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Salute Dentale
Pulizia dei denti: quando praticarla
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La pulizia dei denti è un gesto importantissimo per la nostra quotidianità, ma anche l'igiene professionale è un valido aiuto per la salute della nostra bocca e dell'organismo. Ma a quali soggetti è maggiormente consigliata?
Pochi mesi fa un gruppo di ricercatori dell'Università di Bristol aveva stupito tutti con uno studio che accertava scientificamente la stretta correlazione tra pulizia dei denti e salute del cuore. Nel loro studio è emerso che la pulizia dei denti influisce per il 20% sullo sviluppo di patologie cardiache ed è per il 5% la causa di infarti provocati dalla diffusione dei batteri nel sistema circolatorio in seguito a sanguinamento gengivale. É bene dunque non sottovalutare l'importanza della pulizia quotidiana.
L'igiene dentale professionale è invece un procedimento che consente di ottenere una profonda pulizia ed un risultato duraturo. Ma ogni quanto tempo bisogna programmare le sedute di pulizia e quali sono i pazienti che ne hanno maggior bisogno? Ci risponde la dottoressa Marilena Troise, odontoiatra e specializzata in patologie della bocca: «Solitamente sono i soggetti affetti da gengivite o da paradontite cronica dell'adulto a necessitare di frequenti sedute di pulizia professionale a causa del distacco della gengiva dai denti che favorisce il deposito dello sporco generando placca, tartaro e carie.
Le cause possono essere molteplici, dai fattori genetici al posizionamento dei denti. Spesso è proprio il cattivo posizionamento a consentire allo sporco di depositarsi fra le gengive e lo smalto generando placca, tartaro e carie. Questi ed altri soggetti affetti da patologie croniche dovrebbero fare una seduta ogni 4-6 mesi per mantenere il risultato raggiunto. Tutti gli altri pazienti invece dovrebbero sottoporsi ad un controllo periodico semestrale».
Come viene realizzata la pulizia dei denti?
«La pulizia dei denti viene realizzata prima attraverso gli ultrasuoni, importantissimi per ottenne un sicuro distacco tra la placca batterica e lo smalto. Subito dopo viene utilizzata una pasta abrasiva che serve ad eliminare gli ultimi residui di tartaro o placca rimasti sui denti. Infine lucidiamo i denti con una pasta lucidativa ma a questa possiamo aggiungere anche il trattamento con apparecchi a getto di bicarbonato che consentono di rimuovere le macchie più resistenti come quelle provocate dalla nicotina, dal té o dal caffè».
Per i soggetti più esigenti invece c'è anche un'altra tecnica oggi molto gettonata: quella dello sbiancamento dentale. A sorpresa, a richiederlo sono più spesso gli uomini dai 35 ai 55 anni, come afferma l’esperta. Nel frattempo, ricorda di pulire ogni giorno i denti e la bocca disinfettando anche la lingua, su cui spesso si depositano i batteri.
Maria Melania Barone
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