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Vitamina A: amica o nemica della pelle?


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Gli scaffali delle profumerie, farmacie e anche dei supermercati sono pieni zeppi di creme antirughe dalle formule più stravaganti. Cambia la scatola, cambiano le scritte, ovviamente il prezzo, ma la maggior parte hanno un elemento in comune: tra gli ingredienti si trovano sempre i retinoidi, derivati della vitamina A. Che cosa sono i retinoidi? è vero che sono un elisir per "cancellare le rughe"? in particolare, il palmitato di retinile che vedremo in seguito è accusato addirittura di causare alcune forme di cancro della pelle. Ma andiamo con calma e senza farci prendere da inutili allarmismi.

 

La vitamina A è essenziale per la salute degli occhi e della pelle. Esiste naturalmente nel fegato, nel burro e nelle uova; e il suo precursore, il beta-carotene, si trova in verdure colorate come carote, patate dolci e spinaci. La pelle non può utilizzare la vitamina A così com'è, ma deve convertirla in acido retinoico affinché possa trarne beneficio. Alcuni decenni fa, questa connessione ha portato i dermatologi a individuare retinoidi topici che di fatto si scompongono formando acido retinoico, utilizzabile per trattare efficacemente le diverse malattie della pelle.

 

Alla fine del 1960, Albert Kligman, MD, Ph.D., un dermatologo presso l'Università della Pennsylvania, ha iniziato a testare un derivato della vitamina A chiamato "tretinoina" su alcuni pazienti con acne. Nel 1973, Kligman brevettò la sua formula per il Retin-A, il primo trattamento efficace dell'acne.

 

Circa dodici anni dopo, Kligman e Leida si accorsero che il Retin-A poteva rendere economicamente di più: i pazienti trattati con tretinoina avevano pochissime rughe e una pelle con toni molto uniformi rispetto a chi non aveva subito alcun trattamento con tretinoina. Kligman depositò un'altra serie di brevetti, e così il settore cosmetico si mise subito al lavoro per "sfornare" un'abbondanza di trattamenti antirughe a base di retinoidi.

 

Questi ultimi sono efficaci contro le rughe perchè agiscono staccando lo strato superiore di pelle, che uniforma il tono, e ispessiscono gli strati al di sotto, che spianano le rughe. I retinoidi stimolano anche il collagene, una proteina che mantiene la pelle compatta ed elastica, bloccando i geni che causano il suo invecchiamento e aumentando l'attività di altri geni responsabili della sua produzione.

 

Il problema che sta alla base dei retinoidi e che li fanno essere oggetto di dibattiti soprattutto in America, è che degradano alla luce ed è per questo che la maggior parte dei dermatologi raccomanda la loro applicazione di notte prima di addormentarsi. Ciò significa che la pelle, trattata con queste sostanze, è più sensibile a scottature solari. Non significa, di per sè, che il Retin-A produce effetti chimici nocivi alla pelle se sottoposto a luce del sole. E' necessario anche chiarire che l'uso di questi prodotti durante una normale giornata all'aperto non crea alcun problema, il degrado delle sostanze si ha solo sotto un'esposizione duratura e intensa.

 

Sta di fatto che sempre di più, per fini di marketing, il retinolo viene usato nelle creme solari protettive anche ad alto fattore.

 

In particolare l'elemento in questione è il palmitato di retinile, si trova in molte creme solari e prodotti per la pelle. È una forma di vitamina A, che nel corso degli anni ha dimostrato di essere molto benefica per la pelle. Alcune ricerche stanno dimostrando il contrario. La Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha appena terminato uno studio sugli effetti del palmitato di retinile sulla pelle, utilizzando come cavie i topi. Sono arrivati alla conclusione che il palmitato di retinile stimola la crescita di lesioni e tumori se esposto a luce solare diretta.

 

Il composto non è un ingrediente essenziale per la protezione solare, il che fa intuire che i produttori aggiungono il palmitato di retinile nelle creme solari come strumento di marketing per far valere i suoi benefici anti-invecchiamento. Il motto potrebbe essere: abbronzata e senza rughe...

 

L'Environmental Working Group, un'associazione americana in difesa dei consumatori senza scopo di lucro, si sta battendo per avvisare tutti che le creme solari contenenti vitamina A possono provocare il cancro. Secondo la stessa associazione, il 41 per cento dei prodotti di protezione solare con fattore 30 o superiore contiene palmitato di retinile; questa percentuale è aumentata significamente da cinque anni a questa parte. L'associazione raccomanda ai consumatori di evitare i prodotti solari contenenti il composto e richiede una migliore regolamentazione.

 

Dall'altra parte, c'è un gruppo di rappresentanti e dermatologi dell'industria cosmetica, tra cui alcuni con legami finanziari con le aziende cosmetiche, che non sono assolutamente d'accordo e tirano in ballo le proprie ricerche in proposito.

 

Cosa bisogna fare? Fino a che non condurranno altri test specifici non è possibile trarre una conclusione definitiva. Come spesso accade il consumatore è lasciato a sè stesso e al suo buon senso. Probabilmente, una buona idea è quella di evitare di usare di giorno i prodotti contenenti palmitato di retinile se questo compare tra i primi ingredienti elencati sulla confezione del prodotto; gli ingredienti elencati all'inizio dell'etichetta, infatti, tipicamente compaiono in concentrazioni più elevate rispetto a quelli elencati di seguito.

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