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Cancro e Tumore

Tumori: Prevenzione e diagnosi precoce


Prevenzione in campo neoplastico è spesso sinonimo di diagnosi precoce. Gli esami consigliati, infatti, non servono a scongiurare o a limitare il rischio di comparsa di un tumore, ma a diagnosticarlo in una fase precoce, quando, cioè, le possibilità di completa guarigione sono elevate. Ma quali sono gli esami a cui dovremmo sottoporci? C’è qualcosa che possiamo fare in autonomia? Ecco un elenco che non ha la pretesa di essere completo, ma che comprende gli accertamenti principali che bisognerebbe fare per tutelarsi dal cancro.

 

Mammografia ed ecografia del seno

 

L’esame principale per la diagnosi precoce di carcinoma mammario è la mammografia. Fino a qualche anno fa era consigliata dai 50 ai 69 anni d’età, ogni biennio; la soglia, però, si sta abbassando sempre più e alcuni medici la consigliano a partire dai 40 anni. Prima dei 36 anni, quando, cioè, la struttura del seno è tale da non essere perfettamente analizzabile con questo esame, la mammografia non è consigliata. Le donne con familiarità per il tumore al seno, dovrebbero, però, eseguire un’ecografia, una volta all’anno, anche prima dei 36 anni. La questione dell’età a cui cominciare a fare i controlli è comunque piuttosto controversa; si consiglia pertanto di rivolgersi al proprio medico curante per maggiori indicazioni e per valutare la propria personale situazione. È importante anche eseguire periodicamente un’autopalpazione del seno.

 

Pap-test

 

Tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni dovrebbero eseguire periodicamente il Pap-test. Con questo esame è possibile individuare tumori al collo dell’utero anche molto piccoli o persino lesioni precancerose. Il test nelle strutture pubbliche è gratuito. Andrebbe fatto ogni tre anni, salvo diverso parere del ginecologo.

 

Controllo dei nei

 

Ogni anno, soprattutto le persone con pelle molto chiara e tanti nei, o quelle che hanno una familiarità per il melanoma, dovrebbero rivolgersi al dermatologo per farsi controllare i nei. Il dermatologo, con l’aiuto di uno strumento detto dermatoscopio, ne analizzerà tutte le caratteristiche e sarà in grado di individuare quelli potenzialmente a rischio. È consigliabile rivolgersi a uno specialista in possesso di videodermascopio, uno strumento più evoluto del semplice dermatoscopio, che consente di salvare l’immagine sul computer e quindi di poter fare una comparazione più precisa nel tempo. Ogni sei mesi, poi, sarebbe opportuno fare un autocontrollo dei nei per valutarne alcune caratteristiche, seguendo la cosiddetta regola dell’ABCDE (asimmetria, bordi irregolari, colore, dimensioni, evoluzione). Se un neo è sintomatico, cioè se per esempio prude o sanguina, rivolgersi immediatamente al proprio medico.

 

PSA e visita urologica

 

Il tumore alla prostata è uno dei più diffusi nella popolazione maschile. Sotto i 40 anni è piuttosto raro, ma sopra i 50 è, invece, frequente. La possibilità di ammalarsi cresce con l’aumentare dell’età. Anche in questo caso, la diagnosi precoce è fondamentale per la buona prognosi della patologia. Ogni uomo, dai 50 anni in poi dovrebbe sottoporsi a una visita urologica preventiva, sarà il medico a stabilire quali esami prescrivere in seguito all’esame obiettivo. Un test abbastanza diffuso è la misurazione del PSA; con un semplice prelievo si può valutare la presenza di questo antigene specifico nel sangue. Valori di PSA oltre una certa soglia sono indicativi di una malattia prostatica, ma non necessariamente di un tumore. L’esame è comunque utile per valutare la possibilità di eseguire esami più approfonditi.

 

Screening per il tumore del colonretto

 

Tutte le persone nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 69 anni dovrebbero sottoporsi periodicamente al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Se il test risulta positivo si avvia tutto il percorso diagnostico per la ricerca di eventuali lesioni cancerose o precancerose. Se, invece, risulta negativo si consiglia di ripetere lo screening ogni due anni.

 

Questi, come dicevamo, sono solo gli screening fondamentali a cui sarebbe opportuno sottoporsi. Fare esami diagnostici non è mai piacevole e può essere una fonte di stress enorme. Bisogna, inoltre, sempre considerare l’eventualità di falsi positivi o di falsi negativi. Benessere Village consiglia pertanto di rivolgersi al proprio medico curante per fare una valutazione del proprio stato di salute e per programmare, con serenità, gli esami a cui sottoporsi in base alla propria età e alla propria anamnesi familiare.

 

Ricorda, comunque, che la prevenzione parte da uno stile di vita sano ed equilibrato. Un’attività fisica regolare e un’alimentazione senza eccessi e ricca di vegetali aiuta a mantenersi sani e a sentirsi bene.

 

Margherita Russo

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