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Cibo scaduto, quando si può mangiare?


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Milena Usai

Articolo scritto il 20-6-2013.



In tempo di crisi non si butta via niente, tantomeno gli alimenti! E se questi sono scaduti? Non si buttano via comunque, o almeno non sempre, e non solo perché di questi tempi gli sprechi alimentari collimano male con la difficoltà ad arrivare a fine mese ma pure perché mangiare cibi scaduti non significa necessariamente rischiare la salute e, in alcuni casi, la vita. Come mai? Diciamo che è tutta una questione di diciture e che vi è una differenza sostanziale, o se vogliamo vitale, tra le due forme “consumare preferibilmente” e “consumare entro”.

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La normativa europea, infatti, parla chiaro: la dicitura “consumare preferibilmente” indica il periodo entro il quale il prodotto non diventa pericoloso in termini di sicurezza alimentare ma perde semplicemente le sue proprietà organolettiche, mentre la dicitura “consumare entro” si applica su cibi ad alta deperibilità che non devono essere consumati oltre la data riportata sulla confezione, poiché dopo la scadenza certi alimenti, come il pesce e il latte fresco oppure la carne di maiale e il pollame, diventano portatori di batteri nocivi. Dunque, poiché in questo secondo caso la scadenza non è per nulla negoziabile, certi alimenti devono finire tassativamente nell’immondizia.

Detto ciò, passiamo ora agli alimenti che possono essere consumati senza alcun timore anche qualche tempo dopo la data di scadenza.



Yogurt e Formaggi – A differenza del latte fresco che per legge deve essere consumato entro 7 giorni dal suo confezionamento – l’odore e il gusto rancido vi faranno demordere dall’intento di berlo copiosamente – lo yogurt e alcuni formaggi possono essere mangiati anche dopo la data di scadenza. Nello specifico lo yogurt può essere consumato fino a 3-4 giorni dopo la data indicata nella confezione, quando cioè i fermenti lattici cominciano a ridursi. Per quanto riguarda i formaggi ci riferiamo naturalmente a quelli stagionati e a pasta dura che dopo la scadenza tendono a mettere su un po’ di muffa. In sostanza, per mangiarli basterà rimuovere la muffa e gustare la parte più interna.

Uova – Le uova, crude o alla coque, andrebbero consumate nei 2-3 giorni successivi alla scadenza, mentre quelle sode e fritte devono essere consumate preferibilmente entro una settimana dalla data riportata sulla confezione, poiché dopo circa 10 giorni dalla data di scadenza le uova vengono contaminate da pericolosi microrganismi.

Pesce e Prodotti surgelati – Se conservati correttamente, il pesce e altri prodotti surgelati possono essere consumati fino a 2 mesi dopo la scadenza indicata.

Pesce in scatola (ad esempio il tonno) – Anche questo se conservato correttamente può essere consumato, senza alcuna conseguenza di salute e gusto, pure qualche mese dopo la data di scadenza.

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Pasta e Riso – Avendo una scadenza parecchio lunga, generalmente di 2 anni, la pasta e il riso possono essere consumati senza alcun problema anche qualche mese dopo la data indicata.

Salumi – Per i salumi affettati e, in particolare, confezionati è bene rispettare la data di scadenza poiché già dopo due giorni potrebbero essere contaminati da alcuni batteri. Inoltre, a causa delle alterazioni biochimiche e microbiologiche, dopo 8-10 giorni i salumi diventano assolutamente immangiabili.

Biscotti secchi e simili – Come la pasta, i biscotti secchi hanno una scadenza abbastanza lunga e perciò possono essere consumati anche a distanza di alcuni mesi dalla data di scadenza, peccato però per la progressiva perdita del gusto e della consistenza.

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Olio – Se la qualità dell’olio è ottima, questo può durare fino a 6-8 mesi oltre la data di scadenza, soprattutto per via delle sue quasi inalterate caratteristiche organolettiche. Se il prodotto è invece di bassa qualità, l’olio può risultare sgradevole e dannoso ancora prima della sua scadenza, figuriamoci dunque dopo.

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Bibite – Tutte le bibite, se chiuse e ben conservate, possono essere consumate fino a qualche mese dopo la data di scadenza.



A questo punto non ci resta che concludere con un deciso e perentorio – siamo pur sempre in tempo di crisi - "occhio allo spreco" che fa tanto Cristina Gabetti di Striscia la Notizia!

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