Alimentazione-
Educazione Alimentare
Meno sodio nella dieta salva la vita e fa risparmiare
La maggior parte del sodio che consumiamo nella nostra alimentazione viene ingerito sotto forma di cloruro di sodio, il comune sale da cucina. Altre forme di sodio si trovano anche negli alimenti e ciò dovrebbe indurre a fare più attenzione alla quantità effettiva di sale presente nella nostra dieta.
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Oltre a ridurre la mortalità delle patologie cardiovascolari, con una dieta povera di sodio si risparmierebbero a livello globale 32 miliardi di dollari annui in spese sanitarie.
Uno studio finanziato dalla “Rand Corporation” e pubblicato sul magazine scientifico “Journal of Health Promotion” (numero di Settembre-Ottobre) prende di mira il sale, attribuendo a questa sostanza conseguenze gravi e spesso mortali per chi ne abusa. Secondo gli studiosi, non soltanto il sale sarebbe la causa della morte di milioni di persone ogni anno ma contribuirebbe anche ad un enorme spreco di denaro pubblico a livello mondiale.
Infatti, soltanto negli Stati Uniti, evitando il sale o riducendone drasticamente l’uso si risparmierebbero circa 18 milioni di dollari all’anno in spese sanitarie. A livello globale la gravità della situazione è ancora più lampante: una riduzione di sale nella dieta degli abitanti della Terra, soprattutto nei Paesi ricchi, porterebbe a registrare una diminuzione di circa 11 milioni di casi di ipertensione all’anno. Inoltre si ridurrebbe, di conseguenza, l’incidenza delle malattie cardiovascolari, una delle principali cause di mortalità nel mondo sviluppato.
Globalmente, con una dieta più attenta e morigerata, si potrebbero risparmiare circa 32 miliardi di dollari all’anno in spese di natura sanitaria. Anche l’Italia non è esente dai pericoli del sale: ogni anno nel nostro Paese si registrano 15 milioni di casi di ipertensione, con circa 240 mila morti dovuti alle conseguenze di questa patologia.
L’equipe, guidata dal Dr. Kartika Palar, ha specificato che la dose massima di sale ingeribile quotidianamente da un adulto senza causare danni all’organismo è di 2,3 mg. Gli anziani, i bambini ed in generale i soggetti “deboli” ed a rischio ipertensione dovrebbero ridurre drasticamente l’assunzione di sodio.
Lucia D’Addezio
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