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L'ascolto attivo


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Metà del tempo della comunicazione è, o almeno dovrebbe, essere dedicato all’ascolto. Sembra, tuttavia, che la maggior parte delle persone usi una percentuale piuttosto bassa della propria facoltà di attenzione, trasformandosi in pessimi ascoltatori.

 

Si può parlare di “ascolto attivo”, quando non ci si limita a sentire il suono della voce dell’interlocutore, ma si ricevono le informazioni tramite l’udito e la vista, così da cogliere tutti i segnali di congruenza o incongruenza del messaggio; si decodifica il messaggio, dando un significato alle informazioni raccolte; si decide cosa pensare a proposito delle informazioni ricevute; e solo al termine di questo processo, si risponde a ciò che si è ascoltato.

 

Per ascoltare efficacemente dobbiamo quindi sentire e selezionare le informazioni dell’interlocutore, interpretarle dandogli un significato, fare le nostre valutazioni e rispondere. Considerando che tutto il processo di ascolto si svolge in pochi secondi, dobbiamo preliminarmente cercare di comprendere il reale obiettivo della comunicazione del nostro interlocutore e capire non solo l’importanza che ha per noi quel messaggio, ma anche la reale importanza che gli assegna chi ci sta parlando.

 

E ora qualche piccolo consiglio:

 

  1. Guarda al messaggio NON al messaggero: molte volte i motivi della disattenzione vengono attribuiti all’interlocutore: ha un brutto carattere, ha una voce sgradevole o troppo bassa ecc.. nell’ascolto è importante non dare attenzione solo alla forma ma anche al contenuto. È importante leggere tra le righe, chiedersi che cosa prova l’altro e quali sono i suoi timori non espressi ecc.
     
  2. Trova un equilibrio emotivo quando l’argomento è molto coinvolgente o può irritarti. Quando l’ascolto è fortemente connotato da aspetti emotivi, si rischia di non riuscire ad esprimere ciò che si vuole. Così si innescano meccanismi di non ascolto: interrompere spesso, cominciare a pensare subito alla risposta, non fare domande per capire meglio ecc.

  3. Ascolta le idee dell’altro con interesse e curiosità. È importante concentrarsi sui concetti principali, sul senso e sul contenuto che l’altro vuole trasmettere.
     
  4. Concentrati sul dialogo e sulla relazione. Un buon ascoltatore riesce a gestire bene le distrazioni; Può essere utile: chiudere la porta, spegnere il computer, avvicinarsi alla persona che parla o chiederle di parlare più forte.

 

Dott.ssa Giorgia Penserini - Psicologa

 

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Vuoi saperne di più sulla comunicazione? Leggi: Comunicazione non verbale: capire il linguaggio del Corpo - Programmazione neurolinguistica: siamo quello che diciamo


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