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Igiene intima e sessualità: l'esperto risponde


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Il Dott. Agostino Menditto, in un’intervista esclusiva per BenessereVillage.it, risponde ad alcuni interessanti quesiti su sesso, rapporti orali, infezioni e malattie veneree, pillola del giorno dopo, Pap test e molto altro.

 

Nonostante il sesso non sia più considerato un tabù, qualcosa di cui non si può parlare o un argomento “sporco” e scabroso, come accadeva fino a qualche decina di anni fa, numerosi sono i dubbi ed i quesiti che possono sorgere relativamente a questo argomento.

 

Infezioni a carattere sessuale, pillola del giorno dopo, sesso orale, tumori dell’apparato riproduttivo, Pap test: questi e molti altri sono i temi che abbiamo deciso di trattare insieme al Dott. Agostino Menditto, Specialista in Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Evangelico Villa Betania di Napoli, che ha rilasciato un’intervista esclusiva per BenessereVillage.

 

Dott. Menditto, è vero che praticando sesso orale ci si può ammalare di cancro?

 

“Recenti studi hanno messo in relazione il sesso orale con aumentato rischio di tumore alla gola. E’ bene commentare queste notizie non in maniera terroristica, ma focalizzando sulle reali cause che sono rappresentate dalla promiscuità sessuale senza adeguate precauzioni e dal virus dell'HPV, che può trasmettersi anche mediante sesso orale. Per combattere il fenomeno sarebbe bene mettere in atto adeguati programmi di educazione alla sessualità e proseguire nelle campagne di prevenzione dell'infezione da HPV.”

 

Come funziona la pillola del giorno dopo? Questo metodo è sicuro?

 

“La pillola del giorno dopo è un metodo contraccettivo di emergenza che si può assumere nelle 72 ore successive ad un rapporto a rischio. Si basa sul principio che se non è ancora avvenuta l'ovulazione, il carico di progesterone di cui è costituita la pillola, mediante luteinizzazione del follicolo, preverrà l'ovulazione e la potenziale fecondazione. L'efficacia è stimata intorno all'80%, resta, quindi una possibilità su cinque di insuccesso del metodo. Non è assolutamente da considerare un contraccettivo da usare di routine, pertanto è bene non fare affidamento su questa possibilità, ma discutere per tempo di un efficace metodo contraccettivo con il proprio ginecologo.” 


Cosa sono la vaginite fungina e la vaginosi batterica? E’ vero che sono molto diffuse tra la popolazione femminile?

 

“Si tratta in entrambi i casi di infezioni vaginali molto diffuse tra la popolazione femminile. La vaginite fungina è causata da un fungo (o lievito) denominato “Candida”, che è normalmente presente nella flora batterica vaginale ma che si mantiene in equilibrio con l'immunità locale e con gli altri microrganismi vaginali tra cui il più importante è il Bacillo di Doderlein. Svariate condizioni che possono alterare questo equilibrio, come l'assunzione di antibiotici, l'ambiente caldo-umido dovuto ad abuso di salvaslip o di biancheria intima in tessuto sintetico o di pantaloni troppo stretti, i cambi di stagione, un'alimentazione ricca di lieviti, la gravidanza, lo stress, i contraccettivi orali, il diabete, rendono patogena la candida che diventa sintomatica causando i sintomi che nella forma classica sono rappresentati da: bruciore, prurito, rossore, perdite biancastre "a grani di ricotta", dolore durante i rapporti. L'infezione non necessariamente si trasmette sessualmente e il partner va trattato solo se recettivo e sintomatico.

 

La vaginosi batterica è anch'essa causata da un'alterazione della flora batterica vaginale. In questo caso sono i batteri anaerobi a prendere il sopravvento. Tra questi ha particolare rilievo la Gardnerella, che in genere è sessualmente trasmessa. Il sintomo classico è rappresentato dalle perdite giallastre e fortemente maleodoranti, mentre manca il rossore. Nella pratica le differenze sintomatologiche possono non essere così nette, pertanto è bene che ci si rivolga sempre allo specialista per una corretta diagnosi che spesso necessita di un tampone. L'automedicazione è pericolosa in quanto si potrebbe peggiorare il quadro clinico, dal momento che le terapie da mettere in atto sono completamente diverse tra le due forme. Oltre alla terapia farmacologica sono fondamentali le misure igieniche e un corretto stile di vita per evitare le recidive.”


Come si devono trattare le infezioni ricorrenti del tratto urinario?

 

“Questo è un argomento molto delicato in cui è fondamentale una valutazione specialistica. Se le infezioni sono ricorrenti è bene accertare che non vi siano condizioni anatomiche o funzionali predisponenti come il prolasso vescicale o il reflusso ureterale, così come è bene non confondere la diagnosi con altre condizioni come la sindrome della vescica dolorosa.

Laddove è verificato che non vi siano ulteriori fattori oltre all'infezione ricorrente, unitamente alle terapie che il medico riterrà opportune, sono importanti le misure igienico-alimentari, tra cui la principale è un'abbondante idratazione. Nella mia esperienza ho spesso riscontrato che le persone tendono a bere poco e questa può essere da sola una causa che predispone a patologie delle vie urinarie. Sarebbe auspicabile che si bevessero almeno due litri di acqua al giorno.”

 

Cos’è il Pap test? E’ necessario fare un Pap test di routine? Quali esami si possono chiedere in più?

 

Il Pap test è un esame che permette, attraverso lo studio di uno striscio di muco cervicale fissato su un vetrino, di rilevare quelle alterazioni cellulari precoci che potenzialmente potrebbero condurre al cancro del collo dell'utero, in maniera da trattarle efficacemente per tempo.


E' un esame di facile eseguibilità e poco costoso. Grazie alla possibilità di eseguirlo su larga scala è stato possibile mettere in atto campagne di screening che hanno permesso di abbattere notevolmente l'incidenza di quella che prima rappresentava la prima causa di tumore degli organi genitali femminili.


Oggi il Pap test è eseguibile con un metodo ancora più accurato rappresentato dalla metodica "su strato sottile". Le cellule prelevate vengono introdotte in un liquido di conservazione che permette di conservare tutto il materiale prelevato ed evita che le cellule si possano aggregare tra loro. In tale maniera aumenta notevolmente la sensibilità dell'esame. Negli ultimi anni è possibile anche eseguire sul materiale prelevato il test per la ricerca dell'HPV. In tale maniera si svela direttamente la presenza, o meno, dell'agente direttamente responsabile del cancro del collo dell'utero. A tale proposito è bene specificare che solo una minima percentuale di donne portatrici di HPV potrà sviluppare il cancro, pertanto la positività va intesa solo come fattore di rischio e il test ha valore come aiuto nella prevenzione.”

 

Lucia D'Addezio

dermatologo

 

Dott. Agostino Menditto

Specialista in Ginecologia e Ostetricia

 

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Vuoi saperne sulla sessualità? Leggi: Adolescenti italiani: ultimi in europa nella contraccezione - Sesso e Adolescenti: la prima volta

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