Sesso e dintorni-
Coppia
L'età anagrafica influenza la buona riuscita del matrimonio.
Secondo una recente ricerca, condotta da alcuni ricercatori della "Australian National University", sarebbe l'età anagrafica dei due sposi ad influenzare, in positivo o in negativo, la riuscita e la durata di un matrimonio. Gli scienziati hanno monitorato un campione composto da 2.000 coppie ed hanno individuato, tra lo stupore generale, uno dei fattori principali che conduce alla fine delle unioni matrimoniali: la differenza di età tra i due sposi.
I risultati dello studio australiano hanno messo in luce una componente delle unioni matrimoniali ancora sconosciuta e poco considerata. L'osservazione a base scientifica ha portato i ricercatori a dichiarare che le donne, per avere un matrimonio felice e duraturo, dovrebbero re uomini al massimo di otto o nove anni più vecchi di loro.
In sostanza le ragazze dovrebbero preferire compagni non troppo vecchi ma neanche troppo giovani rispetto a loro. Le oscillazioni di età dello sposo sono consentite fino ad un dato limite, fissato (in media) dagli studiosi a tre o quattro anni di differenza tra la moglie ed il marito.
Insomma, per far funzionare l'unione, lo sposo può essere al massimo più giovane o più vecchio della sposa di tre o quattro anni. La spiegazione di questi nuovi rilievi va ricercata nel fatto che uomini e donne all'incirca della stessa età condividono ricordi, esperienze, tratti culturali simili, a causa dell'appartenenza alla medesima generazione. Questo sembrerebbe facilitare l'accordo sui valori di base sui quali verrà poi costruita e sviluppata l'unione matrimoniale.
Lucia D’Addezio
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