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Cefalea: come curarsi?
L' Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce nel mal di testa una delle più diffuse forme di disabilità nel mondo; qui da noi purtroppo non è sempre così e spesso questa patologia, perché di patologia si tratta almeno a determinati livelli, è sottovalutata ed è così che la maggioranza delle persone che ne soffrono ricorrono al fai da te
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Per tenere a bada gli attacchi lancinanti spesso si ricorre a farmaci analgesici da banco che tuttavia arrecano assuefazione se assunti costantemente, portando anche all'aumento della dose e peggiorando la situazione nel lungo termine. E' evidente che questo costituisce un problema nel caso si soffra di emicrania quotidianamente. Che fare? Prima di tutto non sottovalutiamo i sintomi e rivolgersi ad uno specialista spesso è la cosa migliore, soprattutto se si nota che il problema è costante. Anche perché la cefalea può essere un segnale o un campanello d'allarme per altri disturbi più o meno seri. In Italia esistono centri specializzati per la ricerca ed il trattamento dell' emicrania che oltre a fornire una diagnosi possono consigliare anche dei farmaci specifici. Molti esperti dicono che dalla cefalea si può guarire. Vediamo quali sono i principali strumenti oggi a disposizione per trattare il problema. Premesso che una buona e sana alimentazione e una costante attività fisica aiutano a combattere il mal di testa, tuttavia spesso, nelle situazioni più gravi, ciò non basta e quindi ecco una breve panoramica su ciò che la ricerca ci offre. Iniziamo dalle novità che arrivano soprattutto dagli USA e che cominciano ad essere sperimentate in alcune realtà ospedaliere nostrane. In America da tempo si studia la “stimolazione magnetica transcranica” che consiste nell'applicazione di una piastrina magnetica nella parte posteriore della testa che invia impulsi magnetici che bloccano sul nascere la cefalea, In sostanza si va a modificare/controllare l'attività elettrica del cervello, direttamente responsabile del dolore cefalico.
L'operazione di applicazione del congegno è indolore e non invasiva, alcune equipe stanno sperimentando la sua collocazione nel collo proprio dove passa il nervo vago responsabile della trasmissione degli impulsi che governano la sensazione di dolore. Per quanto riguarda invece un approccio alternativo, cioè tutto ciò che riguarda le medicine non convenzionali e oltre, si stanno sperimentando tecniche, usate spesso per il benessere psicofisico in generale, come la respirazione profonda, gli esercizi di rilassamento e rilascio muscolare e lo yoga. L' auricoloterapia (agopuntura nelle orecchie) si sta diffondendo moltissimo grazie anche al suo carattere preventivo oltre che curativo insieme alla fitoterapia, che è indicata soprattutto per le forme più leggere.Allora si potranno assumere melissa, valeriana,camomilla, lavanda, angelica ed altre piante a particolare potere sedativo (più blando dei farmaci comunque). Anche l'oligoterapia si avvale dell'uso di manganese per periodi di cura di ca. due o tre mesi insieme anche a fosforo e cobalto. Che diciamo poi del botulino? Conosciuto sia come patogeno alimentare, ma anche come alleato della medicina estetica, è usato anche per trattare l' emicrania cronica nei casi di resistenza ai farmaci: si inietta nei muscoli della fronte, della mascella, delle spalle ed intorno agli occhi. Il botulino contribuisce a rilassare localmente i muscoli e questo effetto può durare anche quattro o cinque mesi. Infine diamo una scorsa ai classici farmaci che vengono tutt'oggi impiegati per il trattamento della cefalea. Abbiamo già accennato ai farmaci analgesici da banco che però vanno bene occasionalmente e vanno assunti entro un'ora dalla comparsa dei sintomi. Alcuni farmaci di nuova formulazione sono acquistabili solo tramite ricetta medica, come ad es. quelli che hanno i triptani come principio attivo.
Si attende in Italia la commercializzazione dei cerotti elettromagnetici a rilascio graduale di queste sostanze in modo da prolungare l'effetto analgesico. Altri farmaci soggetti a prescrizione medica sono quelli a base di topiramato un principio attivo che agisce direttamente sui neuroni coinvolti nel meccanismo di risposta al dolore. Esiste anche uno spray nasale che applicato localmente evita eventuali effetti collaterali sul tratto gastrointestinale come è possibile che succeda nel caso di assunzione di farmaci sotto forma di compresse. E poi chiaro che altri farmaci, quindi non specifici, possono avere un effetto anche su un emicrania leggera come alcuni ansiolitici, alcuni antidepressivi e gli antidolorifici in genere. Dopo questa panoramica, comunque è buona cosa, per chi soffre in modo ricorrente, rivolgersi a centri specializzati; esistono anche delle associazioni di malati che danno informazioni e fungono da rete di contatto.
Dott.ssa Romina Marroni
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