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Sindrome metabolica: conoscerla e curarla
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Da qualche anno, soprattutto quando si parla di rischio cardiovascolare, sentiamo spesso parlare di “sindrome metabolica". Ma cos'è esattamente questa patologia? E come possiamo intervenire?
La sindrome metabolica altro non è che un'aggregazione di fattori di rischio cardiovascolare: eccesso di peso corporeo con obesità centrale, diabete e altre alterazioni della glicemia, alterazione dei valori di grassi nel sangue, pressione alta. Va da sé che maggiore è il numero di tali fattori di rischio, più è elevata la predisposizione della persona ad andare incontro a malattie cardiache e a eventi quali infarto e ictus.
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Eccesso di peso con obesità prevalentemente "centrale”. Si parla di obesità centrale per indicare un eccesso di grasso intorno al punto vita. Il peso eccessivo è in sé un fattore di rischio cardiovascolare, ma, come hanno dimostrato diversi studi, la presenza di grasso prevalentemente localizzato intorno al punto vita incrementa maggiormente il rischio.
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Diabete e altre alterazioni della glicemia. Sappiamo tutti cos'è il diabete, ma non tutti conosciamo le altre alterazioni della glicemia. Esistono, infatti, alcune condizioni intermedie che non sono propriamente diabete, ma non rientrano nemmeno nella normalità. Quali? L'alterata glicemia a digiuno e l’intolleranza al glucosio. La prima si ha quando la glicemia a digiuno è al di sopra della norma, ma al di sotto del limite diagnostico di diabete; questa condizione si verifica con un semplice esame del sangue eseguito a digiuno. L’intolleranza al glucosio, invece, si ha quando, dopo pranzo, si verificano valori elevatissimi di glicemia nel sangue (detti picchi post-prandiali di glicemia) che non si riducono sufficientemente a due ore dal pasto; questa condizione si può diagnosticare con un esame che si chiama “curva da carico orale di glucosio”.
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Alterazione dei grassi nel sangue. Le alterazioni che contribuiscono a configurare il quadro di sindrome metabolica sono alto colesterolo LDL (quello "cattivo"), basso colesterolo HDL (quello "buono"), valori elevati dei trigliceridi.
- Pressione alta. Si ha la "pressione alta" o ipertensione arteriosa quando i valori della pressione sistolica sono uguali o maggiori a 140 mmHg e quelli della pressione detta diastolica sono uguali o superiori a 90 mmHg.
I criteri per diagnosticare la sindrome metabolica sono diversi. I più semplici sono forse quelli proposti nel 2001 dall’Adult Treatment Panel (ATP III) del National Cholesterol Education Program (NCEP), ossia dalle più note linee guida sulla sindrome metabolica. Secondo queste linee guida si può parlare di sindrome metabolica quando sono presenti almeno tre dei sintomi precedentemente elencati.
Come possiamo intervenire?
Agendo su ognuno dei fattori di rischio singolarmente e migliorando lo stile di vita, ossia incrementando l’attività fisica e seguendo una dieta povera di zuccheri e di grassi. Ovviamente, sia l'alimentazione sia l'attività fisica devono essere in linea con le esigenze e le condizioni di salute del singolo. Per consigli e ulteriori informazioni sul rischio cardiovascolare e sulla sindrome metabolica ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico curante: quando si tratta di salute cardiovascolare, è altamente sconsigliato fare da sé.
Margherita Russo
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