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Pressione alta e psicologia


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La pressione alta, secondo recenti studi è pericolosa per le relazioni sociali. E tu hai la pressione alta o bassa?

 

Come noi sappiamo una delle facoltà dell'uomo è quella di riconoscere le emozioni degli altri attraverso una sorta di empatia abbastanza diffusa anche tra gli animali. Ogni individuo è in grado di riconoscere negli altri sentimenti di rabbia o di imbarazzo, di gioia o di felicità, di euforia o di depressione. Ma alcuni individui hanno capacità più spiccate rispetto ad altri. Da cosa dipende dunque tutta questa empatia?

 

Recentissimi studio hanno indagato l'essere umano proprio in merito a questa domanda e, sorprendentemente, la risposta non l'hanno trovata nella sfera psichica dell'essere umano bensì nella sua pressione del sangue.

 

I risultati? Le persone che hanno una pressione sanguigna maggiore hanno capacità meno spiccate rispetto ad altri sul piano emotivo.

 

James A. McCubbin professore di psicologia presso la Clemson University e altri colleghi hanno dimostrato che le persone con pressione sanguigna più alta hanno una ridotta capacità di riconoscere i sentimenti di rabbia, paura, tristezza e felicità nei volti ma anche nei testi scritti.

 

In realtà si tratta di una correlazione difficile da spiegare anche per i ricercatori che è stata chiamata "indebolimento emotivo". Una situazione in grado di causare cattive interpretazioni in ogni aspetto della vita, sia in ambita lavorativo che privato oltre che essere pericolosa perché non consente di riconoscere le minacce che si celano attorno a noi.

 

Il dottor McCubbin che ha condotto lo studio si è servito di 106 tra uomini afro-americani e donne in media di 53anni di età che sono stati sottoposti a test volti a valutare la capacità di riconoscere le emozioni nei volti e nelle frasi.

 

Dai risultati ne è emerso che l’abilità di riconoscere e interpretare le emozioni sarebbe ridotta nelle persone con pressione alta, anche tenendo conto dell’eventuale utilizzo di farmaci o di altri fattori. Il Dottor Mc Cubbin ha dichiarato che la ragione di questa rilevanza della pressione sanguigna nel riconoscimento emotivo è sconosciuta, tuttavia ulteriori sud serviranno a definire meglio i punti non ancora del tutto chiari.

 

Maria Melania Barone

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Vuoi saperne di più sulla comunicazione? Leggi: Comunicazione non verbale: capire il linguaggio del Corpo - Programmazione neurolinguistica: siamo quello che diciamo


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