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Se sei aggressivo vivi di meno!


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Una recente scoperta ha trovato una relazione tra alcune componenti caratteriali e la salute del cuore. Le persone colleriche, competitive ed aggressive infatti sono maggiormente propense ad ammalarsi di malattie cardiache. Il risultato è una riduzione delle aspettative di vita.

 

Essere un po' aggressivi a volte fa bene perché è sinonimo di attività, interazione col mondo esterno, talvolta può essere anche uno sfogo. Ma non bisogna esserlo troppo a lungo. Anche la competizione che è l'istinto più naturale per la sopravvivenza non deve essere preso agli estremi. Il rischio è di avere infarti o ictus. Lo dice una ricerca del Nation Institute of Aging (NIA, sezione dei National Institutes of Health) diretta dalla dottoressa Angelina Sutin e pubblicata su "Hypertension". Il team NIA ha esaminato 5614 persone tra i 14-94 anni di cui le donne erano il 58%. I volontari provenivano da 4 paesi della Sardegna e facevano già parte del Sardinia Study of Aging dello stesso NIA.

 

Gli individui sono stati selezionati anche su base caratteriale, infatti hanno dovuto rispondere ad un questionario che analizzava onestà, altruismo, modestia, docilità. Successivamente hanno fatto un esame per valutare lo spessore delle carotidi. Dai dati, gli esperti hanno evidenziato come le persone più competitive erano legate ad un maggiore spessore della parete carotidea. Gli stessi esami sono stati ripetuti dopo 3 anni. Ancora una volta, i risultati erano gli stessi per le pesone competitive ed aggressive.


Ma quelli sono le conseguenze di questo ispessimento delle pareti carotidee legate all'aggressività e alla competizione? Per i ricercatori questa condizione aumenta del 40% il rischio di ictus. Le donne invece sono scientificamente meno predisposte a questo ispessimento.


Come mai? Per i ricercatori gioca molto l'aspetto emotivo spesso protagonista nel mondo femminile. In compenso questi sentimenti di competizione e rabbia nelle donne diminuiscono gli estrogeni in età fertile. Afferma la dottoressa Sutin, "Le persone che tendono a essere più competitive, più decise a lottare per proteggere i propri interessi personali, mostrano un rischio cardiovascolare superiore".

 

I modelli caratteriali di base che sono stati identificati dal gruppo di ricerca, sono fondamentalmente due: persone amabili, leali e disposte ad aiutare gli altri, meno esposte alle malattie cardiovascolari. Poi ci sono le persone ciniche, aggressive, manipolatrici, egoiste, arroganti. Queste sono le persone con un cuore a rischio. La ricercatrice ha affermato che proprio sulla base di questo studio tutti i cardiologi dovrebbero inserire il test della personalità tra gli esami da effettuare ai pazienti.

 

Regolare la propria rabbia e la propria competizione può dunque aiutarci a stare meglio! Anche aiutando il prossimo si può vivere in modo sereno e salutare!

 

Maria Melania Barone

 

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