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Psicologia
Tricotillomania: cos'è e come affrontarla
Leggi lo speciale: Capelli
La Tricotillomania è un disturbo ossessivo compulsivo che consiste nell’abitudine di strapparsi capelli o peli in varie aree del corpo (ciglia, sopracciglia, barba, baffi, peli del naso, peli pubici, etc.) senza riuscire a controllare l’urgenza ricorrente di procedere all’estirpazione. Questo, come ovvio, può portare alla comparsa di aree glabre sul viso e sul corpo ma anche di calvizie estesa e ben visibile.
In genere, i soggetti affetti da Tricotillomania hanno delle aree di estirpazione preferite, come la testa, le sopracciglia e le ciglia, anche se la patologia può portare il malato ad agire su tutte le aree del corpo coperte da peluria.
Come spesso accade nei disturbi ossessivo-compulsivi, dopo l’atto il soggetto è pervaso da una sensazione di piacere, soddisfazione e sollievo.
Quali sono i sintomi principali con i quali la patologia si manifesta?
Estirpazione frequente dei capelli e dei peli, in genere praticata in solitudine;
Urgenza incontrollabile di procedere all’estirpazione;
Crescendo di ansia ed eccitazione prima dell’atto;
Sensazione di piacere e sollievo successiva all’atto;
Comparsa di calvizie o perdita di ciglia e sopracciglia;
Problemi nelle relazioni sociali e lavorative causata dalle conseguenze dell’estirpazione continuata di capelli e peli.
Quali sono i soggetti più colpiti dalla Tricotillomania?
La Tricotillomania è un disturbo che colpisce in particolar modo i bambini in una fascia d’età compresa tra i 2 ed i 6 anni. L’abitudine di strapparsi capelli e peli può comunque manifestarsi (o protrarsi) anche durante l’adolescenza e l’età adulta.
Anche se tra i bambini il disturbo colpisce più i maschietti delle femminucce (con un rapporto di 3:2), in età adulta le donne sono le più colpite (2:1).
Come si cura la Tricotillomania?
La Tricotillomania può (e deve) essere curata. In alcuni casi la cura può limitarsi al supporto di un buon dermatologo. In altri casi, invece, può essere necessario l’aiuto di una psicoterapeuta specializzato e l’assunzione di farmaci antidepressivi e tranquillanti.
Lucia D'Addezio
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