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Parto dolce per attenuare il trauma della nascita


Gentile dottoressa, sono una donna di 29 anni al sesto mese di gravidanza. Ho letto molto in questo periodo, libri e riviste, e sono preoccupata per il cosidetto trauma della nascita. C’è qualche modo di attenuarlo?

 

Paola M., Monza (MB)

 

La nascita è la prima grande separazione drammatica e violenta che il bambino affronta: la frattura per eccellenza, simbolo, più di ogni altra esperienza umana, del passaggio ad una nuova vita, carica di incognite angoscianti, ma ricca anche di promesse e di possibilità infinite.

 

Dal nido caldo, protetto, silenzioso che è stato il grembo materno, il neonato è sbalzato in un mondo totalmente diverso, dove ogni punto di riferimento conosciuto scompare: l’aria si sostituisce all’acqua, la luce al buio, mentre il rumore caotico spezza la dolce melodia del battito cardiaco materno. A questa rivoluzione ambientale corrisponde quella fisica. L’aria penetra nei polmoni e li espande; la circolazione cambia radicalmente; il cuore batte ad una velocità che non avrà mai più (160-180 battiti al minuto). Tutti questi sconvolgimenti accadono nei primi 5 minuti che seguono il parto, decisivi per il neonato e per la sua futura qualità della vita.

 

Una soluzione per ridurre il cosidetto trauma c’è… si chiama parto dolce; è un tipo di parto organizzato in modo da rendere meno traumatica quella lacerante esperienza di distacco che è la nascita. Uno dei primi ad individuare i risvolti traumatici e violenti del parto sul neonato è stato il ginecologo Leboyer, che ha messo a punto un metodo dolce per partorire riportando le esigenze psicologiche del bambino al centro dell’attenzione.

 

La caratteristica principale del parto dolce è quella di attenuare il passaggio dalla vita intrauterina a quella extrauterina, preparando un ambiente molto simile al grembo materno. Luci soffuse, voci e rumori attutiti, movimenti discreti accolgono il neonato, che viene immediatamente restituito alla madre, in modo da ricreare, attraverso il contatto con il suo corpo e il suo seno, quella sensazione di fusione che il feto viveva in utero. Anche i controlli medici vengono eseguiti in un clima di maggior rispetto del neonato, in modo da evitare quelle forme di accanimento terapeutico che in molti ospedali trasformano la nascita in una pratica medica cruda e invasiva.

 

Dott.ssa Giorgia Penserini

 

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Vuoi saperne di più sulla gravidanzaNascite premature: Perchè? - Parto indolore: una realtà non sempre possibile

 

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