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Bambini: correggere i piedi piatti


piedi piatti

I piedi piatti sono un disturbo normale fino a tre anni di età, che in genere scompare con la crescita. Ci sono casi, però, in cui è necessario intervenire. Ecco come correggerli e gli errori da non fare

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Tra tutti i disturbi legati ai piedi dei bambini quello dei piedi piatti è il più comune e colpisce tutti i bambini sotto i tre anni di età. Molti disturbi che colpiscono i piedi dei bambini durante la crescita possono rientrare in maniera spontanea. In alcuni casi, però, è necessario intervenire, sia chirurgicamente che con esercizi di fisioterapia, stando attenti ad alcuni errori da evitare.

 

Fino a tre anni, i bambini non hanno sviluppato muscoli e tendini dell’arco plantare, che rappresentano la curvatura del piede. Il grasso presente nella zona nasconde la curvatura facendo sembrare i piedi piatti anche quando non lo sono. Nel 95% dei casi, il piede piatto è di tipo elastico ed è associato anche al disturbo detto valgismo del calcagno che si ha quando la caviglia cede verso la parte interna della gamba, determinando la classica camminata “a paperella”.

 

Quando il piede piatto è di tipo rigido, invece, si ha una malformazione delle ossa del piede. In questo caso le ossa risultano legate tra loro, facendo soffrire i bambini di diversi dolori che gli impediscono le normali attività quotidiane. Il piede piatto di tipo elastico è diffuso tra i bambini ma anche tra gli adulti e non comporta particolari problemi. In ogni caso, è sempre meglio fare una visita dal pediatra o dall’ortopedico, per accertarsi che sia un difetto poco importante, risolvibile con un paio di plantari o un po’ di riabilitazione.

 

Il problema sorge, invece, nel caso di piede piatto di tipo rigido, una malformazione che colpisce alla nascita i bambini e curabile, fino a qualche anno fa, solo con un’operazione chirurgica. Oggi esiste anche il metodo di Ponseti, una manipolazione soft del piede che precede l’applicazione di gessetti che lo tengono fermo. Dopo un certo periodo, i gessetti vengono tolti e il piede rieducato da uno specialista per non farlo tornare nella posizione originaria sbagliata.Gli interventi chirurgici, invece, sono poco invasivi e consistono nell’introduzione di piccole viti nelle ossa del piede finalizzate alla formazione di un plantare più ampio. Prima di ricorrere alla chirurgia e alla riabilitazione e per una crescita sana del piede del bambino è meglio seguire alcuni importanti accorgimenti:

 

1. Non acquistare scarpe rigide o ortopediche per i bambini, che impediscono il movimento del piede;

 

2. Utilizzare i plantari solo sotto consiglio dello specialista ortopedico;

 

3. Le scarpe del bambino devono essere morbide e flessibili;

 

4. Fare camminare molto il bambino a piedi nudi, al massimo facendogli indossare delle calze antiscivolo.

 

Andromeda Aliperta

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