Salute-
Bambini
Il linguaggio che incredibile scoperta
Il primo linguaggio che il bambino usa, fin dalla nascita, è quello del corpo. Prima di imparare a parlare egli comunica attraverso i gesti, le espressioni del viso, le posture, i vocalizzi. L’esempio per eccellenza di comunicazione preverbale è il sorriso, che compare intorno al terzo mese di vita come segno di riconoscimento e di intenzione a comunicare.
A 6 mesi circa comincia la fase del balbettio (detta lallazione): il bambino imitando la mamma pronuncia una catena di sillabe (ba ba, ma ma, pa pa ecc) e prova a modulare la voce. Da questo confuso balbettio nascono verso i 12 mesi le prime parole (mamma, papà).
Perché “mamma” è la prima parola che il bambino solitamente pronuncia?
Nella maggior parte dei casi una delle prime parole che il bambino pronuncia è proprio “mamma”. La ragione non è soltanto di ordine tecnico. Se da un lato, infatti, mamma è in molte lingue una parola formata dalla stessa sillaba quindi, facile da pronunciare, dall’altro è l’atteggiamento stesso della madre a sollecitare il precoce apprendimento di questo vocabolo. È la mamma, infatti, che lo insegna, tra le prime parole, al bambino stimolandolo a ripeterlo e indicando se stessa ogni volta che il piccolo, nella fase della lallazione, pronuncia la catena di sillabe “ma ma ma ma”. In questo modo si genera un potente meccanismo di rinforzo che induce il bambino ad imparare rapidamente la parola magica, una parola che evoca tutto il suo mondo e che nei primi tempi gli serve ad esprimere tutte le sue più grandi emozioni.
Errori da evitare
Il linguaggio che la mamma utilizza per dialogare con il bambino deve essere il giusto punto di incontro tra l’espressione affettiva e la competenza grammaticale. L’estremizzazione di una di queste due componenti non facilita l’apprendimento linguistico del bambino. Molte madri tendono a rivolgersi al figlio usando solo vezzeggiativi, diminutivi, parole storpiate, in una sorta di linguaggio segreto che non permette al bambino di accrescere le sue conoscere linguistiche. Il bambino che comincia a parlare deve poter imitare anche parole brevi, chiare, usate comunemente da tutti gli altri adulti.
L’errore può essere anche opposto quando la madre, per stimolare il figlio ad un precoce apprendimento, si rivolge a lui soltanto con un linguaggio adulto, troppo sofisticato, trascurando quella componente reciproca di imitazione, di calore affettivo e di spontaneità che stimola il bambino a riprodurre ciò che la madre gli dice.
È fondamentale che la mamma parli ad alta voce con il suo bambino, dando un nome alle cose, ai gesti, alle emozioni che via via si presentano rinforzando con la gioia del sorriso e con il calore delle parole i primi balbettii del piccolo.
Dott.ssa Giorgia Penserini
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