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Tutti i pericoli nascosti negli additivi alimentari
Se sulla confezione di un prodotto alimentare leggessimo accanto al nome la dicitura “a base di alluminio” o “a base di nitrito di potassio”, lo compreremmo ugualmente? Eppure, sono solo alcune delle tantissime sostanze potenzialmente nocive usate come additivi alimentari
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Gli additivi nascono per conservare meglio gli alimenti e renderli più saporiti, agevolando anche il procedimento di lavorazione del prodotto. Da alcuni anni però, a dettare legge non è stato più il gusto e il sapore in cucina, ma la vista. Di conseguenza gli additivi sono stati potenziati e utilizzati soprattutto per abbellire i prodotti, fare insomma da vero e proprio trucco a gamberetti, biscotti e via dicendo.
La conseguenza è che, dei circa 360 additivi usati nel campo alimentare, una notevole quantità probabilmente va a finire nei nostri stomaci, addirittura sei chili l’anno a testa. La presenza di una quantità tale di additivi alimentari spiega anche la sempre maggiore resistenza di virus e batteri agli antibiotici.
Tanto per cominciare, andrebbero ridotti e soprattutto eliminati i più pericolosi. Vediamo quali sono e quali rischi per la salute comportano:
E123: Amaranto, colorante. Si usa soprattutto negli aperitivi e per le uova di pesce. Può provocare reazioni allergiche, intolleranza, depressione del sistema immunitario.
E127: Ponceau 4R o Rosso Cocciniglia, colorante: si usa per aperitivi, bevande analcoliche e insaccati. Può provocare intolleranza e allergie nelle persone sensibili.
E249 E 250: Nitrito di potassio e di sodio, conservanti: si trovano in prodotti a base di carne sterilizzati o tramite salatura. Possono provocare intolleranza e morbo blu nei bambini piccoli.
E242, Dimetilcarbonato, conservante: si trova in bevande aromatizzate analcoliche, vino senza alcol, concentrato di tè liquido. Può provocare (nelle cavie) tossicità al fegato, lesioni alla milza, midollo e testicoli.
E 586, Esilresorcinolo: si trova in crostacei freschi, congelati e surgelati. Può provocare reazioni allergiche o d’intolleranza. Nelle cavie, danni ai reni, alopecia, disturbi della fertilità, interferenza con gli estrogeni.
Attenzione anche all’alluminio, che serve per dare lucentezza ai biscotti e a certi dolci. La sua tossicità è provata.
Inoltre, gli studi fatti sugli additivi non riguardano le interazioni tra le varie sostanze, che potrebbero avere conseguenze anche peggiori. Il mondo della ricerca non se ne sta certo con le mani in mano: tecniche all’avanguardia, sperimentate in Italia (Politecnico di Torino) mirano ad individuare i corpi estranei e i contaminanti nelle confezioni degli alimenti. Nel frattempo, prendete nota degli additivi “incriminati”e se li incontrate, magari scritti su qualche etichetta, meglio evitarli.
Andromeda Aliperta
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