Salute-
Psicologia
Solitudine, una vera malattia: ecco come uscirne
La solitudine è una vera malattia, caratterizzata dalla tendenza ad isolarsi. Con il tempo può produrre depressione e pressione alta. Ecco in quattro mosse come fare per uscirne, seguendo i consigli degli scienziati
L’uomo è un animale sociale, lo diceva anche Aristotele. Non solo i filosofi greci, ma anche gli scienziati moderni ammettono che l’essere umano, al pari di molti animali, ha bisogno del contatto con gli altri e sottovalutare questo sarebbe come ignorare le sensazioni di fame o di sete. La tendenza ad isolarsi è una vera e propria malattia che colpisce i cittadini comuni. Non si tratta di analizzare la solitudine, ad esempio, di uno scrittore o di un eremita. Entrambi hanno delle ragioni specifiche: il primo nel suo isolamento sta in realtà costruendo un rapporto con il suo pubblico, il secondo compie una scelta di vita che dovrà aiutarlo a vivere in società in base a nuovi presupposti.
La solitudine del comune cittadino, invece, riguarda il 23% della popolazione. Le osservazioni degli scienziati, riguardano soprattutto la solitudine percepita. Se ci si sente soli, insomma, dovrebbe scattare un campanello d’allarme, esattamente come per la fame e per la sete. Quando ci si sente soli bisogna occuparsi delle proprie relazioni, di migliorarle e di rafforzarle per il proprio benessere e per la propria sopravvivenza. Infatti, si è scoperto che la tendenza alla solitudine può provocare depressione e pressione alta. Quest’ultima, può crescere di anno in anno, con rischi anche per la demenza senile e il morbo di Alzheimer. Da altri studi, inoltre, è emerso che anche i moscerini, se lasciati soli, muoiono prima e che i topi che vivono in solitudine corrono rischi maggiori di infarto e obesità. Per fortuna non tutti gli individui reagiscono allo stesso modo davanti all’isolamento e c’è chi lo sopporta meno, ma anche chi risponde in maniera diversa, esplorando nuovi territori e facendo nuove esperienze. Per uscire in modo efficace dalla solitudine, secondo i consigli degli scienziati, occorre seguire quattro semplici mosse:
1. Espandersi: cercare contatti diretti, riconoscere chi ci mette a nostro agio, dare e non pretendere di avere per forza.
2. Avere consapevolezza: comprendere i danni provocati dalla solitudine e passare all’azione. Essere sempre soli spegne la fiducia negli altri e instaura un circolo vizioso, in base al quale, meno crediamo negli altri, più essi ci deluderanno.
3. Scegliere bene: è bene cercare il contatto con chi ha interessi simili ai nostri, come un festival di teatro o letteratura, partite in compagnia per chi ama il calcio, senza puntare a frequentare solo i migliori, perché gli altri non sono un trofeo da esibire.
4. Aspettarsi sempre il massimo: non bisogna sottovalutare il potere dell’ottimismo. Se pensiamo bene delle persone con cui abbiamo a che fare, le aiutiamo a comportarsi meglio. Se ci deludono, meglio farglielo sapere e perdonare, con forti dosi di pazienza e di tolleranza. Non è facile, ma per uscire dalla solitudine bisogna impegnarsi.
Andromeda Aliperta
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