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Coenzima Q 10


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Appartiene ad una famiglia di sostanze chiamate ubichinoni, composti lipofili, insolubili in acqua, diffusissimi in natura come lascia intendere il nome; la loro funzione fondamentale è il trasporto di elettroni nella catena respiratoria, il processo che avviene nel mitocondrio, successivo al ciclo di Krebs, che permette alla cellula di ricavare energia.

 

Gli ubichinoni sono presenti nella maggior parte degli organismi anaerobi, cioè quelli che hanno bisogno di ossigeno per vivere, dai batteri, alle piante, agli animali superiori; strutturalmente hanno una testa benzochinonica ed una coda terpenoide che varia in lunghezza a seconda delle unità terpenoidi che la compongono.

 

Nell’uomo il tipo più diffuso ha 10 unità, da qui il nome coenzima Q10 ; il suo utilizzo è molto frequente come coadiuvante nell’insufficienza cardiaca congestizia, espleta inoltre attività antiossidante delle membrane cellulari, difendendole dalla perossidazione lipidica, inibisce l’ossidazione del colesterolo LDL che è ritenuta una delle cause della patogenesi dell’aterosclerosi.

 

Per quanto riguarda le malattie gengivali, il coenzima Q10 ha dimostrato una certa efficacia nel ridurre le infiammazioni e la formazione di tasche.

 

Diversi studi hanno integrato terapie standard nell’ipertensione con l’utilizzo di coenzima Q10 con buoni risultati; riguardo alle statine, c’è da considerare che poiché il coenzima Q10 ha le stesse vie metaboliche del colesterolo, le statine ne riducono i livelli, così che se si è in terapia con statine o con altri farmaci con simile meccanismo d’azione, cioè inibizione dell’enzima HMG-CoA reduttasi, è bene assumere anche coenzima Q10.

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Rispetto agli effetti collaterali a dosi di 200 mg o più al giorno sono possibili lievi disturbi gastrointestinali, le dosi terapeutiche comunque variano tra i 50 ed i 300 mg al giorno ed è preferibile l’assunzione a stomaco pieno.

 

Dottor Andrea Ielmini

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