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Cuore più debole per chi non è papà
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Un recente studio ha stabilito che gli uomini che non hanno figli sono soggetti ad un innalzamento del rischio di problemi cardiaci.
Fare figli, dunque, rafforza il cuore dei maschi adulti. Come mai? A spiegarcelo sono i ricercatori dell'AARP (Associazione Americani delle Persone in Pensionamento) in collaborazione con il governo Americano e con alcuni atenei universitari.
Si tratta dello studio più vasto realizzato in merito alla fertilità e mortalità maschile, che ha coinvolto circa 130 mila uomini. Una somma tanto imponente da tracciare una percentuale attendibile.
Chiaramente i risultati dimostrano soltanto che le morti di uomini adulti dovuti a problemi cardiaci diminuiscono in maschi che hanno figli, tuttavia questo studio non ha creato un collegamento tra paternità e mortalità in senso generico. Tuttavia ci sono molte ragioni per cui alcuni ricercatori stanno pensando ad un collegamento del genere, motivandolo col fatto che tutti noi siamo animali e che il nostro corpo sa che il primo istinto scritto nel nostro DNA è la riproduzione e la trasmissione del nostro patrimonio genetico.
E' come se il nostro corpo sapesse effettivamente se stiamo obbedendo a questa legge atavica comportandosi di conseguenza. A pensare ad un simile collegamento sono soprattutto gli esperti di malattie cardiache.
Gli esperti guardano alla possibilità di ottenere benefici cardiaci anche soltanto grazie alla compagnia di figlio adottivo (o di un cucciolo). Ciò che è alla base della vita di tutte le specie animali infatti è non soltanto la trasmissione del patrimonio genetico, ma anche la trasmissione del proprio affetto, della propria energia e del proprio sapere.
Avere cura degli altri, aiuta ad avere cura del proprio cuore, del proprio mondo interiore, di se stessi in senso più vasto.
Ulteriori studi dovranno raccogliere informazioni riguardo al livello di colesterolo nel sangue e chiarire se gli uomini senza figli avessero rinunciato alla paternità per scelta o per problemi di fertilità.
Certo è che dopo la riproduzione un uomo ha un abbassamento di testosterone. Avere troppo testosterone (o troppo poco) porta ad un innalzamento di colesterolo buono o HDL che è un fattore chiave per il rischio infarto, come afferma Robert Eckel, ex presidente dell’Associazione Americani Cardiologica e docente di medicina presso l’Università del Colorado, a Denver.
Anche se dunque una connessione tra paternità e mortalità è plausibile il Dottor Daniel Rader, direttore di cardiologia preventiva presso l’Università della Pennsylvania, ha dichiarato che non è disposto a consigliare di iniziare ad avere figli per prevenire l'infarto.
Maria Melania Barone
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