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Mammografia: come preparasi?


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Prima di fissare un appuntamento per eseguire un mammogramma, le linee guida raccomandano di discutere col proprio medico di qualsiasi problema o anomalia riscontrata nel seno. Informare inoltre il proprio medico di qualsiasi precedente intervento chirurgico al seno, utilizzo di ormoni ed eventuali storie familiari o personali di tumore al seno.
Non prenotare il mammogramma nella settimana precedente l'inizio del ciclo se in tale periodo il proprio seno risulta essere più morbido: il periodo migliore per sottoporsi a un mammogramma è una settimana dopo la fine del ciclo. Informare sempre il proprio medico o radiologo se esiste la possibilità di essere incinta.

Le linee guida raccomandano inoltre:


  • Di non usare deodorante, talco o lozioni sotto le ascelle o sul seno nel giorno dell'esame. Questi potrebbero infatti apparire nel  mammogramma come macchie di calcio.
  • Descrivere al tecnico che esegue l'esame qualsiasi sintomo o problema.
  • Se possibile, raccogliere eventuali mammogrammi precedenti e presentarli al radiologo alla data di effettuazione dell'esame.

Che aspetto ha l'attrezzatura?

Un'unità mammografica è una scatola rettangolare che ospita il tubo all'interno del quale vengono prodotti i raggi X. L'unità viene usata esclusivamente per gli esami a raggi X del seno, con accessori particolari che fanno in modo che solo il seno sia esposto ai raggi X. Attaccato all'unità si trova un dispositivo che tiene fermo, comprime e posiziona il seno in modo che sia possibile ottenere immagini a diverse angolazioni.

Come funziona la procedura?

I raggi X sono una forma di radiazione, come la luce o le onde radio, e sono in grado di passare attraverso la maggior parte degli oggetti, incluso il corpo umano. Una volta puntato con precisione verso la parte del corpo che si sta esaminando, un dispositivo a raggi X produce un piccolo impulso di radiazioni che passa attraverso il corpo, registrando un'immagine su pellicola fotografica o su una speciale piastra di registrazione digitale.

Parti diverse del corpo assorbono i raggi X a diversi livelli. Le ossa, più dense, assorbono la maggior parte della radiazione, mentre i tessuti molli, come muscoli, grasso e organi, lasciano passare una maggior quantità di raggi X. Come risultato, ai raggi X le ossa appaiono in bianco, i tessuti molli in gradazioni di grigio e l'aria in nero.

Fino a poco tempo fa, le immagini a raggi X erano conservate come copie su pellicola rigida (in maniera molto simile ai negativi fotografici). Al giorno d'oggi invece, la maggior parte delle immagini viene conservata elettronicamente sotto forma di file digitali. Queste immagini memorizzate sono facilmente accessibili e sono spesso paragonate alle attuali immagini a raggi X nella diagnosi e nel trattamento delle malattie.
 

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