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Salute Dentale

I dentisti all'estero sono davvero convenienti?


Il “turismo della salute” non ha nulla a che fare con le vacanze e con i viaggi di piacere. Si tratta infatti di un fenomeno sociale per nulla positivo e per di più in costante aumento: persone che, per ricevere cure di vario tipo, si recano all’estero alla ricerca di prezzi migliori o di interventi più rapidi ed immediati.

 

In questa casistica si inserisce anche il cosiddetto “turismo dentale”, praticato da soggetti che necessitano di cure dentistiche e che cercano, in un Paese diverso dal proprio, l’affare o le tempistiche ridotte.

 

Il motore di ricerca che sponsorizza questo tipo di turismo medico, Reva Health Network, ha stimato che, ogni anno, ben 2.5 milioni di persone provenienti da tutto il mondo usano il sito per reperire informazioni su cure dentistiche all’estero. Le mete più cercate sono: Ungheria (31%), Messico (18%), Polonia (17%), Thailandia (9%), Turchia (7%) e Spagna (5%).

 

La scelta dei Paesi è, ovviamente, dettata dalla presenza di prezzi più concorrenziali. Molti di questi Paesi hanno infatti sviluppato tecnologie e metodologie all’avanguardia nelle cure dentali ma hanno prezzi più bassi rispetto, per esempio, agli Stati Uniti, all’Inghilterra e all’Italia.

 

Tra i trattamenti più richiesti spiccano impianti, corone, capsule, sbiancamento dei denti e ponti.

 

Ma questo “turismo della salute” è davvero conveniente? Quali sono i consigli utili per un paziente che vuole rivolgersi ad un dentista all’estero?

 

Il paziente deve essere consapevole dei costi “nascosti” del “turismo dentale”: voli aerei, alberghi, vitto, spostamenti in città, etc.

 

Il dentista al quale ci si rivolge deve essere assicurato, in modo da garantirsi una copertura (anche economica) nel caso di complicazioni.

 

La durata delle cure ricevute deve essere garantita per un lungo periodo (per esempio, nel caso dei ponti, la garanzia deve essere di almeno 5 anni). Questo per non rischiare di dover pagare due volte: la prima nel Paese estero e la seconda, dopo breve tempo, nel proprio Paese per risolvere i problemi insorti dopo il primo intervento.

 

Il paziente deve assicurarsi che, nel caso di complicazioni o problemi, le cure non avranno costi aggiuntivi.

 

E’ meglio diffidare di offerte “all inclusive nelle quali non vengono specificate chiaramente sia la durata del soggiorno nel Paese estero che le garanzie offerte al paziente in caso di complicazioni.

 

Non possiamo comunque fare a meno di ricordare che l’Associazione Dentisti Italiani ha ufficialmente sconsigliato ai pazienti di sottoporsi a trattamenti dentistici in Paesi esteri, perché il prezzo basso potrebbe corrispondere a cattiva qualità delle cure, a superficialità nell’esecuzione del lavoro e all’impiego di metodiche antiquate.

 

Lucia D'Addezio

 

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Vuoi saperne di più sui denti? Leggi: Denti: gli interventi fai da te - Calmare il dolore ai denti con i rimedi casalinghi

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