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In vacanza con i nonni
Luglio è il mese in cui molti nonni partono per le vacanze portandosi dietro i nipoti, anche piuttosto piccoli. Per alcuni genitori è la soluzione ideale, per altri una decisione sofferta...
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I nonni, spesso, sono i compagni di gioco più divertenti, gli amici più fedeli, i confidenti più complici. Quelli che partono per le vacanze portandosi dietro i nipoti sono ormai piuttosto numerosi. È possibile incontrarli soprattutto a luglio, quando le scuole sono chiuse, ma i genitori spesso lavorano. Il fenomeno, comunque, è riscontrabile anche in agosto, quando papà e mamma decidono di concedersi una vacanza da soli. Per alcuni è la soluzione ideale, per altri una decisione molto sofferta. In genere, ad avere più dubbi sono le mamme. Ma perché? Le motivazioni sarebbero soprattutto quattro:
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il diverso modello educativo;
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la paura che il bambino possa sentire troppo la mancanza di mamma e papà;
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l’ansia di non poter essere presenti se il proprio figlio si ammala;
- il senso di colpa.
Il parere degli psicologi dell’età evolutiva, comunque, è spesso rassicurante. Secondo la loro opinione, i bambini riconoscono mamma e papà come educatori e sanno distinguere bene tra il ruolo dei genitori e quello dei nonni; inoltre, sempre secondo molti psicologi, anche quando in vacanza si prende qualche abitudine poco gradita ai genitori, basteranno pochi giorni per riportare il bambino alla routine familiare e fargli riprendere modelli e stili di vita consueti.
Quanto al secondo punto, è ovvio che il bambino vivrà tanto più serenamente la vacanza con i nonni quanto più è stretto il rapporto che avrà costruito con loro in precedenza. Spesso, comunque, contrariamente a quanto si pensi di solito, sono i genitori a soffrire maggiormente il distacco.
L’ansia di non essere presenti in caso di necessità, invece, sempre secondo diversi psicologi, può dipendere dal bisogno del genitore di tenere tutto sotto controllo. Bisogno che non giova all’indipendenza, al senso di sicurezza e alla serenità del figlio. Per stare più tranquilli, comunque, può essere utile parlarne con il pediatra, in modo che possa dare ai nonni (che magari sono un pochino fuori allenamento) qualche consiglio su come comportarsi nel caso subentri qualche disturbo.
Quanto al senso di colpa, è un discorso molto complesso, che viene affrontato di frequente e da più parti. Riguarda soprattutto le mamme perché non di rado si fa fatica a prendersi una piccola pausa e a dare priorità a quella parte di sé, che è donna, prima di essere madre.
Margherita Russo
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