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Prevenzione malattie
Strategie anti-infarto di lunga durata
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Dai Quaderni del Ministero della Salute le linee guida ottimali per le patologie cardiovascolari: dentro ci sono controllo dei fattori di rischio e gradualità delle cure. Spunta, inoltre,una novità per scoprire le placche più rischiose
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Il Ministero della Salute ha fissato gli Standard di cura migliori per le patologie cardiovascolari, che dovranno presto essere uniformi sul territorio nazionale. Si tratta di strategie a lungo termine per prevenire il rischio di infarto cardiaco, ma anche per assistere il paziente dopo l’infarto riducendone i fastidi. Nei prossimi quindici giorni tutti gli standard verranno elencati nei Quaderni del Ministero della Salute, ovvero dei documenti che dovrebbero diventare delle linee guida in merito alla salute dei cittadini, pensati anche, in seguito, per l’oncologia, le stroke unit, le patologie odontoiatriche, i problemi degli anziani e il diabete.
Una squadra di esperti dell’ Università Tor Vergata di Roma sarà a capo del progetto. Nei Quaderni ci si concentra soprattutto sul maggior controllo dei fattori di rischio, sulle cure per l’infarto attraverso il rinforzo delle unità coronariche e sulla gradualità delle cure. In questo contesto, il paziente viene assistito in prima persona dal cardiologo, fino alla riabilitazione, senza che ci sia una frammentazione del percorso assistenziale. Oggi, infatti, in caso di infarto, si tende in alcune regioni a praticare cure intensive in strutture polifunzionali in cui il cardiologo interviene solo come consulente. L’ infarto è causato da un accumulo di grasso all’interno delle arterie coronarie, che dà vita all’ ateroma che, rompendosi, forma un coagulo nella ferita o trombo, che causa il blocco dell’arteria.
Le malattie cardiovascolari in Italia sono la prima causa di morte con 250mila decessi annui, anche se, grazie alla prevenzione e alle cure, dal 1980 al 2000 i decessi si sono ridotti parecchio. Una novità interessante, infine, è costituita dall’ uso di infrarossi per scoprire le placche più rischiose, con una tecnica chiamata Oct, Optical coherence tomography, usata in oftalmogia, ma anche nel restauro. E’ stata presentata al congresso di cardiologia Live Ivus a Siena e serve a localizzare le placche aterosclerotiche prossime alla rottura, causa principale dell’ infarto e dell’ angina pectoris.
Andromeda Aliperta
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