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Mammografia: le 10 domande pił frequenti
Lo screening mammografico è un controllo della salute del seno effettuato tramite l’impiego della mammografia, un test diagnostico che dà una fotografia della condizione del seno e può confermare o escludere alcune patologie.
Nei casi di tumore al seno la diagnosi precoce è importantissima. Un tumore in stato avanzato può essere letale e può avere conseguenze pesanti sulla qualità della vita conseguenti alla malattia.
La mammografia è una radiografia del seno. Per eseguire il test si usa una macchina chiamata mammografo che emette raggi X.
La mammografia è il test più efficace per la diagnosi precoce di una patologia tumorale al seno. Con questo esame è infatti possibile scoprire un tumore anche in assenza di sintomi o quando la lesione non è ancora avvertibile alla palpazione.
La mammografia è consigliata a tutte le donne al di sopra dei 50 anni. L’esame è gratuito e viene ripetuto ogni due anni se non si appartiene ad una classe a rischio.
Il seno viene compresso tra due piani di plastica per alcuni secondi. Questa compressione può esser leggermente fastidiosa ma dura davvero pochissimo ed è indispensabile per ottenere risultati chiari. Si eseguono due radiografie per mammella prese da due diversi punti di osservazione.
Non esiste una preparazione specifica per sottoporsi a mammografia. E’ necessario però in fase di esame informare il tecnico radiologo se si sono notati noduli al seno oppure se si è portatori di protesi mammarie o pace maker.
L’esposizione ai raggi X durante una mammografia è trascurabile, comunque nel caso di gravidanza accertata oppure in caso si sospetti una gravidanza è bene non eseguire il test.
La mammografia è il miglior strumento a disposizione per la diagnosi del tumore al seno. Ci sono però alcuni casi in cui il test non è chiaramente leggibile e deve essere ripetuto per fugare ogni dubbio. Può poi succedere che lo sviluppo del tumore sia così rapido da non essere intercettato che solo troppo tardi.
Se il test non evidenzia anomalie, si riceve il referto e bisogna solo ricordare di fissare un altro test entro un anno o due. Se il test ha evidenziato anomalie è necessario passare ad approfondimenti diagnostici tra cui ecografia, agobiopsia o biopsia chirurgica.
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