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Xantelasma: attenti al cuore
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Una ricerca danese sostiene che chi sviluppa depositi visibili di colesterolo nella pelle e in particolare intorno agli occhi, sarebbe maggiormente a rischio di sviluppare malattie cardiache e in particolare infarto.
Il legame tra la condizione della pelle e le malattie cardiache, tuttavia, sembrerebbe essere più un'associazione che un chiaro caso di "causa-effetto".
Il gruppo di studio guidato dal dottor Anne Tybjaerg-Hansen, del dipartimento di biochimica clinica al Copenhagen University Hospital in Danimarca, sostiene che la scoperta potrebbe forse spingere i medici a prestare maggiore attenzione alle condizioni della pelle nella prevenzione delle malattie cardiache.
La ricerca, pubblicata nell'edizione on-line del British Medical Journal il 15 settembre, potrebbe essere di particolare valore nelle popolazioni in cui l'accesso alle strutture di laboratorio e di analisi del profilo lipidico del sangue è difficile.
Già da tempo gli "xantelasmi", delle placche giallastre in rilievo intorno agli occhi, e un'altra condizione chiamata "arco corneale", caratterizzata da anelli di colore bianco o grigio attorno alla cornea, servivano a segnalare l’esistenza di depositi di colesterolo.
Per scoprire come tali depositi avrebbero potuto influenzare il rischio di malattie cardiache, tra il 1976 e il 2009 il gruppo di ricerca, guidato dal dottor Anne Tybjaerg-Hansen, ha esaminato e monitorato circa 13.000 pazienti danesi di età compresa tra i 20 e i 93 anni.
Anche se all'inizio dello studio nessuno aveva sviluppato malattie cardiache, una volta iniziata l'indagine e il monitoraggio, oltre 4% dei pazienti presentava xantelasmi e quasi 1/4 aveva un arco corneale.
In definitiva, più di 1.870 partecipanti negli anni successivi hanno avuto un infarto e quasi 3.800 hanno sviluppato malattie cardiache; circa 1.500 hanno avuto un ictus e 1.815 hanno sviluppato malattie cerebrovascolari. Complessivamente, prima della conclusione dello studio nel 2009, ci sono stati tra i pazienti monitorati 8.500 decessi.
A quel punto, il gruppo di studio ha concluso che avere uno xantelasma significherebbe senza ombra di dubbio avere un rischio più elevato di infarto in futuro o di sviluppare malattie cardiache.
I ricercatori hanno, tuttavia, fatto notare che non esiste un rapporto diretto tra arco corneale e xantelasmi da una parte e malattie cardiache dall’altra. Come detto all’inizio sembrerebbe essere più un’associazione di carattere statistico che un rapporto di "causa-effetto".
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