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Carenza di vitamina B12 in gravidanza pu causare la spina bifida


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La B12 e i folati sono vitamine del complesso B che sono necessarie per la normale formazione dei globuli rossi e dei tessuti, per la riparazione cellulare e per la sintesi del DNA. Dato che il corpo accumula nel fegato riserve di vitamina B12 e di folati sufficienti per un periodo che va dai 3 a 5 anni, la carenza di queste vitamine e i sintomi a essa associati possono richiedere mesi o anni per manifestarsi negli adulti. Neonati e bambini mostrano invece segni di carenza più rapidamente, in quanto non hanno ancora accumulato una riserva abbastanza ampia.


Secondo una ricerca, la carenza di vitamina B12 esporrebbe il bambino ad un rischio cinque volte più alto di nascere con difetti congeniti come la spina bifida o l'anencefalia.

 

L'alimentazione delle future mamme durante i nove mesi di gravidanza é fondamentale ma spesso, anche se equilibrata, non è sufficiente a fornire l'apporto di tutti i nutrienti necessari a garantire il benessere e la salute del nascituro.

 

Una particolare attenzione va mostrata da due categorie di donne: le vegetariane ed in generale chi consuma poca carne, in quanto la vitamina B12 è prevalentemente contenuta in alimenti di origine animale e nella carne, e le gestanti con problemi intestinali, che di frequente possono provocare un difficile assorbimento delle vitamine e dei minerali.

 

Nutrienti basilari come la vitamina B12 potrebbero risultare carenti e, in questo caso, é consigliabile supplire alla suddetta deficienza non solo attraverso un'alimentazione mirata ma anche con l'ausilio di integratori specifici. Una carenza di vitamina B12 esporrebbe infatti il bambino ad un rischio cinque volte più alto di nascere con difetti congeniti anche gravi. Un esempio è quello di problemi del tubo neurale come la spina bifida o l'anencefalia, quest'ultima mortale.

 

A mettere in guardia le gestanti é uno studio pubblicato sul magazine specializzato “Pediatrics” e condotto dai alcuni ricercatori del National Institutes of Health, del Trinity College di Dublino e dell'Health Research Board (HRB) irlandese.

 

L'importanza di questo studio é indubbia perché, come hanno spiegato i ricercatori, un apporto adeguata di vitamina B12 già nel periodo precedente alla gravidanza permetterebbe di scongiurare numerosi problemi del feto. Lo sviluppo del cervello e del midollo spinale del bambino, di fatto, predispone il suo avvio già a partire dal 28esimo giorno dal concepimento. Molte donne in questo periodo così ristretto spesso non fanno in tempo ad accorgersi di essere rimaste incinte.

 

Il cervello e il midollo spinale del nascituro, le aree interessate dalla carenza di vitamina B12 in gestazione, possono essere tutelati con un corretto apporto della già menzionata vitamina ma anche con l'assunzione di acido folico durante la gravidanza.

 

La ricerca scientifica è stata svolta attraverso il monitoraggio di tre gruppi di volontarie. Gli scienziati hanno analizzato il sangue prelevato nel periodo compreso tra il 1983 e il 1990 da tre differenti gruppi di donne irlandesi. Il periodo scelto come base per la raccolta dei campioni, da 1983 al 1990, non é casuale: le donne irlandesi in quegli anni di rado assumevano integratori di vitamine prima del concepimento o nei primi mesi di gravidanza.

 

Il primo gruppo era formato da 95 donne incinte alle quali era stato diagnosticato un difetto del tubo neurale del feto; il secondo gruppo comprendeva 107 madri di bimbi nati con una malformazione del tubo neurale e, all'epoca dello studio, incinte di un figlio sano; il terzo gruppo era composto da 76 gestanti con una condizione del tutto simile alle 95 del primo gruppo ma già coinvolte in un altro studio clinico.

 

La ricerca ha mostrato che nelle donne che presentavano livelli di vitamina B12 inferiori ai 250 mg/ml prima della gravidanza il rischio di partorire un figlio con problemi del tubo neurale aumentava da 2,5 a 3 volte rispetto alle donne con alti apporti di B12. Inoltre, la misurazione dei livelli di B12 e di folati nelle volontarie partecipanti allo studio comparata con le analisi delle madri incinte di bimbi sani ha permesso di rilevare che il rischio di dare alla luce un bambino con difetti congeniti era di 5 volte maggiore nelle donne con livelli di vitamina B12 bassi, compresi tra 0 e 149 mg/ml.

 

Lucia D’Addezio

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