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Tumore al seno: quanto conta la familiarità?


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L’ereditarietà e la familiarità sono due fattori di rischio per il tumore al seno. In pratica se in famiglia ci sono già stati casi della malattia si è maggiormente predisposte a contrarre lo stesso tipo di tumore.

 

E’ importante però sottolineare che l’ereditarietà è solo un fattore di rischio, non una causa certa, quindi chi ha o ha avuto familiari ammalati di cancro al seno non erediterà la malattia, semplicemente sarà più predisposta a svilupparla. Inoltre la presenza in una stessa famiglia di più casi di tumore non è dovuta soltanto ad ereditarietà ma anche ad altri fattori predisponenti di tipo ambientale.

 

Si parla di tumore familiare quando la malattia colpisce diversi membri di una stessa famiglia legati da una parentela stretta cioè genitori, figli e fratelli.

 

Le statistiche ci dicono che circa il 20% dei pazienti affetti da carcinoma al seno hanno avuto un precedente in famiglia, inoltre l’avere o aver avuto un parente stretto colpito da questa patologia aumenta di 2-3 volte il rischio di contrarlo. In questi casi non è solo la consanguineità il fattore di rischio bensì altri elementi di tipo ambientale, infatti una famiglia non condivide soltanto il sangue ma spesso anche abitudini e stili di vita. Si parla invece di tumore ereditario quando il carcinoma alla mammella è dovuto a un difetto genetico ereditario.

 

I casi di tumore ereditario sono abbastanza rari: solo da 5 a 10 casi su 100 di tumore al seno è dovuto a fattori genetici. Se si è in presenza di una mutazione dei geni il rischio di contrarre il tumore è altissimo anche in giovane età.

 

Si può pensare alla presenza di un difetto genetico ereditario quando in famiglia, tra parenti stretti, ci sono o ci sono stati più di tre casi di cancro al seno. Va da sé quindi che nei casi di familiarità ed ereditarietà la prevenzione gioca un ruolo importantissimo. Se in famiglia ci sono stati casi di tumore è vitale controllarsi spesso.

 

 L’autopalpazione ogni 2-3 mesi è uno strumento efficace per scoprire eventuali anomalie. Ci si può rivolgere poi ad uno specialista che possa valutare da subito la situazione di familiarità/ereditarietà. Il test di elezione per diagnosticare questa patologia resta però sempre la mammografia.

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