Salute-
Bambini
La scelta della baby sitter
La scelta della baby sitter è molto importante e delicata, perché si tratta di una persona estranea alla famiglia a cui viene affidato il compito più difficile e impegnativo: la cura e l’affetto del proprio figlio
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I requisiti di una brava baby sitter non possono perciò essere solo di tipo professionale: tra lei e la madre si deve instaurare anche un’intesa “di pelle” che risulta molto tranquillizzante per il bambino. Tutti i segnali di un’eventuale irritazione o sfiducia della mamma nei confronti della nuova arrivata, infatti, vengono immediatamente colti dal bambino, anche se non sono espressi in modo diretto ed esplicito. Di fronte a questo tipo di disapprovazione, il piccolo potrebbe sentirsi più insicuro e in più in difficoltà a separarsi dalla mamma.
Oltre alla mancanza di fiducia, l’altro sentimento che è importante che la madre tenga sotto controllo è la gelosia nei confronti di quest’altra donna che vivrà grandi momenti d’intimità con il bambino. Sarà più facile liberarsi dalla gelosia se la madre che torna dal lavoro si spoglia anche di inutili sensi di colpa che potrebbero farle vivere la figura della baby-sitter come quella di una rivale. Per contro sarà dovere della baby-sitter rimanere entro i limiti dei propri compiti professionali, senza invadere il campo affettivo materno.
Per favorire la riuscita del delicato inserimento della nuova figura è bene evitare di lasciare troppo presto il bambino nelle mani delle baby-sitter, magari dietro il pretesto che il bambino mostra entusiasmo (per lui innaturale) verso questo cambiamento. È bene che all’inizio il bambino venga affidato alla baby-sitter solo per poche ore e in presenza della madre, che si allontanerà definitivamente solo quando il rapporto sarà consolidato.
È altresì importante comunicare al bambino con chiarezza e senza sotterfugi che la mamma deve assentarsi, che tornerà presto e che nel frattempo lui dovrà stare con la baby-sitter. Questa piccola accortezza serve al bambino per capire che, anche se la mamma non c’è, non è stato “abbandonato”. Espedienti molto diffusi come allontanarsi di nascosto per evitare che il bambino pianga, possono funzionare temporaneamente, ma alla lunga lasciano un profondo senso di insicurezza e di sfiducia nel piccolo “ingannato”.
Dott.ssa Giorgia Penserini
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