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Facciamo luce sugli OGM
Se ne parla moltissimo, chi a favore, chi contro. Ma cosa sono gli organismi geneticamente modificati?
Sono organismi non presenti in natura, transgenici, che vengono creati dall'uomo grazie all'ingegneria genetica e alle ricerche biotecnologiche inserendo geni di una specie in un'altra, ad esempio geni di batteri o animali in piante (ed anche viceversa). Lo scopo di questi studi è quello di creare sementi resistenti a parassiti o anche a pesticidi ed antibiotici.
Ad esempio ora sul mercato le piante transgeniche presenti sono solo la soia, il mais, il cotone e la colza ed i geni inseriti sono solo di due tipologie, quelli che conferiscono resistenza agli erbicidi e quelli che danno resistenza agli insetti. Si sa che la ricerca va avanti e spesso il motore che l'alimenta è la volontà di sopperire a delle carenze che si evidenziano nella vita dell'uomo.
Tuttavia gli OGM a ben guardare sembrerebbero essere più utili alle multinazionali piuttosto che ai paesi poveri. Difatti se le piante transgeniche resistono ai diserbanti, non ha nessun senso pensare che l'impiego di prodotti chimici in agricoltura sia disincentivato, anzi, gli agricoltori potrebbero utilizzarne di più senza rischiare il raccolto. In questa prospettiva non ne beneficia sicuramente la Terra ed in ultima istanza neanche l'uomo.
Da considerare poi che le sementi transgeniche devono essere prodotte in laboratorio perché non si riproducono, e allora un contadino in un paese povero che vantaggio avrebbe a coltivare sementi OGM quando dovrebbe sborsare un bel po' di denaro per riacquistarle ogni anno?
Qui in Italia gli OGM non sono coltivati ma vengono importati per destinarli ai mangimifici. Difatti la soia ed il mais transgenici vengono utilizzati per nutrire gli animali, tuttavia i prodotti alimentari che derivano da essi (latte, carne, uova ecc.) non riportano (perché non c'è l'obbligo) eventuali tracce di OGM.
Ad oggi in Europa e quindi non solo in Italia l'unica produzione in grado di certificare OGM FREE è quella biologica, perché la produzione è controllata lungo tutta la filiera. Di recente è stato portato agli onori della cronaca il caso sui prodotti Dop ed Igp (come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma) che a discapito dell'etichetta di provenienza e del marchio di protezione potrebbero contenere tracce di OGM perché le sementi transgeniche vengano largamente usate in genere per l'alimentazione animale e pertanto non c'è nessuna garanzia sul prodotto finale, anche se è Dop. Il problema è controllare il fornitore, impresa ardua visto che la comunità europea non obbliga, come si diceva, l'indicazione di OGM nell'etichetta dei mangimi.
L'Europa, a differenza degli Stati Uniti, ha fatto proprio il principio di precauzione sugli OGM, cioè prodotti che potrebbero essere rischiosi per la salute devono essere evitati e non immessi sul mercato in attesa di ulteriori ricerche e documentazione. Tuttavia negli Stati Uniti non succede così, anzi è famoso il caso del mais StarLink (resistente agli insetti) nel 2000 quando anziché essere usato solo a livello mangimistico (come era disposto per legge perché considerato non sicuro per l'uomo) è finito nella catena alimentare come ingrediente provocando centinaia di reazioni allergiche; difatti poi è stato ritirato dal mercato. Esistono purtroppo altri casi analoghi.
In definitiva, gli OGM ancora non sono sicuri, non esistono ricerche sui potenziali rischi per la salute, di certo si sa che l'innesto di DNA estraneo si posiziona a caso nel codice genetico dell'organismo che si vuole modificare pertanto non si sa cosa si produce e quali eventi possano capitare. Un'altra cosa certa sono i rischi per la Natura. L'introduzione di geni modificati minaccia la biodiversità. I prodotti naturali e tradizionali sono a rischio di contaminazione che sembra sia inevitabile se si producono alimenti OGM.
Una legge europea porta la tollerabilità ad un 0,9% di OGM negli alimenti, questo perché tracce possono sempre esserci. Siamo quindi davanti ad un inquinamento genetico? Purtroppo sarà solo il tempo a rivelarci la risposta, in quanto in questa questione, come in altre, quando la semplice ricerca scientifica è al servizio anche dell'onnipotente mercato, l'obbiettività spesso vacilla. E la Scienza, quella vera, dovrebbe essere la custode dell'oggettività nella sperimentazione.
Dott.ssa in Chimica Romina Marroni - Gestalt Counselor - Naturopata Floriterapeuta
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