Salute-
Psicologia
Le pillole che fanno male
Lo chiamano effetto nocebo, il contrario di effetto placebo e consiste nel malore che spesso si avverte quando si assumono determinati farmaci, ma è solo un effetto psicologico che ricade sulle persone legato alle aspettative che si hanno dopo la lettura degli effetti collaterali
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In molto casi è capitato di assumere un farmaco che curava una malattia a cui è seguito un effetto benefico, detto appunto effetto placebo, in alternanza con un malessere generale ma di tipo psicologico, chiamato effetto nocebo. Il più antico effetto nocebo documentato risale al 1957 quando lo psicologo tedesco Bruno Klopfer somministrò ad un malato di tumore in stato avanzato un farmaco sperimentale, su richiesta del paziente. Per citare le parole dello psicologo, il tumore, dopo una sola iniezione si “sciolse come una palla di neve su di una stufa rovente”, ma dopo qualche tempo, il paziente lesse un articolo che parlava del farmaco in oggetto, descrivendone l’inefficacia nel trattamento sul tumore, peggiorando notevolmente qualche giorno dopo aver letto la notizia. Il medico gli iniettò semplice acqua facendola passare per una versione efficace del farmaco e tutte le metastasi del paziente scomparvero. Quindi lo psicologo si trovò davanti ad un caso eclatante di condizionamento psicologico dovuto all’assunzione di farmaci e questo spiega come sia molto importante avere un atteggiamento estremamente positivo davanti alle cure mediche in caso di malattia, poiché se una parte la fa la medicina, noi siamo i migliori medici di noi stessi e sappiamo, mantenendo un atteggiamento positivo, come guarire.
Negli ultimi 50 anni sono stati documentati centinaia di casi simili, in cui l’iniezione di semplice acqua o pillole placebo ha fatto passare disturbi vari, ma è stato osservato anche come in gruppi placebo, ovvero trattati con farmaci ad effetto placebo, si siano manifestati invece sintomi contrari in caso di pillole credute anticonvulsivi, ad esempio. In questo caso sono stati osservati esattamente quelli che sono i tipici effetti collaterali degli anticonvulsivi, ovvero l’anoressia e disturbi della memoria. Ma lo stesso si è avuto con gli antinfiammatori, che hanno dato luogo a disturbi gastro-intestinali. Tutto questo è legato alle aspettative delle persone e agli effetti negativi psicologici e fisiologici che la lettura degli effetti collaterali o parole positive o negative riguardo la medicina assunta ha esercitato sulla loro psiche. Nel nostro cervello si attiva una sorta di circuito del premio e del piacere che sprigiona dopamina e oppiodi nel caso dell’effetto placebo e un circuito dell’ansia che sprigiona colecistochinina in caso di effetto nocebo.
Andromeda Aliperta
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