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Microcitemia: sintomi e cure


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La Microcitemia è una patologia del sangue molto diffusa nel nostro Paese ma della quale si sa davvero poco. Molto spesso i portatori non si accorgono neanche di averla, dato che apparentemente i malati sono persone completamente sane. Ma vediamo insieme di cosa si tratta e come affrontarla nella maniera migliore.

 

Cos’è la Microcitemia?

 

La Microcitemia è una alterazione ereditaria del sangue che comporta la presenza di un maggior numero di globuli rossi rispetto al normale. Tali globuli rossi sono di forma appiattita e deforme e contengono livelli di emoglobina molto più bassi del normale.

 

Le alterazioni del sangue e della produzione di emoglobina appena descritti vengono facilmente identificati da test specifici ma raramente il portatore della malattia si accorge di avere qualcosa che non va. I malati di Microcitemia sono persone apparentemente sane: gli unici sintomi visibili sono pallore e debolezza, che però possono essere confusi con altre sintomatologie.

 

Come ci si ammala di Microcitemia?

 

La Microcitemia è un’alterazione di tipo genetico. Questo significa che i malati che ne soffrono hanno “ereditato” da uno o da entrambi i genitori un gene microcitemico.

 

E’ facile comprendere che si nasce microcitemici e che quindi non si può contrarre la malattia nel corso della vita in nessun modo. Chi nasce microcitemico non può curarsi e resta tale per sempre.


Quanti sono i malati in Italia?

 

Anche se la Microcitemia è una patologia semi-sconosciuta, in Italia è molto diffusa: si parla di 2 milioni e mezzo di portatori sani in tutta la Penisola. Tra questi 2 milioni, la metà è portatore di Beta Microcitemia, cioè la varietà che causa la malattia chiamata Anemia Mediterranea, una gravissima anemia che comporta cure lunghe ed impegnative sin dall’età neonatale.

 

Come affrontare la Microcitemia?

 

Ai malati viene di norma consigliato di seguire una dieta sana ed equilibrata, con alimenti che aiutino non ad immettere Ferro ma ad assorbirlo meglio, come quelli ricchi di Vitamina C. Sono poi da evitare il tè, il caffè, lo zucchero industriale, il sale ed il fumo, che rallentano l’assorbimento del Ferro.

 

Spesso i microcitemici assumono anche integratori di acido folico e Vitamina B 12.

 

Lucia D'Addezio

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