Salute-
Cancro e Tumore
Tumori e alimentazione: le 7 verità
L’alimentazione e le patologie tumorali hanno un legame a doppio filo: il cibo può essere un grande alleato nella lotta al cancro ma anche un pericoloso nemico. Come orientarsi, e cosa scegliere? Ecco i sette comandamenti dell’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
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Quanto incidono le abitudini alimentari sul rischio di sviluppare un tumore? Non è facile fare calcoli precisi, ma l’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. Responsabili sostanze come i nitriti e i nitrati utilizzati per la conservazione dei salumi, le aflatossine liberate da mais, granaglie e legumi mal conservati, grassi e proteine animali.
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Esistono tumori legati più di altri al tipo di alimentazione? La risposta è sì: lo confermano studi dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC). Tra quelli che risentono di più della quantità e della qualità dei cibi ci sono i tumori dell’apparato gastrointestinale, e in particolare quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto, ma anche il tumore del fegato. L’azione locale di alcune sostanze (come ad esempio l’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche) può favorire inoltre lo sviluppo di tumori della bocca o della gola.
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Quali cibi vanno privilegiati, e quali evitati, per cercare di prevenire la malattia? Un’alimentazione sana, che tenga alla larga dalle malattie tumorali, richiede soprattutto di ridurre drasticamente l’apporto di grassi e proteine animali, favorendo invece l’assunzione di cibi ricchi di vitamine e fibre. Per questo occorre portare a tavola almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno; privilegiare nella scelta di cereali, pane, pasta e riso quelli integrali e abbinarli sempre a un po’ di legumi. Un posto d’onore merita la soia, che riduce il rischio di tumore al seno nella donna e alla prostata nell’uomo. Salutari anche i semi di lino, ricchi di omega-3, e le alghe orientali.
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Come orientarsi nella scelta di frutta e verdura? La prima regola è quella della varietà: il rischio di tumore al polmone può essere inferiore tra i fumatori che assumono molti tipi diversi di frutta e verdura rispetto a chi non cambia mai menu. Tra la frutta, i principali strumenti di prevenzione sono le arance, ricche di vitamina C, l’uva e soprattutto i frutti di bosco, che proteggono il DNA da mutazioni potenzialmente cancerogene. Lo stesso vale per le verdure a foglia verde, i vegetali giallo-arancioni e i pomodori. Ma la famiglia di ortaggi più importante per tenere alla larga il cancro a tavola è quella dei cavoli: mangiare almeno cinque volte la settimana verze, cavolfiori o cavolini di Bruxelles dimezza il rischio di cancro alla vescica, al seno, al polmone, all’intestino e alla prostata.
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Anche le modalità di cottura dei cibi incidono sul rischio-tumore? Sì, la cottura alla griglia, soprattutto della carne, produce sostanze cancerogene. È meglio cucinare i cibi a temperature più basse, per esempio utilizzando il vapore o il cartoccio.
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Ci sono altre bevande che possono avere un ruolo protettivo? Succhi, spremute, frullati e centrifughe di frutta e verdura, purché privi di zuccheri aggiunti, possono sopperire almeno in parte a uno scarso apporto di alimenti vegetali nella dieta. Nel tè verde, ma non nel tè nero, e in quello giapponese più che in quello cinese, sono contenuti polifenoli dalle note proprietà anticancro chiamati catechine, che sembrano proteggere dai tumori della pelle, del colon, del polmone, del seno e della prostata. Una tazza di cioccolata calda, poi, contiene cinque volte più antiossidanti di una tazza di tè nero e tre volte più di una tazza di tè verde: ma quando la si sceglie occorre tener conto anche del suo notevole apporto calorico e del suo contenuto in grassi e zuccheri.
- Si possono sostituire le sostanze benefiche contenute nei cibi con farmaci e integratori? No. Non solo l’effetto non è altrettanto benefico, ma in molti casi si è rivelato controproducente, aumentando, invece di diminuire, il rischio di sviluppare alcuni tumori. Non si sa bene perché questo accada: è possibile che negli alimenti l’effetto benefico sia prodotto più dall’azione sinergica delle varie sostanze, miscelata in una particolare proporzione, che non dall’azione della singola vitamina. Inoltre non è probabilmente trascurabile il ruolo delle fibre e di altri elementi presenti anche soltanto in tracce.
Silvia Nava
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Vuoi saperne di più sulle sostanze tossiche? Leggi: Curcumina: nuovo alleato antitumore - 7 sostanze che potrebbero far male
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