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L'infarto e i fattori di rischio


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L'infarto è una sindrome coronarica acuta che attraverso l'ostruzione di un'arteria coronarica crea la necrosi del miocardio, cioè il tessuto muscolare che costituisce la gran parte del cuore. In pratica l'arteria coronarica, chiamata così perché distribuita letteralmente “a corona” intorno al cuore, si chiude non lasciando più passare sangue e di conseguenza ossigeno.

 

La chiusura dell'arteria è imputabile nella maggioranza dei casi ad una patologia chiamata aterosclerosi, che ha come effetto la perdita di elasticità delle pareti coronarie, perdita dovuta a deposito di grassi, colesterolo e altre sostanze sulla parete stessa.

 

Nel 90% dei casi d'infarto l'occlusione della coronaria è dovuta ad un trombo, cioè un coagulo di grassi e altre sostanze, che va a chiudere un vaso già parzialmente ostruito da una placca aterosclerotica. Fino ad oggi le cause dell'aterosclerosi e di conseguenza dell'infarto miocardico sono soltanto a livello di ipotesi.

 

Sono però ampiamente conosciuti e descritti quelli che vengono definiti fattori di rischio. I fattori di rischio vengono generalmente suddivisi in due categorie: i fattori di rischio non modificabili e i fattori di rischio modificabili. I fattori non modificabili, definiti anche fattori di rischio predisponenti, sono la predisposizione familiare a malattie cardiovascolari, l'età e il sesso. In particolare il sesso maschile sembra essere il più colpito da infarto, inoltre il rischio aumenta con l'età.

 

Tra i fattori di rischio modificabili, ossia fattori sui quali possiamo intervenire, si trovano altre malattie tra cui colesterolo, diabete, ipertensione, sovrappeso e obesità. Il fumo, l'abuso di alcool e caffè e la mancanza di attività fisica, stress e tensioni sono altri tra i fattori di rischio più noti. Tutti questi fattori, da soli e soprattutto sommati, possono danneggiare il cuore e favoriscono l'insorgere di malattie cardiovascolari. Ad esempio un fumatore di sesso maschile e di età compresa tra di 35 e i 60 anni rischia il doppio rispetto a un non fumatore.

 

Questo perché con il fumo si introducono sostanze nocive che possono creare alterazioni delle pareti vascolari. Chi ha la pressione alta e colesterolemia elevata si espone ad un rischio di infarto quadruplicato rispetto a un soggetto con pressione e colesterolemia nella norma. Colesterolo e trigliceridi favoriscono il restringimento delle pareti arteriose attraverso depositi di grasso mentre la pressione alta affatica il cuore.

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