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Controllare la rabbia, istruzioni per l’uso


rabbia

La rabbia è un sentimento pericoloso, che va espresso ma con moderazione. Se repressa la rabbia può provocare l’ infarto, malattie cardiovascolari, mal di testa, batticuore, aumento della pressione e vertigini. Fanno malissimo anche le sfuriate improvvise e incontrollate. Ecco come fare per controllare la rabbia e liberarsene una volta per tutte

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La rabbia, quando è trattenuta, aumenta i rischi di infarto e malattie cardiovascolari. Una ricerca svedese , durata più di 10 anni (1992-2003) ha monitorato la salute di circa 2775 uomini impiegati in diversi uffici e ha rilevato che la rabbia repressa, insieme al fumo, al colesterolo e alla pressione alta, genera il doppio delle probabilità di subire un infarto o di morire a causa di malattie cardiovascolari. La rabbia repressa è dannosa non solo in ufficio, ma in tutte le situazioni quotidiane. È chiaro che non dobbiamo sfogare sempre tutta la rabbia, quello che dobbiamo fare è intervenire sulla rabbia trasformandola in qualcos’altro. Le sfuriate, poi, sono decisamente deleterie. Spesso non sono neanche giustificate in pieno e ce ne pentiamo subito dopo. Rabbia repressa e sfuriate improvvise provocano ripercussioni a livello fisico e psicologico, generando cefalee, vertigini, pressione alta, tachicardia.

 

Come fare per gestire la rabbia accumulata? Ecco alcuni consigli pratici:

 

Prima di tutto, se si pensa di aver subito un’ingiustizia, la cosa migliore da fare è allontanarsi subito dalla situazione, senza rimanere fermi davanti a chi ha provocato in noi questo sentimento. Quando ci siamo calmati è bene individuare i pensieri negativi legati all’evento, analizzarli e capire se si tratta di qualcosa di veramente grave o è semplice vittimismo da parte nostra. Pensare che tutti sono premiati tranne noi, di essere sempre gli ultimi, ecc, questi sono pensieri negativi da scacciare via subito. Infatti, più la nostra mente è affollata di pensieri negativi, più incorporiamo rabbia. Allo stesso modo occorre rimuovere i pensieri irrazionali, cercando di essere obiettivi di capire con estrema razionalità le motivazioni reali dell’evento che ha scatenato la nostra rabbia. Magari il collega è più vecchio di noi, ha più esperienza, è veramente più in gamba e magari è stato premiato a titolo di merito. Chiarire sempre tutto, con pacatezza e distacco, senza infervorarsi mai nel discorso.

 

Sciogliere sempre tutte le situazioni irrisolte e porsi l’obiettivo di stare bene, spigando con calma le proprie ragioni ma ascoltando anche quelle degli altri. Se si prova ancora rabbia una volta allontanati dal luogo “incriminato”, è bene fare un po’ di respirazione cercando di recepire l’aria che entra nei polmoni e di sentire i battiti del cuore: questo calmerà moltissimo perché rappresenta un contatto particolare con noi stessi, una pausa che ci farà dimenticare tutto. La realtà, anche se non è come la vorremmo, va accettata, anche se si è realmente davanti ad un’ingiustizia. Bisogna invece reagire in altri modi, preparando un piano, facendo progetti concreti che ci aiutino a mantenere il controllo e a valorizzarci. Nessuno di noi è sfortunato o perseguitato, sono i pensieri negativi che ci fanno sentire così e che ci fanno percepire il mondo esterno come una fonte continua di gravi soprusi. In realtà la vita va vissuta con ironia e distacco, a tutto vantaggio della salute e del benessere psico-fisico.

Andromeda Aliperta

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Vuoi saperne di più sul controllo delle emozioni? Leggi  Quando lo stress diventa nocivo? - Ipocondria: cos'è e come si cura


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