dei "15 più puliti" si può ridurre la quantità di pesticidi assorbiti fino al 90%.



Quindi le indicazioni sembrano chiare e quasi scontate: comprate frutta e verdura inserita nella lista dei buoni e non in quella dei cattivi.

In particolare lo stesso EWG consiglia di scegliere alimenti biologici quando si tratta di prodotti che compaiono sulla loro lista "Dirty Dozen", afferma però anche che un prodotto convenzionale (non biologico) è comunque sempre meglio di nessun frutto o verdura: "I benefici alla salute derivanti da una dieta ricca di frutta e verdura superano i rischi dell'esposizione ai pesticidi".

Ecco che l'indicazione di prima diventa già un invito ad acquistare biologico nel caso della "Dirty Dozen", a prediligire gli alimenti inseriti nella lista dei "15 più puliti", ma se questo non è possibile sempre meglio mangiare comunque frutta e verdura perchè il rischio di assumere pesticidi è inferiore rispetto al rischio di eliminare questi cibi dalla propria dieta.

Alcune aziende dell'industria agroalimentare sono ovviamente corse subito ai ripari mettendo in dubbio la validità della lista "Dirty Dozen". La Alliance for Food And Farming americana (associazione per l'alimentazione e l'agricoltura) ha da poco messo a disposizione del pubblico un calcolatore online di pesticidi con la promessa di "mettere la questione nella giusta prospettiva".

L'abbiamo provato ed ecco i risultati: una donna può consumare fino a 529 "porzioni di mele" al giorno senza avere alcun effetto sulla salute a causa dei pesticidi. Rimane da capire cosa si intende per porzione, una mela di dimensioni medie o mezza tazza di mela a pezzetti? In ogni caso, stando a questo calcolatore i rischi sembrano essere davvero pochi, basta non mangiare mele tutto il giorno. E infatti ...

All'inizio del mese il direttore esecutivo dell'associazione, Marilyn Dolan, ha rilasciato un' intervista al Chicago Tribune, affermando: "Sappiamo che possono essere presenti dei residui, ma ... se utilizzate il calcolatore vedrete che sono tante le porzioni che potete consumare senza avere alcun effetto negativo per la salute". L'analista senior di EWG Sonya Lunder ha però risposto nello stesso articolo, affermando che il calcolatore è fuorviante e che non tiene conto di diversi fattori relativi alla salute. Insomma, chi ci capisce è bravo. In ogni caso l'allerta e il clamore suscitato sembra in parte rientrare e la regola d'oro è sempre la stessa: scegliete biologico con consapevolezza, e se si può (visto i prezzi), a tavola e non solo. Altrimenti sempre meglio consumare frutta e verdura nelle quantità consigliate.

Fragole miracolose per perdere peso Alimentazione Corretta Le fragole sono tra i frutti più gustosi e stuzzicanti della stagione calda. Oltre a dissetarci e ad idratare il corpo stressato dalla calura, sono uno spuntino sano e allo stesso tempo squisito. Si tratta, poi, di un frutto dalle proprietà davvero eccezionali e, anche se non molti sono a conoscenza degli innumerevoli benefici delle fragole per il corpo umano, consumarne quantità elevate può aiutarci non solo a stare meglio ma anche a perdere peso in maniera naturale e veloce.   Una ricerca statunitense ha infatti mostrato che, tra le proprietà quasi miracolose delle fragole, ce n’è una che di certo farà la gioia di chi con l’estate sta cercando di perdere qualche chiletto di troppo accumulato durante la stagione fredda.   Ma come possono le fragole aiutarci a dimagrire? Ebbene, questo frutto succulento avrebbe due effetti a dir poco benefici sul nostro organismo: il primo è quello di stimolare il metabolismo, che come conseguenza avrebbe la diminuzione della sensazione di fame che ci spinge a fare spuntini tra i pasti e a mangiucchiare a metà giornata; il secondo effetto è, poi, quello di controllare i livelli di zucchero nel sangue, aiutandoci a perdere peso naturalmente.   La fragole sono ricche, inoltre, di numerose sostanze che sono un toccasana per il corpo umano. Tra queste ci sono:  
  1. le vitamine del gruppo C,
  2. grandi quantità di fibre,
  3. alte percentuali di calcio, magnesio e potassio.
  Oltre ai sopra citati elementi, le fragole (così come altri frutti “miracolosi” come i melograni, le ciliegie, le more, i mirtilli e i frutti di bosco in genere) sono ricchissime di antiossidanti. Questi possono aiutare il corpo a combattere gli accumuli di grasso in eccesso e ad abbassare i rischi di malattie ed infiammazioni croniche.   Tra i tipi di fragole disponibili sul mercato, secondo le ultime ricerche, quelle che avrebbero il più alto potenziale di successo nella lotta al grasso in eccesso, sarebbero quelle provenienti da colture di tipo organico, contenenti quantità maggiori di vitamine e antiossidanti rispetto alle fragole normali.   Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
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Errori alimentari: 6 cattive abitudini per la tua linea Alimentazione Corretta Il momento dei pasti è uno dei più delicati della giornata, soprattutto perché il rapporto con il cibo non è sempre facile e consapevole. La maggior parte delle persone semplicemente mangia quello che si trova davanti, senza riflettere più di tanto su cosa sta davvero mettendo nello stomaco.   Questa mancanza di “riflessione”, però, spesso genera “cattive abitudini” che possono a lungo andare a compromettere il mantenimento di una buona forma fisica.


Se anche tu vuoi conoscere la tua “cattiva abitudine” e capire cosa sbagli a tavola ecco un breve ed interessante elenco che di certo potrà aiutarti.
   

  1. Gli “innocui” snack di metà giornata. Il lavoro, lo studio, la casa, la famiglia, il fidanzato, le amiche: sei sempre di corsa e non hai mai un momento di relax per goderti un sano piatto di pasta comodamente a casa. Spesso finisci per stuzzicare qua e là quello che trovi in frigo oppure per mangiare snack tra un pasto e l’altro. Patatine, cioccolatini, merendine e caramelle sono il nemico numero uno della linea e della salute e non sono affatto innocui come possono apparire!
     
  2. La dieta troppo rigida. Se il tuo corpo non è nutrito a sufficienza anche il cervello ne risente perché non ha l’energia necessaria per funzionare al meglio. In questo caso non è la linea ma l’attenzione, la capacità di rispondere agli stimoli in maniera repentina, la voglia di fare e molto altro a risentirne.
     
  3.  Le giornate noiose. Uno dei motivi scatenanti di grandi abbuffate e continui spuntini è la noia: chi non ha molte cose da fare di norma mangia più volte al giorno al di fuori dei pasti. Per evitare questa “cattiva abitudine” trova un hobby o un’attività che ti tenga occupata quando non sei a scuola o al lavoro.
     
  4. Gli orari troppo “elastici”. E’ importante “far capire” al cervello e allo stomaco quando è il momento di mangiare: per evitare di cedere alla tentazione degli spuntini fissa degli orari precisi per i tre pasti principali e rispettali ciecamente.
     
  5. Gli aperitivi con gli amici. Gli aperitivi sono un must per molte persone ma quello che dovrebbe essere un momento di allegria e di bevute spesso si trasforma in una grande abbuffata a base di pizzette e patatine. Se proprio non riesci a contenerti, evita l’aperitivo quotidiano e rimanda questo piacere al solo week-end.
     
  6. I piatti pronti. I deliziosi manicaretti già pronti e facilissimi da cucinare sono nella maggior parte dei casi dei prodotti industriali senza garanzie sul contenuto e sull’apporto calorico. Attenzione a non abusarne e soprattutto leggi sempre le etichette.
Lucia D'Addezio ...............................................................................................................................................................
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Scolpire i muscoli? Con il latte! Alimentazione Corretta Per rafforzare e scolpire i muscoli oggi potrai abbinare ad un sano allenamento anche il latte. A dirlo è uno studio condotto dall'Università di Milano che ha stupito l'intero mondo del fitness.   Non uova e carne, ma latte! Sono proprio le proteine del latte a fare bene ai muscoli e a migliorarne la resa.   Anche se un sano allenamento mette sicuramente i muscoli del tuo corpo sulla giusta strada, questo non basta per scolpirli a dovere. E' fondamentale l'alimentazione. Fino ad oggi si è sempre pensato che siano le proteine e pochi grassi a fare bene ai muscoli. Anche gli aminoacidi aiutano a mantenere una massa muscolare efficiente e tonica. Inoltre questi nutrienti essenziali aiutano a contenere il tessuto adiposo. Carne, pesce e uova sono una miniera d'oro per i nostri muscoli, ma nessuno aveva ancora pensato con convinzione al latte.   Ed ecco allora la svolta legata a due recenti studi sulle modalità di assunzione delle proteine. Secondo gli esperti vanno assunte dopo l'esercizio fisico in quanto il metabolismo è più veloce e dunque è possibile assimilarle subito grazie ad un incremento della sintesi proteica. Questo determina un aumento della massa muscolare.   Gli studi poi si sono focalizzati sugli effetti dei diversi tipi di proteine. Quelle del latte e cioè le sieroproteine si sono rivelate più efficaci per quanto concerne gli aumenti di massa magra soprattutto se affiancate da un sano allenamento.   I vantaggi di queste proteine stanno nell’essere altamente digeribili ed assimilabili. Tra le proteine privilegiate abbiamo dunque la caseina, leucina e gli aminoacidi contenuti nel latte. In questo modo non solo si aumenta la massa muscolare, ma si riesce anche ad integrare le perdite del tessuto muscolare dovute all'età.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................  Vuoi saperne di più sul latte? Leggi: Allergia al latte vaccino - La scelta del latte
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Stressoressia: quando lo stress causa inappetenza Disturbi alimentari Leggi lo speciale: Ridurre e gestire lo stress   Troppo impegnate per mangiare. Le donne di oggi sono divise, tutti i giorni, in numerosi ruoli, quelli di mamma, moglie, figlia, donna d’affari, impiegata factotum o lavoratrice a progetto. Devono accudire la loro famiglia, magari i genitori anziani e al tempo stesso curare la loro attività professione: la concorrenza è altissima e non possono permettersi distrazioni. Anche il cibo può diventare un lusso. Non certo per il costo, ma perché prendersi una pausa per pranzare – seguendo le regole della corretta alimentazione – significa perdere tempo. È questo il meccanismo che porta alla stressoressia.   Che cos’è la stressoressia?
  È un disturbo alimentare che colpisce soprattutto le donne, tra i 25 e i 45 anni, la fascia di età in cui si è più impegnate a fare carriera, ad affermarsi professionalmente. Ci si nutre di lavoro e non si trova tempo per mangiare e curare il benessere del proprio corpo. Il motivo? Il carico d’impegni eccessivo causa molto stress, nervosismo, ansia, stanchezza e soprattutto occupa ogni momento libero.
Chi sono le signore malate di stressoressia?

Sono donne mature, di solito laureate e molto determinate nel lavoro. Se perdono peso, non si scompongono, anzi vivono la loro magrezza con un simbolo del loro successo. L’aspetto fisico è ovviamente il loro biglietto da visita: devono essere perfette sia nella forma sia nell’abbigliamento. E se questo vuol dire saltare il pasto, perché no?   Perché ci si “ammala” di stressoressia?
  È prima di tutto un disagio sociale. In questi anni, alle donne è stato chiesto troppo. Le signore che scelgono di lavorare, devono comunque dividersi tra il ruolo di casalinga e di mamma. Sono sicuramente più colte rispetto a 20 anni fa e aspirano a incarichi professionali di responsabilità. Purtroppo, la scalata al successo non è semplice. Secondo gli ultimi dati Istat, pubblicati ''Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2010'', la qualità del lavoro femminile è sempre più bassa. Si ritrovano spesso a ricoprire ruoli che richiedono una qualifica inferiore rispetto a quella posseduta e guadagnano meno degli uomini. Inoltre, la maternità è ancora – in alcuni ambienti – un ostacolo per confermare la propria posizione lavorativa. Risultato? La fatica per fare carriera è doppia.     Che differenza c’è con l’anoressia?
  Non vanno assolutamente confuse. L’anoressia è una malattia basata su gravi disagi psicologici, la stressoressia, invece, è una conseguenza dello stress, ma certamente non porta alla morte e non si manifesta con atteggiamenti morbosi nei confronti del cibo. Le donne, in questo caso, non hanno paura di ingrassare e non vedono l’alimentazione come un ostacolo alla propria realizzazione estetica, quanto sono talmente impegnate nel loro lavoro che non hanno tempo di mangiare, saltano il pasto, soprattutto il pranzo, o mangiano troppo poco, magari davanti al pc, con conseguenti perdite di peso.
Memoria: attenta alla colazione Educazione AlimentareLeggi lo Speciale Diabete mellito Una recentissima ricerca realizzata dall'Università di Verona mette in risalto l'importanza della colazione per il rendimento quotidiano. La colazione infatti influenza alcuni parametri metabolici, neuropsicologici ed ormonali: in particolare, in sua assenza, ne risulta penalizzata la memoria a breve termine.

Quali effetti ha la colazione sul nostro organismo? E perché è così importante?
A queste domande ha cercato di dare una risposta il Dottor Maffeis, pediatra dell’Università di Verona che ha condotto una ricerca in merito. L'obiettivo era indagare gli effetti della colazione nei giovani subito dopo il pasto. La ricerca si è concentrata anche sugli effetti della mancata assunzione di cibi che, secondo i risultati, hanno ripercussioni metaboliche, neuropsichiatriche ed ormonali.

Per l’esperto, la colazione aiuta a regolare il senso della fame durante il giorno e a definire il senso della sazietà. Tutto ciò influisce anche sulla prevenzione di alcune patologie come l'obesità o le malattie cardiovascolari e il diabete mellito di tipo2. Questi almeno sono i vantaggi che sono riscontrabili nell'adulto. Lo studio invece stabilisce che i bambini abituati a fare una colazione completa tutti i giorni riescono a regolarizzare meglio l'organismo. Inoltre anche la concentrazione e la memorizzazione risulta agevolata ed il rendimento scolastico lo si vedrà direttamente in pagella!

Il professore precisa che sono proprio i carboidrati complessi e le fibre assunte durante la prima colazione a mantenere alti i livelli di attenzione e di creatività. I risultati dello studio spiegano che il miglioramento della funzione cognitiva è conseguente all'ossidazione dei carboidrati della prima colazione ed inoltre questa sana abitudine alimentare garantisce una migliore utilizzazione del glucosio che favorisce la concentrazione. A beneficiare maggiormente della colazione sono soprattutto bambini e adolescenti che hanno necessità di favorire lo sviluppo del sistema nervoso centrale, ma chiaramente anche gli adulti possono trarne beneficio.

”É importante che gli zuccheri vengano assorbiti lentamente - chiarisce il ricercatore - Quello con fibra si rivela il prodotto migliore da inserire in una buona colazione, che non può essere priva di carboidrati, meglio se a lento assorbimento”.

E allora da domani mattina porta in tavola cereali e fibre da mangiare con latte o yogurt assieme ad una porzione di frutta. Per testarne i benefici basta cominciare!

Maria Melania Barone ...............................................................................................................................................................
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I benefici del latte vegetale Alimentazione Corretta Latte animale o vegetale? Esistono moltissimi tipi di latte ma spesso ce ne dimentichiamo anche perché il più commercializzato è quello di vacca. Eppure ci sono molti tipi di latte che sono indicatissimi in alcuni casi specifici. Si tratta dei vari tipi di latte vegetale latte quello di soia, d'avena, riso, cocco. Scopriamone i benefici.   Certamente non ci verrebbe mai in mente la mattina di fare colazione con una sostanziosa tazza di latte d'avena o di cocco. Talvolta le abitudini e le tradizioni finiscono per forgiare la nostra cultura in modo errato. Il latte vegetale infatti comprende importantissime proprietà ed è prezioso per chi è allergico al lattosio.   Il latte vaccino è ricco di vitamine A e D, caseina e calcio e si propone certamente come un alimento fondamentale per la nostra dieta. Il latte vegetale invece contiene proteine vegetali ed è sicuramente più digeribile. Non contiene tutte le proprietà del latte vaccino, ma questo potrebbe costituire un vantaggio; infatti si consiglia sempre di abbinare il latte vegetale ad altri importanti alimenti come il tofu, legumi, verdure, frutta secca, uova.   Uno dei vantaggi del latte vegetale è quello di aiutare chi soffre di ipercolesterolemia. Molti prodotti realizzati con latte di soia infatti vengono proposti a chi ha valori elevati di colesterolo LDL. Importanti per questa efficacia sono il latte di soia e di avena.   Quello di mandorle invece è ricchissimo di vitamina E ed è ottimo per contrastare l'invecchiamento cellulare. Importantissimo per chi decida di introdurre questi tipi di latte nella propria dieta è guardare la garanzia di provenienza biologica perché spesso i cereali sono coltivati con molteplici quantità di pesticidi, fitofarmaci o OGM. Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche.   Latte di soia: contiene 2,3 gr di grassi contro i 3,6 del latte vaccino ogni 100gr. E' privo di colesterolo e ricco di Omega3, fibre, vitamine A, E, B e minerali tra cui il ferro contenuto in quantità doppie rispetto al latte di mucca.   Latte di mandorle: ha un sapore più gradevole rispetto al latte di soia ed è ricchissimo di vitamina E, antiossidanti, fibre e minerali.   Latte di riso: ha il vantaggio di contenere zuccheri semplici e facili da digerire ed utilizzare come energia. Contiene la maggiore quantità di carboidrati (10-12 gr ogni 100) ed è un valido aiuto per chi pratica sport. Contiene inoltre grassi polinsaturi, fibre, vitamina A, B, D, minerali. Bisogna però fare attenzione che si tratti di latte di riso puro al 100%.   Latte d'avena: è indicatissimo per chi soffre di arteriosclerosi perchè, come il latte di soia, riduce il colesterolo LDL. Inoltre contiene moltissimi grassi polinsaturi, fibre, acido folico e Vitamina E.   Latte di cocco: si può bere anche a colazione ed è indicato per ricette dolci e salate. Estratto dai cocchi maturi, ha proprietà dissetanti e rinfrescanti, contiene circa 230 kcal ogni 100 gr, è ricco di fosforo, potassio, vitamine del gruppo B e vitamina C, oltre a sali minerali e oligoelementi.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Dieta mediterranea: un aiuto al cervello - Cicli naturali: i prodotti di marzo e le loro proprietà
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Stevia: il dolcificante a zero calorie Educazione Alimentare La Stevia rebaudiana, comunemente conosciuta come stevia, è una pianta ad altissimo potere dolcificante. Le sue foglie hanno una capacità edulcorante nettamente superiore a quella dello zucchero e un potere calorico pari a zero. Inoltre, i dolcificanti derivati dalla stevia resistono alle alte temperature. Il potenziale di questa pianta è dunque elevatissimo; i glicosidi steviolici (i principi attivi della stevia) troverebbero, infatti, ampio impiego nell’industria dolciaria e, in particolare, negli alimenti a ridotto tenore calorico e nelle bevande light. Potrebbero inoltre essere utilizzati dai diabetici e dalle persone che soffrono di obesità. Sarebbero infine indicati nella produzione di dentifrici, in quanto non favoriscono la formazione di carie.   Potrebbero, sarebbero … il condizionale è d’obbligo perché nella Comunità europea non è consentito l’utilizzo della stevia nell’industria alimentare.   Questa pianta è molto nota in alcuni Paesi del Sud America, dove viene coltivata, e dell’Asia; ma nella Comunità europea i suoi derivati sono ancora materia di studio e oggetto di discussione.   Ad aprile 2010, un gruppo di esperti dell’EFSA, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, ha valutato come sicuro questo dolcificante e ha stabilito una dose massima giornaliera. Gli esami tossicologici effettuati dagli esperti dell’EFSA non hanno infatti evidenziato effetti genotossici, né cancerogeni e la dose giornaliera ammissibile è stata fissata a 4 mg/ kg di peso corporeo.   Nei primi mesi del 2011 è stata però effettuata una nuova valutazione e l’EFSA, pur continuando a ritenere sicuri questi prodotti a un dato dosaggio, ha riconsiderato l’esposizione ai glicosidi steviolici dei forti consumatori di bevande che ne contengono, con un occhio di riguardo soprattutto per i bambini di età compresa tra 1 e 14 anni.   Il dibattito è dunque ancora accesso.   Margherita Russo .....................................................................................................................................................................................................................
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Stitichezza: infuso fai da te Fibre Leggi lo speciale Stitichezza   Anche tu stitica? Se non sai come fare per liberarti dall'oppressione della tua stipsi, sappi che la soluzione potrebbe essere un semplice decotto fai da te abbinato ad una dieta equilibrata.   La stitichezza è un disturbo molto diffuso dovuto ad uno stile di vita sedentario, un carico eccessivo di stress, un'alimentazione squilibrata unita ad errori alimentari. Gli esperti non escludono una predisposizione genetica di questo e di altri disturbi intestinali.   La prima regola contro la stipsi acuta è BERE. L'acqua serve ad idratare i tessuti corporei dentro e fuori ed a liberarci dalle tossine. Inoltre non deve esserci alterazione della flora batterica cioè la disbiosi intestinale che può provocare stipsi, diarrea, gonfiori intestinali e flatulenza. Per sapere se la tua stitichezza è un disturbo reversibile e non legato a patologie specifiche dovresti consultare il medico. Soltanto dopo aver escluso questa eventualità potrai concederti il piacere di curarti esclusivamente con rimedi fai da te.   Se si è stitici sin dai primi anni di vita probabilmente la causa sarà legata ad intolleranze alimentari o alla genetica. Quando finalmente ti sarai sbloccata ricorda che non devi in alcun modo trattenere la necessità di evacuare in quanto questo potrebbe comportare cefalea, diarrea, ritenzione idrica, cellulite e quant'altro.   Inoltre i lassativi ci aiutano in un primo momento, soprattutto nella fase critica della stipsi, ma non potranno risolvere il problema e per questo è necessario seguire un corretto stile di vita e ricorrere all'uso di tisane depurative.   Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno è importante ed è anche importante bere una tazza di acqua calda la mattina. Quando mangiamo cerchiamo di masticare molto e di assumere molte fibre e dunque frutta e verdura a volontà, ma anche cereali e legumi. Nel pomeriggio, dopo un po’ di attività fisica, prepara una tisana depurativa a base di foglie di lampone. Basta munirsi di tazza con colino, teiera, foglie di lampone ed acqua bollente. Le foglie di lampone vanno messe a bagno per 10 minuti e poi filtrate. É importante berne due tazze lontano dai pasti e vedrai che la stipsi sarà solo un lontanissimo e sfocato ricordo!   Maria Melania Barone Alimentazione sana contro l'invecchiamento Antiossidanti Quali sono i cibi contro l'invecchiamento? Si parla spesso di stili di vita, ma mai di cibi che realmente aiutano a tenere lontane le rughe ed i piccoli problemi legati alla vecchiaia. Tra questi cibi possiamo annoverare cereali, gli oli, la frutta, gli ortaggi ed anche i crostacei. E tu quanti antiossidanti assumi?   Secondo una recente ricerca dell'Osservatorio Grana Padano, i più attenti a tavola sono gli uomini, poi le donne e al terzo posto i fumatori. I guerrieri più preparati che lottano contro l'invecchiamento partendo dalla tavola sono dunque gli uomini, mentre le donne preferiscono affidarsi a creme di bellezza.   É quanto emerge da una recente ricerca realizzata grazie all'osservazione di 4000 persone di età superiore ai 40 anni. E' proprio in quest'età infatti che bisognerebbe fare maggiore attenzione agli elementi nutritivi da assumere a tavola, ma gli uomini non hanno bisogno di modificare le proprie abitudini in quanto solitamente hanno sempre seguito una dieta corretta: una grandissima quantità di antiossidanti come carotenoidi, licopene, retinolo, tocoferolo e zinco vengono assimilati in quantità maggiore da soggetti di sesso maschile rispetto a soggetti di sesso femminile.   Anche se i nomi di queste sostanze sembrano essere inconsistenti, in realtà si tratta di agenti che potenziano i nostri meccanismi di difesa contro i dannosi radicali liberi. Tuttavia questo non basta soprattutto se parliamo di fumatori. Come spiega infatti la dottoressa Michela Barichella, responsabile della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica Icp di Milano e presidente dell'Associazione italiana di Dietetica (Adi) Lombardia "i fumatori producono una quantità maggiore di radicali liberi e avrebbero quindi bisogno di potenziare il proprio sistema di difesa. Introducono invece quantità più basse di sostanze antiossidanti rispetto ai non fumatori ".
Ma quali sono i danni dell'invecchiamento cellulare? Sicuramente il danno più evidente è l'invecchiamento cutaneo, ma anche infarto e problemi neurovegetativi. Ecco che diventa essenziale per tutti assumere tantissima frutta e verdura di stagione, come mele, pere, arance, frutti rossi, frutti esotici, broccoli, peperoni, patate, carote, spinaci. Anche il pesce ed in particolar modo i crostacei sono ricchi di antiossidanti ed in particolar modo di astaxantina, un caroteneoide 100 volte più potente della vitamina E.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Flavonoidi antociani: un miracolo per le donneCome fare il pieno di antiossidanti
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Flavonoidi antociani: un miracolo per le donne Antiossidanti [02 Agos. 2010] Cosa sono i flavonoidi antociani? Il nome è un pò strano eppure sono i flavonoidi che fanno più bene al corpo di una donna.   Questi flavonoidi sono responsabili del colore rosso violaceo nei frutti ed in particolar modo sono i flavonoidi principali dei frutti di bosco. Recenti studi hanno dimostrato che riescono anche a rallentare il rischio di malattie neurovegetative del 40%. Le malattie come il morbo di Parkinson, dunque, possono essere scongiurate almeno in parte seguendo una dieta semplice e golosa a base di frutti di bosco.   Sono questi i risultati che derivano da uno studio che ha esaminato ben 49.281 uomini e 80.336 donne, dimostrando che queste ultime rispondono maggiormente ai flavonoidi antociani contenuti nei frutti rossi, mentre gli uomini rispondono meglio a quelli contenuti in mele ed arance.   Durante questo accuratissimo monitoraggio i ricercatori hanno riscontrato lo sviluppo della malattia neurovegetativa in ben 805 pazienti. Tra questi il 20% che assumeva regolarmente flavonoidi presentava il 40% di rischio in meno di contrarre il Parkinson rispetto al 20% degli uomini che ne avevano assunta una quantità minore.   Lo studio non solo ci dice moltissimo sul rapporto che intercorre tra flavonoidi e malattie degenerative, ma serve anche a chiarirci quali tipi di flavonoidi sono maggiormente indicati per le donne e quali per gli uomini. L'unico punto in comune è che i flavonoidi sembrano avere effetti neuroprotettivi. Lo stesso Xiang Gao della Harvard School of Public Health di Boston, che ha guidato la ricerca, spiega che la scoperta è importante in quanto potrebbe rendere le antocianine delle terapie preventive naturali contro il morbo di Parkinson.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Come fare il pieno di antiossidanti
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Vitamina D: adesso è nel pane Vitamine Leggi lo speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
  La nuova invenzione per il benessere a tavola è un pane artificiale creato appositamente per gli anziani che contiene vitamina D assimilabile dalle ossa. Se dunque non hai l'abitudine di mangiare il pane a tavola, adesso hai un valido motivo per cominciare.   Come si sa le donne necessitano di tanta vitamina D soprattutto a causa del rischio di osteoporosi che colpisce dopo la menopausa. La qualità della vita di molte donne però sta migliorando grazie alle nuove soluzioni che si trovano in campo medico-scientifico, soprattutto alimentare.   Dopo anni di ricerca gli americani sono riusciti finalmente a creare questo pane che sembra essere molto più efficace degli integratori. Infatti alcuni studi hanno evidenziato come non sempre le sostanze nutritive dei prodotti farmaceutici siano assimilabili e soprattutto, nulla è più assimilabile dei nutrienti contenuti nel cibo. Creare un pane speciale ricco di vitamina D in questo senso è una scoperta che potrebbe cambiare la vita di moltissime donne anziane.   Si tratta di una ricerca obbligatoria dato che la dieta seguita dagli americani è spesso scorretta e crea problemi riscontrabili subito dopo aver superato i 50 anni. In questo caso gli americani hanno deciso di sostituire il sole invernale con il forno caldo. La ricetta di questo pane è davvero unica e a renderla così importante è l'uso di un lievito arricchito di vitamina D. Ma non è tutto: la ricetta di questo pane è stata dispensata dalla rivista dell’American Chemical Society, il Journal of Agricultural and Food Chemistry. Il gruppo di ricerca ha lavorato sulla vitamina D2 con effetti benefici molto simili alla vitamina D3 resa biologicamente attiva dal sole.   A guidare il gruppo di ricerca è stato Connie Weaver, il quale afferma che ben 7 persone su 10 negli Stati Uniti non hanno sufficienti livelli di Vitamina D. Questa vitamina serve a fare scorte adeguate per assorbire il calcio nelle ossa. Alcuni studi infatti hanno evidenziato il fatto che carenze di vitamina D possono causare problemi che vanno dalle malattie cardiache, al cancro fino alle allergie nei bambini.   La vitamina D è assimilata prevalentemente tramite l'alimentazione anche se spesso la quantità non è sufficiente. Tuttavia una buona dose di vitamina D è contenuta nel pesce, nel latte e nelle uova.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamine? Leggi: Lievito di birra: oro per la salute - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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-15 kg dopo la gravidanza : il segreto di Penelope Cruz! Gravidanza Penélope Cruz non smette di stupire, e non solo per la sua bravura. Dopo aver sfoggiato, per la notte degli Oscar, un fisico invidiabile fasciato in un elegante abito rosso a soli 45 giorni dal parto, pochi giorni fa è apparsa raggiante e in splendida forma sulla Walk of Fame, la celebre passeggiata di Hollywood lastricata con i nomi dei big del cinema, prima attrice spagnola della storia a ricevere questa onorificenza.   Ma qual è il segreto di una remise en forme tanto rapida e sorprendente? Presto detto! Le bella Pen, subito dopo aver dato alla luce il piccolo avuto dal compagno Javier Bardem, si è rivolta al celebre nutrizionista francese Pierre Dukan per eliminare subito gli sgraditi 15 chili di troppo lasciati dalla gravidanza, senza rinunciare ad allattare suo figlio. E allora, perché non copiare l’idea?   La Dieta Dukan è un programma alimentare a basso apporto di grassi e ricco di proteine, che si struttura in quattro fasi.  
  1. Dieta iperproteica pura. Per cominciare, dieci giorni di dieta rigida senza grassi e a base di proteine (carne bianca, pesce, legumi), più una buona dose di fiocchi d’avena e tanta, tantissima acqua.
     
  2. Integrazione. Si introducono gli ortaggi, meglio se freschi e di stagione. Questa fase dura fino al raggiungimento del peso desiderato.
     
  3. Consolidamento. L’obiettivo di questa fase è evitare il recupero del peso perso. Sono concesse due fette di pane integrale, la frutta e due porzioni di carboidrati al giorno, per esempio a colazione (cereali) e a pranzo (pasta o riso). Ma attenzione: questa fase deve durare almeno dieci giorni per ogni chilo perso. Nel caso di Penelope, quindi, almeno cinque mesi!
     
  4. Stabilizzazione. Finito il consolidamento si torna alla dieta abituale, ma con un obbligo: seguire il menù della prima fase (proteine, fiocchi d’avena e acqua) per un giorno intero ogni settimana.
  Al momento il metodo Dukan è in assoluto il più popolare tra le star: oltre alla Cruz, lo stanno seguendo con successo - tra le altre - Jennifer Lopez e la madre di Kate Middleton, futura consuocera della regina Elisabetta d’Inghilterra.   Il successo di questa dieta è tale che pare che i fiocchi d’avena, consigliati per ridurre la fame e prevenire la stitichezza, stiano andando letteralmente a ruba in Europa e Oltreoceano! Naturalmente, come ha assicurato lo stesso Dukan, la dieta va accompagnata da una buona dose di movimento (almeno 20 minuti di passeggiata tutti i giorni) e da tanta, tanta costanza. Ma se c’è riuscita Pen, con tutti gli impegni che ha…   Silvia Nava   ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Leggi: Alimentazione e allattamento! - Le regole alimentari per chi allatta
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Come fare il pieno di antiossidanti Antiossidanti Una dieta perfetta non può dimenticare gli antiossidanti, fondamentali per combattere i radicali liberi e l'invecchiamento. Gli antiossidanti come sappiamo servono anche a prevenire numerose patologie dovute al processo di ossidazione delle cellule del corpo. Ecco perché molte donne stanno facendo sempre più attenzione ad incrementare l'assunzione di antiossidanti nella dieta quotidiana!   Se anche tu hai deciso di prevenire l'invecchiamento aumentando gli antiossidanti nella tua dieta, ecco alcune cose che dovresti sapere.   Mangiare frutta e verdura va benissimo, ma sappi che le vitamine muoiono ad alte temperature o all'aria aperta. Se ti capita di preparare una macedonia, cerca di non prepararne un vaso intero di modo che duri più a lungo. La macedonia di frutta è buonissima anche il giorno dopo se conservata con dello zucchero ed un liquore a scelta, tuttavia tieni sempre presente che nulla è più sano della frutta fresca di stagione appena tagliata!   Così anche quando vuoi bere una premuta d'arancia cerca di farla poco prima di consumarla, ne trarrai maggior beneficio. Quando invece vuoi gustare una macedonia prelibatissima, cerca di gustarla da sola senza aggiunta di panna, o creme al cioccolato ed altri prodotti industriali che servono ad alterarne il sapore. Infatti è assolutamente un controsenso assumere vitamine ed antiossidanti insieme a grassi idrogenati, quelli onnipresenti nei prodotti industriali.   Tra i succhi da scegliere opta per il succo di carota o il succo d'arancia rossa che sono i più ricchi in assoluto di vitamina A, C ed antiossidanti. A colazione i cereali integrali che fanno benissimo all'organismo: il trucco in più è aggiungere sempre una manciata di semi di girasole e di sesamo che sono ricchissimi di vitamina E, una vitamina che ha una funzione altamente antiossidante sull'organismo. Prepara poi una bella insalata di verdure crude e mangiane una porzione ogni giorno.   L'insalata va preparata con cipolle, carote, spinaci, broccoli e pomodori e condita con succo di limone. Anche uva e vino sono consigliatissimi: il vino rosso infatti contiene il resveratrolo, un potente antiossidante. Ne basta un bicchiere al giorno per sfruttarne le potenzialità.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Meno rughe eliminando zuccheri e fritti Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti OGM nascosti in alimenti industriali Alimentazione Corretta Anche tu sei dubbiosa nei riguardi degli Ogm? Bene, sappi che ne mangi in quantità "industriali"! Ma come è possibile?   Come ben saprai, gli OGM sono prodotti realizzati con organismi vegetali geneticamente modificati. La legge europea però impone che sia riportata la dicitura OGM sull'etichetta e questo solitamente crea dei dubbi nel consumatore. Gli OGM fanno bene o fanno male? Per molti la risposta è positiva in quanto gli OGM derivano da una selezione del genoma di quell'organismo e dunque è sicuro che nasca un prodotto buono da mangiare e bello da vedere. Ma non sempre il consumatore è favorevole agli OGM e cerca dunque di acquistare i prodotti più naturali possibili.   Questo però non lo libera dall'incubo OGM che continuano a popolare il suo frigorifero ed i mobili della cucina! Una recente ricerca ci spiega che gli OGM sono ormai dappertutto anche se in maniera occulta. Nei gelati industriali ad esempio realizzati con latte di mucche che mangiano erba OGM. Anche le uova di alcune galline sono in un certo senso frutto dell'ingestione di prodotti geneticamente modificati.
Praticamente quasi tutto è OGM! Perchè? Secondo la già citata legge dell'UE, è obbligatorio dichiarare se la materia prima venduta sia geneticamente modificata, ma non se la materia prima si ottiene tramite OGM.   Ma per gli inglesi questa non è una realtà da accettare in maniera silenziosa. Poichè infatti sono proprio le grandi marche ad investire in OGM senza avere il dovere di dirlo chiaramente, nella Gran Bretagna già si grida allo scandalo. Tuttavia i pareri restano contrastanti: per Barbara Gallani, della Food and Drink Federation, questo sistema non consente alle proteine di passare dal foraggio al prodotto animale e dunque non costituisce pericolo per l'uomo. Tuttavia conferma che la maggior parte delle marche più famose usa sicuramente carne e latticini di animali nutriti con soia OGM.   Michael Meacher, ex Ministro dell’ambiente inglese, ha invece dichiarato in merito: “Non sono stati condotti abbastanza studi per determinare le possibili implicazioni per la salute del consumo di carne e latticini derivati da animali che hanno consumato soia OGM. Questo tipo di prodotti dovrebbe essere chiaramente riconoscibile come geneticamente modificato. Questa e’ una questione importante e le persone hanno il diritto di sapere.“   Maria Melania Barone ........................................................................................................................................................ Vuoi saperne sull' Ecologia? Leggi  Prodotti bio: gli irrinunciabili - Facciamo luce sugli ogm
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Sintomi della disidratazione: tu quanto bevi? Alimentazione Corretta Molti credono di aver bisogno di poca acqua ogni giorno. In realtà si tratta solo di una scusa perché spesso ci si dimentica di bere.
Ma come accorgersi di quando il corpo richiede acqua in mancanza di stimoli diretti?
  Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone beve poco ogni giorno ed una certa percentuale beve a giorni alterni accontentandosi la maggior parte delle volte solo dei liquidi contenuti nei cibi. In alcuni casi è come se si accendesse la spia del carburante mentre guidate: potrete regolarvi in base ai chilometri percorsi.   Allo stesso modo, quando temperature troppo rigide ci fanno desiderare più una zuppa calda di un bel bicchiere d'acqua a temperatura ambiente, possiamo regolarci con una bella cifra tonda: bere 2 litri di acqua nell'arco delle 24h. L'acqua è il carburante essenziale per il corretto funzionamento delle cellule dell'organismo. É responsabile dell'idratazione del nostro corpo e della nostra pelle e serve ad espellere le tossine e purificare l'intestino.   Serve in buona misura anche alla nutrizione perché contiene dei minerali e degli oligoelementi importantissimi. Stimola l'attività cerebrale e aiuta il fegato nelle sue 522 funzioni vitali che svolge ogni giorno. Alla luce di tutto ciò possiamo immaginare quali sono i sintomi della disidratazione.
La stanchezza sia fisica che mentale è sicuramente il sintomo più comune anche se insospettabile. Molti infatti lo associano a disturbi del sonno, dell'alimentazione e a stress. In realtà la chiave molto spesso va cercata in una bottiglia da 2 litri! Altro sintomo è la pelle secca, sia quella del corpo sia quella delle labbra.   Anche questo sintomo viene spesso interpretato come una conseguenza dell'esposizione al sole troppo prolungata. In altri casi può invece dipendere dagli sbalzi di temperatura e dalle condizioni climatiche o addirittura a sbalzi ormonali.   In altri casi possiamo notare lo sguardo spento o una scarsa resistenza oculare alle lenti a contatto. Sicuramente l'irritazione agli occhi può essere dovuta proprio all'accumulo di batteri nelle lenti a contatto o nel liquido che le conserva. Tuttavia la causa principale dell'irritazione degli occhi è quasi sempre la secchezza oculare dovuta a disidratazione.   Un sintomo frequentissimo e comune sia a uomini che donne è la stitichezza. L'acqua aiuta a lubrificare il tratto intestinale e favorisce la diuresi. Se bevi poco e ti rechi al bagno di rado, puoi esporti a problemi come cistiti e stipsi acute che possono darti anche molto fastidio.   Nei casi più gravi di disidratazione possiamo arrivare a soffrire di mal di testa o avere una secchezza alla gola.   Questo è un vero S.O.S. in casi di disidratazione: è il modo più estremo con cui il corpo ti chiede acqua. E anche se questi sintomi sono comuni a tanti altri problemi e cause, possiamo eliminare ogni dubbio bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno.   Maria Melania Barone
Dolori mestruali addio con la vitamina B Vitamine Ecco il consiglio per le donne che stanno per avere il consueto appuntamento mensile: almeno 3-4 giorni prima della mestruazione, arricchire la dieta con vitamina B contenuta in verdure e legumi.   Se esiste una donna che non ha mai avuto sintomi premestruali, può ritenersi più unica che rara. I sintomi premestruali infatti sono comuni in moltissime donne. Quello che può variare è il dolore al seno, alla testa, alla schiena o all'utero che si avverte da 7 a 2 giorni prima del ciclo. Ma ci sono sintomi anche meno dolorosi che precedono la mestruazione ad esempio il gonfiamento del seno o della pancia. In alcuni casi questo comprime anche il tratto intestinale provocando lo stimolo di andare in bagno. In altri casi possiamo avere anche solo un pò di ritenzione idrica.   In realtà per molte donne la mestruazione può essere accompagnata da sintomi anche molto dolorosi. Nei casi più gravi abbiamo un dolore fortissimo alle ovaie o continui stimoli di vomito e nausea. Ma come fare per guarire questi sintomi?
Molte donne ricorrono a pillole che placano il dolore, eppure non possiamo risolvere tutto coi farmaci. Così i ricercatori dell'Università del Massachusetts hanno stupito tutti mettendo a punto una terapia davvero unica. Per loro infatti la sindrome premestruale si combatte a tavola con la vitamina B.   I ricercatori hanno monitorato un campione di circa 3.000 donne, per un periodo di 10 anni. Tramite questionari è stata determinata l'assunzione di vitamine del gruppo B. Lo studio ha messo in luce che le donne che assumevano maggiori quantità di vitamine B1 e B2 durante gli anni di osservazione avevano un rischio minore di essere interessate dalla sindrome premestruale. Inoltre gli studiosi hanno affermato che questa conclusione vale solo per quelle donne che hanno assunto vitamina b1 con l'alimentazione ma non con integratori. In buona sostanza le vitamine del gruppo B non solo prevengono la sindrome premestruale ma migliorano anche la qualità di vita di una donna. Dunque una settimana prima del ciclo bisogna abbondare legumi e cereali, uova, verdure, frutta secca, carne rossa e carciofi.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sul ciclo mestruale? Leggi: Come superare il dolore causato dalle Mestruazioni? - Sindrome premestruale: 8 donne su 10 ne soffrono

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10 cause poco note di stitichezza e costipazione Fibre Leggi lo speciale Stitichezza   L’avrai sentito dire in tutti i modi ed in tutte le salse che la stitichezza è provocata da una dieta povera di fibre e da uno stile di vita sedentario, eppure dietro questa patologia possono nascondersi cause poco note e in un certo senso sorprendenti. Vediamole in un elenco dettagliato.  
  1. Ipotiroidismo. Il malfunzionamento della tiroide, anche se pochi ne sono a conoscenza, può presentarsi con un rallentamento delle funzioni metaboliche che può dare origine a sua volta a stitichezza (anche cronica). Non tutti coloro che hanno problemi di tiroide soffrono di costipazione. L’ipotiroidismo può essere un fattore di stipsi soprattutto in soggetti giovani e in salute.
     
  2. Uso-abuso di narcotici. Molti antidolorifici (tra gli altri aspirina e ibuprofene) possono causare stipsi, soprattutto i farmaci narcotici, perché interferiscono con il funzionamento del tratto digestivo, rallentandone i processi naturali.
     
  3. Cioccolata. La questione è complicata: alcuni studi mostrano effetti positivi della cioccolata nel trattamento della stitichezza, altri ritengono questo alimento una possibile causa.

  4. Vitamine ed integratori. Alcune componenti di questi prodotti, come calcio e ferro, se non necessarie al benessere dell’organismo di chi le assume possono avere controindicazioni come la costipazione.
     
  5. Abuso di lassativi. La spiegazione è semplice: usando dosi eccessive di lassativi il corpo si abitua a questo “aiuto” esterno, smettendo letteralmente di funzionare in maniera autonoma.

  6. Dieta ricca di grassi e povera di fibre. Una alimentazione che predilige formaggi e carne contro verdura, frutta e cereali può causare problemi di stipsi.
     
  7. Antidepressivi, antiacidi e farmaci per il controllo della pressione sanguigna. Anche l’utilizzo dei suddetti medicinali è stato indicato come una possibile causa di malfunzionamento intestinale.
     
  8. Depressione. Così come l’ipotiroidismo, la depressione genera un rallentamento delle funzioni biologiche, comprese quelle enteriche.

  9. Diabete. Questa patologia può provocare un malfunzionamento del processo digestivo, rendendo di fatto sia l’assimilazione del cibo che la sua “eliminazione” più complicate.
     
  10. Gravidanza e parto. La costipazione è comune nelle donne incinte o appena uscite da una gravidanza ed è di solito causata più da disturbi a livello ormonale oppure dai farmaci assunti durante sia la gestazione che dal vero e proprio parto.
  Lucia D'Addezio ..............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Stitichezza?  Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Fibre
Abuso di lassativi FibreFarmacia Verbano Roma

Una cattiva abitudine assai diffusa al giorno d’oggi è l’abuso di lassativi. L’argomento riguarda principalmente gli anziani e le donne. Tra le ragioni principali c’è sicuramente la stipsi, molto diffusa tra le due categorie, mentre per quanto riguarda specificamente le donne c’è il desiderio di perdere peso.

C’è poi da considerare che molti lassativi sono comprabili senza prescrizione medica, il che potrebbe far supporre che gli effetti collaterali non siano poi così dannosi, ma, come vedremo, non è così ; sia chiaro che l’utilizzo saltuario difficilmente può dare fastidi, il problema è solo ed esclusivamente l’utilizzo cronico.

Andiamo ora nello specifico a vedere le tipologie di lassativo reperibili sul mercato ed i problemi a cui si può andare incontro abusandone.

Lassativi che aumentano il volume

Sono polimeri polisaccaridici naturali o derivati semi sintetici di fibre vegetali. Queste sostanze non vengono degradate dagli enzimi nella prima parte dell’intestino, in quanto non digeribili, così trattengono acqua ed altre sostanze ingrandendo ed ammorbidendo la massa fecale, il che porta ad un aumento dello stimolo, ed inoltre alimentano la flora batterica intestinale.

In commercio ci sono la crusca, le fibre di psyllium, la gomma di guar (novafibra), l’agar, l’ispaghula. Tra tutti i lassativi sono tra i più blandi ed i meno nocivi, ma vanno sempre assunti con molta acqua, al contrario potrebbero causare occlusione intestinale.

In alcuni casi dopo i primi utilizzi si può verificare flatulenza ed un aumento del meteorismo.

Lo psyllium contiene elevati quantitativi di sodio, quindi è controindicato in pazienti ipertesi, e può dare reazioni allergiche, tipo riniti, broncospasmi e reazioni cutanee ; in qualche caso sono documentati in letteratura shock anafilattici.

Lassativi emollienti

Sono solitamente tensioattivi anionici, che emulsionano le feci con acqua e lipidi rendendole più morbide, aumentano l’acqua e gli elettroliti nel lume intestinale, riuscendo in questo modo a promuovere il transito lungo l’intestino. Sono particolarmente indicati per chi ha problemi di fistole o di emorroidi, o comunque di secchezza. Tra queste le più note sono l’olio di vaselina e l’olio di ricino.

Entrambi sono poco tollerati e possono provocare irritazione del retto e dello sfintere anale, con diminuzione dell’assorbimento. L’olio di ricino ha anche un effetto contrattile sull’utero, quindi è controindicato in gravidanza.

Lassativi di contatto

Sono sostanze che irritano l’intestino, il quale, a contatto con esse, per liberarsene aumenta la sua peristalsi (attività di contrazione che favorisce la progressione delle feci nel tubo) e sono la categoria più abusata.

Hanno un’attività che si manifesta entro 6/8 ore, quindi è conveniente assumerli la sera prima di andare a dormire. Fanno parte di questo gruppo di sostanze il bisacodile (dulcolax, verecolene e alaxa), il sodio pirosolfato (guttalax ed euchessina), la cascara (fave di fuca, eparema), la senna (tisana kelemata, pursennid, agiolax),l’aloe, le supposte di glicerolo, che esplicano la loro azione a livello rettale.

Questi farmaci possono interferire con l’assorbimento di altri farmaci, provocare delle infiammazioni della mucosa intestinale, causare disidratazione con perdita di elettroliti quali sodio e potassio, provocare il cosiddetto colon atonico, cioè la perdita della naturale capacità di peristalsi con il paradosso di aumentare la stitichezza.

Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici. Bisacodile e pirosolfato possono causare osteomalacia, gastroenteropatie e gravi reazioni allergiche. Sembra anche che possano favorire forme tumorali.

Gli antrachinolonici, che sono contenuti nella senna, nella cascara,nel rabarbaro, nell’aloe, se utilizzati continuativamente rendono deboli gli enterociti e la mucosa tende a perdere di consistenza e tono. Un indice di questa situazione è la pseudo melanosi del colon, ossia la tendenza della mucosa ad assumere una colorazione scura, condizione che sembra favorire il carcinoma del colon e che regredisce dopo 1-3 mesi di sospensione dei lassativi.

Lassativi osmotici

Di questa categoria fanno parte il lattulosio (laevolac, duphalac, normase), il mannitolo, l’idrossido di magnesio (magnesia s. pellegrino), i sali fosfati di sodio (fosfo soda fleet), il macrogol (movicol, paxabel, selg, moviprep) il polietilenglicole (isocolan). Queste sostanze richiamano acqua nel lume intestinale, ammorbidendo le feci, ingrossando la massa fecale e favorendo quindi l’espulsione.

I carboidrati quali il lattulosio ed il mannitolo ad alte dosi possono dare problemi quali crampi, flatulenza, diarrea, nausea, alterazioni elettrolitiche, disidratazione.

I lassativi salini sono disponibili sia in forma orale che come enteroclismi. Nei casi di esami endoscopici o interventi chirurgici vengono utilizzati a dosi molto elevate per un lavaggio totale dell’intestino. Possono provocare crampi addominali, disidratazione, squilibri salini, problemi cardiaci e respiratori, infiammazioni dell’intestino. Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici.

Per concludere, vista la mole di effetti collaterali possibili, sarebbe bene evitare l’abuso di lassativi, i quali seppur comprabili senza ricetta non vanno utilizzati a lungo senza consultarsi prima col proprio medico.

Dottor Andrea Ielmini - Farmacia Verbano RomaFarmacia Verbano Roma

Qual è il miele migliore? Alimentazione Corretta Secondo una recentissima ricerca il miele migliore, cioè quello con maggiori proprietà antibatteriche è il miele di mirto australiano. Per i ricercatori infatti basta pochissimo miele per abbattere un'intera colonia di staphilococcus aureus, battendo perfino il celebre miele di Manuka.   Il Miele in questione si realizza con una pianta particolarissima: il Leptospermum polygalifolium. E' un tipo di mirto nativo di quelle zone australiane che ha proprietà antibatteriche quasi miracolose.   Le sue proprietà non erano del tutto note agli scienziati, ma durante alcune ricerche gli studiosi di Birsbane hanno introdotto una piccolissima quantità di prodotto in una provetta contenente un'intera colonia di staphylococcus aureus, il batterio responsabile della MRSA. Solitamente come sappiamo ogni tipo di miele possiele alte proprietà antibatteriche, ma questo tipo di miele è riuscito ad abbattere l'intera colonia di batteri.   Grazie a questo studio il Miele di Mirto australiano si è posizionato in cima alla classifica degli antibatterici naturali più efficaci. Il motivo? Contiene il Methylglyoxal (MGO), l'agente antibatterico comune a tutti i tipi di miele, ma secondo gli studi questo miele contiene una quantità di MGO elevatissima: va dai 500 ai 1750 mg/kg.   Dati che sembrano non convincere però Kerry Paul, il CEO della Manuka Health New Zealand. Chiaramente Kerry Paul non poteva che prendere le parti del Miele di Manuka ed afferma che i livelli di MGO sono circa il 25% dei livelli dichiarati.   Insomma pareri contrastanti che sottolineano ancora una volta l'importanza del miele per l'organismo umano. Tuttavia bisogna ricordare che il miele non va somministrato ai bambini che non hanno ancora compiuto un anno di età perchè potrebbe causare il botulismo infantile.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Dieta mediterranea: un aiuto al cervello - Cicli naturali: i prodotti di marzo e le loro proprietà
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Perché fare il corso preparto Gravidanza Il corso preparto ha soprattutto l’obiettivo di aiutare la donna ad affrontare con maggiore serenità e consapevolezza l’esperienza del travaglio e del parto. Il beneficio psicologico, per chi frequenta questi corsi, è doppio; da una parte la gestante avrà a disposizione un’equipe formata da psicologi, ostetriche e ginecologi, a cui esporre i propri dubbi e da cui ricevere risposte; dall’altra il confronto con un gruppo di donne che vivono le stesse emozioni e le stesse paure spesso aiuta. Inoltre, in questi corsi, molte volte si dà ampio spazio anche alla gestione della quotidianità dei primi giorni da genitore e quindi si insegna, per esempio, come si medica il moncone del cordone ombelicale, come favorire l’allattamento al seno, in che posizione mettere a dormire il neonato eccetera.
A chi rivolgersi per iscriversi a un corso preparto?   È consigliabile chiedere al consultorio più vicino o all’ospedale in cui si desidera partorire. Solitamente questi corsi vengono tenuti infatti proprio nei consultori e nei riparti di ginecologia. Esistono poi corsi preparto presso strutture private; questi ultimi, però, possono essere anche molto costosi.   Quando fare il corso?
  Generalmente è consigliato cominciare al sesto mese di gravidanza.   Come sono organizzati questi corsi?
  Di solito c’è una parte teorica e una parte pratica. La parte teorica è in genere formata da una serie di “lezioni” tenute da un professionista: ginecologo, ostetrica, psicologo, ognuno dei quali affronta il travaglio, il parto e il puerperio per gli aspetti che gli competono. Spesso, poi, nell’equipe di questi corsi c’è anche un pediatra con cui è possibile affrontare argomenti inerenti alla salute del neonato.   La parte pratica varia molto in base all’impostazione del corso che si è scelto di frequentare. In generale, comunque, alla gestante saranno insegnate alcune tecniche atte a gestire meglio il momento del parto, ma soprattutto quello del travaglio; per esempio tecniche di rilassamento, tecniche di rilassamento muscolare, tecniche di respirazione, tecniche per assecondare le contrazioni. In genere, poi, in questi corsi, la gestante viene aiutata a mantenere la propria forma fisica grazie a particolari programmi di esercizi specifici per le donne in dolce attesa.   E i futuri papà?

L’ideale sarebbe che anche i papà fossero presenti durante le sedute del corso preparto. Dal punto di vista emotivo e psicologico è infatti importante che l’uomo non si senta escluso dall’esperienza così forte che sta vivendo la propria compagna e che partecipi dunque attivamente. Se poi il futuro papà ha deciso di assistere al parto, è fondamentale che sia consapevole di quello che accadrà in modo da poter dare un valido sostegno alla propria donna e da potersi sentire veramente coinvolto.   Margherita Russo ............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla gravidanza? Leggi:  Nascite premature: Perchè? - Parto indolore: una realtà non sempre possibile Articoli correlati per keywords: Salute - Bambini
Cicli naturali: i prodotti di marzo e le loro proprietà Alimentazione Corretta Per chi vuole ritornare a vivere più in sintonia con i cicli naturali è importante entrare nell'ottica di seguire i prodotti di stagione anche quando si va a fare la spesa al supermercato o nei negozi. Si sa che oggi si trova di tutto in tutte le stagioni, ma si sa anche che i prodotti ottenuti fuori stagione non durano o sono peggiori in qualità a livello nutrizionale ed organolettico. Quindi... Vediamo un po' da vicino quali sono i prodotti sicuramente di stagione del mese di Marzo, occupandoci in questo giro di ortaggi.   La cipolla bianca (Allium cepa L.) è un ortaggio tipico di primavera/estate. Va scelta integra, senza abrasioni e sufficientemente secca. Si conserva a temperatura ambiente, mentre tagliata va tenuta in frigorifero avvolta in una pellicola. La cipolla nasce nelle regioni temperate anche del Medio Oriente. Si usa tantissimo in cucina sia cotta che cruda, anche se la varietà bianca si presta maggiormente ad accompagnare bolliti o comunque piatti cucinati. La cipolla possiede moltissime proprietà conosciute fin dall'antichità. Si usa come ad esempio come vermifugo, in quanto esercita un'azione disinfettante a livello intestinale, oppure si può usare per combattere la raucedine, la tosse, il raffreddore. Ha una buona azione diuretica e lassativa ed antiinfiammatoria. Lo spettro d'azione così ampio è dovuto essenzialmente alla presenza di tanti principi attivi, trai quali ci sono prodotti solforati (che le conferiscono il caratteristico aroma), acido glicolico, inulina, zuccheri, vitamine, sali minerali, pectine, fibre ecc.   In questa stagione si trova anche l'aneto (Anethum graveolens L.), pianta di cui si usano sia le foglie, sia i semi. Ha un aroma simile a quella del finocchio e dell'anice. La pianta è originaria del Medio Oriente, in particolare dell'India e dell'Iran. In cucina è molto usato come spezia nei piatti più svariati, a crudo e a cotto. Si conserva abbastanza bene in un barattolo di vetro chiuso. Dalle foglie si ricava un olio essenziale che possiede diverse proprietà fra le quali la più nota è quella digestiva e rinfrescante. E' anche diuretico, calmante, antispasmodico e carminativo (cioè riduce la produzione dei gas intestinali). Alcune indicazioni sul suo uso riguardano i semi che se lasciati in infuso forniscono un liquido che aiuta a fermare il singhiozzo e la tosse insistente nei piccoli. L'aneto inoltre sembra favorire l'allattamento.   Anche il rapanello (Raphanus sativum) ci accompagna in questa stagione di transito fino all'arrivo dell'estate, rinfrescante com'è. E' la radice di una pianta originaria della Cina e del Giappone molto consumata anche da noi. Si conserva in frigorifero anche per una settimana; non va consumato quando le foglie sono già appassite. E' ricco di vitamina C e sali minerali (soprattutto potassio e ferro), è molto diuretico e depurativo, agisce in particolare sul fegato. Il suo succo ha anche proprietà antibatteriche ed antiinfiammatorie; è per questo che viene usato per combattere il raffreddore, la tosse ed in genere le malattie respiratorie. I romani usavano poi il rapanello per facilitare il sonno!   L'asparago (Asparagus officinalis L.) che noi consumiamo è il germoglio della pianta erbacea che cresce con un rizoma sotterraneo. Esistono tre tipi di asparago quello verde, bianco e violetto. Si usano lessati e devono essere consumati abbastanza velocemente, entro due giorni dalla raccolta. L'asparago è della stessa famiglia dell'aglio e della cipolla e ne condivide in buona parte le proprietà. E' molto diuretico e depurativo, adatto per accompagnare diete dimagranti. Dal punto di vista prettamente chimico contiene asparagina, un amminoacido essenziale, rutina, utile per rinforzare le pareti dei vasi sanguigni, l'acido folico (indicato per le donne in gravidanza per prevenire la spina bifida), vitamine A e B, sali minerali (ferro, potassio, magnesio e calcio).   Infine consideriamo questo ortaggio, che magari non tutti usano perché non lo conoscono. La barba di frate (Salsola soda) è una pianta mediterranea tipica della Spagna e della Sicilia o meglio delle sue zone costiere, ha un sapore gradevolmente acidulo e può essere usata per accompagnare diversi piatti. Si conserva in frigorifero per pochissimo tempo. In passato veniva usata per ottenere la soda (bicarbonato di sodio) dalle sue ceneri, infatti la pianta tende ad assorbire dal terreno e ad accumulare buone quantità di sodio che poi grazie alla combustione viene appunto trasformato in soda. Dopo la scoperta del metodo Solvay, questo suo uso è andato perduto. Rappresenta quindi una buona fonte di sali minerali.   Dott.ssa Romina Marroni - dott.ssa in Chimica e Naturopata ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Dieta mediterranea: un aiuto al cervello - Dimagrisci con la colazione a colori Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Alimentazione corretta Zeppole in versione light Ricette Le zeppole sono un dolce buonissimo, ma ahimé anche molto calorico, legato alla tradizione della festa di San Giuseppe e quindi alla festa del papà. Per togliere qualche caloria senza rinunciare al gusto si può modificare un pochino la ricetta. Come è noto, tradizionalmente le zeppole sono un dolce fritto farcito con crema pasticcera e amarena sciroppata, o, in alcune zone d'Italia, con due creme: crema pasticcera e crema al cioccolato. Per renderle un pochino più leggere potete prepararle nella versione al forno (comunque molto buona) e guarnirle con un po' meno di crema pasticcera (cioè senza anche imbottirle), sostituendo l’amarena sciroppata con una fragola fresca.   Ecco la ricetta
  Come fare le zeppole
  250 grammi di farina 350 grammi di acqua 60 grammi di burro Un pizzico di sale 4 uova La buccia grattugiata di un limone   In un tegame, mettere l’acqua, il burro e il sale. Portare ad ebollizione. Togliete il tegame dal fuoco e versare a pioggia la farina, precedentemente setacciata, mescolando continuamente con un cucchiaio in legno. Rimettere poi sul fuoco (molto basso) e continuare a mescolare fino a quando l'impasto di staccherà dal fondo della pentola. Ungere di olio una spianatoia, rovesciare l’impasto e far raffreddare. Unire le uova, una alla volta, dopo averle prima sbattute in una ciotola. Mettere l'uovo successivo solo quando il precedente è completamente assorbito. Aggiungere la buccia grattuggiata di limone. Rivestire una teglia con carta da forno. Con l’aiuto di una sac à poche fare tante ciambelline. Infornare a 180 gradi per 20 minuti circa. Il tempo di cottura dipende anche dalla grandezza delle zeppole realizzate; prima di toglierle dal forno verificare quindi che la superficie sia dorata.   Come fare la crema
  ½ litro di latte 4 tuorli d’uovo 150 grammi di zucchero 50 grammi di farina 00 la scorza di un limone (intera, non grattugiata)   In una ciotola mettere i 4 tuorli e lo zucchero, sbattere con lo sbattitore elettrico fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere un po’ alla volta la farina setacciata, mescolando con un cucchiaio di legno e cominciando a versare il latte tiepido. Dopo aver amalgamo i vari ingredienti e versato il mezzo litro di latte, mettere il tutto in una pentola e far cuocere a fiamma moderata, girando in continuazione con il cucchiaio di legno, sempre nello stesso verso, fino a ottenere una crema densa e consistente. Spegnere il fornello, togliere la scorza di limone e continuare e mescolare fino a quando la crema non si sarà raffreddata.   Come guarnire le zeppole
  Le zeppole spesso vengono riempite di crema all’interno, infine si fa un giro di crema anche all'esterno e si finisce con un’amarena sciroppata o con un giro di crema al cioccolato. Per renderle un po’ più leggere, oltre che cuocerle al forno, come abbiamo consigliato in questa ricetta, si possono guarnire in maniera più light. Il nostro consiglio è di mettere la crema solo all’esterno, senza cioè riempirle anche all’interno. Finire poi con una fragola, molto meno calorica di un'amarena sciroppata. Le fragole sono già reperibili in tutti i grossi supermercati.   Margherita Russo
Cibo anti-stress Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Stress Combattere lo stress mangiando è un atteggiamento molto diffuso. Tuttavia spesso questo atteggiamento è sregolato e sproporzionato. La maggior parte dei casi infatti riguarda la fame emotiva ed irrazionale che accompagna episodi di stress. Eppure è proprio mangiando che possiamo eliminare lo stress, a patto di farlo con raziocinio.   La soluzione è quella di mangiare cibi che siano responsabili del buonumore. Ma quali sono questi cibi? E possono combattere davvero lo stress?   Per cominciare possiamo dire che appartengono a questa categoria tutti quei cibi contenenti Vitamina E, selenio, ferro ed acidi grassi essenziali Omega 3. Tre componenti che si racchiudono nella parola SALMONE. Non a caso i pesci rossi come sono solitamente usati per imbandire una tavola in vista di un banchetto e di una festa. Il pesce è l'alimento del buonumore per eccellenza!   Ma qual è il segreto di questo alimento? Il segreto è racchiuso nella sua leggerezza che si concilia allo stesso modo con degli alti valori nutritivi. Tutto ciò nutre anche il cervello, rilassandolo e donando buonumore e serenità. E' così che è possibile battere lo stress.   Ma nella rosa dei cibi del buonumore non rientrano solo i pesci grassi, i pesci rossi ed il salmone. Dobbiamo infatti annoverare anche le verdure a foglie verde scuro. Si tratta infatti di una buonissima fonte di antiossidanti, Vitamina C ed acido folico. Il Manzo invece ha un altissimo contenuto di tirosina, ferro e vitamine del Gruppo B.   Inoltre per favorire l'attività cerebrale non dobbiamo concederci pasti troppo abbondanti o pesanti, ma dobbiamo necessariamente affidarci ad alimenti con basso indice glicemico come i cereali integrali, i legumi che rilasciano zuccheri più lentamente.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Carne rossa da ridurre drasticamente - Alimentazione anti-depressione
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Acido folico: importante anche in età adulta Vitamine[03 Lugl. 2010] La sua importanza è conosciuta soprattutto dalle donne in gravidanza per scongiurare malformazioni fetali come spina bifida, cardiopatie e labiopalatoschisi. In realtà è un errore parlare di acido folico solo associato alla gravidanza. Molti non sanno infatti che l'acido folico aiuta a tenere lontani problemi anche in età adulta. Alla sua carenza infatti sono legate cardiopatie e soprattutto perdita dell'udito.   E tu quanto acido folico assumi?
  Tempo fa uno studio dell'Università di Sidney venne incentrato sulla relazione tra carenza di acido folico ed ipoacusia. Secondo i risultati un'assunzione di acido folico in quantità inferiore a 5 microgrammi per litro comporta una riduzione dell'udito nel 34% dei casi.   Ma ad aprire la mente alla comunità scientifica è stata una recente ricerca nigeriana condotta dal dottor Akeem Olawale Lasisi dell'Università di Ibadan, che ha analizzato 126 soggetti fra i 60 e i 74 anni.   Sono stati selezionati solo coloro che non avevano patologie associate ad una potenziale perdita uditiva. A questo punto i soggetti sono stati sottoposti ad un test per valutare chi avesse maggiori problemi uditivi ed i risultati mostrano che i soggetti affetti da ipoacusia, sono proprio coloro che hanno livelli bassi di acido folico.   Secondo l’esperto, la causa di questa relazione potrebbe essere dovuta "al ruolo che svolgono i folati sul metabolismo cellulare, il sistema nervoso e la funzione vascolare". Tutto ciò che incide sul sistema uditivo. Ciò spiega come mai la maggior parte delle persone sopra gli 85 anni soffre di questi problemi.   Maria Melania Barone ....................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle vitamine? Dieta in gravidanza - La carenza di vitamina b12 può causare spina bifida

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Carne rossa: da ridurre drasticamente! Alimentazione Corretta A sentire certi studi, non siamo fatti per mangiare carne rossa. In realtà Non si tratta di diventare improvvisamente vegetariani, ma di selezionare i tipi di carne da integrare nella nostra dieta.   Il World Cancer Research Found aveva già lanciato l'allarme per il tumore al seno, stomaco, intestino, vescica ed ovaio nel 2007. Ad essere incriminati furono soprattutto gli insaccati. Ma oggi un altro studio mette in evidenza i danni che possono derivare dalla carne rossa non trattata: si tratta prevalentemente di problemi cardiovascolari. Problemi che non si evidenziano subito, ma anche dopo molto tempo.   Ad essere pericolosa è la carne rossa non trattata che contiene un pigmento capace di danneggiare il DNA delle cellule del sistema digestivo.   Il rischio di contrarre tumore al colon diventa sensibilmente elevato se si assumono dosi maggiori di 500g a settimana.   Dovrebbero saperlo i cinesi che secondo le recenti statistiche consumano individualmente almeno 9 kg di carne al mese. Scegliere di ridurre o eliminare la carne rossa, potrebbe davvero migliorare la nostra vita e la vita del nostro pianeta. Ci sarebbero meno emissioni di gas nell'atmosfera derivanti dalla flatulenza degli animali destinati al macello; più acqua che serve per idratare gli animali ed i campi che devono produrre cereali destinati alla loro dieta.   E allora meglio pesce, pollo, tacchino per tutti!   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Colesterolo: le uova sono ancora un tabù?  - Dieta mediterranea: un aiuto al cervello
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Yogurt contro le intolleranze alimentari Allergie e Intolleranze Leggi lo speciale Fermenti Lattici
  Lo yogurt potrebbe aiutare a superare le intolleranze alimentari: il merito è delle sue proprietà antinfiammatorie.   Le intolleranze alimentari sono in costante aumento soprattutto fra i soggetti giovani. Si tratta di problemi derivanti da una dieta scorretta, poco varia e ricca di alimenti industriali a scapito di quelli freschi.   Anche la frutta e verdura, però, possono dare problemi: gli altissimi tassi di piombo ritrovati sulle bucce esterne sono il segnale del troppo inquinamento che si registra nelle città e più in generale nei paesi occidentali.   Ma una speranza per combattere tutto questo c’è, e arriva da uno studio che ha indagato i benefici dello yogurt. Chi soffre di intolleranze infatti potrà avere sicuramente benefici dallo yogurt fatto in casa.   Nel corso di un meeting a Venezia sono stati analizzati i risultati derivanti da molteplici studi sulle allergie ed è emerso che lo yogurt aiuta moltissimo ad alleviare i sintomi.   I fermenti lattici contenuti in tutti i probiotici infatti hanno un effetto antinfiammatorio. Questi fermenti sono in grado di agire sul sistema immunitario ristabilendo la flora batterica intestinale.   Ma cosa genera tutto ciò? La risposta ha del sensazionale in quanto questi fermenti aumentano la produzione di chitocine antinfiammatorie ed infatti l'anno scorso fu reso pubblico lo studio che promuoveva le chitocine a basse dosi per curare alcuni tipi di allergie.   Bisogna dire però che non tutti i probiotici si sono rilevati utili a questo scopo, ma quelli presenti nello yogurt sono assolutamente sufficienti ad alleviare i sintomi delle allergie.   Maria Melania Barone .........................................................................................................................
Vuoi saperne di più su allergie e intolleranze? leggi: Che cos'è l'intolleranza alimentare?   - Allergia al latte vaccino Articoli correlati per keywords: Salute - Allergie e intolleranze
Colesterolo: le uova sono ancora un alimento tabù? Alimentazione Corretta Le uova sono da sempre uno degli alimenti proibiti per chi soffre di colesterolemia. La dieta consigliata a chi è affetto da questa patologia è infatti povera di grassi saturi e di origine animale e soprattutto di quegli alimenti che sono naturalmente ricchi di colesterolo come ad esempio crostacei e frutti di mare, salumi e formaggi grassi, carni rosse, fegato e appunto uova.   Fino ad oggi infatti secondo i nutrizionisti un uovo al giorno dal solo sarebbe stato in grado di coprire la maggior parte dell'apporto di colesterolo consentito quotidianamente.   Da oggi però questa impostazione potrebbe cambiare radicalmente perché rispetto ad una decina di anni fa le uova hanno un contenuto inferiore di colesterolo e quindi non sarebbero più da considerare un alimento tabù. Una recente ricerca realizzata negli Stati Uniti d'America dal Agricultural Research Service del Dipartimento di Agricoltura ha infatti provato come negli ultimi anni il contenuto di colesterolo nelle uova sia simdiminuito circa il 14%, mentre allo stesso tempo sia aumentato il contenuto di vitamina D, vitamina importante per lo sviluppo delle ossa.   La causa di questo “miglioramento” delle proprietà nutritive delle uova risiederebbe nella maggiore attenzione riservata all'alimentazione del pollame. Se le galline mangiano meglio, le uova sono più sane. Il contenuto di colesterolo rilevato in un uovo dalla ricerca statunitense è oggi di 185 milligrammi. Il limite di assunzione consigliato dai dietologi è di 300 milligrammi al giorno per soggetti che non hanno rilevanti problemi di colesterolo, mentre è di 200 milligrammi per chi ha una propensione per malattie cardiovascolari.   Quindi teoricamente anche chi soffre di colesterolo potrebbe tranquillamente mangiare un uovo al giorno. La questione però rimane tutt'ora aperta e i dietologi e nutrizionisti tendono tuttavia a confermare una linea conservativa rispetto a questo alimento. Anche se il contenuto di colesterolo nelle uova è diminuito, un uovo da solo rappresenta i due terzi del limite giornaliero consentito, che di conseguenza rischierebbe di essere sforato.   Diverso è il discorso se invece l'uovo è l'unica fonte di colesterolo nel nostro pasto, magari a sostituzione della carne. E' bene comunque ricordare che la regola aurea per una dieta equilibrata che faccia bene anche contro il colesterolo è la varietà degli alimenti. ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Salute cardiovascolare: gli omega3  - I pesci vegetariani più salutari
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L’elisir di lunga vita? Per lui è la vitamina E Vitamine Molti studi stanno cercando la pillola che allunghi la vita agli esseri umani, ma nessuno studio ha ancora dato risultati certi. Per adesso ci si concentra ancora sul miglioramento della qualità della vita che per molti condiziona anche la longevità.   Un recente studio ad esempio ha messo in relazione i benefici derivanti dall'assunzione di vitamina E nella dieta maschile. Secondo le analisi potrebbe aumentare le aspettative di vita negli uomini anziani purché sia associata a vitamina C e l'uomo non sia fumatore. Il team di ricerca guidato da Harri Hemila e Jaakko Kaprio in Finlandia ha esaminato i dati ricavati da 10.837 adulti monitorati per otto anni.   I risultati sono incoraggianti: la vitamina E sembra davvero allungare le aspettative di vita! Attenzione, però: la vitamina E non ha avuto effetto sulla mortalità dei partecipanti tra i 65 e i 70 anni, ma si è rivelata un potente antiossidante sugli uomini di età superiore ai 71 anni. Gli uomini di quest'età sembra che abbiano ridotto la percentuale legata alla mortalità di oltre il 25%. In realtà secondo molti esperti lo studio andrebbe condotto per moltissimi anni esaminando più gruppi di uomini di età diverse. In questo caso i volontari erano per l'80% uomini di mezza età. Ecco perché non possiamo dire quale sia il reale effetto della vitamina sulla durata della vita.   Ma sappiamo che la vitamina E è importantissima per il fegato, che svolge tre 500 funzioni biologiche vitali ogni giorno, e per le ossa che hanno l'arduo compito di sostenere il nostro corpo. Il beneficio che deriva dall'incremento di vitamina E è una notevole diminuzione dello stress ossidativo.   Ci sono anche pareri contrastanti in merito in quanto uno studio di 6 anni fa pubblicato sugli Annals of Internal Medicine analizzava 19 studi fatti in tutto il mondo e concludeva che la vitamina E non riduce il pericolo di malattie cardiovascolari e di cancro. Per questo molti studiosi in attesa che vi siano altri studi di supporto che analizzino i reali benefici della vitamina E in base all'età, suggeriscono di associare gli integratori ad una corretta alimentazione ed a corretti stili di vita: tanta vitamina C e niente fumo ad esempio!   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi Restare giovani: i 7 cibi miracolosiDal Giappone la dieta della longevità
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I pesci vegetariani più salutari Alimentazione Corretta[06 Nove. 2010] Non esistono solo esseri umani vegetariani, ma anche pesci vegetariani, e a quanto pare sono anche i più salutari. A dirlo sono i ricercatori del progetto europeo Aquamax che hanno deciso di esaminare i valori nutrizionali di pesci d'allevamento a cui sono stati sostituiti mangimi di origine marina con vegetali. I pesci esaminati sono i salmoni e le trote salmonate e lo studio è stato coordinato dall'Istituto nazionale norvegese di ricerca sull'alimentazione e gli alimenti marini (Nifes).   Poiché il salmone solitamente si nutre per il 50% di vegetazione e per il 50% di pesci, i ricercatori hanno esaminato se le sue proprietà nutritive erano le stesse anche dopo aver variato il suo regime alimentare. I risultati hanno dimostrato che i vegetali possono sostituire per il 70% l'olio di pesce e per l'80% le proteine marine. Dopo un periodo variabile di allevamento il pesce è pronto per essere consumato dall'uomo.   In questa fase i ricercatori hanno riscontrato che i valori nutritivi dei salmoni vegetariani sono praticamente identici ai valori che si possono riscontrare nei pesci nutriti con proteine di mare. Ma esistono dei vantaggi maggiori per chi consuma "pesci vegetariani": i pesci infatti, non nutrendosi di altri pesci provenienti dal mare, assumono molte meno diossine e sostanze inquinanti di cui il mare è solitamente ricco. Ma se il salmone mantiene inalterate le sue proprietà non è lo stesso per gli altri pesci che con questa dieta perdono una piccola percentuale di acidi grassi Omega 3.   Nonostante ciò i ricercatori sottolineano che non si tratta di una perdita vera e propria, in quanto mangiare un pesce "puro" privo di sostanze inquinanti, diossine ed acidi bromati è sicuramente un guadagno anche se si perde una piccolissima percentuale di acidi grassi essenziali. Il team infatti ha sperimentato il salmone vegetariano su 62 donne incinte dalla 21esima settimana in poi ed ha seguito per i primi sei mesi i neonati.   Sia nella madre che nel bambino i livelli di Omega 3 erano molto elevati ance se questi pesci avevano ricevuto meno Omega 3 durante l'alimentazione. Allevare pesci con mangimi vegetali dunque, è vantaggioso per l'ambiente in quanto si restituisce al mare gran parte dei suoi frutti e si garantisce all'uomo un cibo molto più sano ed assimilabile.   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Leggi: Salutecardiovascolare: gli omega3  - Omega3 contro la depressione
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Dal Giappone la dieta della longevità Alimentazione Corretta In Giappone esiste un’isola, dove la gente “campa cent’anni”. Si chiama Okinawa. Gli isolani vivono in media fino a 82 anni e proprio qui risiede il numero di centenari più alto del mondo ed è davvero un caso curioso tenendo conto che i cittadini di Okinawa sono solo 100 mila, come una piccola provincia Italiana. Gli scienziati sono decenni che s’interrogano su quale possa essere l’elisir di lunga vita di questa popolazione. L’unica risposta è stata: la dieta.   La dieta di Okinawa si basa su un apporto calorico limitato. In media gli abitanti consumano 1800 calorie al giorno e hanno come filosofia quella di non soddisfare mai pienamente il loro appetito. Inoltre, prediligono alimenti salutari, come le verdure, e utilizzano pochi grassi. I condimenti, infatti, sono minimi e hanno sostituito il sale con le spezie o le erbe aromatiche. L’obiettivo è quello di nutrirsi, per mantenersi in forma. Sono bandite le grandi abbuffate e il cibo non è visto come un lussurioso piacere, ma come una fonte di energia.   Le regole della dieta di Okinawa secondo Jean-Paul Curtay sono:  
  1. Mangiare poco. Come abbiamo accennato, non bisogna mai abbuffarsi. La gente di Okinawa consuma l’80% del suo fabbisogno.

  2. I pasti sono composti da un 70% di verdura e il restante 30% da pesce. La soia è sempre presente, così come tutti i giorni si consumano riso, tè e spezie. Si mangia, invece, poca frutta.

  3. Limitare gli alimenti contenenti ferro e a rischio ossidazione, come la carne.
     
  4. Fare movimento, camminare a lungo e lavorare finché ci sono le forze.

  5. Riposarsi. Bisogna imparare a capire quali sono i limiti del nostro fisico e rispettarli, prendendosi delle giornate di relax, ma anche delle pause nel corso della giornata: per esempio prima dei pasti per evitare di sedersi a tavola vittime dello stress e della fame compulsiva.
  I cinque segreti su cui si basa la dieta di Okinawa sono:   Poche calorie. La dieta è basata sul consumo di alimenti poco calorici, come la verdura e il pesce. La carne è stata quasi eliminata. Il motivo? Mangiare cibi pesanti affatica la digestione, che di conseguenza tende a produrre radicali liberi che danneggiano e invecchiano le cellule.   I cereali integrali. Le fibre sono fondamentali nella dieta, perché prevengono l’insorgere di malattie, d’infiammazioni e mantengono il colesterolo basso. Inoltre, una carenza di cereali tende a mantenere basse le difese immunitarie, oltre a essere un’importante fonte di vitamina B e di magnesio.
Probiotici e prebiotici. La flora intestinale è la porta di sicurezza del nostro corpo. Per mantenerla in salute è fondamentale regolarizzarla con probiotici, di cui lo yogurt e il latte di soia sono ricchi, e prebiotici che si possono trovare in aglio, cipolla, banana, carciofo, miele.   Antiossidanti. Sono loro contrastano l’insorgere dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. Dove li troviamo? Nei cereali integrali, nei legumi, nel pesce e soprattutto nella verdura. I più comuni sono lo zinco, il selenio, le vitamine C ed E, ma anche il betacarotene.   Omega 3. Per contrastare l’insorgere di allergie, eczemi, ma anche malattie infiammatorie bisogna consumare alimenti ricchi di omega 3, molto presenti nel salmone, ma anche nelle noci e in generale nella frutta secca.   La dieta di Okinawa, come tutte le diete, ha dei limiti. Per esempio, non trattandosi di un regime vegetariano studiato con attenzione, ridurre la carne rossa, senza bilanciare con altri alimenti, può comportare delle carenze, soprattutto in gravidanza. Così come i latticini sono praticamente esclusi e sostituiti con i derivati della soia. In questo caso, si può manifestare una grave mancanza di calcio. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi Restare giovani: i 7 cibi miracolosiSucco d'arancia contro l'invecchiamento
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Dolci di Carnevale: Chiacchiere al forno Ricette Leggi lo speciale Carnevale 2011   Come tutte le festività più importanti anche il Carnevale è caratterizzato dalla preparazione di specialità gastronomiche. In particolare a questa festa così allegra e trasgressiva sono associati i dolci, specialmente dolci fritti.   Il più famoso e diffuso tra questi è un dolce che viene preparato in tutta Italia e che a seconda delle regioni viene chiamato in modi diversi. Stiamo parlando delle chiacchiere, bugie, galani, frappe o cenci: sono davvero molto i nomi di questa prelibatezza che viene apprezzata sia dai grandi che dai più piccoli.   La ricetta tradizionale prevede tra gli ingredienti uova, farina, zucchero e naturalmente abbondante olio di semi per friggere.   Una delizia che può quindi risultare dannosa per il fegato o per il mantenimento di diete: come spesso accade quello che è buono per il palato non è altrettanto buono per la nostra salute.   C'è però un modo per gustare le chiacchiere senza perdere troppo in gusto e allo stesso tempo mantenendo equilibrio nell'alimentazione. Le chiacchiere possono essere infatti cotte al forno, invece che fritte e la ricetta dell'impasto non cambia.   Gli ingredienti che servono per la pasta sono: 500 grammi di farina, 50 grammi di zucchero, 3 uova intere, aroma di limone o vaniglia, una bustina di lievito per dolci, 40 grammi di Olio di oliva o 50 grammi di burro fuso. A scelta si può anche aggiungere mezzo bicchiere di grappa, brandy, marsala oppure rum. Serviranno a impasto ultimato 1 uovo sbattuto con poco latte e dello zucchero a velo.   Un volta formata la fontana con la farina si aggiungono via via tutti gli ingredienti e si impasta. Si stende poi la pasta con uno spessore di circa 2 millimetri e poi con la rotella si taglia la pasta a striscioline. Infine si spennellano le chiacchiere con l'uovo sbattuto con latte e si cuociono in forno a 210 gradi per circa 10-12 minuti.   Si lasciano raffreddare e si cospargono poi con zucchero a velo.   Tra gli altri dolci di Carnevale che si possono preparare al forno, invece che friggere, ci sono i ravioli di carnevale, dei fagottini ripieni di marmellata ricoperti di zucchero a velo, oppure gli scroccafusi tipici delle Marche. La rapa, un toccasana per la tua pelle Antiossidanti Lo sapevi che le rape fanno bene alla pelle? Non sono certamente tra gli ortaggi più appetitosi, ma contengono una grande quantità di antiossidanti che contrasteranno l'invecchiamento della tua pelle.   Ma come è possibile preparare piatti prelibati con un così poco estetico ortaggio?   Solo a vederle su un libro di ricette vi verrebbe voglia di voltare pagina. Spesso anche il sapore è poco conosciuto a causa dell'ingiustificata indifferenza della nostra cucina verso questo ortaggio. Tuttavia le rape sono una vera fonte di benessere.   Appartengono alla famiglia degli ortaggi e già questo dovrebbe dirci molto dato che gli ortaggi sono gli alimenti di cui necessitiamo maggiormente grazie all'altissimo contenuto di antiossidanti, vitamine ed altri elementi nutritivi essenziali.   Le rape infatti sono ricche di potassio: ne contengono in quantità pari alle banane. In più possiedono moltissime fibre, magnesio, fosforo e vitamine del gruppo B, tra cui acido folico, tiamina e niacina. Il vantaggio di mangiare le rape è che tutti questi elementi sono concentrati in pochissime calorie dato che sono ricche di acqua.   Ma non è tutto: l'altissimo contenuto di antiossidanti rende le rape vere amiche della bellezza. Riescono a contrastare l'invecchiamento cellulare rallentando dunque anche il processo d'invecchiamento della nostra pelle!   Dobbiamo dunque superare i pregiudizi e riscoprire il piacere di assaporare degli ortaggi dietetici e prelibati. Prova dunque a mangiare le rape crude, in insalata, grigliate o in zuppa! Potrai trarne solo benefici per il tuo benessere e la tua bellezza.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sugli antiossidanti? Leggi  - Restare giovani? Ecco i 7 cibi miracolosi -  Meno rughe eliminando zuccheri e fritti Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Antiossidanti Abuso di social network e disturbi alimentari Disturbi alimentari Un recente studio mette in relazione l'ultilizzo dei social network e la predisposizione ai disturbi alimentari, anche i più complessi come bulimia ed anoressia. Le frequentatrici assidue dei social network infatti sono le più a rischio.   Numerosi i motivi che predispongono ai disturbi alimentari. Ogni caso ha delle ragioni profonde e andrebbe indagato singolarmente. Tuttavia questi disturbi sono spesso associati a comportamenti diffusi tra la maggior parte delle persone. Questo ha spinto alcuni ricercatori israeliani a studiare i comportamenti e gli stili di vita di alcune ragazze che presentavano disturbi alimentari come anoressia e bulimia.   I ricercatori dell'Università di Haifa hanno dunque preso in esame un campione di 248 ragazze di età compresa tra i 12 e i 19 anni. L'indagine verteva proprio sul rapporto che queste ragazze avevano con la televisione e con internet. Inoltre hanno risposto a delle domande che erano finalizzate a stabilire il loro grado di conoscenza di programmi televisivi che proponessero modelli di donne magre e belle. Infine hanno compilato dei questionari volti a stabilire il livello di autostima ed il rapporto con il cibo e con il proprio corpo.   Tra le ragazze esaminate c'erano anche ragazze che non soffrivano di disturbi alimentari, ma che erano in età critica perché in fase di passaggio dall'età infantile e l'età adulta. L'allarme lanciato dai ricercatori è rivolto soprattutto a queste ragazzine. E' emerso infatti che la maggior parte di loro è maggiormente propensa a sviluppare comportamenti alimentari scorretti soprattutto se ha un rapporto morboso con i social network e la televisione.   Da un lato infatti c'è il bisogno di accettazione da parte di altre persone anche attraverso il computer che, in alcuni casi, può diventare l'unico strumento di sfogo e di comunicazione, dall'altro lato invece c'è la ricerca dei modelli femminili costantemente proposti nel web o più in generale attraverso i mass media che inducono a provare una certa insoddisfazione fisica ed il desiderio di mettersi a dieta.   Seguire delle diete è giusto quando si decide di cambiare il proprio stile di vita e quindi seguire un'alimentazione sana. La dieta deve essere un mezzo per amare se stesse non certo per seguire dei modelli spesso totalmente diversi dalla propria immagine. I ricercatori però hanno anche sottolineato l'importanza dei genitori in questa fase: un dialogo maggiore con i propri figli può chiarire molti dubbi e molte incertezze nella mente delle giovani donne alla riscoperta della propria immagine!   Maria Melania Barone ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui Disturbi alimentari?: Fame nervosa e Alimenti blocca fame - Pericolo dieting: quando la dieta diventa ossessione
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Lievito di birra, oro per la salute Vitamine Il lievito di birra ha un grande valore nutrizionale grazie al suo contenuto in proteine, amminoacidi essenziali, vitamine, minerali. Combinazione rara da trovare e che qui si trova in forma anche perfettamente assimilabile, per chi è intollerante a questo alimento ovviamente ne è sconsigliato l’utilizzo.   Le vitamine contenute in gran quantità sono quelle del gruppo B, importanti per i bambini, gli sportivi, gli anziani e le persone in convalescenza in quanto facilita la trasformazione di carboidrati, proteine e lipidi in energia. Altre sostanze importanti per gli sportivi e qui contenute sono i minerali, che durante l’attività fisica vengono persi in abbondanza col sudore.
Importante se segui un regime alimentare vegetariano, vegano o se sei a dieta e stai limitando il consumo di carne, in quanto integra e compensa la mancanza delle proteine animali. Il lievito di birra è un ottimo depurativo di fegato e pelle, in maniera particolare di quelle grasse, acneiche e opache. Indicato quindi nelle diete disintossicanti, per mantenere in salute la palle e migliorarne l’aspetto.   Contenendo buone quantità delle vitamine del gruppo B è ottimale per stimolare anche il sistema immunitario, le mantenere in salute il tubo digerente, favorire la funzionalità delle ghiandole surrenali, per la produzione di globuli rossi.   Non dimentichiamo anche l’azione che svolge sugli annessi cutanei unghie e capelli, li rinforza e ne favorisce la crescita. Lo trovi come integratore in pastiglie o in polvere e scaglie da unire a insalate, sulla carne, sul pesce, in brodi, minestroni e passati di verdura o zuppe.   Ottimo anche unito a cereali con aggiunta di latte il tutto frullato per una colazione energetica e saziante, o un cucchiaio in un vasetto di yogurt al naturale e a seguire una tazzina di caffè! Adatto nell’alimentazione di bambini, adulti e anziani.   Silvia Terracciano - Naturopata ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Carenza di ferro: la numero 1 al mondo
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Ricette originali per un buffet di Carnevale Ricette   Leggi lo speciale Carnevale 2011   Per organizzare un buffet di Carnevale basta un po' di creatività. Inserendo i classici della tradizione carnevalesca e personalizzando alcune semplici ricette potrai ottenere un buffet vario e in tema. Le parole d’ordine sono colore e fantasia. Ecco qualche idea per sfruttare semplici ricette rendendole in linea con il Carnevale.   Maschere dolci e salate
  Fai la pasta frolla come di consueto, oppure prendi quella pronta. Disegna con una matita la sagoma di una maschera su un pezzo di carta da forno, aiutandoti con una maschera di cartone. Poggia la sagoma così ottenuta su un disco di pasta frolla, che avrai steso su un piano, e “ritagliala” con un coltello. Con la stessa sagoma ritaglia tutte le maschere che vorrai ottenere. Cuoci in forno a 180 gradi per circa 12 minuti. Fai raffreddare le maschere di pasta frolla e poi decorale come più ti piace. Per esempio, puoi usare una glassa al cioccolato e un po’ di mompariglia, oppure una glassa colorata e confettini di cioccolato.   Puoi anche divertirti a realizzare mascherine di gusti diversi. Per esempio, puoi fare una pasta frolla alle noci. Ecco la ricetta:   300 grammi di farina 00 150 grammi di zucchero 150 grammi di burro freddo a pezzetti 1 uovo 200 grammi di noci tritate 1 pizzico di sale   Impasta tutti gli ingredienti con le mani e ottieni una palla di pasta frolla. Conservala in frigorifero per almeno mezz'ora e poi realizza le mascherine come precedentemente detto. Decora come preferisci.   Con lo stesso procedimento, puoi ottenere anche maschere salate, utilizzando un foglio di pasta sfoglia o di pasta brisè. In questo caso puoi decorare con semi di papavero o sesamo, dopo aver pennellato la superficie delle mascherine con un uovo sbattuto e prima di mettere in forno. Puoi inoltre realizzare maschere dal sapore diverso. Ecco, per esempio, una ricetta per ottenere maschere salate al pistacchio.   300 grammi di farina 00 150 grammi di burro freddo a pezzetti 90 grammi di acqua 100 grammi di pistacchi 1 pizzico di sale   Impasta tutti gli ingredienti con le mani e ottieni una palla di pasta brisè. Conservala in frigorifero per almeno mezz'ora e poi realizza le mascherine come precedentemente detto.
Ciambellone di Carnevale
  Realizza una ciambella secondo una delle tue ricette abituali, per esempio una ciambella allo yogurt, falla raffreddare e poi decorala come segue. Pennella la parte superiore della ciambella con una marmellata di albicocche precedentemente riscaldata. Fai colare una glassa bianca o colorata su tutta la superficie della torta e, quando si sarà parzialmente solidificata, guarnisci con piccole caramelle di tanti colori. Se stai organizzando una festa per bambini puoi usare anche quelle gelatinose a forma di animaletti. Attenzione a non far solidificare troppo la glassa prima di metterci le caramelle, altrimenti non si attaccano. Allo stesso modo della ciambella puoi personalizzare anche dei muffin o dei piccoli plum cake. Ovviamente puoi scatenare la fantasia e usare caramelle diverse per ogni dolce.   Coppette fantasia
  Sono semplicissimi da realizzare e sono un buon metodo per inserire la frutta fresca in un buffet di Carnevale. Fai una macedonia usando frutta di diversi colori (per esempio, banane, kiwi e mandarini), versala in piccole ciotole e, con l'aiuto di un sac à poche con beccuccio a stella, guarnisci con panna fresca montata e decora con confettini colorati.   Margherita Russo
Dieta mediterranea: un aiuto al cervello Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Ictus Per gli studiosi la dieta mediterranea è veramente un pozzo infinito da cui attingere sempre nuove scoperte. Infatti è stato notato che chi conduce uno stile di vita equilibrato protegge il cervello allontanando il rischio di patologie al sistema nervoso centrale.
E tu hai mai pensato di prevenire malattie a tavola? Per i ricercatori dell'Università di Firenze la dieta mediterranea allontana il rischio di malattie cardiovascolari e neurovegetative. Il team guidato da Francesco Sofi ha analizzato i dati provenienti da varie ricerche ed ha messo a punto una scaletta di adesione alla dieta mediterranea dimostrando come anche solo delle piccole variazioni nella nostra dieta possano influire positivamente sul nostro organismo. La dieta mediterranea in fatti allontana il morbo di Alzheimer ed il Parkinson.   I dati analizzati dal gruppo di ricerca concernono due milioni di persone volontarie che, nel corso di questi anni, si sono prestate per numerosi studi. Ma l'attenzione dei ricercatori si è focalizzata sull'ictus e la fase pre-clinica della demenza, contro le quali la dieta mediterranea sembra essere veramente un valido scudo. Secondo i dati l'adesione a queste abitudini alimentari riduce il rischio di mortalità dell'8% ed il rischio di malattie cardiovascolari del 10% e tumori del 6%.   Le malattie neurodegenerative invece, risultano ridotte del 13%. Anche in questa accuratissima analisi dei ricercatori italiani tutto ruota attorno ad alimenti chiave come spiega Sofi: "Aumentando il consumo di frutta e verdura e diminuendo l’apporto di carne rossa si ottiene un miglioramento netto in termini di salute".   Se a questi alimenti aggiungiamo il pesce e gli ortaggi nonché alimenti integrali, possiamo creare anche una dieta perfetta in grado di mantenere il benessere fisico e di favorire anche la giusta energia mentale. E tu vuoi proteggere il tuo cervello? Cerca dunque di cominciare a tavola con alimenti sani, freschi e buonissimi.   Maria Melania Barone ................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sulla sana alimentazione? Leggi: Ritarda l'invecchiamento del cervello con i broccoli - Dimagrisci con la colazione a colori Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Alimentazione corretta
Stitichezza e sovrappeso: sono correlati? Fibre Leggi lo speciale Stitichezza   La stitichezza è un disturbo della defecazione cioè una difficoltà ad andare di corpo, problema che affligge moltissime persone, e che, solitamente, aumenta con l’età.   Le opinioni sono discordanti, ma la tendenza più accreditata tra gli studiosi è definire stitico un soggetto che evacua meno di 3 volte alla settimana.   La stitichezza può dipendere semplicemente dalla scarsa efficienza endogena dell’intestino ossia il nascere con un intestino pigro, o può essere sintomo di una qualche causa patologica, in ogni caso una stipsi prolungata può portare una lunga serie di problemi tra cui gonfiore addominale, prurito, reazioni cutanee, emorroidi, disturbi del sistema nervoso, infiammazione.   Un argomento certamente poco dibattuto è invece se la stitichezza, possa portare ad un incremento di peso. Uno studio iraniano del centro ricerche gastroenterologiche della Shahid Beheshti university di Tehran compiuto su un campione di 2700 individui afflitti da vari disturbi gastrointestinali e con indici di massa corporea compresi tra meno di 25 (magri), 25-30 (sovrappeso), più di 30 (obesi), ha rilevato che l’essere in sovrappeso e ancor più l’obesità, sono condizioni che favoriscono il gonfiore addominale durante la digestione.   Tra gli altri disturbi è stato rilevato che i bruciori di stomaco sono più frequenti tra le persone sovrappeso rispetto ai magri e agli obesi, mentre nausea e vomito sono molto più diffusi tra magri ed obesi e meno tra gli individui in sovrappeso.   La disfagia (ossia la difficoltà di deglutizione e di transito del bolo alimentare nell’esofago), così come l’incontinenza sono problemi largamente più diffusi tra gli obesi rispetto alle altre 2 categorie, praticamente + si mangia + si rischia di diminuire l’efficienza dell’intestino, con conseguente diminuzione dell’espulsione ed aumento quindi ulteriore del peso.   Altri disturbi quali dolori addominali, diarrea e bruciore anale non presentano differenze significative in relazione al peso delle persone. In conclusione nel caso di intestino pigro o stitichezza è sicuramente il caso di integrare la dieta con prodotti naturali che ne implementino il funzionamento.   Dott. Andrea Ielmini - Framacia Verbano Roma ..............................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulla Stitichezza?  Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Fibre
Ottenere delle patatine fritte un po' più sane! Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Ictus Una recente ricerca ha scoperto un metodo per eliminare l'acrilamide, una sostanza tossica contenuta nelle patatine fritte. In realtà basta passarle prima della frittura qualche secondo nel forno a microonde ed il gioco è fatto.   A quel punto l'unico problema restano le calorie. La stessa cosa non avviene per il pesce fritto che risulta essere meno sano di quello cotto al vapore o in acqua.   Uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Mersin, in Turchia, ha analizzato il modo più efficace per rendere "sane" delle patatine fritte "insane". In realtà la sostanza poco salutare presente sempre nelle patatine fritte, anche quelle fatte in casa è l'acrilamide, una sostanza che si produce naturalmente riscaldando ad alte temperature i cereali.   Non solo le patate ed i cereali contengono acrilamide, ma anche alcuni tipi di pane e pasta. L'acrilamide resta una sostanza tossica, anche se l'insorgenza di tumori intestinali dovuti a questa sostanza resta incerta. I ricercatori infatti non sono del tutto convinti del modo in cui si manifestino i suoi effetti negativi. C'è da dire però che la fonte principale di acrilamide sono le patate fritte o al forno.   Le statistiche non a caso indicano che una grande percentuale di persone che consumano abitualmente questo alimento, abbia dei problemi gastrointestinali. Ma dunque è davvero così efficace cuocere le patate fritte prima al forno a microonde e poi nell'olio bollente?   Per i ricercatori dell'Università di Mersin, guidati da Koray Palazoglu la quantità di acrilamide viene automaticamente dimezzata seguendo questo procedimento casalingo.   Ma se la pericolosità di questa sostanza non fa più paura, altri ricercatori invece puntano il dito contro il pesce fritto. Ancora una volta la frittura, che diletta tanto il palato, affligge il nostro organismo. Una ricerca americana afferma infatti che il pesce fritto perde le sue preziose caratteristiche: la grandissima quantità di Omega 3 infatti viene dispersa con la frittura e per questo sarebbe ideale una cottura al forno o al cartoccio.   Le statistiche non a caso dimostrano anche che le persone che assumono molto pesce fritto vanno maggiormente in contro a malattie cardiovascolari e ictus. Ma nel caso del pesce fritto dovranno preoccuparsi maggiormente gli inglesi: la cucina mediterranea infatti è praticamente ricca di ricette dove la frittura del pesce viene praticamente ignorata!   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Vuoi saperne di più sulle vitamine? Leggi:  Gli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose -Cucinare al cartoccio in tutta salute Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Alimentazione corretta
Bevande gassate light: sai cosa bevi? Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale IctusLeggi lo Speciale Diabete mellito Bevande light: sicuramente una grande attrazione per tutti coloro che hanno problemi di peso ma non vogliono privarsi dei piccoli piaceri. Tuttavia recenti studi stanno mettendo sotto accusa l'aspartame, che potrebbe predisporre a complicazioni di tipo cardiovascolare o tumorale.   E tu fai uso di questi drink?
  Al supermercato la tentazione è forte, così come quando ci si concede un pranzo veloce fuori casa. L’offerta, del resto, è molto vasta: si va dal tè freddo alla bibita gassata dietetica. Ma se credi che queste bevande possano seriamente aiutarti a mantenere la linea, devi anche essere cosciente di alcuni rischi collegati al loro consumo.
L'uso di aspartame è stato recentemente messo sotto accusa perché considerato tossico. Il suo impiego industriale compromette seriamente tutti quei drink light dolcificati con questa sostanza. Alcuni studi infatti stanno cercando di capire se non sia il caso di bandirlo dal commercio. I consumatori di queste bevande infatti mostrano una predisposizione ad ictus ed infarti. A questo punto la comunità scientifica ha in mano un dato in più per comprendere come mai gli ictus sono aumentati anche in persone di età inferiore ai 31 anni.    Recentemente infatti sono stati resi noti i risultati di uno studio condotto dalla Columbia University di New York. Da questo studio si evince che i consumatori di bevande dietetiche, specie quelle gassate come la cola o l'aranciata, sono molto più a rischio di ictus e di infarto rispetto agli altri. A livello chimico non sono ancora chiari i meccanismi che predispongono a queste patologie, tuttavia i ricercatori coinvolti nello studio hanno dichiarato che il consumo di soft drinks dietetici puo’ avere serie conseguenze.   Si conoscono già da molto tempo i rischi legati all'uso di bevande frizzanti dolcificate con zucchero. Queste predispongono solitamente ad diabete mellito di tipo II. Così nacquero le bevande light a base di aspartame o di altre sostanze. L’impiego di aspartame però aveva già suscitato critiche perché potenzialmente legato allo sviluppo di tumore al fegato e ai polmoni. Il dibattito attuale potrebbe determinare anche una nuova normativa in fatto di produzione di bevande e prodotti dolcificati con sostanze dietetiche.   Nel dubbio, meglio dimagrire facendo un po’ di sport e accompagnare i pasti con acqua fresca!   Maria Melania Barone   ................................................................................................................................................................  
Vuoi saperne di più sull'alimentazione sanaAttenzione alle merendine confezionateTutti i pericoli nascosti negli additivi alimentari

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Omega 3 contro la depressione Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo speciale Depressione   Se sono già note da tempo tutte le proprietà benefiche degli omega 3, finora era poco noto come queste sostanze potessero aiutare ad uscire dalla depressione. Eppure è così: si tratta della conclusione a cui sono giunti i ricercatori di due noti centri francesi.   "Siamo ciò che mangiamo" scriveva Ludwig Feuerbach nella seconda metà dell'ottocento, totalmente ignaro che il progresso della scienza nel secolo successivo avrebbe dato onore e gloria a questa sua frase. La nostra salute infatti passa dall'alimentazione e da quest'ultima dipende il nostro benessere psicofisico. Ma oggi due centri di ricerca hanno condotto due studi differenti per stabilire quanto il nostro benessere psichico derivasse dall'alimentazione e si è scoperto che gran parte del nostro buonumore deriva proprio dalla regolare assunzione di acidi grassi Omega 3.   Gli Omega3 sembrano giocare un ruolo fondamentale anche per l'attività delle nostre cellule cerebrali: per i ricercatori la carenza di Omega 3 è una delle dirette responsabili per quanto determina l'insorgenza di disturbi depressivi.   Gli studiosi si sono avvalsi di topolini da laboratorio ed hanno notato che se questi venivano sottoposti ad un regime alimentare privo di acidi grassi Omega3, cominciavano a mostrare insofferenza. Inoltre i ricettori dei cannabinoidi che si trovano nel cervello subivano una progressiva perdita di funzionalità. I topolini si mostravano ansiosi e le analisi hanno messo proprio in evidenza il fatto che la corteccia prefrontale e il nucleo accumbens (regioni ricche di dopamina) dimostravano delle disfunzioni. La ricerca è stata pubblicata su "Nature Neuroscience".   L'altra ricerca è stata condotta da Almudena Snchez-Villegas, dell'Università di Las Palmas (Gran Canaria) ed è stata pubblicata sulla rivista PLoS One. Lo studio è stato condotto direttamente sugli esseri umani e sono stati esaminati ben 12.000 volontari di età media di 37 anni. I ricercatori hanno fatto comprendere come una dieta troppo ricca di grassi trans e grassi saturi aumentasse per il 48% la possibilità di sviluppare depressione. Inoltre è stato riscontrato che più aumentava il consumo di grassi polinsaturi e maggiore era la probabilità di non ammalarsi di depressione e rischi cardiovascolari. Gli acidi grassi infatti hanno un'azione antitrombotica e riducono i trigliceridi proteggendo il cuore, le arterie e le carotidi.   Questi acidi grassi sono contenuti essenzialmente nel pesce, specie quello azzurro come sardine e aringhe. La quantità ideale consiste di un minimo di 2-3 porzioni a settimana a patto che lo si cucini nel forno al cartoccio e non fritto altrimenti si perdono molti dei suoi benefici al sistema cardiovascolare!   Maria Melania Barone ..................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sui meccanismi del cervello? Leggi: Inverno:depressione stagionale  - Alimentazione Anti-Depressione
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Tonsillectomia: può causare obesità infantile Bambini[18 Agos. 2011] Si tratta di una semplice operazione. Eppure l’asportazione delle tonsille potrebbe essere alla base del sovrappeso in età infantile, e alcune volte anche dell'obesità. Per molti studiosi il perché risiede proprio nella dieta post operatoria.   Ricordi quando ti sei operato alle tonsille da piccolo? E i chili messi subito dopo? Dopo una semplice tonsillectomia si verifica nella stragrande maggioranza dei casi un aumento di peso corporeo.   Generalmente si tratta di un aumento di peso sostanziale ma non preoccupante, in altri casi invece si traduce in obesità. Determinare il perché è stato l'obiettivo del gruppo di ricerca della dottoressa Anita Jeyakumar, dell'Università di Saint Louis negli Stati Uniti. La ricerca è stata condotta per conto dell'American Academy Of Otorinolaryngology e poi pubblicata su "otorinolayngology – Head and Neck Surgery”.   La dottoressa ha esaminato in tre fasi distinte 795 bambini dagli 0 ai 18 anni, sia normopeso che sovrappeso. I bambini sono stati seguiti dal momento in cui venivano operati alle tonsille o alle adenoidi fino al momento in cui si registrava un aumento di peso. Nella prima fase sono stati analizzati circa 127 bambini che subito dopo l'intervento presentavano un aumento dal 5,5% fino all'8,2%. Secondariamente sono stati esaminati 419 volontari che presentavano il classico aumento di peso e in terza fase sono stati esaminati altri 249 soggetti di cui il 50-75 % aveva messo su chili dopo l’asportazione delle adenoidi.   L’esperta ha confermato che, nonostante i parametri variabili, l'aumento di peso era dovuto a qualche circostanza collegata con la tonsillectomia. Una causa giudicata secondaria è la facilità nel deglutire che molti bambini riscoprono dopo l'operazione. La tonsillite infatti provoca difficoltà nel deglutire che viene poi superata grazie all'operazione. Ma il dato più interessante per la dottoressa è stata proprio la variabilità dei risultati, che faceva pensare al regime alimentare con cui i bambini reagivano all'operazione.   Infatti, esattamente come l'operazione, è una prassi consolidata anche la dieta post operatoria: gelati, ghiaccioli, zuccheri, succhi di frutta e chi più ne ha più ne metta! Anzi, si potrebbe dire che la stessa operazione viene presentata al bambino proprio come la prova da superare per poter finalmente mangiare quasi solo gelati. Dunque l'attenzione deve essere posta soprattutto da parte dei genitori, che dovrebbero sì premiare i figli con i gelati, ma facendo sempre attenzione ad integrare altri cibi più salutari.   Maria Melania Barone .................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sull'' Alimentazione infantile? Leggi:  Allarme obesità nei bambini - Bambini troppo magri o troppo grassi: ecco cosa mangiare ad ogni età Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Bambini Errori alimentari alla base della celiachia Allergie e IntolleranzeLeggi lo Speciale Diabete mellito La celiachia non è una semplice intossicazione e non è nemmeno un'allergia. Si tratta da un'intolleranza al glutine determinata da fattori genetici. Ma i medici puntano il dito contro lo stile di vita e il comportamento alimentare.   Basta poco per diventare celiaci: pasta, pane, pizza in continuazione, per anni… ed il rischio aumenta. Guarda caso questi alimenti non solo contengono farinacei e glutine, ma sono anche gli alimenti che provocano un aumento della glicemia nel sangue. Diabete e celiachia infatti, sono sempre più correlati. Ma se aumentano le diagnosi, aumentano anche le ricerche in tutto il mondo che cercano di sconfiggerla.   Ormai la celiachia è diventata una malattia dell'età adulta. Fino a 15 anni fa le persone nascevano celiache e crescevano adattandosi al proprio regime alimentare, ma recentemente stanno raddoppiando le diagnosi in età adulta ed alcune statistiche dicono che ci sono 350 mila persone in giro per il mondo a cui la celiachia non è stata ancora diagnosticata.   La causa? Per i medici che hanno partecipato ad uno studio epidemiologico pubblicato sulla rivista Annals of Medicine, la colpa è il consumo di farine fatte con grani ad alta resa per la produzione nei campi, che provocherebbe una sorta di “avvelenamento” da glutine tossico. Questo genera l'intolleranza in età adulta. Il team formato da scienziati italiani del Center for Celiac Research dell'Università di Baltimora, nel Maryland in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche di Ancona, si è basato sui campioni di circa 3500 americani.   I volontari si sono sottoposti a delle semplici analisi del sangue a 15 anni di distanza: nel 1974 e nel 1989. Nel frattempo, un gruppo internazionale di ricercatori ha annunciato di aver individuato alcuni disturbi del sistema immunitario che determinano l'insorgenza della celiachia. Lo studio è stato pubblicato su Nature Genetics e riportato dal notiziario europeo Cordis. Uno dei ricercatori, David Heel dell'Istituto Barts and the London School of Medicine and Dentistry, nel Regno Unito, ha affermato che abbiamo tutte le basi per comprendere perché insorge la celiachia visto che abbiamo capito i meccanismi con cui il corpo reagisce alle proteine tossiche del frumento.   Inoltre sono stati riconosciuti i geni responsabili della celiachia, del diabete di tipo 1 e dell'artrite reumatoide che sono fra di loro associati. Per questo ci sono le basi per condurre altri studi che siano di interesse collettivo. Nel frattempo bisogna cercare di non basare la propria alimentazione quasi esclusivamente su pasta, pizza e pane. Bisogna cercare di variare e riscoprire anche il piacere dei pasti leggeri o dei piatti freddi!   Maria Melania Barone ...................................................................................................................................................................   Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Allergie e intolleranze Meteorismo e Abitudini alimentari Educazione Alimentare Leggi lo speciale Meteorismo e Gonfiore addominale
  Le abitudini alimentari e lo stile di vita influenzano la formazione di gas nell’intestino?
  Certamente, per quanto riguarda il cibo, l’eccessivo consumo di:  
  • legumi (fagioli, lenticchie, piselli),
     
  • alcuni tipi di verdure (cavoli, broccoli, cavolfiori e cipolle),
     
  • alcuni tipi di frutta (castagne, fichi, prugne) soprattutto se consumata dopo i pasti,
     
  • latte e latticini (ad eccezione dello yogurt),
     
  • alcuni dolcificanti (sorbitolo e mannitolo),
     
  • carni e formaggi, salse e fritti troppo ricchi di grassi.
  Per quanto attiene lo stile di vita:     Il meteorismo può essere prevenuto con una dieta che elimini cibi ricchi di carboidrati e fibre, che nell’intestino fermentano e nel caso di intolleranza al lattosio elimini anche i cibi che lo contengono ed inoltre è opportuno:  
  • Fare almeno 3 pasti al giorno: colazione, pranzo e cena leggera. Mangiare con calma, masticando a lungo.
     
  • Cercare di non parlare a lungo mentre si mangia.

  • Rinunciare alle bevande gassate.
     
  • Evitare la frutta a fine pasto, ma consumarla come spuntino tra un pasto e l’altro.
     
  • Ridurre , caffè, alcolici e fumo.

  • Limitare l’assunzione di fibre, in particolare pasta e pane integrale.
     
  • Consumare i legumi in piccole quantità.
     
  • Individuare nella dieta le verdure o gli alimenti che provocano il gonfiore e limitarne il consumo.
     
  • Riequilibrare la flora batterica intestinale con yogurt e fermenti lattici.
     
  • Fare un esercizio fisico regolare.
     
  • Bere un infuso di semi di finocchio dopo i pasti principali.
     
  • Inserire nelle propria dieta finocchi, mirtilli, mele e menta.
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Spesa: 7 consigli per mangiare meglio spendendo meno Educazione Alimentare L’uomo è ciò che mangia diceva il filosofo tedesco Feuerbach. Niente di più vero: dall’alimentazione dipende molto del nostro stato di salute, del nostro benessere e, ovviamente, del nostro peso corporeo. Lo stile di vita contemporaneo ha sottratto molto tempo alla preparazione dei pasti; spesso mangiamo fuori casa o compriamo piatti pronti; certo in questo modo risparmiamo tempo, ma il risultato non è dei migliori, in quanto ci nutriamo male.   Lo star bene comincia dalla spesa. Con qualche semplice accorgimento, oltre a mangiare meglio, spenderai meno. Questi suggerimenti sono pensati soprattutto per le donne che lavorano e che quindi, spesso, pranzano fuori, non hanno molto tempo, e si occupano prevalentemente della gestione della colazione e della cena per tutta la famiglia. Ovviamente, possono però essere validi anche per tutti gli altri.  
  1. Può sembrare banale dirlo, ma per mangiare meglio spendendo meno ci vuole prima di tutto organizzazione. Organizzando bene frigorifero e dispensa andrai al supermercato meno spesso e avrai sempre in casa quello che ti serve per la colazione e per preparare una cena veloce, ma salutare. Tenere una dispensa organizzata, però, non vuol dire comprare troppo. Prima di andare al supermercato, fai una lista dettagliata di quello che ti serve, per esempio, per una settimana, e rispettala alla lettera, senza farti tentare dalla golosità o dalle promozioni. Queste ultime ti faranno veramente risparmiare soltanto se ne usufruirai esclusivamente per i prodotti che hai in lista. Infine, non eccedere con gli alimenti che deperiscono molto velocemente (per esempio salumi e formaggi non confezionati).
     
  2. Evita di fare colazione al bar. Ce lo ripetono continuamente: la colazione è importantissima e non bisogna saltarla. Il primo pasto della giornata, però, dovrebbe essere nutriente e leggero; caratteristiche che di certo non possiamo attribuire alla brioche farcita, tipica della tradizione italiana. Consuma, dunque, la colazione a casa, scegliendo alimenti di tuo gradimento tra frutta fresca, yogurt, latte, caffé, pane comune, biscotti secchi. Se, per esempio, vai al supermercato una volta a settimana, prevedi di acquistare tutto quello che serve per la prima colazione della tua famiglia, per sette giorni.
     
  3. Evita i piatti pronti. È vero: sono comodi, metti tutto in microonde o sul fornello e voilà, la cena è pronta. Questi prodotti, però, sono spesso eccessivamente ricchi di grassi di scarsa qualità, di sale e anche di zuccheri complessi. Senza considerare il fatto, poi, che sono molto costosi e fanno lievitare significamene il budget che ti serve per la spesa. Quando hai pochissimo tempo, anziché usare piatti pronti, potresti, per esempio, portare in tavola ricotta con contorno di lattuga; scamorza ai ferri, con insalata di pomodori; bresaola condita con rucola e grana; petto di pollo alla piastra, con contorno di spinaci bolliti. Non ti ci vorrà più tempo, ma mangerai meglio, spesso spendendo meno. Nell’impresa dell’evitare i piatti pronti ti aiuteranno di certo i surgelati. Per esempio, gli spinaci surgelati in genere sono un buon prodotto. Certo, costano di più di quelli freschi, ma, considerato il tempo che si risparmia, il gioco vale forse la candela. Inoltre, non è vero che i surgelati sono tanto più costosi dei rispettivi prodotti freschi in quanto scongiurano il rischio di buttare il cibo nella spazzatura. Quante volte si compra verdura fresca e poi la si getta via dopo qualche giorno per non aver avuto il tempo di pulirla e di cucinarla?
     
  4. Ottimizza i tempi. Se, per esempio, la domenica prepari le lasagne al forno, fanne qualche porzione in più, che congelerai e terrai pronta per quei momenti in cui proprio non avrai tempo per cucinare. Se, per fare il sugo, triti cipolla, carota e sedano per il soffritto, fanne un po’ di più, congelalo in piccole dosi e tienilo pronto per le prossime volte che ti servirà. Se ti avanza un pugnetto di riso al parmigiano, fanne una frittata e conservala per il giorno successivo: avrai un’altra cena praticamente pronta; certo le fritture non sono consigliabili tutti i giorni, ma meglio una frittata fatta da te, una volta ogni tanto, che una cotoletta impanata presa dal banco frigo del supermercato. Insomma, cerca le tue piccole soluzioni quotidiane e vedrai che in poco tempo troverai un nuovo, più salutare, e anche più economico modo di mangiare.
     
  5. Leggi le etichette, ponendo attenzione a contenuto e provenienza. In questo modo scoprirai che i prodotti di marca, di solito più costosi, non sono sempre i migliori. Ovviamente, controlla sempre anche la data di scadenza.
     
  6. Infine, fa attenzione anche a quello che mangi durante la pausa pranzo. Privilegia i piatti poco elaborati, non esagerare con grassi e carboidrati e non dimenticare di consumare almeno una porzione di frutta o di verdura, anche quando mangi velocemente al bar.
  Margherita Russo ...............................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull' alimentazione sana? leggi: Le farine per il pane fatto in casa - Doc e Igp: sapere cosa mangiamo

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Ortoressia: il test per scoprire se sei a rischio Disturbi alimentari La bellezza a tutti i costi può costare la salute, soprattutto quando la mania della linea sfocia in un disturbo alimentare. I più comuni sono l’anoressia e la bulimia, ma sta dilagando, soprattutto tra le giovani ragazze, anche l’ortoressia, ovvero l’ossessione per i cibi sani. Questa malattia è stata scoperta nel 1997 da Steven Bratman, nutrizionista statunitense ortoressico.   Chi sono gli ortoressici?
  Sono persone fissate con l’alimentazione sana e ovviamente l’esclusione di quei cibi che possono nuocere alla salute. Se ci pensiamo bene, quasi tutto quello che mangiamo può essere, se assunto in dosi sbagliate, dannoso: dalla carne all’olio d’oliva, dalla pasta ai latticini. Riconoscete gli ortoressici da come fanno la spesa: devono sapere tutto del prodotto che stanno comprando, leggono scrupolosamente l’etichetta per verificare la qualità e la provenienza, mentre per preparare i piatti ci impiegano ore, se non giorni. Di solito, sono dotati di una buona cultura, ma hanno la presunzione di potersi curare da soli, proprio perché convinti di avere abbastanza informazioni.
Perché l’ortoressia è pericolosa?
  Un regime alimentare salutista portato all’estremo può fare male, perché comporta una dieta del tutto squilibrata. Alla base di una buona e corretta alimentazione c’è una regola: mangiare un po’ di tutto. Invece, selezionare il cibo in modo maniacale può contribuire a gravi mancanze nutrizionali, come carenze di ferro, calcio o vitamine importanti, tipo la B12.   Sei ortoressico? Scoprilo con l'auto test
  Magari non siete ancora nella fase ossessiva, ma in qualche modo state procedendo in quella direzione. Il papà dell’ortoressia Steven Bratman ha studiato un auto test per capire il proprio comportamento alimentare. Non è scientifico, ma sicuramente può essere indicativo. Provate a verificare quante di queste 10 affermazioni vi appartengono:
  1. Spendere più di tre ore al giorno pensando al cibo.
  2. Organizzare il menù della giornata più di 24 ore prima
  3. Essere soddisfatti dal cibo più per quello che rappresenta che per il gusto
  4. La qualità della vostra vita è direttamente proporzionale alla qualità del cibo che mangiate
  5. Siete molto critici sugli alimenti di cui vi nutrite
  6. Mangiare sano migliora l’autostima
  7. Correggete tutte le vostre abitudini alimentari in nome della prevenzione
  8. La vostra dieta ha limiti sempre più severi
  9. Provate senso di colpa se non mangiate bene
  10. Mangiare correttamente significa avere un buon autocontrollo
  C’è un altro indizio spia nel caso dell’ortoressia: l’aspetto sociale. In generale le persone vittime di un disturbo alimentare tendono a isolarsi. Lo fanno anche gli ortoressici, perché non sopportano le persone che mangiano male, provano disgusto. I loro pasti diventano sempre più un rituale da consumare in solitudine. ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sui Disturbi alimentari?: Fame nervosa e Alimenti blocca fame - Pericolo dieting: quando la dieta diventa ossessione
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Dieta per combattere la stitichezza Fibre Leggi lo speciale stitichezza
  Si debbono incrementare minestre e minestroni, limitare i legumi che fermentano, utilizzare pane integrale verdure sia cotte che crude e frutta fresca e cotta (prugne secche, mele cotte e yogurt), bere inoltre almeno 10 bicchieri di acqua al giorno.
Combatti i trigliceridi con l'alimentazione Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto
Leggi lo Speciale sul Diabete mellito Hai i trigliceridi alti? Non sottovalutarli e cerca di mettere in discussione i tuoi stili di vita. I trigliceridi alti infatti devono essere combattuti principalmente con lo stile di vita e con l'alimentazione. Prima, però, meglio fare chiarezza.   Si parla spesso di trigliceridi e colesterolo, ma tu hai capito davvero di cosa stiamo parlando? Si tratta di una delle cause maggiori di malattie coronariche ed infarto. E' raro che i trigliceridi si alzino da soli: si accompagnano spesso ad alti livelli di colesterolo e al diabete. Solitamente dunque la persona che ha questi problemi è anche una persona in sovrappeso e presenta valori elevati di pressione arteriosa. Tutto ciò viene definito sindrome pluri-metabolica e, a lungo andare, potrebbe provocare problemi coronarici, infarti cardiaci ed arteriosclerosi. Ma per gli studiosi, nulla è invincibile.   Per combattere i trigliceridi dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. Innanzitutto bisogna ridurre la quantità di cibo per intervenire sulle riserve energetiche. Poi occorre lavorare sul menù settimanale. In Italia si tende a mangiare tanta pasta, almeno una o due volte al giorno. La pasta, però, è costituita da zuccheri complessi che il nostro intestino digerisce molto lentamente: per questo sarebbe meglio sostituirla con zuccheri semplici come quelli contenuti nelle patate. Al contrario bisognerebbe incrementare l'assunzione di legumi e verdure. Anche se i legumi vengono assorbiti lentamente dall'intestino, contengono una fibra vegetale preziosa per regolarizzare la funzionalità dell'intestino.   Sfatiamo poi un altro mito: non è vero che la frutta fa sempre bene. Chi soffre di trigliceridemia infatti potrebbe essere particolarmente sensibile alla frutta molto zuccherina (banane, uva, mandarini, fichi…) e al fruttosio che in alcuni soggetti stimola la produzione di trigliceridi. Bisogna inoltre scartare i grassi solidi presenti in alcune carni (bistecche, maiale, salame, prosciutto). Questi grassi solidi sono anche detti saturi (grassi cattivi) e sono il fattore principale per la produzione di trigliceridi.   Bisogna aumentare l'uso del pesce e ridurre invece quello dell'alcol che è spesso legato ad un aumento di colesterolo nel sangue. Infine non dimentichiamo una sana attività fisica. Lo sport, l'aerobica e il regolare movimento fisico infatti aiutano a bruciare trigliceridi e a normalizzare la loro presenza nel sangue. Basta poco dunque per aiutare il nostro cuore: la soluzione è cambiare lo stile di vita!   Maria Melania Barone
Stipsi: cos'è e come si manifesta FibreLeggi lo speciale StitichezzaLeggi lo Speciale Stress La stipsi, un disturbo funzionale della muscolatura intestinale che, non riesce a far progredire con regolarità la massa fecale lungo l’intestino, comporta una diminuzione della frequenza delle scariche ed un aumento della consistenza delle feci che, rimanendo più a lungo nel lume intestinale, si disidratano ulteriormente. In Italia a soffrire di stitichezza sono circa 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini. Dopo i 60 anni ne soffre circa il 40% della popolazione.   Con l’età infatti la muscolatura addominale si indebolisce, si beve poco, le abitudini alimentari possono diventare errate ed aumenta lo stress. Si parla di stitichezza quando lo svuotamento dell’alvo avviene con intervalli superiori a tre giorni.   Per definire però una situazione di stitichezza non ci si può basare solo sulle volte in cui si va al bagno, ma si debbono prendere in considerazione anche altri fattori come:
  1. stimolo assente o raro,
  2. sensazione di incompleto svuotamento,
  3. la necessità di rimanere a lungo nel bagno,
  4. la presenza di eventuali dolori addominali.
  Quando qualcosa nell’intestino non va, si manifesta gonfiore addominale, digestione pesante e laboriosa, stipsi o diarrea. Per superare questi problemi è importante mantenere correttamente la microflora intestinale, 100.000 miliardi di batteri distribuiti variamente lungo il lume intestinale. La microflora infatti:
  1. interviene nei processi digestivi;
  2. partecipa alla sintesi di vitamine tra cui B2,B6,B12 e K;
  3. è una delle prime nostre linee di difesa, è infatti una barriera contro la penetrazione di virus, batteri e tossine;
  4. stimola le difese immunitarie;
  5. produce sostanze antimicrobiche.
  Se si rompe l’equilibrio dell’ecosistema microbico si hanno eccesso di gas con gonfiore e flatulenza,infiammazioni intestinali, colite ed anche cistiti e vaginiti ecc..   Le cause di queste alterazioni possono essere diverse :  
  1. alcoolici,
  2. farmaci come antibiotici,
  3. dieta carente di fibra,
  4. stress prolungati.
  Per fare del bene al nostro intestino si debbono assumere dei probiotici per uno,due mesi al fine di ripristinate l’eubiosi, per mantenerlo in buone condizioni sono sufficienti dei cicli di 15 giorni ogni mese o mese e mezzo.   Questi fermenti debbono però essere gastro-resistenti ed essere assunti in concentrazione adeguata.   Occorre anche fare attenzione al tipo di probiotico che si assume, nei bambini e negli anziani è da privilegiare l’assunzione di bifidum.   Qualunque variazione dei ritmi abituali si ripercuote in genere sulla funzionalità intestinale, stimolandola o riducendola fino a bloccarla.   Quali sono le caratteristiche della stipsi?
  1. il rallentamento della funzione intestinale
  2. la riduzione della frequenza delle evacuazioni
  3. aumento della consistenza delle feci
a volte è accompagnata da altri sintomi,
  1. lingua ricoperta da una patina bianca
  2. alito cattivo
  3. inappetenza
  4. difficoltà digestive
  5. pancia gonfia con presenza di gas (meteorismo)
  6. a volte mal di testa, nausea e dolori addominali
Purificare l’Intestino e ritrovare Benessere Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Colite
Leggi lo speciale Stitichezza

Leggi lo speciale Fermenti Lattici   Ma perchè è così importante purificare l'intestino? Molti sottovalutano le diete purificatrici, eppure è importante mangiare alimenti che ci sgonfino dai gas o eliminino le tossine accumulate e che non riusciamo ad espellere. Questo ci farà sentire più leggeri e difenderà la mucosa intestinale dalle lesioni, salvaguardando anche il colon.
L'intestino è la chiave del nostro benessere, ci hai mai fatto caso? Più fai attenzione a purificarlo e più ti sentirai rigenerata ed in forma! Infatti un intestino sano assorbe tutte le componenti nutrizionali dei cibi. Un intestino poco sano invece è caratterizzato da disturbi intestinali inizialmente non troppo preoccupanti, ma che possono diventare cronici. Tra questi annoveriamo stitichezza, meteorismo e cattiva digestione.   In realtà non dobbiamo sottovalutare la flora intestinale. Se nel nostro intestino vi è una flora intestinale alterata non potranno essere assorbiti al meglio i sali minerali, gli oligoelementi o i nutrienti essenziali contenuti nei cibi. E allora come fare perché questi siano assorbiti al meglio? Il primo consiglio è sicuramente quello di assumere cibi facilmente assimilabili come le fibre associate però ad una grande quantità di acqua e vitamine.   In particolar modo dobbiamo fare molta attenzione ad assumere cibi ricchi di magnesio e zinco che aiutano la vitalità della flora batterica intestinale oltre che il tratto superiore dell'intestino. Ma dove trovare magnesio e zinco? Sicuramente nella frutta e verdura: mele, pere uva, ben masticate o anche sotto forma di succhi o frullati, zucche, zucchine, i cuori di palma. Lo yogurt o il latte acido (Butter milk) può aiutare a superare la stitichezza e ad espellere le tossine dal tratto intestinale. Ma non serve a nulla mangiarne solo 50 grammi, la porzione ideale per un adulto è di 250 grammi al giorno e soprattutto è importante assumerlo lontano da altri pasti.   Per contrastare episodi di meteorismo, colite spastica ed episodi alternati di stitichezza e diarrea è fondamentale il riso selvatico sempre associato ad alte dosi di proteine nobili ed aminoacidi. Facendo dunque moltissima attenzione all'alimentazione specifica dell'intestino potrete contrastare la vostra stanchezza cronica, assicurandovi un sistema immunitario davvero forte!   Maria Melania Barone .................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sull'alimentazione? Combattere la stitichezza - Prebiotico e prebiotici
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Prebiotico e prebiotici Fibre Leggi lo Speciale su: Fermenti Lattici   Si tratta di alimenti che non sono digeriti nell'intestino tenue e, nell'intestino crasso, stimolano la crescita e l'attività di batteri benefici, come il BIFIDOBACTERIUM e i lactobacilli. Vi appartengono: pane, pasta, patate, germe di grano, soia e le fibre (ad es.,l'inulina contenuta nella cicoria, nei carciofi, negli spinaci, nella cipolla e nell'aglio). La combinazione di probiotici e prebiotici (come avviene nei simbiotici) è particolarmente efficace per il riequilibrio della flora intestinale.   Anche le fibre, non digeribili dagli enzimi del nostro apparato digerente, contribuiscono al benessere dell'intestino e quindi dell'intero organismo perché, non essendo digerite e non avendo valore nutritivo, nel loro percorso attraverso il tubo digerente producono diversi effetti:  
  1. regolano la funzione intestinale sia in caso di stipsi sia di feci troppo liquide;
     
  2. aumentano la massa e l'idratazione della massa fecale, che transita quindi più agevolmente lungo il lume intestinale; 
     
  3. stimolano i movimenti peristaltici dell'intestino;
     
  4. esercitano un'azione detossificante grazie all'aumento della velocità di transito che contribuisce ad espellere le tossine; 
     
  5. sono un ottimo substrato di crescita (almeno per alcune di esse) per la microflora intestinale, favorendo l'EUBIOSI.
  Le fibre dovrebbero rientrare nella dieta come componenti essenziali in quantità di 30 g. al giorno. Si classificano in FIBRE SOLUBILI e FIBRE INSOLUBILI secondo il loro comportamento in acqua: a) quelle solubili, utili anche in caso di mucose intestinali infiammate, si trovano nella frutta (mele ed agrumi), in alcuni cereali (avena), nei legumi, nei semi del genere PLANTAGO, della famiglia delle LINACEE, e nella radice della cicoria.   Le fibre solubili assorbono acqua e formano un gel molto denso che favorisce la formazione di feci morbide e tengono in allena- mento il colon. Il loro uso non ha pressoché controindicazioni, tranne che per coloro che presentano diverticoli con pareti molto sottili;   b) quelle insolubili si trovano nei cereali integrali, nella crusca di frumento, nella segale, nel riso integrale e nelle verdure in genere, ed esercitano uno stimolo per la peristalsi.   Se assunte in quantità massicce e per lunghi periodi, possono essere lievemente irritanti per l'intestino. .................................................................................................................................. Vuoi saperne di più sulla pancia? Leggi: Come combattere la stitichezza - Rimedi naturali per la stitichezza Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Fibre
Vitamina B12 per la salute del feto Gravidanza Recenti studi hanno dimostrato come una carenza di vitamina B12 possa influire negativamente sulla formazione del feto. La vitamina B12 infatti è importantissima in questa delicatissima fase e la sua costante assunzione si potrà riscontare sin dai primi mesi di vita del nascituro, così come la sua carenza.   La carenza di vitamina B12 infatti può predisporre ad una serie di effetti congeniti come quelli del tubo neurale, dalla spina bifida all'anencefalia. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista “Pediatrics” e svolto dai ricercatori del Trinity College di Dublino e del National Institute of Health americano.   Che la carenza di questa importante vitamina comportasse rischi per il nascituro è cosa ormai risaputa, ma i ricercatori hanno voluto valutarne effettivamente i rischi. Ad essere colpiti maggiormente dai difetti del tubo neurale sono il cervello e il midollo spinale. Alla vitamina B12 bisogna associare anche l'assunzione di acido folico.   I ricercatori lanciano questo avvertimenti soprattutto alle donne vegetariane, perché pochi sanno che questa è la categoria più esposta a complicanze durante il periodo della gestazione. Sono proprio gli alimenti di origine animale infatti ad essere ricchi di vitamina B12.   Inoltre anche i problemi intestinali causano problemi nell'assorbimento di minerali e vitamine.   I ricercatori hanno esaminato tre gruppi di volontarie: il primo formato da 95 donne incinte a cui era stato diagnosticato un difetto del tubo neurale nel feto; nel secondo gruppo erano comprese 107 mamme di un bimbo nato con una malformazione del tubo neurale e ora incinte di un feto sano; del terzo gruppo facevano parte 76 signore con le caratteristiche del primo gruppo, ma provenienti da un altro studio clinico.   Gli studiosi hanno riscontrato che in tutti i gruppi i livelli di folati e di vitamina B12 erano inferiori a quelli di madri incinte di bimbi sani. Dai risultati emerge che le donne con meno di 250 ng/ml di vitamina B12 prima della gravidanza corrono un rischio da 2,5 a 3 volte maggiore di partorire figli con difetti del tubo neurale rispetto alle donne con alti livelli di vitamina B12. Invece il rischio di difetti congeniti è di 5 volte superiore nelle donne che assumono meno di 149 ng/ml.   Ma se sei incinta e temi di non aver assunto abbastanza vitamina B12 ed acido folico, non temere, perchè basta intervenire tempestivamente e rivolgersi al medico per avere consigli specifici e misurati alle proprie esigenze.   Maria Melania Barone ....................................................................................................................................................
Vuoi saperne di più sulle vitamine? Dieta in gravidanza - La carenza di vitamina b12 può causare spina bifida

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Pesce fritto e rischio di ictus Alimentazione CorrettaLeggi lo Speciale Ictus Consumare pesce fa bene alla salute, ma questo lo sapevamo già. Quello che, invece, non sapevamo è che se il pesce è fritto non solo perde quelle caratteristiche nutrizionali che lo rendono salutare (la frittura, infatti, deteriora gli acidi grassi omega 3), ma addirittura può risultare nocivo e, in particolare, potrebbe incrementere il rischio di ictus. È il risultato di uno studio condotto ad Atlanta, ossia in quella zona degli Stati Uniti chiamata stroke belt (cintura dell’ictus), proprio in virtù dell’elevata incidenza di questa patologia. Lo studio, pubblicato lo scorso dicembre da Neurology, la rivista americana dell'American Academy of Neurology, ha messo in relazione la prevalenza della patologia con l’abitudine di consumare pesce fritto.   L’American Heart Association (AHA), d’altro canto, consiglia due o più pasti a base di pesce durante la settimana; ovviamente, a patto che non sia fritto.   Vediamo, quindi, due ricette gustose che potremmo preparare per mangiare del buon pesce senza friggerlo.   Pesce alla gallipolina
  Questo modo di preparare il pesce, tipico del Sud Salento e, in particolare, di Gallipoli, va bene per tantissini tipi di pesce, dalla seppia al filetto di merluzzo, dalla triglia alla coda di rospo.
Ingredienti. Filetto di merluzzo (o anche altro tipo di pesce), aglio, prezzemolo, pan grattato, sale, pepe, olio extravergine di oliva.   Procedimento. Prendere il filetto di merluzzo e sciacquarlo. Tritare uno spicchio d’aglio (o anche due, a seconda dei gusti e della quantità di pesce che volete preparare), con un ciuffo di prezzemolo. Aggiungere 2-3 cucchiai di pan grattato, sale e pepe. Mescolare il tutto. Intingere il pesce in olio extravergine di oliva e, immediatamente dopo, impanarlo con l’intingolo preparato precedentemente. Posare i filetti sulla griglia ben calda e farli cuocere da ambo i lati.   Alternativa. Preparare il pesce allo stesso modo, ma cuocerlo in forno a 180 gradi per circa 20 minuti. In questo caso, aggiungere un filo di olio anche sul fondo della teglia. Questo tipo di preparazione si può fare anche con i filetti di merluzzo surgelato.   Seppie ripiene

Ingredienti. Seppie, pane raffermo, pan grattato, aglio, prezzemolo, olio extravergine di oliva, un pizzico di sale.
Procedimento. Pulire e lavare accuratamente le seppie. Tenere le sacche intere e tagliare a pezzetti i tentacoli. Preparare un ripieno con tentacoli, pan grattato, pane raffermo, aglio e prezzemolo. Mettere un filo d’olio sulla teglia. Poggiarvi le sacche e riempirle con il composto precedentemente preparato. Aggiungere un filo d’olio. Cuocere in forno a 180 gradi per 20 minuti circa. Alternativa. Se lo gradite, potete anche aggiungere una spolverata di pecorino.   Margherita Russo ............................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sull'arteriosclerosi? Leggi: Il vino senza alcol: vantaggi e svantaggi - Il colesterolo blocca tumori   Articoli correlati per keyword: Salute - Prevenzione malattie
Fermenti lattici e Stitichezza FibreLeggi lo speciale Stitichezza
Leggi lo speciale Fermenti Lattici   La Stitichezza che non è una malattia ma un sintomo, è provocata da un transito intestinale anomalo con scarsità di feci (per volume e frequenze) spesso difficili da espellere. La permanenza dei materiali fecali all'interno dell'intestino per un periodo di tempo superiore a 24 ore può causare fenomeni di autointossicazione per assorbimento di sostanze tossiche che dovrebbero invece essere eliminate con le feci.   Tra i motivi della stitichezza:   - Disturbi funzionali (colon irritabile)    - Lunga permanenza a letto   - Uso di farmaci (antidepressivi, tranquillanti, lassativi… ecc)    - Inadeguata assunzione di fibre   - Scarso esercizio fisico   - Malattie gastrointestinali   - Ridotta flora intestinale   La stipsi può presentarsi solo per un breve periodo come conseguenza di situazioni momentanee (interventi chirurgici, viaggi, malattie… ) o essere dovuta ad un intestino pigro, problema che si può controllare adeguando dieta e stile di vita.   Può essere causata da:   - colon irritabile che può causare stipsi o diarrea e un'alternanza dei due disturbi    - farmaci   - diverticolosi   - gravidanza   - emorroidi   o da una vera e propria ostruzione meccanica legata a cause anatomiche diverse, come il rettocele (cioè un'eccessiva dilatazione dell'angolo rettale) o il prolasso rettale.   Per curare la stitichezza si deve bere di più, adottare una dieta ricca di frutta (kiwi) e di verdura, risulta altresì utile l'integrazione con lattobacilli che, aumentando l'acidità del tratto intestinale, determinano un aumento della peristalsi (attività di contrazione ritmica dell'intestino) che fa progredire la massa fecale. Le persone anziane in particolare soffrono spesso di stitichezza cronica, per abuso di lassativi; studi recenti hanno evidenziato che un regime probiotico a base di L. ACIDOPHILUS, BIFIDUM e L. BULGARICUS associati a 200 ml di latte giornalieri combattono efficacemente la stipsi.   Se la stitichezza è associata a dolori nella parte bassa dell'addome, nausea, febbre e diarrea può trattarsi di DIVERTICOLITE, un'infiammazione dei diverticoli; in tal caso bisognerà seguire la terapia antibiotica prescritta dal medico, aumentare il consumo di acqua e aggiungere più fibra alla dieta.
Perchè si parla di Colesterolo buono e Colesterolo cattivo? Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
Leggi lo Speciale sul Colesterolo alto

Si tratta di una semplificazione per indicare il complesso lipoproteico che contiene il colesterolo. Il colesterolo totale infatti non misura la semplice molecola lipidica di colesterolo, ma il composto che lo contiene.   La proteina che avvolge i grassi non è sempre la stessa:
  • Le LDL, una classe di lipoproteine a bassa densità, rivestono il colesterolo diretto dal fegato ai diversi organi e tessuti; qualora il colesterolo non venga prelevato, le LDL restano nel circolo ematico e, soprattutto per ossidazione dei radicali liberi, possono subire delle alterazioni, alle quali segue spesso una reazione infiammatoria che è all’ origine della placca ateromatosa. Vengono denominate colesterolo cattivo.
  • Le HDL, lipoproteine ad alta densità, rivestono il colesterolo che va dai tessuti al fegato, organo che lo metabolizza per smaltirlo, e sono indicate come colesterolo buono.
  E’ quindi il rivestimento proteico che conferisce alle lipoproteine un significato protettivo o di rischio cardiovascolare.   Ma per capire meglio, facciamo un passo indietro e spieghiamo cosa sono le Lipoproteine.   Le lipoproteine, particelle microscopiche di forma sferica che circolano nel sangue, sono formate da grassi (colesterolo e trigliceridi) e proteine. Questi composti si possono suddividere in 5 grandi classi: CHILOMICRONI, VLDL, IDL, LDL, HDL, che ne riflettono la diversa composizione relativamente alla loro densità.   I grassi non si sciolgono nel sangue, perché questo è costituito per il 55% di acqua, e vengono quindi trasportati dalle “Lipoproteine”, che al pari di una calamita hanno una doppia polarità: all’esterno, si trova la loro parte che ha affinità con l’acqua (idrofila), e che permette al composto di restare disciolto nel sangue, mentre all’interno vi è la parte lipofila, che ha affinità per i grassi (colesterolo e trigliceridi).   Vuoi saperne di più sul colesterolo HDL e LDL? Leggi la Guida Colesterolo e Trigliceridi - Colesterolo e Dieta: cerchiamo di fare chiarezza   Articoli correlati per keyword: Alimentazione - Educazione Alimentare
Intolleranza al lattosio e fermenti lattici Allergie e IntolleranzeLeggi lo Speciale: Calcio, Fosforo e Vitamina D
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  Dopo i primi anni di vita, l’enzima che scinde il lattosio – la lattasi – può non essere più sintetizzata dall’organismo, in questo caso il lattosio assunto con l’alimentazione passa indigerito attraverso l’intestino. Elevate quantità di lattosio provocano gonfiore,sensazione di pienezza, tensione addominale, crampi, meteorismo e talvolta feci scomposte. Nel colon il lattosio può essere fermentato da parte della microflora con produzione di idrogeno ed acidi organici ( ad es. acido lattico).   Gli individui che anche in età adulta conservano l’attività della lattasi si definiscono lattasi persistenti. In genere l’intolleranza al lattosio non si manifesta alla prima minima quantità che entra a contatto dell’organismo, ma esiste un valore soglia oltre il quale si manifestano i disturbi, per cui non serve eliminare tutto il lattosio dalla dieta, ma occorre individuare la quantità massima di lattosio tollerato. Il lattosio oltre che nel latte è presente nello yogurt, nella panna, nel burro, nella mozzarella, nei formaggi fusi, in alcuni tipi di salumi, in prodotti alimentari industriali, negli integratori alimentari.   Esistono in farmacia degli integratori che contengono lattasi, gli enzimi deputati a scindere il lattosio, che diminuiscono l’intolleranza dell’individuo; i fermenti lattici poi, oltre a non avere nessuna controindicazione per le persone intolleranti al lattosio, aiutano anche l’organismo a digerirlo.   L’eliminazione del latte e dei suoi derivati dalla dieta può provocare una significativa riduzione del calcio disponibile, per cui si dovrebbe assumere calcio con integratori oppure privilegiare nella dieta cibi ricchi di calcio. La capacità di un individuo di metabolizzare il lattosio si può accertare con il “breath test”, in cui si somministra lattosio, che, fermentato dalla microflora intestinale, produce idrogeno ; questo viene rilevato nell’aria espirata in quanto il suo quantitativo aumenta a seconda appunto dela capacità metabolica del soggetto.   Dott. Andrea Ielmini - Farmacista ................................................................................................................................................. Vuoi saperne di più su intolleranze e fermenti lattici? Leggi L'Acidophilus nell' intolleranza al lattosio
Carciofi: benessere dal Nord Africa Vitamine I carciofi sono buonissimi e fanno bene all'organismo. Come tutti gli ortaggi del resto… Ma il carciofo è uno degli ortaggi più amati dalla cucina italiana e si è diffuso rapidamente, dal Nord Africa in tutto il mondo.   Una simpatia diffusa, forse per la sua bontà, forse perché fa bene o forse perché più che un ortaggio è un fiore, diverso dai fiori che conosciamo, ma ha una sua bellezza. É proprio il fiore del carciofo la parte commestibile. Il carciofo è una vera e propria riserva di elementi preziosi per l'organismo. É una riserva di ferro ed ha un buon valore nutritivo. Tra gli elementi preziosi in esso contenuti spiccano in particolare potassio, sodio, fosforo, calcio e vitamine A, B1, B2, C, PP, acido citrico ed acido malico, tannini e zuccheri anche se non in quantità tali da spaventare i diabetici.   Ma a cosa fa bene il carciofo?
  Le qualità del carciofo si vedono dentro e fuori il nostro corpo. É tonico, stimola il fegato e discioglie i calcoli renali. Inoltre calma la tosse e aiuta a purificare il sangue. É importantissimo per la flora intestinale perchè contiene inulina, una sostanza che aiuta la proliferazione dei bifidobatteri. Il carciofo inoltre contiene in grandi quantità anche dei composti fenolici che favoriscono la diuresi renale e regolamentano la secrezione biliare. I polifenoli si mantengono anche dopo la cottura e rendono il carciofo uno degli alimenti più nobili perché ricco di questi antiossidanti, che hanno un potere antitumorale come ricorda uno studio pubblicato sulla rivista “Nutrition and Cancer”, dove si ricorda che i polifenoli interferiscono con l'ossidazione indotta dai radicali liberi che inducono la trasformazione tumorale.   Ma non è finita! Il carciofo è anche un alimento dimagrante. Non tutti sanno infatti che, se mangiato prima dei pasti, può aiutare a bloccare il senso di fame. Inoltre può anche essere consumato crudo con del limone o altri condimenti che aiutano a renderlo più gradevole in quanto il carciofo crudo è davvero amaro. Importante però è consumare carciofi freschi in cui il gambo si spezzi ma non si pieghi.   Gli steroli in esso contenuti aiutano a ridurre il colesterolo cattivo. Inoltre potrai mangiarne in abbondanza grazie alle sue 22 calorie ogni 100 grammi. Fanno bene anche alle donne in dolce attesa perché il carciofo contiene acido folico in abbondanza. I suoi benefici dunque sono davvero infiniti… Cosa aspettiamo allora a sbizzarrirci con geniali ricette della cucina italiana?   Maria Melania Barone ................................................................................................................................................ Vuoi saperne di più sulle vitamineGli ortaggi multicolor dalle proprietà miracolose - Acerola: una fonte ricchissima di vitamina C Articoli correlati per keywords: Alimentazione - Vitamine
Ricette per riciclare avanzi natalizi Ricette Spesso, dopo il periodo natalizio, ci rimane in casa qualche prodotto tipico: un pandoro, un torrone, un cotechino… e non vorremo buttarlo via, ma magari non abbiamo più tanta voglia di mangiarlo. Come possiamo riciclare questi alimenti per consumarli in maniera diversa dal solito e quindi più invitante?   Pandoro e panettone. In realtà, si tratta di due prodotti che, se anche avanzano, si consumano in genere senza troppi problemi. Possono, infatti, sostituire biscotti e brioche a colazione o anche diventare una merenda. Il pandoro classico, poi, si presta anche a essere usato come base per dolci al cucchiaio; basta affettarlo, bagnarlo un po', magari con cappuccino o con un liquore, e farcirlo con crema a piacere. Certo, però, in questo modo diventa un attentato alla linea. Il consiglio è: se ti è rimasto un pandoro o un panettone, consumalo preferibilmente a colazione, senza esagerare nelle quantità. Se, invece, non ne hai più in casa, non farti tentare dai prezzi promozionali con cui vengono venduti nei negozi in questo periodo. Ricorda che si tratta di dolci molto ricchi di grassi e calorie.   Torrone. Si presta particolarmente alla preparazione di semifreddi. Ecco una ricetta, molto semplice da realizzare.   Semifreddo al torrone e caffè
  Ingredienti: 4 uova intere 400 ml di panna fresca 120 g di torrone 100 g di zucchero 1 cucchiaino di polvere di caffè.   Procedimento: tritare finemente il torrone, prima con un coltello, poi nel mixer. Montare i tuorli con lo zucchero. Incorporare il torrone tritato e la polvere di caffé. Montare la panna e incorporarla lentamente al composto, ponendo attenzione a non farla smontare. Montare gli albumi a neve e incorporare anche questi, delicatamente. Riempire 4 stampini e riporre in freezer per almeno 4 ore. Servire con cioccolato fuso o con panna montata. Se non ti è rimasta una quantità di torrone sufficiente per realizzare questo semifreddo, potresti usarlo per arricchire la farcitura di una torta, magari aggiungendolo alla crema pasticcera, dopo averlo sbriciolato ovviamente; oppure puoi utilizzarlo per accompagnare un dolce al cucchiaio, per esempio un budino o una pallina di gelato alla vaniglia, sempre, dopo averlo tritato finemente.   Cotechino. Chi ha detto che si può mangiare solo a Capodanno? Certo, si tratta di un alimento a elevato contenuto di grassi e non bisogna esagerare, ma se te n’è avanzato uno, potesti servirlo come secondo piatto, accompagnato da un puré di patate, da patate al forno o lesse, oppure da una semplice insalata di lattuga. In alternativa potesti utilizzarlo per realizzare un primo piatto che, essendo particolarmente ricco, è indicato a diventare una pietanza unica. Ecco una ricetta.
Gnocchi di patate con zucchine e cotechino
  Ingredienti per 4 persone: 800 g di gnocchi di patate 1 cotechino piccolo 2/3 zucchine di media grandezza Cipolla Parmigiano Olio extravergine di oliva
Procedimento: far soffriggere la cipolla nell’olio e aggiungere le zucchine tagliate a rondelle. Quando saranno cotte, aggiungere anche il cotechino, precedentemente cotto, sbudellato e tritato grossolanamente. Condire gli gnocchi, spolverare con parmigiano e servire. Alternativa. Puoi usare funghi al posto delle zucchine. In quel caso, sostituisci la cipolla con uno spicchio d’aglio, che toglierai dopo averlo fatto soffriggere. Se vuoi creare tu un personalissimo primo piatto per riciclare un cotechino, tieni presente che si può abbinare anche ai piselli o alla verza.   Margherita Russo
Lactobacillus Bulgaricus Alimentazione Corretta Leggi lo speciale Fermenti Lattici
Il Lactobacillus è un genere di micro-batterio benefici che vivono nel corpo umano e sono solitamente presenti nei tratti gastrointestinali e nella vagina. Anche se costituiscono solo una porzione relativamente piccola della flora intestinale, aiutano a trasformare il lattosio e altri zuccheri in acido lattico. Ne esiste un certo numero di ceppi diversi, e il bulgaricus è uno di essi. Il Lactobacillus bulgaricus si può trovare nello yogurt e in alcuni formaggi a pasta molle.   Storia. C'è una leggenda bulgara che racconta di un giovane pastore che vegliava il suo gregge nella catena montuosa dei Balcani. La storia racconta di come le capre producessero così tanto latte che il ragazzo non aveva abbastanza recipienti per contenerlo. Così, per non sprecare il latte, fece un sacco di pelle di agnello e vi mise il latte. La mattina seguente scoprì che il latte si era trasformato in yogurt. Ciò si sarebbe verificato a causa del contenuto di Lactobacillus bulgaricus.   Importanza. Il primo a scoprire che il Lactobacillus bulgaricus ha dei benefici salutari è stato il biologo bulgaro Stamen Grigorov nel 1905, quando lo isolò da colture di yogurt. Grigov dimostrò che il Lactobacillus portava benefici nel trattamento e nella prevenzione di una serie di malattie, quali tubercolosi, ulcere e affaticamento.   Lactobacillus bulgaricus e yogurt Oggi il Lactobacillus bulgaricus è una delle numerose specie di batteri comunemente utilizzati per la produzione di yogurt. Nel processo di produzione dello yogurt, il Lactobacillus bulgaricus si nutre di latte e produce acido lattico. I batteri contribuiscono a scomporre l'enzima lattasi nell'intestino e possono aiutare la digestione.   Funzione Il Lactobacillus bulgaricus aiuta il corpo a scomporre alcuni enzimi come il lattosio; questo può facilitare il processo digestivo, in particolare per le persone che sono intolleranti al lattosio. I batteri amici contribuiscono anche a promuovere la crescita di altri batteri benefici e aiutano a mantenere sano il sistema immunitario. Può anche aiutare l'organismo a metabolizzare i lipidi e a mantenere sani livelli di colesterolo. Poiché il Lactobacillus bulgaricus ha proprietà antibiotiche, può aiutare a prevenire le infezioni e la proliferazione di microrganismi patogeni nell'intestino.   Integratori di Lactobacillus bulgaricus Oltre ai benefici del Lactobacillus bulgaricus che si ottengono da alcuni tipi di yogurt, sono disponibili anche degli integratori sotto forma di bevande probiotiche. Le bevande probiotiche e gli integratori contengono batteri benefici vivi. Le bevande probiotiche più apprezzate includono anche i benefici extra di frullati di frutta come la yucca, la papaia, il mirtillo e l'amarena. Il Lactobacillus bulgaricus è a volte combinato con il Lactobacillus acidophilus in compresse probiotiche.
Fermenti lattici e vitamine: un mix vincente Alimentazione Corretta Leggi lo speciale Fermenti lattici   Parleremo, omettendone il nome per evitare pubblicità, di un integratore di fermenti lattici e vitamine molto completo venduto in formato liquido. Perché completo? Prima di tutto perché contiene una buona varietà di fermenti, ognuno con la sua propria attività specifica e poi perché la presenza di vitamine potenzia l'effetto complessivo.   Vediamo da vicino i principali fermenti presenti, Lb sta per lactobacillus Bifidobacterium agisce in sincronia con le vitamine del gruppo B in quanto ne migliora l'assorbimento; crea un effetto barriera e grazie al suo contributo in beta-galattosidasi, che è un enzima, riduce l'intolleranza al lattosio; Lb. Salivarius aiuta a metabolizzare al meglio le proteine, agisce da rapido ricolonizzatore gastrico, migliorando il processo digestivo generale, è ottimo in caso di flatulenza e brontolii intestinali, sintomatici di una cattiva digestione; Lb. Casei stimola il sistema immunitario e sembra avere una buona attività preventiva su alcune patologie come l'artrite e disturbi come le intossicazioni alimentari e l'attacco da agenti patogeni; Lb. Sporogenes è assolutamente gastroresistente, termoresistente e le sue spore aderiscono perfettamente all'epitelio gastrico, risulta molto utile prima di iniziare una terapia antibiotica; Lb. Acidophilus è anch'esso gastroresistente e ricolonizza velocemente, sembra avere un'azione immunostimolante.   Si diceva che in questo integratore ci sono altri ingredienti che coadiuvano l'azione dei fermenti stessi come il miele, ottimo apportatore energetico, molto valido nei casi di disbiosi cioè di alterazione della flora batterica intestinale. La presenza di vitamina C è molto importante vista la sua gamma di azione: mantiene l'elasticità dei capillari, migliora l'assorbimento del ferro, previene le infezioni dell'apparato urinario, blocca la produzione e la circolazione delle nitrosammine, che sono sostanze cancerogene. Inoltre contribuisce alla produzione di emoglobina e dei globuli rossi nel midollo osseo. ................................................................................................................................................................... Vuoi saperne di più sullo yogurt? Leggi: La cura dei fermenti lattici - Pancia sgonfia con lo yogurt
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Olio di Pesce e problemi cardiaci Educazione AlimentareLeggi lo Speciale sui Trigliceridi
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  Si sente spesso parlare dell’olio di pesce, nei contesti più vari, andiamo a vedere esattamente di cosa si tratta. La peculiarità dell’olio di pesce, in particolare dell’olio che si ottiene dai cosiddetti pesci azzurri, quali sardine, sgombri, acciughe, salmoni, tonni, è quella di essere assai ricco di un gruppo di acidi grassi polinsaturi, tra cui l’acido alfa linolenico (o ALA), l’acido eicosapentaenoico (o EPA), l’acido docosaesaenoico (o DHA), noti anche come omega 3. Sono presenti in quantità minore anche in altri abitanti del mare, quali pesce spada, merluzzo, crostacei ma in misura assai minore. Gli omega 3 sono anche presenti in natura, negli oli di lino, oliva, girasole, nella soia, nei legumi. Uno studio condotto su una popolazione di eschimesi della Groenlandia, i quali si nutrono quasi esclusivamente di pesce crudo, ha evidenziato la scarsissima incidenza di malattie cardio vascolari, da qui la comunità scientifica ha iniziato a prenderli in seria considerazione.   Gli acidi grassi omega 3, in particolare i due tipi più attivi (EPA e DHA) sono indicati principalmente per ridurre gli alti livelli di trigliceridi nel circolo sanguigno. Un’altra indicazione importante è la prevenzione di eventi cardiovascolari in soggetti a rischio oltre all’utilizzo per diminuire l’attività coagulante del sangue, in quanto diminuiscono l’aggregazione piastrinica; hanno attività anche nella diminuzione della pressione arteriosa; hanno altresì attività antiaritmica, e vi è una evidenza limitata per l’uso nell’angina ed evidenze non del tutto convincenti per l’utilizzo nell’asma.   Altra attività importantissima degli acidi grassi omega 3 essenziali è lo sviluppo del cervello nel neonato e la partecipazione al metabolismo delle membrane cellulari, di cui concorrono a sintetizzare i fosfolipidi che le costituiscono; hanno anche attività antinfiammatoria, che effettuano interferendo nella sintesi di prostaglandine; si pensi che l’aspirina, il farmaco antinfiammatorio più conosciuto, a sua volta interviene inibendo una famiglia di prostaglandine infiammatorie.   L’assorbimento degli omega 3 avviene a livello dell’intestino, da lì attraverso il circolo linfatico passano a quello sistemico attraverso il quale vengono trasportati ai vari tessuti dell’organismo.   Uno studio denominato GISSI prevenzione, condotto per 42 mesi su più di 11000 pazienti con infarto miocardico pregresso, ha dimostrato che l’utilizzo di una dose giornaliera di almeno di 1 g di EPA e DHA difende sensibilmente dal ripetersi dell’evento, riducendo quindi la mortalità. Non sono stati rilevati effetti avversi tranne che, in qualche caso, lievi disturbi gastrointestinali.   Il servizio sanitario nazionale infatti li ha convenzionati nei casi di persone a rischio cardiovascolare. In qualche caso, la somministrazione di olio di pesce può interferire ad esempio con l’aspirina, o con altri FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), con aumentata frequenza