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Bambini

Il mio bambino è Aggressivo


L’aggressività è molto diffusa fra i bambini piccoli ed è spesso fonte di ansia e di preoccupazione per i genitori, che non sanno come intervenire.

 

In realtà l’aggressività è un comportamento complesso che per essere compreso deve essere analizzato in tutte le sue sfaccettature. Innanzitutto bisogna precisare che il bambino utilizza il comportamento aggressivo come strumento per comunicare i suoi bisogni e i suoi desideri. È ancora incapace di comunicare attraverso le parole, per questo, il bambino di 1 o 2 anni può manifestare il suo bisogno di possesso, per esempio nei confronti di un giocattolo, o di attenzione da parte degli altri o, in generale, la sua domanda d’amore attraverso comportamenti aggressivi. Scaraventare a terra un compagno più piccolo per farsi spazio, tirare i capelli ad un altro bambino che non cede il giocattolo desiderato o scagliare a terra gli oggetti per richiamare l’attenzione dei genitori sono, a questa età, tentativi di esprimersi.

 

Proprio perché non è una manifestazione intenzionale di cattiveria, ma una delle tappe evolutive che il bambino piccolo attraversa, il comportamento aggressivo mette spesso in difficoltà i genitori che si chiedono come intervenire e come gestire adeguatamente permissività e repressione.

 

Ricordiamo infine che il bambino non conosce i concetti di giustizia e di proprietà privata, ma al contrario è convinto che qualsiasi oggetto gli interessi sia automaticamente suo.

 

Quindi il genitore che si trova di fronte ad una reazione aggressiva è importante che reagisca con fermezza.

 

Un altro fenomeno assai diffuso sono le crisi di collera che si presentano solitamente quando il bambino non ottiene ciò che desidera. Queste crisi sono inscenate generalmente nei luoghi e nei momenti meno opportuni, quando il bambino sa di mettere in difficoltà il genitore.

 

Che deve fare il genitore? Agire con fermezza, anche fisica, trascinando via di peso il piccolo provocatore e stringendolo in braccio per dargli il senso del contenimento. Il bambino collerico, infatti, ha bisogno di sentirsi frenato con fermezza dal genitore in una reazione che lui stesso non riesce più a controllare. Passata la tempesta il genitore non deve intervenire con risentimento e con rabbia ma dovrà far capire al bambino che non è successo nulla di irreparabile.

 

Dott.ssa Giorgia Penserini - Psicologa

 

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