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Abuso di lassativi


Farmacia Verbano Roma

Una cattiva abitudine assai diffusa al giorno d’oggi è l’abuso di lassativi. L’argomento riguarda principalmente gli anziani e le donne. Tra le ragioni principali c’è sicuramente la stipsi, molto diffusa tra le due categorie, mentre per quanto riguarda specificamente le donne c’è il desiderio di perdere peso.

C’è poi da considerare che molti lassativi sono comprabili senza prescrizione medica, il che potrebbe far supporre che gli effetti collaterali non siano poi così dannosi, ma, come vedremo, non è così ; sia chiaro che l’utilizzo saltuario difficilmente può dare fastidi, il problema è solo ed esclusivamente l’utilizzo cronico.

Andiamo ora nello specifico a vedere le tipologie di lassativo reperibili sul mercato ed i problemi a cui si può andare incontro abusandone.

Lassativi che aumentano il volume

Sono polimeri polisaccaridici naturali o derivati semi sintetici di fibre vegetali. Queste sostanze non vengono degradate dagli enzimi nella prima parte dell’intestino, in quanto non digeribili, così trattengono acqua ed altre sostanze ingrandendo ed ammorbidendo la massa fecale, il che porta ad un aumento dello stimolo, ed inoltre alimentano la flora batterica intestinale.

In commercio ci sono la crusca, le fibre di psyllium, la gomma di guar (novafibra), l’agar, l’ispaghula. Tra tutti i lassativi sono tra i più blandi ed i meno nocivi, ma vanno sempre assunti con molta acqua, al contrario potrebbero causare occlusione intestinale.

In alcuni casi dopo i primi utilizzi si può verificare flatulenza ed un aumento del meteorismo.

Lo psyllium contiene elevati quantitativi di sodio, quindi è controindicato in pazienti ipertesi, e può dare reazioni allergiche, tipo riniti, broncospasmi e reazioni cutanee ; in qualche caso sono documentati in letteratura shock anafilattici.

Lassativi emollienti

Sono solitamente tensioattivi anionici, che emulsionano le feci con acqua e lipidi rendendole più morbide, aumentano l’acqua e gli elettroliti nel lume intestinale, riuscendo in questo modo a promuovere il transito lungo l’intestino. Sono particolarmente indicati per chi ha problemi di fistole o di emorroidi, o comunque di secchezza. Tra queste le più note sono l’olio di vaselina e l’olio di ricino.

Entrambi sono poco tollerati e possono provocare irritazione del retto e dello sfintere anale, con diminuzione dell’assorbimento. L’olio di ricino ha anche un effetto contrattile sull’utero, quindi è controindicato in gravidanza.

Lassativi di contatto

Sono sostanze che irritano l’intestino, il quale, a contatto con esse, per liberarsene aumenta la sua peristalsi (attività di contrazione che favorisce la progressione delle feci nel tubo) e sono la categoria più abusata.

Hanno un’attività che si manifesta entro 6/8 ore, quindi è conveniente assumerli la sera prima di andare a dormire. Fanno parte di questo gruppo di sostanze il bisacodile (dulcolax, verecolene e alaxa), il sodio pirosolfato (guttalax ed euchessina), la cascara (fave di fuca, eparema), la senna (tisana kelemata, pursennid, agiolax),l’aloe, le supposte di glicerolo, che esplicano la loro azione a livello rettale.

Questi farmaci possono interferire con l’assorbimento di altri farmaci, provocare delle infiammazioni della mucosa intestinale, causare disidratazione con perdita di elettroliti quali sodio e potassio, provocare il cosiddetto colon atonico, cioè la perdita della naturale capacità di peristalsi con il paradosso di aumentare la stitichezza.

Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici. Bisacodile e pirosolfato possono causare osteomalacia, gastroenteropatie e gravi reazioni allergiche. Sembra anche che possano favorire forme tumorali.

Gli antrachinolonici, che sono contenuti nella senna, nella cascara,nel rabarbaro, nell’aloe, se utilizzati continuativamente rendono deboli gli enterociti e la mucosa tende a perdere di consistenza e tono. Un indice di questa situazione è la pseudo melanosi del colon, ossia la tendenza della mucosa ad assumere una colorazione scura, condizione che sembra favorire il carcinoma del colon e che regredisce dopo 1-3 mesi di sospensione dei lassativi.

Lassativi osmotici

Di questa categoria fanno parte il lattulosio (laevolac, duphalac, normase), il mannitolo, l’idrossido di magnesio (magnesia s. pellegrino), i sali fosfati di sodio (fosfo soda fleet), il macrogol (movicol, paxabel, selg, moviprep) il polietilenglicole (isocolan). Queste sostanze richiamano acqua nel lume intestinale, ammorbidendo le feci, ingrossando la massa fecale e favorendo quindi l’espulsione.

I carboidrati quali il lattulosio ed il mannitolo ad alte dosi possono dare problemi quali crampi, flatulenza, diarrea, nausea, alterazioni elettrolitiche, disidratazione.

I lassativi salini sono disponibili sia in forma orale che come enteroclismi. Nei casi di esami endoscopici o interventi chirurgici vengono utilizzati a dosi molto elevate per un lavaggio totale dell’intestino. Possono provocare crampi addominali, disidratazione, squilibri salini, problemi cardiaci e respiratori, infiammazioni dell’intestino. Nei casi più gravi di disidratazione e perdita di sali possono intervenire disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente se si è in trattamento con corticosteroidi, glicosidi cardiaci, o diuretici.

Per concludere, vista la mole di effetti collaterali possibili, sarebbe bene evitare l’abuso di lassativi, i quali seppur comprabili senza ricetta non vanno utilizzati a lungo senza consultarsi prima col proprio medico.

Dottor Andrea Ielmini - Farmacia Verbano RomaFarmacia Verbano Roma

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