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Psicologia

Paura, paura ed ancora paura

Chi davanti ai continui allarmismi diffusi dai giornali e dalle TV non ha avuto anche solo per un attimo paura, paura che ciò che si sente riguardi più da vicino anche noi.

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Catastrofi, terrorismo internazionale, crisi economica, crisi sociale, tracolli di vario genere e chi ne ha più ne metta. Queste grandi questioni entrano a far parte della nostra vita non tanto per gli eventi in sé quanto per l'ansia che procurano e di colpo molte persone cominciano ad avere paura degli eventi quotidiani: l'attraversare la strada, un viaggio in auto o in metropolitana oppure l'esagerata preoccupazione per i propri figli, la droga e l'istruzione in degrado sono la maggiore fonte delle preoccupazioni del futuro della nuova generazione.

 

Tra le nuove paure personali c'è anche la precarietà lavorativa, essa è legata all'indipendenza economica e riguarda la fascia di età compresa fra i 20 e i 30 anni; nel clima d'incertezza generale tuttavia questa paura è sentita anche dai quarantenni e cinquantenni che temono di non potere reinserirsi se perdessero il lavoro.

 

Tra le paure che sono sempre esistite, c'è quella di ammalarsi ed in quest'epoca in cui fermarsi per prendersi cura di sé è visto come un qualcosa di riprovevole, si può dire che la paura si accompagna ancor di più ad un senso di ansia diffuso che in molti casi sfocia nella fobia: pensiamo a quante persone sono sempre dal medico o più medici per tenersi monitorate pur essendo in salute. I cosiddetti malati immaginari sono aumentati e la tendenza è in crescita.

 

Una paura, molto diffusa fra i giovani, ma non dichiarata, è quella della solitudine.

Quasi tutti, esclusi i più anziani, utilizzano internet ed i social network per aumentare i contatti e tutti in rete si definiscono amici.

 

Bene spento il pc però cosa resta? La superficialità delle relazioni umane ha assunto dimensioni direi impressionanti e la maggior parte di noi avverte questo senso di vuoto e di solitudine e questo fa paura, a ragione.

 

Come si può superarla?

Fintantoché la ignoriamo e facciamo finta di non sentirla, non c'è modo di liberarsene. Un vecchio ma sempre efficace modo di superare i “mostri” è quello di dargli un nome. Le varie paure che qui abbiamo elencato sono solo aspetti più superficiali di una paura più grande che è quella di morire. Il tema della morte è un grande tabù per la nostra epoca: tutti ci crediamo immortali e così facendo viviamo in una realtà fittizia.

 

Se affrontassimo il tema della morte come affrontiamo quello della vita (se lo affrontiamo...) molte paure quotidiane scomparirebbero o almeno non desterebbero quel senso di angoscia oggi così dominante. La morte è un elemento reale come lo è il vivere quotidiano e l'accettare che esiste ed esserne consapevoli in ogni momento può dare nuovo significato alla nostra vita e nuovi spunti per viverla meglio, apprezzandola anche nel dolore.

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Vuoi saperne di più sulla paura? Bambini di otto anni a rischio anoressia - Sesso: prima volta niente?

 

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