Salute-
Chirurgia
Le alternative all’isterectomia
L’ isterectomia è un intervento drastico con il quale viene asportato l’ utero. Ci sono, però, alternative valide che prevedono la cura con farmaci e interventi mini invasivi che conservano l’utero
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L’alternativa migliore sarebbe la spirale medicata, che rilascia un progestinico, consigliata da studi internazionali. L’isterectomia è un intervento eseguito ogni anno in Italia su 70mila donne. Si tratta di un intervento drastico in cui l’utero viene asportato con varie tecniche, come la classica laparotomia (un’incisione sul pube con anestesia generale e ricovero per 5-6 giorni), la laparoscopia (tre piccole incisioni addominali) e l’asportazione per via vaginale eseguita in anestesia spinale.
Il dato significativo è che l’isterectomia è un’operazione eseguita spesso, anche in caso di malattie benigne, e viene di frequente presentata come l’unica soluzione possibile, come ad esempio in caso di mestruazioni molto abbondanti che danno luogo a vere proprie emorragie. In Italia sarebbe a rischio una donna su cinque. Ma quando è necessario l’intervento?
L’intervento è necessario quando si deve far fronte a malattie tumorali o a seconda dei casi, sotto stretto parere medico. Inoltre, questo intervento prevede un periodo post operatorio di grande attenzione, della durata di almeno 40 o 50 giorni, in cui si devono evitare attività sportive, giardinaggio e lavori domestici pesanti, rapporti sessuali, si può solo passeggiare e guidare a distanza di qualche giorno dall’operazione. Le alternative più importanti all’isterectomia vertono su tecniche conservative, in particolare sull’impiego di un ormone che regolarizza il flusso mestruale.
Anche i farmaci possono aiutare, come i procoagulanti locali e il progesterone, che funziona per ridurre il flusso. Utili possono essere anche gli antinfiammatori non steroidei, utilizzati spesso anche contro i dolori mestruali. Talvolta si consiglia anche la pillola anticoncezionale, ma per funzionare deve essere presa a dosaggi più elevati del solito. Un altro intervento alternativo mini invasivo è l’ablazione, che consente di conservare l’utero utilizzando uno strumento detto ansa che brucia la mucosa uterina riducendo il sanguinamento, con tempi di recupero molto rapidi.
Il migliore intervento salva utero è la spirale medicata, che, secondo studi fatti sulla riduzione del flusso abbondante, aiuta a regolarizzare il 60% delle donne. La spirale medicata agisce come un anticoncezionale e quando viene tolta si recupera la fertilità. Deve essere applicata dal ginecologo e richiede controlli annuali.
Andromeda Aliperta
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Vuoi saperne di più sugli interventi chirurgici? Leggi Tornano le staminali - Alla scoperta dell'ernia ombelicale
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